Maldestro presenta “EgoSistema”. Intervista ad ego aperto.

Abbiamo  incontrato il cantautore napoletano Maldestro per una chiacchierata sull’ultimo album “EgoSistema” ma anche tanto altro. Un universo-uomo fatto di immagini, pensieri, personaggi che fluttuano voluttuosi tra i tanti progetti di un artista poledrico.
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Antonio, più che un’intervista a cuore aperto, la nostra è una chiacchierata ad “Ego” aperto sulle canzoni di questo nuovo progetto. Partiamo proprio dal cuore, disegnato anche sulla copertina del disco. Secondo te come se la gioca con l’ego?

Penso che cuore ed ego siano sempre e completamente in lotta. Ogni tanto vince l’ego, ogni tanto il cuore ha la meglio su tutto. La soluzione sarebbe trovare un equilibrio perfetto tra le due cose. L’ego è fondamentale per l’essere umano, ma non deve prevalere, “sforare”; in questo modo, finirebbe solo per fare danni. La cosa più giusta sarebbe costruire un ponte tra cuore ed ego…

So che “EgoSistema” è un album che, almeno dal punto di vista della scrittura, non ha avuto una gestazione lunghissima…

Sì, è vero, l’ho scritto in pochi mesi, da Novembre 2019 a Gennaio 2020. Rispetto agli album precedenti, è stato diverso il metodo, nel senso che prima tendevo solitamente a prendere la chitarra o il pianoforte e cominciavo a scrivere canzoni. Per questo disco, invece, ho cercato prima un suono diverso, ho creato prima gli arrangiamenti e poi ho cominciato a scrivere, quindi è stato partorito in maniera diversa. Mi sono divertito molto. Ho concluso le registrazioni a Milano a Marzo del 2020, qualche giorno prima del primo lockdown. Sono tornato a Napoli giusto in tempo…

Nel primo periodo di pandemia sei anche tornato al tuo primo grande amore, il Teatro, scrivendo molto anche per questo…

Sì, in quei mesi ho lasciato stare un po’ la musica e mi sono dedicato al teatro, riprendendo delle cose già scritte e scrivendo dei racconti nuovi per ultimare il mio primo romanzo. Gli ultimi due anni li ho trascorsi così…

Qualche mese fa hai anche portato in scena al Teatro Piccolo Bellini di Napoli lo spettacolo “Io non sono pacifista”…

Sì, è uno spettacolo ispirato alla storia di Gino Strada. Ho letto i suoi libri e mi hanno letteralmente aperto il cuore a metà, così ho pensato di farne una pièce teatrale. E’ stato un bellissimo viaggio. Io amo molto il teatro civile. Questo è stato uno spettacolo necessario, e anche doloroso. Persone come Gino Strada devono essere raccontate, perchè si tratta di uomini in grado di “spostare” il pensiero e cambiare la visione del mondo. Per me è stato un onore poterlo far rivivere in questo spettacolo e poterlo rappresentare in qualche modo…

Iniziamo ad entrare nelle canzoni di questo disco. Parto dalla title track “EgoSistema”. La frase “Io fingo di ascoltare tutti” quanto ti somiglia?…

Parecchio. Mi somiglia parecchio perchè è così, talvolta siamo così presi da noi stessi che quello che dicono gli altri ci interessa poco. Nonostante io sia un “ascoltatore seriale” e mi piaccia molto ascoltare, ogni tanto fallisco vergognosamente…

Alla fine della canzone ci sono delle bellissime parole. Mi hanno colpito in particolare queste, perchè raccontano una grande verità: “Ci sono persone scritte al contrario, puoi leggerle solo da dentro, e allora ci devi entrare”…

Sì, a declamare queste parole è Cinaski, Vincenzo Costantino, un bravo poeta milanese, anche se dire bravo è molto riduttivo. E’ un grande poeta con il quale ho collaborato; ci siamo ritrovati una sera a Milano in un locale, assieme a Manuel Agnelli, e per caso è nata anche la nostra amicizia. Lui ha scritto molti libri e ha lavorato anche con Vinicio Capossela. Le persone scritte al contrario sono in assoluto le migliori che abbia mai incontrato in vita mia, hanno un pensiero diverso dai soliti schemi abituali. Faccio sempre il tifo per questo tipo di persone…

Sì questo è un po’ il discorso che facevamo prima, dell’equilibrio tra cuore ed ego. Trovare un equilibrio col mondo esterno ti aiuta poi a guardarlo meglio il mondo, e per trovarlo, secondo me, bisogna prima cercare dentro di sè, cercare chi si è, in modo che poi gli altri si possano accordare, un po’ come le navi sull’oceano. Il mondo è fatto di individualità che devono poi creare una comunità, e quindi è fondamentale trovare questo equilibrio…

Una delle mie canzoni preferite di questo disco è “Anna se ne frega”, un pezzo delicato e intimo che racconta anche di quanto a volte sia liberatorio “sbagliare e fregarsene”…

Assolutamente. Sbagliare ci aiuta a correggere il tiro, a comprendere chi siamo. Chi non fallisce, non fa. Sono un grande fan dei fallimenti perchè su quelli si costruisce e si guarda avanti. Sbagliare è fondamentale…

Un’altra canzone fortemente autobiografica è “Pezzi di me”. Hai in qualche modo ricomposto i pezzi di questo Puzzle?

No, non credo. O almeno, in quei tre minuti e mezzo di canzone, sì, perchè in quel breve tempo, canti, ti liberi, e in qualche modo ti rimetti a posto con l’universo. Poi subito dopo, i pezzi, e per fortuna direi, ritornano di nuovo sparsi, e quindi il lavoro che mi tocca fare ogni tanto è quello di raccoglierli e di metterli di nuovo insieme. Sono fatto di pezzi che si compongono e scompongono continuamente…

Probabilmente non basta una vita a raccogliere tutti i pezzi di sè

Ma forse nemmeno due…

“Il Panico dell’ansia”, L’ansia del Panico. Sono in qualche modo complementari o intercambiabili?

Sì, in base al livello di ubriacatura… (ride… n.d.r.)

Nel 2017 hai partecipato al Festival di Sanremo con “Canzone per Federica” (Secondo Posto tra le Nuove Proposte e  Premio Della Critica Mia Martini n.d.r.) che io considero una delle canzoni più belle mai scritte nella musica italiana. Rifaresti il Festival?

Sì lo rifarei. Sanremo è stata un’esperienza molto bella, divertente, appassionante. L’ho vissuta come se fosse veramente un gioco, cercando di non essere risucchiato dalle luci della ribalta. L’ho vissuta davvero come fosse una gita della scuola…

Quale canzone di questo disco avresti presentato a Sanremo?

Forse “Come Kim Ki-Duc”, uno dei pezzi che più mi rappresenta.

Hai citato il Regista “Kim Ki-Duc”, e in due pezzi dell’album citi Marilyn. Che rapporto hai con il Cinema?…

Con il cinema ho un rapporto straordinario. Sono un appassionato di film in bianco e nero, ma anche del cinema muto. Amo in particolare il cinema coreano che, secondo me, ha autori e registi fantastici, tra cui Kim Ki-Duc, Il cinema mi ha dato tanto, ed è una forma d’arte che, attraverso le immagini, la scrittura, il sonoro, esprime tantissimi sentimenti. E’ una forma d’arte completa…

C’è una frase che ripeto spesso nelle mie interviste con gli artisti, e che nel tuo caso, mi sembra particolarmente calzante: Ci sono “Dischi da leggere e Libri da ascoltare”. Tra i tanti, quali sono stati i libri che ti hanno cambiato e salvato la vita?

Uno dei libri che mi ha cambiato la vita è stato “La Fine è il mio inizio” di Tiziano Terzani, uno di quegli autori che “sposta il pensiero” e ti fa guardare le cose e il mondo in maniera diversa., Questo è stato un libro che mi ha aperto davvero gli occhi su tante cose e situazioni, soprattutto interiori. Terzani, oltre ad essere un giornalista di grande valore, è stato anche un uomo che è sceso spesso dentro di sè. A me ha donato tanto, quindi è un autore che consiglio a tutti…

Un altro pezzo che amo di quest’ album è “Paranoie”, canzone che racconta delle nostre fragilità. Mi piace questa frase che recita un’altra grande verità: “Farsi amare senza amare” è un piccolo reato…

Sì lo è, anche se io sono del parere che si cambia nella vita, si cambia almeno ogni mezz’ora. A volte riascolto cose che ho scritto un paio di anni fa e mi dico ” Ma questo sono io… io non la penso così ora…”. Questa frase ha in sè una piccola verità anche se penso che poi tutto è amore, e anche quando non si ama ci sono sempre delle ragioni d’amore. Riascoltandola oggi probabilmente non la riscriverei…

Cose dette da altri con le quali Maldestro è d’accordo o meno…

“Date fiducia all’amore, il resto è niente” (Giorgio Gaber)
Beh sì, sono d’accordo. L’amore è la ragione per cui tutto è…

“La Globalizzazione è un sistema studiato per far respirare il denaro attraverso la pace” (Alessandro Baricco)

Trovo che la globalizzazione abbia i suoi pro e i suoi contro, io sono per l’Umanità. Per me è un fallimento che l’Italia si chiami Italia e la Polonia si chiami Polonia. Mettere una bandiera per varcare un confine è come mettere un muro, e questo spesso è causa di guerre, ma è anche vero che la globalizzazione ha portato ricchezza culturale; rispetto a cinquant’anni fa, oggi è molto più semplice potersi confrontare con qualcuno che vive in Finlandia, e questo confronto ci porta a crescere, conoscere e comprendere anche altre culture e umanità.

“Ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso, e se tutto va bene, in nostalgia… (Fabrizio De Andrè)
Sì concordo… e con la morte concluderei io… Mi viene in mente una frase di un film d’animazione, quella della scena in cui Simba e il padre guardano l’orizzonte e Simba chiede al padre: A cosa serve l’orizzonte se noi ci avviciniamo e lui si allontana?… E il padre risponde: Per avanzare…
Anche se noi sappiamo che ad un certo punto c’è la fine, viviamo per avanzare, l’istinto umano ci porta ad andare sempre oltre. Sembra una follia ma la grandezza della vita è questa…

Ci saranno prossimamente appuntamenti live di concerti o teatrali?…

Sì, stiamo lavorando in questi giorni alla chiusura di alcuni concerti. Anche per il teatro è così. Ci saranno delle date estive ma non abbiamo ancora un calendario definito.

Nell’Egosistema di Maldestro come si vive?…

Una bomba… (ride n.d.r.)… Scherzi a parte, si vive tra terremoti e primavere…

“EgoSistema” Tracklist

1) Ma chi me lo fa fare
2) EgoSistema
3)Precario Equilibrio
4) Anna se ne frega
5) Pezzi di me
6) Il panico dell’ansia
7) Leggero
8) Segnali di fumo
9) Paranoie
10) Un’altra bella scena (porno)
11) Come Kim Ki-Duc

GIULIANA GALASSO

Angelina Mango: In “Formica” racconto le cose per come sono, senza filtri. Intervista

Ritratti Di Note ha incontrato la giovane cantautrice Angelina Mango, figlia dell’indimenticato Pino Mango, e della cantante Laura Valente. Angelina ha chiacchierato con noi, raccontandoci della sua musica, e del nuovo singolo “Formica”.

Angelina Mango

Angelina Mango

Angelina, la musica è nel DNA di famiglia. Quando hai deciso che questa sarebbe stata anche la tua strada e la tua professione?

In realtà ho deciso che questa sarebbe stata la mia strada quando ho concluso gli studi, e ho iniziato ad interrogarmi su quale sarebbe stato il mio futuro. La musica e il canto però hanno fatto sempre parte della mia vita; non ricordo l’attimo preciso in cui da piccola ho iniziato a cantare. Probabilmente quando ho iniziato a parlare, ho cominciato contemporaneamente anche a cantare.

Prima del singolo “Formica”, hai già pubblicato un EP, “Monolocale”. Questa nuova canzone però, nel testo e nei suoni, è abbastanza diversa dal lavoro precedente.

Beh, sì, sicuramente questo pezzo è una cosa nuova, si distanzia dal lavoro precedente ed è giusto che sia così; nello stesso tempo però, “Monolocale” è stato un percorso “di passaggio” che ha portato poi a “Formica”, e a quello che sono ora. Sono due progetti in qualche modo complementari, necessari l’uno per l’altro.

“Formica” è una canzone autobiografica, con un testo lucido, realista, a tratti forse anche rabbioso…

Sì, l’obiettivo era quello di scrivere una canzona che mi somigliasse, ma più che rabbia nel testo, direi che c’è oggettività, voglia di raccontare le cose come sono, senza filtri, senza veli, in maniera abbastanza cruda, senza edulcorarle, renderle migliori, ma nemmeno peggiori. E’ stato un modo di raccontare realistico, ma senza rabbia…

“Formica” è anche un video, scritto da te…

Sì, io ne sono autrice, ma è frutto del lavoro fatto insieme al regista Fabio Cotichelli. Le idee sono state molto importanti, perchè, essendo un video semplice, abbiamo puntato di più sull’aspetto simbolico ed emotivo del testo e dei contenuti…

Video: Formica

Questo singolo segna il tuo ingresso in Sony Music. Che valore ha per te far parte di una Major così prestigiosa?

Un valore importantissimo. L’ingresso in Sony mi ha fatto rendere conto per la prima volta che c’è qualcuno che crede in me, interessato ad investire nella mia musica e nel mio progetto. Uno può fare musica per tutta la vita ma quando c’è qualcuno disposto a lavorare con te, a seguirti, le cose cambiano; senti addosso anche un tipo di responsabilità diversa. Questo è proprio l’inizio definitivo della mia professione.

Il più grande consiglio, artistico ed umano, che ti ha lasciato tuo padre Pino…

Più che un solo consiglio, è un insieme di insegnamenti. E’ stato un processo di crescita che mi ha aiutato. Ho avuto la fortuna di attingere direttamente dalla sua esperienza. Vedendo il suo approccio alla musica, ho capito come poterlo fare io. Mi è bastato questo, senza aver bisogno di consigli particolari…

“Formica” farà parte di un album nuovo?

Sì certo. Ci sono anche delle canzoni nuove, che saranno pubblicate nei prossimi mesi. Il nuovo album è ancora in fase di creazione. Posso però dire che i nuovi pezzi saranno tutti molto “coerenti” con “Formica”, soprattutto a livello di tematiche, di auto-analisi, e di presa di coscienza. Questa volta le canzoni parleranno più di me che degli altri…

Cito una canzone di “Monolocale” che amo molto, ovvero, “Treno in corsa”, per chiederti se in questa fase della tua vita sei più “Formica” o “Treno in corsa”…

Non ho dubbi, “Formica”…

Quando non scrivi e componi, quale musica ti piace ascoltare?

Sono molto attenta a quello che succede fuori e mi piace ascoltare e conoscere cose nuove. Mi piacciono le cose “fatte per bene”, quelle che possono insegnarmi qualcosa, in primis a cantare, e poi a fare bene la mia musica…

Un sogno che speri di realizzare presto grazie alla musica?

Non ho un sogno in particolare da realizzare. Al momento, di sicuro, il progetto da realizzare è quello di pubblicare il mio prossimo singolo. Da questo punto di vista, sono molto “dosata” sui desideri, non vado molto oltre. Passo dopo passo, probabilmente cresceranno anche quelli…

In “Formica” parli anche di Milano, la città che, a suo modo, ti ha “accolto” e che è stata importante anche per la tua vita artistica. Credi che sarà la tua città per sempre o c’è un altro posto nel quale ti piacerebbe trasferirti e vivere?…

Al momento vivo a Milano. Ti confesso che faccio fatica ad immaginarmi in un altro posto. Vivo il presente, poi magari il futuro mi porterà da altre parti…

Visto che mancano pochi giorni, seguirai il Festival di Sanremo?

Sì, seguirò Sanremo come faccio tutti gli anni. Non faccio il tifo per nessuno in particolare, anche perchè può succedere che un artista che ti piace finisca per deluderti, mentre ti stupisca qualcuno che non ti aspetti. Mi piace essere sorpresa. Lo guarderò anche quest’anno con attenzione…

C’è invece un artista con il quale in futuro ti piacerebbe collaborare?

Difficile rispondere. Di sicuro “collaborare” con un altro artista, qualsiasi esso sia, è già di per sè una cosa formativa e importante…

Giuliana Galasso

Francesco Dal Poz presenta l’album “Zero”. Intervista

Ritratti di Note ha incontrato il cantautore veneto Francesco Dal Poz, per una chiacchierata sul nuovo progetto “Zero”,  album dal quale sono già stati estratti i singoli “Cerco casa” “Tisana” ed “Estate Spaziale”.

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Francesco, “Zero” è un album che nel titolo ha tutto il sapore della partenza, o della ripartenza…

Sì, come dici tu, è proprio un album “di ripartenza”. Quando sono entrato in studio, nel Marzo 2019, ho avuto subito la sensazione che qualcosa stava cambiando. In quest’album ci ho messo dentro anche tutte le esperienze e le cose fatte precedentemente, la musica ascoltata da adolescente. Lo definisco una ripartenza, perchè c’è stata una piccola grande rivoluzione interiore che ha poi portato alla realizzazione del disco stesso.

Dal punto di vista dei suoni, nel disco hai anche partecipato agli arrangiamenti insieme al produttore Roberto Visentin.

E’ stato un bel lavoro di squadra e la partecipazione di Roberto nell’arrangiamento di alcuni pezzi è stata preziosa.

L’artwork della copertina, curato da Federico Ferè, è assolutamente originale. In copertina ci sono dodici elementi che richiamano le dodici canzoni del disco.

Devo ringraziare Federico Ferè che è stato bravissimo a cogliere la mia sfida, ovvero quella di inserire in copertina dodici elementi che ricordassero le dodici canzoni contenute nell’album. Stando un po’ attenti si riescono a scoprire tutti.

So che hai fatto anche un contest con il pubblico presente alla presentazione ufficiale del disco.

Sì ho lanciato questo simpatico gioco alle persone presenti: chi fosse riuscito per primo ad individuare tutti i dodici elementi della copertina, avrebbe vinto un cd. Il disco è stato assegnato dopo poco.

I testi delle canzoni parlano di quotidianità, vita vissuta, e attingono molto anche alla tua di vita. In questo momento, c’è una canzone che ti somiglia più delle altre?

Bella domanda, direi “Pancake”, una canzone che parla dell’importanza di dedicare il giusto tempo alle persone che amiamo. In questi ultimi tempi mi sono ritrovato sommerso dagli impegni, come nel periodo pre-covid, e ho dovuto spesso mettere il lavoro prima di ogni cosa, anche prima degli affetti. Ecco perchè questa è la canzone che sento più vicina a me in questo momento.

So che ami molto Napoli, una città che ti ha affascinato sin dalla prima volta in cui l’hai vista. 
Una delle canzoni di quest’album, “Un sorriso alla volta”, è stata ispirata proprio da un episodio di vita di una ragazza napoletana…

Sì, mi è successa una cosa molto particolare su Instagram. Una ragazza napoletana, sapendo che ero un cantautore, mi ha contattato, e ha voluto condividere con me un episodio doloroso della sua vita: aveva perso qualche mese prima il suo grande amore, un ragazzo della mia età, venuto a mancare il 2 Maggio 2018, una data per me molto importante, perchè proprio in quel giorno avevo pubblicato “Il Cerchio”, una canzone scritta per mia nonna quando è venuta a mancare. Una serie di coincidenze che hanno portato poi alla nascita di questa canzone. Ho scritto “Un sorriso alla volta” pensando proprio a quella ragazza…

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Ci sono appuntamenti live pianificati per il prossimo anno?

Sì, sto lavorando ad un mini tour che mi vedrà insieme alla Band un po’ in tutta Italia. Speriamo di riuscire a fare tutto così come l’abbiamo pensato…

A te che sei così bravo a descrivere la quotidianità nelle tue canzoni, chiedo cosa sia la felicità. Qualcosa che somiglia di più alla serenità, da cogliere nel quotidiano, o un guizzo improvviso che ti travolge e poi ti lascia?

Mi piace distinguere tra serenità e felicità. In generale mi ritengo una persona mediamente serena; ho una sorta di pace interiore che è abbastanza costante, talvolta con alti e bassi; e poi ci sono momenti in cui la felicità esplode, guizza, per poi ritornare ad appiattirsi. La vita stessa, le cose quotidiane, il fatto di essere una persona normale, alla quale piace scrivere canzoni.
Ognuno trova il proprio modo di esprimersi. La musica è il mio. E mi sta regalando grandi soddisfazioni…

Parliamo degli artisti che hanno collaborato in quest’album.

Luca Donazzan dei “Lost”, band Meravigliosa, che ha suonato una parte di basso in “Tisana”; Reinaldo Anastacio, compositore brasiliano, che ha scritto una parte e ha cantato una parte in “Rio, e Riccardo Rossi di un’altra fantastica Band, “The Sun”, che invece ha fatto la parte ritmica in “Adesso è qui”

Piccolo spoiler: Ci sono canzoni nuove?

Sì, in realtà ho già iniziato prima dell’estate a lavorare con il mio team a un album nuovo. Tra qualche settimana torno in studio…

Giuliana Galasso

Tracklist di “Zero”

1) Tisana
2) Cerco Casa
3) Pancake
4) Vivere d’istanti
5) Banale
6) Un sorriso alla volta
7) Rio
8) Novantanove
9) Estate Spaziale
10) Adesso è qui
11) Bonsai
12) Non ho più nulla

Intervista a Caffellatte: scrivere è libertà

Abbiamo incontrato Caffellatte, nome d’arte di Giorgia Groccia, cantautrice, scrittrice e speaker di origini pugliesi, classe ’94, per parlare del nuovo singolo “Sottovuoto” e di tutti i nuovi progetti.

Caffellatte

Caffellatte

Giorgia, quando inizia il progetto Caffellatte?

In realtà questo nome ce l’ho da sempre, e quando ho iniziato a scrivere le prime canzoni e a pubblicare ufficialmente i primi singoli, ho voluto tenerlo.
Ho iniziato nel 2015 a scrivere canzoni, poi il resto è stato un divenire, una ricerca, soprattutto a livello di suoni, per capire quale sound mi piacesse di più. Con gli ultimi brani usciti, “Endorfine”, “Valium”, “Alcol Test” e “Carta Stagnola”, sono riuscita a trovare il mio vestito sonoro ideale. E’ stata davvero una evoluzione naturale.

Essendo anche una scrittrice, nasci in qualche modo dalle parole. Nel 2018 hai pubblicato il romanzo Blue Frammenti, in cui racconti, anche in modo crudo, il rapporto tra generazioni. Quanto è autobiografica quest’opera?

Il libro non è autobiografico. Racconto una storia totalmente inventata, ma essendo scritta in prima persona, mi sono immedesimata nel personaggio principale; ci sono degli spazi in cui ho utilizzato il “mio personaggio” per esprimere pensieri miei, ma la storia del romanzo, in cui si parla anche di violenza, di dinamiche familiari complesse e non belle, non è la mia. Il libro nasce comunque dall’esigenza di voler inventare qualcosa e di volermi raccontare in maniera allegorica. Scriverlo è stato divertente, e anche molto toccante ed emotivo…

Il singolo attualmente in promozione è “Sottovuoto”, canzone che racconta della sensazione di soffocamento provocato dall’essere tra la folla e al contempo della tristezza nel doverla rifuggire. Farà parte di un album?

Certo, “Sottovuoto” fa parte di un album che uscirà prossimamente. Ho iniziato a scrivere anche nuove canzoni, ma questa è una esigenza personale. Quando un’idea mi illumina e si accende “la lampadina”, io scrivo. La scrittura è una cosa libera; per fortuna in questo ultimo anno sono stata molto presa dalla scrittura, anche in maniera spontanea e naturale. Vedremo cosa salverò e cosa scarterò delle cose scritte in questi mesi, ma già solo il fatto di scrivere è una cosa positiva.

Tu sei anche una speaker radiofonica. In che modo la radio entra, se entra, nel tuo mondo musicale e nel processo di scrittura delle canzoni?

La radio e la scrittura non sono vasi comunicanti. La radio fa parte del mio essere versatile. Io amo in generale comunicare; per me, parlare al microfono, è una cosa bella. Ci sono persone che non riuscirebbero mai a stare davanti ad un microfono; io invece mi sento molto a mio agio.
Sono a mio agio sia nel parlare ad un interlocutore immaginario, non presente fisicamente, come accade in radio, sia quando devo parlare davanti ad un pubblico vasto. E’ una cosa che mi piace, che fa parte del mio lavoro di comunicazione. E’ una dimensione mia, che non interferisce, né in maniera positiva, né in maniera negativa con la scrittura dei brani…

Quali sono gli artisti che ti hanno formato umanamente e musicalmente?

Il primo è Franco Battiato, l’unico artista per il quale ho pianto quando è scomparso. Fa parte davvero della mia vita e del mio passato. Mio padre me lo faceva ascoltare sempre quando viaggiavamo in macchina. Insieme a Fabio Concato è davvero un pezzo del mio cuore.
Per il resto, essendo una persona curiosa, ho sempre ascoltato di tutto, anche generi musicali molto diversi tra loro. Una costante è stata sicuramente l’ascolto del Rap, italiano ed internazionale, sin da quando ero ragazzina. Ho amato Fabri Fibra, il Fedez degli inizi, Mecna, Guè Pequeno, Ghemon, Dargen D’Amico. Ho una lunga lista di artisti che mi hanno influenzato musicalmente.

Da speaker radiofonica e fruitrice di musica invece, cosa trovi di interessante attualmente nella musica italiana?

Mahmood e Blanco. Sono molto attratta dal sound e dalla metrica di Mahmood. Blanco invece sarà secondo me uno dei prossimi Big della musica italiana destinati a durare nel tempo. Ti dico senza ombra di dubbio loro due…

Quando Giorgia si sente “sottovuoto”, quale mezzo di “decompressione” utilizza oltre la scrittura?

Ultimamente una cosa che mi rilassa è il rumore bianco della Tv o dei Film. Anche se non sto seguendo un film su Netflix o in televisione, averlo in sottofondo mi calma tantissimo. Ti confesso che non riesco a dormire senza il rumore della Tv accesa. Anche correre mi piace, ed è un’abitudine che ho acquisito da pochi mesi. Spero che rimanga perche fa bene sia al corpo che alla mente.

Un sogno/progetto che speri di realizzare al più presto…

Beh, se devo sognare in grande, ti dico un concerto a Roma, all’Atlantico o al Palalottomatica. Non so se si realizzerà mai, ma sarebbe bellissimo. Una cosa più probabile invece sarà, dopo l’uscita dell’album, un Tour in diverse città d’Italia. Intanto incrocio le dita…

Un posto, oltre la città in cui vivi, che ti fa sentire a casa…

Sono romana d’adozione e considero Roma la mia città, ma un altro posto in cui mi sento a casa è Acri, in provincia di Cosenza, il paese di origine di mio padre. Lì ci sono tanti ricordi della mia vita, belli e brutti…

Giuliana Galasso

Arriva l’ “Open Bar”: intervista a Il Pagante

Abbiamo incontrato Il Pagante, il gruppo formato da Federica Napoli, Roberta Branchini e Eddy Veerus (Edoardo Cremona), in occasione dell’uscita del nuovo singolo “Open Bar”. Il trio milanese (e il collettivo di creativi e producer che li accompagna da sempre) ha festeggiato 10 anni dalla sua formazione e in questi 10 anni tra canzoni certificate ORO e PLATINO, due dischi d’Oro e un libro hanno raccontato vizi e virtù di una intera generazione, nata e cresciuta con i social network.

Il Pagante

Il Pagante

Ragazzi prima di parlare del nuovo singolo “Open Bar”, torniamo piacevolmente al passato e raccontatemi come è nato il Progetto “Il Pagante”

Il Progetto nasce nel 2010, dalla Pagina Facebook omonima che raccontava della vita e dei comportamenti dei ragazzi prettamente milanesi. Io e Roberta (Branchini n.d.r.) ci conoscevamo già, perchè andavamo a scuola insieme, e abbiamo deciso, insieme a Federico del Duo Merk & Kremont di scrivere una canzone sul “Pagante”. Era stata pensata come una goliardata tra amici; non ci saremmo mai aspettati il successo che la canzone avrebbe poi ottenuto. Dopo il terzo singolo insieme, si è aggiunto Eddy Veerus, cugino di Kremont, e con questa formazione “familiare” abbiamo iniziato a spiccare il volo, nel senso che da lì è cominciato un percorso sempre in crescendo. Nessuno di noi si sarebbe comunque aspettato tutto ciò che è successo dopo.

Le vostre canzoni hanno sempre affondato le radici nella quotidianità, nella realtà circostante. E’ così anche per questo nuovo singolo “Open Bar”, un pò figlio del periodo di chiusura che abbiamo vissuto, e che ci stiamo lasciando alle spalle…

Sì assolutamente. La cosa bella è che “Open Bar” è nata come canzone circa due anni fa, ma vale lo stesso concetto di oggi: Raccontiamo di questo Open Bar nel quale può arrivare improvvisamente un evento, atmosferico e non, a “rovinare la festa”, e quindi bisogna godersi il momento, cogliere l’attimo.
Poi è successo ciò che è successo, una pandemia mondiale, e abbiamo deciso di uscire con il singolo proprio nel momento in cui si ricomincia gradualmente a tornare alla normalità, quella normalità che prima odiavamo tanto, alla quale non davamo importanza. Adesso invece non è cosa scontata, c’è tanta voglia di normalità, e questa canzone invita gli ascoltatori ad assaporare davvero il presente. L’Open Bar, tra l’altro, è il momento in cui si può bere liberamente, senza limiti. Questa è ovviamente una metafora. Il senso e la lezione è che bisogna vivere ogni momento della vita prima che arrivi qualcosa a rovinarlo…

Citate giustamente la metafora perchè l’Open Bar è anche un pò il momento liberatorio del quale abbiamo tutti bisogno…

Esatto. Ed esprime la voglia di riprenderci i nostri spazi e tornare alla libertà.

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Il singolo è prodotto da ITACA, che fa parte della Famiglia “Merk & Kremont”

Sì, come ti dicevamo anche prima, con Merk & Kremont ci sentiamo un pò in famiglia; le produzioni dei nostri primi pezzi le hanno fatte tutte loro. Tornare a collaborare con ITACA è un pò come ritornare a casa. Ci sentiamo bene, c’è grande amicizia, e Merk & Kremont sono sicuramente tra i migliori produttori in Italia.

“Open Bar” farà parte di un nuovo album?

Sì. Il periodo di stop forzato ci ha dato la possibilità di concentrarci sull’album, che uscirà tra non molto, ma sicuramente dopo l’estate. Dietro ogni brano di un disco c’è sempre un grande lavoro. A noi piace fare lunghe riunioni nelle quali scegliere le tematiche dei brani e curarne ogni dettaglio…

Nel progetto “Il Pagante” portate le vostre individualità. Andate sempre d’accordo?

Di grandi litigate tra di noi non ce ne sono mai state. E’ un po’ come succede tra fratelli, nel senso che è normale discutere, ma alla fine abbiamo lo stesso traguardo, lo stesso obiettivo…

Quali sono le vostre influenze musicali individuali, che in qualche modo ritornano nella musica che fate insieme?

Ognuno di noi ha sicuramente gusti differenti, ma il nostro minimo comun denominatore sono il Rap italiano e la musica elettronica. Ognuno fa poi ascolti diversi; Federica, ad esempio, ascolta molto cantautorato italiano, è cresciuta con Battisti, Baglioni, De Gregori…

Nel vostro personale Open Bar cosa non può assolutamente mancare?

Dell’ottimo Gin Mare…

Ci saranno appuntamenti live prossimamente?

Sì, ci stiamo lavorando. I vostri lettori possono seguirci sui nostri Social, Facebook ed Instagram, ed essere aggiornati sugli appuntamenti dal vivo. Abbiamo voglia di tornare live nelle discoteche…

Giuliana Galasso

 

Amici 20. Intervista a Aka7even: “Vi aspetto in tour per cantare insieme a me!”

Per lo Speciale “Amici20″, abbiamo incontrato Aka7even, il ventenne cantautore napoletano, reduce dall’esperienza del Talent. Dopo aver presentato all’interno della trasmissione canzoni quali “Yellow”, “Mi manchi”, “Mille Parole”, Aka7even, (All’anagrafe Luca Marzano n.d.r. )è attualmente in promozione con il nuovo singolo “Loca”, tratto dall’album d’esordio “Aka7even”.

aka7even

aka7even ph Fabrizio Cestari

Intervista
Luca come stai?

Bene. Viaggio ogni giorno, lavoro ogni giorno, ed è tutto bello…

Prima di parlare di “Amici”, facciamo un passo indietro. Quando e come è nata in te la passione per la musica e per il canto?

La passione per il canto è nata quando avevo l’età di quattro anni circa. A casa tendevo sempre a cantare, ma nessuno all’inizio percepì questa dote, finchè non hanno deciso di portarmi a scuola di canto, e da lì si è capito che avrei fatto questo, per molto tempo. All’inizio in modo amatoriale, ma è stata l’occasione per cominciare…

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di “Amici”?

L’esperienza di “Amici” mi ha lasciato sicuramente una maturità maggiore rispetto a quella che avevo prima, sia a livello artistico, di palcoscenico, che a livello personale. Mi sento molto maturato…

E’ cambiato qualcosa nel tuo approccio alla musica?

Sì, l’approccio è molto più professionale, sia in quello che viene buttato giù a livello testuale, che a livello di produzioni e di suoni.

Sei stato citato simpaticamente durante l’intervista fatta ad Alessandro Cavallo (Ballerino n.d.r.) perchè lui ci ha raccontato che qualche volta è stato vittima dei tuoi scherzi, e di quelli di Deddy…

Sì vero… (ride n.dr.)

Che rapporti hai stretto con i ragazzi in Casetta?

Ho avuto un buon rapporto con tutti, ma si è creato un legame profondo proprio con lo stesso Alessandro, con Deddy e Tancredi. Con loro ho stretto tantissimo. Condividevamo tutto ogni giorno, se c’era un po’ di tempo libero stavamo sempre insieme. Qualche giorno fa ci siamo visti, quindi ci frequentiamo tutt’ora. C’è un rapporto bellissimo tra noi…

Aka7even Autore, Aka7even interprete. Come convivono queste due dimensioni?

Convivono bene. Io in realtà nasco come interprete, poi, in un secondo momento ho cominciato anche a scrivere. Le due cose per me sono abbastanza connesse. Nel momento in cui interpreto un pezzo, cerco di scrivere un sottotesto all’interno che mi rappresenti, quindi è come se ciò che canto lo avessi scritto io.

Una domanda dei tuoi Fans. Quando hai scritto il pezzo “Black”, l’ispirazione per scriverlo da dove è nata?

L’ispirazione per comporre questo pezzo è nata da uno stato d’animo molto cupo, in un periodo in cui mi trovavo in difficoltà all’interno della Casetta, e l’unico sfogo era scrivere o conversare con qualcuno. Nel momento in cui ho iniziato a scrivere, è nata “Black”

Quali sono gli Artisti che hai ascoltato fin da piccolo e ti hanno formato umanamente e artisticamente?

Alex Baroni, Pino Daniele, Michael Jackson, Justin Bieber…

Il primo grande sogno che vuoi realizzare adesso, dopo “Amici”?

Sicuramente iniziare i Live, partire in Tour. Uno dei miei sogni è stato sempre quello di avere un palco a disposizione, e sotto i miei Fans che cantano assieme a me le mie canzoni. Da Gennaio ci sarà la possibilità di fare tutto questo…

Uno dei miei pezzi preferiti è “Yellow”. Come è nata questa canzone?

“Yellow” è nata con una Pop Line già pronta, che avevo creato io. Mi trovavo in un B&B con uno dei miei pre-produttori, avevo un mal di pancia forte, e in napoletano, quando hai mal di pancia e sei un po’ opaco in viso, si dice “Stai tutt’ ingialliat”. Io ho trasformato questo essere “Ingialliato” in “Yellow”…

Tre aggettivi per descriverti…

Esuberante, creativo e… il contrario di monotono

 

Ci racconti se e quanto sia autobiografica la canzone “Luna”?

“Luna” è una canzone “semi”autobiografica, soprattutto perchè è stata scritta con Tancredi, quindi nel pezzo c’è parte di me e parte di lui.
Nasce in un momento di divertimento totale; mi mancava il secondo pezzo ad “Amici”, e ho detto a Tancredi “Dai, iniziamo a scrivere qualcosa se ti fa piacere”. Ho deciso di finirla nell’album perchè poi è nata la canzone “Mille parole”…

Il consiglio più prezioso che ti ha dato la tua Coach, Anna Pettinelli?

Di sicuro quello di “Non mollare” nel momento in cui ero in difficoltà nel programma; ero in caduta libera e stavo male psicologicamente. Lei mi ha sempre sostenuto e mi hai detto “Tu hai una dote grandissima, non puoi mollare proprio adesso, quindi alzati e riprenditi, perchè non sai neanche fuori cosa ti aspetta”…

 

Un pensiero per le Pagine Dedicate a te e per tutti i Fans che ogni giorno ti seguono con grandissimo affetto…

Ringrazio tutti per il grandissimo sostegno che mi ritrovo ogni giorno sui Social e in qualsiasi altro contesto. Un messaggio che mi piacerebbe lanciare è quello di non mollare mai, di inseguire sempre un sogno. Sognare non costa nulla. Nel momento in cui c’è qualcuno che blocca il sogno di qualcun altro, bisogna andare dritti alla meta e non ascoltare altro; sentire solo il proprio istinto, seguirlo e andare avanti…

Luca nel salutarti facciamo una menzione speciale per “Loca”, il tuo nuovo singolo, già molto amato e ascoltatissimo in radio e su tutte le piattaforme digitali. Sarà una delle Hit di questa estate.

Grazie mille davvero!

Giuliana Galasso

Ritratti di note danzanti: intervista a Serena Marchese

Per lo Speciale “Ritratti di Note Danzanti”, abbiamo incontrato Serena Marchese, una delle Ballerine dell’ultima Edizione del Talent “Amici”. Anche per Serena sono arrivate in redazione numerose domande e curiosità dei Fans.

Serena Marchese

Serena Marchese

Serena partiamo da un ricordo di questa bellissima esperienza che è stata “Amici”

“Amici” è stata una esperienza bellissima, inaspettata, e mi ha insegnato tante cose. Ne sono uscita una persona diversa. Sono contentissima di tutto quello che ho fatto e, se potessi, rifarei questa esperienza altre mille volte…

A quanti anni hai cominciato a danzare?

A due anni e mezzo, e grazie a mia madre. E’ stata lei che mi ha portato per la prima volta in sala.
Vi racconto un aneddoto simpatico. Mia madre in realtà avrebbe voluto iscrivermi a danza quando avevo solo un anno e mezzo, ma l’insegnante non mi ha potuto accettare all’epoca, perchè indossavo ancora il pannolino (ride n.d.r.) e quindi siamo tornate a scuola un anno dopo. Ho iniziato con la propedeutica, il gioco danza, per poi proseguire, e cominciare a studiare e a perfezionare i vari stili, il Classico, il Moderno, il Contemporaneo, fino ad arrivare alla Ginnastica Artistica.

Una domanda da parte dei tuoi Fans che mi ha fatto sorridere. Serena sei andata ad “Amici” per la trasmissione in sè o per avere l’occasione di lavorare con Alessandra Celentano?

Io sono da sempre una grande Fan di “Amici”. Lo seguo fin da quando ero piccola, e ho sempre ammirato artiste come Elena D’Amario, sognando di partecipare anche io un giorno al Talent, e di fare lo stesso percorso. Volevo provare questa esperienza, e sapevo che lavorare con professionisti qualificati come la Maestra Alessandra Celentano sarebbe stato formativo e bellissimo. E’ stato esattamente come mi immaginavo…

Il consiglio di Alessandra Celentano che seguirai a vita…

Ho un ricordo in particolare, in merito a questa cosa. Quando ero in Casetta, lavoravo spesso sui passi a due con Tommaso Stanzani (Ballerino anche lui n.d.r). Quando Tommy è uscito, la prima cosa che ho chiesto alla Maestra Celentano è stata: “E adesso come faccio?”… Lei mi ha risposto “Serena devi imparare a darti forza da sola, a contare su te stessa, perchè non sempre nella vita avrai qualcuno accanto. Da quel momento ho cercato di lavorare su questa cosa. Un altro insegnamento prezioso che mi ha dato è che solo la tecnica non basta. Non basta alzare una gamba o fare bene una piroetta, ma bisogna curare anche i dettagli. Curando il dettaglio, il tutto risulta più armonioso. Ho cercato di fare tesoro anche di questa cosa…

Da come parli di Tommaso Stanzani, immagino sia una delle persone con cui hai legato di più in casetta…

Sì, con Tommaso ho legato tanto. Ci ritrovavamo sempre di sera a parlare, a fare un pò il resoconto della giornata appena trascorsa. E’ la persona che mi è stata vicina anche nei momenti in cui non avevo molta fiducia nelle cose che stavo facendo. Mi ha sempre rassicurato e spronato ad impegnarmi.

Serena, a pochi giorni dalla sua scomparsa, chiedo anche a te un ricordo di una grande stella della danza quale Carla Fracci…

Carla Fracci è stata un pilastro della danza. Lei ed Eleonora Abbagnato son le ballerine di Classico alle quali mi ispiro sempre. Per quanto riguarda lo Stile Moderno, le mie fonti di ispirazione sono invece Lorella Cuccarini e la già citata Elena D’Amario.

Cibo preferito?

La pasta con pomodoro e mozzarella

Tra gli Stili ballati ad “Amici”, ne hai uno preferito?

Io nasco come ballerina moderna , quindi il Moderno è il mio stile del cuore, ma adoro anche il Classico, e mi sono divertita a ballare anche stilli come il Samba o la Rumba, difficili da studiare in breve tempo. Magari un domani perfezionerò anche questi. Ti confesso che mi piace anche la Salsa.

Serena e la Musica: Generi che ascolti e Artisti preferiti…

Ti posso dire intanto cosa non ascolto: il Rock. Di solito ascolto molta musica italiana e artisti quali Fabrizio Moro, i Negramaro, Eros Ramazzotti, Madame. Tra gli artisti internazionali mi piace molto Michael Jackson.

Una canzone sulla quale creeresti una coreografia…

La mia canzone per una coreografia “Solo” è “I Can Fly”. Un’altra musica bellissima sulla quale mi piacerebbe creare una coreografia è “Cuore Sacro”.

Sei tifosa di una squadra di calcio?

Sono Juventina, ma in verità non seguo molto il calcio…

So che in questo momento stai lavorando ad un nuovo progetto…

Sì, sto lavorando con una nuova Compagnia di Ballo a Roma, e metteremo in scena degli spettacoli a Luglio e ad Agosto…

Quando danzi, quali immagini hai davanti agli occhi?…

Dipende dalle emozioni che vuoi trasmettere. Io questa cosa l’ho lavorata tantissimo all’interno della Scuola di “Amici”. Prima non avevo una immagine ben chiara e quindi non riuscivo a lasciarmi andare; adesso, prima di iniziare una coreografia, penso a quello che voglio trasmettere, e a quello che vorrei vedere in una persona. Se una coreografia, esprime tristezza, cerco di immaginarmi ovviamente una scena triste; se esprime allegria, cerco di pensare ad un sorriso gigantesco e alle cose belle della vita. E’ tutto molto legato, e viene tutto naturale…

Un pensiero a tutte le Pagine Dedicate e ai Fans che ti seguono quotidianamente con grande affetto…

Un Grazie immenso. Quando ero in Casetta, non mi rendevo assolutamente conto di quello che mi aspettava fuori.
Una volta uscita, sono davvero rimasta a bocca aperta per le parole che mi hanno scritto tante persone, e per il loro affetto.
Ogni giorno su Instagram mi fa piacere ripostare le cose quando vengo taggata. E’ una cosa nuova, ma è bellissimo essere amati da così tante persone.
Vorrei dare loro un grandissimo abbraccio. Dico sempre che i cantanti sono fortunati perchè hanno gli Instore, i Firmacopie, e possono incontrare le persone e i Fans.
Sarebbe bello creare un evento anche per noi Ballerini, per incontrare i Fans e fare le foto con loro.

Hai ragione Serena. Mi faccio portavoce di questo progetto: Creiamo degli eventi Instore anche per i Ballerini, magari in sale da ballo, nelle quali posso esibirsi e incontrare i Fans… 

Giuliana Galasso

Ritratti di Note Danzanti: intervista a Alessandro Cavallo

Per lo Speciale “Ritratti di Note Danzanti”, abbiamo incontrato Alessandro Cavallo, il ballerino finalista di “Amici 20″. Anche Alessandro ha risposto con grande simpatia e disponibilità alle nostre domande, e a quelle dei Fans giunte numerose in redazione nelle ultime settimane.

Intervista

Alessandro partiamo da un bilancio di questa edizione di “Amici” che per te è stata davvero strepitosa...

“Amici” è un percorso unico. Una esperienza, unica nella vita, che mi ha migliorato molto, e ha cambiato anche la mia concezione della danza. Una bellissima esperienza che mi ha messo alla prova su diversi stili, e ha permesso di mettermi in discussione da diversi punti di vista.

Fin da subito hai stretto un bellissimo rapporto con la tua Maestra, Lorella Cuccarini. Quale è stato il consiglio più prezioso che ti ha dato Lorella?

La Maestra Lorella è stata per me un grandissimo supporto all’interno della Scuola. In primis mi ha fatto conoscere meglio il mondo della danza, poi mi ha dato la fiducia e la sicurezza giusta per provare diversi stili, anche quelli che conoscevo di meno. Mettersi in gioco in una trasmissione che dà così tanta visibilità non è facile, ma lei mi ha sempre incoraggiato. Io mi sono affidato a Lorella Cuccarini totalmente, e ho fatto bene, perchè mi ha fatto fare un percorso fantastico all’interno del programma.

Alessandro dopo “Amici”, in che modo proseguirà il tuo percorso nel mondo della danza? Continuerai solo con lo stile classico o perfezionerai anche il moderno?

Lo stile classico fa parte di me, ma non voglio precludermi nulla, anche perchè non voglio abbandonare tutto quello che ho imparato ad “Amici”. Voglio continuare a mettermi in gioco come ho sempre fatto, e dedicarmi a diversi stili. La curiosità per le cose nuove credo sia fondamentale per l’arte. Io sono comunque aperto a tutto quello che il mondo artistico vorrà offrirmi

Hai mai pensato in qualche momento della tua vita di smettere di danzare?

No, non l’ho mai pensato. Sono nato con la danza, è una passione che mi ha sempre affiancato e nella quale mi sono rifugiato anche nei momenti difficili, quindi non mi sono mai posto questa domanda…

Alessandro e il Musical, in che rapporto sono?

Il Musical mi incuriosisce molto.
Io amo tutto il mondo dell’arte. Dire che sono pronto per il Musical è un parolone, perchè è un mondo assolutamente nuovo per me, e non è semplice. Affronterò anche questa esperienza che mi è stata offerta, cercando di dare del mio meglio, e mettendomi come sempre in gioco. (Alessandro, durante il Talent, ha avuto l’opportunità di partecipare ad un Musical n.d.r)

Alessandro e la Musica. Che generi ascolti e quali artisti ami?

Io amo tutta la musica, ascolto un po’ tutti i generi. Mi piace ascoltare musica e danzare sulla musica da mattina a sera. Ti confesso che ascolto di più musica internazionale rispetto alla musica italiana. Mi piacciono tantissimo Ed Sheeran e James Blunt.

Ci hanno emozionato le tue lacrime in trasmissione mentre danzavi, ed è comparsa sullo schermo in studio l’immagine di tua madre…

Sembra scontato dirlo ma la mia famiglia è tutto, è la mia forza, il mio grande punto di appoggio. I miei familiari mi sono sempre stati vicini, non prendendo mai alcuna decisione al posto mio, e lasciandomi sempre libero di scegliere e di sperimentare. Mi hanno sempre sostenuto, economicamente ed umanamente, qualsiasi cosa decidessi. Mi sono sempre vicini; la loro presenza sarà sempre fondamentale per la mia vita artistica.

Pensando invece alla tua seconda famiglia, quella di “Amici”, con chi hai legato di più?

Ho legato tanto con Aka 7 e Deddy. Tutti e tre abbiamo un po’ lo stesso carattere e lo stesso modo di scherzare, quindi ci siamo trovati subito in sintonia…

So che in casetta ti hanno fatto qualche scherzo divertente…

Me ne hanno fatti tanti di scherzi. Io ho paura delle cose paranormali e dei film horror. I ragazzi ne sono venuti a conoscenza, e si sono organizzati per l’occasione. Una sera, a luci spente, mi sono ritrovato Deddy, che faceva finta di dormire, alle mie spalle, con una faccia strana, e mi sono spaventato. Un’altra volta invece Aka 7 si è nascosto dietro una porta e all’improvviso è balzato fuori. Me ne hanno fatte davvero tante… (Ride… n.d.r.)

Alessandro qual è il tuo piatto preferito?

I cannelloni di mia nonna. Li aspetto tutte le domeniche. Quando so che li prepara, sono il primo ad arrivare. A mezzogiorno sono già a tavola. Sono davvero insuperabili…

Alessandro, un tuo ricordo di una grandissima stella della danza internazionale, Carla Fracci, scomparsa pochi giorni fa…

Sono davvero senza parole e sono scioccato per la sua scomparsa. Ho avuto la fortuna di poterla conoscere e incontrare nell’Accademia nella quale studiavo Danza. Un giorno è venuta ad assistere alle nostre prove.
Con lei se ne va l’emblema della danza italiana, ed un grande punto di riferimento.

Un pensiero alle Pagine Dedicate e ai Fans che ogni giorno ti seguono e ripostano le tue cose. E’ bello essere travolti da un affetto del genere…

Sì, è fantastico avere un appoggio ed un supporto così da parte loro. Mi scuso se non riesco a rispondere sempre a tutti, soprattutto in questo periodo, a causa degli impegni di lavoro e perchè sto trascorrendo più tempo con la mia famiglia.
Voglio però ringraziarli tutti per la fiducia che hanno in me. Mi danno tanta forza, e sapere che credono in me, è bellissimo.

Un’ultima domanda. Quale canzone sceglieresti per una coreografia ideata da te?

Mi permetto di risponderti dicendo quale è stato il pezzo più bello ed emozionante sul quale ho danzato: “La Cura” di Franco Battiato.

Grazie Alessandro, Grazie soprattutto per aver ricordato questo straordinario artista…

Giuliana Galasso

Intervista a Deddy: “Adesso l’obiettivo è continuare a lavorare e ampliare il gruppo di lavoro, sperando che le persone si ritrovino sempre nelle mie canzoni”.

Abbiamo incontrato Deddy, uno dei cantanti finalisti del Talent “Amici 20″, in occasione della presentazione dell’Ep d’esordio “Il Cielo Contromano”, già in classifica tra gli Album più venduti d’Italia. Questo risultato si affianca alla Certificazione Oro per “Il Cielo Contromano”, singolo con oltre 13 milioni e mezzo di stream su Spotify, e all’Oro  per “0 Passi”, che conta più di 11 milioni di stream su Spotify, e che è tra i singoli più venduti d’Italia secondo la Classifica Ufficiale FIMI/Gfk.

Deddy

Deddy

Intervista

Deddy, dalla fine di “Amici”, è stato un crescendo di emozioni…

Sì, sono molto felice dei risultati già raggiunti, delle Certificazioni Oro per “Il Cielo Contromano” e “0 Passi”.
Sono la stessa persona che è entrata nel Talent, ma ora ho preso molta più consapevolezza di quello che sono, come artista e come essere umano.
Adesso l’obiettivo è continuare a lavorare e ampliare il gruppo di lavoro, sperando che le persone si ritrovino sempre nelle mie canzoni.
Sarà un’estate di studio, non farò vacanze, e continuerò a perfezionarmi, in vista dei prossimi impegni.

Ci saranno eventi live questa estate?

Non sappiamo ancora nulla. Rimangono fissati gli eventi autunnali. In caso di cambiamenti e nuovi live, aggiornerò il pubblico sui miei canali social. Spero davvero di cantare in tutta Italia al più presto…

Deddy, anche quando facevi un lavoro diverso, il tuo sogno è stato sempre la musica…

In realtà dentro sono ancora il Deddy che lavora come Barbiere, quella persona un po’ timida, ma la musica ha fatto sempre parte di me. E’ il mezzo che mi ha permesso di esprimere sempre i miei pensieri, le emozioni, gli stati d’animo. Non ho smesso mai di inseguire questo sogno; spero di fare musica per tutta la vita.

Come nasce una tua canzone?

In maniera molto semplice. Mi metto al pianoforte, cerco di trovare un mix di accordi che rispecchi lo stato d’animo di quel momento, e inizio a comporre. Le mie canzoni nascono preferibilmente di sera…

Quali sono gli Artisti che hai ascoltato fin da piccolo e che ti hanno influenzato nella tua formazione?

Mi ricordo che papà mi faceva ascoltare da piccolo Claudio Baglioni, Tiziano Ferro, Marco Mengoni, Eros Ramazzotti, molta musica italiana quindi. Poi quando ho avuto il primo telefono cellulare è stata la volta dell’hip pop, per poi tornare ad ascoltare musica italiana, come quella di Fabrizio Moro, Baglioni, e tanti altri. In ogni caso credo che l’ispirazione possa provenire da qualsiasi genere musicale che ascolti…

In questo primo Ep hai collaborato con altri autori, tra i quali Leonardo Zaccaria e Giordana Angi. Quanto è stato importante il confronto con altri autori?

E’ stato molto importante ed utile. Il confronto con altri autori mi ha aiutato a capire quale evoluzione volesse avere la mia scrittura. Questo tipo di lavoro è stato fondamentale per me…

Deddy autore e Deddy interprete. Come convivono queste due dimensioni?

Convivono bene. Vanno d’accordo. L’unica differenza è che quando scrivo, parto da una immagine ben definita. Quando interpreto invece, cerco di mettere la mia verità nella cosa già scritta. Credo che, alla fine, la cosa davvero importante sia mettere se stessi, la propria anima, al centro di tutto. Quando scrivi; quando canti…

Chi avresti voluto tra gli artisti esclusi nella Finale di “Amici”?

Di sicuro Tancredi. La Finale la meritava, come artista e come persona. E’ un ragazzo molto dolce e sensibile.
La cosa bella comunque, è che anche in Finale, ho visto tra di noi molta sportività, una competizione sana che ha spinto tutti gli artisti a dare il meglio di se stessi…

Tra le canzoni di questo primo Ep ce ne è una che ti rispecchia più delle altre?

Sicuramente “Buonanotte”. Questa canzone è proprio Deddy. Deddy che di sera scrive, Deddy che pensa, Deddy con le paure che fanno finta di andarsene, ma che poi ritornano…

Dalle ultime storie e post sui tuoi Social, si evince qualche novità in arrivo. Forse un videoclip?

Chi lo sa?… Lasciamo la cosa in sospeso… (ride… n.d.r.)

Visto che ti intervistiamo ad ora di pranzo… Se questo primo Ep fosse un piatto?…

Ah, sicuramente un antipasto. Un bell’antipasto, in attesa della portata principale…

Un viaggio che ti piacerebbe fare al più presto.

Un viaggio in una di quelle belle isole tropicali, incontaminate, sperdute, dove c’è solo il mare. Mi piacerebbe andare lì e scrivere un disco…

Cosa rispondi adesso a chi durante il Talent ti ha mosso qualche critica. Qualcuno, citando la tua musica, ha parlato di scarsa originalità…

Rispondo che aveva ragione. Io prima di Amici non avevo mai studiato Canto. Avevo nella mia testa una identità ben precisa, ma non riuscivo ad esprimerla, a mostrarla. Ora ho chiara l’idea di quello che voglio essere. Spero di mantenere tutto quello che sono riuscito a creare e fare questo lavoro per tutta la vita…

Intanto ci sono gli Instore, e i concerti, con due date a Milano già Sold Out.

Sì, bellissimo incontrare il pubblico grazie agli Instore. Quando mi hanno detto delle due date Sold Out, non ho realizzato subito. Ho risposto: “In che senso Sold Out”?…
Non ci credevo…

A proposito del rapporto con il pubblico, ogni giorno i tuoi Fans ripostano le tue storie e ti seguono con grande affetto, interessandosi ad ogni aspetto della tua vita. Sei per loro un grande punto di riferimento. Oltre al piacere di raccontare la tua vita sui Social, senti questo come una responsabilità?…

Sì, certo. E’ anche una grande responsabilità. Soprattutto sapere che sei un punto di riferimento per tanti ragazzi, ed un modello da seguire.  Però la cosa bella è sentire che in tanti hanno il tuo stesso sogno, e sapere che magari il tuo percorso o le cose che dici possono in qualche modo aiutarli.  L’affetto degli altri è impagabile…

Giuliana Galasso

Amici 20. Intervista a Raffaele Renda: “Ruoto intorno alla musica”

Nel nostro viaggio all’interno di “Amici 20″, abbiamo incontrato Raffaele Renda, il cantautore calabrese, tra i protagonisti di questa ultima edizione del Talent condotto da Maria De Filippi. Anche Raffaele ha risposto alle nostre domande, e a quelle inviate dai Fans in redazione.

Raffaele  Renda

Raffaele Renda

Raffaele partiamo proprio da “Amici”. Un bilancio umano e artistico di questa esperienza. 

Beh, è stata una esperienza assurda. Io sognavo fin da piccolo di partecipare ad “Amici”. Ho provato diverse volte ad entrare nella scuola, e quest’anno mi è stata regalata questa opportunità. E’ stato esattamente il percorso che immaginavo. Prima di tutto non è stato semplice convivere in una casa con tante persone diverse tra loro per sei mesi, ma anche questo mi è servito, perchè ho stretto dei legami importanti; a livello artistico, è stata una bellissima vetrina, sia per presentare il mio progetto, sia perchè ho potuto mettermi in gioco davvero tanto. E’ stata una bella palestra.

Cosa rappresenta per te la musica?

E’ sempre difficile definire cosa sia per me la musica. Io la mattina mi sveglio con la musica e vado a dormire con la musica. Credo di ruotare intorno alla musica e non che la musica ruoti intorno a me. E’ un’amica che c’è sempre stata, e che nei momenti difficili mi ha sempre rimesso in riga.

La tua musica unisce al talento autoriale una grande tecnica vocale, che ti permette di interpretare al meglio sia canzoni di artisti uomini che di donne.

Sì, volevo chiarire la questione della tecnica vocale, perchè mi è stata spesso contestata. Avere una buona tecnica vocale ti permette di avere una stabilità quando devi veicolare delle emozioni; non è solo un modo per cantare bene, ma ti permette di gestire diversi lati del canto. Molte cose della mia tecnica vocale le ho apprese ascoltando, poi in un secondo momento sono arrivato a perfezionarla. Ho ascoltato davvero di tutto, mi sono contaminato di cose e artisti diversi, perchè poi ogni artista ha un modo personale di cantare. Ho ascoltato molta più musica internazionale che italiana, la musica indiana, la musica orientale, ecco perchè mi affascina anche quel mondo.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Tra gli internazionali Stevie Wonder, Ne-Yo, Bob Marley, Chris Brown, Rihanna, la musica R&B dei primi anni duemila. Per quanto riguarda la musica italiana, ho sempre ascoltato i Cantautori, perchè li ascoltavano i miei genitori, ma gli artisti che in qualche modo mi hanno segnato di più sono Mango ed Elisa. Apprezzo molto anche gli artisti della Scena Urban.

C’è molta curiosità da parte dei tuoi Fans sulla canzone “Focu Meu”. Sarà pubblicato come singolo?

Non mi aspettavo così tanto interesse su questo pezzo, e ne sono felice. E’ un pezzo al quale tengo tanto. Uscirà di certo come singolo…

Raffaele, il primo inedito presentato ad “Amici” è stato “Il sole alle finestre”. Questa canzone nasce da una storia vissuta in prima persona?

Sì, è un pezzo molto autobiografico. Sin dalla prima strofa racconta ciò che ho vissuto. E’ un viaggio nella mia vita, dall’infanzia, all’adolescenza, fino alla vita di oggi. E’ una canzone che parla anche del mio rapporto con la musica, e delle difficoltà che ho dovuto affrontare in questo mondo. Ho dovuto lottare tanto perchè le persone accanto a me accettassero che volevo fare questo nella vita. Il pezzo parla anche di tante cadute, di porte in faccia ricevute, e della speranza di andare avanti, nonostante tutto. Bisogna cercare la luce anche quando si vede tutto nero. Mi rendo sempre più conto che è un pezzo contestualizzabile anche al momento che stiamo vivendo. Molte persone mi scrivono proprio per dirmi questo. Che la storia che racconto appartiene anche alle loro vite. Credo che questa sia la cosa più bella che possa succedere con una canzone…

Video: Il sole alle finestre

Quando sei triste, preferisci scrivere o parlare con qualcuno?

Preferisco parlare con qualcuno. Quando sono giù, non riesco subito a scrivere qualcosa, devo prima metabolizzare il momento, la situazione, rendermi conto di quello che sta succedendo attorno a me, e di cosa fare per affrontare la situazione. Poi arriva la scrittura. Molte volte succede che mi chiuda in me stesso, ed è una cosa sbagliata, perchè comunque non riesco a trovare una soluzione. La cosa migliore è sempre parlare, condividere con un’altra persona…

Cosa rappresenta il tatuaggio che hai sul polso?

E’ un tatuaggio molto importante per me. E’ una parte dell’affresco di Michelangelo “La Creazione di Adamo”.
E’ la mano che lui tende a Dio, ma vista secondo la mia personale interpretazione. L’altra parte del dipinto ce l’ha tatuata mio fratello. E’ una sorta di promessa per lui, per dirgli che ci sarò sempre e per sempre, e ogni volta che avrà bisogno di una mano io sarò lì ad aiutarlo. E’ un tatuaggio che amo tantissimo.

Raffaele quale è stato l’insegnamento più prezioso della tua Coach Arisa?

Ce ne sono stati tanti di insegnamenti in sei mesi dentro la scuola. Lei è un’artista pazzesca. La stimavo già prima di entrare nella scuola, e lavorare a stretto contatto con lei non ha fatto altro che confermare e rafforzare la mia opinione. Mi ha trasmesso tanto, sia a livello artistico che a livello umano.
Una cosa che mi rimarrà impressa per sempre è un consiglio specifico che mi ha dato in una settimana particolarmente stancante, in un momento in cui non stavo bene fisicamente e avevo il morale a terra, ovvero quello di isolarmi, stendermi sul letto al mattino e alla sera, fare un reset di tutti i pensieri, e di concentrarmi solo sul respiro. L’ho fatto, ed effettivamente aveva ragione. E’ una sua tecnica di meditazione che mi ha aiutato e mi porterò per sempre.

Qual è la paura più grande di Raffaele?

La paura dell’incognito e del futuro (Oltre a quella per i ragni… ride n.d.r.)
Ho paura del futuro, di quello che magari succederà tra dieci anni, ma non ci penso. Mi vivo il presente e tutto quello che arriva.

Un messaggio arrivato in redazione recita: “Raffaele sei il nostro sole alle finestre”.
Un pensiero a tutte le Pagine Dedicate e ai Fans che ogni giorno ti seguono con grande affetto…

Sono davvero carini. Non mi aspettavo questo affetto smisurato. E’ bellissimo avere attorno persone che ti sostengono al pari della tua famiglia, difendendoti a spada tratta. Non vedo l’ora di incontrare tutti i Fans in un concerto o da qualsiasi altra parte per poterli stringere tutti. La cosa che voglio dire a loro è di sognare sempre in grande perchè è un pò anche il mio motto, e di lottare, perchè prima o poi le cose arrivano.

La prima cosa che hai fatto appena tornato a casa?

Andare a vedere il mare e mangiare il mio piatto preferito, la Parmigiana di Melanzane.
E’ stato bellissimo anche rivedere i miei genitori. Quando sono andato al mare, mi sono seduto a guardare l’orizzonte, rimanendo in silenzio. Dopo tanto tempo in casetta, avevo bisogno delle piccole cose…

Giuliana Galasso

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