Pop Heart tour: a spasso nel tempo con Giorgia. La recensione del concerto di Milano

GIORGIA - Pop Heart tour

GIORGIA – Pop Heart tour

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai lontani anni ‘90 ma la classe e l’energia di Giorgia restano immutati nel tempo. L’ho rivista lo scorso 6 maggio al Mediolanum Forum di Assago in occasione della prima delle due date milanesi del Pop Heart Tour e a dire il vero sorprende osservare come l’artista sia riuscita a mantenere intatto il proprio repertorio storico senza perdere la voglia di mettersi in gioco con grandi successi di suoi colleghi altrettanto apprezzati nella scena musicale italiana. In realtà Giorgia fa di pù e alza il tiro, così come aveva fatto nel suo album di cover “Pop Heart”, anche in questo tour la cantante si diverte a cimentarsi con i brani e gli artisti che ha amato di più, dagli esordi a oggi. Il risultato è uno show molto vario, ricco di momenti di grande intensità evocativa ma anche di incursioni electro-dance, blues, soul e jazz. Sulla carta avrete magari l’impressione che si tratti di una “caciara” musicale invece il file rouge su cui si imposta la scaletta è l’idea di viaggio nel tempo. Giorgia quindi veste i panni di una madrina d’eccezione, fasciata di luminescenti abiti Diori, disegnati per lei da Maria Grazia Chiuri.
A fare da garante a tutto lo spettacolo è l’unico elemento chiave che da sempre è il fortino di Giorgia: la sua incredibile voce. Ad accompagnarla c’è una band di importante spessore artistico: Sonny Thompson al basso, Mylious Johnson alla batteria, Jacopo Carlini al pianoforte, Fabio Visocchi alle tastiere e Anna Greta Giannotti alla chitarra. Nel coro Diana Winter e Andrea Faustini ai quali Giorgia lascia ampi spazi da protagonisti, testimoniando la generosa intenzione di offrire loro l’occasione di mettersi in luce. Ad arricchire lo show anche un DJ set a cura del batterista Mylious Johnson. Un discorso a parte va fatto per tutto ciò che concerne l’aspetto visuale e tecnologico: a capo del progetto c’è il compagno di Giorgia Emanuel Lo. Particolare attenzione è stata posta all’uso di suggestivi schermi che si spostano e si alternano creando forme e sipari virtuali che scandiscono le performance sia di Giorgia che della band.
Video: Giorgia canta “Come saprei”

Il live si apre con un’entrata a effetto: Giorgia compare al centro della scena, sola sul palcoscenico e infila subito una triade di cover senza prendere fiato: canta “Le tasche piene di sassi”, “Una storia importante”, “Gli ostacoli del cuore.
L’intento di Giorgia è unire gli animi di tutti attraverso immagini e ricordi speciali del passato e del recente presente. I momenti privati lasciano però spazio anche ad intermezzi divertenti e spensierati sopratutto quando a metà concerto il palco si trasforma in una vera e propria discoteca, il ritmo cresce e i laser popolano la scena in uno spettacolo di luci. Al centro dello show anche un momento club, in cui Giorgia ripercorre i suoi più grandi successi degli anni Novanta. Subito dopo l’artista ritorna alle cover ma stavolta si tratta di pietre miliari, quei brani che da ragazzina l’hanno forgiata per sempre quando ancora si esibiva nei club di Roma con la band di suo padre.
GIORGIA Pop Heart tour
Il momento più esilarante del concerto è stato invece quando sulle note di “Come neve”, più di metà pubblico ha confuso in penombra l’ingresso del corista Andrea Faustini con l’ipotesi che si potesse trattare di Marco Mengoni, fino alla sera precedente in scena proprio al Forum. Purtroppo si è trattato solo di una fugace illusione anche se un duetto live tra i due artisti sarebbe stato a dir poco magico.
Per i cavalli di battaglia “E poi”, “Come saprei”, “Strano il mio destino” Giorgia non lesina mai divertenti siparietti per introdurre i suoi brani più famosi, chi va spesso a vedere i suoi concerti però non avrà potuto fare a meno di constatare che si tratta ormai di una consuetudine piuttosto ripetitiva nei contenuti e se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Mancano in scaletta alcune perle dell’album “Oronero” ma almeno “Credo” e la titletrack sono sopravvissute all’invasione delle cover. Chiudono la serata due intense interpretazioni che sono particolarmente significative sia per Giorgia sia per chi ama la sua visione della musica, si tratta di “Anima” di Pino Daniele e “I will always love you” di Whitney Houston. Giorgia riveste le leggendarie canzoni con la sua voce potente e cristallina donando loro una veste leggiadra e fresca. Il risultato è un’esperienza di ascolto intensa, emozionante, a tratti sfidante ma sicuramente completa così come Giorgia riesce ad essere oltre il tempo e lo spazio.
 Raffaella Sbrescia
LA SCALETTA
01 – Le tasche piene di sassi
02 – Una storia importante
03 – Gli ostacoli del cuore
04 – Credo
05 – Scelgo ancora te
06 – Sweet dreams
07 – Quando una stella muore
08- È l’amore che conta
09 – Come neve
10 – Dune mosse
11 – I feel love
12 – Il mio giorno migliore
13 – La mia stanza
14 – Ain’t nobody
15 – E poi
16 – Come saprei
17 – Strano il mio destino
18 – Un amore da favola
19 – Girasole / Tradirefare
20 – Easy
21 – Di sole e d’azzurro
22 – Vivi davvero
23 – Stay
24 – Io tra tanti
25 – L’essenziale
26 – Oronero
27 – Anima
28 – Tu mi porti su
29. I will always love you

Aspettando il forum è stato bello sognare insieme a Ermal Meta al Live Music live

Ermal Meta live @Live Music Club -ph Andrea Brusa

Ermal Meta live @Live Music Club -ph Andrea Brusa

La favola di Ermal Meta la conosciamo bene. L’epopea dell’autore di prestigio che diventa cantautore di successo nazionale è nota a tutti così unanimi sono i consensi che l’artista ha collezionato negli ultimi anni. Il prossimo 20 aprile Ermal festeggerà il compleanno con un super party al Mediolanum Forum di Milano ma nel frattempo le prove generali si sono tenute nel piccolo Live Music Club di Trezzo sull’Adda.

La cornice dello show durato poco di due ore era costuita dai fan più accaniti e più fedeli dell’artista che hanno sfidato una copiosa pioggia e le impervie strade di provincia per cantare dalla prima all’ultima parola di canzoni che profumano di vita, verità e autenticità.

Ermal Meta ha concentrato tutto il concerto sulla musica: niente scenografia, niente parole in più oltre a quelle dei suoi successi. In scaletta ha inserito praticamente tutti i singoli senza escludere le meno note perle degli esordi. Stranisce l’assenza di “Odio le favole”, sorprende ed emoziona la presenza dello Gnu Quartet per una parentesi acustica di importante caratura artistica.

Video – Amara Terra Mia

Incorpora video

La forza dei brani di Ermal Meta sta in una vestibilità traversale, sia in veste elettrica che più scarnificata. Il comune denominatore sta nella vocalità del cantautore che, in questa speciale occasione, non si è davvero risparmiato nemmeno per un attimo. Alla chitarra, al pianoforte, in vocal solo, Ermal Meta ha saltato, si è inginocchiato, si è sdraiato sul palco mostrandosi in fulgida forma. Dopo decine di live in lungo e largo per la penisola, ha trovato il tempo, la voglia e il modo di inventarsi un tour teatrale, di stravolgere il proprio repertorio, di collaborare con altri artisti, di continuare a scrivere come in preda ad un flusso creativo che non poteva aspettare per palesarsi. Sarà strano pensare che dopo la fatidica data del 20 aprile ci sarà presumibilmente una lunga pausa per un artista come lui, affamato di musica e di studio.

Video:

E’ stato bello sognare insieme, lo è stato ancora di più festeggiare in modo intimo, privato e speciale un percorso luminoso e soprattutto meritato. AD MAIORA, Ermal e grazie.

Raffaella Sbrescia

Cosa fai questa notte tour: gli Ex-Otago al meglio della loro forma a Milano

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Chi non era al concerto degli Ex-Otago al Fabrique di Milano avrebbe semplicemente dovuto esserci. La data milanese del “Cosa fai questa notte tour” è stata veramente speciale. Le premesse in verità c’erano già tutte, il live prodotto da Magellano Concerti era sold-out da tempo ma è anche vero che di questi tempi un sold-out non implica un successo assicurato, anzi.
Qui invece la situazione è stata subito nitida e chiara dalle prime note, Maurizio Carucci e compagni avevano proprio voglia di rendersi protagonisti di una performance spumeggiante e al meglio della forma. In questo nuovo show c’è proprio tutta la loro essenza, senza esclusione di colpi. Ci sono i nuovi brani dell’album recentemente pubblicato “Corochinato”, ci sono le chicche degli esordi, le migliori gemme di “Marassi” e un originale omaggio a Fabrizio De Andrè con “Amore che vieni, amore che vai”.
Una notte con gli otaghi è un sali scendi emotivo, è una montagna russa in cui si diverte, ci si emoziona, si piange, si cazzeggia alla grande e si esce stravolti ma soddisfatti.
Video: Solo una canzone

Sul palco non è mancato nulla: dagli ottimi visuals di Carlo Zoratti, art director d’eccezione che ha curato la direzione artistica del concerto, agli abat jour portatili che hanno scandito i momenti acustici dello show: Carucci ha cantato “Costarica” al bar del Fabrique e una struggente versione di “Stai tranquillo” direttamente in mezzo al pubblico del parterre. Una scena davvero emozionante e carica di pathos. Una parentesi che ha creato una profonda empatia tra la band e il pubblico.
Super divertenti i mini dj set e le estemporanee otagate alla loop station, uno stage diving e qualche gavettone finale a completare il fotogramma di una serata pazza.
Quello che davvero piace degli Ex Otago è che sono completi, nelle loro canzoni non manca nè poesia né fancazzismo, né l’impegno, né l’autoironia. Si vede che si tratta di ragazzi con una tempra solida, che sanno cosa vuol dire fare arte ma anche vivere in maniera semplice. Il risultato pertanto è godibile e divertente. Avanti così, Otaghi, va tutto terribilmente bene.
Raffaella Sbrescia
Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Il tour prosegue a Senigallia (6/4), Bologna (9/4), Roma (10/4) e Bari (12/4). La band tornerà a Milano il 27 giugno prossimo per il Tuborg Open Fest (Ippodromo San Siro).
Video: Ex-Otago live @ Fabrique – Quando sono con te

Questa invece la scaletta
1. Questa notte
2. Le macchine che passano
3. Bambini
4. Giovani d’oggi
5. Torniamo a casa
6. Infinito
7. Gli occhi della Luna
8. Skit Capodanno  + Intro
9. La notte chiama
10. Intro + Tutto bene
11. Costa Rica
12. Stai tranquillo
13. Amore che vieni, amore che vai
14. Mare
15. La nostra pelle
16. Quando sono con te
BIS
17. Solo una canzone
18. Ci vuole molto coraggio
19. Cinghiali incazzati
20. Non molto lontano Rmx – Outro

Le Vibrazioni live al Forum di Assago: vent’anni di storia in tre ore di concerto.

Le Vibrazioni concerto Forum ph di SteBrovetto

Le Vibrazioni concerto Forum ph di SteBrovetto

Che cosa vuol dire portare il rock vecchia scuola sul palco del Mediolanum Forum e farlo per la prima volta a vent’anni di distanza dagli esordi? Francesco Sarcina, il chitarrista-tastierista Stefano Verderi, il bassista Marco Castellani e il batterista Alessandro Deidda alias Le Vibrazioni sono tornati in pista dopo tortuose vicissitudini personali e di gruppo e lo hanno fatto con un concerto evento al Forum di Assago. Un live della durata di circa 3 ore in cui hanno messo in chiaro di voler tornare a fare sul serio e in modo autentico. Niente scenografie, visuals, discorsi strappalacrime e luci a effetto; la sostanza è quello a cui fanno riferimento Sarcina e compagni.
Tante le prove prima del concerto, così come forte è stato l’impegno sul palco sebbene il gruppo abbia necessariamente bisogno di una continuità dal vivo per limare le imperfezioni rude-style che in più di un’occasione hanno lasciato piccole lacune alchemiche on stage. Ne è passata di strada da quel 25 ottobre 2012, quando il gruppo decideva di tirare i remi in barca, con la partecipazione al Festival di Sanremo prima e con il recentissimo singolo “Cambia” poi, in alta rotazione radiofonica, il gruppo ha rimesso insieme le tessere di una storia nata su fondamenta solide e con radici ben impiantate nel rock made in Italy.
Le Vibrazioni- Forum foto di SteBrovetto

Le Vibrazioni- Forum foto di SteBrovetto

A movimentare la festa, un ricco di parterre di ospiti: dalle nuove leve ai pezzi da novanta. I primi ad esibirsi sono i Ministri, protagonisti di un’energica versione di “Portami via”, giunge poi il turno di Enrico Nigiotti sulle note “Ogni giorno”, suggestivo il contributo del frontman dei Subsonica Samuel in “E se ne va”. Poco incisiva la resa di “Caramelle” live con Pierdavide Carone e Dear Jack decisamente sottotono rispetto agli standard della serata. Divertita e divertente la comparsa di Elio che ha suonato il flauto sulle note di “Ovunque andrò”. Infuocata in tutti i sensi la performance di Piero Pelù in “Aspettando” ma soprattutto nell’iconica “Toro Loco”. Pessima e fuori luogo l’interpretazione che Achille Lauro ha fatto del suo brano sanremese “Rolls Royce”. Il cantante ha steccato tutto il brano senza mai riuscire a riprenderne le fila. Un’occasione persa e una brutta figura plateale. Il merito va comunque a Le Vibrazioni per aver voluto coinvolgere sul palco sia amici storici che nuovi esponenti della realtà musicale contemporanea.
Il gran finale, come si sperava, è tutto dedicato ai grandi successi del gruppo: “Dedicato a te”, “In una notte d’estate”, “Vieni da me” è la triade d’oro. Il sipario cala sulle note di “Su un altro pianeta”. Il bilancio di questo live si può racchiudere in un messaggio preciso, vivo e vibrante proprio come Sarcina e compagni hanno voluto mostrarsi per dire che sono tornati e che in realtà erano sempre rimasti da qualche parte nel cuore dei romantici del rock.
 
Raffaella Sbrescia
La scaletta
Così sbagliato
Seta
Electrip
Raggio di sole
Dimmi
Insolita
Sono più sereno
Portami via (con i Ministri)
Se
Non mi pare abbastanza
Ogni giorno (con Enrico Nigiotti)
Angelica
L’ultima neve
Respiro
Caramelle (con Pierdavide Carone/Dear Jack)
Pensami così
Cambia
E se ne va (con Samuel)
Ovunque andrò (con Elio)
Sani Pensieri
The boogie
Aspettando (con Piero Pelù)
Toro Loco (con Piero Pelù)
Amore Zen
Rolls Royce (con Achille Lauro)
Drammaturgia
Bis
Dedicato a te
In una notte d’estate,
Vieni da me
Su un altro pianeta

Ligabue festeggia “Start” con un secret show all’Italghisa. Un nuovo inizio per Luciano

LIGABUE START

LIGABUE START

Il nuovo disco di Ligabue “Start” è uscito da poco più di una settimana ed è già in cima alle classifiche di vendita. Quale occasione migliore per decidere di festeggiare alla grande? E così è stato. Luciano Ligabue ha indetto una grande festa, in collaborazione con Spotify, per lo zoccolo duro del “Bar Mario” e per qualche decina di giornalisti con un concerto a porte chiuse che si è tenuto presso la discoteca Italghisa di Reggio Emilia, ovvero il luogo dove nel 1992 aveva inizio la sua carriera. Il concerto è stato esattamente come si propone di essere anche il disco: conciso, asciutto e diretto con dei messaggi chiari e senza dietrologie. L’energia primodiale di questo lavoro ha incontrato la produzione di Federico Nardelli, un giovane che conosciamo per averlo visto accostare a Galeffi e Gazzelle e che insieme a Ligabue, sceglie di restringere il campo e le sfumature sonore. Il live ne acquisisce compattezza, un modo di tenere il palco tirato e senza orpelli che piace e che mostra i “muscoli” di Ligabue e della sua storica band.

Ligabue - Italghisa ph Jarno Iotti

Ligabue – Italghisa ph Jarno Iotti

Questo nuovo inizio per Ligabue apre uno spiraglio sulla voglia di rimettersi in gioco, di cambiare penna e, perchè no, trovare nuovi spunti narrativi dopo circa 30 anni di grandissimi successi.
Ma torniamo al live all’Italghisa: due cose in particolare saltano all’occhio: i fans di Ligabue conoscono già a memoria tutti i brani di “Start” a meno di 10 giorni dall’uscita, Luciano incontra gli sguardi di ciascuno e nel suo volto c’è una inequivocabile espressione di gratitudine e rilassatezza, quella che sorge spontanea quando ci si trova a completo agio in un contesto familiare.

“Polvere di stelle”, “Quello che mi fa la guerra”, “Mai dire mai”, “Il tempo davanti” sono i brani di “Start” che mettono in risalto le riflessioni di Ligabue e dimostrano che la scrittura per lui è ancora un gioco appassionante. L’atmosfera alterna momenti di malinconia a una carica goliardica. Presenti in sala anche gli amici storici di Ligabue, quelli dei venerdì sera cantati in “Made in Italy”, quelli che dalle retrovie non perdono occasione per canzonare il compagno di viaggio perfetto.

Ligabue live- Certe donne brillano

In chiusura, una manciata di pietre miliari: Questa è la mia vita, Quella che non sei. Una vita da mediano, Balliamo sul mondo (la canzone da cui tutto è iniziato), Tra palco e realtà.
“Io in questo mondo cammino come so e mentre vado penso a quando torno e mentre torno penso a quando andrò e poi si accende tutto un cuore che trabocca e l’onda che nessuno può fermare. Lo show ce l’ho di fronte se solo vi vedeste un mondo dentro un mondo che è già un po’ migliore”, canta Ligabue in “Io in questo mondo”. Il sipario può calare, in attesa del nuovo tour estivo in arrivo che si terrà nei principali stadi italiani.

Raffaella Sbrescia

La scaletta:

Polvere di Stelle
Ancora noi
Luci d’America
Quello che mi fa la guerra
Mai dire mai
Certe donne brillano
Vita, morte e miracoli
La cattiva compagnia
Io in questo mondo
Il tempo davanti
Questa è la mia vita
Quella che non sei
Una vita da mediano
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà

I Subsonica sono tornati e non ce n’è per nessuno. L’8 tour è un trionfo.

Subsonica @Mediolanum Forum - Assago

Subsonica @Mediolanum Forum – Assago

Vent’anni di pura energia, vent’anni di adrenalina, vent’anni di innovazione musicale e di progetti paralleli all’insegna dell’avanguardia e della sperimentazione. I Subsonica sono tornati nei palazzetti italiani con un live intenso e spremi budella. Partendo dal presupposto che chi decide di andare a sentirli è consapevole che non resterà di certo seduto, l’aspettativa non si può assolutamente paragonare alla realtà. Le 5 teste soniche sono in formissima e hanno messo a punto uno show elettrico che lascia ben pochi attimi per riprendere fiato. Negli ultimi anni ci erano mancate le loro gesta in gruppo ma non ci hanno mai lasciato a secco considerando che ciascuno a suo modo ha comunque trovato un veicolo d’espressione di tutto rispetto. Il fatto è che solo insieme Max, Ninja, Boosta, Samuel e Vicio riescono ad approntare un ensemble che fa invidia alle band italiane più o meno datate.

Certo, il repertorio è di quelli monolitici, ci sono assi nella manica che garantiscono ai Subsonica i boati del pubblico: “Discolabirinto”, “Tutti i miei sbagli”, “Nuova Ossessione”, “Aurora Sogna”, “Depre”, “Liberi tutti” e, perché no, “Benzina Ogoshi”. Ci sono poi le perle nascoste che, quando le si riascolta, si rivive inevitabilmente un frame della propria vita e sono salti e lacrime. Ci sono, ancora, i nuovissimi brani di 8, l’ultimo lavoro in studio del gruppo, in cui è trasparente la maturazione della ricerca del suono, sempre più sofisticato e rarefatto. Il cambiamento della scrittura, il cui comune denominatore è la destabilizzazione dell’ascoltatore. Su tutte spiccano “Punto critico”, al cui groove non si può resistere, il commovente omaggio a Carlo Rossi con “Le Onde” e “L’incredibile performance di un uomo morto”, un brano che trascina, conquista e ipnotizza.

Dispiace constatare che nemmeno un brano del disco “Una nave in una foresta” sia stato inserito in scaletta. Perle come “Lazzaro”, “Tra le labbra”, “I cerchi degli alberi” meritano a pieno titolo un posto in questo tour trionfale in cui nulla è stato lasciato al caso. Palchi semoventi, effetti grafici e luminosi degni dei grandi club del mondo. Audio perfetto e tenuta massima hanno francamente fatto la differenza rispetto ad altre produzioni che, sulla carta, erano annunciate come mastodontiche e poi deludenti.

Molto intelligente anche l’idea del crossover tra generi con “l’adozione” di Willie Peyote per tutto il tour. Con lui Samuel canta “L’incubo”, poi Willie propone il suo brano “I cani” e si lancia in una sua interpretazione di un brano storico quale è “Radioestensioni”. D’altronde la commistione tra suoni, idee e sensazioni è territorio ibrido, fertile e promettente. Un humus creativo sul quale i Subsonica hanno saputo fare affidamento creando un’identità forte, precisa, carismatica. Viene spesso da chiedersi quale sia il loro segreto per riuscire a sprigionare in modo tanto impattante una carica energetica così ad ampio raggio; la risposta possiamo darcela guardando noi stessi il giorno dopo completamente scarichi dopo aver ballato per due ore e con la testa intrisa di visioni.

Raffaella Sbrescia

Ciao Cuore tour: Milano abbraccia Riccardo Sinigallia

Riccardo Sinigallia live - Santeria Social Club

Riccardo Sinigallia live – Santeria Social Club

C’è un tempo per costruire e un tempo per riscuotere. Per Riccardo Sinigallia, cantautore di spicco della scuola romana, sta finalmente riscuotendo il giusto tributo a una carriera costellata di successi vissuti da “backliner”. Ora l’artista in prima linea è proprio lui che, con il suo piglio timido ma efficace, sta brillando nei club italiani a seguito del grande successo ottenuto dall’ultimo album di inediti “Ciao Cuore”. Proprio lo scorso 25 gennaio si è tenuto l’atteso concerto alla Santeria Social Club di Milano in una venue gremita non solo di fan ma anche di tanti amici e addetti ai lavori.
Riccardo Sinigallia è salito sul palco insieme a Ivo Parlati alla batteria, la moglie Laura Arzilli al basso e ai cori, Andrea Pesce alle tastiere e Francesco Valente alla chitarra. Un pugno di amici di lunga data che ha saputo mettere a punto un suono potente ed energico da un lato, curato e penetrante dall’altro.
Le canzoni di Riccardo sono ficcanti, fanno leva sul lato emotivo ma certi arrangiamenti costellati di impennate al basso e edulcorate distorsioni regalano quel quid in più che profuma di anni di esperienza in studio e sul palco. La scaletta rende merito e giustizia a “Ciao Cuore” in modo completo, ricco e fedele. Spazio anche alle vecchie glorie risalenti a quando Riccardo era parte dei Tiromancino. Colpisce vedere quanto un artista di spessore e con tanti anni di esperienza alle spalle possa sorprendersi del calore del pubblico, infinita è l’umiltà di Riccardo che nel sorridere felice, prende consensi e applausi come carezze sulla pelle bruciata dalla fatica di chi per troppo tempo è rimasto fuori moda mentre i pezzi da lui scritti volavano con artisti, comunque amici fraterni ma in ogni caso altri.
Video: Ciao Cuore live – Santeria Social Club

Melodie e parole fluttuano veloci in un’atmosfera intima, volutamente scarna con pochi elementi di forte impatto scenico: un grande cuore cangiante e due monitor a scindere bits e decibel di una serata preziosa per chi ama il suono artigianale in grado di attingere dall’autenticità del rock muovendosi fino ai confini del pop.
Scegliere i brani più belli  è sinceramente difficile ma il piglio psichedelico di “Dudù” è quella chicca irrinunciabile che a metà concerto regala la certezza di essere nel posto giusto al momento giusto.
Raffaella Sbrescia
Scaletta
  1.     1.So delle cose che so
  2.     1. Lontano da ogni giorno
  3.     2. Backliner
  4.     3. Le donne di destra
  5.     4. Bella quanto vuoi
  6.     5. Dudù
  7.     6. Se potessi incontrarti ancora (piano)
  8.     7. Niente mi fa come mi fai tu (piano)
  9.     8. Amici nel tempo (piano)
  10.     9. A cuor leggero
  11.     10. La descrizione di un attimo
  12.     11. Prima di andare via
  13.     12. Che male c’è
  14.     13. Per tutti
  15.     14. Encore #1 – Invece io
  16.     15. Encore #2 – Bellamore
  17.     16. Encore #3 – La rigenerazione

Thegiornalisti live a Brescia: il Love tour è sold out ma per Tommaso Paradiso è l’ora di alzare l’asticella

Thegiornalisti live

Thegiornalisti live

I numeri parlano chiaro: i Thegiornalisti di Tommaso Paradiso disseminano sold out nei palazzetti di tutta Italia. L’ultimo, quello al Palageorge di Montichiari a Brescia. La prima cosa che viene da domandarsi è: che cos’è che ha spinto centinaia di persone a restare assiepate sottopalco per ore? Da cosa si sentono stimolate o in cosa si rispecchiano? Per provare a spiegarlo, analizziamo questo “Love tour”, nato dalla pubblicazione dell’omonimo album di inediti che, all’interno della produzione artistica dei Thegiornalisti, non ha raccontato nulla di nuovo pur avendo sfornato una triade di singoli popolarissimi.

L’impianto della prima vera tournée nei palazzetti si basa su una produzione di medio-alto livello: un palco doppio, qualche effetto speciale ma soprattutto una sezione di archi e una di fiati, arricchiscono la scarna strumentazione che accompagna Tommaso Paradiso, Marco Rissa e Marco Primavera. A completare la band ci sono il bassista Walter Pandolfi, il tastierista Leo Pari e tre coriste. In scaletta ci sono ben 25 brani che, per prima cosa, puntano gran parte dell’attenzione sul nuovo album. Non mancano tre canzoni dei primissimi tempi, quelle intrise di quella nostalgia compiaciuta che fa da cardine sia nel modus vivendi che dell’usus scribendi di Tommaso Paradiso. Naturalmente presenti anche tutte le hits che in questi ultimi due anni abbiamo imparato a cantare un po’ tutti, grazie al battage radiofonico.

Ma andiamo alla sostanza del discorso artistico portato avanti dalla band che, dagli esordi ad oggi, si è resa protagonista di un’evoluzione che ha incontrato il gusto del pubblico in maniera eclatante con il brano “Completamente”. Da innamorato e fedele adepto della fenomenologia anni ‘80 nel suo complesso, Tommaso Paradiso ne ha fagocitato il modo di pensare e di porsi. La cosa è piuttosto evidente guardandolo da sotto palco e, per quanto sia piacevole cantare e lasciarsi trasportare da canzoni dalla bellezza decadente, rimane sempre una sensazione di distacco. Tommaso Paradiso non è carismatico, i suoi tentativi di approccio al pubblico si mantengono sul cazzeggiante andante, non si prende mai sul serio, non prova mai a dire qualcosa di veramente profondo ad un pubblico adorante per moda ma non per principio.

Thegiornalisti ph Alessandro degli angioli

Thegiornalisti ph Alessandro degli angioli

Quello che si recrimina al frontman del gruppo romano è la constatazione che, dalle date evento a Roma e Milano che seguirono all’ondata di successo di “Completamente sold out”, la personale asticella del cantante non si sia alzata. Riempire i palasport non è poca cosa, soprattutto in questo specifico momento storico, per mantenerle pieni però c’è di bisogno di personalità, di scambio, di contenuti che vadano anche oltre la mera riesecuzione delle canzoni. Che siano acustiche, elettriche o sparate a tutto spiano, le canzoni hanno bisogno di vincoli, di cardini e ricordi importanti per sedimentarsi nel cuore e rimanerci per anni. Tommaso Paradiso tutto questo lo sa bene, e lo dimostra quando scrive rifacendosi ai suoi miti. Quello che gli si chiede è di applicare quello che ha imparato, mettendolo in atto anche in prima persona. Solo allora gli si potrà rendere merito della perfetta riuscita di un progetto artistico che, in ogni caso, ad oggi, è assolutamente tra i più quotati in Italia.

Raffaella Sbrescia

SCALETTA:
“Overture”
“Zero stare sereno”
“Milano Roma”
“Fatto di te”
“Controllo”
“Il tuo maglione mio”
“Vieni e cambiami la vita”
“Love”
“Sold out”
“L’ultimo grido della notte”
“Io non esisto”
“Proteggi questo tuo ragazzo”
“Fine dell’estate”
“Una casa al mare”
“Promiscuità”
“L’ultimo giorno della Terra”
“Completamente”
“Tra la strada e le stelle”
“Questa nostra stupida canzone d’amore”
“Senza”
“Riccione”
“New York”
“Felicità puttana”
“Dr. House”

 

Cesare Cremonini live al Mediolanum Forum: imprendibile, iconico e vincente. La recensione

Cesare Cremoni - Mediolanum Forum - Kimberley Ross

Cesare Cremoni – Mediolanum Forum – Kimberley Ross

Un tripudio di colori, di emozioni e di eccitazione. Ecco cos’è stato il primo dei tre concerti di Cesare Cremonini al Mediolanum Forum di Assago. La scia è quella luminosa e roboante che ha lasciato la consacrazione dell’artista bolognese allo Stadio San Siro di Milano, la dimensione è quella più intima e suadente di un palazzetto gremito di un pubblico adorante.

Cremonini ragiona in grande e lo fa con lo stile di un poeta che sa esattamente come ingaggiare lo spirito senza dimenticare di galvanizzare il corpo di chi vive le sue canzoni con un fremito di natura sessuale.

Il successo, prima consolidato, poi dilagante, di Cesare Cremonini risiede prima di tutto nella cura per il dettaglio: lirico, testuale e musicale dei suoi testi. Poi nel piglio, nel carisma, nella personalità di un uomo e di un artista autentico, padrone di se stesso, del palco e del gusto del suo pubblico. Ogni movimento del cantante è simbiotico con lo sguardo attento di chi negli anni non si perde un colpo di una produzione cantautorale visionaria e maledetta. Cremonini incarna l’uomo che riesce a capire fino in fondo le vibrazioni umane e, nel farlo sfugge rendendosi iconico.

Cesare Cremoni - Mediolanum Forum - Kimberley Ross

Cesare Cremoni – Mediolanum Forum – Kimberley Ross

La sua carica animalesca, le sue performance fisiche e invadenti incontrano la voglia e il desiderio di chi accorre in prima fila per non perdersi neanche un istante né una goccia di sudore dell’amato frontman. Forte di questo importante bagaglio innato, Cremonini si permette il lusso di alzare l’asticella, di assemblare insieme alla sua band arrangiamenti personali, fortemente strutturati e di buonissima caratura per vestire le sue hits al meglio.

Il repertorio piazzato in scaletta è completo, spazio ai brani di “Possibili scenari”, alle ballads che negli anni hanno costruito la sua identità cantautorale, alle canzoni lasciate nel cassetto, quelle che conoscono in 4 gatti e che, in un contesto come quello del Forum, acquisiscono importanza e bellezza. Che sia al pianoforte o a una chitarra elettrica, Cremonini sa esattamente come e dove piazzare le parole, quelle parole nate in sessioni di scrittura che noi tutti immaginiamo dannate e goduriosamente ispirate. Il flirt con il pubblico è scandito da un continuo ed inesauribile saliscendi emotivo. A tutto questo si aggiungono manciate di effetti speciali: luci, led, visual all’avanguardia, coriandoli e fuochi d’artificio, cambi d’abito e volteggiamenti sul palco.

Cesare Cremoni - Mediolanum Forum - Kimberley Ross

Cesare Cremoni – Mediolanum Forum – Kimberley Ross

Corpo, voce e anima reggono dall’inizio alla fine, Cremonini è in splendida forma e con ferma consapevolezza si mostra al pubblico con la stessa fame di chi ha atteso per lungo tempo il momento di raccogliere i frutti di un lavoro certosino. Le canzoni di Cremonini sono vincenti perché raccontano di chi sa perdere guadagnandone in termini di sensibilità. Cesare riesce a mettere per iscritto quello che si vorrebbe urlare a squarciagola ma che finisce per essere somatizzato in stigmatizzate frasi di circostanza. La sua schiettezza sfrontata è la chiave per rendere il tutto appetibile e sexy. Cesare Cremonini è imprendibile eppure non è mai stato così vicino al suo pubblico come in questo momento.

Raffaella Sbrescia

La scaletta del concerto
Cercando Camilla (intro)
Possibili Scenari
Kashmir-Kashmir
PadreMadre
Il comico (sai che risate)
La nuova stella di Broadway
Latin Lover
Lost in the weekend
Un uomo nuovo
Buon viaggio (Share the Love)

Momento silenzioso
Una come te
Vieni a vedere perché
Le sei e ventisei
Mondo
Logico #1
GreyGoose

Dev’essere così
Al tuo matrimonio
Il Pagliaccio
50 Special
Marmellata #25
Poetica
Nessuno vuole essere Robin
Un giorno migliore

Luca Carboni: il suo Sputnik tour passa per Roma ed è un successo. La recensione e le foto del concerto

Luca Carboni live - Atlantico Roma ph JR

Luca Carboni live – Atlantico Roma ph JR

E’ atterrato in un coloratissimo scenario di effetti di luce e laser, ed in chiave techno pop, un rinnovato Luca Carboni all’Atlantico di Roma, gremito di gente, nonostante 800 metri più in là, al Palalottomatica, ci fosse il concerto attesissimo dei Thegiornalisti. Soldout di pubblico misto per il cantautore Bolognese, in carriera oramai da 35 anni, con un percorso di tutto rispetto, per la qualità dei testi, degli arrangiamenti, e per l’evoluzione artistica, rimasta sempre però fedele al suo stile: quello del pop d’autore impegnato ed intimista.

Sono passati davvero tanti anni da quando, come raccontava Lucio Dalla, da “Vito”, lo storico locale Bolognese, si presentò un ragazzo timido ed impacciato, e gli propose un brano. A Dalla piacque, e se ne fece mandare altri. E così, come ricorda Carboni nel ringraziare l’entusiasta pubblico Romano, nel 1983, arrivò da Bologna alla Prenestina, e mise per la prima volta piede nella Capitale, per firmare il suo primo contratto con l’RCA.

Sì, ne è passato di tempo, da quando l’idolo delle ragazzine, per i suoi testi romantici e poetici ha cominciato a calcare le scene del panorama musicale italiano. Determinato ed umile, e sempre molto “Bolognese”, il tempo non sembra averne scalfito la grinta.

Luca Carboni live - Atlantico Roma ph JR

Luca Carboni live – Atlantico Roma ph JR

Un Live di Carboni potrebbe durare sei ore, se volessimo includerci tutti i brani di qualità che ha inciso. Senza dimenticare il lavoro di Cover di qualche anno fa, che ha riproposto alcune delle più belle canzoni della musica d’autore italiana, con arrangiamenti tanto accattivanti, da convincere addirittura Claudio Lolli a rivedere i suoi “Zingari Felici”, esattamente come li ha visti Carboni. Infatti in quella versione Lolli amò proporli nei suoi ultimi concerti.

Atterra, dicevo, in un coloratissimo spazio scenico, dove le luci diventano protagoniste e creano paesaggi suggestivi attraverso uno sfondo realizzato con un maxischermo digitale, per i più significativi brani del repertorio “storico”, che si vanno ad alternare a quelli dell’ultimo lavoro, tra cui “Segni del tempo“, “Amore digitale“, “Il Tempo dell’amore“, “Figli dell’amore“. A seguire, in versione semiacustica, accompagnato dalle tastiere di Fulvio Ferrari Biguzzi e dalla chitarra di Vincenzo Pastano, “L’amore che cos’è”, e “Bologna non è una regola”. Forte e sentito il legame del cantautore con la sua città, senza diventare stucchevole o necessariamente vincolante. Però Bologna, quella Bologna che ai tempi tutti sognavamo di poter vivere, perché in qualche maniera territorio di una creatività musicale ed artistica “anarchica”, non manca mai. Non manca nella “maglia del Bologna sette giorni su sette” di “Silvia lo sai”, non manca in “Mare Mare” e nemmeno in “Luca lo stesso”.

Luca Carboni live - Atlantico Roma ph JR

Luca Carboni live – Atlantico Roma ph JR

Irrinunciabili “Farfallina”, “Inno Nazionale”, e, dopo il “Fisico Bestiale”, che infiamma il pubblico, oramai tutto riversato sottopalco, la Band rientra per un generoso bis ed un teatrale commiato dal pubblico Romano, che non lesina in affetto e calore verso questo artista forse alle volte sottovalutato, ma cui moltissimi dei nuovi volti del panorama musicale italiano, a partire da Calcutta, devono davvero tanto.

JR

Luca Carboni live - Atlantico Roma ph JR

Luca Carboni live – Atlantico Roma ph JR

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