Lorenzo 2015 CC: “Trenta canzoni che scommettono sulle relazioni”

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Un inesauribile serbatoio di energia, un vulcano inquieto, una personalità travolgente: Lorenzo Cherubini Jovanotti presenta “Lorenzo 2015 cc” alle Officine del Volo di Milano sulle due ruote di un motocross. A 48 anni, cantautore, nel senso letterale del termine, Lorenzo scommette su se stesso e sulle relazioni in maniera intrepidantemente coraggiosa. Nato sulla scia del grande entusiasmo creato dal forte successo ottenuto dal tour negli stadi nell’estate 2013, questo nuovo album si compone di ben 30 canzoni che l’artista ha voluto presentare con una serie di divertenti ed efficacissime infografiche.

L’idea del disco:

“Questo album  è il frutto di un lungo viaggio, ogni volta è sempre un’emozione diversa, sempre più forte. Il progetto prende vita dal tour negli stadi dello scorso 2013.Trovarsi di fronte a tutta quella gente per un essere umano non è una esperienza comune. Con le mie infografiche vi rendo partecipi di quelle che sono state le emozioni che mi hanno portato fino ad oggi, come in una sorta di ciclo vitale: sono passato dalla grande euforia, ad un sentimento di benessere sempre più flebile, finendo in uno stato sfiducia, poi sconfinato nel buio cosmico. Il periodo di calo è coinciso con una brutta polmonite, sono stato veramente male poi, una volta guarito, mi sono rimesso in moto, ho coinvolto i miei musicisti di riferimento e ho cominciato a lavorare in maniera febbrile a questo lavoro. Oggi sono euforico, gasato, felice, ho voglia di mettermi in gioco e dare il massimo”.

Il lavoro in studio:

“Con Canova, si sa, il tassametro corre veloce e bisogna fare le cose per bene. Siamo andati nello studio Electric Lady costruito nel 1968 da Hendryx e abbiamo coinvolto numerosi musicisti che frequentano l’ambiente di New York. Quando hai a fianco Marc Ronson, sotto gli U2 che provano e  Katy Perry a registrare una voce,  ti senti contemporaneamente piccolo ed importante, acquisisci una nuova consapevolezza di quello che stai facendo”.

I temi affrontati nell’album:

“Beh, ci sono un po’ tutti: le illusioni, l’amore ( di cui io amo scrivere), il vento, le risate, gli amici, la poesia, l’informazione, l’eros, la pioggia, l’estate, la vita. In Lorenzo 2015 cc ho inserito la dance per ballare, l’amore per sognare, le canzoni estive per celebrare la mitica estate italiana (archetipo dell’infanzia e della giovinezza), le combat songs (quelle che hanno il ruolo di scardinare la realtà e ridergli in faccia), l’Africa , il sud del mondo, il rock (con tante chitarre), il crowner, il funk ( la mia radice), il mio essere cantautore di fatto (aldilà dell’antica valenza ideologica del termine)”.

La scelta dei brani:

“Ho scritto le canzoni di questo album sapendo che erano già state comunicate le date del tour, ho quindi infranto un mio tabù. Ho lavorato sotto pressione, con delle scadenze, eppure non ho rinunciato a nulla. Il vero cambiamento sta nella scrittura piuttosto che nel sound. Ho affrontato un tipo di scrittura narrativa, partendo sempre dal rap e filtrando le mie esperienze vissute in giro per il mondo. Ho scritto tanto e ho tenuto tanti pezzi perché non mi piace tenerli lì nel cassetto. Questo disco è una nuvola, un cloud, da cui piove la musica di cui si ha voglia. Mi piacerebbe sviluppare l’idea di pubblicare un singolo a settimana, creare una sorta di streaming delle emozioni. Sarebbe ambizioso provare a fare un disco di 10 canzoni ma ogni tentativo di riduzione mi portava a degli sbilanciamenti”.

Jovanotti

Jovanotti

La grafica:

“Per la foto della copertina ho scelto una pettorina da motociclista per una doppia motivazione: la protezione non è una dichiarazione di attacco, non mi dichiaro invicibile, anzi mostro la mia fragilità, la vulnerabilità. Mi presento come un supereroe alla portata di tutti, con dei punti deboli. Seguendo questa linea di pensiero ho scelto anche il simbolo del fulmine perché, se da un lato cavalco l’energia, dall’altro sono nel mezzo di una crepa ed è proprio lì che succedono le cose, è lì che si intravvede la luce”.

Le parole chiave:

“In un mondo che impara ad interpretare le implicazioni dei senza, io scelgo la parola CON per scoprire come riuscire a mantenere attiva la nostra vitalità in una situazione di abbondanza”.

Africa:

“C’è l’Africa che conosco, quella che vorrei conoscere, quella che mi piace, quella che sogno. C’è Bombino che porta alle radici del blues. In questo disco c’è più Africa che in passato. Poi Manu Dibango un bambino di 81 anni, un uomo laureato i filosofia che ha precorso i tempi”.

Libertà.
“E’ quanto di più mutevole e granitico. Io ho lavorato intorno al sentimento della libertà. Il disco può avere tanti difetti, alcuni potrei anche enunciarli io, ma resta un disco libero. Istintivo e molto libero”.

Vita.
“Voglio evocarla ogni giorno. Inizialmente il titolo dell’album doveva essere “pieno di vita”, adoro scrivere e cantare canzoni che rendano migliore la giornata.

Rock’n’roll.
“Deve essere istintivo e non iper prodotto, va amato così com’è senza laccature, cerco la sbavatura che faccia divertire”.

Estate.
“Ho scritto “L’estate addosso” per il film che Gabriele Muccino girerà in estate. La sceneggiatura è forte ma io non potevo tenere la canzone ferma in un cassetto, ho pensato che se il brano avesse avuto successo magari ne avrebbe beneficiato anche il film. Con me ha collaborato anche Vasco Brondi,  il mio testo in alcuni punti era un po’ datato e gli ho chiesto di darmi una mano. Il risultato è un mash up comprensivo di alcune sue immagini più pregnanti”.

Zibba.
“Mi ha dato una mano su “Una scintilla”. Lui è uno che sa scrivere”.

Band preferita

“I Beastie Boys, la mia band preferita di sempre. E’ per loro che ho voluto fare questo mestiere”.

L’ombelico del mondo

“E’ Ceppagna, in provincia di Isernia”.

Fallih Ballah

“Un dj arabo immaginario, la mia icona protettrice che mi ricorda de “falli ballà”!”

Be weird

“Non riesco a taggare le cose, sono un inquieto, ho la sindrome di quello che deve saper fare qualcosa. Faccio parte dei nervosi, quelli che sono dentro le crepe”.

Renzi

2L’ho sostenuto in passato e continuo a farlo oggi. Qualcosa ce l’ha dimostrata, compresi limiti ed errori, tuttavia credo ancora che possa rappresentare un’opportunità per il paese. Renzi è un politico puro, trovo pretestuoso confrontarlo con Berlusconi, vediamo cosa saprà fare per il paese”.

Il tour

“Il concerto nello stadio è una festa, in quanto tale includerà tutte le hit. In scaletta metterò non più di cinque canzoni del disco nuovo, soprattutto i singoli. Attualmente stiamo anche pensando a come strutturare la parte pomeridiana pre-concerto: vorrei dare spazio a nuove band interessanti, ci sarà sicuramente un dj set e non escludo qualche flusso di apertura nelle diverse scalette.

Raffaella Sbrescia

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Ecco il calendario DEFINITIVO di “Lorenzo negli stadi 2015”

20 giugno – Ancona – Stadio del Conero

25 , 26 + 27 giugno - Milano – San Siro

30 giugno – Padova – Stadio Euganeo

4 + 5 luglio - Firenze – Stadio Artemio Franchi

8 luglio – Bologna – Stadio Dall’Ara

12 luglio  – Roma – Stadio Olimpico

18 luglio – Messina – Stadio San Filippo

22 luglio – Pescara – Stadio Adriatico

26 luglio – Napoli – Stadio San Paolo

30 luglio – Bari – Arena della Vittoria

Video: “Sabato”

Queen +Adam Lambert live: la leggenda trionfa a Milano

Queen +Adam Lambert live @ Mediolanum Forum Ph Francesco Prandoni

Queen +Adam Lambert live @ Mediolanum Forum Ph Francesco Prandoni

“Grazie per avermi permesso di farlo”, con queste parole Adam Lambert, nuovo frontman dei leggendari Queen, ringrazia con umiltà il pubblico del Forum di Assago a Milano, sold out, per l’unica data italiana del tour europeo del gruppo. Un ringraziamento che sa di consapevolezza, di coraggio, di vittoria. Sì, parliamo di vittoria di una scommessa, quella di Brian May e Roger Taylor che, rinvigoriti da questa nuova avventura live, si sono lanciati in un percorso a ritroso senza mai perdere di vista la centralità del ruolo che l’immenso Freddie Mercury, continuamente ricordato in ogni modo possibile, ancora ricopre all’interno del mondo Queen. Con un palco imponente, un enorme schermo ovale a forma di gigantesca Q,  una passerella in discesa che porta in mezzo alla platea,  i  Queen si rendono  protagonisti di uno show suggestivo ed oltre le righe. Due e ore e mezza di storia, emozione e soprattutto musica dal vivo. Uno spettacolone che il pubblico ripaga con un’ovazione dietro l’altra. Se la parte introduttiva del concerto è segnata dalla verve in stile Broadway di Adam Lambert, l’impatto emotivo più forte arriva con il segmento nostalgico animato da Brian May al centro della scena, accolto da un lunghissimo e sentito applauso. “Siamo molto felici di essere tornati qui da voi… Queen da voi”, dice in italiano. “Volete cantare con me?”, scherza e sdrammatizza il chitarrista che, sulle soglie dei settant’anni, ancora infiamma i cuori di qualsiasi età con il suo inconfondibile tocco. “These are the days of my life” e “A kind of magic” i momenti clou. A seguire una fitta successione di assoli fino al nuovo vigore offerto dalle migliaia di braccia alzate sulle note di “Radio Gaga”.

Queen +Adam Lambert live @ Mediolanum Forum Ph Francesco Prandoni

Queen +Adam Lambert live @ Mediolanum Forum Ph Francesco Prandoni

Davvero molto interessante il confronto generazionale tra Roger Taylor ed il valido figliolo Rufus Tiger entrambi alla batteria. Sorprendente  la quarantenne e cattivissima “Stone Cold Crazy”, sinuosa “Love Of My Life”,  straziante “Days Of Our Lives”.  Avvolgente il fascino epico di “Bohemien Rhapsody”: la prima strofa è di Lambert, la seconda la canta Mercury dallo schermo ovale, in un concerto dell’epoca, la parte operistica, davvero difficile da eseguire, viene sornionamente lasciata nel playback dell’originale ed è comunque un tripudio di emozioni. Col sopraggiungere dei bis, Lambert torna sul palco in uno sfavillante completo leopardato con tanto di corona in testa: “We will rock you” e “We are the champions” chiudono un concerto vissuto a cavallo tra  la celebrazione del passato e la nuova consapevolezza acquisita nel presente. Nel pieno rispetto della tradizione sono le note dell’inno britannico “ God Save The Queen” a chiudere la serata con la sensazione di aver assistito a qualcosa di difficilmente ripetibile.

 Raffaella Sbrescia

SETLIST:

“One vision”
“Stone cold crazy”
Fat bottomed girls”
“In the lap of the gods”
“Seven seas of Rhye”
“Killer queen”
“I want to break free”
“Somebody to love”
“Love of my life”
“’39″
“These are the days of my life”
“A kind of magic”
“Bass solo / drum battle”
“Last horizon”
“Under pressure”
“Save me”
“Who wants to live forever”
“Tie your mother down”
“I want it all”
“Radio Gaga”
“Crazy little thing called love”
“Bohemian rhapsody”
“We will rock you”
“We are the champions”

 

 

Fedez è il nuovo volto della campagna Sisley: “Sono passato dall’essere un “coso dipinto” a modello”

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Carismatico, comunicativo, iconico, il rapper milanese Fedez, all’anagrafe Federico Leonardo Lucia, si conferma sempre più personaggio mediatico dell’anno diventando il nuovo volto della campagna Sisley per la PE 2015. Sisleystories è, infatti, il titolo dell’intervista “visiva” di cui Fedez è protagonista insieme alla fidanzata Giulia Valentina, sexy studentessa di economia in Cattolica. Con le loro vite appassionate e fuori dagli schemi i due giovani sono stati scelti per incarnare ed interpretare il concept del marchio attraverso una serie di domande le cui risposte sono le immagini stesse della campagna. Realizzato a Milano da Factory 27, il progetto porta la firma del fotografo americano Wayne Maser, ritrattista acuto, dallo stile essenziale, amante del bianco & nero. Ricoperto di tattoo, occhi penetranti e labbra carnose, Fedez risponde alle provocazioni delle domande “piccanti” in modo sensuale e spregiudicato, forte della propria individualità ribelle: «Mai nella vita avrei pensato di fare il modello, ha raccontato il rapper alla stampa, invece sono passato dall’essere definito da Gasparri un personaggio esteticamente discutibile a testimonial…tie’ Gasparri!», dice Fedez rispondendo con fare polemico al tweet in cui era stato definito “coso dipinto”. A proposito della scelta di posare per Sisley,  Federico ha aggiunto: «Ho ricevuto tante proposte, ma quella di Sisley era l’unica con un’idea e che non mirava solo allo sfruttamento della mia immagine proponendomi al pubblico come un “figaccione photoshoppato».

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A conferma dello stretto rapporto che sempre più intercorre tra musica e moda, il giudice dell’ultima edizione di X Factor ha confessato di possedere più di 80 paia di sneakers: «Sono un appassionato di street wear, ad X Factor è stata Giulia ad aiutarmi con le scelte degli outfit… allo stesso tempo, però, colleziono sneakers di tutti i tipi». Scarpe ed abiti che forse Fedez sfoggerà anche al prossimo Festival di Sanremo: «Accompagnerò Lorenzo Fragola in qualità di produttore. Mi limiterò a stare dietro le quinte ma sono sicuro che sarà comunque molto divertente. Produrre se stessi è già di per sé difficile, quando lo sei di qualcun altro  è una cosa che ti consuma molto ma che allo stesso tempo ti dà tantissime soddisfazioni».

Raffaella Sbrescia

Video: #fedez4sisley

Dear Jack: “Al Festival di Sanremo meneremo un bel pò, intanto vi presentiamo Domani è un altro film (seconda parte)”

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Tra i favoriti nella categoria big al 65 Festival di Sanremo i Dear Jack, reduci dal grande successo ottenuto grazie alla loro partecipazione alla scorsa edizione di Amici di Maria De Filippi, hanno presentato a Milano il nuovo album – “Domani è un altro film (seconda parte)” che conterrà 17 brani ed uscirà nei negozi il prossimo 12 febbraio. Un appuntamento importante durante il quale la band ha guidato gli addetti ai lavori all’ascolto di 11 dei 17 brani presenti nel nuovo lavoro prodotto da Suraci, registrato in Toscana e missato a Milano. Brani scritti da autori importanti, romantiche ballads contraddistinte da tematiche attuali e da una ritmica dinamica. Chitarre distorte, elettronica, synth e sessions di batteria colorano il sound dei Dear Jack che, attraverso la voce di Alessio Bernabei, si candidano a nuovi beniamini dello scenario pop-rock italiano.

Il primo brano ad essere presentato è l’inedito sanremese “Il mondo esplode tranne noi”: «Il mondo esplode, riferendoci al mondo esterno a noi, creando un caos e un disordine che solo noi giovani possiamo cambiare. Il brano può, però, riferirsi anche al mondo più personale ed intimo di ognuno di noi. L’unico punto in comune tra questi due mondi è l’amore che, sotto ogni sua forma, si presenta come la forza più grande che esista. Musicalmente questo brano ci rispecchia molto, ha un sound molto internazionale, le tipiche chitarre in stile Dear Jack e una melodia che colpisce da subito». L’amore è il tema centrale anche di “Io che amo solo te” dell’indimenticabile Sergio Endrigo, la cover che il gruppo porterà a Sanremo: «Abbiamo dedicato molto tempo alla scelta di questo brano. Abbiamo una grande stima nei confronti di Sergio Endrigo, un autore controverso, demodé, di gran classe. Il testo di questo brano è bellissimo, se fosse uscito oggi, sarebbe stato attualissimo. Anche la figlia di Endrigo, Claudia, ci ha chiamati ed è stata molto felice del fatto che portassimo questo omaggio al padre. Quest’anno, tra l’altro, corre il decimo anniversario dalla morte del cantautore e siamo stati invitati alla festa che sua figlia ha organizzato per l’occasione. Il pezzo è molto lento per cui noi abbiamo tentato di dare una sferzata netta, si tratta di un modo diverso di intendere il rock. Con questi presupposti possiamo dire che i Dear Jack sul palco dell’Ariston quest’anno menano un bel po’».

Dear Jack

Dear Jack

Tra i brani di punta dell’album c’è anche “Eterna”, scritto da Kekko Silvestre dei Modà e che Alessio avrebbe portato a Sanremo se si fosse trovato lo scorso anno con l’obbligo di portare due inediti. Tra un commento e l’altro dei brani contenuti nell’album i Dear Jack lasciano trasparire autentica emozione mentre l’amore è il tema centrale di tutto il lavoro, segno che il romanticismo ed il rock possono sicuramente convivere in maniera prolifica. Se il primo album aveva venduto circa 150mila copie, qui le aspettative sono inevitabilmente più alte: «Questo disco racchiude la sintesi di quello che ci è successo, ci siamo presi tutto il tempo per lavorarci su e questo si sente soprattutto nel suono, spiegano i ragazzi. Per supportare l’uscita dell’album gireremo l’Italia in lungo e in largo con circa 30 instore per incontrare i fan e firmare le copie, terremo qualche concerto estivo poi,  in autunno, arriverà finalmente il vero tour…magari, chissà,  si realizzerà ancheil nostro sogno di suonare nei teatri».

Raffaella Sbrescia

Irit Dekel & Eldad Zitrin Band ammaliano il Blue Note di Milano con “Last of Songs”

Irit Dekel & Eldad Zitrin

Irit Dekel & Eldad Zitrin

Da Israele con classe. Il talentuoso duo composto da Irit Dekel & Eldad Zitrin ammalia il pubblico del Blue Note di Milano. Accompagnati da Adi Hartzvi al contrabbasso ed Elad Cohen Bonen alla batteria, la coppia di artisti si è esibita nello storico club meneghino lo scorso 4 febbraio divertendo, coinvolgendo, emozionando gli spettatori con un collage strumentale a metà strada tra jazz, pop e folk. Il carisma e la poliedricità del tastierista e fisarmonicista Eldad Zitrin si fonde e si amalgama con l’irriverente personalità di Irit Dekel, la cui dolcissima e limpida vocalità racchiude il vero surplus ultra di questa riuscitissima miscela musicale.  Sul palco del Blue Note il duo ha presentato “Last of Songs”, un album composto da dodici cover di brani anni degli anni ’30, ’40 e ’50, scelti ad uno ad uno dai due stessi artisti e cesellati secondo il proprio gusto e la propria pluriennale esperienza artistica. La cura per il dettaglio traspare in ogni singolo elemento: dagli arrangiamenti, alle variazioni, alle interpretazioni per un risultato piacevole ed avvolgente. Al centro della scaletta un variegato repertorio, dedicato all’eterno tema dell’amore, che getta un ponte ideale fra la struggente poesia di Billie Holiday, l’elettronica dei francesi Air e la cultura neorealistica italiana, un mix elegante, raffinato, di grande qualità strumentale ed artistica. Non rimane che scoprire quante orecchie “addormentate” saranno risvegliate da queste suadenti melodie agro-dolci.

Raffaella Sbrescia

La scaletta del concerto:

No more blues

You don’t know what love is

Liber tango

Get happy

Your my thrill

The rose

More than you know

Bye bye love

Skylark

Good morning heartache

Willow weep for me

Guess who I saw today

Bis

More than you know

Video: “No more blues”

#Iosochisono: il tour teatrale degli Afterhours è dedicato all’identità

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Io so chi sono. Con uno spettacolo incentrato sul tema dell’identità gli Afterhours tornano in teatro con uno spettacolo di luci, immagini, suoni, canzoni, suggestioni e parole finalizzate al compimento di un percorso dedicato all’ introspezione, al dialogo e alla riflessione aperta con il pubblico. In scaletta ci saranno i grandi successi del gruppo che, reinterpretati per l’occasione, si alterneranno e si mischieranno a brani di narrativa e poesia contemporanea letti e sonorizzati dalla band, miscelandosi con le realizzazioni video di Graziano Staino. Musica, letteratura, recitazione, sperimentazione si fonderanno in un perfetto bilanciamento delle arti: da Gramsci a Ginsberg a Pasolini i brani di lettura scelti dagli Afterhours catapulteranno il pubblico al centro di un flusso di coscienza a metà strada tra rassicurazione e cambiamento. Nei teatri la line up vedrà, oltre a Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Xabier Iriondo e Roberto Dell’Era anche Fabio Rondanini (Calibro 35) alla batteria e Stefano Pilia (Massimo Volume) alle chitarre e al contrabbasso, per i fedelissimi della band si tratterà degli ultimi appuntamenti live prima di un lungo stop per la scrittura e la registrazione di materiale inedito.

Le date:

06.02 MILANO, Auditorium del Conservatorio
07.02 BERGAMO, Teatro Creberg
08.02 TORINO, Teatro Colosseo
12.02 UDINE, Teatro Giovanni da Udine
13.02 BOLOGNA, Teatro Manzoni
14.02 SCHIO (VI), Teatro Astra
16.02 NAPOLI, Teatro Augusteo
17.02 CIVITANOVA MARCHE (MC), Teatro Rossini
21.02 CREMONA, Teatro Ponchielli
23.02 VERONA, Teatro Filarmonico
26.02 MESTRE (VE), Teatro Corso
27.02 FIRENZE, Teatro Verdi
28.02 SENIGALLIA (AN), Teatro la Fenice

 

Intervista a Miguel Bosè: “Amo” è un immenso viaggio che parte dalla mia insaziabile curiosità”

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Con il nuovo album di inediti, intitolato “Amo”  Miguel Bosé  completa il proprio prisma artistisco. Anticipato in radio dal singolo “Encanto/L’Incanto” , questo  è  il primo lavoro di inediti dopo “Cardio” del 2010. Si tratta di un album positivo, colorato, un’opera omnia comprensiva del Bosè pensiero. Una dichiarazione di principi, un affresco dei colori dell’anima, la difesa dell’amore per la conoscenza e l’informazione, un input alla vita. Un disco fatto in casa in cui l’artista riscopre il proprio passato, racconta il proprio presente, lascia aperte le porte del proprio futuro.

Miguel, ci racconti il processo di lavorazione e di scrittura che ha accompagnato questo album?

Ho scritto queste canzoni mentre ero a casa, il processo di scrittura è durato due anni e mezzo, un periodo molto lungo durante il quale ho tenuto insieme molte cose in contemporanea. Ho pututo godermi la famiglia, l’orto, gli animali, staccarmi da Bosè ed entrare in Miguel. Quando sono entrato in studio, invece, era già tutto molto definito. Mi sono accupato personalmente del missaggio di questo lavoro, questa è una fase davvero delicata nella lavorazione di un disco e ho voluto accertarmi che lo spirito delle canzoni fosse rispettato.

A proposito del binomio Miguel -  Bosè che tipo di equilibrio hanno trovato le tue due anime?


Miguel è molto importante per Bosé perché è quello che gli dà la terra, lo sa trattenere, gli dice adesso ti fermi, vai a letto, ti riposi. E’ un uomo low profile, un cittadino molto normale. Forse la sua presenza serve per  compensare l’uragano Bosé che non ha regole, non ha frontiere a cui piace andare sempre avanti.

Parliamo dei contenuti di “Amo”. Cosa racchiude questo tuo nuovo lavoro discografico?

Il tema centrale è la conoscenza, già dalla copertina si capisce tutto. “Amo” è la canzone matrice, qui c’è il mio mondo, la mia infanzia, i miei interessi: dalla biologia all’aritmetica, dall’architettura alla fisica e la letteratura.  Si tratta di un immenso viaggio immenso che prende spunto dalla mia insaziabile curiosità. Amo le cose che so e che non so, quelle che intuisco, quelle in cui credo, che arriveranno… Amo la capacità di sapermi meravigliare, affascinare, esplorare, scoprire. Questo è il vero punto d’intersezione tra Miguel e Bosé, si tratta di due persone unite da un’avida sete di conoscenza.

Miguel Bosè

Miguel Bosè

Come interpreti il cambiamento dell’industria discografica?

Oggi si parte da quello che c’è, non si cercano più gli artisti, si cercano le canzoni. Il mio pubblico è composto da quattro generazioni, di cui almeno due non hanno e non avranno mai un cd fisico. Quello che mi preme sottolineare è che l’artista è come un seme: ci vuole terra, cura, calore, stagioni, tempo. Quello che ora comanda è l’immediatezza.  In merito a questo discorso io sono poco traumatizzabile, non mi spaventa il corso del tempo, ho vissuto il massimo del massimo, ho fatto parte dei fulgidi anni ’80, i cosiddetti anni d’oro. Nonostante questi presupposti, è sicuro che la richiesta di nuova musica ci sarà sempre e sarà sempre più forte.

Come vivi oggi il tuo rapporto con l’Italia?

Ho una teoria: l’Italia è un paese fedele alle formule; io ho tradito una formula ritenuta vincente per una mia necessità artistica con “Bandido”, la gente non ha capito chi ero, non mi ha più riconosciuto, ha avuto la sensazione che fossi fuggito via. Nei paesi di lingua spagnola, invece, è accaduto esattamente il contrario: l’ascolto è, di norma, più instabile, ai latini piace il gioco, l’avventura, il continuo rinnovamento. Questo spunto ha fatto germogliare la mia carriera di autore, per cui, se non fosse successo, oggi non sarei qui.

Miguel Bosè

Miguel Bosè

Come ti ha cambiato l’esperienza della paternità?
Si tratta di un passo che ho fatto molto tardi anche perché la mia professione mi richiedeva tutte le energie del mondo. E poi io sono sempre stato famoso per essere selvaggio. Il giorno in cui sono diventato papà si è aperto un giardino di emozioni unico, che non somiglia a nient’altro. Adesso so cos’è l’amore vero, fatto di sacrificio. Papà Miguel lo sta vivendo tutti i giorni ed è una grande scuola. Nel frattempo Bosè ha capito bene il senso delle cose poco a poco, le ha incorporate e le ha portate avanti senza nessun tipo di ostentazione.

Parlando di Amici, i Dear Jack vanno a Sanremo… Li hai sentiti? Hai dato loro qualche consiglio?
Questi  ragazzi hanno un carisma straordinario  e gusto nel comporre.  La voce ed il timbro di Alessio, che insieme a Greta, sento spesso, fanno realmente la differenza. Al Festival di Sanremo più della vittoria, conta la canzone e ai Dear Jack Sanremo non potrà fare altro che bene! So che quest’anno ci saranno anche Moreno ed Emma, seppur in vesti diverse,  mi sa che manco solo io!

Raffaella Sbrescia

Acquista “Amo” su iTunes

Video: Libre ya de amores

Vo’ on the Folks: 20 anni di intrecci musicali e culturali

Vo’ on the Folks compie 20 anni. La storica rassegna nata nel 1996 in programma a Brendola, in provincia di Vicenza, presenta quattro serate dedicate all’incontro tra la world music e il pop, tra le sonorità contemporanee e quelle popolari. Dal 7 febbraio al 21 marzo 2015 alla Sala della Comunità della cittadina vicentina, le cui origini risalgono al Neolitico, artisti italiani e stranieri danno vita a un intreccio di musiche e culture differenti. Organizzata dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” si conferma come spazio privilegiato per la riscoperta e tutela di preziose tradizioni da conservare e tramandare. Hevia, le Henry Girls, Petra Magoni, Ilaria Fantin, Jim Hurst e Roberto Dalla Vecchia saranno i protagonisti di questo variegato caleidoscopio sonoro fatto di folk, irish music, bluegrass, etnica, roots rock e blues.

Henry Girls

Henry Girls

La XX edizione della rassegna diretta da Paolo Sgevano si apre sabato 7 febbraio con l’unica data italiana delle Henry Girls. Karen, Lorna e Joleen McLaughlin, le tre sorelle della contea di Donegal diventate in poco tempo uno dei più interessanti risultati folk/roots d’Irlanda, presentano il loro ultimo album “Louder than Words”. Canzoni orecchiabili e melodiche con influenze nella musica tradizionale irlandese e americana che hanno entusiasmato anche il pubblico statunitense. Apprezzate per le loro ben definite armonie e gli arrangiamenti accattivanti, sono state paragonate a grandi della musica come Crosby, Stills & Nash e The Dixie Chicks. Hanno duettato con Imelda May, partecipato all’album “Stories from the Steeples” di Mary Black, diviso il palco con i Dervish e collaborato con The Hothouse Flowers, Altan e Donal Lunny. Per l’Huffington Post il loro “December Moon” (prodotto da Calum Malcom) è stato uno dei migliori 10 album del 2013.

Petra Magoni e Ilaria Fantin

Petra Magoni e Ilaria Fantin

 Sabato 21 febbraio, invece, va in scena il recital “Cosa sono le nuvole?” che vede protagoniste la vocalist Petra Magoni e la polistrumentista Ilaria Fantin (oud, arciliuto, chitarra). Le due artiste danno vita a un sorprendente viaggio che ripercorre la musica dall’antico 1500 ai giorni nostri, attraverso strumenti a corde e le note di Sinéad O’Connor, Fabrizio De Andrè, Domenico Modugno, Joni Mitchell, Leonard Cohen, Claudio Monteverdi.

JimHurst e RobertoDallaVecchia

JimHurst e RobertoDallaVecchia

Il 7 marzo è la volta di un altro duo, stavolta di chitarristi: lo statunitense Jim Hurst e il veneto Roberto Dalla Vecchia. Tra virtuosismi, flatpicking e fingerpicking, echi country e bluegrass, ballad e composizioni originali, il duo acustico propone musica potente e suggestiva, con un repertorio prevalentemente incentrato sulla tradizione nordamericana.

Hevia

Hevia

Gran finale il 21 marzo con il ritorno a Brendola di Hevia. Il piper spagnolo – inventore della cornamusa elettronica, capace di rivoluzionare la musica popolare asturiana, vendendo oltre due milioni e mezzo di album in tutto il mondo – torna sul palco del Vo’ on the Folks dopo il sold out del 2013 con un nuovo progetto live e una formazione ampliata.

Fonte: UFFICIO STAMPA: info@dmvcomunicazione.net |

Tiromancino live a Napoli: pioggia di emozioni all’Arenile Reload

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Pioggia di emozioni all’Arenile Reload di Bagnoli in occasione dell’atteso concerto dei Tiromancino. Tantissimi gli spettatori accorsi ad ascoltare i fratelli Zampaglione & Co. che, rimpolpati da una nuova invidiabile linfa creativa, sono tornati a macinare chilometri e sold out. Sulla scia dell’ottimo riscontro ricevuto dall’ultimo album “Indagine su un sentimento”, i Tiromancino hanno rinsaldato la loro inimitabile miscela a metà strada da pop e rock e con la loro scaletta a prova di hit riescono ancora a  conquistare anche i cuori più cinici. Il live, della durata di circa un’ora e mezza, viaggia a ritmo battente tra presente e passato: si va dalla title track del disco a “Muovo le Ali”, passando per “Un tempo piccolo”, “Angoli di cielo”, “Amore Amaro”, “Per me è importante”, “I giorni migliori”. Il pubblico canta ogni singola parola delle canzoni che hanno accompagnato per mano una generazione in cerca di sentimenti da conoscere. Sinceramente accattivante l’energia di “Conchiglia”, rabbiosa ed incisiva “E’ necessario”, intima e coinvolgente la nota triade composta da “La descrizione di un attimo”, “Amore impossibile”, “Nessuna certezza”. Molto gradita l’ospitata a sorpresa di Raiz, in ottima sintonia, con la band romana. Chiusura ad effetto con i singoloni “Liberi”, “Immagini che lasciano il segno”, “Quasi 40”, “Imparare dal vento”, “L’alba di domani”, “Due destini”.

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

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Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino ft. Raiz @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino ft. Raiz @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

Tiromancino @ Arenile Reload Ph Luigi Maffettone

 

 

Napoli jazz Winter: partenza col botto con Bassvoice Project & Friends

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Con l’inizio del nuovo anno tornano anche gli attesi appuntamenti della rassegna Napoli Jazz Winter, ormai giunta alla 9° edizione. All’interno della nuova location della Domus Ars di via Santa Chiara a Napoli fusion di sonorità mediterranee con il basso di Pippo Matino, la voce di Silvia Barba, il sax di Marco Zurzolo e la fisarmonica di Antonello Salis. Al centro del concerto proposto al pubblico un percorso musicale caratterizzato dalla presenza sia di brani originali che di canzoni d’autore rivisitate con talento, passione e creatività. Un  inedito quartetto per inedite emozioni al Napoli Jazz Winter.

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

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Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

Bassvoice Project & Friends @ Napoli jazz Winter Ph Luigi Maffettone

 

 

 

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