Fatti sentire: Laura Pausini presenta il nuovo album. Com’è? E’lei

Laura Pausini

Il ritorno di Laura Pausini

“Fatti sentire” è un invito che voglio fare a me e a chi ascolta la mia musica, un invito a essere coraggiosi ad andare avanti senza avere paura dei pregiudizi. Lo dico io che sono continuamente giudicata e spesso ho sofferto di questo tentando di proteggermi facendo il possibile per piacere a chi mi giudicava male. In questi 25 anni ho cercato di essere coraggiosa anche nei momenti in cui non lo ero”. Tante volte mi è stato detto che sono coraggiosa ma appena scendo dal palco, mi bastano cinque gradini per farmi diventare piccola, fragile e insicura. “Fatti sentire” è una cosa che mi viene da dire quando sono sul palco. Abbiamo una sola vita, una sola occasione e io ho scelto di essere contenta di me stessa, esattamente così come sono.

La scelta delle canzoni
Le canzoni che sono nel disco sono molto diverse tra loro, si passa da una ballad, a un reggaeton a un pop americano tendente al funky. Il disco è il mio 13esimo in italiano, il 12esimo in spagnolo, nasce dalle parole, non è autobiografico ma sono stata felice di cantare queste canzoni in un momento inaspettato. I tempi per fare uscire un album li conosciamo tutti, io stessa credevo di tornare all’inizio del 2019 ma, ad un tratto, nel giro di un mese e mezzo, avevo già tutte le canzoni che volevo cantare, ho chiamato Marco Alboni, presidente di Warner Music Italy e gli ho detto che ero pronta anche se lui non era d’accordo. Gli ho chiesto di venire a casa mia a sentire le canzoni che avevo con me, un po’ in veste di loro protettrice, non volevo aspettare il periodo in cui si vende di più. Avevo voglia di cantarle adesso, magari tra otto mesi non mi sentirò più così. Volevo combattere per loro.

In questo periodo mi sento protagonista di una fase nuova, mi sembra di ricominciare daccapo, finalmente farò promozione in programmi televisivi nuovi con conduttori che non conosco. Anche con le canzoni mi sono comportata in un modo diverso, le ho scelte senza sapere chi le avesse scritte, ho chiesto alla mia manager di inviarmele via mail solo con il titolo ma senza il nome dell’autore. La verità è che mi lascio facilmente influenzare, ho fatto una selezione di 40 brani, lasciandomi colpire da quelle che mi smuovono a livello fisico e che fanno muovere il mio braccio destro.
Il brano in inglese “No river is wilder” è rimasto così perchè mi piace molto interpretarlo, si tratta di un brano un po’ sofisticato dal punto di vista vocale, mi piace sentirmi sfidata.

Tutte le canzoni in tracklist hanno un comune denominatore: il protagonista è sempre qualcuno che si trova di fronte a una scelta, in qualche modo deve farsi sentire. Sono storiie molto diverse l’una dall’altra. Posso dire che questo è il mio disco più vario di sempre.

Musica da produrre e da conoscere

Oltre a produrre musica, sono anche un’appassionata fruitrice, sono attenta al modo in cui lavorano i miei colleghi d’oltreoceano e sono curiosa di come si sia diffusa la tendenza a fare uscire diversi brani prima di pubblicare il disco vero e proprio.
Amo il supporto fisico anche se il digitale va molto più veloce mi aspettassi, voglio imparare ad amare questo modo di conoscere e vivere la musica. Non voglio fare quella della vecchia scuola. La musica urbana va per la maggiore, nel ’93 c’erano tante ballads, tante persone dicevano “che palle” ora, invece, soprattutto in Sud America sono percepite come qualcosa di molto chic. Un prodotto popolare non è per forza scarso, nel mio disco ho voluto inserire il mio secondo brano reggaeton, il primo è stato “Innamorata” di Lorenzo Jovanotti nel disco “Simili”. Non è scritta da un colombiano, è una roba diversa, nata per omaggiare il fatto che per sei mesi all’anno vivo lì. Non posso dimenticare questo fatto, l’attitudine latina fa parte del mio essere e su certi aspetti i latini sono molto simili ai romagnoli, sono molto veraci. La canzone è divertente, di solito faccio fatica a scegliere brani divertenti non sono riuscita a trovare il modo per inserire un allure leggera nelle mie ballads. In genere ci sono temi profondi difatti anche in “Marco se n’è andato” il tema era la solitudine.

Pausini (Julian Hargreaves)

Il tour mondiale inizia al Circo Massimo

Quando Ferdinando Salzano mi ha proposto di aprire il tour al Circo Massimo, sono stata subito felicissima ed entusiasta poi dopo circa 15 giorni ho iniziato ad avere paura e a sentire il peso della responsabilità e il timore di non riempire uno spazio così prestigioso. Ora che sono arrivati i numeri dei biglietti venduti mi sento molto più tranquilla, neanche immaginavo potesse essere possibile che venisse proposto di esibirsi lì a un cantante italiano. Inizialmente la data era solo una ma, francamente, pensando al fatto che tanti miei fan hanno ormai la mia età e hanno figli, mi sentivo in colpa a farli venire in un posto stando in piedi, coi bimbi in braccio e senza vedere nulla. Pensando a questo, gli avrei detto io stessa di restare a casa.

Spazio agli autori del disco

Sono felice di invitare gli autori del disco a sentirsi liberi di venire ad aprire i miei concerti. Virginio Simonelli, Edwin Roberts, Niccolo Agliardi, Giulia Anania, Enrico Nigiotti, Daniel Vuletic, Joseph Carta. Gli autori non sono solo tali, sono interpreti e hanno all’attivo i loro progetti e sarò felice di dare loro lo spazio che meritano.

“Fatti sentire 1/2″
Non ci stavano tutte dentro, non mi andava di farne uscire 20 in Italia e 14 in America, non so come e quando e come uscirà ma so che questo disco ha delle parole che devono continuare. Non ho ancora registrato i brani ma ho i demo, vorrei che si facessero sentire.

Nuovi singoli in arrivo

Il prossimo singolo sarà “Frasi a metà” di Agliardi. In America sta girando invece un remix molto particolare in pieno stile latino con una produzione di Sergio George arricchita da un featuring con Gente De Zona, duo di salsa reggaeton. La diversità sta nel fatto che invece di prendere una canzone e ricantarla, hanno voluto fare un intervento molto più importante entrando nella canzone con testo e musica. Abbiamo fatto qualcosa di nuovo che francamente non avevo ancora mai sentito. Anche se l’arrangiamento è stato molto particolare non mi sono sentita snaturalizzata. A questo proposito sono molto felice di annunciarvi che tra due settimane terrò finalmente un concerto a Cuba, aspettavo da tempo questa occasione.

Laura Pausini

La retorica del femminismo

In questi ultimi anni la figura della donna ha ottenuto molto a fronte del proprio merito. In ogni caso non sono una femminista, non mi piace mettermi dentro una categoria, cerco di apprendere soprattutto quello che riguarda la dimensione umana. Se una ha persona ha del valore, uomo o donna che sia, è giusto che gli venga riconosciuto.

Corde vocali tricolori

Il mio rapporto con l’Italia è fondamentale, quando vado in America canto per lo più in spagnolo ma non con un altro repertorio. C’è sempre Italia nelle mie canzoni, le mie corde vocali sono tricolori, si sentono più comode con quelle note lì. Ovunque io vada sarò sempre “desde Italia”.

“Francesca” (Piccola aliena)

Francesca è la mia nipotina, figlia di mia cugina Roberta. La bambina è morta a tre anni, vittima di una rara malattia genetica (sindrome da deiezione ip36). Sua madre ha scritto una favola e mi ha chiesto di cantarla. Con l’aiuto di Daniel, sempre capace di intuire il tipo di sensibilità necessaria per narrare queste mie cose personali, ho voluto raccontare questa storia anche per sensibilizzare le persone riguardo il fatto che i genitori che perdono i propri figli hanno bisogno di essere aiutate. L’associazione con cui collabora Francesca si chiama “Bimbo tu”.

Scaletta work in progress
Ormai comincio ad avere tante canzoni in repertorio. L’unica che davvero non mi piace è “Cani e gatti” presente nel mio secondo disco. Ricordo che l’abbiamo scritta in mezz’ora allo studio Sant’Anna e non c’era nemmeno il testo. Mi piacerebbe fare 13 concerti e cantare in ogni concerto un disco. Sto buttando giù la scaletta ma è davvero molto difficile, molti fan mi dicono che non vogliono più i medley e le canzoni più famose. Per questo motivo voglio presentare un po’ di canzoni che fanno parte di questo nuovo disco.
Quest’anno non ci saranno ballerini, voglio che la musica sia l’unica vera protagonista. Non si tratta di un percorso dei miei 25 anni di carrriera anche se alla fine lo è. Non riuscirò a fare un concerto di 3 ore, sembrerebbe troppo anche a me. Mi sto guardando in giro alla ricerca di nuove idee tecnologiche, qualcosa che possa essere all’altezza delle aspettative del pubblico. Chi viene da me, viene per conoscere un repertorio ma deve avere anche qualcosa di speciale da guardare.

Il canto dopo 25 anni di carriera.

Più serie e profonde sono le mie canzoni, più vado fuori di testa. Non vedo l’ora che la gente le ascolti. La canzone più difficile da cantare è stata “Nuevo”: pur avendo poche note, per me che sono abituata a cantare ad alto volume e che quando mi gaso spingo, è stato difficile adattarmi all’attitudine di questo nuovo ritmo e cercare di sussurrare. Il prossimo singolo comunque sarà “Frasi a metà”, un brano pop rock che rispecchia il mio mood attuale. Uno dei pochi brani autobiografici, dedicato a una persona che conosco, avevo bisogno di sfogarmi.

Raffaella Sbrescia

Video:

Jethro Tull live a Roma: a spasso nel tempo in un crescendo virtuoso

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“I vostri saggi non sanno cosa si prova a sentirsi scemi come come mattoni”
Era un must imperdibile questo ritornello, una trentina di anni fa. Quando, nel panorama del progressive più articolato e ben congegnato, i Jethro Tull ponevano le loro pietre miliari. Scozzese l’anima in kilt del loro leader Ian, britannica la raffinatezza del sound, maschio e denso di struttura musicale.
Naturalmente all’Auditorium decidi che valga la pena non perderseli, e ci vai, per quel sold out programmato alle otto di sera. Ha inizio una cena tra “anziani”, con il vecchio folletto saltellante, oramai calvo e del tutto normalizzato nell’aspetto, tra il pubblico romano che ancora arriva con i propri tempi. Che qui, alle nostre latitudini, le otto di sera sono l’ora della merenda.
Forse per questo l’incipit è tiepido, e su “locomotive breath”, un poco il sospetto che non sarà il concerto che ti aspetti ti sfiora. “Quel” corpus storico della band si è oramai perso, e giovani musicisti supportano il maturo Anderson, non più scoppiettante come ai tempi del kilt. E così attraverso le note della Bourrée, Living in the Past, Heavy Horses, Wind-Up, John O’Hara alle tastiere, David Goodier al basso, Florian Opahle alla chitarra, Scott Hammond alla batteria portano a termine un primo atto musicale che riecheggia più nel cuore a dire il vero che nelle orecchie. Anche perché, c’è da dire, questi concerti andrebbero vissuti sotto un palco e non di fronte ad un palco. Una pausa di 10 minuti, e la musica ricomincia, ma con note ben più elettrizzanti. Aqualung, e il pubblico rumoreggia divertito ad un assolo di chitarra a dir poco entusiasmante, uno Ian che sembra una molla, un crescendo di ritmo virtuoso, una struttura scheletrica imponente. Il Flauto, la vera arma vincente, volteggia in aria, accattiva gli sguardi e le orecchie, brilla dei riflessi della luce ben calibrata dell’Auditorium, e la Santa Cecilia Esplode.
Continua con il meglio della produzione del gruppo, questa meravigliosa perla musicale, e si conclude con Thick as a Brick, pubblico in delirio, standing ovation, e quella bella sensazione di essere appartenuti ad un’epoca musicale unica ed irripetibile.
Peccato per chi è venuto dopo, peccato per chi non c’era.
Avete mai immaginato cosa si provi ad essere “tosti” come mattoni? (quel brick che gioca sul bisticcio fonetico e si trasforma in “prick”). Chiedetelo al tosto Ian, che lascia il palco divertito anche lui, con la freschezza del barbuto trentenne che, molti anni fa fu tra i precursori di un genere che diede una nuova veste alla più bella musica classica di tutti i tempi, rendendola, se possibile, ancora più affascinante.

Roberta Gioberti

Primo Maggio Roma: le riflessioni del giorno dopo

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

Come ci si sente nel giorno del Primo Maggio in Italia? Quali sono i sentimenti e i pensieri che provano a farsi largo nella testa nel giorno in cui appare in maniera tanto, troppo vistosa la condizione di totale incertezza e precariato in cui siamo piombati ormai da anni? Ho provato a chiedermelo tutto il giorno. Ho provato a chiedermelo fin dal momento in cui mi sono alzata alle 5.45 per andare proprio a lavorare e ho continuato a farlo, come faccio ogni giorno, per tutto il giorno. Ad oggi, in Italia, non abbiamo proprio niente da festeggiare, i diritti sono sempre più un miraggio lontano, un ideale perduto. Le tutele dei lavoratori o aspiranti tali sono sempre meno e chi prova a tenerselo stretto un lavoro, è costretto a tenere la bocca chiusa in nome di una quotidianità sempre più priva di qualunque certezza. In un contesto umorale come quello appena descritto, si alternano in Italia manifestazioni, più o meno rilevanti, che vorrebbero ancora comunicarci dei messaggi ed esortarci a credere nel futuro. Tra tutte c’è il famoso “Concertone del Primo Maggio” a Roma che, per l’edizione 2017, ha visto tutto lo staff di iCompany e Massimo Bonelli impegnato a cercare di svecchiare un po’ tutto il programma. L’intenzione era quella di individuare le realtà musicali che nell’ultimo anno sono riuscite a conquistare l’interesse del pubblico attraverso dei contenuti di rilevanza socio-culturale e, sebbene nella pratica ci siano state diverse incongruenze, è importante evidenziare lo sforzo produttivo in un momento storico che invoglia a fare esattamente l’opposto. Sono stati in tanti a spalmare cemento sui cantanti ospiti sul palco di Piazza San Giovanni, altrettanto numerosi coloro che hanno sottolineato che il vero Primo Maggio è quello di Taranto ma la verità è che ormai è diventato troppo facile gettare fango sul prossimo. Certo, sono stati in pochi a spendere parole realmente significative e sensate dall’alto di quel palco: su tutti mi sento di mettere in evidenza il maestro Edoardo Bennato che, nella sua essenza di rocker, ha spiegato in maniera precisa e puntuale, lo stato delle cose nel nostro Paese, anche a dispetto della pubblicità mandata dalla Rai proprio durante la sua esibizione. I più contestati sul web sono stati i ragazzi de Lo Stato Sociale che, a dirla tutta, si sono resi protagonisti di un’esibizione troppo spettacolarizzata, a fronte di diverse imperfezioni tecniche. Deludente anche l’esibizione degli Ex –Otago e Luci della Centrale Elettrica per grossi problemi di intonazione. I riscontri migliori sono stati ottenuti da artisti come Bombino, Motta, Brunori Sas ed Ermal Meta, capaci di farsi strada nel cuore del pubblico solo con la forza delle loro parole. Discorso a parte per Francesco Gabbani, ormai artista dell’anno. Nonostante la sua ferma scelta di non entrare in discorsi politici, la sua “Occidentali’s Karma” ha un testo in grado di fotografare in modo arguto e intelligente il modus vivendi che ci ha portato alla deriva. Apprezzatissimi anche gli Editors, sfumati dalla tv e quindi molto penalizzati i Public Service Broadcasting sul palco romano in chiusura di concerto. Aldilà dei giudizi facili e delle congetture, il ragionamento che rimane da fare a luci spente è capire cosa riescono a lasciarci eventi come questo, cosa riesce a comunicarci la musica, come può aiutarci a trovare un barlume di speranza in un contesto politico, economico e sociale sempre più arido, sterile e incurante degli interessi dei più giovani. L’Italia ha bisogno di un nuovo slancio culturale, di un movimento di rivoluzione che parta proprio da chi, sentendosi sopraffatto dal sistema, ha rinunciato a lottare per i propri diritti e per il proprio futuro.

Raffaella Sbrescia

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

Primo Maggio 2017 Roma ph PixellmusicPrimo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

 

Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

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Primo Maggio 2017 Roma ph Pixellmusic

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Soundz for Children: Gegè Telesforo chiama amici e colleghi a raccolta per i più piccini

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Una serata allegra, divertente, leggera, ma non per questo priva di impegno, quella che si è tenuta il 5 aprile scorso nella sala Petrassi dell’Auditorium di Roma, curata dal frizzante Gegé Telesfono e dedicata al progetto Soundz for Children, di cui l’artista è anche creatore e promotore. Il progetto si pone come obiettivo quello di rimuovere gli ostacoli socio culturali che sono da impedimento allo sviluppo psicologico e fisico dei bambini, attraverso la musica.
Patrocinato dall’Unicef, il progetto, ampiamente illustrato da Telesforo nel corso della serata, ha avuto il supporto vocale e musicale di artisti di prim’ordine. Alfonso Deidda, Seby Burgio, Fratello Joseph, Dario Panza e Joanna Teters hanno affiancato il celebre vocalist durante il corso della serata che ha visto alternarsi sul palco ospiti del calibro di Greta Panettieri, Dario Deidda, Max Ionata, Giovanna Famulari, Dario Rossi e la P-Funking Marchin Band.

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

Una serata piena di sorrisi, allegria e coinvolgimento, a riprova del fatto che, come sostiene Gegé, «La musica è gioia, sfogo, canalizzazione di energie verso il mondo, l’unica forma di ‘aggressività’ connotata da dolcezza e armonia; la musica è stata la mia salvezza, e oggi è la mia terapia. Si tratta di un canale universale di comunicazione e di integrazione, che supera ogni barriera culturale e linguistica, politica e religiosa, favorendo l’integrazione dei bambini perché influenza positivamente l’acquisizione linguistica anche senza l’intervento verbale. Crea un insieme in cui tuttipossono riconoscersi, sperimentarsi, divertirsi, anche in un contesto sociale a rischio».

Soundz for Children - Roma

Soundz for Children – Roma

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Soundz for Children – Roma

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Soundz for Children - Roma

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Soundz for Children - Roma

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Soundz for Children - Roma

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Daiana Lou: la favola ricomincia

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

“Uscire da X factor? E’ stato difficile. Difficile rendere conto a chi ci aveva votato, difficile rinunciare all’occasione di successo. Difficile attirarsi addosso tanti sguardi e tante critiche.
Però, quando ci siamo resi conto che fare musica non era più qualcosa che ci faceva stare bene, un divertimento, ma diventava fonte di malessere, beh, abbiamo deciso. Siamo artisti di strada, e vogliamo restarlo. Perché la strada è un bel confronto, un impatto, fonte di ispirazione, luogo di libera espressione”.

Questo i Daiana Lou hanno spiegato all’Auditorium di Roma in occasione di un entusiasmante sold out che li ha visti protagonisti di una serata vibrante ed intensa, ricca di musica espressa con autentico coinvolgimento. Solo due giorni fa è uscito il loro primo singolo, Sober, e il pubblico romano non ha tradito i due artisti facendo registrare un tutto esaurito al teatro studio dell’Auditorium di Roma. Se il sound del duo usa molti ingredienti, dalla psichedelia, al punk melodico, alla ritmica un po’ più accentuata, al Rhythm and blues, la figura di Daiana, la fa sicuramente da protagonista, con il suo look accattivante (abiti studiati appositamente per lei, come le grandi star), una voce versatile e potente, che un poco ricorda quella di Antonella Ruggiero negli anni d’oro, interpretazioni intense e colorate. E un rollane garbato ma presente. Alla chitarra il sostegno musicale di Luca, anch’esso coinvolto ed espressivo, fa da spina dorsale a tutte le interpretazioni, alternando momenti di rock deciso a fraseggi unplugged.

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Gli artisti di strada, si sa, sono geniali, e si portano tutto dietro. Daiana percuote il fodero della chitarra, usandolo come strumento acustico, e sicuramente la strumentazione disposta sul palco non è la strumentazione canonica del contesto musicale capitolino. Eppure l’originalità dei Daiana Lou consiste anche in questo. Accurata la scenografia, curata dai ragazzi dell’Istituto superiore di fotografia, con cui è stato un piacere relazionarsi, e che hanno realizzato per la coppia di giovani artisti, filmati di qualità.

Una bella serata, piacevole anche per padiglioni auricolari digiuni delle sonorità della coppia, che ha divertito ed incantato. A tratti hanno ricordato i primi Eurithmics, e con questa suggestione visiva, auguriamo loro un meritato successo, fuori dai talent perché il talento, questa giovane coppia, lo ha nella musica e nell’anima.

Live report e photogallery a cura di: Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

Daiana Lou live -Roma ph Maria Luisa Avella

 

 

Di canti e di storie: Squilibri Editore porta il folk d’autore all’Auditorium di Roma

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Immaginate un viaggio. Un viaggio fatto di racconti e musica. Un viaggio che parte da Sud, e risale la dorsale appenninica fino a Lugano. Un viaggio per racconto e strumenti, dove le favole, le leggende, le storie, spesso commoventi, storie di povertà, di ribellione di amore, si fondono in una musica che trae spunto dalla tradizione mediterranea, fino a virare al jazz.
Interpreti di una serata davvero emozionante all’Auditorium Parco della Musica di Roma, musicisti e voci d’eccezione ci conducono lungo le rive di un sentiero di racconti e ricordi, storie e commozioni. Storie che conosciamo, storie che non abbiamo mai conosciuto e che scopriamo come se ci raccontassero una favola per la prima volta.
Oppure storie recenti, più vicine a noi. Storie di ribellione e di gente comune. L’incipit, dopo l’introduzione appassionata della interpretazione in lingua napoletana assolutamente peculiare ed unica di Canio Loguercio, è “Lavorare con lentezza”. Qualcosa di contemporaneo, quindi, ma pur sempre storia nella storia, storia di una generazione vicina e distante, che per prima ha valorizzato la tradizione della musica popolare italiana fino a farla assurgere ai palchi più prestigiosi: a rappresentarla con autorevolezza, Piero Brega, Sara Modigliani (Canzoniere del Lazio).

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Una trama montata da Alessandro D’Alessandro, con il suo organetto e la sua orchestrazione, che nulla lascia al caso, e coordina con determinazione e garbo un insieme di musicisti di eccezione, a partire dal socio “vibbrione” Canio Lo Guercio a seguire con Andrea Satta e i Tete de Bois, sempre attuali con le loro note modernamente poetiche, i Micrologus, che rirpopongono la suggetione della zampogna,, un entusiasmante e bellissimo Riccardo Tesi, un verace Peppe Voltarelli, e i suoni delicati della chitarra di Sylvie Genovese.
Poi, Lei. Quella che secondo il mio modesto parere è la più bella e suggestiva voce del popolare italiano: Lucilla Galeazzi. Regina indiscussa del genere e non solo, nel suo vestito rosso fiammante, ci regala un paio di brani del suo personale repertorio, tratto dal progetto “Bella Ciao”.
Ma quando, chitarra alla mano, intona le note di “Addio Lugano bella”, beh, qualcuno in sala si commuove. E a ragione.

Un bello spettacolo, sala piena ed attenta, molte emozioni.

Una produzione Squilibri Editore, che ci auguriamo entri, con il merito adeguato, tra i partners della Fondazione Musica per Roma, in una collaborazione che non potrà che arricchire la proposta musicale rivolta al pubblico capitolino.

Live report e photogallery a cura di: Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

 

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica - Roma ph Maria Luisa Avella

Di canti e di storie @ Auditorium Parco della Musica – Roma ph Maria Luisa Avella

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Appunti musicali dal mondo”: l’arte pura di Tosca. Le foto del concerto a Roma

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

In un periodo storico in cui sempre più persone inneggiano alle divisioni, Tosca si oppone alla deriva socioculturale imperante con “Appunti musicali dal mondo”. Un concerto equiparabile ad un viaggio intorno al mondo, un esempio di arte pura da godere dall’inizio alla fine.

Tra intrecci sonori, abbracci linguistici, lontananze e assonanze, si sono alternati sul palco: il regista della musica Nicola Piovani che l’ha iniziata alla riscoperta delle radici musicali romane; il grande musicista e cultore musicale Gegè Telesforo, che ha conosciuto ai tempi del suo esordio televisivo a Doc condividendo insieme le tappe più importanti della sua gavetta nella banda di Renzo Arbore; Gabriele Mirabassi, con il quale ha in comune l’amore per la musica brasiliana; Joe Barbieri, da Tosca definito il suo corrispettivo  al maschile, autore di alcune delle sue canzoni più significative; Danilo Rea fuoriclasse che con le sue note al pianoforte dipinge ogni canzone; ed infine, l’amico e collaboratore di sempre, Germano Mazzocchetti, sua anima della musica teatrale.

La scaletta:

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Le foto sono a cura di: Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

Tosca & Friends in "Appunti musicali dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

Tosca & Friends in "Appunti musica dal mondo" - Roma ph Anna Vilardi

Tosca and Friends in “Appunti musicali dal mondo” – Roma ph Anna Vilardi

 

 

 

 

U2: annunciate le date del The Joshua Tree Tour 2017

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Live Nation ha annunciato oggi che gli U2 torneranno dal vivo in alcuni stadi con U2: The Joshua Tree Tour 2017, un tour che vuole celebrare il trentesimo anniversario dell’omonimo quinto album della band. Ogni concerto proporrà tutte le canzoni di The Joshua Tree, e avrà come supporto uno dei grandi “special guests” selezionati, Mumford & SonsOneRepublic e The Lumineers per il Nord America e Noel Gallagher’s High Flying Birds in Europa.

Pubblicato e acclamato in tutto il mondo il 9 marzo 1987, The Joshua Tree, che contiene le hit “With Or Without You”,“I Still Haven’t Found What I’m Looking For” e “Where The Streets Have No Name”, è stato il primo album degli U2 a raggiungere il primo posto negli Stati Uniti, dominando le classifiche di Regno Unito e Irlanda, e vendendo oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo, trasformando quindi Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr “… da eroi e superstar” (Rolling Stone). Il Time Magazine ha dedicato la copertina agli U2 nell’aprile 1987, proclamandoli “Rock’s Hottest Ticket” in un anno importante che ha segnato lo spostamento dei loro concerti dai palasport agli stadi, per poter accontentare la crescente richiesta di biglietti. Da quel momento sono diventati e sono tuttora una delle più grandi band live al mondo. I 12 mesi successivi sono stati leggendari: hanno girato il famoso video sul tetto di un negozio di alcolici a Los Angeles, che ha letteralmente bloccato il traffico e ha guadagnato un Grammy Award; hanno poi vinto un BRIT Award e due Grammy – tra cui Album dell’Anno (il primo di 22 ricevuti a oggi, che li rende la rock band con il maggior numero di riconoscimenti nella storia dei Grammy).

Il quinto album degli U2, The Joshua Tree, è prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois, e contiene il leggendario artwork che ha consolidato la carriera del fotografo e regista Anton Corbijn. L’album è stato registrato a Dublino, ai Windmill Lane Studios e Danesmoate, la casa che poi è diventata la dimora del bassista Adam Clayton.

“Sembra che siamo tonati al punto di partenza, al periodo in cui le canzoni di The Joshua Tree furono scritte, con disordini globali, partiti politici di estrema destra e alcuni dei più importanti diritti umani a rischio. Per celebrare l’album – visto che le canzoni sembrano così adatte a questi tempi – abbiamo deciso di fare questi concerti, ci pare il momento giusto. Non vediamo l’ora.” – The Edge

 “Recentemente ho riascoltato The Joshua Tree per la prima volta dopo quasi 30 anni… è come un’opera. Tante emozioni che sono stranamente attuali: l’amore, la perdita, i sogni spezzati, la ricerca dell’oblio, la polarizzazione… tutti i grandi temi… Ho cantato molte di queste canzoni diverse volte… ma mai tutte. Ne ho proprio voglia, se il nostro pubblico è eccitato come noi… sarà una serata grandiosa.” – Bono

 

“Accompagneremo gli U2 in qualche data del loro tour! È il trentesimo anniversario di The Joshua Tree – uno dei più grandi dischi mai pubblicati, a nostro parere, che sicuramente merita una degna celebrazione. È un album che ha rappresentato così tanto per ognuno di noi, e se c’è un album senza tempo, di sicuro è questo. Quindi quando i ragazzi ci hanno invitato a fare da supporto a qualche data del tour, è stato un onore accettare. Saranno delle belle serate…” – Mumford & Sons

“Mi ricordo quando facevo la cover di “One” nei bar di New York dieci anni fa, con Jer alla batteria. È cambiato tanto da allora ma di sicuro non avrei MAI immaginato che avremmo avuto l’opportunità di fare da supporto a un gruppo così storico, per il tour di un album così leggendario - The Joshua Tree. Le canzoni sono così senza tempo che è difficile pensare ad un tempo in cui non esistevano. Quel modo di scrivere canzoni è sempre stato il nostro obiettivo: scrivere brani che superano le generazioni. – Wesley Schultz, The Lumineers

The Joshua Tree è il primo album degli U2 che ho ascoltato, perché è uscito nel momento in cui ho iniziato a innamorarmi della musica da bambino… è l’album che mi ha fatto desiderare scrivere canzoni e fondare una band. Accompagnarli in questo tour sarà la più bella esperienza di una vita.” – Ryan Tedder, OneRepublic

Sarà un piacere e un onore dare il mio contributo a quello che tuttora è il più grande spettacolo al mondo.” – Noel Gallagher

Dopo il rivoluzionario iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour del 2015, U2: The Joshua Tree Tour 2017 segnerà il ritorno della band sui palchi degli stadi dopo il 360° Tour (2009-2011), il tour di maggiore successo nella storia, visto da oltre 7.3 milioni di fan in tutto il mondo.

U2: The Joshua Tree Tour 2017 partirà il 12 maggio da Vancouver e farà tappa in alcuni stadi del Nord America e dell’Europa, tra cui la primissima esibizione da headliner in un festival statunitense al Bonnaroo Music & Arts Festival, e un concerto nella loro Dublino, al Croke Park il 22 luglio. Una la tappa nel nostro paese, il 15 luglio allo Stadio Olimpico di Roma.

I biglietti per U2: The Joshua Tree Tour 2017 saranno in vendita da lunedì 16 gennaio in Irlanda, Regno Unito ed Europa (dalle 10:00 per l’Italia), e da martedì 17 gennaio in Canada e Stati Uniti. Come sempre, gli iscritti al Fan Club ufficiale degli U2 potranno accedere ad una prevendita esclusiva su U2.com da mercoledì 11 gennaio ore 9:00 a venerdì 13 gennaio ore 17:00(ora locale). Ci saranno biglietti di Prato in piedi e Tribune a sedere. Ci sarà un limite di acquisto di 4 biglietti per gli iscritti al fan club e di 6 biglietti per la vendita generale. In Nord America tutti i biglietti di prato saranno “paperless”, se non diversamente indicato.

U2: The Joshua Tree Tour è prodotto da Live Nation Global Touring. UPS è il fornitore Logistico Ufficiale del Tour.

Per calendario e info: www.u2.com e www.livenation.com

Tosca: Appunti Musicali Dal Mondo all’ Auditorium Parco della musica di Roma

Tosca ph Paolo Soriani

Tosca ph Paolo Soriani

 

E’ on line Il Porto, a mesma musica, il nuovo video di ToscaScritto da Ermanno Dodaro e Massimo Venturiello, il testo di questa canzone (contenuta nel suo ultimo disco Il suono della voce) riadattato dall’artista portoghese Maria Anadon, arriva oggi sul web. Le immagini sono le istantanee di un anno di concerti dell’artista in giro per il mondo. Si parte dalla Roma di Castel Sant’Angelo per arrivare ad Algeri, passando per Tindari e TunisiQuesta canzone è uno specchio della mia curiosità - spiega la cantante - è la melodia del mio pensiero. Il porto è una metafora, come l’inizio di ogni viaggio della vita, di ogni amore, di ogni esperienza. Ecco perché ho pensato di far rappresentare l’inizio di questo mio nuovo periodo artistico a questa canzone. “Artista marinara, artista libera”: conclude parafrasando un vecchio detto genovese “‘Popolo marinaro, popolo libero”.

La canzone fa parte del repertorio che eseguirà il 6 gennaio. Cantante, artista eclettica, ricercatrice musicale e sperimentatrice, venerdì Tosca torna sul palco dell’Auditorium Parco della musica di Roma per raccontarsi in un concerto-evento con tanti ospiti che, nel suo stesso nome, racchiude il senso dell’unicità della serata. Appunti Musicali dal Mondo: confini e sconfini del suono della voce è un progetto che mette il punto e ripercorre le tappe più significative del suo cammino artistico tra sperimentazioni, ricerca e nuovi arrangiamenti e che per la prima volta riunisce alcuni grandi artistinonché suoi eccezionali compagni nelle tappe fondamentali del suo viaggio musicale.

Tra intrecci sonori, abbracci linguistici, lontananze e assonanze, si alterneranno sul palco: il regista della musica Nicola Piovani che l’ha iniziata alla riscoperta delle radici musicali romane; il grande musicista e cultore musicale Gegè Telesforo, che ha conosciuto ai tempi del suo esordio televisivo a Doc condividendo insieme le tappe più importanti della sua gavetta nella banda di Renzo Arbore; Gabriele Mirabassi, con il quale ha in comune l’amore per la musica brasiliana; Joe Barbieri, da Tosca definito il suo corrispettivo  al maschile, autore di alcune delle sue canzoni più significative; Danilo Rea fuoriclasse che con le sue note al pianoforte dipinge ogni canzone; ed infine, l’amico e collaboratore di sempre, Germano Mazzocchetti, sua anima della musica teatrale.

Uno spettacolo di suoni e parole, poetico e vibrante, quasi un “racconto in musica” anche grazie al sapiente utilizzo di lingue molto lontane fra loro, che passa da un fado portoghese a la morna, da una canzone libanese a un tradizionale dei matrimoni Yiddish, da una ballata zingara fino ad approdare alle sponde italiane della musica d’autore e popolare, con uno straordinario omaggio alla canzone romana che da tempo Tosca valorizza oltre i confini laziali. Mi considero una discepola di Gabriella Ferri – racconta - e se faccio questo mestiere lo devo a lei.

Pezzi rari e melodie introvabili, contaminazioni con altre culture intrecciate alle nostre radici, in una serata che per l’occasione abbraccerà anche canti del Natale dal mondo insieme a grandi classici della tradizione italiana e canzoni dal suo repertorio come Il suono della voce, brano scritto da Ivano Fossati che dà il titolo al suo ultimo album.

Il tutto legato da un percorso drammaturgico attraverso le parole di grandi poeti del mondo, creato per l’occasione dal regista Massimo Venturiello.

Video: Il Porto

Parafrasando Pessoa – afferma Tosca - ‘in un momento di sbandamento politico e sociale la musica del popolo ti protegge perché ti fa appartenere, se vuoi’. La mia non è una ricerca filologica, ma una ricerca per affinità artistica dove potevo affondare anche le mie radici. È un’avventura nelle molte anime della canzoneHo scelto brani tra i viaggi che abitualmente faccio due o tre volte all’anno e quelli virtuali che ho compiuto in quasi venti anni di teatro e canzone. Mi sono fatta guidare dall’istinto, dalla bellezza delle canzoni che trovavo e che portavo via con me.

Attenta, appassionata e rigorosa, capace di trovare il giusto equilibrio tra audacia e misura, intensità interpretativa e genuina teatralità, nel tempo Tosca ha dimostrato di essere sempre meno prevedibile e in costante evoluzione. La nobile arte della canzone colta va curata, trattata e custodita, come fossero gioielli di famiglia – dice. E nella sua carriera vissuta tra concerti, teatro e collaborazioni illustri tra cui Ron, Dalla, Buarque, Zero, Morricone, l’artista è rimasta sempre fedele a se stessa; ha forgiato canzoni, lavorando sulla ricerca e sulle emozioni, cercando di trasmettere quel qualcosa in più che solo la musica sa dare.

Un corredo di esperienze disparate, da cui Tosca è riuscita a trarre stimoli sempre nuovi, e che l’hanno resa indiscutibilmente una delle personalità più prismatiche della canzone d’autore italiana, capace di dare vita a differenti “vite artistiche”. Ultima in ordine di tempo, quella di Officina delle arti Pier Paolo Pasoliniinnovativo Laboratorio di Alta Formazione del teatro, della canzone e del multimediale, culla di giovani artisti, un luogo di appartenenza che – conclude – forse può salvare i ragazzi da tante trappole mediatiche. Sono nipote di contadini emigranti, per me la musica e il teatro sono come una terra dove mettere un seme. E aspettare il raccolto… senza passare per OGM di alcun genere…solo tempo, talento e onesta!

Biglietti 20 euro + diritti di prevendita
Info 06-80241281 www.auditorium.com

TicketOnehttps://goo.gl/nfUbRv

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Edoardo De Angelis e Neri Marcorè in “Due amici dopo cena (tra chiacchiere e canzoni)”

De Angelis - Marcorè ph Roberta Gioberti

De Angelis – Marcorè ph Roberta Gioberti

Un concerto unplugged, due protagonisti “insoliti” nella loro unione, due percorsi che rappresentano l’uno la continuazione dell’altro, molte parole, molti ricordi, una bottiglia di vino……immaginate una serata intorno ad un focolare. Immaginate un racconto, che nasce negli anni ’70: il racconto di un cammino discografico.

Erano tempi in cui la musica si proponeva in tutto il suo splendore. Erano i tempi della ricerca, della rottura, dell’innovazione. Della necessità di comunicare, un disagio, un entusiasmo, una partecipazione, una lotta. Erano i tempi di una etichetta doc: l’RCA. I tempi del “Vincenzo” di Fortis,, erano i tempi dei cantautori.
I cantautori, fiumi di parole, spesso articolate su impianti musicali elementari. Che di quelle parole, che erano poesia, abbiamo fatto tesoro nella vita, e ancora siamo lì a ripetercele di tanto in tanto. A Roma erano soprattutto i tempi del Folkstudio. E di una ragazzina di tredici quattordici anni, adolescente, con la fortuna di avere un paio di cugini più grandi che se la dovevano portare dietro per forza. Erano i miei tempi, ero io. Che di quel locale ho ricordi che si avvicinano più alla favola che alla realtà. Ci si faceva musica, ce la facevano un ragazzo biondo barbutello, un altro moro con una gran massa di capelli e i Ray Ban, un giovane eccentrico e ermetico, un altro politicizzatissimo e impegnato…..insomma, tutti volevano suonare al Folkstudio.. Ci passò anche uno stonato assai, un americano…..componeva ballate. La leggenda vuole che non ci fossero più di una quindicina di persone ad ascoltarlo. Ma questa è la leggenda…..ed io non ero ancora nata.

De Angelis - Marcorè ph Roberta Gioberti

De Angelis – Marcorè ph Roberta Gioberti

Si chiamarono poi De Gregori, Venditti, Lolli, Gaetano, Guccini, Rosso…….Dylan.
Poi ci dicono che siamo vecchi e nostalgici. Puo’ essere. Ma se non avete mai avuto la possibilità di assistere in poco più di un pugno di persone ad una esibizione di De Paula, non potete capire.  Tutto era così semplice, così accessibile, così spontaneo. Tutto nasceva e ruotava intorno a queste due realtà, nella capitale. Tutto quello che riguardava la musica d’autore italiana. A riportarci a quei tempi, con i loro ricordi, che sono in parte i miei, Edoardo De Angelis e Neri Marcoré, che ci regalano uno spettacolo tutto da gustare silenziosamente, a piccoli sorsi.

De Angelis - Marcorè ph Roberta Gioberti

De Angelis – Marcorè ph Roberta Gioberti

Folkstudio, ma non solo. Lucio Dalla, Battisti, Endrigo, De André, Bennato (Edoardo), l’autorato più recente, qualche scivolone sul pop must, arricchito da tanta ironia interpretativa. E anche una carezza di napoletanità, omaggio esplicito ad una giovane, fresca e a noi cara interprete, Flo Cangiano. . Tre chitarre, un racconto e tante canzoni d’autore, riproposte in versione acustica, alcune quasi sussurrate. In attesa che questo percorso si trasformi in un album, dedicato da De Angelis all’interpretazione di brani di altri autori. Album prodotto da Francesco De Gregori, quasi a ricambiare il gesto del discografico e amico che ebbe fiducia in lui agli esordi, e a ragione. Il vino vuole rosso, ovviamente. E accompagna un piacevole e divertente itinerario da rivivere,ma soprattutto da scoprire. Un racconto per i giovani, un insieme di aneddoti e storia che, soprattutto a loro, a quelli appassionati di canzone d’autore, consigliamo di non perdere.

Grazie, De Angelis e Marcoré, per questo scampolo di storia dei nostri tempi.

Roberta Gioberti

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