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	<title>Ritratti di Note &#187; Teatro degli Arcimboldi - Ritratti di Note - Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</title>
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	<description>Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</description>
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		<title>L&#8217;Impero crollerà: Milano canta Roma con Mannarino che sfida e supera se stesso</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Apr 2018 18:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;impero crollerà&#8221; è il titolo del nuovo tour di Alessandro Mannarino. Reduce dai suoi viaggi reali e visionari, il cantautore romano ha riempito il Teatro degli Arcimboldi di Milano con un doppio concerto ricco sotto tanti punti di vista (Vivo concerti). &#8220;Questo concerto è dedicato a chiunque in questo momento stia viaggiando: verso un futuro [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16002" style="width: 477px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-16002 " alt="Mannarino live Milano ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2018/04/Foto-concerto-mannarino-milano-05-aprile-2018-5.jpg" width="467" height="700" /><p class="wp-caption-text">Mannarino live Milano ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;L&#8217;impero crollerà&#8221;</strong> è il titolo del nuovo tour di <strong>Alessandro Mannarino</strong>. Reduce dai suoi viaggi reali e visionari, il cantautore romano ha riempito il <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> di <strong>Milano</strong> con un doppio concerto ricco sotto tanti punti di vista (Vivo concerti). &#8220;<em>Questo concerto è dedicato a chiunque in questo momento stia viaggiando: verso un futuro migliore, verso terre nuove, verso una nuova dimensione interiore. Questo mio live parte dal concetto di movimento ed è questo che io e la mia band vi auguriamo: un grande movimento&#8221;. Questo è l&#8217;augurio che Mannarino fa a se stesso e al pubblico e lo fa in un momento di particolare forma artistica e umana. &#8220;Neanche nei miei sogni avrei mai immaginato o creduto di arrivare a questo punto. Ho attraversato momenti difficili ma ho avuto il coraggio di cambiare, la fortuna di poter lavorare con le persone giuste. Poi ho cambiato la faccia e oggi sono un po&#8217; come Rocky che ricomincia a star bene dopo aver preso tante botte&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E sta bene Alessandro, fidatevi. Il suo nuovo concerto è un&#8217;esperienza completa e appagante. Le canzoni del suo repertorio, per quanto già dotate di luce propria, sono state impreziosite da nuovi arrangiamenti curati e pensati per creare un&#8217;atmosfera cosmopolita.<br />
Le suggestioni sono subito potenti in apertura: Mannarino sceglie tonalità scure, basse, intrise di pathos interpretativo. La texture sonora è finemente cesellata su misura di ciascun brano in scaletta, la voce dell&#8217;unica donna sul palco <strong>Lavinia Mancusi</strong> è una garanzia di trasversalità e potenza evocativa. Com&#8217;è noto Mannarino ha sviluppato un&#8217;ampia conoscenza delle percussioni latine e brasiliane in particolare. Il risultato è un crogiuolo di parole, di store, di emozioni. Mannarino si sa, predilige le storie degli ultimi, porta agli estremi i suoi racconti metaforici e non perde mai occasione per lanciare spunti di riflessione. L&#8217;uso che fa dell&#8217;ironia è a tratti tagliente, a tratti commovente. C&#8217;è spazio per le lacrime, per i sorrisi, per il disincanto e per la pura gioia di vivere. Il suo è un concerto lento, Alessandro e la sua band si prendono il tempo per gustarsi ogni attimo di un viaggio libero e senza una meta precisa. Gli inserti jazz con ampio spazio al pianoforte e al sax, regalano una veste ulteriormente ricercata a brani già molto strutturati nella loro veste originale. &#8220;Babalù&#8221; diventa un canto mistico africano, le ingiustizie urlate in &#8220;Deija&#8221; diventano uno squarcio nella notte, l&#8217;inquietudine conturbante di &#8220;Al Monte&#8221; diventa conquista guardando quell&#8217;unica grande bandiera nera sventolante sullo sfondo di un palco volutamente privo di scenografia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Siamo figli del positivismo, del logos occidentale, siamo diventati razionali e ci siamo persi il sogno. Questo è quello che cerco di ritrovare quando sono sul palco, quando suono, quando sono in giro. Questo è cerco di fare anche qui insieme a voi, se vorrete farlo insieme a me, ne sarò molto felice&#8221;</em> &#8211; dice Mannarino al pubblico sempre più social addicted.<br />
<em>&#8220;Di questo tour sapevo solo il titolo &#8220;L&#8217;impero crollerà&#8221;. Il senso l&#8217;ho capito solo dopo. Mi sono reso conto del fatto che l&#8217;impero più grosso che dovevo far crollare era quello che mi portavo dentro. Dopo il primo album , si tende a pensare di aver raggiunto una certa cifra stilistca , che quella sia la direzione giusta. Invece è anche giusto cambiare. Io stesso ho cercato di farlo con un gesto forse banale ma per me importante: ho finalmente tolto il mio cappello nero. Il più grande gesto d&#8217;amore è mettersi in crisi e cercare di cambiare, mostrandosi per quello che si è davvero, solo così gli altri saranno liberi di scegliere se stare insieme a noi oppure no&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Alla luce di quanto sopra, cinque minuti di standing ovation e scrosci di applausi sono anche pochi per due ore e un quarto di concerto. Se non conoscete Mannarino, potrei stare qui per ore a raccontarvi e a convincervi della sua bravura. Quello che farò, invece, è invitarvi ad andare subito a cercarvi qualcosa di suo e a chiudere gli occhi. Sarò curiosa di sapere dove sarete catapultati.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
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		<title>Paola Turci live al Teatro degli Arcimboldi di Milano brilla di luce propria.</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Nov 2017 16:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando un’artista emana tanta energia da diventare carismatica c’è da prestare doppiamente attenzione per qui il meccanismo che si innesca è simile ad una magia. Questa è quella che crea Paola Turci quando entra in contatto con il suo pubblico. La riprova l’abbiamo avuta ieri sera, in occasione del suo concerto al Teatro degli Arcimboldi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15575" style="width: 413px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-15575   " alt="Paola Turci live @ Teatro Arcimboldi - Milano" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/11/24058832_10214419297466973_1289420914810733312_n.jpg" width="403" height="302" /><p class="wp-caption-text">Paola Turci live @ Teatro Arcimboldi &#8211; Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quando un’artista emana tanta energia da diventare carismatica c’è da prestare doppiamente attenzione per qui il meccanismo che si innesca è simile ad una magia. Questa è quella che crea <strong>Paola Turci</strong> quando entra in contatto con il suo pubblico. La riprova l’abbiamo avuta ieri sera, in occasione del suo concerto al <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> di <strong>Milano.</strong> Del resto questo Secondo Cuore tour sta rappresentando per Paola, l’occasione perfetta per portare tutto il suo bagaglio artistico e personale sul palco.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Buonasera Milano, che sogno! Questa è la mia prima volta in questo luogo sacro. Mi sento una bambina con il suo gioco più bello. Mi piacerebbe se stasera, il vostro secondo cuore, quello che contiene le emozioni più intime, più forti, più coinvolgenti, potesse battere allo stesso ritmo del mio. Buon concerto a tutti voi!».</em> Questo è il benvenuto di Paola Turci che, fasciata in un sensuale abito color oro, si muove libera e sinuosa sul palcoscenico che, privo di scenografia, mette in risalto solo e soltanto lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Brilla di luce propria Paola che, sulla lunga scia del grande successo ottenuto in questo ultimo anno, mette in scaletta tanti dei brani contenuti nel suo ultimo album ma regala nuova vita anche ai successi del passato. Nuovi arrangiamenti, sfumature più corpose donano fluidità al concerto che scorre via leggero e coinvolgente. Da <i>Off-Line</i> a <i>La vita che ho deciso</i>, <em>La prima volta al mondo, Combinazioni</em> passando per <em>Volo così</em> e <em>Attraversami il cuore</em>, Paola Turci mette in risalto i pensieri vibranti, appassionati, contraddittori di una donna affamata di vita, di sogni, di passione autentica.</p>
<p style="text-align: justify;">Verace e ispiratissimo <em>Ma dimme te</em>, il brano con cui Paola Turci ha riscoperto le proprie radici: <em>«Conosco molto bene Milano, ci ho vissuto quasi più che nella mia Roma. Ho cantato in molti dialetti ma mai nel mio – spiega Paola Turci al pubblico- scrivendo questa canzone, ho riattivato le mie radici, ho realizzato il ritratto di una donna ispirata ad Anna Magnani; una donna tosta davvero, testarda, capocciona e sicura di se stessa in tutto tranne che in amore».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Per il cambio d’abito, Paola opta per i pantaloni e un top sfavillante: è il momento di suonare la chitarra. Un connubio catartico per la cantante che, effettivamente, in versione intima, quasi unplugged, riesce a dare il proprio massimo. La voce è nitida, potente, estesa. Le parole fluttuano, i pensieri elaborano sogni; ecco l’incanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le cover più belle e più ispirate, c’è da segnalare l’intensa versione di “Dio, come ti amo” (scritta da Domenico Modugno): <em>«Quando suono la chitarra mi viene voglia di cantare tantissimi brani, un po&#8217; come quando sono con amici. Ho sempre tante canzoni in testa ma mi ritrovo sempre a cantarne una in particolare, la considero la più forte e la più bella tra le dichiarazioni d’amore musicali esistenti»</em> – precisa Paola Turci prima di cantarla.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Piccola canzone d’amore</em> è, invece, quella dolce e tenera composizione che dà l’avvio all’ultima parte del concerto in cui spiccano <em>Questione di sguardi, Bambini</em> e l’immancabile <em>Fatti bella per te,</em> il brano che ha segnato in modo inderogabile l’inizio di un nuovo percorso che ha reso Paola Turci finalmente libera, felice, ammaliante.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
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		<title>Blue Man Group: il debutto in Italia è da non perdere</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 18:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il futurismo interattivo del progetto Blue Man Group è finalmente sbarcato in Italia dopo aver conquistato entusiastici consensi in tutto il mondo. Da ieri e fino al 19 novembre, gli iconici tre artisti dalla pelle blu saranno al Teatro Arcimboldi di Milano per poi proseguire al Teatro Politeama Rossetti di Trieste. Seguendo il filone della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_15460" style="width: 603px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-15460  " alt="BMG_paintdrum_b" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/11/BMG_paintdrum_b.jpg" width="593" height="393" /><p class="wp-caption-text">BMG_paintdrum_b</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il futurismo interattivo del progetto <strong>Blue Man Group</strong> è finalmente sbarcato in Italia dopo aver conquistato entusiastici consensi in tutto il mondo. Da ieri e fino al 19 novembre, gli iconici tre artisti dalla pelle blu saranno al <strong>Teatro Arcimboldi</strong> di <strong>Milano</strong> per poi proseguire al Teatro Politeama Rossetti di Trieste. Seguendo il filone della spettacolarizzazione dei cinque sensi, i nostri beniamini, ormai a pieno titolo anche nel cast stellare del Cirque du Soleil, hanno messo in scena uno spettacolo vivo, colorato, stupefacente ma soprattutto interattivo. Insieme fin dal 1991, Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink, hanno messo a punto uno show completo, innovativo e in grado di veicolare messaggi pregni di significato. Ironia e sarcasmo, arte, recitazione, musica, poesia, tecnologia d’avanguardia, scienza, visuals di grande impatto e valanghe di colore hanno scandito una festa sensazionale. Accompagnati da una vigorosa band dal vivo, i Blue Men hanno divertito, commosso, stupito il pubblico con effetti speciali di ogni genere: su tutti gli spettacolari Paint Drums che hanno inondato di colore il palco. Unico neo: ci si aspettava qualche colpo di scena in più nella “splash zone”, ovvero l’area delle prime file di platea dove gli spettatori hanno ricevuto in regalo poncho impermeabili per resistere alle esplosioni di colore provenienti dal palco.</p>
<div id="attachment_15459" style="width: 555px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-15459  " alt="Blue Man Group - Milano" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/11/DTL_PVC_x_BMD3499x_CMYK_b.jpg" width="545" height="687" /><p class="wp-caption-text">Blue Man Group &#8211; Milano</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni modo lo spettacolo nello spettacolo c’è stato comunque con un live painting a sorpresa: protagonista di questo momento, un &#8220;malcapitato&#8221; spettatore appeso a testa in giù, completamente riempito di colore e spinto contro una tela bianca per diventare egli stesso un&#8217;opera d&#8217;arte che alla fine gli è stata addirittura regalata. Il punto forte del Blue Man Group sta nella multicanalità della comunicazione anche se è sul piano musicale, in particolar modo quello percussivo che i tre alieni americani posso vantare la migliore competenza. Molto suggestiva l’atmosfera da club che ha rappresentato la ciliegina sulla torta di un happening artistico completo e trasversale che non conosce differenze culturali, razziali, religiose. Una bella lezione di gioiosa convivenza all’insegna della creatività e dell’allegria.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<p style="text-align: justify;">È attiva una speciale promozione riservata agli studenti universitari e alle famiglie, valida per tutte le date e tutti i settori. È possibile acquistare la Promo Family sul sito di TicketOne, mentre è disponibile presso il Teatro Dal Verme e il Teatro degli Arcimboldi di Milano la speciale promozione per gli studenti universitari, con biglietti al prezzo di 20 euro.</p>
<p> Video: Blue Man Group</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/UyLSzNrsQQU" height="315" width="560" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BIGLIETTI IN PREVENDITA SU TICKETONE.IT</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>MILANO, Teatro degli Arcimboldi</p>
<p>Da domani al 19 novembre 2017 &#8211; Biglietti da € 33,00 a € 60,00</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TRIESTE, Teatro Politeama Rossetti</p>
<p>Dal 22 al 26 novembre 2017 &#8211; Biglietti da € 28,00 a € 72,00</p>
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		<title>Alchemaya: follia, ambizione e ricerca nell&#8217;opera &#8220;sintonica&#8221; di Max Gazzè</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 18:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ambizione, follia, ricerca e spensieratezza. Sono questi i quattro punti cardinali lungo i quali si muove “Alchemaya”, il nuovo progetto artistico che Max Gazzè sta portando sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani e che lo scorso 11 aprile è approdato anche al Teatro degli Arcimboldi di Milano (si ripete questa sera). Prendendo spunto dal maestoso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14826" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-14826  " alt="Max Gazzè - Alchemaya - scatto presente sulla pagina Facebook dell'artista ph Riccardo Pinna" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/04/17862470_745759108931251_5133893931128779948_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Max Gazzè &#8211; Alchemaya &#8211; scatto presente sulla pagina Facebook dell&#8217;artista ph Riccardo Pinna</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ambizione, follia, ricerca e spensieratezza. Sono questi i quattro punti cardinali lungo i quali si muove <strong>“Alchemaya”,</strong> il nuovo progetto artistico che <strong>Max Gazzè</strong> sta portando sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani e che lo scorso 11 aprile è approdato anche al <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> di <strong>Milano</strong> (si ripete questa sera). Prendendo spunto dal maestoso impianto sinfonico che subentrava in “Verso un altro immenso cielo&#8221;, brano che l’artista stesso aveva definito un viaggio nella psiche, un volo pindarico senza meta, oltre il tempo e lo spazio e che chiudeva la tracklist di “Maximilian”, l’ultimo album in studio del cantautore, pubblicato per Universal Music nell’ottobre del 2015. Giacchè le progressioni armoniche contenute nello speciale arrangiamento del brano si rifacevano a derivazioni della musica sacra e sintetizzavano concatenazioni armoniche piuttosto complesse, l’artista ha pensato bene di mettersi al lavoro insieme al fratello Francesco per dare vita ad un’ opera &#8220;sintonica”, data dall’unione dei bei noti sintetizzatori e della musica sinfonica (nello specifico la <strong>Bohemian Symphony Orchestra di Praga</strong>), ovvero un ensemble di 50 elementi egregiamente diretto dal Maestro <strong>Clemente Ferrari</strong>. Storia, filosofia, fisica quantistica e ricerca spirituale convergono in questi nuovi brani ispirati a vicende pre-adamitiche riguardanti gli Anunnaki, la popolazione aliena che secondo gli antichi manoscritti sumeri avrebbe colonizzato il suolo terrestre, nominandolo Eden. Tutto il primo dei due atti di cui si compone lo spettacolo, si sviluppa attraverso le letture di Rocky Tognazzi, perfetta voce narrante, e le performances di Max Gazzè (coadiuvato anche da Salvatore Mufale, Roberto Procaccini e Arnaldo Vacca) che, per la prima volta, lascia da parte l’inseparabile basso per convergere energie e attenzione sulle parole di composizioni originali e tutt’altro che ruffiane. Il pop, la musica classica, l’elettronica, l’avanguardia si fondono in testi che indagano la natura dello spirito umano, che accarezzano il passato per comprendere le dinamiche del presente senza tralasciare lo sbrilluccichìo della fantasia.</p>
<div id="attachment_14828" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-14828  " alt="Max Gazzè - Alchemaya - scatto presente sulla pagina Facebook dell'artista ph Riccardo Pinna" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/04/17903718_745764045597424_1878375173429072230_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Max Gazzè &#8211; Alchemaya &#8211; scatto presente sulla pagina Facebook dell&#8217;artista ph Riccardo Pinna</p></div>
<p style="text-align: justify;">La narrazione parte dalla creazione dell&#8217;uomo (&#8220;Progenie&#8221;) e si conclude con un brano intitolato &#8220;Il progetto dell&#8217;anima&#8221;. Spazio anche a due brani inediti che probabilmente faranno parte del prossimo album dell’artista e che nascono dalla fertile sinergia creatasi lavorando fianco a fianco con suo fratello Francesco. Si parla di “Se soltanto” e “Un attimo a notte”, entrambi attraversati da una sottile venatura malinconica capace di conferire una potente stretta al cuore. Tutt’altro registro per il secondo atto dello spettacolo che, invece, raccoglie tutti i più grandi successi del repertorio di Max Gazzè conferendovi un’elegantissima e sfarzosa inedita veste. A metà strada tra barocco e futurismo, l’artista si muove a proprio agio tra registri, influenze e visioni musicali senza mai rinunciare alla voglia di mettersi in discussione e reinventarsi. Una follia, certo, ma anche un lusso che in pochi riescono a concedersi. Max Gazzè non solo ci riesce, può.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
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		<title>Luca Carboni live al Teatro degli Arcimboldi: quando il pop diventa un evergreen</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 17:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevamo lasciato Luca Carboni sul palco del Fabrique di Milano lo scorso inverno, lo ritroviamo oggi, all’indomani della data al Teatro degli Arcimboldi per l’ultimo stralcio del fortunato Pop-Up Tour. Il bilancio di questo anno per il cantante bolognese, è più che positivo: a giudicare dall’affluenza di pubblico e dalle decine di milioni di views [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13949" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-13949  " alt="Luca Carboni - Teatro degli Arcimboldi ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/12/15349832_10211486720753270_2688540271742404722_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Luca Carboni &#8211; Teatro degli Arcimboldi ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Avevamo lasciato <strong>Luca Carboni</strong> sul palco del Fabrique di Milano lo scorso inverno, lo ritroviamo oggi, all’indomani della data al <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> per l’ultimo stralcio del fortunato <strong>Pop-Up Tour</strong>. Il bilancio di questo anno per il cantante bolognese, è più che positivo: a giudicare dall’affluenza di pubblico e dalle decine di milioni di views collezionate dal brano “Luca lo stesso”, si può tranquillamente affermare che la formula musicale proposta dal cantautore è ancora vincente. Molti degli elementi presenti nello spettacolo pensato per questo tour riconducono l’immaginario collettivo ad un’ipotetica apologia degli anni ’80. Temi, colori, immagini, spunti, richiami trasudano un riferimento preciso ma anche tanta emozione e veracità. L’ultimo step, in ordine temporale, di questo viaggio musicale durato 32 anni, è la chiara dimostrazione che Luca Carboni ha capito come rendere il suo repertorio sempre verde. La sua capacità di piacere ad un pubblico ampio e variegato sta nel saper fare leva su tematiche di carattere universale in modo semplice e immediato. “ll futuro è stasera” ripete una voce robotica quando si spengono le luci ad inizio concerto ed è così: Luca Carboni e la sua band paiono viaggiatori venuti da un altro tempo a raccontarci la loro idea di futuro remoto attraverso l’uso di chitarre “sintetizzate”, tastiere, riverberi ed effetti speciali.</p>
<div id="attachment_13947" style="width: 413px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-13947  " alt="Luca Carboni - Teatro degli Arcimboldi ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/12/15326492_10211486713993101_4700851263586619033_n.jpg" width="403" height="269" /><p class="wp-caption-text">Luca Carboni &#8211; Teatro degli Arcimboldi ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Accompagnato da <strong>Vince Pastano, Fulvio Ferrari Biguzzi, Mauro Patelli, Antonello Giorgi e Ignazio Orlando</strong>, Luca Carboni è capitano ma anche regista di un concerto godibile e sereno. Particolarmente apprezzati gli ospiti coinvolti a partire da <strong>Squalo Iaco</strong>, ideatore di una nuova versione de “Il mio cuore fa ciock”. A seguire un emozionantissimo <strong>Alessandro Raina</strong> (fondatore degli Amour Fou) guesta in “Bologna è una regola” e soprattutto <strong>Tommaso Paradiso</strong>, leader dei Thegiornalisti, protagonista di un ottimo duetto sulle note della super hit “Luca lo stesso”. Ecco questo anello di congiunzione generazionale è ciò che, più di ogni altra cosa, dà l’idea dell’influenza che la cifra stilistica di Carboni abbia avuto nel corso degli anni.  Certo ci sono successi intramontabili come “Silvia lo sai”, “Farfallina”, l’irrinunciabile “Mare Mare”, “Ci vuole un fisico bestiale” e “Fragole buone buone” ma la canzone pop in grado di raccogliere e fissare in modo indelebile frammenti di vita quotidiana è quella che di tanto in tanto sentiremo ancora suonare in qualche cameretta.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<p style="text-align: justify;">La scaletta del concerto:<br />
Happy<br />
I ragazzi che si amano<br />
Virtuale<br />
Chicchi di grano<br />
Dio in cosa crede<br />
Sarà un uomo<br />
Invincibili<br />
Chiedo scusa<br />
La nostra strada<br />
Solarium<br />
Milano<br />
Il mio cuore fa ciock<br />
Silvia lo sai<br />
Farfallina<br />
Bologna è una regola<br />
Inno nazionale<br />
Mare mare<br />
Luca lo stesso<br />
10 minuti<br />
Ci vuole un fisico bestiale<br />
O è Natale tutti i giorni<br />
Fragole buone buone<br />
Vieni a vivere con me</p>
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		<title>Davide Van De Sfroos live al Teatro degli Arcimboldi: le storie del Lago diventano sinfoniche</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2016 11:44:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Van De Sfroos]]></category>
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		<category><![CDATA[orchestra]]></category>
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		<category><![CDATA[Synfuniia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro degli Arcimboldi]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Lo Re]]></category>

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		<description><![CDATA[ Davide Van De Sfroos approda al Teatro degli Arcimboldi di Milano con l&#8217;Orchestra Sinfolario diretta dal M° Vito Lo Re per presentare il nuovo album “Synfuniia” (Batoc67/Universal Music), l’album che raccoglie alcuni fra i suoi brani più noti riarrangiati e riproposti con la Bulgarian National Radio Simphony Orchestra. Un  sontuoso viaggio evocativo per dare un sapore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11373" style="width: 526px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11373    " alt="Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi - Milano ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/12633572_10208673482664076_1267946066414556834_o.jpg" width="516" height="344" /><p class="wp-caption-text">Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi &#8211; Milano ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><i> </i><strong>Davide Van De Sfroos </strong>approda<strong> al Teatro degli Arcimboldi di Milano </strong>con l&#8217;<strong>Orchestra Sinfolario</strong> diretta dal <strong>M° Vito Lo Re</strong> per presentare il nuovo album <strong>“Synfuniia”</strong><i> </i>(Batoc67/Universal Music), l’album che raccoglie alcuni fra i suoi brani più noti riarrangiati e riproposti con la Bulgarian National Radio Simphony Orchestra. Un  sontuoso viaggio evocativo per dare un sapore diverso ed una veste elegante alle storie del lago di Como raccontate in dialetto laghèe. Un film da ascoltare, dove fanno la loro comparsa personaggi e luoghi di una realtà oggi sempre più rara, un esperimento, un viaggio, partito dall’invito dal giovane e dinamico maestro Vito Lo Re, che ha ideato il progetto. Dai samurai al western, dal gotico al romantico,  il cantautore comasco si mette in ghingheri e racchiude in un solo audio racconto tutti i personaggi di cui ha cantato in questi anni senza mai perdere la sua istrionica verve da cantastorie: si va dall’impatto “morriconiano” de <i>Il Duello </i>alla figura di Batman in Gotham City tra le trame di <em>Grand Hotel</em><i> </i>, in<i> </i><em>Yanez</em><i> </i>ritroviamo<i> </i><em>I pirati dei Caraibi</em><em> e lo sceneggiato di Sandokan</em>,<i> </i><em>Il dono del vento</em><i> </i>ci porta, invece, verso oriente, <i> </i>la dolcezza inedita di <em>Mad Max</em><em> contrasta con</em><i> </i><em>El calderon de la stria</em><em>, imperiosa nella sua veste</em> più trionfale. Suggestive anche<i> </i><em>Il reduce</em><i> </i>e<i> </i><em>Brèva e Tivàn</em>: in una c’è la guerra nuda e cruda, nell’altra gli strumenti sottolineano i colori e i temporali del lago.</p>
<div id="attachment_11371" style="width: 526px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11371    " alt="Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi - Milano ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/12615710_10208673430062761_7329090491313508845_o.jpg" width="516" height="344" /><p class="wp-caption-text">Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi &#8211; Milano ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ne<i> </i><em>La figlia del tenente</em><em> </em> i due personaggi vengono definiti da tratti ancora più oscuri e misteriosi. Magica<i> </i><em>Akuaduulza:</em><i> </i>il lago è presentato come una casa, ma anche come un luogo da cui fuggire; un grande drago in grado di custodire tutto quello che ci è più caro. Il baricentro dell’anima. Divertente e spassosa la versione dialettale de “Gli anni selvaggi di Frank”, eseguita da Van De Sfroos in un improvvisato piano solo. Intimo e suggestivo il momento in cui lo hanno raggiunto sul palco due musicisti, che da anni condividono il palco con lui, quali Davide “Billa” Brambilla e  Angapiemage Galiano Persico, che lo hanno accompagnato sulle note di “40 Pass” e “Sciuur capitan”,  brano ulteriormente arricchito dalle bellissime illustrazioni di Claudio Villa. Profetico e coinvolgente <em>Goga e Magoga</em><i>,</i>  un brano che si rifà alle figure bibliche di Gog e Magog eche racchiude l’essenza di un modo di dire ormai in disuso che significa fare il bello e il cattivo tempo. Tra quelle di <em>Synfuniia</em><i> </i>è stata la canzone che ha richiesto più tempo per l’arrangiamento; una canzone di rabbia, di liberazione dalle paure. La sintesi di un modo di concepire la vita lontano dalla concitazione e dalla frenesia che scandiscono gli usi e i costumi contemporanei.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<div id="attachment_11372" style="width: 526px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11372    " alt="Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi - Milano ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/12525490_10208673434262866_318524818968508412_o.jpg" width="516" height="344" /><p class="wp-caption-text">Davide Van De Sfroos live @ Teatro degli Arcimboldi &#8211; Milano ph Francesco Prandoni</p></div>
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		<title>Nek travolge il Teatro degli Arcimboldi di Milano con carisma ed energia. Il live report del concerto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 09:45:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[concerto]]></category>
		<category><![CDATA[Live Nation]]></category>
		<category><![CDATA[live report]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Nek]]></category>
		<category><![CDATA[Prima di parlare live]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro degli Arcimboldi]]></category>

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		<description><![CDATA[«State sottolineando un anno di cui vado orgoglioso, un anno di cui posso incorniciare praticamente ogni attimo. Sono davvero contento di essere su questo palco stasera, cantare a Milano è come cantare a casa. Se esiste un 2015 importante è anche perché esiste un passato importante che voglio farvi sentire solo attraverso le canzoni». Con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10614" style="width: 528px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-10614  " alt="Nek live @ Teatro degli Arcimboldi -Milano ( Scatto pubblicato sulla pagina Facebook dell'artista)" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2015/11/12250163_10153730860316064_872263100789485814_n.jpg" width="518" height="464" /><p class="wp-caption-text">Nek live @ Teatro degli Arcimboldi -Milano ( Scatto pubblicato sulla pagina Facebook dell&#8217;artista)</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>«State sottolineando un anno di cui vado orgoglioso, un anno di cui posso incorniciare praticamente ogni attimo. Sono davvero contento di essere su questo palco stasera, cantare a Milano è come cantare a casa. Se esiste un 2015 importante è anche perché esiste un passato importante che voglio farvi sentire solo attraverso le canzoni».</em> Con queste emozionate parole <strong>Nek</strong>, all’anagrafe Filippo Neviani, ha introdotto il primo dei due concerti al <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> di <strong>Milano</strong> nell’ambito del fortunatissimo tour <em>“Prima di parlare live 2015”.</em> Con una scaletta composta da ben 28 brani, l’artista ha ripercorso tutta la sua carriera senza risparmiarsi un attimo per la gioia del pubblico, davvero numeroso ed intensamente partecipe. Coadiuvato dai bravissimi musicisti <strong>Luciano Galloni </strong>(batteria), <strong>Chicco Gussoni</strong> (chitarre), <strong>Lorenzo Poli</strong> (basso) e <strong>Emiliano Fantuzzi</strong> (chitarre e tastiere), Nek ha dimostrato di essere in grande forma: carisma, energia e potenza vocale sono i cardini su cui ha ruotato tutto lo show curato nei minimi dettagli. Fasci di luci, proiezioni e visuals sono stati concepiti per completare ed evidenziare la carica energetica dei potenti arrangiamenti pop rock, di cui ci piace sottolineare la presenza di numerosi  e ben strutturati assoli di chitarra.</p>
<p style="text-align: justify;">Spaziando in lungo e in largo tra presente e passato, Nek ha cantato per più di due ore iniziando il concerto proprio con  “Fatti avanti amore” il brano sanremese che ha decretato il travolgente ritorno dell’artista ai vertici della scena musicale italiana. Non c’è spazio per le pause, la scaletta è una cavalcata tra successi che fanno irrimediabilmente parte del nostro background musicale:  <em>“Se io non avessi te”, “Angeli nel ghetto”, “Se una regola c’è”, “Laura non c&#8217;è”, “Sul treno”,  “Sei solo tu”,  “Almeno stavolta”.</em> Delicato e coinvolgente il momento acustico chitarra e voce: «<em>Questo momento di intimità è una parte che mi piace particolarmente perché l’ascolto si tranquillizza e posso ascoltarvi meglio. Sarà anche per il periodo che stiamo vivendo ma questi attimi di raccoglimento sono preziosi, ci danno l’opportunità di restare uniti grazie alla musica»,</em> spiega Nek al pubblico intonando <em>“Attimi”, “Sto con te”, “Se non ami”, “Sei grande” e “Parliamo al singolare”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Giusto il tempo di respirare pochi secondi e poi di nuovo in apnea con la scarica adrenalinica del singolo  “Io ricomincerei”, la dolcissima “Credere amare resistere,” dedicata a tutti i bimbi affetti da malattie neurodegenerative e l’ormai immancabile  “Se telefonando” di Mina. Sembra surreale ma l’arrivo dei bis “E da qui” e “Lascia che io sia” coglie tutti di sorpresa. Il live di Nek è fresco, veloce, passionale;  la perfetta fusione tra il piacere della carne e l’autoanalisi della propria spiritualità.</p>
<p style="text-align: right;"><em> Raffaella Sbrescia</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Setlist</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fatti avanti amore</p>
<p style="text-align: justify;">Se io non avessi te</p>
<p style="text-align: justify;">Congiunzione astrale</p>
<p style="text-align: justify;">In te / Calore umano set</p>
<p style="text-align: justify;">In te</p>
<p style="text-align: justify;">Angeli nel ghetto</p>
<p style="text-align: justify;">Cuori in tempesta</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di parlare</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che non sai</p>
<p style="text-align: justify;">Se una regola c&#8217;è</p>
<p style="text-align: justify;">La voglia che non vorrei</p>
<p style="text-align: justify;">Contromano</p>
<p style="text-align: justify;">The Power of Love (Frankie Goes to Hollywood cover)</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stanza 26</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Acoustic set</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Attimi</p>
<p style="text-align: justify;">Sto con te</p>
<p style="text-align: justify;">Se non ami</p>
<p style="text-align: justify;">Sei grande</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo al singolare</p>
<p style="text-align: justify;">Io ricomincerei</p>
<p style="text-align: justify;">Credere amare resistere</p>
<p style="text-align: justify;">Laura non c&#8217;è</p>
<p style="text-align: justify;">Dimmi cos&#8217;è</p>
<p style="text-align: justify;">Hey Dio</p>
<p style="text-align: justify;">Sul treno</p>
<p style="text-align: justify;">Sei solo tu</p>
<p style="text-align: justify;">Almeno stavolta</p>
<p style="text-align: justify;">Se telefonando (Mina cover)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Encore:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E da qui</p>
<p style="text-align: justify;">Lascia che io sia</p>
]]></content:encoded>
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