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	<title>Ritratti di Note &#187; Vinicio Capossela - Ritratti di Note - Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</title>
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	<description>Interviste, recensioni ed approfondimenti musicali</description>
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		<title>Ballate per uomini e bestie: la mastodontica opera d&#8217;arte di Vinicio Capossela</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 15:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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		<description><![CDATA[Poesia, filosofia e denunzia confluiscono in “Ballate per uomini e bestie”, il nuovo album del cantautore, ri-trovatore e immaginatore Vinicio Capossela. In questo undicesimo lavoro in studio l’artista studia, analizza e metabolizza la realtà in un modo del tutto inusuale, complesso, ricco e potente. In questi 14 brani Vinicio si rapporta con storia, letteratura, filosofia, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="39uqq-0-0">
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="39uqq-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="39uqq-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="39uqq-0-0">Poesia, filosofia e denunzia confluiscono in “Ballate per uomini e bestie”, il nuovo album del cantautore, ri-trovatore e immaginatore Vinicio Capossela. In questo undicesimo lavoro in studio l’artista studia, analizza e metabolizza la realtà in un modo del tutto inusuale, complesso, ricco e potente. In questi 14 brani Vinicio si rapporta con storia, letteratura, filosofia, religione, poesia. L&#8217;Arte a tutto tondo prende il volo in queste ballate potenti e maestose, impreziosite da arrangiamenti strutturati, originali, spesso ispirati a medioevo, rinascimento e barocco. Un excursus antropologico di una portata tanto imponente quanto ben al di soprà delle possibilità cognitive di chi andrà ad ascoltarlo.</div>
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="39uqq-0-0"></div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="93tnn-0-0">
<div data-offset-key="93tnn-0-0">Nel presentare il disco, Vinicio Capossela racconta: “Questo lavoro parla della scomparsa dei vincoli sociali, si mette in luce l’aspetto anarchico del sé. All’interno del contesto in cui avviene questa autoanalisi c’è la peste. Il filo discorsivo sviscera la propagazione virale della stessa. I protagonisti sono animali antropomorfizzati in una dimensione plurale e ricca di spunti e mezzi narrativi. Il disco offre tante letture e porta a termine una serie di studi, approfondimenti, spunti, idee che ho portato avanti per 7 anni. La forma della ballata mi permette di raccontare delle storie attraverso un linguaggio erudito, edotto. Mi piace l’idea di fornire spunti, richiami, analogie e confondere l’immaginario di chi ascolta. In questo disco mi sono cimentato anche con nuove sonorità, su tutte quelle date dagli archi ipnotici di Teho Tehardo, si tratta di un mondo che ho scoperto da poco e che mi ha affascinato”. Il lavoro è stato scritto, composto e prodotto da Capossela mentre è stato registrato nell’arco di due anni tra Milano, Montecanto (Irpinia) e Sofia (Bulgaria) da Taketo Gohara e Niccolò Fornabaio. I compagni di viaggio di Vinicio sono stati: Alessandro “Asso” Stefana, Raffaele Tiseo, Stefano Nanni, Massimo Zamboni, Teho Teardo, Marc Ribot, Daniele Sepe, Jim White, Georgos Xylouris e l’Orchestra Nazionale della Radio Bulgara”.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="49sp3-0-0"></div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="tvnp-0-0">
<div data-offset-key="tvnp-0-0">In un’epoca in cui il mondo occidentale sembra affrontare un nuovo medioevo inteso come sfiducia nella cultura e nel sapere e smarrimento del senso del sacro, Capossela mette in mostra le similitudini e il senso di attualità che lo legano profondamente alle cronache dell’oggi prestando particolare attenzione al suono e al significato della parola scritta. All’interno di questi racconti c’è spazio per la contemplazione e la denuncia. Antico e moderno, rurale e urbano, forme primitive ed evoluzioni contemporanee convivono dando forma a inquietudini e pulsazioni, coadiuvandosi con riferimenti musicali storici e immaginifici. I movimenti dei suoni si allineano con quelli delle parole. Il contrasto tra sacro e profano racconta ed esorcizza il presente. In questo medioevo altro e tecnologicamente evoluto, fatto di nuove crociate, rinnovate guerre di religione, oscurantismo, lavoro industriale sulla paura, diffusione virale di pestilenze, dietro di noi o nella nostra mente inconscia ci sono gli animali: le bestie rappresentano pertanto l’ irrisolto punto di accesso al mistero della natura umana.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="25ike-0-0">
<div data-offset-key="25ike-0-0">La narrazione prende il via con “Uro”, un animale estinto capace di incarnare la forza e il mistero di un unico buio primordiale. Fin dall’inizio l’accesso al sacro, al mistero, ha per l’uomo il volto dell’animale. Il viaggio prosegue con “Il povero Cristo”, ispirato alle vicende narrate dal Vangelo e che ci ricorda la grande croce di ciascuno di noi: Amare la vita e vivere sapendo di morire. Cristo non è riuscito ad insegnare agli uomini a salvarsi con il precetto più semplice che è quello in cui è racchiusa tutta la buona novella, il lieto annunzio: “ama il prossimo tuo come te stesso”.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="c2h4r-0-0">
<div data-offset-key="c2h4r-0-0">La ballata più viva, ricca, furente è “La peste”: scorrono a cadaveri parole nel respiro della rete a mucchi interi. La meravigliosa peste virale che tutti ci fa liberi, che tutti ci fa uguali , la meravigliosa peste che libera il bubbone tutti in polluzione. Selfie, servie, selfie, servie. I nuovi crociati, un nuovo medioevo, il vecchio fascio nero.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="1f3c3-0-0">
<div data-offset-key="1f3c3-0-0">Ci troviamo in una fase primitiva, una zona ibrida che non ha un&#8217; etica, una normativa, in cui vale tutto, soprattutto i contenuti intimi della persona. Il brano è dedicato a Tiziana Cantone e vede Vinicio Capossela cimentarsi con l’autotune e un certo uso della tecnologia particolarmente ben riuscito.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="em08a-0-0">
<div data-offset-key="em08a-0-0">L’uso della paura si fa strumentale in “Danza Macabra”, un brano ispirato all’immaginario universo di Tim Burton e di grande suggestione grazie ad un arrangiamento superbo. La danza della morte fa ballare tutti al suo ordine. Vince la maledizione eterna: ad mortem festinamus! Oggi a me domani a te”.</div>
<div data-offset-key="em08a-0-0"></div>
<div data-offset-key="em08a-0-0">
<div id="attachment_17050" style="width: 430px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-17050 " alt="Ballate-Per-Uomini-E-Bestie-album-cover" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2019/05/Ballate-Per-Uomini-E-Bestie-album-cover.jpg" width="420" height="420" /><p class="wp-caption-text">Ballate-Per-Uomini-E-Bestie-album-cover</p></div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="5e8bj-0-0">
<div data-offset-key="5e8bj-0-0">Ricchezza di parole e metafore si possono godere ne “La ballata del porco”: il maiale, animale totemico della cività contadina, mette in luce il tema del sacrificio: dopo una vita d’ingrasso, la creatura più prossima all’uomo, tanto negli organi interni, quanto nei nomi e negli aggettivi fa testamento. Ed è il testamento dell’uomo che ha voluto vivere con tutto il suo corpo che è appunto anagramma di porco.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="ffthu-0-0">
<div data-offset-key="ffthu-0-0">Ne “La ballata del carcere di Reading”, Oscar Wilde, grande cultore della bellezza e dell’artificio scopre nella caduta il sentimento della com-passione e lo restituisce in questa ballata. “Ma ogni uomo uccide quello che ama”.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="d21f2-0-0">
<div data-offset-key="d21f2-0-0">Un punk tribale, vivo e vibrante scandisce le “Le nuove tentazioni di Sant’Antonio”: un aggiornamento nel mondo contemporaneo delle tentazioni del celebre Abate che, come Prometeo, si calò all’inferno per rubare il fuoco. Famose sono le sue tentazioni che, in questa narrazione, si adeguano al mondo moderno: fare merce dell’attrazione, artificiare l’immaginazione, fare selfie in masturbazione, fare sesso in digigrafia, avvelenare la natura, bloccare il mondo con la paura. Fare un inferno di questa terra in nome del Paradiso, fare un deserto e riempirlo di niente.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="c8der-0-0">
<div data-offset-key="c8der-0-0">Un pezzo preraffaelita viene definito “La belle dame sans merci”, ispirata alla poesia di John Keats per provare a spiegare in altri termini lo spinoso tema della solitudine.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="4rmu0-0-0">
<div data-offset-key="4rmu0-0-0">Ancora una visione ispirata ad antichi temi per “Perfetta Letizia”, direttamente figlia dei fioretti di Francesco d’Assisi per provare a spogliarsi di tutto e andare oltre noi stessi e sostenere la pena della vita con leggerezza.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="ani34-0-0">
<div data-offset-key="ani34-0-0">L’asino e poi il cane, il gatto e il gallo sono i protagonisti de “I musicanti di Brema”. Animali che impersonificano esseri umani destinati a morte da esaurimento nel ciclo produttivo e si uniscono per fare finalmente una cosa magnificamente inutile.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;" data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="eo236-0-0">
<div data-offset-key="eo236-0-0">Giunge poi il western notturno di “Le loup Garou”: la metafora dell’uomo che in fase elettorale mette in piena luce la voglia di carne cruda. Il mannaro è l’infrazione della barriera tra uomo e animale. Un’altra corsa senza lieto fine è quella de “La giraffa di Imola”: nella corsa di questa giovane giraffa ci sono tutti i recinti e i fili spinati e il mare-sepolcro che circondano la “fortezza Occidentale”. L’amore non colto e l’esilio a vita, nella vita sta tra le righe del brano “Di città in città”. Da estraneo sono venuto, da estraneo me ne vado. Portando l’orso.</div>
</div>
<div data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="8asq5-0-0">
<div style="text-align: justify;" data-offset-key="8asq5-0-0">Chiude questo lavoro antologico “La lumaca”: una poesia per ricondurre il mondo all’umile e piccolo. Fuori dal tempo dell’Utile e del Lavoro. Il Sacro è lento e immanente. Capossela celebra la sacralità della lentezza, unica forma di eternità possibile: portarsi il cosmo sulle spalle e godersi la scia, esattamente come metaforicamente fa la lumaca.</div>
<p style="text-align: right;"><em> Raffaella Sbrescia</em></p>
</div>
<div data-block="true" data-editor="1ni80" data-offset-key="e2r59-0-0"></div>
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		<title>Salvataggi della mansuetudine: SALVAGG’. Ecco il ritorno dello Sponz Fest</title>
		<link>https://www.ritrattidinote.it/live-report/salvagg-sponz-fest-2018-capossela-irpinia.html</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2018 18:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Alta Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[Calitri]]></category>
		<category><![CDATA[Sponz Fest]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo il tema annuale dello Sponz Fest, il festival che si tiene da sei anni a Calitri, comune dell’Alta Irpinia, con il coinvolgimento dei limitrofi comuni di Cairano, Lacedonia, Morra de Sanctis, Sant’Angelo dei Lombardi, Villamaina.  Presentata oggi la Sesta edizione dal Direttore Artistico, Vinicio Capossela, all’insegna del “Salvataggio”: nel senso di salvifico, ma, nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_16300" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-16300  " alt="Sponz Fest 2018 - Press conference - ph JR" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2018/07/DSC_2146.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Sponz Fest 2018 &#8211; Press conference &#8211; ph JR</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questo il tema annuale dello <strong>Sponz Fest</strong>, il festival che si tiene da sei anni a <strong>Calitri</strong>, comune dell’Alta Irpinia, con il coinvolgimento dei limitrofi comuni di <strong>Cairano, Lacedonia, Morra de Sanctis, Sant’Angelo dei Lombardi, Villamaina. </strong><br />
Presentata oggi la Sesta edizione dal Direttore Artistico, <strong>Vinicio Capossela</strong>, all’insegna del “Salvataggio”: nel senso di salvifico, ma, nel suo senso ancora più ancestrale di Selvaggio, o Selvatico. Perché, come diceva Leonardo, “Selvatico è colui che si salva”.</p>
<p style="text-align: justify;">Estremamente attuale l’argomento, in un mondo in cui dissenso e ribellione sono considerati sicuramente valori “vintage”, dove le rivoluzioni vengono rappresentate oramai solo da post social sottotraccia, dove il salvarsi è diventato un problema collettivo, globalizzato, non più estraneo nemmeno a quella compagine che mai lo aveva preso direttamente in considerazione.<br />
L’Irpinia è un territorio che bene si presta ad accogliere le tematiche di questo articolato festival “sui generis”, dove tutto sembra assecondare la logica del “miracolo”. Nulla di coercitivamente organizzato, predefinito, a partire dalle strutture di accoglienza, delegate agli abitanti del luogo, a finire ai vari eventi che il festival ospiterà (alcuni quest’anno soggetti al pagamento di un biglietto “popolare”, per questioni di praticabilità dei siti destinati ad accoglierli), nell’intento di promuovere un raduno di menti, di corpi, di sentimenti e sensazioni ancestrali, legate alla terra, alla suo tribalismo, al recupero dell’armonia di un vivere in essa contestualizzato.</p>
<div id="attachment_16301" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-16301  " alt="Sponz Fest 2018 - Press conference - ph JR" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2018/07/DSC_2164.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Sponz Fest 2018 &#8211; Press conference &#8211; ph JR</p></div>
<p style="text-align: justify;">L’uomo è animale, con un limite ben definito, quello antropologico, che se da un lato lo pone a distanza dagli altri animali, dall’altro lo separa dall’istinto animale che porta in sé, creando spesso un effetto di scollamento con le sue esigenze primarie, una specie di “horror vacui”, che paradossalmente lo isola in una dimensione individualista, proprio mentre aumenta la ricerca del contatto con l’altro: ed i social con le loro dinamiche ne sono la dimostrazione più lampante.<br />
E’ nell’individualismo contrapposto al comune sentire che risiede la vera problematica dell’uomo del ventunesimo secolo. E, sempre nell’individualismo trova riscontro il ritorno alle ancestrali paure, quelle dell’uomo solitario, che solo il riunirsi in comunità creative è stato in grado, nel corso dei secoli, di arginare e sconfiggere, evitando il regresso allo stato “bestiale”. Quello primitivo, nella sua più negativa accezione.</p>
<div id="attachment_16302" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-16302  " alt="Sponz Fest 2018 - Press conference - ph JR" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2018/07/DSC_2187.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Sponz Fest 2018 &#8211; Press conference &#8211; ph JR</p></div>
<p style="text-align: justify;">Questi i presupposti antropologico-filosofici di questa anomala manifestazione, che vedrà ospiti importanti alternarsi ad altri meno celebri ma altrettanto coinvolti in uno spirito di rapporto intimo, vicinanza, scambio reciproco con il pubblico.<br />
Da evidenziare la presenza dei rappresentanti del popolo <strong>Mapuche</strong>, che apriranno il festival con un rito di danze e canti propiziatori.<br />
Questa popolazione che risiede nel Cile meridionale è la sola ad aver mantenuto una sovranità popolare universalmente riconosciuta, anche dai conquistadores, proprio perché selvaggi, inconquistabili.<br />
E per questo sopravvissuti fino ad oggi. Saranno presenti per tutta la durata della manifestazione, e una loro esibizione precederà il tributo ad Antonio Infantino, che il festival ricorda con amore, proprio per il suo modo ribelle di trattare la musica, andando a ricercarla nelle sue più profonde radici, con la proiezione di un film documentario curato da Luigi Cinque. Presenti anche <strong>Petra Magoni e Daniele Sepe</strong>, già ospite con il progetto del “Capitone” nella precedente edizione.<br />
Da citare ancora la presenza di <strong>Massimo Zamboni</strong>, e dell’Artista del Popolo <strong>Danilo Fatur.</strong><br />
E ancora il concerto di <strong>Angelo Branduardi</strong> nell’Arena Cupa, oltre l’esibizione finale del direttore Artistico Vinicio Capossela.<br />
Dal 21 al 26 Agosto sarà un momento clou per i territori dell’alta Irpinia, ed un’occasione per farli conoscere a tutti quanti vorranno prendere parte a questa ricca e particolare manifestazione. Un gioiello d’Italia ancora nascosto, e che speriamo che la massificazione turistica risparmi, a favore della conservazione della sua anima selvatica e salvifica.</p>
<div id="attachment_16303" style="width: 490px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-16303  " alt="Sponz Fest 2018 - Press conference - ph JR" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2018/07/DSC_2250.jpg" width="480" height="321" /><p class="wp-caption-text">Sponz Fest 2018 &#8211; Press conference &#8211; ph JR</p></div>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi sono davvero tanti e tutti interessanti. Si tratta di una settimana da vivere per intero ad averne la possibilità, proprio per cogliere lo spirito del festival.</p>
<p>Di seguito alleghiamo il link del programma, per quanti volessero fare questa particolare ed intensa esperienza.</p>
<p><a href="https://www.sponzfest.it/2018/programma/">https://www.sponzfest.it/2018/programma/</a></p>
<p style="text-align: right;"><em>JR</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ombra: “Canzoni della cupa e altri spaventi”. Alla ricerca delle clandestinità interiori con Vinicio Capossela</title>
		<link>https://www.ritrattidinote.it/live-report/ombra-canzoni-della-cupa-vinicio-capossela.html</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 16:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Live report]]></category>
		<category><![CDATA[Canzoni della cupa e altri spaventi]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Arcimboldi]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[“Canzoni della cupa e altri spaventi” racchiude la seconda parte dell’ultimo lavoro discografico di Vinicio Capossela ed è anche il titolo dello spettacolo che l’artista ha portato sul palco del Teatro degli Arcimboldi lo scorso 28 febbraio. Nel pieno della sera del martedì grasso di carnevale, il geniale cantautore ha incantato il pubblico con uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14557" style="width: 399px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-14557   " alt="Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/03/Vinicio-Capossela_manifesto-tour-Ombra.jpg" width="389" height="550" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>“Canzoni della cupa e altri spaventi”</em></strong> racchiude la seconda parte dell’ultimo lavoro discografico di <strong>Vinicio Capossela</strong> ed è anche il titolo dello spettacolo che l’artista ha portato sul palco del <strong>Teatro degli Arcimboldi</strong> lo scorso 28 febbraio. Nel pieno della sera del martedì grasso di carnevale, il geniale cantautore ha incantato il pubblico con uno show assolutamente inedito e curatissimo in ogni singolo dettaglio. A tenere le fila del discorso, il concetto di ombra intesa come materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo nella sua interezza. Attraverso una sorta di travolgente ipnosi, Vinicio Capossela e i suoi eccellenti “cavalieri dell’ombra” hanno accompagnato il pubblico tra i più spinosi e lugubri meandri della Cupa, metaforicamente intesa come la parte più nascosta dell’interiorità individuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Corde di violino, onde elettromagnetiche, cornamuse e tamburi a cornice, tasti di pianoforte insieme alle mirabolanti diavolerie di Vincenzo Vasi e alle travolgenti incursioni del quartetto di Torino agli archi hanno scandito le mirabolanti tappe di un magico viaggio oscuro in un surreale luogo di metamorfosi spirituale. Grazie al potere dell’evocazione, alle reminiscenze della superstizione, del folklore e della religione, Vinicio Capossela ha rievocato la bellezza delle anime doppie tra echi morriconiani e ombre proiettate in 3D con la scenografia di Anusc Castiglioni e le luci di Loic Hamelin.</p>
<div id="attachment_14558" style="width: 413px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-14558  " alt="Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2017/03/16998716_10212376680081697_5821244161260068476_n.jpg" width="403" height="269" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Teli, sagome, rami d’albero, luci di plenilunio, riflessi, vistosi copricapi e irriverenti maschere, gli ingredienti pricipali di quattro quadri (il selvatico, l’archetipo, lo specchio e il paese) pensati per mettere in luce le clandestinità interiori degli infimi. Vagabondi, vagamundi, schiuma dell’umanità, accappanti, accapponi,affarinati, falsi malati. Abbianti, accattosi, limosinanti simulati. Sacerdoti, alacerbanti, affamiglioli, vergognosi. Perdonatori, venditori, medicastri, guaritori. Affarfanti, alacrimanti, apezzenti, testatori. Consumieri, consumati, raggruppati, artificiati, rintruppati, ammassonati, rivestiti, implasticati, feccia de l’umanità, tramonto de l’umanità hanno fluttuato nel corso di quasi tre ore di concerto grazie a Vinicio Capossela, nei panni di eclettico traghettatore di anime nonchè stimatissimo salvifico baluardo di genialità e cultura.<b></b></p>
<p style="text-align: right;"> <em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<p style="text-align: left;">Setlist</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>LE CREATURE DELLA CUPA</li>
<li>SCORZA DI MULO</li>
<li>IL PUMMINALE</li>
<li>MADDALENA</li>
<li>LA NOTTE DI SAN GIOVANNI</li>
<li>L’ANGELO DELLA LUCE</li>
<li>LA BESTIA NEL GRANO</li>
<li>BRUCIA TROIA</li>
<li>VINOCOLO</li>
<li>DIMMI TIRESIA</li>
<li>LE SIRENE</li>
<li>PARLA PIANO</li>
<li>FATALITA’</li>
<li>MODI’</li>
<li>CORVO TORVO</li>
<li>SCIVOLA VA VIA</li>
<li>INTERMEZZO CINESE</li>
<li>MARAJA</li>
<li>SONETTI/PENA DELL’ALMA</li>
<li>PETTAROSSA</li>
<li>LO SPOSALIZIO DI MALOSERVIZIO</li>
<li>IL LUTTO DELLA SPOSA</li>
<li>IL TRENO</li>
<li>IL BALLO DI SAN VITO</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><b>BIS</b></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">ZAMPANÓ</li>
<li style="text-align: justify;">CON UNA ROSA</li>
<li style="text-align: justify;">STANCO E PERDUTO</li>
<li style="text-align: justify;">VETRI APPANNATI D&#8217;AMERICA</li>
<li style="text-align: justify;">NELLA PIOGGIA</li>
<li style="text-align: justify;">RESTO QUA</li>
</ol>
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		<title>&#8220;Polvere&#8221;: la festa dionisiaca di Vinicio Capossela al Market Sound</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2016 15:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Canzoni della Cupa]]></category>
		<category><![CDATA[live report]]></category>
		<category><![CDATA[Market Sound]]></category>
		<category><![CDATA[Polvere]]></category>
		<category><![CDATA[scaletta]]></category>
		<category><![CDATA[tour]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[Un invito a tirare fuori quello che abbiamo dentro, a non subire le cose, ma a farle. Un invito all’azione e alla speranza ma anche un invito alla festa; una festa antica, dionisiaca, che dissipa e consuma per ricordarci che non bisogna avere paura di vivere. Tutto questo è “Polvere”, il nuovo live di Vinicio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12910" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-12910  " alt="Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/06/13516739_10209969231816995_8063499874650650089_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un invito a tirare fuori quello che abbiamo dentro, a non subire le cose, ma a farle. Un invito all’azione e alla speranza ma anche un invito alla festa; una festa antica, dionisiaca, che dissipa e consuma per ricordarci che non bisogna avere paura di vivere. Tutto questo è “Polvere”, il nuovo live di <strong>Vinicio Capossela</strong>, ispirato alla prima parte del suo ultimo lavoro discografico intitolato <em>“Canzoni della Cupa”</em>. Presenti al concerto tenutosi il 29 giugno presso il <strong>Market Sound</strong> di Milano, abbiamo avuto modo di prendere parte ad una vera e propria celebrazione della vita. Suggestiva la scenografia comprensiva di spighe, sterpaglie, luminarie a festa, un cranio d’animale e due altoparlanti. Ricca e corposa la band con una decina di musicisti disposti in una formazione composta da coppie con mariachi messicane, cupa-cupa lucani, una voce femminile ed una maschile, un coro greco, una coppia di chitarre, una coppia ritmica senza dimenticare le decine di strumenti sparsi tra cui pelli, aulofoni, sonagli, mellotron e distorsori vari.</p>
<div id="attachment_12907" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-12907  " alt="Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/06/13537546_10209969219576689_390611500025307539_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;"><em>“Siamo venuti nella città delle polveri sottili e delle polveri da naso per far alzare la polvere della terra”</em>, dice Vinicio Capossela sbucando da dietro un velo nelle vesti di “Bestia nel grano”, quasi come se provenisse ad una dimensione altra. L’ancestrale, l’arcaico, il folk, la serenata, la ballata, la frontiera, la fiesta y feria, e la mitologia convivono in lui testimoniando l’urgenza di raccontare storie che siano personali ma al tempo stesso parte di un patrimonio comune. Attraverso l’incontro tra brani adattati dallo stesso Capossela o frutto del genio di Matteo Salvatore, il grande cantore dell’ingiustizia e dello sfruttamento nel mondo del latifondo meridionale degli anni ’50, il live prende subito una piega calda tra immagini filmiche di notevole impatto emotivo.</p>
<div id="attachment_12909" style="width: 380px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-12909" alt="Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/06/13557786_10209969219456686_2643972162893408053_n.jpg" width="370" height="246" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Femmine&#8221;, &#8220;La padrona mia’&#8221; e la &#8221;Dagarola del Carpato&#8221; sono storie incentrate su abusi e fatiche. Storie cavalleresche si avvicendando in &#8220;L’acqua chiara della fontana&#8221;,  &#8221;Zompa la rondinella&#8221; e &#8221;Franceschina la Calitrana&#8221;. Intensa la sofferente trama de &#8221;Il lamento dei mendicanti&#8221;, imperdibile &#8221;Teresuccia&#8221;, un prezioso canto di mietitura. Dedicato al concetto di straniero e di viaggiatore è&#8221;Lu Furastiero&#8221;,  ben riuscito anche l&#8217;adattamento di ‘&#8221;Nachecici&#8221;. Suoni di fisarmonica meridionale introducono &#8220;Pettarossa&#8221; mentre “Lo sposalizio di Maloservizio”, introdotto come parte di una trilogia che comprende funerale e risuscitazione, inaugura la parte conclusiva del concerto.</p>
<div id="attachment_12906" style="width: 471px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-12906  " alt="Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/06/13521917_10209969221016725_9008954784262797794_n.jpg" width="461" height="307" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela @Market Sound ph Francesco Prandoni</p></div>
<p style="text-align: justify;">Abbandonate “Le canzoni della Cupa”, Capossela mette mano ai cosiddetti pezzi di repertorio: “Che coss’è l’amor” in versione esoticheggiante, la travolgente “L’uomo vivo” e “Il ballo di San Vito” trasformato in un  intrigante sabba. Canti di vita e di morte, di gioia e di dolore, di fame e di ricchezza si avvicendano nello show di Capossela che riesce a conquistare il pubblico dipingendo &#8220;un mondo folclorico, rurale, mitico e mitologico che dà calore e radice, paura e confronto, freddo, emozione, desiderio, paura, senso dell’avventura, euforia, lutto e e morte&#8221;.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<p style="text-align: justify;"> Scaletta</p>
<p style="text-align: justify;">LA BESTIA NEL GRANO</p>
<p style="text-align: justify;">FEMMINE</p>
<p style="text-align: justify;">LA PADRONA MIA</p>
<p style="text-align: justify;">DAGAROLA DEL CARPATO</p>
<p style="text-align: justify;">L’ACQUA CHIARA DELLA FONTANA</p>
<p style="text-align: justify;">ZOMPA LA RONDINELLA</p>
<p style="text-align: justify;">FRANCESCHINA LA CALITRANA</p>
<p style="text-align: justify;">COMPONIDORI</p>
<p style="text-align: justify;">SCORZA DI MULO</p>
<p style="text-align: justify;">LA NOTTE DI SAN GIOVANNI</p>
<p style="text-align: justify;">IL BENE MIO o IL LAMENTO DEI MENDICANTI</p>
<p style="text-align: justify;">TERESUCCIA</p>
<p style="text-align: justify;">LU FURASTIERO</p>
<p style="text-align: justify;">NACHECICI</p>
<p style="text-align: justify;">PETTAROSSA</p>
<p style="text-align: justify;">LO SPOSALIZIO DI MALOSERVIZIO</p>
<p style="text-align: justify;">LA MARCIA DEL CAMPOSANTO</p>
<p style="text-align: justify;">AL VEGLIONE</p>
<p style="text-align: justify;">______________________________</p>
<p style="text-align: justify;">MARAJA’</p>
<p style="text-align: justify;">CHE COSS’E’ L’AMOR</p>
<p style="text-align: justify;">PENA DE L’ALMA</p>
<p style="text-align: justify;">L’UOMO VIVO</p>
<p style="text-align: justify;">SAN VITO</p>
<p style="text-align: justify;">__________________________</p>
<p style="text-align: justify;">CAMMINANTE o LA NOTTE</p>
<p style="text-align: justify;">IL TRENO</p>
<p style="text-align: justify;">LA GOLONDRINA / OVUNQUE PROTEGGI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni”, un&#8217;affascinante storia folk a metà strada tra mito e realtà</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 08:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Irpinia]]></category>
		<category><![CDATA[Le canzoni della Cupa]]></category>
		<category><![CDATA[musiche]]></category>
		<category><![CDATA[Nel Paese dei Coppoloni]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[“Vado cercando musiche e canti, i canti che transumano, cambiano lingua e pelle ma non il moto dell&#8217;anima che l&#8217;ha generati”. Questo è il fulcro di una storia d’appartenenza, una storia che risponde a quesiti di cruciale urgenza: “Chi siete? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”, quelli che ci pone Vinicio Capossela che, in occasione dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-11223" alt="PaeseCoppoloni_POSTER_web" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/PaeseCoppoloni_POSTER_web.jpg" width="476" height="680" /></p>
<p style="text-align: justify;">“V<em>ado cercando musiche e canti, i canti che transumano, cambiano lingua e pelle ma non il moto dell&#8217;anima che l&#8217;ha generati</em>”.<i> </i>Questo è il fulcro di una storia d’appartenenza, una storia che risponde a quesiti di cruciale urgenza: <em>“Chi siete? A chi appartenete? Cosa andate cercando?”</em>, quelli che ci pone <strong>Vinicio Capossela</strong> che, in occasione dei 25 anni di carriera, approda al cinema con un viaggio onirico e imprevedibile alla ricerca di personaggi canti e siensi perduti. <em>“Vinicio Capossela – Nel Paese dei Coppoloni”</em> è il titolo dell’ originale e inedita prodotta da<i> </i><strong>laeffe,<i> </i>PMG<i> </i></strong>e<strong><i> </i>LaCupa</strong> che, infatti, debutterà sul grande schermo con un evento speciale<i> </i>martedì 19 e mercoledì 20 gennaio,<i> </i>distribuita da<i> </i><strong>Nexo Digital</strong><i>. </i>Il film<i> </i>è un viaggio cinematografico,  geografico, musicale e fantastico &#8211; narrato, cantato e vissuto in prima persona da<i> </i>Vinicio Capossela, un ponte tra le pagine de “Il Paese dei Coppoloni” e le musiche di “Canzoni della Cupa” nonché il prossimo disco di inediti dell’artista (in uscita a marzo 2016), da cui è estratta la colonna sonora del film. Diretto da<i> </i><strong>Stefano Obino</strong>,<i> </i>il film ci restituisce il<i> </i>ritratto di un’Italia<i> </i>forse perduta e dimenticata, un luogo immaginario che diventa reale, uno spazio fisico che si trasforma in pura immaginazione, l’olimpo dove visse “gente da battaglia”. Un’occasione unica per seguire il<i> </i>“musicista viandante” Capossela<i> </i>in questo viaggio a doppio filo sul fronte della musica e del racconto in un mondo che affronta ormai da 15 anni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-11219" alt="Foto Vinicicio Capossela 04D" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/Foto-Vinicicio-Capossela-04D.jpg" width="553" height="311" /></p>
<p style="text-align: justify;">In quest’opera che ruota attorno a Calitri, in Alta Irpinia, travolto dalla modernità, Vinicio illumina ogni storia e ogni luogo con la prospettiva del mito, tra canzoni (nuove e vecchie), apologhi sul tempo e sul sacro, fantasmi di trebbiatrici e di ferrovie, ritratti di impagabili abitanti del paese dove abitava la sua famiglia. Attraverso il racconto del viandante Vinicio ci si perde Nel paese dei Coppoloni, attraversato a piedi, in un vecchio furgone, su una trebbiatrice volante. <em>«Sono nato in Germania, da piccolo me ne vantavo. Così, userò una parola tedesca: Heimat. Qualcuno traduce la parola con “Patria”, ma quello è Vatterland, termine maschile, forte, poi degenerato in declinazioni dispregiative. Invece Heimat è femminile, materno, esprime un sentimento, che è quello di una casa da cui ci si è separati. Mettere insieme queste storie ha richiesto molto tempo, più di dieci anni. Ma non sono ricordi, non è un’operazione sulla memoria, la formula del ricordo è riduttiva: per me, come che per chi guarda, quelle che si vedono sono cose che non ricordiamo, perché non le abbiamo vissute. Eppure le riconosciamo»,</em> ha spiegato Capossela durante la conferenza stampa tenutasi subito dopo la proiezione del film.</p>
<div id="attachment_11221" style="width: 563px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11221  " alt="Vinicio Capossela © Valerio Spada" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/Foto-©Valerio-Spada_L1001099.jpg" width="553" height="369" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela © Valerio Spada</p></div>
<p style="text-align: justify;">Tra lupi irpini e barbieri istrioni, mitologici sposalizi e spettrali case terremotate, frammenti di video d’epoca e testimonianze del recentissimo Sponz Festival, Vinicio ci mostra un pezzo d’Italia svuotata e smembrata che la contemporaneità cerca di riempire in modo violento con centrali eoliche e discariche  a discapito della ritualità condivisa. Ad ogni modo questo racconto affascinato e evocativo non è un’operazione nostalgica è, bensì, una favola folk ulteriormente arricchita dalle musiche che saranno contenute nel prossimo album<i> </i>di inediti di Capossela, intitolato “Canzoni della cupa”, la cui uscita è prevista per marzo 2016.</p>
<div id="attachment_11222" style="width: 563px" class="wp-caption aligncenter"><img class=" wp-image-11222  " alt="Vinicio  Capossela" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2016/01/Foto-IMAG0886_1.jpg" width="553" height="309" /><p class="wp-caption-text">Vinicio Capossela</p></div>
<p style="text-align: justify;"><i> </i><em>«Per tanti anni ho lavorato su questo patrimonio, ora le canzoni hanno fatto il loro primo guaito in questa colonna sonora, spero che tra poco vengano a mordervi»</em>, ha dichiarato il cantautore che, a margine del film, ha anche presentato un video di 12 minuti in cui illustra un nuovo brano intitolato<i> </i>“<em>Il pumminale</em>”, ispirato a una delle doppie anime dell’uomo che la cultura popolare ci ha abituato a conoscere in un mondo in cui non c’è distinzione netta tra umano e animale, in cui tutta la natura è espressione della divinità e per questo inconoscibile, se non con l’esperienza diretta. <em>«Il pumminale è una parola che significa lupo mannaro, una storia di seduzione e demoni per la quale ho contattato Lech Kowalski, regista polacco che ha documentato la scena punk dai Sex Pistols ai Ramones a Johnny Thunders. Non è stato semplice, ma è riuscito a venire in paese – appena arrivato, subito ha detto: ‘Qui recupero le mie origini polacche&#8217;»</em>, ha concluso l’artista.</p>
<p style="text-align: right;"> <em>Raffaella Sbrescia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal 24 al 30 agosto in Alta Irpinia torna lo Sponz Fest. Il 29 agosto Vinicio Capossela celebrerà i 25 anni di sposalizio con la musica.</title>
		<link>https://www.ritrattidinote.it/novita/sponz-fest-vinicio-capossela-programma-ospiti.html</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2015 08:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Raffaella_Sbrescia]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Sponz Fest]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 24 al 30 agosto, nella settimana del plenilunio, torna per il terzo anno consecutivo lo Sponz Fest 2015, il festival diretto da Vinicio Capossela che ha sede in Alta Irpinia e si avvale della collaborazione attiva dei comuni di Calitri, comune capofila del progetto, Conza, Andretta, Cairano e Aquilonia. Tra i molti appuntamenti in programma anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-9175" alt="logo_calitri_2015" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2015/08/logo_calitri_2015.png" width="528" height="334" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 24 al 30 agosto, nella settimana del plenilunio, torna per il terzo anno consecutivo lo<strong> Sponz Fest</strong> 2015, il festival diretto da <strong>Vinicio Capossela</strong> che ha sede in Alta Irpinia e si avvale della collaborazione attiva dei comuni di<b> </b><strong>Calitri</strong>, comune capofila del progetto,<b> </b><strong>Conza, Andretta, Cairano e Aquilonia</strong>. Tra i molti appuntamenti in programma anche quello con la NOTTE D’ARGENTO, il concerto ricco di ospiti speciali con cui sabato 29 agosto,<b> </b><strong>Vinicio Capossela</strong><b> </b>celebrerà i<b> </b><strong>25 anni di sposalizio</strong><b> </b>con la musica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il festival è nato nel 2013 a Calitri, per creare un’occasione di comunità intorno alle ritualità dello sposalizio. La tre giorni organizzata in quell’occasione è stata possibile solo grazie al grande coinvolgimento del paese e dei suoi abitanti, delle associazioni, delle istituzioni locali che si sono messe al servizio di un festival unico per modalità e svolgimento. Un senso di comunità che si è man mano allargato ad altri comuni della valle dell’Ofanto con l’edizione del 2014, intitolata “Mi sono sognato il treno” e costruita lungo la tratta della sospesa ferrovia Avellino–Rocchetta ponendo, tra gli altri, il tema della movimentazione, dei collegamenti tra persone, come momento aggregante e di riflessione sul buon uso dei beni comuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’anno il Festival si intitola<b> </b><strong>RAGLIO DI LUNA</strong><b> </b>– le vie dei muli, i sentieri dei miti, ed è costruito intorno all’idea del camminare, del “nomadismo”, del viaggiare accompagnati, al passo dell’uomo e dell’asino, per auscultare il ronzio dei “siensi” perduti, con il senno, con il sapere antico della terra, che sembra essersi smarrito per strada.</p>
<p style="text-align: justify;">“Un Cammino di sette giorni, lungo i sentieri della terra lambendo i paesi della valle intorno a Cairano, Il Paese dei Coppoloni, nell’alta Irpinia, per recuperare i Siensi, il buon senso perduto nel rapporto con Natura.” – scrive il direttore artistico Vinicio Capossela a proposito dello Sponz Fest 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Una carovana di asini e muli, di musica e musicanti ad accompagnare una trebbiatrice volante, che si sistema ospite, di aia in aia e porta ronzio di racconto, di musica, di conoscenza, di spirito e di baldoria. La trebbiatrice, strumento agricolo esemplare del lavoro da fare assieme per dividere ciò che è importante da quel che non lo è. Ballarci attorno per recuperare i Siensi o anche perderli del tutto e lasciarli andare sulla luna gigante che sorge dal bosco della Frascineta.</p>
<p style="text-align: justify;">Camminare ben accompagnati è una grande occasione di pensiero. E’ l’occasione buona per abbandonare la condizione di sedentari e prendere quella del nomade. Nomadi di breve corso, ma nomadi, in una sacca di tempo al riparo del tempo. Il tempo del mito, il tempo del racconto è un tempo fermo, che si sottrae al tempo del lavoro che tutto consuma e divora. Questo è il tempo che vi proponiamo di prendervi in questi sette giorni, il tempo della ri-creazione del mondo. Auscultate voi stessi, percorrendo una terra antica. Banchettatela insieme, in comunione, come un simposio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà una settimana da vivere dal tramonto all’alba al tramonto,<b> </b><strong>A RAGLIO DI LUNA</strong>, fermando le lancette dell’orologio per partecipare alla carovana attraverso un programma fitto di incontri, eventi e concerti disseminati lungo le vie dei muli e i sentieri dei miti e rendere ognuno attore, e non spettatore, del proprio cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli ospiti musicali che accompagneranno il viaggio, incarnano ognuno un’idea di frontiera. La frontiera dell’avventura, la frontiera tra la luce e il buio, l’esplosione della vita spinta fino alla tenebra della morte. Quelle presenti al Festival sono tutte musiche eccessive, che spingono l’anima e i piedi al trabocco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GLI OSPITI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il dio della lira creta, lo Zeus del monte Anoghia, il leggendario<b> </b><strong>Psarantonis</strong>;<b> </b><strong>King Naat Veliov &amp; The Original Kočani Orkestar</strong>, già protagonista con Vinicio del sismico tour “Liveinvolvo” del 1998, in un ricongiungimento astrale nella notte del pleniulunio; l’albanese Fanfara<b> </b><strong>Tirana &amp; Robert Bisha</strong>, una delle più straordinarie brass band in circolazione, che aprirà il festival con un concerto all’alba, nell’aia del Formicoso terra di lotta e di grano; e ancora i<b> </b><strong>Los Tex Maniacs</strong>, da San Antonio, Texas, una delle più sfolgoranti band conjunto tex mex al mondo;<b> </b><strong>Antonio Infantino</strong>, poliedrico artista che ha lasciato un segno importante nella cultura del nostro paese con i suoi<b> </b><strong>Tarantolati di Tricarico</strong>; una formazione di Mariachi ad accompagnare tutto il cammino;<b> </b><strong>Vincenzo Vasi,</strong><b> </b>il mago del theremin;<b> </b><strong>Enza Pagliara</strong>, che con la sua voce arcaica ha portato il Salento nei più importanti teatri del mondo e che allo Sponz Fest presenterà un progetto speciale che recupera con le donne del territorio i canti di tradizione; e poi Ciccillo Di Benedetto, il “cantante gladiatore” già protagonista con Vinicio degli spettacoli estivi “Il Paese dei Coppoloni still alive” e familiare al pubblico dello Sponz Fest; una serie di altri artisti “cult” della scena irpina, come i Makardìa, Calitri Popolare, il Gruppo pesatura di Teora, che si esibirà nella “pesatura” arcaica tecnica utilizzata dai contadini per estrarre il chicco di grano dalla spiga e altri ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancheranno i contributi dal mondo della letteratura, dell’arte e da quello scientifico e accademico:<b> </b><strong>Mariangela Capossela</strong><b> </b>sarà anche quest’anno responsabile della sezione SponzArti,<b> </b><strong>Erica Hansen</strong><b> </b>proporrà un’installazione dedicata allo sposalizio,<b> </b><strong>Dem Demonio</strong><b> </b>con le sue opere di Land Art darà fisicità di rovo e di sterpo alle immaginifiche creature del sentiero della cupa. E ancora lo scrittore Dan Fante, allo Sponz Fest per il secondo anno, l’archeologo<b> </b><strong>Giampiero Galasso</strong>, Paolo Speranza con un lavoro sui poeti irpini,<b> </b><strong>Aniello Russo</strong><b> </b>scrittore e ricercatore che al folklore irpino ha dedicato l’esistenza, lo scrittore<b> </b><strong>Alfonso Nannariello</strong><b> </b>e lo storico<b> </b><strong>Toni Ricciardi</strong><b> </b>che racconteranno l’Archivio Epistolare, progetto che raccoglie le corrispondenze degli sposi separati dall’emigrazione, il giornalista<b> </b><strong>Andrea Covotta, Lorenza Carrara ed Elisabetta Salvini</strong>, autrici del libro “Partigiani a Tavola”.</p>
<p style="text-align: justify;">E per finire i geologi Vincenzo Briuolo e Vincenzo Portoghese che con altri illustri ospiti affronteranno il tema delle trivellazioni petrolifere nell’area del lago artificiale di Conza.<br />
Gli incontri pubblici andranno anch’essi alla ricerca dei “siensi” perduti, confrontandosi con tematiche importanti come la sostenibilità e l’agricoltura sociale, le problematiche ambientali, il recupero del senso di comunità e della cultura contadina, l’emigrazione e il ritorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Opera simbolo di questa edizione sarà una trebbiatrice volante, una specie di macchina dell’immaginazione, che simbolicamente riprende il tema biblico della separazione, separare il grano dalla pula, separare ciò che davvero ci nutre, dal superfluo. La trebbiatrice, progettata sapientemente dal “Tenente Dum”<b> </b><strong>Marco Stefanini</strong>, accompagnerà questa carovana itinerante alla scoperta di terre capaci di evocare un potente immaginario, un paesaggio di confine, fatto di vuoti da riempire, un itinerare di incontri, musica, danze, sposalizi di culture, racconti e tappe: il Formicoso, il Monte Mattina, le grandi querce dell’Òcchino, il Castello di Calitri, la casa dell’Eca, la rupe di Cairano e la stazione ferroviaria sospesa di Conza-Andretta-Cairano.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-9174" alt="notte-dargento-70x100_2b" src="http://www.ritrattidinote.it/wp-content/uploads/2015/08/notte-dargento-70x100_2b.jpg" width="536" height="766" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CONCERTO DEL 29 AGOSTO: I 25 ANNI DI SPOSALIZIO CON LA MUSICA DI VINICIO CAPOSSELA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E proprio nell’area della<b> </b><strong>Stazione di Conza-Andretta-Cairano</strong><b> </b>la notte del 29 agosto andrà in scena la<b> </b><strong>“NOTTE D’ARGENTO”</strong>, il concerto con cui Vinicio Capossela celebrerà le sue nozze d’argento con la musica sotto la rupe protagonista de “Il paese dei coppoloni”, in una notte di luna piena.<br />
Sul palco con lui ci saranno amici e ospiti speciali, tra cui<b> </b><strong>Psarantonis, King Naat Veliov &amp; The Original Kočani Orkestar, la Banda della Posta, Howe Gelb, i Los TexManiacs, Vincenzo Vasi, Alessandro “Asso” Stefana, Enza Pagliara</strong><b> </b>ed altri ancora che saranno annunciati nelle prossime settimane.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I biglietti per il concerto del 29 agosto sono in vendita su MailTicket al link</strong><b> </b><a href="http://www.mailticket.it/evento/6063" target="_blank">http://www.mailticket.it/evento/6063</a><b> </b>al prezzo di 15 euro mentre l’accesso al resto degli spettacoli e degli eventi del programma dello SponzFest è libero e gratuito.<br />
I biglietti saranno disponibili in vendita anche allo SponzOffice di Calitri (i cui giorni e orari di apertura saranno comunicati a breve) al prezzo speciale di 10 Euro.<br />
L’ingresso è gratuito per bambini e ragazzi fino a tredici anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il concerto “NOTTE D’ARGENTO” ha come sponsor ufficiale la Tequila Don Julio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito ufficiale del Festival, al link<b> </b><a href="http://www.sponzfest.it/2015/programma/" target="_blank">http://www.sponzfest.it/2015/programma/</a><b> </b>e sui canali social ufficiali si può consultare il programma che sarà ulteriormente ampliato nei prossimi e si possono trovare inoltre tutte le informazioni relative a trasporti e ospitalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Progetto del Comune di Calitri (Comune Capofila) in partnership con i Comuni di Cairano, Andretta, Conza e Aquilonia ammesso ai Fondi PAC – “Piano strategico per il turismo – programma di eventi promozionali” – Avviso pubblico di selezione ex D.G.R.C. n. 45/2015 – “ITINERARI” – Regione Campania Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali PIANO di AZIONE COESIONE</p>
<p style="text-align: justify;">Prevendite per Notte D’Argento:<b> </b><a href="http://www.mailticket.it/evento/6063" target="_blank">http://www.mailticket.it/evento/6063</a><br />
Tutti gli aggiornamenti su<b> </b><a href="http://www.sponzfest.it/" target="_blank">www.sponzfest.it</a><br />
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<p style="text-align: justify;">Fonte: Ufficio Stampa</p>
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