Paola Turci live al Teatro degli Arcimboldi di Milano brilla di luce propria.

Paola Turci live @ Teatro Arcimboldi - Milano

Paola Turci live @ Teatro Arcimboldi – Milano

Quando un’artista emana tanta energia da diventare carismatica c’è da prestare doppiamente attenzione per qui il meccanismo che si innesca è simile ad una magia. Questa è quella che crea Paola Turci quando entra in contatto con il suo pubblico. La riprova l’abbiamo avuta ieri sera, in occasione del suo concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Del resto questo Secondo Cuore tour sta rappresentando per Paola, l’occasione perfetta per portare tutto il suo bagaglio artistico e personale sul palco.

«Buonasera Milano, che sogno! Questa è la mia prima volta in questo luogo sacro. Mi sento una bambina con il suo gioco più bello. Mi piacerebbe se stasera, il vostro secondo cuore, quello che contiene le emozioni più intime, più forti, più coinvolgenti, potesse battere allo stesso ritmo del mio. Buon concerto a tutti voi!». Questo è il benvenuto di Paola Turci che, fasciata in un sensuale abito color oro, si muove libera e sinuosa sul palcoscenico che, privo di scenografia, mette in risalto solo e soltanto lei.

Brilla di luce propria Paola che, sulla lunga scia del grande successo ottenuto in questo ultimo anno, mette in scaletta tanti dei brani contenuti nel suo ultimo album ma regala nuova vita anche ai successi del passato. Nuovi arrangiamenti, sfumature più corpose donano fluidità al concerto che scorre via leggero e coinvolgente. Da Off-Line a La vita che ho deciso, La prima volta al mondo, Combinazioni passando per Volo così e Attraversami il cuore, Paola Turci mette in risalto i pensieri vibranti, appassionati, contraddittori di una donna affamata di vita, di sogni, di passione autentica.

Verace e ispiratissimo Ma dimme te, il brano con cui Paola Turci ha riscoperto le proprie radici: «Conosco molto bene Milano, ci ho vissuto quasi più che nella mia Roma. Ho cantato in molti dialetti ma mai nel mio – spiega Paola Turci al pubblico- scrivendo questa canzone, ho riattivato le mie radici, ho realizzato il ritratto di una donna ispirata ad Anna Magnani; una donna tosta davvero, testarda, capocciona e sicura di se stessa in tutto tranne che in amore».

Per il cambio d’abito, Paola opta per i pantaloni e un top sfavillante: è il momento di suonare la chitarra. Un connubio catartico per la cantante che, effettivamente, in versione intima, quasi unplugged, riesce a dare il proprio massimo. La voce è nitida, potente, estesa. Le parole fluttuano, i pensieri elaborano sogni; ecco l’incanto.

Tra le cover più belle e più ispirate, c’è da segnalare l’intensa versione di “Dio, come ti amo” (scritta da Domenico Modugno): «Quando suono la chitarra mi viene voglia di cantare tantissimi brani, un po’ come quando sono con amici. Ho sempre tante canzoni in testa ma mi ritrovo sempre a cantarne una in particolare, la considero la più forte e la più bella tra le dichiarazioni d’amore musicali esistenti» – precisa Paola Turci prima di cantarla.

Piccola canzone d’amore è, invece, quella dolce e tenera composizione che dà l’avvio all’ultima parte del concerto in cui spiccano Questione di sguardi, Bambini e l’immancabile Fatti bella per te, il brano che ha segnato in modo inderogabile l’inizio di un nuovo percorso che ha reso Paola Turci finalmente libera, felice, ammaliante.

Raffaella Sbrescia

Blue Man Group: il debutto in Italia è da non perdere

BMG_paintdrum_b

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Il futurismo interattivo del progetto Blue Man Group è finalmente sbarcato in Italia dopo aver conquistato entusiastici consensi in tutto il mondo. Da ieri e fino al 19 novembre, gli iconici tre artisti dalla pelle blu saranno al Teatro Arcimboldi di Milano per poi proseguire al Teatro Politeama Rossetti di Trieste. Seguendo il filone della spettacolarizzazione dei cinque sensi, i nostri beniamini, ormai a pieno titolo anche nel cast stellare del Cirque du Soleil, hanno messo in scena uno spettacolo vivo, colorato, stupefacente ma soprattutto interattivo. Insieme fin dal 1991, Matt Goldman, Phil Stanton e Chris Wink, hanno messo a punto uno show completo, innovativo e in grado di veicolare messaggi pregni di significato. Ironia e sarcasmo, arte, recitazione, musica, poesia, tecnologia d’avanguardia, scienza, visuals di grande impatto e valanghe di colore hanno scandito una festa sensazionale. Accompagnati da una vigorosa band dal vivo, i Blue Men hanno divertito, commosso, stupito il pubblico con effetti speciali di ogni genere: su tutti gli spettacolari Paint Drums che hanno inondato di colore il palco. Unico neo: ci si aspettava qualche colpo di scena in più nella “splash zone”, ovvero l’area delle prime file di platea dove gli spettatori hanno ricevuto in regalo poncho impermeabili per resistere alle esplosioni di colore provenienti dal palco.

Blue Man Group - Milano

Blue Man Group – Milano

Ad ogni modo lo spettacolo nello spettacolo c’è stato comunque con un live painting a sorpresa: protagonista di questo momento, un “malcapitato” spettatore appeso a testa in giù, completamente riempito di colore e spinto contro una tela bianca per diventare egli stesso un’opera d’arte che alla fine gli è stata addirittura regalata. Il punto forte del Blue Man Group sta nella multicanalità della comunicazione anche se è sul piano musicale, in particolar modo quello percussivo che i tre alieni americani posso vantare la migliore competenza. Molto suggestiva l’atmosfera da club che ha rappresentato la ciliegina sulla torta di un happening artistico completo e trasversale che non conosce differenze culturali, razziali, religiose. Una bella lezione di gioiosa convivenza all’insegna della creatività e dell’allegria.

Raffaella Sbrescia

È attiva una speciale promozione riservata agli studenti universitari e alle famiglie, valida per tutte le date e tutti i settori. È possibile acquistare la Promo Family sul sito di TicketOne, mentre è disponibile presso il Teatro Dal Verme e il Teatro degli Arcimboldi di Milano la speciale promozione per gli studenti universitari, con biglietti al prezzo di 20 euro.

 Video: Blue Man Group

 

BIGLIETTI IN PREVENDITA SU TICKETONE.IT

 

MILANO, Teatro degli Arcimboldi

Da domani al 19 novembre 2017 – Biglietti da € 33,00 a € 60,00

 

TRIESTE, Teatro Politeama Rossetti

Dal 22 al 26 novembre 2017 – Biglietti da € 28,00 a € 72,00

“L’Altissima luce” del 1200 a nuova vita con Paolo Fresu per JazzMI.

Paolo Fresu - JazziMI- Hangar Bicocca

Paolo Fresu – JazziMI- Hangar Bicocca

Il grande jazz torna a Milano in occasione della seconda edizione del Festival JazzMI. Tra gli eventi apripista abbiamo voluto seguire l’atteso concerto di Paolo Fresu, tenutosi all’Hangar Bicocca, in occasione della prima uscita mondana del progetto intitolato “Altissima Luce”. L’operazione, annoverabile ad un prestigioso studio di recupero e trasmissione di filologia romanza, muove i passi da manoscritti appartenenti alla produzione musicale paraliturgica del periodo storico compreso tra il 1270 e il 1290. Sede dei ritrovamenti: Cortona. Il documento duecentesco acquisisce dunque nuova vita e lo fa in un contesto in cui la modernità vive e pullula fermentando giorno dopo giorno. L’ex polo industriale di Sesto San Giovanni si fa sempre più fucina culturale e così, tra i sette palazzi celesti di Anselm Kiefer, Paolo Fresu ha ridato vita a composizioni dal fascino senza tempo. Insieme a Daniele Di Bonaventura, Marco Bardoscia, Michele Rabbia e l’Orchestra da Camera di Perugia e con il Coro Armonioso Incanto diretto da Franco Radicchia, Paolo Fresu ha voluto mettere in evidenza l’estetica e la singolarità di melodie, suoni, testi e creazioni auliche, concepite per rendere lode a San Francesco ma anche e soprattutto, per mettere in piedi un primo repertorio che facesse da riferimento per la storia della musica occidentale. Le 13 delle 66 lodi contenute nel Laudario di Cortona illuminano lo spirito e richiamano l’immaginazione alle atmosfere di colonne sonore cinematografiche. Su tutti corre alla mente il film premio Oscar “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino. Il prestigio dato dall’antichissima eredità raccolta da Paolo Fresu si nutre, dunque, dei voluttuosi virtuosismi ai fiati, agli archi e alle percussioni, al fine di cesellare un ritratto sonoro molto strutturato ma di grande empatia comunicativa.

Raffaella Sbrescia

Video: Paolo Fresu – Hangar Bicocca – JazzMI

Kasabian live a Milano: una deflagrazione di energia

kasabian

Dopo la breve ondata di concerti italiani estivi, i Kasabian sono tornati nel bel Paese per l’unica data invernale al Mediolanum Forum di Milano. Per avere un’idea precisa di quello che può essere un concerto della band di Leicester dal vivo, immaginatevi una deflagrazione di energia, una liberazione fisica e mentale da etichette, paletti e pregiudizi. La musica dei Kasabian è una valvola con sfiatatoio, un modo per catapultarsi una dimensione vibrante e divertentissima. Spacconi, irriverenti, disinvolti e davvero affiatati tra loro, Tom Meighan e Serge Pizzorno sono i traghettatori di uno show spassoso e privo di momenti morti. L’intro del concerto è affidata alle note di pucciniane di “Nessun dorma” ma l’omaggio all’Italia non finisce qui: l’Inno di Mameli prima di “Days Are Forgotten” e i numerosi ringraziamenti in Italiano rendono ragione alle origini tricolori di Pizzorno. In scaletta pezzi fortissimi a cui non abbiamo saputo resistere: “Club Foot”, “LSF”, “Underdog”, “Empire” e “Eez-Eh” (la cui coda ha omaggiato “Around The World” dei Daft Punk. Immancabile la bella versione acustica di “Goodbye Kiss” e la rara “Man Of Simple Pleasures”. Tra le più ballate anche  “Bless This Acid House” e “You’re in Love With a Psycho” e “Ill Ray (The King)”, tratte dall’ultimo album “For Crying out loud”.

Video: Goodbye Kiss

  Al concerto dei Kasabian non è raro vedere gente pogare, non c’è stato tempo per tenere il telefono in mano perchè era più divertente ballare, sudare, dimenarsi con gli amici e viversi un momento di scanzonata e benefica leggerezza. A discapito dei miscredenti e di coloro che amano screditare la band britannica, c’è da spezzare una lancia a favore della ricerca che i Kasabian compiono in fase compositiva: i loro brani prendono spunto dai modi di dire e dalle espressioni dello strato sociale suburbano, prendono ispirazione dalla struttura Motown, lasciano piccoli ma percettibili spazi a echi morriconiane, riescono a fare in modo che la modulazione sonora degli arrangiamenti si mantenga godibile per l’intera durata delle loro canzoni. In sostanza dunque, partecipare ad un loro concerto è stato come liberarsi di paranoie mentali e buttarsi in un calderone di amabilissima gaiezza.

Raffaella Sbrescia

Video: Kasabian live

Alda Merini – Il concerto: il viaggio musicale di Giovanni Nuti preserva il patrimonio letterario della poetessa

Fabio Concato, Lucia Bosè e Giovanni Nuti @ Teatro Dal Verme

Fabio Concato, Lucia Bosè e Giovanni Nuti @ Teatro Dal Verme

Dentro, con e per Alda Merini. Il viaggio musicale concepito da Giovanni Nuti attraversa il corpo, lo spirito, la memoria, lo scopo della vita di una poetessa che saputo mettere nero su bianco contrasti, gioie e paure, amori, incubi, certezze e perplessità andando ben oltre la realtà contingente. All’interno del cofanetto “Accarezzami musica”, messo in scena per la prima volta lo scorso 20 ottobre al Teatro dal Verme di Milano, il repertorio poetico di Alda Merini si è trasformato in materiale musicato, acquisendo, di fatto, una nuova e, chissà, forse più ricca, veste. Il progetto, contenente quasi tutta la produzione di Alda Merini realizzata insieme a Giovanni Nuti con l’intervento di altri numerosi artisti, ha portato sul palco del teatro milanese numerosissimi ospiti: Fabio Armiliato e il coro dei Piccoli Cantori di Milano, Omar Pedrini, Grazia Di Michele, Daniela Poggi,  Lucia Bosè, Carla Fracci, Rita Pavone, Fabio Concato, Marco Ferradini, Andrea Mirò, Dario Gay e la bravissima Monica Guerritore, già affascinannte protagonista dello spettacolo intitolato “Mentre rubavo la vita”.

Nell’intento di celebrare l’arte, intesa come bellezza nella sua accezione più pura, l’emozionatissimo Giovanni Nuti ha messo più volte l’accento sugli aspetti più intimi e più preziosi della personalità e della vita di Alda Merini, lasciando vivo tutto l’impatto emotivo che certi racconti hanno lasciato nel cuore di chi ha partecipato alla serata benefica a favore dei City Angels.

Chissà quanto sarebbe stata amata Alda Merini oggi che i pregiudizi la fanno da padrone, oggi che si esalta tanto l’emancipazione ma i moralismi distruggono ancora la vita di molti. Lascia stupefatti pensare che lei ha anticipato i tempi di decenni, rincuora il fatto che ci sia ancora chi come Nuti, negli ultimi 16 anni, si è fatto fortunatamente carico di tramandare il suo tesoro letterario alle nuove generazioni così disabituate all’ascolto, alla conoscenza, alla fame di emozioni autentiche e durature.  La sensualità fascinosa di un tormento tanto profondo quanto prolifico ci lasciano con l’incanto di chi ha capito il valore di una sensibilità così rara e ne apprezza ogni singola sfumatura.

Raffaella Sbrescia

Dee Dee Bridgewater live al Blue Note Milano: il soul in carne e ossa

Dee Dee Bridgewater live - Blue Note Milano

Dee Dee Bridgewater live – Blue Note Milano

Che siate degli appassionati del genere o semplicemente conosciate Dee Dee Bridgewater per la sua fama ormai decennale, credo che pochi di voi hanno avuto la fortuna di assistere un suo concerto dal vivo. Reduce dalla partecipazione alla performance live della leggendaria Bridgewater al Blue Note di Milano, posso tranquillamente affermare che concerti così siano annoverabili tra le esperienze illuminanti della vita.

Perché dico questo? Ve lo spiego subito: Dee Dee Bridgewater è quel classico esempio di personalità iconica che è diventata tale perché fedele ai propri valori, ad un modo di concepire la musica, la vita e i rapporti umani in modo appassionato, autentico, verace; il tutto mantenendo uno standard qualitativo eccellente.

Seguendo la scia di successo riscontrato dall’album “Memphis I’m Ready”, ispirato alla città dove vive, Dee Dee Bridgewater ha portato sul palco la vibrante energia del soul e del blues, celebrando, tra l’altro, le più grandi leggende viventi che hanno fatto la storia di questi generi musicali brulicanti di fascino.

Per chi si era abituato ad ascoltarla nella sua veste jazz, il suo nuovo repertorio comprensivo di “Don’t Be Cruel” di Elvis e “Hound Dog” lanciata da Big Mama Thornton e “The Thrill Is Gone” di B.B. King sarà risultato quanto meno sorprendente.

Mi rendo conto che vi risulta difficile immaginare l’emozione provata ad ascoltare la voce di una donna che ha vissuto sulla propria pelle tanti passaggi importanti della storia della musica nonché tanti cambiamenti storico a livello socio –culturale, ma vi posso assicurare che sentirla raccontare aneddoti di vita vissuta al fianco di vere e proprie leggende, in momenti e luoghi completamente diversi dai nostri, vi avrebbe fatto sentire come parte attiva di un vecchio film ambientato in un fumoso club americano.

Che peccato sapere che serate così rappresentano l’eccezione, che peccato vedere che questo tipo di grinta, di feroce energia si stiano inesorabilmente estinguendo.

Scatenata, incontenibile, sensuale, quasi scandalosa, Dee Dee Bridgewater è avulsa da qualunque luogo comune, usa tutto il suo corpo per esibirsi e comunicare nella maniera più intensa possibile. Il suo scat ha letteralmente incendiato il pubblico del Blue Note; per tutti questi motivi sfido chiunque a resisterle.

 Raffaella Sbrescia

Una notte con i Sigur Rós ad Assago per riappropriarsi delle emozioni

Sigur Rós live al Mediolanum Forum - Assago

Sigur Rós live al Mediolanum Forum – Assago

Immaginatevi di fermare tutto per un paio d’ore o solo per qualche momento per ascoltare solo i vostri sensi, il battito del vostro cuore o semplicemente il flusso turbinoso dei vostri pensieri. Questo è il più grande dono che può fare la musica dei Sigur Rós, il trio islandese che, ispirandosi ai grandi pionieri del post-rock, ha saputo incrociare la durezza delle chitarre distorte, lo scintillìo metallico dei synth, il lirismo di una voce tanto eterea quanto penetrante al sibilo di un arco usato per creare voluttuose acrobazie sonore che solo le anime più attente possono cogliere nel dettaglio. Il mistero dell’imperscrutabile lingua “hopelandic” di loro invenzione sposa l’intricato e luminescente universo visual ideato per integrare e apportare un concreto valore aggiunto ad un muro di suono concepito per accogliere e non per separare il pubblico, silenzioso e assorto in un ascolto quanto mai attento. La costruzione del concerto è stata organizzata seguendo uno schema logistico e mentale preciso: il cantante-chitarrista Jón Þor “Jónsi” Birgisson, il bassista Georg Hólm e il batterista Orri Páll Dýrason sono partiti dando spazio alle nuove e oscure note dell’album in divenire: “Á” ,“Niður”, “Varða”, “Óveður” per poi dedicarsi nel corso del secondo atto ai rassicuranti ed energici classici “Sæglópur”, “Festival”, “Ný Batterí”.

Video: Sigur Rós live

Le melodie dei Sigur Rós sono deflagrazioni sonore ad alto impatto emotivo, si diramano all’interno del tessuto nervoso e rilasciano materia viva, pregna di eco emotiva. Le distorsioni filtrano ogni sfumatura di una voce sempre nitida, più bucolica che angelica. Il contrasto tra gli elementi comporta un saliscendi emotivo molto impegnativo. Spazio all’immaginazione e alla spiritualità, dunque, ma attenzione: i Sigur Rós non sono degli improvvisatori. Ogni singolo elemento: dagli strumenti, all’uso della voce, alla gestualità, alla scelta di esprimersi in una lingua quasi inaccessibile, è il frutto dell’unico obiettivo da sempre perseguito dalla band: concederci il lusso e la possibilità di riappropiarci delle nostre emozioni e imparare a riconoscerle.

 Raffaella Sbrescia

La scaletta

Primo atto
Á
Ekki Múkk
Glósóli
E-Bow
Dauðalagið
Fljótavík
Niður
Varða

Secondo atto
Óveður
Sæglópur
Ný Batterí
Vaka
Festival
Kveikur
Popplagið

Zucchero live all’Arena di Verona: quando il blues è Made in Italy

Zucchero live @ Arena di Verona

Zucchero live @ Arena di Verona

Partiamo dai numeri: 230.000 spettatori, 22 date in Arena di Verona , 127 date di un tour mondiale e 62 anni di età. Zucchero Sugar Fornaciari riempie fino all’ultimo ordine di posto la famosa Arena con un concerto pieno, vario e molto curato. Il Black Cat World Tour 2017 d’altronde è la prova definitiva che Zucchero ha inteso assurgere il mestiere del cantante alla sua stessa vita. L’impressione quindi, trovandosi al suo cospetto, è quella di trovarsi nel salotto di casa sua. Zucchero è allegro, rilassato, ha voglia di scherzare, tocca le note più alte senza colpo ferire e, in barba alle prime temperature autunnali, tiene più di mezzo concerto in maglietta a maniche corte.

Di tutto rispetto la band che si è scelto per questa avventura live. Zucchero ha chiamato a raccolta sia alcuni musicisti che collaborano con lui da tempo immemore, sia professionisti conosciuti durante i suoi ultimi viaggi. Tra tutti spicca in scena il famoso esperto di organo Hammond Brian Auger. Cuba, Los Angeles, Houston, Ohio, Inghilterra sono i paesi da cui arrivano influenze, suggestioni, suoni scelti per vestire su misura i brani che, anno dopo anno, si sono sedimentati nell’antologia discografica di Zucchero nonchè nel costume del pubblico italiano.

Zucchero suddivide in capitoli il suo concerto regalando ampio spazio all’ultimo album “Black Cat”, costruito insieme ai più grandi produttori in circolazione con un impianto strutturale profumato di blues e America nera alla Django Unchained. Si va da “Partigiano reggiano” a “13 buone ragioni” passando per “Ci si arrende”, “Hey Lord”, “Voci”. Per i fan di primo pelo non sono mancati i momenti amarcord senza rinunciare alla possibilità di alzarsi in piedi e scatenarsi a ritmo di blues-rock. In sequenza: “Vedo nero”, “Baila”, “L’urlo”, “Chocabeck”, “Wake me Up”, “Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione cattolica”, “Diamante”. Significativo l’omaggio a Pavarotti sulle note di “Miserere”, con tanto di standing ovation da parte del pubblico a fine proiezione video.

Zucchero live @ Arena di Verona

Zucchero live @ Arena di Verona

A metà strada tra sacro e profano, godereccio e spontaneo, Zucchero conquista il pubblico con la potenza della sua voce calda, ruvida e graffiata, con quel piglio un po’ sornione, un po’ beffardo. L’ultima parte del concerto è tutto un susseguirsi di grandi successi radiofonici: “Overdose (d’amore)”, “X colpa di chi?” e “Diavolo in me”, “Nel così blu”, “ Così Celeste”, “ Indaco”. Il concerto si chiude con “Never is a moment”, un messaggio chiaro e inderogabile quello di Zucchero che, allo scoccare del suo compleanno, si congeda dal suo pubblico pensando già alle imminenti date in Argentina e Brasile. Ecco a voi un esempio di iconico stile italiano.

 

Raffaella Sbrescia

Baustelle live all’Alcatraz: la fine dell’estate è dandy

Baustelle @ Alcatraz

Baustelle @ Alcatraz

Quanti di voi provano a resistere ma finiscono col cedere all’impellente bisogno di abbandonarsi al sublime fascino della malinconia decadente? Indiscussi maestri di questo imperituro ciclo delle spirito umano sono i Baustelle che hanno scritto ufficialmente la parola “fine” all’estate 2017 sul palco dell’Alcatraz di Milano per recuperare il concerto inizialmente previsto al Carroponte, annullato per maltempo.

Bianconi, Bastreghi, Brasini e compagni hanno chiamato a raccolta il loro pubblico per la celebrazione di un rito pagano in cui amore e violenza sono stati assunti al ruolo di divinità aleatorie.

Forti della loro impattante presenza scenica, stilosi e cinematografici al punto giusto, i Baustelle hanno voluto percorrere un viaggio completo all’interno del proprio personalissimo percorso artistico. Tanto, ovviamente, lo spazio concesso al loro ultimo album di inediti, intitolato per l’appunto “L’amore e la violenza” che è riuscito ad intersecarsi tra le pietre miliari della vita discografica dei Baustelle.

Video: Amanda Lear

Che siano snob o semplicemente dandy, noiosi o pessimisti cosmici, come scherzosamente ha spiegato lo stesso Francesco Bianconi al suo fedele pubblico, i Baustelle rappresentano un punto di riferimento per tutta quella scena cantautorale che nel tempo ha saputo trovare una cifra stilistica in grado di reggere il passaggio di testimone tra epoche contrastanti. L’ermetismo electro-pop, gli strumenti vintage, la cura artigianale per la scelta dei suoni e delle parole, quel piglio un po’ radicale, un po’ sornione sono le caratteristiche vincenti della band toscana. “Fanculo alla vostra allegria del cazzo” – declama Bianconi dal palco – “Sì, siamo tristi. Quando cantiamo le nostre canzoni, un velo di tristezza ci attraversa il cuore” – afferma. E menomale, diciamo noi. Chissà che noia stare due ore ad ascoltare il nulla, con i Baustelle invece è tutto diverso, le storie, i sentimenti, le suggestioni diventano un unicum con il suono creando una miscela ipnotica ma non atrofizzante.

Raffaella Sbrescia

La scaletta

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Max Gazzè e Carmen Consoli insieme sul palco nell’ex Area Expo: quando il cantautorato diventa chimica

Un po’ come lo yin e lo yang del cantautorato italiano, Max Gazzè e Carmen Consoli sono saliti sul palco dell’Open Air Theatre dell’ ex Area Expo di Rho (Milano) per un mutuo scambio alchemico ad alto tasso emotivo. Riuniti sotto la pioggia in una sera di fine estate, i due cantautori si sono dapprima alternati in staffetta per mettere sul piatto i rispettivi migliori successi fino a fondersi in un vorticoso unicum di parole, note ed emozioni. Palpabile e illuminante la complicità mostrata da due artisti che con le loro canzoni hanno trovato il modo di entrare nella sostanza stessa dell’anima.

Video: Mille volte ancora

 

Che siano le ballate intrise di sentimento di Carmen Consoli o le brillanti poesie pop di Max Gazzè, il risultato è assimilabile alla sensazione di sentirsi in un contesto caldo e familiare. Una comfort zone del cuore in cui la contaminazione si è trasformata in un valore aggiunto. Scusate il sentimentalismo facile ma, fidatevi quando vi si viene a raccontare di una serata fredda e bagnata, riscaldata da racconti senza tempo, da voci che accompagnano da un buon ventennio e che, malgrado il cambiamento del costume italiano, riescono ancora a fotografare la parte più intima e più vera del nostro sentire. Dalla litania sicula alla lirica di soffusi e curatissimi arrangiamenti passando per l’effluvio sensuale del basso fino a sfociare una dorata cascata irrorata di influenze anni ’80. Le controparti hanno saputo bilanciare i rispettivi punti di forza con intelligenza e lungimiranza e, in effetti, la scaletta finale ha saputo incontrare il gusto di un pubblico quanto mai vario.

Raffaella Sbrescia

Video: Carmen Consoli – L’ultimo bacio

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