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	<title>Ritratti di Note &#187; Roma - Ritratti di Note - Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</title>
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	<description>Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</description>
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		<title>Spettacolo poetico e tante emozioni con il concerto di Roberto Vecchioni al Brancaccio. La recensione</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ un Brancaccio al completo, quello che attende con trepidante impazienza di vedere affacciarsi da dietro le quinte il volto sorridente del Professore, e non rimane deluso. Dopo una breve introduzione di Bambina, che ha eseguito tre brani del suo repertorio, tra cui quello vincitore del contest del Primo Maggio dal titolo “Dove Vuoi”, Roberto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ un Brancaccio al completo, quello che attende con trepidante impazienza di vedere affacciarsi da dietro le quinte il volto sorridente del Professore, e non rimane deluso.<br />
Dopo una breve introduzione di Bambina, che ha eseguito tre brani del suo repertorio, tra cui quello vincitore del contest del Primo Maggio dal titolo “Dove Vuoi”, Roberto Vecchioni arriva, sorride, raccoglie l’applauso oltremodo affettuoso del pubblico romano, e ne chiede ancora: e il pubblico non si fa pregare.<br />
L’atmosfera si carica di commozione quando il Professore annuncia l’esito positivo della sua risonanza.<br />
Lo avevamo visto sparire dal programma di Gramellini, così, senza spiegazioni, e proprio pochi giorni fa tornare e impartire una lezione di dignità: la dignità di chi non può nemmeno immaginare di non essere all’altezza di quanto si aspettano da lui i tanti che lo amano.<br />
Ne parla, sono stati momenti di paura, di raccoglimento e di riflessione e l’incipit di un concerto che ci emozionerà per più di due ore è “Io non appartengo più” dall’omonimo album del 2013.<br />
Un incipit che ci racconta l’uomo di oggi, che non si riconosce in “un tempo che non gli ha insegnato niente”, ma che tiene sempre aperto uno spiraglio all’accoglienza di un sentimento sincero, dal sapore antico.<br />
Uno spettacolo poetico, questo è l’intento, di Vecchioni, e del resto di poesia lui ne sa. Un amico ha scritto, qualche tempo fa, che Vecchioni alla nostra generazione, ha donato le parole, non quelle urlate, ma quelle sussurrate.<br />
Parole che riuscivano a raccontare cosa provavamo dentro nei momenti più intimi, ma non riuscivamo a dire. Beh, è anche vero che la nostra generazione ha avuto la fortuna di vivere un’ epoca musicale in cui il cantautorato si è espresso ai suoi massimi livelli. E di poesia che correva sul filo delle note ci siamo abbondantemente nutriti.<br />
Però Vecchioni ha rappresentato qualcosa di diverso, qualcosa di particolarmente erudito ridotto alla dimensione dei sentimenti di ognuno di noi. Riusciva a scrivere con la stessa ricchezza letteraria di De Gregori, senza però risultare criptico: arrivava dritto al cuore.<br />
Come arrivava dritta ai nostri cuori giovani la meravigliosa voce di Ornella Vanoni che faceva il controcanto in “Dentro gli occhi”, qualcosa che, in scaletta, non può mancare.<br />
La serata continua con quella che io personalmente ritengo la dichiarazione d’amore più bella di sempre, la canzone che scrisse per la moglie Daria quando si conobbero: “La mia ragazza”.<br />
Un brano che a me ha sempre dato la sensazione, all’ascolto, di restare per alcuni minuti in assenza di gravità, per la leggiadria che lo caratterizza.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-18618" alt="vecchioni" src="https://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2026/05/vecchioni.png" width="457" height="283" /><br />
La discografia del professore è immensa, ci vorrebbero dieci ore di concerto per uscire sazi, e poi Vecchioni parla, parla molto.<br />
Parla di Dante, di Petrarca, di Borges, di Gauguin e di Van Gogh, di salute mentale e di guerre, di amore e di avventura, e tra tante parole inserisce le note che hanno spesso fatto da colonna sonora ai momenti più significativi della nostra esistenza. Invita a usare carta e penna per raccontare le emozioni, a scrivere, a ritrovare il gusto per l’artigianale saper fare. E poi parla di sé, coerentemente con una discografia che è sempre stata in gran parte autobiografica.<br />
Su “Celia de la Serna” si commuove fino alle lacrime, su “Ogni canzone d’amore” invita le coppie a tenersi per mano, e sul bis, con “Samarcanda”, invita il pubblico a cantare. Un pubblico che è rimasto incantato in ascolto per due ore abbondanti.<br />
Ma lo sfizio più grande è stato l’aver trasformato “Luci a San Siro” in “Luci all’Olimpico”, al termine di una serata particolarmente densa di emozioni, sorrisi, lacrime e applausi che hanno culminato nella standing ovation.<br />
Io la preferisco nella versione originale, ma il gesto è stato simpatico ed ha sottolineato il bel rapporto che c’è tra il poeta e la Capitale, che lo ha sempre accolto con immenso affetto.<br />
Si, professore, come hai detto all’inizio della serata, non ha deciso niente la Nera Signora, tu dovevi venire a Roma…e dovrai ancora a lungo ricordarci quanto sia bello uscire da un concerto col sorriso sulle labbra e le lacrime agli occhi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>“Musei in Musica&#8221; a Roma: il report del concerto dedicato a Ornella Vanoni alla Centrale Montemartini.</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2025 17:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ stata una serata ricca di eventi di altissimo livello culturale, quella che si è svolta Sabato 29 novembre a Roma, nell’ambito della manifestazione “Musei in Musica”, giunta alla sua quindicesima edizione. Nell’intento di incorniciare l’immenso patrimonio culturale ed artistico della Capitale con una colonna sonora che ne amplifichi la suggestione, sono oramai tre lustri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ stata una serata ricca di eventi di altissimo livello culturale, quella che si è svolta Sabato 29 novembre a Roma, nell’ambito della manifestazione “Musei in Musica”, giunta alla sua quindicesima edizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’intento di incorniciare l’immenso patrimonio culturale ed artistico della Capitale con una colonna sonora che ne amplifichi la suggestione, sono oramai tre lustri che l’amministrazione comunale organizza negli spazi espositivi, nei palazzi storici e nelle piazze romane una serie di concerti di altissima levatura, che spaziano dall’etno, al jazz, alla musica classica, a quella leggera, alla musica da cinema, tutto messo a disposizione di chiunque voglia partecipare al costo simbolico di un euro, e a tariffe decisamente popolari per quei contesti che ospitano  mostre organizzate da enti privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo di ben 50 spazi che restano aperti in via eccezionale dalle 20 di sera alle 2 del mattino, per una programmazione complessiva di oltre 100 concerti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle zone più periferiche al Centro Storico, la città è stata attraversata, in una nottata algida ma piacevole, da un intreccio di pentagrammi che ha avuto come fulcro l’evento dedicato a Ornella Vanoni alla Centrale Montemartini, grazie alla generosa e coinvolta partecipazione di <strong>Rita Marcotulli</strong>, fiore all’occhiello del nostro jazz e nota in tutto il mondo per il suo talento unito a peculiarità esecutive  e compositive che la rendono assolutamente inimitabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre quarti d’ora di concerto di estrema godibilità e, come è caratteristica della raffinata pianista, reso accessibile a ogni livello di ascolto, cosa che nel jazz non è sempre così scontata, e presentato con evidente e giustificato compiacimento dall’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-18597" alt="IMG_9380" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/11/IMG_9380.jpeg" width="562" height="368" /></p>
<p style="text-align: justify;">Da l’Appuntamento, a Senza Fine, a L’Isola, brano di Ryuichi Sakamoto, che è legato al primo incontro tra la compositrice e la cantante e ha rappresentato l’inizio di una lunga e affettuosa amicizia e collaborazione. Il tutto passando attraverso il racconto di divertenti aneddoti e l’esecuzione di molti brani del repertorio brasiliano di Vinicius de Moraes e Toquinho, con cui la Vanoni ha collaborato a lungo, diventando il timbro vocale che  meglio ha interpretato la saudade legata ai ricordi degli amori immensi, sconfinati,  vissuti e perduti</p>
<p style="text-align: justify;">Note armoniose e delicate che non hanno dimenticato di omaggiare Pino Daniele, con cui la Vanoni interpretò  quel capolavoro di poesia che è “Anima”, e che sottrasse la Marcotulli a un tour cui Ornella teneva molto: la cantante  non ha mai mancato di rinfacciarglielo con quella bonaria schiettezza che ne caratterizzava l’ironia.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-18600" alt="DSCF4139 copia" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/11/DSCF4139-copia.jpg" width="480" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tra il pubblico, in disparte, defilato ma divertito, un chitarrista d’eccezione ha fatto  un certo punto a sorpresa irruzione sul palco ed ha eseguito insieme alla Marcotulli un brano molto complesso e poetico del repertorio di De Moraes, il “Samba in preludio”, contenuto nell’album “La voglia la pazzia, l’incoscienza e l’allegria”, lasciando letteralmente di stucco l’affollata platea.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Sindaco <strong>Roberto Gualtieri</strong> si conferma un raffinato e competente chitarrista, in grado di sostenere un duetto con l’eccellenza della musica jazz mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">E della sua performance e del suo coinvolgimento, lo ringraziamo, oltre che dell’opportunità fornita  a tutti, per una notte di lasciarsi cullare tra le meraviglie di una città che ci fa soffrire, ma poi, alla fine, non possiamo non amare: un amore intenso e viscerale, come quelli dei brani della Vanoni.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Roberta Gioberti</strong></em></p>
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		<title>Fabio Zeppetella Special Quartet alla Sapienza di Roma. Il report del concerto</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 09:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ un concerto un poco “anomalo” rispetto alla programmazione che siamo soliti aspettarci nell’ambito della Stagione Musicale dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, a cura dell’Istituzione Universitaria dei Concerti, presieduta da Rinaldo Gentile, che lo annuncia con un evidente compiacimento. La formazione del “Fabio Zeppetella Special Quartet” avrebbe dovuto vedere, oltre al geniale chitarrista [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ un concerto un poco “anomalo” rispetto alla programmazione che siamo soliti aspettarci nell’ambito della Stagione Musicale dell’Aula Magna dell’Università La Sapienza di Roma, a cura dell’<strong>Istituzione Universitaria dei Concerti,</strong> presieduta da Rinaldo Gentile, che lo annuncia con un evidente compiacimento.<br />
La formazione del “<strong>Fabio Zeppetella Special Quartet</strong>” avrebbe dovuto vedere, oltre al geniale chitarrista e alla pianista <strong>Rita Marcotulli</strong>, coautrice del progetto, <strong>Roberto Gatto</strong> e <strong>Ares Tavolazzi</strong>: quattro nomi che hanno fatto la storia non solo del jazz ma proprio della musica italiana.<br />
Il Maestro Tavolazzi, che quelli della mia generazione andavano ad osannare sotto il palco degli Area, quando Demetrio Stratos apriva le nuove frontiere della musicalità vocale nel mondo, purtroppo non ha potuto prendere parte allo spettacolo, per un piccolo problema di salute, ed è stato egregiamente sostituito in poche ore dall’ottimo <strong>Luca Bulgarelli</strong>, che ha sostenuto il ruolo con elegante disinvoltura.<br />
Il progetto trae origine dalla collaborazione di Zeppetella con Rita Marcotulli, fiore all’occhiello del nostro jazz in rosa, e dall’elaborazione a quattro mani di una serie di brani originali che coniugano le sonorità jazz più ortodosse con quelle della musica classica e della musica popolare internazionale.<br />
Le melodie sono raffinate, a tratti poetiche, carezzevoli e oniriche. Il sostegno del contrabbasso di Bulgarelli è perfetto nella sua spontanea armonizzazione, e Roberto Gatto, grande sperimentatore della batteria, si lascia andare a divertissement a tratti gigioneschi ma mai prevaricanti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-18586" alt="Screenshot_23-11-2025_101728_outlook.live.com" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_23-11-2025_101728_outlook.live_.com_.jpeg" width="582" height="379" /><br />
Un jazz fuori dai canoni classici e dagli standard, qualcosa che nell’insieme risulta estremamente intenso e leggero allo stesso tempo, per un’ora e mezza di musica dall’alta componente permeante, che coinvolge e diverte.<br />
Un ensemble molto ben armonizzato, dove quattro mostri sacri del jazz riescono a scambiarsi i ruoli senza sovrapporsi, in un fluire energetico senza soluzione di continuità che arriva a coinvolgere direttamente la sfera emotiva di chi ascolta, senza nulla concedere a inciampi tecnicistici.<br />
Un concerto insolito, dicevamo all’inizio, perché la Stagione Musicale dell’Aula Magna, giunta alla sua ottantunesima presentazione, è dedicata quasi esclusivamente al repertorio classico. Tuttavia non sono mancate in questi anni delle piccole e preziose variazioni sul tema, spettacoli di genere diverso, dalla world music al jazz, appunto, che hanno rappresentato quel tocco di colore che sublima la bellezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella scaletta proposta, anche una rivisitazione di un brano appartenente al repertorio jazz oramai storicizzato, ossia “Night Fall” di Charlie Haden, durante il quale Bulgarelli ha letteralmente estasiato la platea.<br />
Una serata di grande musica e grande divertimento.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>Peppe Barra live all&#8217; Auditorium Parco della Musica. Maestro, pe’ cient’ann</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2025 07:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ un’epoca di incertezze, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, di certezze che non vorremmo avere. Forse anche l’età, non vorremmo avere, ma c’è. È &#8220;Un&#8217;età certa&#8221;. Per chi è giovane assai e vive un momento storico decisamente poco rassicurante, e per chi giovane lo è stato e ricorda con nostalgia ma anche con molto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ un’epoca di incertezze, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, di certezze che non vorremmo avere. Forse anche l’età, non vorremmo avere, ma c’è. È &#8220;Un&#8217;età certa&#8221;. Per chi è giovane assai e vive un momento storico decisamente poco rassicurante, e per chi giovane lo è stato e ricorda con nostalgia ma anche con molto affetto periodi che erano migliori di questo.<br />
Si, è verissimo che il tempo trasforma i ricordi, spesso in positivo, e che la nostalgia è la caratteristica dell’età matura. E’ vero che il brutto spesso viene rimosso e resta solo il bello, come pure è vero che tanto significa il tipo di vita che si è condotta. E quando la vita è quella del Maestro<strong> Peppe Barra</strong>, beh, quella nostalgia, che ci coinvolge tutti, si trasforma in racconto, e il racconto in fiaba.</p>
<div id="attachment_18569" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18569" alt="Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica - Roma - ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/05/barra-1.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica &#8211; Roma &#8211; ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">E così, come una figurina fiabesca il Maestro si palesa all’applauso dell’affollata Sala Petrassi dell’<strong>Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma</strong>, e intona quello che oramai possiamo considerare un inno, ma non solo. In questi tempi bui, <em>Jesce Sole</em> assume connotati apotropaici, una preghiera, una supplica alla luce, al calore, che arrivino a spazzare il gelo che collassa i cuori.<br />
E’ un ingresso gentile, accompagnato dai musicisti che oramai fanno parte integrante dei progetti del Maestro Barra, musicisti di prim’ordine come <strong>Paolo del Vecchio</strong>, incantevole chitarrista e esperto di strumenti a corde, <strong>Ivan Lacagnina</strong>, un percussionista dall’aspetto delicato, in netta contrapposizione con la forza esplosiva con cui sa sottolineare sempre al giusto momento il commento musicale ai versi di Barra, il bassista potente, la dorsale imponente e imprescindibile del gruppo, <strong>Sasà Pelosi</strong>, il giovane <strong>Francesco de Cristofaro</strong> ai fiati, che ha preso il posto di Alessandro De Carolis, e al pianoforte e alla fisarmonica l’eclettico, fantasioso e espressivo <strong>Luca Urciuolo.</strong><br />
Un gruppo oramai collaudato da decenni, che non necessita quasi di sound check, tanta è la dimestichezza che ha col repertorio e l’affiatamento con il Maestro.<br />
La scaletta alterna brani che possiamo definire “must” ad altri che sono stati introdotti per l’occasione, andando a sostituire note sublimi come quelle di “Picceré” e di “Vasame”, escluse un po’ a sorpresa da un repertorio che comunque si dipana su più di due ore di concerto. Che il Maestro Barra sia animale da palcoscenico, è noto: è lì che trova la sua migliore espressione, i suoi sorrisi più accattivanti, la mimica facciale unica, la grinta vocale che non le è da meno: in una parola, “Barra”.</p>
<div id="attachment_18570" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18570" alt="Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica - Roma - ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/05/barrA-2.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica &#8211; Roma &#8211; ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un nome che non ha saziato con lo spettacolo di dicembre 2024 i desideri del pubblico romano, e per questo ha dovuto mettere in cartellone una seconda data capitolina.<br />
Barra non si limita a cantare, o a raccontare, o a recitare: Barra immediatamente, già solo con la sua presenza, si insinua nei cuori della gente, del pubblico che diventa quel canto, quei racconti, quella recita. Lo diventa addirittura quando scherza con l’assistente di palco per un microfono difettoso. Anche di un inconveniente tecnico riesce a fare poesia e teatro.<br />
Pochi artisti al mondo hanno questa spontaneità empatica, non ci deve pensare, il Maestro, gli viene naturale, è un talento assoluto.<br />
Certo, è il figlio di Concetta, nel teatro ci è cresciuto, l’ha succhiato col latte materno, ma questo è accaduto a molti. Peppe Barra ha qualcosa in più, un qualcosa di magnetico e innato.<br />
A testimonianza di ciò, un piccolo inciso di chi scrive, che a dodici anni vide a teatro la Gatta Cenerentola, nella versione in cui lui era tra i protagonisti, e ricorda una sorellina di soli sei anni che ogni volta che Barra appariva in scena rimaneva incantata. Come se fosse stato un pifferaio magico.<br />
Ha il profumo della sua terra di origine, il Maestro Barra, il brio della spuma delle onde, i sorrisi della luce del mattino: commuove. Commuove mentre si ride, si ride tanto ma non in maniera grassa o amara. Si ride alla maniera di Barra, con poesia.<br />
Brani di Leonardo Vinci, Ferdinando Russo, Pino Daniele, Giorgio Gaber, Enzo Gragnaniello, e alcuni tratti dal suo ultimo lavoro, <em><strong>Cipria e Caffè</strong></em> cui, ci fa piacere ricordarlo, ha preso parte anche <strong>Gnut</strong>, cantautore partenopeo dall’animo garbato e poetico.<br />
“‘O Vasillo”, “La Procidana”, accompagnata dal ricordo di Concetta, che negli spettacoli del Maestro non manca mai, “Si tenesse 20 anni”, scritta con il già citato Claudio Domestico, in arte Gnut, una delle figure più significative del panorama musicale partenopeo che si sta imponendo a livello nazionale, “Papaveri e Papere”, “Cipria e Caffè”, l’omaggio a Gaber con “Lo Shampoo” (un poco modificata, ma poco…”ca chill po’ s’inquieta”), una dolcissima aria di Pino Daniele, “Cammina Cammina”, e poi storie. Storie di vita vissuta, storie di teatro, racconti di una Napoli tratteggiata con i pastelli a colori di un bambino che la disegna con parole sue, per finire con una Tammurriata Nera potente, catartica e beneaugurale.</p>
<div id="attachment_18572" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18572" alt="Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica - Roma - ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2025/05/BARRA-3.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Peppe Barra @ Auditorium Parco della Musica &#8211; Roma &#8211; ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nella versione ad alto contenuto di pathos, la dedica è a tutte le donne che subiscono violenza, ma non possiamo prescindere dal valore scacciaguai della tammurriata, che è da sempre un rito propiziatorio.<br />
E in tempi in cui i guai sembrano venirci a cercare, beh, quale conclusione migliore per un concerto di un ottuagenario ancora così pieno di energia, di parole e note che altro non chiedono che di essere raccolte.<br />
Standing ovation più che meritata, all’Artista, e all’Uomo che in sessant’anni di carriera non ci ha mai delusi.<br />
Maestro, pe’ cient’ann…</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>Rita Marcotulli: Ne &#8221; I Caraviaggianti&#8221; il jazz si addolcisce, si veste di seta, scalda e coinvolge.</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Nov 2024 17:32:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ la first lady del jazz nostrano, la figlia piena di talento ben curato che siamo fieri di avere e che ci riempie di orgoglio e commozione. E’ un monumento della musica internazionale. Eppure nulla si coniuga meglio con Rita Marcotulli del termine “semplicità”. Oddio, non lo è la sua musica, “semplice”, come ci dimostra [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ la first lady del jazz nostrano, la figlia piena di talento ben curato che siamo fieri di avere e che ci riempie di orgoglio e commozione. E’ un monumento della musica internazionale. Eppure nulla si coniuga meglio con <strong>Rita Marcotulli </strong>del termine “semplicità”.<br />
Oddio, non lo è la sua musica, “semplice”, come ci dimostra l’ambizioso progetto ispirato alle opere di Caravaggio che ha presentato il 20 novembre all’ Auditorium Ennio Morricone di Roma, al cospetto di una platea numerosa ed attenta, e che prende appunto il nome di “<em> I Caraviaggianti”:</em> un nome dalla sonorità itinerante, come itineranti sono i musicanti. Ma la parola musicante, spesso impropriamente accostata ad un’accezione riduttiva, contiene anche in sé l’essenza dell’aspetto squisitamente figurativo della musica e di chi la esegue. E così, se il Beato Angelico ha i suoi angeli, Caravaggio vanta un ensemble musicale di livello elevatissimo: oltre alla madre del progetto,<strong> Mieko Miyazaky</strong> (koto e voce),<strong> Israel Varela</strong> (batteria e voce),<strong> Tore Brunborg</strong> al sax, <strong>Michel Benita</strong> al contrabbasso, <strong>Marco Decimo</strong> al violoncello e l’impareggiabile <strong>Michele Rabbia</strong> alle percussioni. E, a incorniciare il tutto, la voce di <strong>Stefano Benni</strong> che con parole sospese tra la narrazione e la poesia, racconta di luci ed ombre, di amori e odi, di turbamenti onirici e contenuti deliri: pennellate verbali che accarezzano le immagini e le note di questo straordinario concerto.<br />
Più che un concerto, una vera e propria esperienza, che nulla deroga alla semplificazione o alla superficialità, e nonostante ciò risulta accessibilissima e coinvolgente.</p>
<div id="attachment_18546" style="width: 666px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18546" alt="ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/11/marcotulli2.jpg" width="656" height="296" /><p class="wp-caption-text">ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le immagini si intrecciano con le note, si scompongono e si ricompongono, prendono vita, ci parlano ben oltre la già più che esaustiva comunicativa del genio che ha rivoluzionato il mondo della pittura e non solo.<br />
Un&#8217;esperienza multisensoriale, quindi, che fonde musica, arte e parole, per condurci in un’immersione totale attraverso le note del pianoforte, intrecciate con sonorità jazz, classiche e contemporanee, senza soluzione di continuità: fatto che porta alla nascita di un linguaggio unico, qualcosa che appartiene a Rita e solo a Rita.<br />
Caravaggio è sempre stato considerato il pittore delle tenebre, per quella sua capacità di gestire in maniera così suggestiva il chiaroscuro, e per la peculiarità della sua biografia così avvolta nel torbido, così vicina a quel substrato umano che spesso viene calpestato perché invisibile. Ebbe il coraggio di entrarci dentro al lato oscuro delle persone, di abbracciare la genuina espressione popolana, più che popolare e di vestirla di bellezza, incanto, purezza e dignità. Caravaggio non mise il colore sulla luce, ma al contrario, tirò fuori la luce dalle tenebre tanto in senso pittorico quanto umano, e con la luce il colore, e l’intensità dei sentimenti.<br />
Lo scambio di sguardi tra la Zingara e il bel Giovine de “La buona Ventura”, diventa così intenso e espressivo, mentre corrono vellutate le note del Sax di Brunborg, da farci dimenticare che in realtà si tratta di un sotterfugio: sembra quasi amore, e poi alla fine l’amore, spesso, è un sotterfugio.<br />
Medusa è la rabbia, ma anche tanta umanità per quella figura femminile violata, che ha pagato per tutti lo scotto dell’affronto.<br />
E ancora il fiotto di sangue che sgorga dalla gola di Oloferne nel momento in cui una sdegnata Giuditta affonda la lama, momento reso quasi catartico dall’incessante susseguirsi di note sincopate, e per finire un ritorno all’armonia e all’equilibrio nel rendere omaggio al celebre Canestro, con sottolineature musicali distese e descrittive. Sono solo alcuni dei tratti salienti di un progetto che convince e vince.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso le note, Rita Marcotulli dipinge con i suoni le atmosfere cariche di contrasto e di emozione delle opere del grande maestro del baroccco.<br />
Ogni brano è un omaggio a un quadro, una luce che illumina un dettaglio, un&#8217;ombra che cela un mistero. La musica diventa così un&#8217;estensione della pittura, un&#8217;interpretazione sonora che ci permette di penetrare più a fondo nell&#8217;anima delle opere.</p>
<p style="text-align: justify;"><del><img class="aligncenter size-full wp-image-18547" alt="marcotulli1" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/11/marcotulli1.jpg" width="500" height="225" /></del><br />
Ora, sappiamo tutti come il jazz possa essere ostico a volte anche al pubblico più raffinato. Lo sa anche Rita Marcotulli, come ha sottolineato durante il bel concerto che ha tenuto questa estate nel Palazzo dei Priori di Perugia, nell&#8217;ambito della rassegna di Umbria Jazz, a cui abbiamo avuto il privilegio di assistere.<br />
Ma l’incanto di questa Donna straripante di talento consiste proprio in questo. Con la sua semplicità, con la capacità che ha non solo di articolare pentagrammi perfetti e suggestivi, ma di farli arrivare sotto forma di musica ed energia al pubblico, quel jazz si addolcisce, si veste di seta, scalda e coinvolge.<br />
E il pubblico, il suo pubblico, la ama proprio per questo.<br />
Grazie Rita.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tim Summer Hits 2024: le dichiarazioni della conferenza stampa. Una Roma di cuore e generosa si prepara a un&#8217;estate ricca di eventi e di musica.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2024 20:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Delogu]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Conti]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Rai 1]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Summer Hits 2024]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato illustrato questa mattina nella Sala del Consiglio Comunale in Campidoglio il Tim Summer Hits 2024, presenti i due conduttori, l’oramai veterana Andrea Delogu e un Carlo Conti che ha appena avuto conferma dell’incarico per i prossimi due anni della conduzione del Festival di Sanremo, in sostituzione di Amadeus. L’edizione di quest’anno si terrà [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ stato illustrato questa mattina nella Sala del Consiglio Comunale in Campidoglio il <strong>Tim Summer Hits 2024</strong>, presenti i due conduttori, l’oramai veterana <strong>Andrea Delogu</strong> e un <strong>Carlo Conti</strong> che ha appena avuto conferma dell’incarico per i prossimi due anni della conduzione del Festival di Sanremo, in sostituzione di Amadeus.<br />
L’edizione di quest’anno si terrà esclusivamente a Roma, in <strong>Piazza del Popolo,</strong> dove saranno realizzate da martedì 11 a venerdì 14 giugno le quattro puntate che saranno poi trasmesse da <strong>Rai 1</strong>, traslocando così in prima rete.<br />
Si tratta di un evento totalmente gratuito, che vedrà la partecipazione di oltre <strong>70 artisti del mondo della musica pop;</strong> da Antonello Venditti a Tommaso Paradiso, a Piero Pelù, Fedez, Achille Lauro, Elodie, Loredana Berté, i Pooh. <strong>Ce ne sarà per tutti i gusti e tutte le età.</strong><br />
Alla presenza di un compiaciuto <strong>Roberto Gualtieri</strong> che ben sappiamo quanto apprezzi la musica, ascoltarla e praticarla e dell’assessore capitolino al Turismo e ai Grandi eventi <strong>Alessandro Onorato</strong> che hanno fatto gli onori di casa, hanno partecipato il direttore Intrattenimento Prime Time<strong> Marcello Ciannamea</strong> e la direttrice di Rai Radio 2, <strong>Simona Sala</strong>, <strong>Ferdinando Salzano</strong>, fondatore di Friends &amp; Partners, e <strong>Gian Paolo Tagliavia</strong> AD di Rai Pubblicità e <strong>Sandra Aitala</strong>, responsabile Brand Strategy, Media e Commercial Communication.</p>
<div id="attachment_18413" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-18413 " alt="Tim Summer Hits 2024 - conferenza stampa Ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/06/roma1.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Tim Summer Hits 2024 &#8211; conferenza stampa Ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un evento importante per Roma, dice Gualtieri, e soprattutto un evento gratuito, per dare la possibilità anche a chi abbia disponibilità limitate di prendere parte alla grande kermesse musicale che, come ogni anno, coinvolgerà la Capitale in decine di eventi e che, in qualche maniera, partiranno proprio da qui. La maggioranza degli artisti che si esibiranno sul palco del Tim Summer Hits 24, infatti, sarà anche protagonista con concerti individuali della stagione musicale estiva capitolina, che presenta oramai da anni un’offerta varia e di assoluta qualità, com’è giusto che una Capitale faccia.<br />
Di sicuro gli spazi per fare musica a Roma non mancano, ma ha un valore abbastanza simbolico, per il Sindaco Roberto Gualtieri che la manifestazione si tenga proprio in Piazza del Popolo, perché sia proprio il popolo a riappropriarsi della musica. E, va detto, d’iniziative gratuite o quasi, e di assoluta qualità quest’anno a Roma se ne terranno parecchie. Una bella notizia che sicuramente rallegra gli animi in tempi in cui si è fatto più difficile sostenere i costi degli svaghi, visto il vertiginoso aumento del costo della vita in generale.<br />
Una Roma di cuore, generosa, così come ci piace che sia.<br />
Concetto ripreso e ribadito dall’assessore Onorato, che così commenta l’introduzione del Sindaco: “Siamo la capitale dei concerti live a pagamento ma non tutti possono permettersi un biglietto per il Circo Massimo, le Terme di Caracalla o lo Stadio Olimpico. Questo non vuol dire che gli eventi non devono essere pagati, ma bisogna garantire a tutti la possibilità di poter ascoltare gli artisti che riempiranno quei luoghi e Tim Summer Hits riesce a dare questa possibilità”. E annuncia il progetto dei fuochi d’artificio senza rumore e quello degli spettacoli sulle nove piattaforme galleggianti lungo il Tevere, da Ponte Regina Margherita a Ponte Sant’Angelo. Un’estate romana che cerca di recuperare i gloriosi fasti dei tempi di Nicolini e rendersi il più possibile fruibile alla collettività.</p>
<div id="attachment_18414" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-18414 " alt="Tim Summer Hits 2024 - conferenza stampa Ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/06/roma2.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Tim Summer Hits 2024 &#8211; conferenza stampa Ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">La parola passa poi ai due conduttori: la dolce e graziosa Andrea Delogu, entusiasta della visibilità e dell’accoglienza che la Capitale ha riservato all’evento, evento che ha già condotto nelle precedenti edizioni, si dice contentissima di questa oramai collaudata partnership, e scherza con Carlo Conti che non manca a sua volta di sottolineare come sia stato grazie alla Fiorentina che ha passato i quarti di finale la sera in cui gli è stata prospettata la conduzione dell’evento, che ha accettato, sull’onda di un entusiasmo che però, a giudicare dall’atteggiamento scherzoso e rilassato con cui ha affrontato le domande un poco insidiose dei giornalisti riguardo Sanremo, non ci sembra essere scemato, anzi.<br />
I due hanno già avuto modo di collaborare: fu, infatti, proprio Carlo Conti a inserire la Delogu nella commissione per la scelta delle nuove proposte di Sanremo, alla sua prima conduzione, proprio per la capacità di cogliere in qualche maniera il talento degli artisti e coniugarlo alle esigenze del pubblico più giovane.<br />
Se ne discute di musica, dell’orientamento dell’orecchio musicale della nuove generazioni, e proprio in riferimento a questo fatto, tanto Conti quanto la Delogu concordano con l’Assessore Onorato quando afferma che il proporre artisti graditi al pubblico più giovane insieme a quelli che incontrano i gusti di genitori e, qualche volta, nonni, sia di aiuto tanto agli uni quanto agli altri per accorciare le distanze e facilitare anche in questo senso la comunicazione. Con il non celato auspicio che sia l’orecchio proprio dei più giovani ad apprezzare quel qualcosa che la musica ha già raccontato, e che oggi è spesso mortificato dalle generazioni più recenti.<br />
Dopo le polemiche sanremesi e non solo, la domanda circa la possibilità per gli artisti, visto anche il delicato momento storico che stiamo attraversando, di fare dichiarazioni o esprimere stati d’animo era prevedibile. Per tutta risposta Conti ha dichiarato che per lui, escluso tutto quello che può rientrare nell’ambito dell’esplicitamente offensivo, non ci saranno problemi.</p>
<div id="attachment_18417" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-18417 " alt="Tim Summer Hits 2024 - conferenza stampa Ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/06/roma5.jpg" width="560" height="374" /><p class="wp-caption-text">Tim Summer Hits 2024 &#8211; conferenza stampa Ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Insomma quattro giornate di musica pop, intense e ricche, cui consigliamo vivamente di non mancare.<br />
<strong>Di seguito la scaletta:</strong><br />
<strong>Martedì 11 giugno</strong> con: Ana Mena, Annalisa, Antonello Venditti, Arisa, Baby K, Dargen D’Amico, Emma, Ermal Meta, Fred De Palma, Gazzelle, Geolier, Gianna Nannini, Jvli, Il Tre, Mahmood, Matteo Paolillo, Olly, Petit, Rhove, Tananai e i The Kolors.<br />
<strong>Mercoledì 12 giugno:</strong> Alessandra Amoroso, Alfa, Annalisa, Articolo 31, BigMama, Bnkr44, Clara, Coma_Cose, Eiffel 65, Elettra Lamborghini, Fiorella Mannoia, Gaia, Ghali, Icy Subzero, Lda, Loredana Bertè, Mahmood, Massimo Pericolo, Noemi, Pino D’Angió, Raf, Rocco Hunt, Shade, Tananai, Tommaso Paradiso e Tony Effe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovedì 13 giugno</strong>: Achille Lauro, Alessandra Amoroso, Angelina Mango, Bigmama, Bresh, Capo Plaza, Corona, Elodie, Emis Killa, Fedez, Francesco Gabbani, Francesco Renga, Gaia, Gigi D’Alessio, Holden, Malika Ayane, Mara Sattei, Nek, Pooh, Rose Villain, Tony effe.<br />
<strong>Venerdì 14 giugno</strong>: Aiello, Anna, Benji &amp; Fede, Boomdabash, Colapesce Dimartino, Emma, Fabrizio Moro, Irama, Jvli, La Rappresentante di Lista, La Sad, Mr. Rain, Olly, Orietta Berti, Paola &amp; Chiara, Piero Pelù, Ricchi e Poveri, Santi Francesi, Sarah e Umberto Tozzi.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>“Dal Blues al Jazz, con Andamento Lento”: Tullio De Piscopo scuote gli animi di Roma.</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 17:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Andamento Lento]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Blues al Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Tullio De Piscopo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono note che ci hanno commossi quando, per la prima volta nella nostra vita, le abbiamo ascoltate. Sono note che hanno segnato la nostra esistenza, i momenti più significativi nel bene e nel male. Sono le note che il maestro Tullio de Piscopo ha scelto per cominciare il concerto “Dal Blues al Jazz, con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18366" style="width: 537px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18366" alt="Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/tullio-3.jpg" width="527" height="352" /><p class="wp-caption-text">Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci sono note che ci hanno commossi quando, per la prima volta nella nostra vita, le abbiamo ascoltate. Sono note che hanno segnato la nostra esistenza, i momenti più significativi nel bene e nel male.<br />
Sono le note che il maestro <strong>Tullio de Piscopo</strong> ha scelto per cominciare il concerto<strong><em> “Dal Blues al Jazz, con Andamento Lento”</em></strong>, che ha fatto tappa all’<strong>Auditorium Parco della Musica</strong> di <strong>Roma</strong> il 25 marzo scorso. “Tu dimmi quando”, quando…fraseggi musicali che una volta nella vita si sono avvicinati a ciascuno di noi, fermando quel preciso attimo, che non avrebbe potuto essere meglio commentato.<br />
Che Pino Daniele sarà in qualche maniera coprotagonista della serata, lo si comprende subito, e ci sarebbe da meravigliarsi se così non fosse: Tullio de Piscopo, quasi 60 anni di fantastica carriera musicale, ha scelto di portare sul palco il binomio cui è sicuramente stato più affettivamente legato nella vita, e gliene siamo grati.<br />
E’ tuttavia necessario fare un tuffo nel passato, per capire il senso profondo del panorama musicale partenopeo di quegli anni, e del suo potenziale esplosivo che coinvolse l’intera penisola, e che ebbe sicuramente come fulcro Pino Daniele.</p>
<div id="attachment_18364" style="width: 537px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18364" alt="Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/tullio1.jpg" width="527" height="352" /><p class="wp-caption-text">Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Esisteva un sound, un groove che in quei tempi scuoteva gli animi, e partiva proprio da Napoli, città non estranea di certo alla musicalità, ma con un profondo desiderio, un’esigenza di rinnovamento, di raccontare cose nuove in modo nuovo.<br />
Nacque così il Sound Napoletano, partì underground, mischiando funk, reggae, soul, jazz, e addirittura la disco: un’enorme fucina di invenzione e innovazione. Edoardo Bennato cantava di favole e rock, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e i Musicanova reinterpretavano la tradizione, i Napoli Centrale sul sax di James Senese portavano il calore del sole nel jazz, Roberto de Simone approfondiva la storia della musica partenopea di spessore, insomma, Napoli fu un vero vulcano (in tutti i sensi), da cui esplosero note intriganti.<br />
Pino Daniele, già membro dei Napoli Centrale, scelse di mettere su un suo gruppo, e affidò la batteria a Tullio de Piscopo, che sapeva fare del percuotere virtuosismo.<br />
Imparammo così a conoscere questo artista incredibile che confeziona fraseggi con le bacchette, quasi fossero magiche, che trasforma il rumore in musica, che sostiene i concerti con un’energia e una mimica rimaste intatte nel corso degli anni: le stesse che abbiamo avuto l’entusiasmo di ritrovare all’Auditorium il 25 marzo. Non invecchia, Tullio de Piscopo, e non invecchiano i suoi brani, la sua energia, la sua capacità di trascinare nell’ascolto, che si tratti di un saltellante funk, o di un impegnato blues.<br />
E’ Toledo, brano musicale contenuto in “Bella ‘mbriana” a dare inizio alle danze, che saranno realmente danze. Danze del pubblico, che non riesce a trattenere l’immenso desiderio di partecipazione, e danze ritmiche sul palco, per una serata di spessore e nello stesso tempo divertente.<br />
E’ un viaggio musicale attraverso le mille esperienze di Tullio de Piscopo questo concerto, un viaggio dove si intrecciano i generi musicali più disparati: jazz, rock, etno, pop, blues e tanto funky. Le sue collaborazioni sono innumerevoli e di prestigio, basti pensare a Quincy Jones, Lucio Dalla, Franco Battiato, Astor Piazzolla. Una scalata che potremmo definire di successo, ma non sarebbe adeguato: una scalata di qualità, in cui le collaborazioni sono state stimolo di crescita e arricchimento.</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_18365" style="width: 578px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18365" alt="Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/tullio-2.jpg" width="568" height="380" /><p class="wp-caption-text">Tullio De Piscopo ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">
E così, in questo concerto incredibilmente bello, Tullio si racconta e ci racconta, attraverso aneddoti, scherzi, giochi con il pubblico, serrate rollate di tamburi e momenti di grande commozione: il racconto della genesi del Libertango di Astor Piazzolla, e la sua esecuzione in “andamento lento”, e, ultimo regalo, l’incantevole Canto d’Oriente, e il ricordo dell’ultimo incontro con Pino Daniele.<br />
Due ore di energia travolgente, accompagnato da una band di musicisti di talento, a ripercorrere quasi 60 anni di carriera, farciti di racconti divertenti, aneddoti, storie emozionanti, creando un’atmosfera intima e coinvolgente.<br />
Un concerto da non perdere, l’occasione per cantare, ballare e divertirsi ma anche commuoversi e riflettere con uno degli artisti più poliedrici del nostro panorama musicale, talentuoso e innovativo.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>Marlene Kuntz portano il Catartica tour all&#8217;Orion di Roma ed è un&#8217;onda di pura energia</title>
		<link>https://www.ritrattidinote.it/live-report/marlene-kuntz-catartica-tour-roma.html</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 19:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Catartica tour]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[live report]]></category>
		<category><![CDATA[Marlene Kuntz]]></category>
		<category><![CDATA[Orion]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa resterà di questi anni ottanta, si chiedeva Raf. Oggi possiamo dire tanta, tantissima buona musica. Così tanta e così buona che gli anni novanta si sono trovati a cercare disperatamente una dimensione musicale che potesse rappresentarli al meglio, senza dover necessariamente scadere nel manierismo. E se all’estero il grunge stava assolvendo al ruolo di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa resterà di questi anni ottanta, si chiedeva Raf. Oggi possiamo dire tanta, tantissima buona musica. Così tanta e così buona che gli anni novanta si sono trovati a cercare disperatamente una dimensione musicale che potesse rappresentarli al meglio, senza dover necessariamente scadere nel manierismo. E se all’estero il grunge stava assolvendo al ruolo di manifesto di una crescente necessità di trovare una forma espressiva che raccontasse quegli anni, in Italia quel vuoto doveva essere in qualche modo riempito.</p>
<p style="text-align: justify;">1994, Cuneo: un terremoto scuote il panorama musicale italiano, e non sarà possibile dimenticarlo. In una città così lontana dai centri che per tradizione sfornavano da sempre le novità discografiche d’interesse, prese corpo e scrittura un album dal titolo emblematico:<em><strong> “Catartica”.</strong></em></p>
<div id="attachment_18356" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18356" alt="Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/marlene-kuntz3.jpg" width="700" height="468" /><p class="wp-caption-text">Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tre ragazzi si affacciavano alla scena musicale e lo facevano con il senso di inquietudine proprio di quegli anni. Il bisogno di ritrovare il sorriso a tutti i costi degli anni ’80 (almeno musicalmente parlando) lasciava la scena al desiderio di tornare a lavorare sulle emozioni e sui sentimenti a livello più profondo, di spezzare catene che, nel lungo periodo si erano trasformate da avvolgenti virgulti in vere e proprie selve oscure e impenetrabili dell’animo umano. <strong>Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Bergia</strong> divennero portavoce di un nuovo movimento musicale che si prefiggeva di rompere con gli schemi sincopati e ritmici degli anni precedenti e fare emergere sonorità aspre, per certi aspetti evocative del prog strettamente inteso, e testi che ne fossero all’altezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono trascorsi 30 anni, e siamo all’<strong>Orion</strong>, a <strong>Roma</strong>, gremito come non mai per celebrare un anniversario davvero speciale. Un pubblico eterogeneo, ma ben intenzionato a stare lì per questo evento e non solo per riempire una serata un poco noiosa, come troppo spesso accade. C’è chi quell’esordio lo ricorda bene, perché può dire “io c’ero” e lo ha guardato in tempi coetanei con la meraviglia di un bambino, gomito a gomito con un pubblico più recente ma non meno affascinato. Si spengono le luci, parte la musica e Cristiano Godano e i suoi compagni irrompono sul palco a far esplodere una carica immediata che travolge ogni anima presente. La scaletta è un viaggio a ritroso nel tempo, un tuffo deciso nelle atmosfere di Catartica. Brani iconici come Musa Distratta e Lieve si alternano a gemme nascoste, regalando al pubblico un’atmosfera ricca di emozioni. La band è in forma smagliante, non li dimostra i suoi anni, Godano ipnotizza con la sua voce graffiante e intensa, è un vortice che travolge, un’onda di pura energia che non lascia scampo.</p>
<div id="attachment_18357" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18357" alt="Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/marlene-kuntz1.jpg" width="700" height="468" /><p class="wp-caption-text">Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Un tuffo nel passato che non cede mai alla nostalgia: arrangiamenti inediti donano alla rivisitazione dei brani di Catartica una nuova linfa e una freschezza inaspettata. Due ore di musica intensa, un vortice di potenza che si accompagna ad un’apoteosi di applausi e alla consapevolezza che si sta assistendo a un evento irripetibile. I Marlene Kuntz, come sempre, non sono solo una band, sono un’esperienza, che ha segnato la vita di una generazione e che continua ad emozionare trent’anni dopo come il primo giorno. Un’esperienza che culmina nell’intenso momento di commozione che accompagna il ricordo di Luca Bergia, membro fondatore, recentemente e prematuramente scomparso: la sua presenza aleggia sul palco invisibile ma ben palpabile.</p>
<div id="attachment_18358" style="width: 710px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18358" alt="Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/03/marlene-ok.jpg" width="700" height="468" /><p class="wp-caption-text">Marlene Kuntz ph Roberta Gioberti</p></div>
<p style="text-align: justify;">
Tutte le date del tour sono sold out, ma la speranza è che i Marlene Kuntz decidano di regalare ai fan un tour estivo, un’ultima occasione per lasciarsi travolgere dall’onda di note senza tempo di questa band che è oramai a pieno titolo entrata di diritto nella leggenda del rock nostrano. No, non è una “festa del cazzo”, citando un loro noto motto, ma una festa che, idealmente, continuerà a risuonare per sempre.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></p>
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		<title>Daniele Silvestri live: trenta concerti a Roma per emozionarsi, divertirsi, sognare, riflettere ed essergli grati.</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jan 2024 09:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il tempo vola, e Daniele Silvestri lo marca a ritmo di musica e versi. L’idea di tenere trenta concerti a Roma in occasione del trentennale di carriera, è sicuramente singolare, e potrebbe sembrare, di primo acchito, partorita da una mente megalomane e autoreferenziale. Ma già dalle prime slides che scorrono sul grande schermo che fa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il tempo vola, e <strong>Daniele Silvestri</strong> lo marca a ritmo di musica e versi. L’idea di tenere trenta concerti a Roma in occasione del trentennale di carriera, è sicuramente singolare, e potrebbe sembrare, di primo acchito, partorita da una mente megalomane e autoreferenziale. Ma già dalle prime slides che scorrono sul grande schermo che fa da fondale all’intima scenografia dello spettacolo che il cantautore romano presenta all’<strong>Auditorium Parco della Musica di Roma</strong>, si capisce che, in realtà, si tratta di ben altro.</p>
<div id="attachment_18248" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18248" alt="Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/01/silvestri1.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti</p></div>
<div style="text-align: justify;">E’ un racconto, il racconto di una storia che ne contiene molte altre, come in un gioco di scatole cinesi: un racconto articolato su più puntate, che poco delega all’autoreferenzialità, lasciando molto spazio ai contributi fondamentali di quanti, nel corso di questi anni di carriera, hanno concorso ad arricchirla e a farla crescere, fino a consacrarla ai nostri giorni come quella del più talentuoso e poetico cantautore di seconda generazione.</div>
<div style="text-align: justify;">Uno spettacolo denso di parole: ed  è proprio dalla parola che comincia, Silvestri, da quell’elemento che ci permette di raccontare le storie.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Già, perché le parole non creano le storie, ma le raccontano. Le storie sono lì, nella vita di tutti i giorni, nelle cose che facciamo, nelle persone che incontriamo, nelle esperienze di viaggio, nel consolidarsi di amicizie, nei ricordi di infanzia, nelle gesta della squadra del cuore, nelle collaborazioni artistiche: sono decine, centinaia di storie che, a volte, diventano canzoni.</div>
<div style="text-align: justify;">Le parole Silvestri  le ha ereditate dal padre, la musica per farle vivere dalla madre, e sono rapidissimi gli accenni ai primi anni di vita e al contesto familiare, prima che “L’Uomo intero”, intensa dedica alla figura paterna, si diffonda sulla gremita sala Petrassi, già introdotta allo spettacolo da alcuni minuti di racconto “rappato” alla sua maniera, con quel modo elegante e pieno di fraseggi a volte anche improvvisati cui ci ha abituati nel corso del tempo.</div>
<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_18251" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18251" alt="Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/01/silvestri4.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Il concerto sarà lunghissimo, lo sappiamo, ma la cosa non ci preoccupa, perché Silvestri è una garanzia e di sicuro saprà tenere alto il tono e l’attenzione, accompagnandoci attraverso la narrazione di questi trent’anni durante i quali le sue note hanno raccontato anche molto di noi, in percorsi a volte incidenti, altre volte paralleli, accarezzando i nostri stati d’animo con poesia ma anche con molta ironia.  Il percorso musicale si dipana tra le note di Mi Persi, Acrobati, La Mia Casa, Desaparecido, L’uomo col Megafono, Le strade di Francia, tutto sostenuto in maniera magistrale dalla band con cui Silvestri collabora da anni: Piero Monterisi alla batteria, Gianluca Misiti alle tastiere, Jose Ramon Caraballo alle percussioni e alla tromba, Gabriele Lazzarotti al basso, Marco Santoro al fagotto, tromba e cori, Duilio Galioto a tastiere e cori e Daniele Fiaschi alle chitarre.</div>
<div style="text-align: justify;">Un primo atto intenso, che riprende, dopo una decina di minuti di pausa, con l’ospite di turno.  Da Max Gazzé, a Cammariere, a Finaz, a Rodrigo D’Erasmo: trenta ospiti diversi, uno per serata. Per ospitarli, una piccola &#8220;rubrica&#8221;: <strong><em>Le cose che abbiamo in comune.</em></strong></div>
<div style="text-align: justify;">Questa sera è il momento di <strong>Petra Magoni</strong>, e dei suoi virtuosismi vocali che si alternano ai racconti delle esperienze vissute insieme, di quelle parallele e al  ricordo dei mentori condivisi.</div>
<div style="text-align: justify;">Per lei “La doccia”, perfetta in un duetto dai toni graffianti, e l’incantevole “L’Autostrada”, che, a mio avviso, rimane il più bel brano del cantautore romano.</div>
<div style="text-align: justify;">Petra Magoni non è un’ospite “facile”, e Silvestri ne è pienamente all’altezza, assecondandone la gestualità, l’estro vocale e la simpatica impertinenza.</div>
<div style="text-align: justify;">Al pubblico, canti a due voci irripetibili, consumati alla carta in  un momento di altissima performance musicale e teatrale.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_18250" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18250" alt="Daniele Silvestri e Petra Magoni @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/01/silvestri3.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Daniele Silvestri e Petra Magoni @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">E’ poi la volta di un ospite virtuale, <strong>Fulminacci</strong>, e del brano scritto a quattro mani “L’uomo allo specchio”: già, perché in questo racconto non manca l&#8217;attenzione che Silvestri rivolge ai cantautori di terza generazione, come ha dimostrato al grande pubblico nella collaborazione con Rancore, che è proseguita sui palchi, dopo l&#8217;esibizione sanremese di tre anni fa, e che ha riscosso il consenso della critica e della stampa.</div>
<div style="text-align: justify;">Ancora a seguire, il meraviglioso filmato “A Guerra Finita” di Simone Massi, già proposto nel precedente tour e oggetto di un riuscito esperimento, ad accompagnare la conosciutissima “Il mio Nemico”, brano che surriscalda una platea  molto coinvolta, e il commovente omaggio a Gino Strada, alla sua memoria, con “Le Navi”, occasione per lanciare l’appello per <strong>Emergency</strong> e per la <strong>Life Support.</strong>  E, da volontaria di Emergency, approfitto di questo spazio per ringraziare di cuore per il sostegno, che va avanti da anni.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_18249" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18249" alt="Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/01/silvestri2.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti</p></div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Siamo arrivati ai bis, a concludere in leggerezza con “La Paranza” e il finale canonico e catartico di “Testardo” che vede un pubblico travolgente e travolto portarsi sotto palco per i saluti.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">30 anni di carriera e più di 180 brani pubblicati:  sicuramente il materiale per 30 concerti c’è. E anche la voglia in qualcuno, sicuramente, di tornare una seconda volta.</div>
<div style="text-align: justify;">Non resta che l’applauso lunghissimo, l’abbraccio del pubblico romano (in realtà molti vengono da fuori),  e il grazie da parte nostra a un ragazzo, oramai uomo, che ci ha fatto emozionare, divertire, sognare, ballare e urlare per 30 anni. Un grazie che parte da Roma e arriva lontano: alle nostre emozioni e alle nostre coscienze.</div>
<div style="text-align: right;"><em>Roberta Gioberti</em></div>
<div style="text-align: right;">
<div id="attachment_18252" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-18252" alt="Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2024/01/silvestri5jpg.jpg" width="500" height="334" /><p class="wp-caption-text">Daniele Silvestri @Auditorium Roma ph Roberta Gioberti</p></div>
</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Le date del Tour, prodotto da OTR LIVE, che ringraziamo, le trovate di seguito.</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Gennaio</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">18, 19, 20, 21, 26, 27, 30, 31</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Febbraio</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">1, 2, 26, 27, 28</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Marzo</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">1, 2, 3, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 15, 27, 28, 29</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Aprile</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">11, 12, 13, 14</div>
<div dir="ltr" style="text-align: justify;"></div>
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		<title>LA CORSA DIETRO IL VENTO: il racconto del nuovo spettacolo di Gioele Dix dai racconti di Dino Buzzati</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Mar 2023 17:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Buzzati]]></category>
		<category><![CDATA[Gioele Dix]]></category>
		<category><![CDATA[LA CORSA DIETRO IL VENTO]]></category>
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		<category><![CDATA[Sala Umberto]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi incontra Buzzati nella vita, lo incontra, generalmente, durante l’adolescenza. Il deserto dei Tartari fa parte di quella dozzina di libri di cui, tra i tredici e i diciotto anni non puoi ignorare la non sempre facile lettura. Salvo poi riprenderlo in mano per caso una quarantina di anni dopo, rileggerlo, e vederti scorrere tutta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto" style="text-align: justify;">Chi incontra Buzzati nella vita, lo incontra, generalmente, durante l’adolescenza. Il deserto dei Tartari fa parte di quella dozzina di libri di cui, tra i tredici e i diciotto anni non puoi ignorare la non sempre facile lettura. Salvo poi riprenderlo in mano per caso una quarantina di anni dopo, rileggerlo, e vederti scorrere tutta la vita davanti. Sfido chiunque a non voltare l’ultima pagina, accarezzarsi le palpebre e sentirle umide.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Con i racconti, la storia è un poco diversa: non è un approccio adolescenziale, almeno, non didatticamente. Li leggi se li trovi, ci inciampi, resti rapito, intrappolato. Se ti accade un “incidente di percorso” simile a dodici tredici anni, come accadde a <strong>Gioele Dix,</strong> diventano parte del tuo immaginario, ti lasciano dentro un segno che ti porti tutta la vita.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Non parliamo della grande epopea, della storia di un ritorno, di una vita, del suo scorrere e del suo senso. Non parliamo della metafora dell’esistenza, ma delle storie che questa esistenza vanno a creare, agitandola come una battigia irrequieta a volte, a volte lieve, immobile, sospesa.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-18142" alt="DIX" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2023/03/DIX.jpg" width="450" height="301" /></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">I racconti di Buzzati, è vero, sono i racconti perfetti: quelli in cui ti puoi ritrovare in ogni istante, tanto che narrino l’amore, quanto l’amicizia, la curiosità, l’avidità, l’ipocondria, l’umorismo, la vanità e la poesia. Puoi ritrovarli in un retrogusto, ora aspro ora dolce, in un ricamo di stiletto di sole che abbraccia una nuvola poco prima di tramontare, in una corsia d’ospedale e nei suoi odori, nel latrato notturno di un cane. Perché Buzzati è una suggestione, è qualcosa di più di un racconto, è un’atmosfera reiterata: insomma, se scopri di averla, se la trovi gemella, quell’aura ti accompagnerà tutta la vita.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Così, nell’immaginario di un passante, piovono nel cuore della notte fogli di carta appallottolata, piccoli scarabocchi ripiegati su se stessi, forse liriche, forse note a piè di pagina.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">“La pallottola di carta” è il racconto che fa da starter a uno spettacolo che culla l’umore della platea tra ironia, risate, ombre, luci, misteri, pause, attese, sospensioni. Affiancato da una bravissima <strong>Valentina Cardinali</strong>, Gioele Dix, con l’eleganza attoriale che lo contraddistingue da sempre, costruisce una narrazione fluida e varia, sulla bella scenografia disegnata da <strong>Angelo Lodi</strong>, pescando dal vasto patrimonio di racconti brevi dello scrittore e giornalista bellunese vestendo e svestendo letteralmente i panni di molte storie, di molti personaggi, che entrano e escono da dimensioni reali o fantasiose, in maniera repentina, ricordando a volte il trasformismo di Fregoli, in versione minimalista. Tanti protagonisti che si rincorrono su una sorta di fil rouge, che è l’atmosfera buzzatiana. Sono sogni, paure, fantasmi e figure eccentriche ispirate a Buzzati e attualizzate, per portare fuori un sé, fatto a tratti di irrequietezze, a tratti di paradossi, a tratti di garbate ostilità, con quella grazia narrativa che fa di Gioele Dix uno dei migliori e più intelligenti e originali attori che il nostro teatro vanta.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Uno spettacolo incredibilmente gradevole, che penetra le emozioni con il sorriso, anche le più inquietanti. E che resta.</div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;"></div>
<div dir="auto" style="text-align: justify;">Roberta Gioberti</div>
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