Michele Bravi presenta “Anime di carta”: un disco consapevole e senza filtri. Intervista

cover Anime di Carta

cover Anime di Carta – Michele Bravi

Il 24 febbraio 2017 vedrà la luce “Anime di Carta”, il nuovo album di Michele Bravi, (distribuito da Universal Music), in cui il giovanissimo cantante umbro torna sia come autore sia come interprete. Il disco si compone di 13 tracce comprensive di un’intro e un interludio. Sei degli 11 brani portano anche la firma di Michele che, per questo disco, ha scelto di collaborare con celebri autori italiani tra i quali Federica Abbate, Giuseppe Anastasi, Cheope, Niccolò Contessa, Antonio Di Martino e Alessandro Raina. Realizzato con il supporto strategico della factory Show Reel, “Anime di carta” si presenta come un disco introspettivo che racconta la forza, la tenacia e la caparbietà dell’avere vent’anni. Michele Bravi e il produttore Francesco Catitti hanno lavorato per tre anni per dare vita a questa creatura musicale che rispecchia molti lati della personalità del cantante  le cui coordinate sonore puntano ad un sound internazionale attraverso un perfetto mix tra la tensione della musica elettronica e l’intimismo classico dell’ensemble d’archi. Ad incamerare le atmosfere di tutto il disco, un fragile intimismo ed una imponente drammaticità insieme a tappeti sonori decisamente ricercati che rappresentano il vero punto forte di tutto l’album.

 Intervista

Ciao Michele, che tipo di percorso artistico stai portando avanti?

Con questo disco compio un passo importante. Se sei mesi fa mi avessero chiesto se ero felice di quanto fatto fino a quel momento, avrei risposto di no. Fino a due settimane fa le cose non erano così nitide come oggi. Avevo bisogno di capire quale fosse il modo giusto in cui la musica potesse raccontarmi e credo di averlo trovato. Solo a dicembre ho finito di lavorare a queste nuove canzoni. Il mio è un percorso non solo lavorativo ma soprattutto umano. Oggi vivo un momento di serenità personale e non riscriverei niente della mia storia. Prima ero instabile, ora sono comunque fragile ma sono finalmente riuscito a togliere i filtri parlando della mia vita.

Qual è il fulcro di “Anime di carta”?

Quando si lavora con la creatività, la dimensione personale e quella lavorativa si incrociano. Mi è successo di perdere una persona a cui tenevo tanto e avevo bisogno di un modo per uscirne. Ecco perché questo disco rappresenta una seduta di analisi con me stesso. Volevo riflettere, volevo capire perché vivevo con difficoltà il mio rapportarmi agli altri; credo di non averlo capito nemmeno adesso ma almeno l’ho messo per iscritto.

Perché hai intitolato l’album in questo modo?

Siamo tutti anime di carta. La carta è un materiale accessibile, sempre a portata di mano. Se sei fatto di carta, come quella su cui scrivi, non puoi strappartela di dosso perché perderesti un pezzo di te stesso. Puoi diventare un origami, accartocciarti, rovinarti, prendere fuoco o semplicemente rimanere un foglio senza contenuto. Tempo fa ero molto più autoriferito, poi ho iniziato a condividere la vita con altri e ho capito che potevo scrivere i miei contenuti.

“Chiavi di casa” è una summa finale dei temi musicali e lirici del disco?

Beh, sì. Qui racconto di cosa significa trovare una persona che riesce a vedere cosa c’è scritto dall’altra parte del foglio, quello che non mostriamo agli altri.

Finalmente canti in italiano…

Canto in italiano perché avevo bisogno di dire le cose come stavano, senza troppi giri di parole. Dovevo liberarmi dalle sovrastrutture per cantare di quello che ho vissuto. Spero di intercettare anche le persone che non la pensano come me, voglio sentirmi meno solo e confrontarmi con il prossimo.Non sono vittima del mondo. Ho imparato a scindere le regole del mercato discografico dall’ambito musicale. Con questo album posso permettermi di gestire una possessività nei riguardi delle canzoni che prima non avevo. Ci ho messo tanto tempo a finirle perché prima dovevo finire di vivere certe cose. Mi si potrà dire di non aver capito cosa volevo dire ma non come avrei dovuto farlo.

A maggio sarai protagonista di due anteprime dell’Anime di Carta Tour, il 20 al Fabrique di Milano e il 21 al Viper Theatre di Firenze.

Il concerto sarà uno show completo, seguirò un filo conduttore con la rivisitazione del concetto di carta. Riserverò particolare attenzione ai suoni per ricreare la ricerca sonora che ho perseguito nella realizzazione dell’album e per vestire al meglio il mio timbro.

Come hai lavorato con gli autori?

Li ho chiamati personalmente e li ho frequentati tanto. Ero affascinato dalla loro capacità espressiva, ci siamo visti anche solo per un caffè, quello che è nato è solo una conseguenza dello stare insieme. C’è una grande partecipazione da parte di tutti gli autori, alcuni sono impensabili; su tutti cito Niccolò Contessa de I Cani, sono felice che abbia dialogato con il mio mondo.

Come è avvenuto l’incontro con Contessa?

Amo il disco de I Cani “Glamour”. Volevo incontrare Niccolò e mi sono fatto aiutare da un’amica in comune per organizzare l’incontro. Quando l’ho conosciuto non avevo ancora dimostrato niente di me, il fatto che mi abbia ascoltato e che abbiamo lavorato con me è molto significativo.

Com’è andata con “Il diario degli errori” e con l’autrice Federica Abbate?

Ci siamo incontrati a cena e abbiamo chiacchierato a lungo. In seguito ho iniziato a scriverle per risentirla e pian piano abbiamo iniziato a condividere le nostre cose. In quel periodo ho chiuso una storia d’amore infinita e mi capitava di parlare con Federica anche di cose personali. Un giorno lei si è presentata a casa mia e mi ha fatto sentire “Il diario degli errori” e, sebbene io non nasca come interprete perché ho bisogno di cantare quello che vivo, lei è stata capace di farmi capire qualcosa che io stesso non avevo capito. Il pezzo non è mai stato provinato, l’ho sentito così tanto a fuoco da capire che era perfetto così.

Video: Il diario degli errori

Qual è stato il tuo approccio al Festival di Sanremo e come vivi il fatto di essere stato il cantante più twittato nelle singole serate?

Sentivo di avere tra le mani un pezzo molto importante e sapevo che la canzone meritava di essere ascoltata da tante persone. Questo brano mi ha aiutato tanto per cui son felice se è piaciuto e che abbia avuto un buon riscontro. Sono contenuto se mi viene riconosciuto il merito di averlo interpretato bene ma io penso che abbia vinto il pezzo; la mia interpretazione è stata un plus. Sono arrivato su quel palco partendo da sotto zero e con quotazioni molto basse.

Come è avvenuta la composizione e la scelta dei brani?

La selezione è figlia di una rosa di 60 brani. Ho scelto i più completi. In genere compongo accompagnandomi al pianoforte anche se alcuni pezzi sono stati concepiti subito con un’impostazione di produzione elettronica con dei tappeti musicali creati ad hoc.

“Shiver” (Andreas Pfanennstill) e Bones (Patrick Jordan Patrikios) fanno da filo conduttore col disco precedente, “I Hate Music” (tutto in inglese)?

Anche quando è uscito il vecchio disco dicevo che mi stavo raccontando, in realtà stavo nascondendomi dietro qualcosa, ovvero in una lingua in cui non penso. Dire le cose in inglese non ha lo stesso peso. Questi brani sono stati messi apposta dopo il brano “Pausa” in cui racconto di una fase di limbo perenne. In questo album li ho inseriti per creare un file rouge e spiegare il meccanismo di protezione che avevo individuato nell’uso della lingua inglese.

Come mai non c’è un duetto con Chiara?

Io e lei siamo molto amici. Chiara ha un pianoforte in salotto e il nostro è un duetto infinito. Sono stato molto paranoico con questo disco, non volevo duettare con nessuno e lo stesso è accaduto a lei con il suo (Nessun posto è casa mia ndr). Quando stai scavando nella tua anima incasinata è difficile prendere qualcun altro per mano.

Raffaella Sbrescia

Tracklist e crediti

1. COME L’EQUILIBRIO [INTRO]

(M.Bravi, F.Catitti)

2. CAMBIA

(M.Bravi, M.De Simone, R.Scirè, F.Catitti)

3. DIAMANTI

(F.Abbate, A.Amati)

4. IL DIARIO DEGLI ERRORI

(Cheope, F.Abbate, G.Anastasi)

5. SOLO PER UN PO’

(D.Napoleone, L.Serpenti)

6. DUE SECONDI (CANCELLARE TUTTO)

(M.Bravi, L.Leoni, Cheope, F.Abbate)

7. ANDARE VIA

(M.Bravi, A.Raina, F.Catitti)

8. PAUSA

(M.Bravi, A.Raina, F.Catitti)

9. SHIVER

(A.Pfanennstill)

10. BONES

(P.J.Patrickios)

11. RESPIRO

(M.Bravi, N.Contessa, F.Catitti)

12. IL PUNTO IN CUI TI HO PERSO [INTERLUDIO]

(M.Bravi, F.Catitti)

13. CHIAVI DI CASA

(M.Bravi, A.Di Martino, F.Catitti)

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