Video intervista a Gero: vincitore del Premio Musica contro le mafie

Gero Riggio è un cantautore siciliano vincitore del premio Musica contro le mafie. Il suo impegno artistico trova il modo di concretizzarsi attraverso un taglio narrativo originale e principalmente positivo. Abbiamo avuto modo di incontrarlo al Festival di Sanremo, di seguito al videointervista completa a cura di: Raffaella Sbrescia

 

Ex-Otago: “Solo una canzone” a Sanremo. Tante emozioni in più in “Corochinato”. Videointervista

Dopo due anni costellati di successi e riconoscimenti, gli Ex-Otago tornano in scena in grande stile. Sarà il palco del Festival di Sanremo e dare inizio ad un nuovo capitolo della carriera della band made in Genova. Il gruppo è in gara con il brano intitolato “Solo una canzone”, apripista del nuovo progetto discografico intitolato “Corochinato” (aperitivo tipico genovese dal 1886. La bevanda del dopolavoro, quella delle persone comuni tanto care gli Ex Otago che, dopo aver pubblicato 6 album, restano fedeli a se stessi e alla loro ben definita identità artistica e umana.

Ex-Otago @ Sanremo

Ex-Otago @ Sanremo

Ribelli, adulti, impegnati contro i luoghi comuni, gli Ex-Otago presentano un lavoro emotivamente intenso, più notturno e ispirato dall’amore raccontato nella sua quotidianità.

In attesa di vederli sul palco, vi ricordiamo l’appuntamento con il “Cosa fai questa notte tour” in partenza il prossimo 30 marzo.

Qui la video- intervista a cura di Raffaella Sbrescia

 

Il Volo festeggia 10 anni di successi nel mondo. “Musica che resta” a Sanremo con un occhio ai Latin Grammy Awards

Il Volo_Credito foto Shipmates (1)

Li abbiamo conosciuti in tv nel 2019 con “Ti lascio una canzone” quando erano dei bambini prodigio, ritroviamo i ragazzi de Il Volo 10 anni dopo in gara al Festival di Sanremo 2019 e con un nuovo album in arrivo intitolato “Musica”.

L’album uscirà in tutto il mondo e sarà accompagnato da un tour mondiale con tanto di 5 date in Giappone tra Osaka e Tokio. Subito dopo ci sarà una tourneè americana a degna conclusione di un anno di grandi celebrazioni.

Il titolo del disco, diciamolo pure, non è esattamente originale, “Musica” è il termine che Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno scelto per per racchiudere l’essenza di un progetto che, pur rispettano in pieno la natura del trio, lascia uno spiraglio di apertura e rinnovamento che non guasta. Presenti anche diverse cover, scelte per mantenere la promessa fatta al pubblico americano, quella di un repertorio pensato per mettere in luce la forza del bel canto. Tra gli inediti “Vicinissimo” gode di un taglio cantautorale con sfumature di note basse che regalano una certa freschezza al brano.

Tornando invece ai festeggiamenti del decennale, uno dei primi appuntamenti importanti per i tre è stato l’incontro con il Papa in occasione della Giornata della Gioventù a Panama.

“Siamo cresciuti con Papa Francesco e lo sentiamo molto vicino a noi, non ci aspettavamo un’affluenza così forte con centinaia di migliaia di ragazzi tanto devoti. Per noi è qualcosa di difficile da spiegare. Un evento simile ha comportato una importante gestione delle emozioni, solo dopo la performance potevamo provare a metabolizzare quanto abbiamo vissuto poco prima. Su quell’altare c’era un’energia particolare, abbiamo messo la nostra arte al cospetto di Dio, vedere i ragazzi che piangevano e pregavano è stato il coronamento di un sogno che portiamo nel cuore. Se poi aggiungiamo il fatto che il Papa si sia ricordato di noi e del nostro Ave Maria inciso apposta per lui e che si sia fatto un selfie con noi, non possiamo davvero pretendere di più!”

Sono allegri, spigliati e desiderosi di raccontarsi i ragazzi de Il Volo che, a proposito del nuovo album Musica, raccontano: “La produzione del disco è di Michele Canova. Il brano che porteremo in gara al Festival “Musica che resta” è stato in parte scritto da Gianna Nannini di cui abbiamo avuto anche il piacere di fare una nostra versione di “Meravigliosa creatura”. In prima battuta abbiamo provinato il brano ma aveva dei suoni poco contemporanei, Canova ne ha cambiato il volto. Nel disco siamo riusciti a racchiudere la rosa dei nostri gusti musicali. Cerchiamo di non tradire la nostra personalità costruita in 10 anni, non è stato facile passare da bambini prodigio a ragazzi quasi adulti. Molti si perdono, la nostra formula funziona e colpisce il cuore della gente ma cerchiamo in ogni caso di evolverci e rinnovarci. Abbiamo scelto di lavorare con Canova per avere un suono contemporaneo, vogliamo dimostrare di non essere solo tenori o cantare solo la lirica. Da piccoli ci dicevano spesso come cantare, ormai da qualche anno abbiamo preso la situazione in mano, cantiamo come piace a noi. Speriamo proprio che questo aspetto venga fuori, Il Volo è anche questo. I concerti e i viaggi intorno al mondo ci hanno fatto capire cosa vuole il pubblico da noi, fuori apprezzano il bel canto. Nel disco abbiamo voluto omaggiare il Sud America registrando “La nave del Olvido”, un classico sudamericano che sarà incluso nella versione in spagnolo dell’album con cui speriamo di ottenere una nomination ai Grammy Awards”.

Il Volo @ Musica

Il Volo @ Musica

Felici di raccontare anche cosa portano a Sanremo e come si è evoluto il loro rapporto in questi anni:”  Al Festival di Sanremo portiamo “Musica che resta”, a 25 anni vediamo l’amore con un occhio diverso rispetto a 10 anni fa, in alcune coppie la musica è l’unica cosa che resta dopo la rottura. Negli altri due inediti abbiamo collaborato con Davide Petrella e Dario Faini per “Vicinissimo” mentre “Fino a quando fa bene” è stata scritta da Tony Maiello. In sostanza conserviamo la stessa voglia di giocare e scherzare tra noi come quando eravamo piccoli, l’amore per quello che facciamo si è trasformato da una grande passione alla nostra vita. La musica è sempre stato tutto, volevamo fare questo fin da piccolini. La musica ci accomuna, lo ha fatto fino ad oggi e lo farà fino a quando avremo vita. Abbiamo vissuto insieme la nostra adolescenza e ci vogliamo tanto bene. Non possiamo piacere a tutti, possiamo capire i pregiudizi ed è giusto che ci siano, molto dipende anche dai gusti personali di chi ci ascolta. Non abbiamo in mente di lanciarci in progetti solisti, non ne sentiamo la necessità perché siamo felici. Sicuramente appoggeremo Piero nel suo sogno di cantare alla prima di un’Opera in un teatro importante, saremo nel palchetto d’onore a fare il tifo per lui. Oltre ad essere amici, siamo fratelli. Speriamo il meglio l’uno per l’altro. Non pensiamo al singolo, siamo Il Volo. Quello che porta prestigio e positività al gruppo si fa”.

Da qui parte Il Volo 2.0.

 

 

 

Diodato e Roy Paci in gara a Sanremo con “Adesso”: amici sul palco e nella vita. Intervista

Diodato e Roy Paci

Diodato e Roy Paci

Diodato e Roy Paci sono tra i 20 big in gara al Festival di Sanremo. Le loro storie musicali sono intrecciate da diverso tempo anche sul piano personale visto che i due sono grandi amici da tanto tempo. I due artisti portano sul palco il brano “Adesso” (Carosello Records) e da oggi sarà disponibile negli e-commerce l’esclusivo 45 giri contenente due versioni del brano: l’originale e la strumentale.

Intervista

Si può  trasformare il presente in eterno?
Diodato: “Adesso” è un brano che ho scritto per ficcarmi in testa un concetto importante: una vita con pochi rimpianti è una vita fatta di tanti momenti, anche banali, ma vissuti intensamente. I momenti migliori li ho vissuti quando ero connesso con me stesso.

Roy Paci: questo brano mi rimanda con la mente a una colonna sonora di un film immaginario. II pezzo ha la figura di una forcella, parte da un pianissimo, per arrivare ad un maestoso finale dato dall’uso di tre ottoni molto rari, flicorni baritoni, che appartengono al suono dei rituali e delle processioni del Sud Italia. L’Orchestra di Sanremo dà ancora più lustro a questo film sonoro.

Quale sarà il contributo di Ghemon durante la serata dei duetti al Festival?
Il flow di Ghemon darà vita ad un mix particolare e inedito sul palco dell’Ariston. Lui che ha rotto gli argini e ha sdoganato le differenze tra generi musicali ha anche scritto e musicato una barra apposta per noi.

Che rapporto c’è tra voi due, invece?
Ci siamo conosciuti in Puglia, siamo diventati amici dopo una jam session in una masseria, abbiamo fatto diverse collaborazioni, siamo una coppia di fatto da un po’ di anni, non c’è nulla di strano in questa collaborazione e non è detto che questa sia l’ultima, le nostre strade si incrociano sempre.

Video: Adesso

Roy, tu che sei un’anima selvaggia, come vivi il Festival?
A Sanremo mi sento fuori luogo, ho un’anima punk e la metto in tutto quello che faccio, in questo momento mi sento felice a tutto tondo. Ho vissuto un anno difficile per diversi problemi familiari. Ora sono innamorato e vivo una frase produttiva molto intensa, forse questo è il periodo più adamantino della mia vita. Sto lavorando non solo per me stesso ma anche per gli altri. Devo ammettere che quando mi metto al servizio dei miei colleghi, vivo un arricchimento personale ancora maggiore, amo curiosare oltre gli steccati.

E tu, Antonio?
Il mio “Adesso” è di apertura. Dentro di me c’è un magma emotivo interiore che fuoriesce, questo è quello che porta anche altre persone a riconoscersi nel brano.

Vale la pena essere qui?
Diodato: Certo, creare la propria musica e farla ascoltare a cosi tanta gente in un colpo solo, è il massimo. Per il resto mi piace il fatto che il destino non sappia dove mi porti.

Roy Paci: Vale la pena stare qui adesso perchè abbiamo mantenuto un’identità e un’integrità musicale nostra, non siamo stati snaturati e questo è un grande privilegio. Personalmente sono uno dei più bastardi a livello musicale, sono difficilmente etichettabile, ogni volta traggo in inganno chi deve scrivere di me. Cosa facciamo noi? Semplicemente musica.

Dopo la partecipazione a Sanremo, Diodato partirà nuovamente in tour con il proprio progetto solista e la sua band mentre Roy Paci riprendà il tour già in corso e ha già assemblato un ricchissimo calendario estivo. Magari i due si incroceranno ancora sulle vie della musica, mai dire mai.

 Raffaella Sbrescia

Luca Barbarossa sul palco di Sanremo con “Passame er sale” presenta l’album “Roma è de tutti”

Luca Barbarossa

Luca Barbarossa

Luca Barbarossa è in gara al Festival di Sanremo con il brano “Passame er sale”, una ballad che interpreta l’amore inteso come legame in grado di scandire la vita a due superando gli ostacoli e la routine quotidiana. Il prossimo 9 febbraio uscirà il nuovo album di inediti intitolato ‘Roma è de tutti’ mentre il 16 marzo 2018 partirà dal Teatro Palazzo di Bari la nuova avventura live in cui il cantautore condividerà con il pubblico i brani di questo nuovo ispiratissimo lavoro.

Intervista
“Roma è de tutti” è il titolo del tuo nuovo disco. Al suo interno pare esserci un messaggio già definito, qual è?

Coloro che ci hanno preceduto hanno fatto grandi cose e dovremmo averne semplicemente rispetto. Roma è un patrimonio universale, dire “Roma è de tutti” significa che perdere Roma sarebbe come perdere un pezzo di noi stessi. L’uso del dialetto romano è inclusivo, intende essere un modo per sentirsi parte di un modo di essere. “Passame er sale” nello specifico esprime una pigrizia espressiva tipica dell’intimità. Il senso di questo lavoro è dare voce alla pancia, alla schiettezza, all’istinto naturale.

Nel disco ci saranno due duetti con Fiorella Mannoia e Alessandro Mannarino. Come mai proprio loro due?
Sono due talenti romani straordinari, nonchè miei grandi amici. Fiorella è un’amica di lunga data, nell’81 lei cantava “Caffè nero bollente” mentre io cantavo “Roma spogliata”. Fiorella ha seguito il disco dall’inizio ed è stata la prima a cui ho fatto sentire le canzoni in versione chitarra e voce. Per questo disco ho scritto le canzoni a raffica, erano anni che non scrivevo con una tale urgenza. Per quanto riguarda Mannarino, gli sono estremamente grato per aver sdoganato la lingua romana con canzoni ben diverse dagli stornelli della tradizione. Alessandro mi ha insegnato a cantare in romanesco senza nostalgismo. Con lui canto il brano “Madur”.

Come motiveresti la scelta del dialetto?
Suono spesso con Ambrogio Sparagna e l’Orchetra Popolare italiana, il dialetto ha scelto me. La prima canzone che ho scritto per questo disco si chiama “Come stai”. La risposta è “Da non morì mai”. Ecco ,questa frase nasce da una situazione piacevole, divertente, estiva, ultimamente si corre sempre di più . Questi momenti in cui ci si ritaglia degli spazi vitali sono sempre più rari e quando li vivi, ti ricordi com’era la vita. Da questa frase è partito un po’ tutto il disco.

Di cosa parli nel brano “La dieta”?
Non si può fare un disco romano senza parlà de magnà. Ne “La dieta” si mischia il cibo con l’amore. Si va dai bucatini cacio e pepe e la picchiapò (bollito ripassato in padella il iorno dopo con cipolla e pomodoro). Il termine indica risparmio e ottimizzazione delle risorse in ambito edilizio.

Che ruolo hanno le donne nel tuo mondo?
Le donne sono sacre, lo sono perchè ci mettono al mondo, dovremmo ricordarcelo più spesso. Personalmente ho dedicato due canzoni a due donne importanti: nel ’92 ho scritto “Portami a ballare” e l’ho dedicata a mia mamma, oggi nel 2018 canto “Passame er sale” e la dedico a mia moglie che mi ha dato quattro vite: la nostra storia che dura da 20 anni e tre figli. Questa canzone è una confessione che faccio a lei.
Ci sono altre storie che ti hanno ispirato per questo disco?

“Se penso a te” è la storia di un suicidio in carcere. Frequento Rebibbia e Regina Coeli per diverse iniziative e concorsi letterari, ho letto le storie di tutti i detenuti e da queste storie è nata questa canzone.

Raffaella Sbrescia

Lyric video “Passame er sale”

https://www.vevo.com/watch/luca-barbarossa/passame-er-sale-(sanremo-2018)/IT0761800001

Fabrizio Moro: “L’essenza di un uomo rimane la stessa e ve la racconto in Pace”

copertina album Pace_Fabrizio Moro

copertina album Pace_Fabrizio Moro

Dopo essersi conquistato il disco d’oro e la “Menzione Premio Lunezia per Sanremo” come miglior testo in gara nella sezione Campioni al 67esimo Festival di Sanremo con l’emozionante brano “Portami via”, Fabrizio Moro presenta “PACE” (Sony Music Italy), il nuovo disco di inediti in uscita il prossimo 10 marzo. Dopo 20 anni di carriera, l’artista si rimette in gioco attraverso 11 tracce dal mood intimo e autobiografico scegliendo di renderci partecipi di una nuova fase della sua vita, del raggiungimento di un inedito momento di serenità interiore nonché di nuovi piccoli bilanci messi nero su bianco con la sua inimitabile scrittura.

Intervista

“Pace” è un disco meno arrabbiato e più equilibrato. In queste nuove canzoni racconti molto più di te e meno del disagio circostante. Come mai?

Negli ultimi due anni sono successe tante cose e questo si è riflesso nelle canzoni. Da “Pensa” ad oggi sembra siano passati 50 anni. Ho la percezione di aver costruito un’eredità musicale importante e questo mi ha dato serenità. A questo si aggiunge l’esperienza della paternità: per la prima volta ho iniziato a vivere la quotidianità in maniera normale e a fare da solo cose che non avevo mai fatto. Avevo difficoltà a relazionarmi con l’esterno ora sento una pace interiore. Sicuramente questo sentimento non mi accompagnerà per sempre, a causa del mio carattere e della mia personalità ho sempre bisogno di una nuova meta da raggiungere. La pace è una sensazione che cerco ma che continua a sfuggirmi perché ho sempre una battaglia da combattere.

Ascoltando il disco pare quasi che la tracklist possa essere suddivisa in tre parti con un lieto fine, è così?

In effetti sì. Questo disco è stato terapeutico ma me ne sono reso conto solo quando l’ho ascoltato in fase di missaggio con tutti i brani assemblati insieme. La parola che ricorre più spesso è “paura” e questo testimonia che questo lavoro ha scavato molto dentro di me. Ho iniziato a lavorarci con timore, non sapevo a cosa stavo andando incontro, poi però durante le registrazioni ho cominciato ad avere delle conferme. In virtù di tutto questo potrei descriverlo come un concept album delle mie emozioni.

Come mai hai scelto di duettare con Bianca Guaccero in “E’ più forte l’amore”?

Inizialmente la tracklist era composta da 10 brani, il brano con Bianca è arrivato per caso. Lei mi aveva contattato per chiedermi un brano per un film a cui stava lavorando. In quell’occasione ho scoperto che sapeva cantare e anche molto bene, questo è il motivo per cui ho deciso di coinvolgerla in questo lavoro.

Uno dei temi affrontati in questo lavoro è anche quello dell’infanzia…

Sì, mio figlio Libero mi assomiglia molto dal punto di vista caratteriale, proprio attraverso questo confronto costante ho ritrovato il Fabrizio bambino. La paternità ha risvegliato diverse cose che erano rimaste assopite. Ora che i miei figli stanno crescendo riesco ad interagire di più con loro. Li vedo poco ma quando sto con loro finisco per viziarli un po’. Libero è un super appassionato di calcio mentre Anita è innamorata della musica. Con lei sento di avere un legame a doppio filo da prima che nascesse. Fin da quando avevo 15 anni ho sempre avuto il desiderio di diventare padre di una donna forse perché non ho mai avuto una relazione duratura.

Questo è quello che racconti in “Giocattoli”?

Da piccolo parlavo più con Jeeg Robot che con le persone, per questo ho scritto questo pezzo.

Quali sono i pezzi a cui ti senti più legato?

Sicuramente “Portami via” è quello a cui voglio più bene poi ci sono anche “Giocattoli e “Sono anni che ti aspetto” in cui parlo della parte di me che mi è sempre piaciuta di meno.

FABRIZIO MORO_credito fotografico di Fabrizio Cestari 3 b

Cosa cambierà nel nuovo tour?

Dopo due tour molto simili tra loro, ci saranno tanti nuovi arrangiamenti a cui stiamo lavorando già da qualche mese. Ci sarà l’anteprima live il 20 aprile al Fabrique di Milano, poi un po’ di promozione del disco e l’inizio del vero e proprio tour il 26 e 27 maggio (Nuova data) al Palalottomatica di Roma. Nel frattempo abbiamo chiuso gli accordi per nuovi concerti in 20 città italiane, a breve vi dirò le date!

A proposito di suoni, anche in “Pace” si sente una forte ventata di novità…

A differenza dei miei precedenti album, questa volta mi sono affidato ad Antonio Filippelli e Fabrizio Ferraguzzo per la totale produzione del disco. Ho portato la mia band conservando la matrice di sempre con chitarra, basso e batteria registrando tutto in presa diretta. Il fatto è che con due produttori provenienti da un mondo completamente diverso dal mio doveva per forza crearsi un conflitto di interessi, il risultato è questo sound che mi piace molto di più. Finalmente avevo i mezzi per poterlo ottenere.

E tu “i mezzi” hai imparato a costruirteli a suon di canzoni che spesso hai donato a tanti artisti di grande successo.

Fin da quando ho scritto “Sono solo parole”, il percorso di autore ha sempre cercato di far fronte alla mancanza di compromesso con le multinazionali. Dopo quel brano, ho collaborato con tanti altri artisti ma tengo a sottolineare che ho sempre scritto per me stesso. I miei pezzi raccontano la mia vita, con i proventi dei diritti d’autore ho finanziato la mia etichetta e la produzione dei miei album. L’univa volta che ho scritto per un altro artista è stata per Fiorella Mannoia con due testi presenti nel suo album “Combattente”.

 Come è andato questo Sanremo?

Beh, direi che è andato nel mondo inverso a quello che mi aspettavo. Credevo che mi sarei classificato molto più in alto e che il pezzo avrebbe avuto un percorso lento. Reputavo “Portami via” un diesel, l’ho cantato anche male perché per tutta la settimana sanremese ho avuto un groppo in gola che non sono riuscito a sciogliere. Questa è stata la volta in cui ho avuto più paura, mi aspettavo delle conferme da me stesso, così come se l’aspettavano le persone che mi seguono.

Curioso che ti sentissi così, ormai il tuo canzoniere parla chiaro

Sentivo una certa ansia da prestazione, in realtà sono rimasto lontano dai riflettori per anni proprio per questo motivo. Penso che avessi paura di mettermi in gioco, questo è un limite che mi ha frenato spesso, il confronto con la realtà dei fatti mi ha sempre intimorito e, visto che il palco di Sanremo è il riflettore più grande in Italia, sentivo questa paura in modo più forte. Ho sempre temuto di perdere quello che avevo costruito, questa cosa mi succede anche quando pubblico un nuovo lavoro.

Alla luce di questi ragionamenti, come hai vissuto l’esperienza di insegnante ad Amici?

Questo programma lo affronto con serenità, trasparenza e lealtà nei confronti di me stesso. Anche “Amici” è stato terapeutico, mi ha aiutato ad aprirmi di più e a confrontarmi con tante persone tutte insieme. Maria De Filippi mi ha cercato per due anni ma mi spaventava confrontarmi con le critiche. Quando sbagli, i riflettori non perdonano eppure sto cercando di fare pace anche con questo fatto. Io faccio quello che posso, il resto lo lascio al destino.

Che rapporto hai con la libertà?

C’è stato un periodo in cui ho lavorato a “Sbarre”, un programma girato dentro al Piccolo teatro del carcere d Rebibbia, a pochi chilometri dal paese in cui ho vissuto da piccolo. Sono stato lì per un mese, entravo alle 10 e uscivo alle 18, parlavo con molti coetanei e con ragazzi più piccoli di me che erano lì per reati più o meno gravi. Ogni volta che uscivo mi mettevo nel traffico, prendevo l’aria in faccia e mi rendevo conto di quanto fossi fortunato. In quel momento mi sentivo in pace con il mondo circostante riuscendo a percepire cosa fosse davvero importante per me.

 Raffaella Sbrescia

Il 10 marzo partirà l’instore tour durante il quale Fabrizio Moro presenterà il nuovo disco con un mini live, accompagnato al pianoforte dal maestro Claudio Junior Bielli, e incontrerà i fans. Ecco le date aggiornate:

10 marzo a La Feltrinelli di Roma (Via Appia Nuova, 427 – ore 20.00)

11 marzo a La Feltrinelli di Napoli (Via Santa Caterina a Chiaia, 23 angolo Piazza Dei Martiri – ore 17.00)

13 marzo a La Feltrinelli di Milano (Piazza Piemonte, 2 – ore 18.30)

15 marzo a La Feltrinelli di Bari (Via Melo, 119 – ore 18.30)

18 marzo a La Feltrinelli di Torino (Stazione di Porta Nuova – ore 17.00)

20 marzo a La Feltrinelli di Bologna (Piazza Ravegnana, 1 – ore 18.00)

Questa la tracklist dell’album: “Pace”, “Tutto quello che volevi”, “Giocattoli”, “Semplice”, “Portami via”, “La felicità”, “L’essenza”, “Sono anni che ti aspetto”, “Andiamo”. “È più forte l’amore” (con Bianca Guaccero), “Intanto”.

Video: Portami via

Braschi a Sanremo con “Nel mare ci sono i coccodrilli” presenta l’album “Trasparente”

TRASPARENTE_cover

Braschi è tra le nuove proposte della 67esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI”. L’abbiamo incontrato per conoscerlo e farci raccontare qualcosa in più in merito a “TRASPARENTE”, l’album di inediti che uscirà il 10 febbraio.

La storia del giovane cantautore si snoda tra Santarcangelo di Romagna, la sua città natale, e gli Stati Uniti, dove ha già registrato e portato in tour il suo primo EP, RICHMOND. Il suo secondo album, TRASPARENTE, è stato scritto di suo pugno e uscirà per iMean Music & Management, l’etichetta di Roberto Mancinelli nata tra Milano e New York che ha scelto di debuttare con Braschi proprio per il suo respiro internazionale, e sarà distribuito da Artist First.

Intervista

Cosa racchiude “Nel mare ci sono i coccodrilli”, cosa racconterà di te e cosa vorresti comunicasse al pubblico?

Quello che voglio comunicare con questa canzone è quanto mi consideri fortunato. Forse è banale ma sarà un momento di tre minuti per dire “Ok, va bene così”.

A cosa ti sei ispirato per le tematiche che hai scelto di trattare negli altri brani inediti?

Gli ambiti attorno a cui ruota il cantautorato sono di base sempre gli stessi: amore, morte, odio, Dio. Sta a chi scrive cercare un’angolatura originale e personale.

Perché il disco s’intitola “Trasparente”?

All’interno dell’omonimo brano c’è una frase che identifica questo disco “come se si potesse evidenziare la linea della vita con un evidenziatore giallo sulla mano”; ecco il mio disco si chiama “Trasparente” perché ho disegnato in modo intellegibile e chiaro il mio ultimo anno e mezzo. Questo è il senso del lavoro.

Braschi

Braschi

Come ti approcci alla scrittura? Nasce prima il testo o la musica?

Non c’è una regola, può nascere una frase su cui ricamare pensieri e musiche o, più semplicemente, un motivetto che entra nella testa. Essendo un emergente, comunque, non mi sentirei di dare una ricetta.

Hai presentato “Trasparente” alla Casa Italiana Zerrilli Marimò NYU, importante polo di socializzazione e interscambio culturale a cavallo tra Stati Uniti e Italia e a Brooklyn. Come è andata?

L’esperienza americana, esattamente come ogni volta, è stata positiva e formativa. Ho presentato il disco in due showcase, io e i miei musicisti abbiamo concentrato l’esibizione sul disco e sugli inediti con delle anticipazioni acustiche.

Poi è uscito finalmente il videoclip de “Nel mare ci sono i coccodrilli”, com’è strutturato?

Allo stesso modo del brano a cui è ispirato, il video cerca di analizzare le varie fasce sociali: il business man  di Wall Streeet, l’uomo che dorme in metro, quello che pranza nel ristorante sulla 5th Avenue, quello che prende un hot dog nel Bronx. La canzone parla dell’importanza del nascere da una parte o dall’altra e dell’indecifrabilità del destino.

Quali sono i tuoi ascolti e le tue influenze?

Senz’altro i cantautori in generale. Coloro che danno un valore alle canzoni e danno un peso al messaggio veicolato dalle parole: De Andrè, De Gregori, Dylan, Springsteen.

Solo vecchia scuola o anche contemporanei?

No, anche contemporanei! Faccio l’esempio di Ermal Meta. credo sia un ottimo cantautore.

E Brunori?

Ha fatto un grandissimo disco, c’è l’ho in loop in macchina. Mi piace molto e credo sia uno dei più grandi esempi di come scrivere canzoni nel 2016/2017 possa avere ancora una valenza sociale.

E i tuoi compagni di Sanremo Giovani?

Alcuni li conoscevo già, altri li ho conosciuti qui. Stimo Marianne Mirage con cui condivido la provenienza geografica.

Per quanto riguarda l’aspetto manageriale, senti la responsabilità di essere il primo artista di iMean Music & Management?

Siamo parti insieme e per questo mi considero privilegiato. Roberto Mancinelli, il mio manager, dopo tanti anni in Sony ha deciso di uscire fuori dalle strutture e delle dinamiche di una major discografica partendo con questa nuova realtà concepita tra Milano e New York. Ci siamo semplicemente trovati.

Che idee hai per il tour?

Sono in via di definizione nuove date e saranno tante. Con me ci saranno i musicisti che mi seguono da tanto tempo e che saranno anche sul palco dell’Ariston con me;  li ho voluti a tuti i costi perché sono quelli che hanno vissuto ogni singolo momento di questo mio percorso artistico.

 Video: “Nel mare ci sono i coccodrilli”

http://www.vevo.com/watch/IT2UR1700002

 

TRACK LIST

01. TRASPARENTE (F. Braschi)

02. TERRA DEL FUOCO (F. Braschi)

03. OCCHIALI A SPECCHIO (F. Braschi, M.Marches)

04. NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI (F. Braschi / F. Braschi, M.Marches)

05. LA SEDIA CON LE ALI (F.Braschi-F.Braschi M.Marches)

06. OGNI CATTIVO GIORNO (F.Braschi)

07. ACQUA E NEVE (F.Braschi)

08. PER EFFE (F.Braschi)

09. NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI (WITH ORCHESTRA) (F. Braschi / F. Braschi, M.Marches)

10. SANTA MONICA  (feat. Calexico, 2013) (F.Braschi)

Intervista agli Zero Assoluto: “Di me e di te” è un album che ci ha messo in discussione

ZeroAssoluto_cover

Pubblicato lo scorso 18 marzo  “Di me e di te” (prodotto da Gaetano Puglisi e Massimo Levantini per Fonti Sonore e distribuito da Warner Music) è il  6° lavoro in studio degli Zero Assoluto. Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi  per la prima volta aprono le porte della loro produzione collaborando con tanti autori di talento del panorama musicale italiano come Antonio Filippelli, Fortunato Zampaglione, Piero Romitelli, Zibba, Fabrizio Martorelli, Rory Di Benedetto, solo per citarne alcuni. “Di me e di te” racchiude dieci tracce all’insegna del pop, in cui convivono perfettamente le due anime degli Zero Assoluto, quella più elettronica e quella più intima e acustica. A fare da apripista a “Di me e di te” l’omonimo singolo presentato sul palco dell’Ariston che ha immediatamente conquistato le classifiche radio e di vendita, e totalizzato più di 1.500.000 views del videoclip ufficiale. Nel disco, anche la cover di “Goldrake” nella versione del cantautore napoletano Alessio Caraturo, che Matteo e Thomas hanno riarrangiato con il Maestro Adriano Pennino, “L’Amore comune” – tra i brani più ascoltati dell’estate 2015 e scelta come colonna sonora del campionato di Serie B ConTe.it della Lega Calcio Italiana, e altri 7 inediti.

Intervista

Ragazzi , come è andata la settimana sanremese?

Delirio puro, ma Sanremo è sempre un’esperienza affascinante. Lo stress e l’emozione vengono  compensati dalla possibilità di presentare una nuova canzone ad un pubblico grandissimo e questo è meraviglioso; lungi da noi il vivere la competizione del Festival; non è stato mai così e mai lo sarà. Abbiamo portato a Sanremo la canzone che ci rappresentava di più e che rappresentava al meglio anche il nostro nuovo disco. “Di me e di te” è una canzone forse poco festivaliera, non la classica ballad, ma a noi piaceva, ed è stata scelta. Siamo soddisfatti di come sia andata…

Hanno collaborato all’album tanti bravi autori; citiamo il primo, Zibba, che ha scritto il pezzo “Luce”; c’è una bellissima frase di questa canzone, che recita “La malinconia è un signore che porta il cane a passeggiare”…

E’ una frase che esprime pienamente la canzone. Nei cinque album precedenti io e Thomas siamo stati gli unici ad essere presenti sia da un punto di vista compositivo che nella scrittura dei testi; questa volta abbiamo sentito il bisogno di aggiungere elementi “estranei”, anche se familiari, nel senso di amici con cui lavorare, metterci in discussione, perché sennò il rischio era di ripeterci. Abbiamo voluto, diciamo così, rimescolare un pò le parole. Nel disco ci sono tanti autori, sia per le musiche che per i testi, come Fortunato Zampaglione, Antonio Filippelli, il già citato Zibba, Piero Romitelli, Rory Di Benedetto, Saverio Grandi, Luca Vicini e tanti altri. Una parte del disco, quella più intimista, più nel nostro stile, è stata fatta a Roma, quella più elettronica a Milano. Lo consideriamo il nostro disco più bello fino a questo momento…

Zero Assoluto ph Julian Hargraves

Zero Assoluto ph Julian Hargraves

Tra i tanti impegni, c’è stato anche quello cinematografico. Avete recitato in un cameo del film “Forever Young”

In “Forever Young”  facciamo una parte straordinaria della durata di circa 34 secondi, ci aspettiamo come minimo un David Di Donatello (Matteo ride…); noi nella parte di noi stessi, gli Zero Assoluto. Un’interpretazione breve ma intensa. E’ stata comunque una bella esperienza. Conosciamo da tempo il regista Fausto Brizzi e ci siamo divertiti. E’ una di quelle esperienze che poi metti nelle casella ricordi…

Tornando all’album, “Di me e di te” è un album di grandi condivisioni…

Sì, l’obiettivo questa volta era quello di fare un album più lucido degli altri, di mettersi in discussione seriamente e completamente e questo lo puoi fare solo se apri le porte alla collaborazione; la cosa bella è che abbiamo discusso tanto, litigato tanto, ma il tutto è stato direttamente proporzionale alla gioia di concludere i pezzi e anche di stringere rapporti di amicizia più profondi. Quando si ha a che fare con un autore, in questo caso amici, si mette in moto uno strano meccanismo per cui ognuno dà il suo, poi c’è il braccio di ferro. Ovvio che se non ti fidi dell’altro, finisci per schiacciarlo; quindi bisogna accoglierlo. Le canzoni di quest’album sono un giusto equilibrio tra quello che abbiamo dato noi e quello che hanno dato gli altri autori…

Progetti di Live a breve?

Sì, a fine primavera, inizio estate. Stiamo già facendo le prove per aggiungere al repertorio i pezzi del nuovo album. Non li faremo tutti ma stiamo scegliendo quelli da portare anche live. A breve, pubblicheremo le prime date sui nostri social, Facebook, Instagram, Twitter. Siamo carichi per la partenza dei live, perché quello è il momento più bello per un artista.

Questo è un album con tanti possibili singoli. Quale sarà il prossimo dopo “Di te e di me”?

Beh, siamo in crisi… in questi giorni stiamo girando negli appuntamenti con i firmacopie e la prima cosa che chiediamo agli ascoltatori e ai nostri fans è “Quale canzone ti piace di più dell’album”?… Al 99 per cento piace sempre la ballad, il lentone, ma si avvicina l’estate e probabilmente sceglieremo qualcosa di più veloce, o forse no. Stiamo pensando seriamente di fare un contest per la scelta del secondo singolo…

Giuliana Galasso

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“Di me e di te” – Tracklist

1)      Di me e di te

2)      Eterni

3)      Una canzone e basta

4)      In noi

5)      Dove sei

6)      E’ così che va

7)      Luce

8)      L’amore comune

9)      Il ricordo che lascio

10)   Goldrake

Dopo l’uscita del disco gli Zero Assoluto presenteranno il nuovo album ai fan. Questi i primi appuntamenti instore:  19 marzo Torino (Feltrinelli Porta Nuova, ore 14) e Cuneo(Galleria Auchan, ore 18), 20 marzo l’Aquila (Centro Commerciale l’Aquilone, ore 17), 21 marzo Roma (Discoteca Laziale, ore 16), 22 marzo Napoli (Mondadori Bookstore Piazza Vanvitelli, ore 18), 23 marzo Catania (Mediaworld c/o CC Porte di Catania, ore 18), 24 marzo Palermo (Mondadori Megastore Via Ruggero Settimo, ore 15), 1 aprile Milano (Mondadori Megastore Piazza Duomo, ore 18),

 Video: Di me e di te

Laura Pausini presenta “Simili”: “Stavolta canto le storie di tutti”. Le dichiarazioni della conferenza stampa

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A quattro anni di distanza da “Inedito” e a due dalla raccolta “20. The greatest hits”, Laura Pausini pubblica “Simili”. il dodicesimo  album di inediti sarà pubblicato in tutto il mondo il 6 novembre 2015 per Atlantic-Warner Music in versione italiana e spagnola e distribuito in oltre 60 paesi. Quindici canzoni registrate in sette studi di registrazione sparsi in giro per il mondo (tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Spagna, l’Inghilterra e la Repubblica Ceca) con cui l’artista torna sulla scena musicale in una veste nuova. Il titolo dell’album “Simili” racchiude due significati diversi e contrastanti ovvero uguaglianza e diversità, il nostro essere uguali e differenti al contempo. «Tutto è nato mentre mi trovavo all’ambasciata americana a Roma per fare il visto per venire a lavorare a Miami» – ha spiegato Laura alla stampa italiana durante la video conferenza stampa che si è tenuta ieri pomeriggio a Milano in diretta streaming da Miami, dove la cantante sarà impegnata in qualità di giudice nel nuovo talent show di Simon Cowell “La Banda” insieme ad Alejandro Sanz e Ricky Martin. «Ho fatto l’impronta digitale e al mio fianco avevo persone che facevano lo stesso gesto – ha continuato – Questa cosa mi ha colpito e mi è subito venuta in mente la parola simili, che può significare sia uguale che diverso.  Così ho subito chiamato Niccolò Agliardi, con cui collaboro già da diverso tempo,  per iniziare a scrivere questo nuovo disco. È la prima volta che non faccio un album completamente autobiografico, ha raccontato la Pausini come un fiume in piena – Stavolta  canto storie che sono state pensate e scritte da altri autori e che io ho deciso di interpretare, calandomi al loro interno».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

In effetti “Simili” è un album molto eterogeneo, le canzoni percorrono direzioni sonore diverse passando dalle ballads in puro stile Pausini a brani più pop-rock, da pezzi dall’impronta classica fino ad arrivare ad una canzone reggaeton come ‘Innamorata’. «Da quando sono diventata madre sono diventata più libera, curiosa di conoscere le storie di altri. Alcune canzoni sono nate proprio leggendo storie di alcuni ragazzi su Facebook, altre hanno visto la partecipazione di colleghi speciali  quali Biagio Antonacci, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Biagio ha scritto tre canzoni tra cui “Lato Destro Del Cuore”, una canzone che ha un significato importante oggi. Ha una scrittura italiana, poetica, con richiami musicali che mi ricordano gli anni Sessanta della musica italiana» – ha spiegato Laura. Tra le più canzoni più importanti dell’album c’è “È a lei che devo l’amore”, sempre scritta da Biagio Antonacci. «Questa canzone in realtà non era per me ma era dedicata a una donna. Già dal titolo ho pensato che fosse la canzone più adatta per descrivere quello che ho scoperto in questi due anni da quando sono diventata mamma di Paola – ha aggiunto Laura -Biagio, che è anche padrino di mia figlia, ha adattato la canzone per lei. Durante un pomeriggio eravamo solo io, lei e il mio compagno Paolo che suonava la chitarra. Ho preso in braccio Paola e abbiamo registrato il brano noi tre insieme. L’ho mandato a Biagio per ringraziarlo e mi ha convinto a pubblicarla esattamente così com’era. Abbiamo deciso di coinvolgere la bambina anche nel videoclip della canzone perché, dato che in alcuni Paesi del mondo manca una legge che tutela la privacy dei bambini ed erano già girate tante fotografie di mia figlia,  volevamo  mostrarvi cosa e come siamo noi in realtà», ha spiegato l’artista.

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Un’altra firma importante in “Simili” è quella di Jovanotti che ha scritto “Innamorata”: «Lorenzo è venuto più volte a casa mia per farmi ascoltare le sue idee. Quando ho ascoltato “Innamorata” è stata una botta per me. L’ho trovata subito mia per il significato e ha rappresentato un stimolo musicale nuovo». Il terzo big è Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro: «Quando anni fa ascoltai “Niente”, la canzone che Giuliano ha scritto per Malika Ayane, gli mandai un messaggio chiedendogli quando avrebbe scritto qualcosa di speciale anche per me. Dopo diversi mesi di silenzio, mi è arrivata una sua mail con “Sono Solo Nuvole”, in una versione cantata da lui piano e voce. Gli ho chiesto di essere produttore e arrangiatore di quella che reputo una delle canzoni più belle che io abbia mai cantato. Mi ricorda Modugno ma allo stesso tempo anche la modernità della scrittura di oggi». Tra le altre firme che compaiono in “Simili” ci sono ovviamente quella di Niccolò Agliardi, che ha scritto Simili, Chiedilo al Cielo, Il Nostro Amore Quotidiano, Per La Musica, Ho Creduto a Me e Colpevole, L’Aura: «Mi ha aiutato nella stesura musicale della mia prima vera canzone dance e ha scritto “Lo Sapevi Prima Tu”, dedicata a mio padre,  e “Io C’Ero”». Spazio anche al giovane Tony Maiello, concorrente del primo X Factor e vincitore di Sanremo Giovani  che ha scritto “200note”.

Un discorso a parte lo merita il brano intitolato “Per la musica”, il primo featuring al mondo con 28 fan provenienti da 17 paesi: «Abbiamo coinvolto i fan iscritti al mio FanClub (www.laura4u.com, ndr) chiedendo a chi di loro chi suonasse uno strumento  di mandarci un video su una base che abbiamo fornito noi. Loro non sanno che hanno suonato questa canzone. Non hanno mai ascoltato il brano intero e, proprio per questo, non vedo l’ora di vedere le loro reazioni – ha raccontato Laura, entusiasta. Hanno partecipato al video collettivo anche alcuni fan che hanno partecipato alle giornate di Roma e Milano per il lancio dei biglietti delle date negli Stadi del prossimo anno – ha specificato l’artista. Tra le tracce più apprezzate c’è la title track “Simili”, in lizza come prossimo singolo estratto dall’album e sigla della prossima stagione di Braccialetti Rossi, fiction di RaiUno molto amata dal pubblico e dalla stessa artista che, il prossimo 14 novembre presenterà “Simili” su Rai Uno alle 20.30, insieme a Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti e Giuliano Sangiorgi. «Questa sarà una cosa gigante – ha raccontato Laura- l’Italia non è abituata a dare spazio a nuova musica, mi rendo conto che mi è stato dato un posto molto privilegiato. Ci tengo a ringraziare RaiUno e Giancarlo Leone per avermi proposto questo progetto e avermi dato  questa opportunità. Canterò canzoni non conosciute, sarà, in effetti la prima presentazione live del disco».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

La cantante ha anche parlato di Sanremo: «Sono stata invitata da Carlo Conti a co-condurre il Festival  ma non ho potuto accettare per problemi di tempo. Sarò in America fino a gennaio e non posso prepararmi in una sola settimana. Se un giorno ritornerà questa occasione, voglio prepararmi in settimane/mesi. Ho accettato però l’invito di andare a cantare come ospite e, solo a pensarci, mi vengono problemi di salivazione.  Non so ancora in che data sarò sul palco e che spazio mi sarà dato. Di sicuro posso dire che dopo esserci stata 4 volte,  sarà più emozionante tornare lì che cantare sul palco dei Grammy. Quel palcoscenico mi ha sempre spaventato», ha confessato Laura. Continuando la parentesi dedicata al mondo televisivo la Pausini ha raccontato: «Tutti i talent italiani (Amici, The Voice e X Factor) mi hanno chiamata dopo che avevo già firmato il contratto con i talent delle altre nazioni. Non ho accettato perchè dopo Stasera Laura su Rai Uno, mi è stato chiesto di pensare ad una possibilità di avere un programma tutto mio. Non ho ancora dato l’ok alla Rai ma ci sto seriamente pensando su. Da gennaio sarò per sei mesi in Italia e potrò valutare concretamente tutte le ipotesi».

Un importante progetto che accompagna e completa “Simili” è, inoltre, “Simili – Short Film” con tutti i videoclip, inseriti in un vero e proprio cortometraggio (diretto da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni per Sugarkane) di cui Laura è protagonista e che include una breve anteprima dei 15 videoclip girati per questo progetto che sarà nella versione deluxe dell’album. Attenta da sempre al ruolo chiave che ricopre la comunicazione visiva nel nostro tempo, Laura ha voluto realizzare un diverso clip per ognuna delle 15 tracce di “Simili”, il risultato è un racconto per immagini che passa attraverso 15 diversi mondi, ognuno specchio e metafora di ciascun brano.

Per quanto riguarda il discorso live, c’è grande attesa per le tre date negli stadi di giugno 2016: Laura sarà il 4 giugno a Milano, l’11 a Roma e il 18 a Bari: «Faremo uno spettacolo che mostrerà tutto il mio entusiasmo. Le date italiane sono le uniche fatte all’interno di stadi e avranno una scenografia e scaletta diversi dal resto del tour» - ha concluso la Pausini – dimostrando ancora una volta grinta, entusiasmo e un’immensa voglia di fare perché: «La fortuna che ho me la devo meritare e devo lavorare al massimo».

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

01 LATO DESTRO DEL CUORE

02 SIMILI

03 200 NOTE

04 INNAMORATA

05 CHIEDILO AL CIELO

06 HO CREDUTO A ME

07 NELLA PORTA ACCANTO

08 IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO

09 TORNERO’ (con calma si vedra’)

10 COLPEVOLE

11 IO C’ERO (+ amore x favore)

12 SONO SOLO NUVOLE

+ S I M I L I

13 PER LA MUSICA

14 LO SAPEVI PRIMA TU

15 E’ A LEI CHE DEVO L’AMORE

Video: Lato destro del cuore

Intervista a Immanuel Casto: ironia, coraggio, irriverenza e amore in “The Pink Album”

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Immanuel Casto, all’anagrafe Manuel Cuni, torna in scena con un nuovo album inediti, il quarto per esser precisi, intitolato “The Pink Album”, pubblicato il 25 settembre 2015 per Freak&Chic/ Artist First. Composto da undici brani, il disco rappresenta un’evoluzione musicale, ma soprattutto contenutistica, per l’artista ormai riconosciuto come re indiscusso del porn groove. Sonorità dance e synth pop sono le note che scandiscono testi intrisi di ironia ma anche di coraggio. Pronto e sagace nel riconoscere le tematiche più in vista nel nostro quotidiano, Immanuel rivela una forte sensibilità, associata a prontezza di spirito e genuina irriverenza contro gli schemi dettati dall’ ipocrisia Made in Italy. Abbiamo incontrato l’artista all’interno dello Studio Know How di Milano, il più grande sexy shop gay friendly d’Europa; ecco quello che ci ha raccontato.

Partiamo dai forti rinnovamenti testuali e sonori contenuti in “The Pink Album”.

Questo è un disco diverso dai miei precedenti. La sfida era creare qualcosa di nuovo rimanendo fedele a me stesso, ho voluto costruire su quello che è avevo fatto in precedenza. C’è stata un’evoluzione musicale, mi sono avvicinato a suoni più materici, più acustici. Ho sempre amato l’elettronica e la disco anni ’80 ma sentivo la voglia di qualcosa di un po’ più concreto, che si distaccasse dal pop più patinato e bidimensionale. Tutto questo si sente in brani come “Uomini veri”, “Male al cubo” e soprattutto in “Deepthroat Revolution”, il cui arrangiamento è, a mio parere, uno dei più belli che abbia mai fatto. Per quanto riguarda i contenuti, è paradossale dire che questo è il mio disco più coraggioso perché parla poco di sesso.

In che senso?

Di solito sono i contenuti forti richiedono molto più coraggio perché tuttora sono difficili da veicolare, soprattutto attraverso i media convenzionali. In questo lavoro mi sono esposto tanto, soprattutto emotivamente. Certo, non è una cosa che non abbia mai matto in precedenza ma , di solito, i brani più intimi li mettevo sempre in fondo al disco quasi per non guastare l’ascolto a chi si voleva divertire con brani goliardici, divertenti, provocatori. In questo caso, invece, ho voluto che brani ironici e sbarazzini si compenetrassero  con altri più significativi.

L’esempio tangibile potrebbe essere “Uomini veri”?

Esatto. Questa è una canzone di Joe Jackson. Il tema del brano è abbastanza vicino a quello di “Da grande sarai fr**io” anche se, a differenza di quest’ultimo brano, in cui sono rimasto molto più fedele al mio stile politicamente scorretto, estremamente ironico e sfacciato, nel caso di “Uomini veri” sono molto più serio e canto con il cuore in mano.

Come vivi il fatto che la tua musica e la tua immagine riscontrano pareri anche molto discordanti tra loro?

Sicuramente è la prova che ci sono dei contenuti presenti, questo è ciò che fa scatenare delle reazioni. Quando si prendono posizioni o, più semplicemente, si dice qualcosa, immediatamente si va a scontentare qualcuno e viceversa. Se non si vuole disturbare nessuno, l’unico modo è non dire niente. Ci sono moltissimi artisti che agiscono esattamente in quest’ultimo modo, non dicono niente e la cosa funziona perfettamente. La mia è una scelta personale e non potrei fare altrimenti.

Questo discorso rientra perfettamente nelle dinamiche e nei riscontri che sta ottenendo il singolo “Da grande sarai fr**io”.

Mi rendo conto che si tratta di un brano politicamente molto scorretto ma lo difendo a spada tratta. Il testo dà un messaggio molto importante: è la voce di un omosessuale adulto che si rivolge ad un ragazzino, addirittura quasi un bambino, i cui atteggiamenti tradiscono quello che sarà il suo orientamento sessuale. Il brano è forte perché nega di fatto tutte le sciocchezze secondo cui l’omosessualità è una scelta. Si tratta di un fatto legato alla natura di una persona che, con l’età adulta, verrà fuori. L’adulto protagonista del brano dice al ragazzino di accettarsi con autoironia, la difesa più grande che abbiamo. Riguardo ai toni goliardici, quasi come se si trattasse di una presa in giro, in realtà metto me stesso nel pezzo quindi posso permettermelo. A questo aggiungo che, se avessi fatto una canzone contro l’omofobia, molti avrebbero detto sono d’accordo con il testo però poi non credo che avrebbero veramente apprezzato il brano. In verità, io ritengo che questo pezzo abbia reso un servizio ancora maggiore al messaggio che volevo trasmettere. Alcuni hanno anche sostenuto che io volessi far passare un messaggio secondo cui tutti i gay siano così come li descrivo in questo brano. Primo: Anche se fosse?  Quel ragazzino effeminato non merita di essere accettato? Secondo: Non è vero. Non ho mai detto che questa storia rappresenta tutti. Io racconto una storia e, proprio chi dice questo, parte dal presupposto che esista qualcosa per rappresentare tutti. Siamo diversi, tutti meritiamo di essere rispettati, io ho scelto un aspetto di questa diversità e ho raccontato quello.

Immanuel Casto

Immanuel Casto

Alla fine cerchi l’amore…

Sì, molti brani parlano d’amore e questa per me è la più grossa novità. Un esempio è “Male al cubo”, un brano che nelle strofe si propone con cinismo per poi riscattarsi nel ritornello; mai come nel dolore incrociamo noi stessi per cui nulla è veramente perduto.

Il brano “Rosso, oro e nero” con i Soviet Soviet è molto diverso dagli altri

 Sì, in effetti è così. Si tratta di uno dei due adattamenti. L’originale è  un pezzo tedesco e ho voluto realizzarlo per omaggiare la mia storia con un tedesco.  Anche questa, di fatto, è una canzone d’amore, è capitato un po’ a tutti di stare una persona con cui si faceva fatica ad essere felici.

 Immancabile la collaborazione con Romina Falconi

Assolutamente! Ormai siamo veramente legatissimi. Ogni tanto l’accuso di essere una dolce Pollyanna. Se, per esempio, sto frequentando una persona ed è evidente che stia andando tutto male, lei interpreta sempre tutto in chiave positiva.

Perché avete scelto di duettare in “Horror Vacui”?

Non ricordo come è nato, stavamo parlando e avevamo deciso di collaborare in questo pezzo. Io ho scritto le mie parti, lei ha scritto le sue e, insieme, abbiamo scritto i ritornelli. Tra tutti i nostri duetti, il brano è più vicino al suo “Eyeliner” o al mio “Sognando Cracovia”.

“Alphabet of Love” si conclude in modo esilarante…

Ci stava! L’autoironia salverà il mondo!

Sesso, sangue e soldi sono ancora i protagonisti della cronaca e dell’intrattenimento?

Le tre S sono sempre attuali.

Il primo titolo provvisorio del disco era “Disco Dildo”, perché l’hai cambiato?

Il cambiamento è stato dettato dal fatto che non volevamo avere problemi legati alla distribuzione del disco ma è stata una beffa perché poi abbiamo avuto difficoltà con i firmacopie nelle grandi catene ed eccoci qua a parlare in un sexy shop. In realtà sono comunque contento di averlo intitolato “The Pink album” perché era la prima idea che avevo ma soprattutto perché forse “Disco Dildo” avrebbe eclissato i contenuti più emotivi dell’album.

E i richiami al “White album” dei Beatles e al “Black album” dei Metallica?

Anche in questo caso spero che la gente percepisca l’ironia della cosa. I riferimenti culturali sono molto forti ma il mi rosa è un sorriso da affiancare alle icone.

Tra i tanti progetti paralleli alla musica c’è il gioco di carte “Squillo”. Un successo che non conosce sosta…

Si tratta di una fantastica avventura. Dopo aver concluso “La trilogia del piacere” ( “Deluxe Edition”, “Bordello d’Oriente” e “Marchettari sprovveduti”), iniziamo un nuovo capitolo con “Time travels” in cui andiamo a scoprire la prostituzione nelle varie epoche della storia. Si parte con l’Antica Grecia di Satiri e Baccanti, il tema è molto divertente e le stupende illustrazioni sono realizzate da Jacopo Camagni, in arte Dronio, che lavora anche per la Marvel. La cosa divertente è che quando ci si stancherà delle proprie squillo le si potrà anche vendere come schiave o ci si potrà appellare all’Oracolo per richiedere l’intervento dei vari dei.

Immanuel Casto

Immanuel Casto

E la biografia in uscita il prossimo 2 ottobre?

Il titolo è “Tutti su di me”, l’ho proposto io e sono contentissimo di questo volume perché il curatore Max Ribaric ha realizzato un lavoro molto accurato. Sono stati recuperati tutti i miei post sul sito e sui social per una ricostruzione storica dettagliata e che non perde mai di vista l’ironia. Leggendo il libro, mi sono divertito ed emozionato, si tratta di un bel modo per scoprire tutto il mio percorso.

Hai collaborazioni in mente?

Ci sono dei progetti in testa ma ancora non so a quali di questi mi dedicherò.

Hai mai pensato ad un palcoscenico come quello di Sanremo?

Sì, certo. Mi piacerebbe, è un tentativo che si fa e, come molti artisti fanno, si prova diverse volte prima di riuscire ad avere questa occasione. Sanremo è  probabilmente l’unico contesto istituzionale che mi interesserebbe per dare uno schiaffo in faccia all’ipocrisia.

Quali sono i tuoi interessi?

Fondamentalmente sono un nerd. Le mie passioni sono principalmente i giochi, naturalmente c’è la musica, poi ci sono le serie tv e la lettura.

Alla luce del grande rinnovamento presente nel nuovo album, apporterai cambiamenti anche all’interno del nuovo tour?

In verità continuerò sulla linea del tour precedente quindi  avrò grande cura e attenzione per i dettagli, a livello musicale avrò un batterista elettronico che suonerà dal vivo, ci saranno ovviamente dei visuals grafici realizzati da me per ogni video, le coreografie, una nuova corista e non mancheranno svariate guest stars come  Romina Falconi, Soviet Soviet e Tying Tiffany.

Raffaella Sbrescia

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 Video: “Da grande fr**io”

IMMANUEL CASTO firmerà le copie del disco e incontrerà i fan anche sabato 26 settembre a Roma alla Ludoteca TORA STORE (Via dei Galla e Sidama, 57 – ore 16.30),domenica 27 settembre Bologna alla Galleria Ono (Via Santa Margherita, 10), sabato 3 ottobre a Bologna al RED durante il party di gay.it, venerdì 9 ottobre a Torino alla Libreria Luxemburg.

 

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