Umbria Jazz 2017: dal tributo a Zappa alla rilettura di Gillespie passando per Jacob Collier

Umbria Jazz 2017

Umbria Jazz 2017

Il quinto giorno ad Umbria Jazz è ricco di appuntamenti e piacevolmente impegnativo. Si parte con l’evento di mezzogiorno, presso la sala Podiani della Galleria Nazionale Umbra. Location di alto prestigio, per una rassegna di alto livello, in linea con il contesto, tanto per qualità quanto per affinità artistica. Vincent Peirani e G. Emile Parisien, duo di giovani interpreti e compositori, dà vita ad un concerto per sax e fisarmonica, che propone, con l’utilizzo arrangiamenti eleganti, sofisticati e ricchi di pathos un percorso attraverso la tradizione musicale d’oltralpe, di ogni periodo e genere. Il risultato è visibilmente efficace: pubblico rapito e standing ovation finale ripetuta per ben due volte, a richiamare i due musicisti sul palco, stanchissimi, madidi di sudore, ma emozionati almeno quanto il pubblico. “Belle Epoque” il titolo del CD, che ci sentiamo di consigliare, anche se, per la fisicità che caratterizza il modo interpretativo dei due francesi, la vera efficacia d’impatto riteniamo sia nel live. Chiunque si trovasse a passare per Perugia, non lesini comunque dal partecipare ad uno degli eventi della sala Podiani, e dal visitare la galleria Nazionale, che contiene numerosi e insospettabili tesori dell’arte italiana dal 1300 al 1500. Talmente significativi, da dare la sensazione di percorrere il libro di testo di Storia dell’Arte del secondo anno di liceo in dimensione “3D”: qualcosa di imperdibile.

Umbria Jazz 2017

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Alle 17, al Morlacchi va in scena un tributo a Zappa del tutto particolare e prestigioso. Riccardo Fassi, grande estimatore dell’originale e geniale musicista, icona di una generazione di “rottura”, tanto provocatore da poter essere solo amato od odiato, suonava Zappa quando ancora il tributo a Zappa non era previsto. Dopo la morte, due anni dopo, incise “Plays the Music of Frank Zappa”, e fu uno dei primissimi omaggi a Zappa. Questo progetto viene riproposto oggi, con il coinvolgimento di numerosi elementi e del cantante di Zappa, Napoleon Murphy Broock, entusiasta dell’iniziativa, a giudicare dall’energia che, ultrasettantenne, profonde nella sua performance.
L’emozione è molta, per chi, come me, ha amato Zappa quando aveva 15 anni, e quindicenne si sente tornare, mentre si susseguono i brani più significativi della produzione zappiana. Sofa, Peaches in regalia, Muffin Man, Florentine Pogen, (canzone d’amore in 7/4, come solo Zappa poteva partorire), riecheggiano nelle orecchie, e quel gruppo di “diversamente giovani” musicisti è calato nel ruolo, al punto che sembra essere tornato anche lui all’epoca adolescenziale. Napoleon “scoppietta”, vivace e teatrale, e, che dire…..la voce è quella dei vinili. Chiudere gli occhi ed avere la conferma di essere appartenuti ad una generazione musicalmente davvero molto fortunata. Con Zappa si entra in una dimensione più marcatamente Jazz, e si arriva preparati all’appuntamento in santa Giuliana, con Enrico Rava prima e Fabrizio Bosso poi. La serata della tromba. Rava, con Tomatsz Stanko e parte dei rispettivi collaboratori, si confrontano in un “duello” musicale, dai tratti “duri e puri”, jazzisticamente parlando, e non nascondiamo che, per quanto amanti del genere, l’impegno d’ascolto è notevole. Il jazz è qualcosa di sconfinato, proprio nella sua definizione concettuale. Però nella sua accezione pura può essere ben individuato nella performance dei due artisti, che si protrae per un’ora e mezza e mette a dura prova i padiglioni auricolari di una platea probabilmente solo in piccola parte tecnicamente preparata ad accoglierla.

Umbria Jazz 2017

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Diverso è il discorso per il lavoro di Bosso, che con l’orchestra di Paolo Silvestri dà vita ad una rilettura di Dizzy Gillespie, di cui ricorre il centenario della nascita, e presentata in anteprima all’Umbria Jazz. Qui la musica cambia, si rianima, prende ritmo e vigore, in una dimensione orchestrale molto familiare a Gillespie. L’affiatamento di Bosso e Silvestri è evidente, il lavoro piacevole, il feedback decisamente positivo.
Si corre al Morlacchi per Jacob Collier. Il giovane Jazzista fu l’ospite rivelazione della scorsa edizione, e si ripropone in una formula scenicamente non molto diversa, ma più vicina ad una dimensione blues. Se di blues si può parlare per un folletto irrequieto, che salta da uno strumento all’altro con l’agilità di una scimmia, chiuso nella sua dimensione musicale autocentrata, ma al momento stesso estremamente comunicativo e versatile. Personalmente ho preferito il lavoro dello scorso anno. pur riconoscendo molto talento a Collier, cosa che non è sfuggita nemmeno a Quincy Jones, uno tra i primi a scoprire il giovane musicista, che lo ha voluto per una collaborazione proprio nei giorni scorsi. Collier ha sicuramente un pregio: quello di essere molto apprezzato dal pubblico più giovane, che si identifica nella sua dimensione comunicativa multimediale. Ed in tal senso il messaggio che passa è indiscutibilmente positivo, trattandosi di musica comunque ad altissimo livello, con il pregio di accattivarsi una buona fetta di auditorium under 21. La giornata comincia classica e densa di pathos e si conclude elettronica e multimediale. Una giornata intensamente piacevole, come solo Umbria Jazz sa inventarne.

R.G.

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Umbria Jazz 2017

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Umbria Jazz: giorno quattro. Il trionfo delle signore con Ladies e Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz 2017 - Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz 2017 – Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz quarto giorno. Giornata relativamente poco “impegnativa”, quella di ieri a Perugia, a causa della cancellazione del concerto previsto per la mezzanotte al teatro Morlacchi che avrebbe visto la partecipazione della Lydian Sound Orchestra in “Sempre Monk”, omaggio reso a Thelonious Monk, nel centenario della nascita.

Giornata comunque importante, perché ha visto il “trionfo” del jazz in rosa.

Due eventi a succedersi sul palco dell’Arena Santa Giuliana, di altissimo livello: Ladies e Dee Dee Bridgewater in “Memphis”.

Il Jazz, ad eccezione delle “voci”, è sempre stato considerato un territorio “maschile”. Di donne al sax, al contrabbasso, al clarinetto o alla tromba, al trombone se ne sono viste poche nel corso della storia del jazz. Diverso il discorso per le pianiste, ma il pianoforte è uno strumento che fa corpo e storia a sè.

Umbria Jazz 2017 - Ladies

Umbria Jazz 2017 – Ladies

Ladies , con la sua manifesta volontà di interpretare al femminile un territorio “maschio” per definizione, presenta una formazione di talentuose “soliste”, internazionali e “cosmopolite” che, con un vigore che nulla ha da invidiare ai colleghi uomini, ma una grazia ed un’eleganza tanto “fisica”, quanto musicale che molti colleghi uomini potrebbero loro invidiare, offrono nell’arco di un’oretta e mezza un repertorio di classici originalmente e laboriosamente arrangiati e reinterpretati, attirando l’attenzione del pubblico della Santa Giuliana e strappando non pochi applausi a “scena aperta”. Un progetto impegnativo, anche perché le “Signore in Jazz” non indulgono in superficialità, sono molto “serie” e tecnicamente preparatissime, e rappresentano sicuramente una gradita sorpresa che speriamo sia precorritrice di altre iniziative del genere. Un sax tra le mani di una donna vestita in rosso, ha già suonato, ancor prima che ci si soffi dentro.
Una menzione meritata quindi per le componenti del gruppo:
Renée Rosnes al pianoforte, Nariko Ueda al contrabbasso, Allison Miller alla batteria, Ingrid Jensen alla tromba, Anat Cohen al clarinetto, Melissa Aldana al sax, e la meravigliosa voce di Cécile McLarin Salvant.

A seguire, ed attesissima, Dee dee Bridgewaters e la sua band, rigorosamente nera, rigorosamente “classica”, che sembra uscita da un documentario anni ’40, con tanto di coriste formose, pianista eccentrico, coreografia da grande blues.

Dee Dee Bridgewaters si esibì all’Umbria Jazz alla prima edizione, quella del 1973. E da allora è spesso tornata a calcarne le scene, sempre accolta con una familiarità ed un calore che si riservano a chi viene considerato “di casa”.

Umbria Jazz 2017 - Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz 2017 – Dee Dee Bridgewater

La quasi settantenne voce graffiante ed elegante del jazz, erede di Billy Holiday, di cui si rende magistrale interprete, vincitrice di Sanremo, insieme ai Pooh, ambasciatrice della FAO, dedica la sua esibizione alla musica di Memphis, e, senza risparmiarsi, coinvolge un’arena, appena reduce da un ascolto quasi ipnotico, in un vortice di energia, battiti di mani, lunghi discorsi perfettamente comprensibili anche da chi, come me, di inglese mastica poco, duetti entusiasmanti, blues & soul come se non ci fosse un domani. E, difatti, supera abbondantemente gli orari cui l’Arena è abituata, protraendo fino a ben oltre la mezzanotte il suo spettacolo, con un pubblico adorante raccolto sotto il palco a farle festa. Che forse di strumentiste il jazz nel corso della storia ne ha viste poche, ma le voci restano un ambito privilegiatamente femminile.

Un concerto di quelli che si ricordano.

R.G.

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Umbria Jazz 2017 - Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz 2017 – Dee Dee Bridgewater

Umbria Jazz 2017 - Ladies

Umbria Jazz 2017 – Ladies

Umbria Jazz 2017 - Ladies

Umbria Jazz 2017 – Ladies

Umbria Jazz 2017 - Ladies

Umbria Jazz 2017 – Ladies

Umbria Jazz 2017 - Ladies

Umbria Jazz 2017 – Ladies

 

 

Umbria Jazz 2017: a spasso con Lettuce, Jamie Cullum, Paolo Fresu e Uri Caine

Umbria Jazz 2017- Jamie Cullum

Umbria Jazz 2017- Jamie Cullum

Secondo giorno perugino. Sono di scena molti eventi degni di menzione. C’è da dire che lo sono quasi tutti, in questa festosa manifestazione, che proprio di recente si è visto riconosciuto dalla Camera il diritto al sostegno, in quanto “festival di interesse nazionale”. Con tardiva attenzione, sosteniamo noi, ma tant’è, l’importante è arrivarci. Alle 17 al teatro Morlacchi, Cristiana Pegoraro e Danilo Rea Duo. Due pianisti con diverse ma altrettanto intense sensibilità artistiche ed interpretative, alle prese con un variegato repertorio che spazia dalla musica classica Barocca al jazz più tecnico, dalle melodie partenopee al tango argentino. A riprova del fatto che dove c’è talento e capacità tecnica, le barriere di “genere” si polverizzano, ed il dialogo diventa forza espressiva.

L’appuntamento in Arena santa Giuliana è con due eventi musicali di forte impatto qualitativo: I Lettuce e Jamie Cullum.

I Lettuce, band formatasi a Boston nel 1992, esponente del funky più tecnico e raffinato, che si esibisce in un intenso e ritmico concerto, caratterizzato per lo più da cadenze riff elaborate a maglie molto strette e nucleo centrale dei singoli brani. Importante il sostegno dato dalla batteria e dal basso elettrico, vigorosi ed “ordinati” i fiati. Nell’insieme qualcosa di sicuramente molto buono, destinato prevalentemente ad un pubblico appassionato del genere.

E’ poi la volta di Jamie Cullum, e la musica cambia completamente aspetto.

Artista britannico, pianista e compositore, nonché cantante di notevole caratura, Cullum inizia la sua carriera molto giovane. a soli 20 anni incide il suo primo disco. 500 copie che oggi fanno parte delle “rarità da amatore”, ricercatissime dai collezionisti.
Ha poi lavorato ovunque. Dalle navi da crociera ai matrimoni, non disdegnando nulla di quanto di buono la musica praticata tra la gente può portare con sé. E sicuramente da artista “pop” è il suo approccio con il pubblico dell’Arena, già nel far comunicare che non avrà problemi di alcun genere ad essere fotografato e ripreso. E questo ben dispone le persone presenti, facendo crollare immediatamente quel velo quasi impalpabile ma fortemente “filtrante” che caratterizza sovente le esibizioni da un palco così fisicamente definito ed imponente.
Nessuna soggezione, quindi, e subito un “tuffo” tra la folla; un tuffo artistico, cui farà seguito, a fine concerto, un tuffo fisico che metterà non poco in difficoltà il personale della security, ma che costituirà un elemento di definitivo apprezzamento non solo musicale, ma soprattutto umano. Che non è poco per un artista che sicuramente ha da dire la sua in ambito jazz e blues, come dimostrerà durante l’articolata ed apprezzatissima performance.

Un insieme di brani tratti dal proprio repertorio discografico, interpretati da vero front man di lunga esperienza, con tanto di salti su e giù dal pianoforte, coinvolgimento fisico e somatico, grande valenza vocale, tante note strutturate e complesse da spendere, all’insegna della massima semplificazione d’impatto. Come a dire “sono complicati, questo blues e questo jazz, ma state tranquilli: con me vi arriveranno diretti al cuore”.

Un paio di cover di notevolissimo rispetto, tra cui “Blackbird” , subito riconosciuta ed applaudita calorosamente dalla platea, tanto entusiasmo e tanta qualità. E tantissima simpatia, come quando ferma gentilmente il battito di mano dell’arena, durante l’esecuzione del brano ” Don’t Stop The Music”, per dare vita ad un virtuosismo “gigionesco”, percuotendo vano armonico e corde del piano in un assolo che manda decisamente in delirio il pubblico. Insomma, generosità dispensata a piene mani, e con un calore assolutamente mediterraneo. Pubblico che sul finale si ammassa sotto il palco, felice di accogliere il caloroso Jamie tra sé, e tanto di “Happy Birthday” con cinque minuti di protagonismo per Barbara, che compie gli anni alla mezzanotte. Dedica presumibilmente richiesta, e affettuosamente assecondata.

Che dire? Che ne vorremmo tutti i giorni di esibizioni così.

Umbria Jazz 2017 - Paolo Fresu

Umbria Jazz 2017 – Paolo Fresu

Quindi è veramente con moltissimo rammarico che non attendiamo il bis, ma ci precipitiamo verso il Morlacchi, prima che la folla invada le scale mobili ospitate nella suggestiva Rocca Paolina (e questo è un altro punto a favore della manifestazione di Perugia: lo stupore per il bello, che ogni momento si rinnova), dove ci aspettano Paolo Fresu e Uri Caine, reduci dalla pubblicazione del loro terzo album in duo “Two Minuettos”, registrato a Milano al Teatro dell’Elfo dal vivo, durante tre serate tematiche dedicate una alla musica classica e barocca, una alla popmusic nazionale ed internazionale, ed una alle sonorità più ortodossamente songbook americane, definite “standard”. Un percorso gentilmente e signorilmente condotto da Fresu, come è nel suo stile che oramai ben conosciamo, e che tanto ce lo rendono gradito, mentre attraversa i vari generi codificati, passando con estrema agilità dall’uno all’altro, senza soluzione di continuità. Commovente l’omaggio a Lauzi e Mia Martini, reso tramite l’esecuzione di “Almeno tu nell’universo”, che termina con una nota trattenuta per oltre un minuto dall’eccellente Paolo, fino a quando proprio il fiato non regge più. C’è veramente da dire che la classe non è acqua, e l’eleganza è la caratteristica più peculiare di questo gentleman del Jazz italiano, sempre disponibile e sorridente. Una sorta di continuità, anche oggi come ieri, con quanto visto in Arena.

Umbria Jazz 2017

Umbria Jazz 2017

Ma Perugia non è solo Arena e Morlacchi. E’ anche molto altro. E’, ad esempio, corso Vannucci, animato da artisti di strada dalle 11 del mattino, quando partono i Funk Off, storica band di Vicchio, capitanata da Dario Cecchini, quest’anno “Marxiano” nell’aspetto, dietro la foltissima barba bianca, a quando incappiamo in una piacevolissima mezz’ora di intrattenimento di cui si rende protagonista la band Accordi & Disaccordi. che propone, oltre ad un brano di Fred Buscaglione notissimo al pubblico, “Guarda che luna”, scaturito dalle corde più passionali e romantiche del rude Fred tornato Ferdinando, una bella contaminazione tra swing e opera, con la voce perfetta della mezzosoprano Chiara Osella calatissima nel ruolo di una Carmen ribelle, all’inseguimento del “L’oiseau” più celebre del mondo. Qualcosa di diverso, di piacevole, ed, anche qui, di estremamente accessibile.
Giro di cappello, e poco importa se dieci giorni prima eri con artisti di fama internazionale su un palco forse considerato da alcuni ben più prestigioso della strada.

Il bello di questa manifestazione resta il rapporto diretto con il pubblico, cui non si sottrae nessuno dei partecipanti. E questo è importante, un messaggio di forte significato, in un mondo che purtroppo, anche suo malgrado, per molti aspetti, diventa ogni giorno più diffidente nei confronti del prossimo.

R.G.

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Umbria Jazz 2017

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Ritratti da Perugia. L’Umbria Jazz 2017 al via con Kraftwerk e Gianluca Petrella trio

Umbria Jazz 2017 - Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk

Per il terzo anno consecutivo siamo qui a Perugia per raccontare un evento storico della musica in Italia. l’Umbria Jazz è un Festival che ha una tradizione ultra quarantennale, e che, nel corso del tempo, ha assecondato le tendenze di ascolto, proponendo sempre eventi di altissima qualità, tanto musicale quanto “spettacolare”, senza scostarsi però sostanzialmente dalle sue origini, che affondano le radici nel Jazz. Un percorso al passo con i tempi, quello che dal 1973 ad oggi ha caratterizzato questa manifestazione, dall’esordio dei Wheather Report in Italia, all’esibizione di apertura di ieri sera dei precursori della Techno Music, i Kraftwerk all’Arena Santa Giuliana, per il solo concerto estivo previsto in Italia.
Nella location dedicata agli eventi di maggiore richiamo, dal rock al jazz, alla musica elettronica, al pop, il numeroso pubblico, dotato di occhialini 3D, ha potuto assistere a due ore abbondanti di spettacolo ipnotico e magico, tra immagini vissute dall’interno, e musica elettronica ad altissimo contenuto espressivo. Un’opera d’arte “totale”, sicuramente un’esperienza coinvolgente oltre l’ascolto “tout court”, come si deve ad un certo genere musicale che più di altri basa la propria efficacia su un abbandono senza preclusioni, e senza “concettualismi”. Anche se poi la musica dei Kraftwerk concettuale lo è, eccome. Ma l’impatto arriva efficace e “deflagrato”, non come un’esplosione ma come una pioggia di scintille, dopo l’esplosione. Probabilmente anche per l’effetto accattivante e coinvolgente del 3D. Autoprodotti e “rivoluzionari” per i loro traghettamenti elettronici e la sperimentazione musicale “robotica”, sicuramente sono stati i creatori della “colonna sonora” del 2000. Quando il 2000, nell’immaginario collettivo, era rappresentato da una immensa “odissea nello spazio”, e una terrificante “fuga da New York”.

Umbria Jazz 2017 - Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk

Suggestioni visive, fatte di sfondi creativi, ora “metallici”, ora “sintetici”, ora “algoritmici”, ora commoventi nella rievocazione storica in cui proiettano lo spettatore, in pieno Tour de France, o nel “melò retrò” della cinematografia degli anni 20.
Insomma, due ore e mezzo di musica dalla quale ci allontaniamo a fatica per raggiungere il Morlacchi. Dove un ottimo e sempre coinvolgente Gianluca Petrella in Trio dà vita ad una sessione musicale in linea con quanto già visto in arena. Note Jazz a profusione dall’ “imbuto” di un fiato vissuto con passionalità fisica, contaminate garbatamente con l’elettronica e con una ritmica e una sonorizzazione “new age”, ma sapientemente miscelate, a comporre nell’insieme un progetto molto gradevole. Sicuramente per padiglioni auricolari molto raffinati, e scevro della suggestione immaginifica dei Kraftwerk, ma comunque capace di far viaggiare l’ascoltatore in dimensioni che, pur partendo da “concettualismi”, traghettano in un mondo magico ed evanescente.

Umbria Jazz 2017 - Gianluca Petrella

Il tutto in una Perugia blindata, quest’anno. E lo stridere di queste barriere è forte. Perché la musica, almeno quella, non dovrebbe avere confini. Ma nella musica e nel suo potere assoluto crediamo. E se un futuro di contaminazione positiva potrà esserci, sarà nella dimensione sonora contaminativa. il Jazz per come nasce, appunto: che da sempre tenta di unire le persone e non e non di dividerle.

Quest’anno lo scenario della kermesse perugina si alimenta di tre anniversari speciali: la nascita di Thelonius Monk, di Ella Fitzgerald e Dizzy Gillepsie, cui verranno dedicati concerti appositi.

Altri personaggi omaggiati dal festival, Celia Cruz, George Gerswin il cantautorato italiano, tra cui Tenco, l’intramontabile e immenso Frank Zappa, il passionale Astor Piazzolla, e Gil Evans.

Vi terremo aggiornati quotidianamente da questo piccolo e modesto “diario di bordo di un mozzo da ponte”

R.G.

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Umbria Jazz 2017 - Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk

Dv
Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk
Umbria Jazz 2017 - Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 - Kraftwerk

Umbria Jazz 2017 – Kraftwerk

 

 

Scriverò il tuo nome live: il secondo round di Francesco Renga

Francesco Renga live @ Mediolanum Forum - Milano

Francesco Renga live @ Mediolanum Forum – Milano

Dopo il grande successo dei live del 2016, il 5 maggio Francesco Renga è ripartito in tour dal Mediolanum Forum di Assago (MI) con “SCRIVERO’ IL TUO NOME Live nei Palasport”, dove tutto è iniziato lo scorso 15 ottobre con un debutto sold out in prevendita. Dopo la data milanese, il tour (organizzato da F&P Group) proseguirà con altri cinque concerti nei principali Palasport italiani, toccando città dove Francesco si esibirà per la prima volta per raggiungere e riabbracciare tutti i suoi fan: il 16 maggio sarà al Palapartenope di Napoli, il 18 maggio al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 20 maggio al Pala Alpitour di Torino e il 22 maggio alla Unipol Arena di Bologna. Inoltre, il 6 giugno Francesco Renga sarà tra gli artisti premiati ai prossimi Wind Music Awards 2017 che si terranno a Verona.

Nel corso dei prossimi live ci sarà la partecipazione di Elodie, con cui Francesco Renga proporrà live il brano “Così Diversa”, mentre a Firenze e Bologna per l’occasione saranno ospiti l’amico Giorgio Panariello e il cantautore Luca Carboni.

Il nome dell’amore è il centro di tutto e diventa leit motiv dello show che si svolge su un main stage A e su uno stage B che Francesco definisce “sala prove”, dedicato esclusivamente a un set acustico più intimo. Quasi 40 brani per più di due ore di live in cui Francesco Renga mette la sua voce al servizio delle parole e delle melodie. Alle sue spalle si alternano immagini di vita, istantanee, lancette che scandiscono il tempo e contributi live.

Durante il concerto sarà possibile riascoltare i più grandi successi che hanno reso Francesco Renga uno degli artisti italiani più apprezzati dal pubblico e i brani di SCRIVERÒ IL TUO NOME LIVE (Sony Music), il primo album live di Francesco Renga uscito il 28 aprile, che contiene 16 grandi successi e tre brani inediti: “NUOVA LUCE”, “NON PASSA MAI” e “COSI’ DIVERSA” Feat. Elodie.

Montaggio live:

La band che accompagnerà Francesco Renga è composta da Fulvio Arnoldi alla chitarra acustica/tastiere, Vincenzo Messina al piano/tastiere, Stefano Brandoni ed Heggy Vezzano alle chitarre, Phil Mer alla batteria e Gabriele Cannarozzo al basso.

I concerti nei palasport anticipano il tour estivo, che vedrà Francesco Renga esibirsi nelle location più prestigiose d’Italia (Brescia, Roma, Udine, Villafranca, Cremona, Genova, Forte dei Marmi, San Pancrazio Salentino, Trani e Taormina).

Per informazioni: www.fepgroup.it e www.francescorenga.it.

Drab Majesty live a Salerno. Le foto

Direttamente da Los Angeles i Drab Majesty.

Video: The Demonstration

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Drab Majesty - Terzo Tempo Village - Anna Vilardi

Drab Majesty – Terzo Tempo Village – Anna Vilardi

 

Cold Cave: le foto del concerto di Salerno

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

In attesa di ascoltarli al Magnolia di Milano, i Cold Cave di Wesley Eisold si sono esibiti al Terzo Tempo Village, Località Lenza di Sotto, San Mango Piemonte Salerno in una delle loro 6 date italiane. La creatura del carismatico leader, unanimemente riconosciuto come uno dei musicisti più influenti della scena dark wave internazionale nonché poeta e autore per la Heartworm Press, rappresenta l’occasione perfetta per calarsi in un’atmosfera intrisa di darkwave, noise e synthpop. Quattro album, due compilation, oltre venti tra EP, singoli, remix e innumerevoli tour mondiali ed europei hanno tratto linfa vitale dalle liriche dark, pensierose e pulsanti di Eisold che ha fatto dell’oscurità e dell’ermetismo la propria cifra stilistica.

Photogallery a cura di: Anna Vilardi

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

 

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

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Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

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Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

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Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

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Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

 

Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

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Cold Cave live at "Terzo Tempo Village" San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

Cold Cave live at “Terzo Tempo Village” San Mango Piemonte (Salerno) ph Anna Vilardi

 

 

 

Apriti cielo tour: in viaggio tra le latitudini con Mannarino

Alessandro Mannarino - Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

Alessandro Mannarino – Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

Il 2017 è l’anno di Alessandro Mannarino, sempre più sovrano del palcoscenico. A poche ore dalla seconda delle tre date milanesi del suo ultimo “Apriti Cielo Tour”, ci si ritrova a fare un entusiastico bilancio di un concerto pensato come un lungo, coloratissimo e travolgente viaggio carnascialesco. Mettendo insieme i tasselli più importanti dei quattro album che compongono la sua discografia, Mannarino ha messo in piedi le trame di una storia, quella di un’umanità che fugge: dalla tristezza, dal dolore, dalle sconfitte. Per farlo si fa accompagnare dalle voci di Azzurra, Ylenia e Simona Sciacca e da una spettacolare band di nove elementi composta da Puccio Panettieri, Alessandro Chimenti, Giovanni Risitano, Paolo Ceccarelli, Niccolò Pagani, Mauro Menegazzi, Renato Vecchio, Antonino Vitali e dal noto percussionista brasiliano Mauro Refosco. Destreggiandosi con maestria e carisma in un carnevale di anime controverse, Mannarino cerca di restituire valore e dignità agli ultimi. Come? Attraverso il rifiuto di arrendersi, lo stesso raccomandatogli dall’affezionatissimo nonno, indimenticabile maestro di vita per il cantautore romano.

Alessandro Mannarino - Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

Alessandro Mannarino – Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

In un mondo sempre più disseminato di muri e barriere, la musica di Mannarino è concepita per unire, per demolire preconcetti, etichette e frontiere. E così, tra i quadri di una scenografia fatta di ruote dentate e cieli trapuntati di stelle, si va dai pagliacci, prostitute e barboni del “Bar della rabbia” alle donne forti di “Supersantos” passando per la rottura degli schemi proposta in “Al Monte” fino alla dimensione liberatoria di “Apriti cielo”. Ispirandosi ai ritmi del Brasile e del Sud America, Mannarino ritrova Gilberto Gil, Vinicius De Moraes, Chico Buarque ma non dimentica la potenza evocativa del folk nostrano dando vita ad una irresistibile bolgia multietnica. Tra percussioni, guitalele, banjio, chitarra portoghese, ronroco, chitarra classica, cavaquinho, sitar, fisarmonica, ma anche fiati come sax, tromba, flicorno, flauti indiani, shalumeau e duduk armeno, Mannarino si muove con grazia e naturalezza conquistandosi, meritatamente, gli applausi scroscianti di gente di tutte le età in grado di ritrovarsi nell’universale voglia di verace autenticità.

Raffaella Sbrescia

Alessandro Mannarino - Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

Alessandro Mannarino – Apriti Cielo tour ph Maria Luisa Avella

Scaletta

Apriti Cielo

Roma

L’Impero

Deija

Osso di Seppia

Gandhi

Babalù

La strega e il diamante

Maddalena

Signorina

Vivo

Gli Animali

Elisir d’Amor

Arca di Noè

Quando l’amore se ne va

Statte Zitta

Le rane

Merlo rosso

Me sò m’briacato

Tevere Grand Hotel

Serenata Lacrimosa

Scetate Vajò

Un’estate

Bar della Rabbia

Marilù

Vivere la vita

Daiana Lou: la favola ricomincia

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

“Uscire da X factor? E’ stato difficile. Difficile rendere conto a chi ci aveva votato, difficile rinunciare all’occasione di successo. Difficile attirarsi addosso tanti sguardi e tante critiche.
Però, quando ci siamo resi conto che fare musica non era più qualcosa che ci faceva stare bene, un divertimento, ma diventava fonte di malessere, beh, abbiamo deciso. Siamo artisti di strada, e vogliamo restarlo. Perché la strada è un bel confronto, un impatto, fonte di ispirazione, luogo di libera espressione”.

Questo i Daiana Lou hanno spiegato all’Auditorium di Roma in occasione di un entusiasmante sold out che li ha visti protagonisti di una serata vibrante ed intensa, ricca di musica espressa con autentico coinvolgimento. Solo due giorni fa è uscito il loro primo singolo, Sober, e il pubblico romano non ha tradito i due artisti facendo registrare un tutto esaurito al teatro studio dell’Auditorium di Roma. Se il sound del duo usa molti ingredienti, dalla psichedelia, al punk melodico, alla ritmica un po’ più accentuata, al Rhythm and blues, la figura di Daiana, la fa sicuramente da protagonista, con il suo look accattivante (abiti studiati appositamente per lei, come le grandi star), una voce versatile e potente, che un poco ricorda quella di Antonella Ruggiero negli anni d’oro, interpretazioni intense e colorate. E un rollane garbato ma presente. Alla chitarra il sostegno musicale di Luca, anch’esso coinvolto ed espressivo, fa da spina dorsale a tutte le interpretazioni, alternando momenti di rock deciso a fraseggi unplugged.

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Gli artisti di strada, si sa, sono geniali, e si portano tutto dietro. Daiana percuote il fodero della chitarra, usandolo come strumento acustico, e sicuramente la strumentazione disposta sul palco non è la strumentazione canonica del contesto musicale capitolino. Eppure l’originalità dei Daiana Lou consiste anche in questo. Accurata la scenografia, curata dai ragazzi dell’Istituto superiore di fotografia, con cui è stato un piacere relazionarsi, e che hanno realizzato per la coppia di giovani artisti, filmati di qualità.

Una bella serata, piacevole anche per padiglioni auricolari digiuni delle sonorità della coppia, che ha divertito ed incantato. A tratti hanno ricordato i primi Eurithmics, e con questa suggestione visiva, auguriamo loro un meritato successo, fuori dai talent perché il talento, questa giovane coppia, lo ha nella musica e nell’anima.

Live report e photogallery a cura di: Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

 

Sorrento Incontra…Alice. Le foto del concerto

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

Nell’ambito della nona edizione della rassegna “M’Illumino d’Inverno – Sorrento Incontra”, che da novembre a gennaio ha proposto appuntamenti con grandi nomi della musica internazionale, lo scorso 21 gennaio la cantante Alice,  artista di grande valore e figura unica della musica italiana che proprio di recente ha accompagnato Franco Battiato in un tour di grande successo, è stata protagonista di una suggestiva serata al Teatro Tasso. L’incontro si è suddiviso in due parti comprensive di un’intervista condotta da Federico Vacalebre (giornalista de “Il Mattino”) e di un breve concerto. Ad accompagnare Alice sul palco, Carlo Guaitoli (pianoforte e tastiere) e Antonello D’Urso (chitarre e programmazioni).

Photogallery a cura di: Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

Alice live @ Teatro Tasso – Sorrento ph Anna Vilardi

 

Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

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Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

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Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

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Alice live @ Teatro Tasso - Sorrento ph Anna Vilardi

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