Maldestro: il garante della continuità del cantautorato Made in Italy

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Non è facile essere innovativi. E questo è un concetto che vale per tutte le epoche storiche e per tutti i contesti.
Si chiamano “geni”, quelli che intravedono nel mare di cose sentite e risentite, scritte e riscritte, dette e ridette, qualcosa di veramente nuovo che si stacchi da tutto ciò che in qualche maniera ha il pregio innegabile di esserne genitore. E’ che in questo mare di cose scritte e riscritte, dette e ridette, sentite e risentite, non è facile nemmeno essere originali. Essere originali ispirandosi a quanto già detto e ridetto, scritto e riscritto nell’ambito di un repertorio, e portare qualcosa di nuovo, di fresco, di qualitativamente pregiato e gradevole.
Questo ha fatto Maldestro nel panorama della canzone d’autore italiana.
Già tenuto d’occhio dai critici negli scorsi anni, che gli hanno conferito nel 2013 un Tenco e molti encomi, il cantautore partenopeo, con la partecipazione al festival di Sanremo, si è proposto al grande pubblico, con “Canzone per Federica”, ottenendo il secondo posto nella classifica delle nuove proposte, il premio Mia Martini, e ricevendo il maggior numero di riconoscimenti come il PREMIO LUNEZIA, il PREMIO ENZO JANNACCI, il PREMIO ASSOMUSICA e il premio conferito dalla REGIONE BASILICATA per il MIGLIOR VIDEOCLIP.

Maldestro live

Maldestro live

E così lo ascoltiamo, questo “I muri di Berlino”. E, dopo averlo ascoltato una volta, non possiamo fare a meno di farlo una seconda, ed una terza, e via dicendo, restando sempre più affascinati dalla freschezza di note che arrivano immediate alle orecchie ed al cuore, sulla reminiscenza di grandi classici cui sicuramente si ispirano, ma senza scimmiottare o clonare alcunché: tutto passato attraverso il filtro attento e caratterizzante della penna dell’autore. Certo, la mano di Maurizio Filardo si fa sentire, in arrangiamenti che riecheggiano fraseggi musicali dei primi anni ’90, quando si affacciavano alla ribalta artisti come Silvestri, Fabi, Carmen Consoli, dando nuovamente spinta e vigore ad un genere, quello della canzone d’autore, che nel corso degli anni ’80 aveva visto una fase di declino. Ed è proprio questo il segreto di una riuscita esperienza cantautoriale: non sottovalutare l’aspetto musicale, che deve costituire, al pari dei testi, un elemento caratterizzante ed articolato di ogni singolo repertorio.

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Non annoiano, i Muri di Berlino. Scorrono uno dietro l’altro a indurci in riflessioni, a rievocare emozioni, a metterci di fronte a tanti piccoli fatti di vita quotidiana in cui ci riconosciamo, a guardarci, anche nei nostri difetti o fallimenti, con un occhio più indulgente e amorevole. Un cd pieno di poesia, di quella poesia delicata che porta il sorriso su un animo infantile e candido. Nulla di torbido o ridondantemente tormentato. Anche nell’affrontare temi dolorosi, come quello dell’immigrazione, che ogni giorno ci getta sotto gli occhi le vite straziate di migliaia di esseri umani, colpevoli solo di essere nati dalla parte sbagliata. Un cd che commuove, fino alle lacrime. Ma che non manca mai, nella sua poetica, di farci alzare gli occhi al cielo e farci raccogliere un messaggio di speranza.
Quello che possiamo augurarci è che Antonio Prestieri, in arte Maldestro, resti ancora a lungo così “maldestramente”, schietto e genuino, pur continuando in quello che è un percorso che riteniamo ben avviato di maturazione artistica e personale. E che continui ancora a lungo ad accompagnarci con parole e note che sicuramente, fanno bene al cuore.

Leggi l’intervista a Maldestro: http://www.ritrattidinote.it/interviste/i-muri-di-berlino-maldestro-album.html

Prossimamente il cantautore napoletano sarà a
26/04/17
Napoli – Teatro Bellini
11/05/17
Recanati – Teatro Persiani
12/05/17
Parma – Wopa
27/05/17
Vicenza – Festival
29/05/17
Napoli – Digital Music Forum (Conferenza)
30/05/17
Torino – Partita Nazionale Cantanti H 21,00
02/06/17
Battipaglia (SA) – Notte Bianca
25/06/17
Montesano sulla Marcellana (SA) – P.za F. Gagliardi
29/06/17
Salina – Salina Doc Fest
dot
10/07/17
Asti – Asti Musica
15/07/17
Odolo (BS) – Festival D-Skarika
21/07/17
Campo di Pietra (CB) – Jazz in Campo
28/07/17
Sant’Anna di Centobuchi (AP) – Piazza
03/08/17
Treviso – Suoni di Marca

e il Primo Maggio in Piazza San Giovanni.

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

 

Artù: “Canto quello che sento senza mai perdere la speranza”. Intervista al cantautore romano

Artù ph Gabino Curtidor

Artù ph Gabino Curtidor

Dopo l’uscita dell’album “Tutto Passa”, il cantautore romano Artù, al secolo Alessio Dari, si prepara ad esibirsi sul palco del concerto del Primo Maggio a Roma. Lo abbiamo incontrato nel pieno di una intensa sessione di scrittura di nuove canzoni. Ecco cosa ci ha raccontato questo artista libero.

Intervista

Ciao Artù, come stai e come hai vissuto dopo la pubblicazione di “Tutto Passa”?

Sono molto carico, sto pensando al nuovo album e mi sto dedicando alla scrittura di nuove canzoni. Sto scrivendo tra un concerto e l’altro ma è in questo periodo in particolare che sto cercando di mettere nero su bianco tutto quello che ho vissuto in tour.

In qualità di appassionato osservatore, ci sono emozioni o persone che ti sono rimaste nel cuore e che cercherai di riportare nei tuoi testi?

Le facce che ho visto e le emozioni che ho provato sono solo la punta dell’iceberg di quello che per me ha rappresentato il mio primo vero tour. Mi ha sorpreso vedere tanti bambini ai miei concerti, forse perché le mie canzoni sono sì semplici ma anche molto crude. Un’altra testimonianza importante è stata quella di un signore di 85 anni che mi ha detto di conoscere tutte le mie canzoni; la musica è un linguaggio universale, non mi aspettavo assolutamente niente di tutto questo. Mi ricorderò sempre anche di una ragazza che una volta, a fine concerto, è venuta a salutarmi e poi abbracciandomi si è messa a piangere perché le succede spesso di ritrovarsi in quello che scrivo. Tutte queste cose mi caricano di responsabilità ma mi danno anche tanta forza e tanta energia creativa. Se non avessi fatto questo tour, non avrei scritto queste canzoni nuove. Se faccio questo lavoro è sempre per stare a contatto con la gente.

Quando scrivi non vai alla ricerca del ritornello, scrivi per la gente ma anche per dare un senso a quello che senti dentro. Cosa significa essere fuori dagli schemi?

Significa essere liberi. Quando scrivo non penso mai se la canzone potrà piacere alla gente, scrivo quello che mi viene. L’unica cosa di cui tengo conto sono gli occhi delle persone che mi ascoltano ma in linea di massima scrivo quello che sento.

Come sei nella vita di tutti i giorni, quali sono le cose che catturano la tua sensibilità o che semplicemente ti divertono?

Sono un mezzo disastro! (ride ndr). Sono disordinato, mi dimentico tutto, non ho tempo, mangio male, sono nevrotico, non è facile starmi dietro però ho tanti amici con cui mi diverto molto. Diciamo che in generale non sto in linea con la vita e questo mi spinge a chiudermi. Se non ci fosse stata la musica, sarebbe stato molto difficile inquadrarmi. Leggo molto, mi piacciono gli scritti di Cesare Pavese. Sono un malinconico sensibile, vedo sempre speranza in tutto, quella non mi manca mai. Soprattutto non perdo la speranza e la fiducia nell’uomo.

Cos’è che ti dà speranza nell’uomo contemporaneo?

Alla fine siamo sempre degli esseri umani, le guerre e la crisi mondiale non dipendono da tutti ma da pochi uomini che hanno il potere di condizionare i nostri destini.

Qual è il tuo rapporto con la città di Roma?

Il momento è complesso anche se chi vive a Roma tutti i giorni non vede tutta la “merda” che si vuole mostrare a tutti i costi. Come dico sempre, la colpa è di pochi ma siamo sempre tutti noi a rimetterci. Roma non funziona bene, per carità, ma è anche una città molto grande e non è facile da gestire. Roma è grande quanto la Svizzera, non è possibile governarla alla perfezione, non si risolverà mai tutto, eppure io la amo, poi la odio, poi la ri-amo: come tutti i grandi amori, non sarebbe un amore grande se un po’ non mi facesse soffrire.

Come vivi l’annuncio della tua partecipazione al concerto del Primo Maggio?

Per me che sono di Roma, quel palco me sono sempre visto davanti, starci sopra sarà il più bel momento della mia vita.

Raffaella Sbrescia

Tutto passa: Acoustic Version

http://vevo.ly/hziYed

 

Intervista ai Kasabian: “For Crying Out Loud” è un album fatto di istinto

Kasabian - For Crying Out Loud - cover album

Kasabian – For Crying Out Loud – cover album

I Kasabian sono pronti a tornare in pista con un nuovo album ispirato al classic rock. “For Crying Out Loud” è il titolo del disco in uscita il 5 maggio, preceduto dal singolo che ha fatto da apripista “You’re In Love With A Psycho”. Il sesto album della band composta da Sergio Pizzorno (voce e chitarra), Tom Meighan (voce), Chris Edwards (basso), Ian Matthews (batteria) and Tim Carter (chitarre) è stato scritto e prodotto da Pizzorno (cantante e chitarrista del gruppo) e registrato al Sergery, il suo studio a Leicester, nel giro di sei settimane. Descritto come un disco istintivo, felice e particolarmente ispirato, “For Crying Out Loud!” è figlio di una mentalità creativa old school ma tiene conto del ricambio generazionale e delle evoluzioni linguistiche che ormai hanno acquisito la quasi totalità dell’ utilizzo corrente. In attesa di ascoltarli in Italia il 19 luglio al Teatro Antico di Taormina, il 21 luglio al PostePay Sound Rock’in Roma Ippodromo delle Capannelle (Roma), il 22 luglio, all’Anfiteatro Camerini, Piazzola sul Brenta (Pd) e il 23 luglio al Lucca Summer Festival Piazza Napoleone (Lucca), abbiamo incontrato i Kasabian negli uffici della Sony Music a Milano. Ecco cosa ci hanno raccontato.

Intervista

Bentrovati ragazzi, qual è lo spirito che attraversa questo vostro nuovo lavoro?

L’intento era quello di mettere a punto un album in grado di trasmettere benessere. In questo disco speranza e felicità la fanno da padrone. La struttura delle canzoni è quella classica tuttavia ci siamo divertiti a fondere tra loro stili e generi diversi.

In effetti si nota un certo lavorìo. Come è andata nel dettaglio?

Ci siamo ispirati al rock, quello classico degli anni ’70, ma abbiamo scelto di reinterpretarlo alla nostra maniera. Ci siamo riavvicinati alle radici prediligendo l’uso delle chitarre e mantenendo l’uso dell’elettronica che c’è sempre stata nei nostri lavori.

Da dove nasce il singolo “You’re in Love with a Psycho”?

Questa è una canzone in cui tutti possono rispecchiarsi, un brano in cui amore e follia convivono nello stesso momento.

Come mai avete deciso di incidere un disco in controtendenza rispetto ai tempi che corrono?

La nostra musica intende portare gioia a chi l’ascolta. Nel nostro lavoro precedente ci siamo abbondantemente dedicati alle tematiche relative all’attualità e, dato che questi contenuti ricorrono nei lavori di tanti altri artisti, stavolta ci siamo concentrati nel fare del sano rock’n’roll.

Come è avvenuta la scelta del titolo “For Crying Out Loud”?

Il titolo riprende l’espressione “For Fuck Safe”. Questa è musica che viene dal cuore, che fa urlare ma anche piangere e ridere.

Chi c’è in copertina?

Si tratta di uno dei tecnici che ci seguono quando siamo in tour!

Uno dei brani con la personalità più spiccata è “Are You Looking For Action”…

Ogni disco classico che si rispetti ha bisogno di momenti in cui si rielabora un po’ tutto il discorso. Questo brano è uno di quei momenti. Siamo partiti con un brano di tre minuti ed è diventato di otto; un bellissimo risultato per noi.

Quali ascolti confluiscono in questo disco?

Tra gli altri citiamo Ramones, Blondie, Sex Pistols, The Stooges.

Cosa è accaduto durante le sei settimane di gestazione di questo album?

Ci siamo affidati all’istinto senza fare nessun ragionamento particolare. “Bless this Acid House” e “Ill Ray (the King)” sono i pezzi “killer” che abbiamo aggiunto alla fine.

Video: You’re in Love With a Psycho

A proposito chi è III Ray?

Il padre di Sergio è solito chiamarlo “King”, il titolo del brano s’ispira ad un’opera italiana.

Da dove salta fuori tutta questa dirompente ironia?

Ce l’abbiamo sempre avuta, forse ora è più evidente.

Nei testi si evince la voglia di stare al passo dei tempi con un relativo adeguamento del vostro linguaggio, è così?

Il tipo di linguaggio che usiamo traspare sin dalla copertina, quello che cerchiamo di fare è proprio quello di tenere conto dei cambiamenti del linguaggio nelle nuove generazioni.

Cosa pensate del fatto che siete una delle ultime rock band rimaste indenni nel 2017?

Una ballad come “Goodbye Kiss” ci ha resi famosi ma questo è il nostro bello: siamo imprevedibili. Il passaggio allo streaming ha condizionato irrimediabilmente l’ascolto della musica ma anche il modo di pensare agli album. Noi non siamo fissati col passato, consideriamo il disco come un’opera d’arte da prendere nel suo insieme ma non pensiamo ai singoli. Di solito la musica contemporanea prende vita nel corso di estenuanti riunioni in cui si riuniscono 12 autori che pensano ai prodotti da studio. Noi invece facciamo musica con il cuore, questo è un disco vero e sentito ed è questo che lo renderà potente facendo la differenza.

 Raffaella Sbrescia

“For Crying Out Loud” tracklist:

1. Ill Ray (The King)

2. You’re In Love With A Psycho

3. TwentyFourSeven

4. Good Fight

5. Wasted

6. Comeback Kid

7. The Party Never Ends

8. Are You Looking For Action

9. All Through The Night

10. Sixteen Blocks

11. Bless This Acid House

12. Put Your Life On It

Le Luci della Centrale Elettrica live a Milano. Il report del concerto

Le Luci della Centrale Elettrica live all'Alcatraz - Milano

Le Luci della Centrale Elettrica live all’Alcatraz – Milano

Dopo la recentissima pubblicazione di uno dei migliori album pubblicati ad inizio anno, quale è “Terra”, Vasco Brondi, meglio noto come Le Luci della Centrale Elettrica, ha fatto tappa all’Alcatraz di Milano per presentare, per l’appunto, questo suo nuovo lavoro ma anche per fare il punto sull’evoluzione della propria identità artistica. Pare ormai evidente che il cantautore abbia raggiunto una certa maturità nell’operare con la massima disinvoltura sia nella realizzazione dei testi che nella lavorazione dei suoni. I tratti peculiari convergono sulle fusioni sonore figlie di ascolti etnici e sperimentazioni strumentali. Completi, ricchi ed variegati sono, infatti, gli arrangiamenti che Vasco e i suoi hanno messo a punto per rendere dal vivo tutta la magia di testi intrisi di riflessioni e interrogativi che dal generale si focalizzano su processi analitici individuali. Vasco Brondi pesca a piene mani tra ritmi tribali e musica elettronica partendo dalla provincia italiana (Ferrara) e allargando il proprio raggio letterario agli angoli più remoti del mondo passando dalla solitudine alla moltitudine attraverso un mare di interrogativi. In scaletta i principali successi del suo “pop impopolare” ma anche e soprattutto i brani nuovi. Libero, fresco, disinvolto, il cantautore spazia tra passato e presente godendosi il calore del pubblico senza mai perdere impeto e concentrazione. Tra i brani più belli segnaliamo “A forma di fulmine”: possiamo correre o restare immobili, prenderci o perderci, vivere senza avere niente da perdere e tutto da vincere o magari navigare semplicemente a vista senza mai perdere di vista il valore delle cicatrici che il nostro vissuto ci ha lasciato sulla pelle. Da cantare a squarciagola anche la storia di una “sconfitta e contenta” di cui Brondi narra nel brano intitolato “Nel profondo Veneto”. “Vanno sempre bene i progressi, ma tu come ti senti?”, chiede l’artista nell’attualissima “Iperconnessi”. Sonorità intense e conturbanti animano il bel testo di “Stelle marine”. Altro brano intriso di frammentazioni è “Moscerini”, affresco estemporaneo del nostro morire tracciabili nei desideri e nei movimenti. Vasco Brondi ha imparato ad aggiungere per sottrarre è il frutto del suo lavoro artigianale di cesellatore di parole ha dato i suoi frutti anche dal vivo. Come lo sappiamo? In questo “conglomerato di eremiti” quale è Milano certe serate ci insegnano ad accettare ciò che c’è senza scappare. Anzi.

Raffaella Sbrescia

Alchemaya: follia, ambizione e ricerca nell’opera “sintonica” di Max Gazzè

Max Gazzè - Alchemaya - scatto presente sulla pagina Facebook dell'artista ph Riccardo Pinna

Max Gazzè – Alchemaya – scatto presente sulla pagina Facebook dell’artista ph Riccardo Pinna

Ambizione, follia, ricerca e spensieratezza. Sono questi i quattro punti cardinali lungo i quali si muove “Alchemaya”, il nuovo progetto artistico che Max Gazzè sta portando sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani e che lo scorso 11 aprile è approdato anche al Teatro degli Arcimboldi di Milano (si ripete questa sera). Prendendo spunto dal maestoso impianto sinfonico che subentrava in “Verso un altro immenso cielo”, brano che l’artista stesso aveva definito un viaggio nella psiche, un volo pindarico senza meta, oltre il tempo e lo spazio e che chiudeva la tracklist di “Maximilian”, l’ultimo album in studio del cantautore, pubblicato per Universal Music nell’ottobre del 2015. Giacchè le progressioni armoniche contenute nello speciale arrangiamento del brano si rifacevano a derivazioni della musica sacra e sintetizzavano concatenazioni armoniche piuttosto complesse, l’artista ha pensato bene di mettersi al lavoro insieme al fratello Francesco per dare vita ad un’ opera “sintonica”, data dall’unione dei bei noti sintetizzatori e della musica sinfonica (nello specifico la Bohemian Symphony Orchestra di Praga), ovvero un ensemble di 50 elementi egregiamente diretto dal Maestro Clemente Ferrari. Storia, filosofia, fisica quantistica e ricerca spirituale convergono in questi nuovi brani ispirati a vicende pre-adamitiche riguardanti gli Anunnaki, la popolazione aliena che secondo gli antichi manoscritti sumeri avrebbe colonizzato il suolo terrestre, nominandolo Eden. Tutto il primo dei due atti di cui si compone lo spettacolo, si sviluppa attraverso le letture di Rocky Tognazzi, perfetta voce narrante, e le performances di Max Gazzè (coadiuvato anche da Salvatore Mufale, Roberto Procaccini e Arnaldo Vacca) che, per la prima volta, lascia da parte l’inseparabile basso per convergere energie e attenzione sulle parole di composizioni originali e tutt’altro che ruffiane. Il pop, la musica classica, l’elettronica, l’avanguardia si fondono in testi che indagano la natura dello spirito umano, che accarezzano il passato per comprendere le dinamiche del presente senza tralasciare lo sbrilluccichìo della fantasia.

Max Gazzè - Alchemaya - scatto presente sulla pagina Facebook dell'artista ph Riccardo Pinna

Max Gazzè – Alchemaya – scatto presente sulla pagina Facebook dell’artista ph Riccardo Pinna

La narrazione parte dalla creazione dell’uomo (“Progenie”) e si conclude con un brano intitolato “Il progetto dell’anima”. Spazio anche a due brani inediti che probabilmente faranno parte del prossimo album dell’artista e che nascono dalla fertile sinergia creatasi lavorando fianco a fianco con suo fratello Francesco. Si parla di “Se soltanto” e “Un attimo a notte”, entrambi attraversati da una sottile venatura malinconica capace di conferire una potente stretta al cuore. Tutt’altro registro per il secondo atto dello spettacolo che, invece, raccoglie tutti i più grandi successi del repertorio di Max Gazzè conferendovi un’elegantissima e sfarzosa inedita veste. A metà strada tra barocco e futurismo, l’artista si muove a proprio agio tra registri, influenze e visioni musicali senza mai rinunciare alla voglia di mettersi in discussione e reinventarsi. Una follia, certo, ma anche un lusso che in pochi riescono a concedersi. Max Gazzè non solo ci riesce, può.

Raffaella Sbrescia

Visarno 2017: un calendario da urlo per Firenze Summer Festival, Firenze Rocks e Decibel Open Air

Firenze Summer Festival

Firenze Summer Festival

Si parte il 14 giugno con i Radiohead e si chiude il 18 luglio con gli Arcade Fire. Nel mezzo Aerosmith, Placebo, Eddie Vedder, Cranberries, Glen Hansard, System Of A Down,  Prophets Of Rage, Chemical Brothers, The XX, Jamiroquai e molti altri ospiti.

Tutto alla Visarno Arena di Firenze, dove tra giugno e luglio si svolgeranno i festival Firenze Summer Festival Firenze Rocks, la non-stop di elettronica Decibel Open Air 2017 e altri super eventi.

Apriranno questa grande grande stagione di musica dal vivo i RADIOHEAD il 14 giugno; Thom Yorke e compagni saranno gli headliner di una giornata che vedrà sul palco anche JAMES BLAKE, cantautore che ha intrecciato i fili del soul, pop ed elettronica, e il progetto JUNUN del compositore israeliano Shye Ben Tzur con il gruppo di musicisti indiani The Rajasthan Express. Ingresso dalle ore 12:00, inizio concerti ore 17:00, Radiohead ore 21:30.

 

Venerdì 23 giugno suonerà la campanella di Firenze Rocks, tre giorni di rock in tutte le sue declinazioni: inaugurano gliAEROSMITH, unica data italiana del loro Aero-Vederci Baby Tour con cui si congedano dalle scene; nella stessa giornata saranno sul palco anche PLACEBO e DEAF HAVANA. Sabato 24 giugno approderà, per la prima volta in Italia, EDDIE VEDDER, già voce e anima dei Pearl Jam, l’opening-act sarà riservato a THE CRANBERRIES di Dolores O’Riordan e GLEN HANSARD. Firenze Rocks si chiuderà domenica 25 giugno nel segno dell’alt-metal insieme a SYSTEM OF A DOWN e PROPHETS OF RAGE.

Ingresso dalle ore 12:00, inizio concerti ore 17:00, headliner ore 21:30 (Eddie Vedder ore 22:30).

Virgin Radio, radio ufficiale di Firenze Rocks, accompagnerà i propri ascoltatori, chi sarà presente alla Visarno Arena e chi non riuscirà a esserci, con una importante presenza sul posto e programmi in diretta e sui social network. Ringo e Tommytrasmetteranno in diretta il sabato e la domenica pomeriggio, faranno ballare i presenti con strepitosi dj set e faranno vivere anche il palco principale nei momenti tra l’esibizione di una band e l’altra.

Scarica la app ufficiale Firenze Rocks per Apple e Android per vivere Firenze Rocks minuto per minuto!

Sabato 1° luglio, dalle 12:00 alle 24:00, Visarno Arena si trasformerà in una gigantesca dance hall in occasione di Decibel Open Air 2017: 12 ore di elettronica non-stop con ospiti, tra gli altri, THE CHEMICAL BROTHERS (dj-set), il live di DUBFIRE e la techno di ALAN FITZPATRICK. Ingresso dalle ore 12:00, il dj-set dei Chemical Brothers è previsto per le 21:30.

Firenze Summer Festival si aprirà sabato 8 luglio con una delle due date italiane dei THE XX, band inglese che ha scalato le classifiche di mezzo mondo con un sofisticato mix di r&b, edm e reminiscenze indie. Apertura porte ore 18:00, headliner ore 21:30.

26 milioni di dischi, un Grammy Award e un posto nel Guinness Book of World Records per l’album funk più venduto di sempre: anche i JAMIROQUAI sono attesi all’interno di Firenze Summer Festival martedì 11 luglio, concerto che è un invito alle danze mentre in radio e online imperversa il nuovo album “Automaton”. Apertura porte ore 18:00, headliner ore 21:30. R101 sarà la radio ufficiale dei concerti dei Jamiroquai in Italia.

Firenze Summer Festival si chiuderà martedì 18 luglio con il concerto degli ARCADE FIRE. A tre anni dall’ultimo trionfale tour, la band capitanata da Win Butler e Régine Chassagne ritrova i propri fan, mentre il nuovo disco è in dirittura d’arrivo. Apertura porte ore 18, headliner ore 21,30.

I biglietti per Firenze Summer Festival e Firenze Rocks sono in prevendita su www.ticketone.it (tel. 892.101). Per Decibel Open Air 2017 su www.diyticket.it.

I concerti dei Radiohead e tutti quelli in programma al Firenze Rocks sono a posto unico (capienza 50.000 spettatori). Per gli altri eventi sono disponibili anche gradinate con posti a sedere (capienza 13.000 spettatori). Visarno Arena è all’interno dell’Ippodromo del Visarno, nel Parco delle Cascine, a soli due chilometri dalla Stazione SMN.

L’estate al Visarno 2017 è organizzata da Fratini srl, Live Nation Italia, Indipendente, LNDF e Decibel Eventi, con il patrocinio del Comune di Firenze.

Info utili e servizi

·        Casse e cambio prenotazioni in piazza delle Cascine

·        Cambio euro/token

·        4 ingressi per Radiohead e Firenze Rocks, 1 ingresso per gli altri spettacoli

·        Parco delle Cascine chiuso al traffico in occasione di Firenze Rocks e Radiohead

·        Consigliato l’impiego di mezzi pubblici, in particolare la Tramvia. In auto: uscita A1 Firenze Scandicci + parcheggio scambiatore fermata Villa Costanza + Tramvia

·        Sconto 20% Firenze Parcheggi

·        Parcheggi moto e bici in prossimità dell’arena

·        Villaggio Firenze Rocks (esterno)

·        Mangiar/bere: anche vegano, vegetariano e per celiaci

·        Kinder garten

·        Area per donne incinte

·        Area per diversamente abili

·        Guardaroba / Fondazione Tommasino Bacciotti

·        Assistenza medica e presidio medico avanzato

·        Info in tempo reale sui social Summer Festival, Firenze Rocks e Decibel Open Air 2017

·        No zaini, valigie, bottiglie e lattine (anche aperte), bombolette, ombrelli, aste e selfie stick, utensili, fuochi d’artificio, armi, caschi

 

Soundz for Children: Gegè Telesforo chiama amici e colleghi a raccolta per i più piccini

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Una serata allegra, divertente, leggera, ma non per questo priva di impegno, quella che si è tenuta il 5 aprile scorso nella sala Petrassi dell’Auditorium di Roma, curata dal frizzante Gegé Telesfono e dedicata al progetto Soundz for Children, di cui l’artista è anche creatore e promotore. Il progetto si pone come obiettivo quello di rimuovere gli ostacoli socio culturali che sono da impedimento allo sviluppo psicologico e fisico dei bambini, attraverso la musica.
Patrocinato dall’Unicef, il progetto, ampiamente illustrato da Telesforo nel corso della serata, ha avuto il supporto vocale e musicale di artisti di prim’ordine. Alfonso Deidda, Seby Burgio, Fratello Joseph, Dario Panza e Joanna Teters hanno affiancato il celebre vocalist durante il corso della serata che ha visto alternarsi sul palco ospiti del calibro di Greta Panettieri, Dario Deidda, Max Ionata, Giovanna Famulari, Dario Rossi e la P-Funking Marchin Band.

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Una serata piena di sorrisi, allegria e coinvolgimento, a riprova del fatto che, come sostiene Gegé, «La musica è gioia, sfogo, canalizzazione di energie verso il mondo, l’unica forma di ‘aggressività’ connotata da dolcezza e armonia; la musica è stata la mia salvezza, e oggi è la mia terapia. Si tratta di un canale universale di comunicazione e di integrazione, che supera ogni barriera culturale e linguistica, politica e religiosa, favorendo l’integrazione dei bambini perché influenza positivamente l’acquisizione linguistica anche senza l’intervento verbale. Crea un insieme in cui tuttipossono riconoscersi, sperimentarsi, divertirsi, anche in un contesto sociale a rischio».

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

 

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

 

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

 

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

 

 

Comunisti col Rolex tour: la macchina del divertimento di J-AX e Fedez approda a Milano

 

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

Un incontro tra generazioni, tra personalità, tra modi intendere il rap e il pop, tra storie e strade di due artisti che hanno saputo delineare in modo molto definito le rispettive peculiarità. Questo è, in sintesi, il fulcro di “Comunisti col Rolex tour”, la nuova avventura live di J-Ax e Fedez organizzata da Saludo Italia e Newtopia, che lo scorso 10 aprile è approdata al Mediolanum Forum per la prima delle 4 date previste a Milano. Forti del grande successo di vendite riscontrato dall’omonimo album pubblicato solo pochi mesi fa, J-Ax e Fedez hanno messo in piedi uno show dai ritmi serrati che incrocia le relative carriere, intersecandole in più punti. Al centro della scaletta, esaustiva e comprensiva di tutti i brani di maggiore successo dei due, c’è il concetto di intrattenimento riflessivo. Bilanci, invettive e flussi di coscienza si alternano a ritornelli accattivanti e a scenografie di impatto visivo, il tutto per cercare di venire incontro ai gusti di un pubblico quanto mai variegato: si va dai bambini ai cinquantenni e questa, forse, è la cosa più stramba e significativa da segnalare per questo tour.

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

A confermare la capacità fagocitante di J-Ax e Fedez ci sono le due ospitate della prima serata: la prima è quella che vede protagonista l’iconica Loredana Bertè sulle note di “Allergia”: scatenatissima, scosciatissima e intraprendente come di consueto, la rocker italiana ha saputo lasciare il segno in soli 4 minuti. A seguire troviamo Nek, sul palco del Forum per cantare “Anni Luce”. A questo proposito non sono mancati gli elogi di J-Ax: “A prescindere dal fatto che ho avuto a che fare con tanti giovani talentuosi, non mi pentirò mai di aver partecipato ad Amici perché lì ho trovato un vero amico: mio fratello Filippo”. Tornando al concerto, le luci, i visual e gli effetti scenici sono gli elementi che arricchiscono e completano la scenografia piramidale che suddivide il palco in due livelli simulando la metaforica scalata al successo di cui i J-Ax e Fedez parlano nel loro ultimo album.

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

Parlando di momenti emozionanti, citiamo la modifica al testo di “Intro” con cui J-Ax, diventato da poco papà, entra in connessione con il suo pubblico raccontandosi in modo intimamente autentico. Particolarmente a proprio agio anche Fedez, puntualmente scortato dalla fedelissima Chiara Ferragni. Il giovane artista si cimenta spesso alla chitarra senza risultare però, mai veramente padrone dello strumento. Tornando alla struttura generale del concerto, la formula studiata da J-Ax e Fedez, coadiuvati dal genio di Paolo Iannacci, riesce a far quadrare i conti e i tempi. Il ritmo serrato non ha, infatti, tolto ai due la possibilità di interagire spesso con il pubblico; a questo proposito c’è da dire che J- Ax ha addirittura sfruttato l’occasione propizia per girare il video de “L’uomo col cappello”. La nuova via del pop ha dunque superato il primo incrocio, staremo a vedere quali saranno i prossimi passi di un cammino che, ad oggi, non presenta difetti di sorta.

Raffaella Sbrescia

Scaletta

17883927_10212330009236073_8557342608441875728_n

“Nel Caos di Stanze Stupefacenti”: Levante si mette a nudo con stile e coraggio. Intervista

Levante - Nel Caos di Stanze Stupefacenti

Levante – Nel Caos di Stanze Stupefacenti

Esce oggi “Nel caos di stanze stupefacenti” (Carosello Records) il nuovo album di inediti scritti e interpretati da Levante, la cantautrice siciliana che con il suo stile unico è riuscita a ritagliarsi un ruolo di primo piano all’interno dello scenario pop nazionale. “Nel caos di stanze stupefacenti” segna il suo ritorno discografico, a distanza di due anni da “Abbi cura di te”. Un disco interamente scritto da Levante che ha avuto un ruolo attivo nella realizzazione di ogni dettaglio di questo progetto. Attraverso dodici canzoni che raccontano di tanti stati emotivi diversi, l’artista ha scelto di raccontarsi in un album energico, ironico, libero ed emozionante.

 Intervista

Bentrovata Levante, cosa dobbiamo aspettarci da “Nel caos di stanze stupefacenti”?

In questo disco ci sono 12 storie racchiuse in 12 stanze rumorose. Il caos di cui racconto nasce da un profondo silenzio in cui mi sono ritrovata nell’ultimo anno. Un silenzio che mi ha dato modo di raccontarmi, un silenzio che ha fatto davvero molto rumore. Anche nella scelta del titolo ho voluto giocare con i contrasti. Quando scrivo mi metto a nudo, racconto della mia vita senza tralasciare anche cose scomode. Scrivo canzoni perché non voglio parlare, a volte mi sento una “pesantona”, sono molto legata ai giochi di parole. Entrare nelle stanze, ad esempio, implica l’allontanarsi da tutto il resto.

Come mai hai scelto questo tipo di copertina

La cover del disco è strettamente correlata a quella dei miei due precedenti dischi. In “Manuale distruzione” indossavo l’abito da sposa di mia madre, ero appoggiata ad un muro scrostato, quello della casa in cui vivevo con i miei genitori e in cui è mancato mio padre. Sulla copertina di “Abbi cura di te”, invece pugnalavo un cervello salvando il cuore e i sentimenti. In entrambe i casi ero stata immortalata in una posa molto composta, qui invece, la persona composta cade sullo specchio, sul suo doppio, sulle sue riflessioni. In molti l’hanno critica ma non avrei potuto indossare nient’altro che le mie mutande e la mia canottiera perché mi sono messa davvero a nudo.

Quali sono i caratteri dell’impianto musicale di questo disco?

Questo è sicuramente un album più rumoroso degli altri due, il concetto di base è che avevo bisogno di fare rumore. La batteria è la protagonista insieme ai timpani, ho voluto che si esagerasse con la ritmica e con l’elettronica.

Che apporto ti hanno dato Antonio Filippelli e Dario Faini?

Quando ho portato i brani a Filippelli e a Dario, ho portato i miei riferimenti, i miei spunti, le mie idee. Quindi hanno scelto le tracce e messo ordine. Ogni brano si ispira a un mondo diverso e ha visto la partecipazione della mia band composta da: Alessio Sanfilippo (batteria), Giovanni “Giuvazza” Maggiore (chitarre), Mattia Bonifacino (basso) e Alessandro Orefice (piano, organo, synth, rhodes). Il lavoro in studio è stato pazzesco, per la prima volta ho davvero partecipato a ogni dettaglio, questo risultato mi gratifica molto. “Nel caos di stanze stupefacenti” è disco del 2017 e lo si percepisce subito.

Come hai vissuto la collaborazione con J-Ax e Fedez in “Assenzio?

L’incontro con loro due mi ha stupito. Arrivo da un percorso musicale diverso dal loro, prima che mi arrivasse la chiamata, J –Ax mi aveva già detto in tempi non sospetti che avrebbe voluto fare qualcosa con me. In questo caso ho potuto scegliere la canzone, ho scelto “Assenzio” perché ero in linea con il messaggio contenuto nel testo. A questo aggiungo che sono entrambe delle persone molto carine che mi hanno dato la possibilità di parlare ad un pubblico molto più ampio.

Cosa ci dici del brano “Pezzo di me” con Max Gazzè?

Max Gazzè è il mio padrino, con lui c’è un bellissimo rapporto, a tratti paterno. Ho aperto molti dei suoi concerti del Sotto Casa tour nel 2013. Quando ho scritto questa canzone ho pensato subito a lui per un possibile featuring, ci siamo divertiti molto, il brano era perfetto per lui.

Come mai non ti abbiamo vista a Sanremo quest’anno?

Ambisco al Festival anche se la porta non si è ancora aperta per me. Sono cresciuta con i Sanremo di Pippo Baudo, non escludo di provarci il prossimo anno anche se, nel caso partecipassi, lo vivrei in modo leggero, non sono brava a gareggiare.

Cosa racconti nel brano “Gesù Cristo sono io”?

Poche volte mi sono guardata attorno, scrivo spesso delle mie tristezze, dei miei dolori. Qui senza grandi pretese ho voluto raccontare la storia di chi vive violenze da parte dei propri compagni prendendo spunto da fatti biblici. La protagonista è una donna che crede di essere una regina ma sulla testa ha soltanto delle spine. Si tratta di un testo molto chiaro, con ampi riferimenti all’attualità.

Qual è il fulcro del brano “Santa Rosalia”?

Il brano cerca di spiegare l’omosessualità ai bambini. Mi piace l’idea di affrontare l’argomento in modo molto semplice e l’ho fatto.

Video: Non me ne frega niente

Cosa pensi dei talent show?

Nel 2010 fui contattata da X Factor ma ho scelto di dormire per due mesi sul pavimento di un appartamento a Leeds. Non giudico chi partecipa ai talent, si tratta pur sempre di strade rischiose. Con il mio percorso, la strada è lunga e faticosa e tante cose tardano ad arrivare ma è anche vero che ci vuole coraggio anche a fare la tv. Il rischio è quello di essere subito dimenticati, a molti è capitato. Diciamo che se sei pronto con dei materiali ed una progettualità allora la scelta può essere vincente, in caso contrario appena spenti i riflettori potresti ritrovarti con un nulla di fatto in mano.

Come descriveresti il tuo linguaggio?

Non saprei esprimermi in altro modo, la mia scrittura è spigolosa. Amo dipingere le parole, ho bisogno di raccontare e mostrare al contempo un immagine. Adoro la lingua italiana, amo la scrittura. Mi piace poter raccontare un amore come hanno fatto in milioni di persone, però lo faccio a modo mio, attraverso i miei filtri e il mio modo di vedere il mondo. So di essere un po’ maschiaccio, forse è questo che mi distingue dal cantautorato femminile eppure esiste un mondo di donne che non riesce a farsi spazio in classifica e che sa parlare in modo più concreto e meno vaporoso.

Come si combatte la superficialità all’ascolto?

La colpa è la velocità con cui si fa e si ascolta musica. Io stessa ho fatto tre dischi in tre anni. Tutto sta correndo e chissà dove si va. I miei primi dischi li consumavo, oggi non saprei come si potrebbe invertire la rotta. Al momento i dischi si fanno per il live, di certo non per le vendite.

Questo tema del caos lo ritroviamo anche nel tuo romanzo. Che legame c’è tra il libro e questo album?

Il libro e l’album sono strettamente connessi perché ho cominciato a scriverli esattamente nello stesso momento. Il mio mondo musicale è entrato inevitabilmente nel romanzo un po’ come accade tra due persone che si frequentano. Anche il personaggio del libro mi somiglia molto.

Levante  presenta Nel Caos di Stanze Stupefacenti

Levante presenta Nel Caos di Stanze Stupefacenti

A chi dedichi questo disco?

A chi è caduto e ha avuto il coraggio di rialzarsi. Lo dedico a tutti loro ma alla fine lo dedico a me, c’è tantissimo ego in questo disco, quindi lo dedico al coraggio che ho avuto di rialzarmi con una certa facilità e con il sorriso sulle labbra.

E il live come sarà?

Prepotente ed esplosivo. Vorrei che fosse non solo un buon concerto ma anche un bello show, i preparativi sono in corso!

Raffaella Sbrescia

Ascolta qui l’album

In-store tour

07 APRILE – h 18.30 MILANO @ FELTRINELLI (Piazza Piemonte) UNICO SHOWCASE LIVE

08 APRILE – h 17.00 TORINO @ FELTRINELLI (Stazione Porta Nuova)

09 APRILE – h 17.00 NAPOLI @ MONDADORI BOOKSTORE (Piazza Vanvitelli)

10 APRILE – h 15.00 BARI @ FELTRINELLI (via Melo)

10 APRILE – h 18.30 LECCE @ FELTRINELLI (via Templari)

11 APRILE – h 14.00 CATANIA @ FELTRINELLI

11 APRILE – h 18.30 PALERMO @ MONDADORI MEGASTORE

12 APRILE – h 18.00 ROMA @ DISCOTECA LAZIALE

13 APRILE – h 18.00 BOLOGNA @ FELTRINELLI (piazza Ravegnana)

A maggio Levante sarà live con la sua nuova tournée “Nel caos tour 2017” organizzata da OTRlive. Si parte il 4 maggio dall’Atlantico di Roma e si prosegue il 5 maggio a Perugia all’Afterlife Live Club, il 6 all’Estragon Club di Bologna, il 12 al New Age Club di Roncade (TV), il 13 maggio al Teatro della Concordia di Venaria Reale (TO) e si concluderà il 16 maggio all’Alcatraz di Milano (NUOVA DATA). Prevendite disponibili su Ticketone: http://bit.ly/nelcaosLEVANTE

Ex – Otago: “Stramarassi vi sorprenderà così come ha sorpreso noi”. Intervista

Ex-Otago Settembre 2016 - Cs. De Stefanis

Ex-Otago Settembre 2016 – Cs. De Stefanis

“StraMarassi” è un’evoluzione di Marassi, un po’ come mettere il 70 o la Malossi sul cinquantino. Stramarassi è Marassi più ricco e vario”. Così i genovesi Ex-Otago presentano la nuova versione deluxe del fortunato album “Marassi”. Nato dopo la prima collaborazione con Jake La Furia per il singolo “Gli Occhi della Luna”, il progetto continua a compiere passi in avanti. Sarà, infatti, in radio dal 7 Aprile il nuovo singolo “Ci vuole molto coraggio” feat. Caparezza, uno dei tanti featuring che arricchiscono “Stramarassi”.

 Intervista

“Stramarassi” si presenta come qualcosa che è tutt’altro che un repack del vostro ultimo progetto. Nuovi linguaggi integrano e modificano i contenuti del l’album originario. Da dove arriva questa idea?

In effetti è proprio così, le collaborazioni presenti nel disco sono tutte autentiche e questo si percepisce. Proprio per questo motivo, il progetto ha un peso specifico molto importante rispetto al disco originario.

Qual è stato l’apporto nell’uso di diversi linguaggi? L’avvicinamento al rap apre nuovi spiragli nella vostra scrittura?

I linguaggi pop e rap non sono poi così distanti anzi sono spesso molto complementari, forse è una cosa un po’ italiana pensarli come distanti, in America ci sono continuamente interazioni tra artisti pop e rap. L’idea che accomuna il nostro “Marassi” al linguaggio del rap è la voglia di voler raccontare la contemporaneità attraverso un’urgenza espressiva.

Come è venuta fuori una rosa di collaborazioni tanto variegata?

Jake La Furia ci ha offerto il pretesto giusto per iniziare questa cosa. Fu lui a contattarci dicendoci che gli piaceva molto “Marassi” e che avrebbe voluto fare qualcosa con noi.  Dopo il featuring in “Occhi della luna” abbiamo gettato sul tavolo un mazzo di carte con i possibili artisti con cui avremmo voluto collaborare e che stimiamo; tutto è avvenuto in modo molto naturale.

Poi ci sono i remix… ci sarà la possibilità che vengano riproposti anche dal vivo?

Sì, lavoreremo affinchè gli artisti possano intervenire nei nostri live. Per quanto riguarda i remix, abbiamo avuto un sacco di buone sensazioni, ne suoneremo qualcuno a palla per tutta l’estate.

Ex - Otago

Ex – Otago

Il tour sta andando benissimo, qual è stata la risposta del pubblico finora?

Abbiamo lavorato duro per arrivare fino a questo punto, il successo di questo tour è stata una piacevolissima conferma per noi, il pubblico vive il concerto con partecipazione assoluta e noi amiamo cibarci dell’inesauribile energia delle prime file.

Come si svolte una vostra giornata tipo mentre siete in tour?

Ci si sveglia tendenzialmente annebbiati e con un filo di mal di testa, si va a fare colazione con scarso entusiasmo, ci si ringalluzzisce se la coazione è buona e si guardano gli hashtag sui social per guardare foto, video e commenti relativi al live della sera precedente. Successivamente si fa l’itinerario della giornata, si cerca una buona trattoria a pranzo (cercando di evitare gli autogrill), poi si parte e si viaggia in furgone, si arriva nel posto, si fa il soundcheck (un momento sempre molto emozionante) e abbiamo sempre un pallone in furgone con cui improvvisiamo dei palleggi nei parcheggi dei locali. Tendenzialmente ce la viviamo sempre come se fossimo 7-8 amici che vanno a farsi un bel giro senza mai trascurare tutti gli aspetti professionali del caso.

E in studio?

Lì c’è bisogno di tempo e concentrazione. Bisogna stare lì a suonare, riascoltare, criticarsi, avere la lucidità, il coraggio e la bravura di capire cosa è venuto bene e cosa invece no. Quando abbiamo scritto l’ultimo disco eravamo in una casetta a Marassi, andavamo lì ogni mattina, qualcuno portava la focaccia e il caffè ed eravamo lì tutti insieme a lavorare.

In questi ultimi periodi avete avuto il tempo di mettere da parte qualche bozza per dei nuovi brani?

Finora no però siamo pronti a scrivere qualcosa di nuovo perché ne abbiamo voglia e perché qualche idea comincia a bollire in pentola. Probabilmente scriveremo in furgone, in qualche albergo o nei backstage di qualche Festival estivo dove andremo a suonare.

Quali sono le cose a cui pensare più spesso? Ci stupiamo sempre di tutto questo successo che stiamo avendo, ci domandiamo sempre cosa succederà dopo, come andrà il prossimo disco e se avremo le spalle abbastanza larghe; insomma i contrasti non mancano!

 Raffaella Sbrescia

Tra le varie collaborazioni sono presenti: Eugenio Finardi su “I giovani d’oggi”, Caparezza su “Ci vuole molto Coraggio”,Dardust su “Cinghiali Incazzati”Willie Peyote su “La Nostra Pelle”, Mecna su “Stai tranquillo”, Marianne Mirage su “Mare”, Levante su “Quando sono con te”, España Circo Este su “Non molto lontano” e Bianco su “Sognavo di Fare l’Indiano”.

Ad arricchire ulteriormente il contenuto, sono presenti i remix di: Mare (Lemandorle remix), Gli Occhi Della Luna (Keaton remix), Quando Sono Con Te (Godblesscomputers remix), Cinghiali Incazzati (c.o.c.c.o detox remix), Non Molto Lontano (Herald Clawe Yakitori remix), Sognavo di fare l’Indiano (Cowboy Remix).

Video: Ci vuole molto coraggio

Next Posts
TicketOne