The Kolors presentano “You”: un album vario e sorprendente

The Kolors

The Kolors

Il 19 maggio  uscito “You” (Baraonda/Artist First), il nuovo album dei The Kolors. Stash Fiordispino, il cugino Alex Fiordispino e Daniele Mona tornano in pista con un disco di inediti registrato tra Milano e Londra con la collaborazione di Gucci Mane, Daddy’s Groove, Tommaso Colliva e la partecipazione di Andy Bell e Gem Archer (Oasis). La notizia importante è questo nuovo progetto spinge i The Kolors oltre confine e lo fa senza mezze misure. Il suono, curato, giovane, metropolitano esce dagli schemi e raccoglie influenze, richiami, idee sotto un unico tetto. Con questo nuovo lavoro, il trio prova a rimettersi in carreggiata mantenendo alcuni tratti della propria identità pop senza rinunciare a proporre un suono fresco. Assoli di chitarra melodie radiofoniche, contaminazioni e  influenze innescano un meccanismo di fusione tra rock, pop ed elettronica. “Abbiamo lavorato senza mai pensare che dovevamo fare qualcosa per restare sulla cresta dell’onda – hanno raccontato i The Kolors durante la conferenza stampa di presentazione del disco a Milano – Abbiamo voluto scrivere le nostre canzoni, fare la nostra musica e Lorenzo Suraci ci ha dato la libertà di poterlo fare esattamente come desideravamo. Per noi non esiste il ragionamento del “batto il ferro finchè è caldo”. Ci siamo chiusi in studio e abbiamo pensato a fare del nostro meglio. Il nostro unico mantra era: divertiamoci. Abbiamo lasciato la negatività fuori dalla porta e si sente. Non abbiamo lavorato pensando di dover sbarcare all’estero ma siamo contenti di avere in mano un lavoro che può sicuramente giocarsi qualche buona carta fuori dai confini dell’Italia”.

Video: What Happened Last Night

Ad arricchire il progetto anche uno speciale artwork realizzato in collaborazione con con Sergio Pappalettera di Studio Prodesign: “Con lui abbiamo elaborato una sorta di simbolo che potesse rappresentare una sfera globale della comunicazione visiva, un occhio psichedelico che potesse racchiudere un mondo in cui tutto è assuefatto dall’uso della tecnologia”. E così dopo aver collaborato con J-Ax e Fedez in “Assenzio” e aver prodotto alcuni dei brani del primo Ep di Thomas “Adesso più che mai”, Stash si concentra sulla nuova strada di un album ispirato a tanti momenti personali. Su tutti il brano strumentale “Souls connected”: “Ho scritto questo brano subito dopo la morte di mio nonno, una persona con cui sono praticamente cresciuto. Appena ho ricevuto la notizia, mi sono lasciato andare per esprimere tutto quello che provavo in quel momento. Credo che in questo caso la chitarra canti più di me”. Il risultato è un brano davvero notevole, psichedelico, di chiara ispirazione Pink Floydiana e di grande forza espressiva. Non solo riferimenti vintage, i the Kolors spaziano tra generi e generazioni, a dimostrarlo è la loro grande stima nei riguardi dei Twenty One Pilots: “Siamo andati a sentirli a Milano, li abbiamo anche incontrati e occupano un ruolo importante all’interno della vastissima rosa dei nostri ascolti” – ha spiegato Stash. “Le playlist oggi sono le più varie possibili, allo stesso modo anche il nostro album intende muoversi con disinvoltura tra tematiche e sonorità ricercate. Per quanto riguarda i contenuti, abbiamo cercato di analizzare il modo con cui le persone si rapportano con il web e con i social network in particolare. Noi, a differenza di molti, non investiamo emotivamente nel web. Proviamo, piuttosto, a viverlo come un normale veicolo di mutuo scambio. Non temiamo lo scontro con il pubblico e non suoniamo in funzione di quello che ci si aspetterebbe da noi. Quello che cerchiamo di fare è essere noi stessi in ogni contesto senza mai smettere di essere molto permeabili nei riguardi di quello che ci piace”. A questo punto non ci resta che immaginare come potrà essere il nuovo tour che, a giudicare dalla potenza delle tracce del disco, non deluderà i clubbers: “Le nostre sono storie di club life. In estate ci saranno dei concerti di “riscaldamento” poi in autunno partirà il vero e proprio tour in cui cercheremo di accontentare tutti. Veniamo dal mondo delle suite lunghissime, il nostro messaggio abbraccia gli anni ’80 e quando suoniamo dal vivo non amiamo ripeterci. Il live sarà sicuramente diverso dal disco, il nostro obiettivo sarà integrare il mondo della canzone alla produzione elettronica. Ci sarà da divertirsi”!

Raffaella Sbrescia

TRACKLIST

01. Intro
02. You
03. Crazy
04. What happened last night (feat. Gucci Mane e Daddy’s Groove)
05. Don’t understand
06. Chemical love
07. Souls connected
08. Crystallize
09. High
10. No
11. What happened last night
12. Dream alone (feat. Andy Bell e Gem Archer)

The Kolors partiranno oggi per il tour degli instore, e a luglio e agosto saranno in tutta Italia per una serie di appuntamenti live organizzati da F&PGROUP (Info www.fepgroup.it):

08/07 BELLARIA IGEA MARINA (RN) – Area Porto Canale 10/07 MAROSTICA (VI) – Piazza Degli Scacchi 15/07 COMO – Arena Teatro Sociale 11/08 MARINA DI CASTAGNETO (LI) – Marina Arena – Bolgheri Festival 12/08 MARINA DI PIETRASANTA (LU) – Teatro La Versiliana 16/08 PAESTUM (SA) – Teatro Dei Templi 18/08 ZAFFERANA ETNEA (CT) – Anfiteatro Falcone E Borsellino 19/08 PALERMO – Teatro Di Verdura.

Samuel alla conquista di Milano: il live all’Alcatraz è una botta di energia

Samuel live ph Riccio

Samuel live ph Riccio

Chissà come ci si debba sentire a salire su un grande palco da solo senza la propria storica band. Magari sembrerà un salto nel vuoto magari sarà una incredibile botta d’adrenalina, sicuramente è una grande prova e denota una irrefrenabile voglia di mettersi in gioco senza se e senza ma. Questo è quanto sta facendo Samuel Romano che proprio ieri sera ha dominato il palcoscenico di un affollatissimo Alcatraz di Milano per la seconda anteprima de “Il Codice della Bellezza tour”. Forte della pluridecennale esperienza acquisita tenendo centinaia di concerti in ogni tipo di location, il cantautore è riuscito a stabilire subito una forte connessione con un pubblico, particolarmente attento a cogliere le nuove sfumature di queste canzoni che, pur conservando il dinamismo, l’energia e l’appeal del mondo dei Subsonica, sono il frutto di un percorso compositivo individuale e per certi versi meno ermetico. Muovendosi con disinvoltura tra electropop, rock e intime parentesi acustiche, destreggiandosi tra pianoforte, chitarra e ukulele, Samuel è riuscito a delineare in maniera nitida i contorni di questa nuova dimensione artistica che lo espone a 360 gradi. Ad accompagnarlo in quest’avventura ci sono due suoi amici di vecchia data, ovvero il batterista Christian “Tozzo” Montanarella dei Linea77 e il tastierista Alessandro Bavo degli LNRipley. Breve cammeo anche per Riccardo Onori, storico chitarrista in forze nella band di Jovanotti.

Ad “arredare” il palco, tre postazioni musicali su pedane cilindriche, un caleidoscopio di luci e dei suggestivi visuals realizzati ad hoc. In scaletta, tutti i brani tratti dall’album solista di Samuel ma non solo; il cantautore ha voluto dare una nuova veste alcuni brani scritti per altri artisti come “Costa poco” degli Stylophonic e “Grande sole” di Giuliano Palma. A sorpresa c’è spazio anche per un brano inedito, inzialmente scartato dalla tracklist ufficiale del disco: «Credevo tantissimo nella forza di questa canzone – spiega Samuel – il testo racconta proprio il mio ultimo anno e descrive tutti i dubbi che avevo nell’intraprendere una strada sconosciuta. Il brano si chiama “Il rischio” e stasera ve la faccio ascoltare quasi in anteprima». Come molti si aspettavano e, forse, speravano, Samuel ha voluto proporre in acustico anche una manciata di alcuni brani meno noti del repertorio dei Subsonica ai quali si sente molto affezionato: si tratta di “Lasciati”, tratto dall’album “Microchip Emozionale” e “Dormi” tratto da “Terrestre”. Chiusura pirotecnica con “Momenti di noia”, la titletrack “Il codice della bellezza” e la ripresa, a sorpresa de “La statua della mia libertà” (singolo scritto con Jovanotti, attualmente in rotazione radiofonica). Il bilancio, per concludere, è chiaramente positivo: la calda sensualità della sua potente voce, la carica energetica di quella formula strumentale capace di racchiudere le sfumature più calde e metallose, la fragilità di parole che in punta di piedi riescono a traforare il cuore, sono le armi vincenti con cui Samuel può affrontare e sfidare il mondo anche da solo.

 Raffaella Sbrescia

Il primo tour da solista di Samuel ripartirà con un’altra speciale anteprima il 27 giugno a Roma (Postepay Sound Rock in Roma), per poi proseguire tutta l’estate con una serie di appuntamenti che si inseriscono nelle line up dei Festival più importanti d’Italia: 7 luglio Paratico – BS (Albori Festival)8 luglio a Genova (Goa Boa festival)15 luglio a Collegno – TO (Flowers Festival)20 luglio a Cervignano – UD (Onde Mediterranee Festival), 13 agosto a Santa Cesarea Terme – LC (Cube Festival)31 agosto a Mantova (Mantova Arte e Musica) 1 settembre a Treviso (Home Festival).

 

In autunno, inoltre, Samuel partirà con la leg europea de IL CODICE DELLA BELLEZZA TOUR debuttando il 19 ottobre aParigi (La Bellevilloise), per poi esibirsi nei più importanti club delle principali capitali europee: il 20 ottobre a Bruxelles (VK), il 22 ottobre a Londra (02 Academy Islington), il 23 ottobre a Dublino (Opium Rooms), il 24 ottobre ad Amsterdam (Sugar Factory), il 25 ottobre a Barcellona (Bikini).

 

De Andrè canta De Andrè: Cristiano a confronto con Faber. Filologia sì, ma senza reverenzialismo

Cristiano De Andrè live "De Andrè canta De Andrè" - Teatro Nazionale - Milano

Cristiano De Andrè live “De Andrè canta De Andrè” – Teatro Nazionale – Milano

Dei tre spettacoli live che Cristiano De Andrè ha dedicato al repertorio di suo padre Fabrizio, questo è quello più bello per una semplice ragione: la piena consapevolezza delle intenzioni e dei mezzi. Cristiano ha assemblato una scaletta che gli calza a pennello, ha voluto mettere in evidenza l’attualità di canzoni senza tempo con l’obiettivo di stimolare l’anima, quella che tendiamo a lasciare chiusa a chiave in un cassette per proteggerci da questi mala tempora. Quello di “De Andrè canta De Andrè” è un progetto che Cristiano sposa ogni cinque anni intervallandolo con progetti individuali. Il prossimo dicembre tutti questi progetti dedicati alle opere parterne saranno racchiusi in una confezione cofanetto comprensiva dei due dischi datati 2009 e 2010. Un’opera nell’opera è andata in scena la scorsa sera sul palco del Teatro Nazionale di Milano: Cristiano De Andrè ha riportato in scena brani noti e meno noti del celebre Faber arricchendoli con il proprio contributo musicale. Esteticamente belli e tecnicamente curati i nuovi arrangiamenti con cui il cantante ha voluto vestire i cimeli dell’indimenticabile cantautore genovese.

Impegnato nella realizzazione di un suo album di inediti atteso per il 2018, il cantautore genovese, classe 1962, ha proposto diverse chicche in scaletta, tra tutte citiamo: “Canzone per l’estate”, brano che Fabrizio compose con De Gregori celebrando l’incontro della sua lirica con l’ermetismo degregoriano. Bella anche la nuova versione di “Una storia sbagliata” dedicata a Pierpaolo Pasolini. E poi, ancora, “La Guerra di Piero”, “Via Del Campo”, “Amore che vieni, amore che vai”, “Il bombarolo”. “Questa tourneè è come una sorta di medicina per l’anima, in questo tour racconto tanti aneddoti del passato mescolando poesia e musica. Molti giovanissimi si stanno avvicinando alle canzoni di mio padre e questo passaggio di testimone generazionale è la cosa più bella e più concreta che io possa fare. Spero di riuscire a portare queste canzoni anche in Europa e Oltreoceano”, aveva raccontato Cristiano De Andrè durante la conferenza stampa di presentazione del tour e, in effetti, così è. “Non ci sono canzoni di mio padre che non voglio fare, ho solo scelto i brani che si adattassero meglio a questo tipo di sound. Il prossimo progetto riprenderà le canzoni d’amore che ancora non ho avuto modo di prendere in considerazione. Gli arrangiamenti avranno una veste più classica e ci sarà la presenza di un’orchestra. All’inizio di questo percorso avevo molta paura, temevo che mi sarebbero arrivare sassate da ogni dove invece non è successo e questo mi spinge a lavorare ancora più alacremente per fare al meglio questo lavoro di recupero”, ha spiegato Cristiano De Andrè. “Il mio approccio è quello di rispetto e autocritica. Affronto grandi opere, mi metto di fronte a qualcosa di davvero alto e cerco di farlo da diverse angolazioni. Sono stato attento a non lasciare nulla al caso anche se ogni volta mi scopro sorpreso nel trovare sempre qualcosa di nuovo in queste canzoni. Trovo cose che non avevo capito o qualcosa nascosto tra le righe. Oggi capisco davvero con quanta meticolosità scrivesse mio padre”.

Cristiano De Andrè live "De Andrè canta De Andrè" - Teatro Nazionale - Milano

Cristiano De Andrè live “De Andrè canta De Andrè” – Teatro Nazionale – Milano

Comunque, recupero filologico a parte, Cristiano De Andrè è stato capace di interpretare con coerenza e rispetto le canzoni del padre ma senza essere reverenziale, da bravo polistrumentista allievo di Mauro Pagani, il cantautore ha conquistato il pubblico con l’uso di diversi strumenti spingendosi fin quasi nel territorio della world music. Bravi anche i suoi musicisti, ai quali è stato lasciato ampio spazio con lunghi e appassionati momenti di solo.

Raffaella Sbrescia

Renzo Rubino live a Milano: tra gioco, emozione e incanto

Renzo Rubino live @ Il Serraglio - Milano

Renzo Rubino live @ Il Serraglio – Milano

“Quando ero bambino, nella mia casa in Puglia c’era un pianoforte vecchio e scordato. Quello era per me il giocattolo più grande, qualcosa che potevo manipolare in maniera autonoma. All’inizio quel vecchio piano poteva generare solo 4 note ed erano proprio quelle quattro note a farmi compagnia. Nel tempo i miei genitori l’hanno aggiustato ma quelle quattro note mi sono rimaste nel cuore. Questo per dirvi: perché faccio musica? Lo faccio per gioco”. Così Renzo Rubino ha spiegato la scorsa notte al pubblico del Serraglio di Milano cosa significa per lui fare musica nell’ambito de “Il Gelato dopo il mare tour”. Gioco sì ma neanche poi tanto, le canzoni composte dal cantautore pugliese sono scritte seguendo il flusso dei pensieri e il battito del cuore. Nel corso di una serata fuori dal tempo, l’artista ha coinvolto i suoi musicisti e gli spettatori in un percorso avulso da scalette e siparietti costruiti a tavolino, anzi, si è sentito così a casa da lasciare da parte i costumi per un momento di autentica condivisione. Il suo racconto è partito dal caos per giungere ad una risoluzione logica e irreversibile, così come lo sono i ritornelli delle sue canzoni. Estroverso ma riflessivo, giocherellone ma attento ai dettagli, ironico ma sentimentalista, Renzo Rubino si è allontanato dai lustrini per dare spazio ai suoni e agli strumenti, almeno una trentina, avvalendosi, tra l’altro di una ricchissima sezione di fiati curata dal bravissimo Mauro Ottolini, che ha anche partecipato agli arrangiamenti dei brani contenuti nell’ultimo album di inediti di Rubino, prodotto da Taketo Gohara. L’atmosfera del club si rivela la più congeniale a Renzo che, attraverso la sua personalità variegata, le sue incursioni citazioniste, gli aneddoti di una vita e le parole più dolci possibili ha ipnotizzato lo spettatore all’interno di un contesto intimo traghettandolo in una dimensione leggera, ovattata, capace di mettere a proprio agio anche i meno convinti.

Raffaella Sbrescia

Scriverò il tuo nome live: il secondo round di Francesco Renga

Francesco Renga live @ Mediolanum Forum - Milano

Francesco Renga live @ Mediolanum Forum – Milano

Dopo il grande successo dei live del 2016, il 5 maggio Francesco Renga è ripartito in tour dal Mediolanum Forum di Assago (MI) con “SCRIVERO’ IL TUO NOME Live nei Palasport”, dove tutto è iniziato lo scorso 15 ottobre con un debutto sold out in prevendita. Dopo la data milanese, il tour (organizzato da F&P Group) proseguirà con altri cinque concerti nei principali Palasport italiani, toccando città dove Francesco si esibirà per la prima volta per raggiungere e riabbracciare tutti i suoi fan: il 16 maggio sarà al Palapartenope di Napoli, il 18 maggio al Nelson Mandela Forum di Firenze, il 20 maggio al Pala Alpitour di Torino e il 22 maggio alla Unipol Arena di Bologna. Inoltre, il 6 giugno Francesco Renga sarà tra gli artisti premiati ai prossimi Wind Music Awards 2017 che si terranno a Verona.

Nel corso dei prossimi live ci sarà la partecipazione di Elodie, con cui Francesco Renga proporrà live il brano “Così Diversa”, mentre a Firenze e Bologna per l’occasione saranno ospiti l’amico Giorgio Panariello e il cantautore Luca Carboni.

Il nome dell’amore è il centro di tutto e diventa leit motiv dello show che si svolge su un main stage A e su uno stage B che Francesco definisce “sala prove”, dedicato esclusivamente a un set acustico più intimo. Quasi 40 brani per più di due ore di live in cui Francesco Renga mette la sua voce al servizio delle parole e delle melodie. Alle sue spalle si alternano immagini di vita, istantanee, lancette che scandiscono il tempo e contributi live.

Durante il concerto sarà possibile riascoltare i più grandi successi che hanno reso Francesco Renga uno degli artisti italiani più apprezzati dal pubblico e i brani di SCRIVERÒ IL TUO NOME LIVE (Sony Music), il primo album live di Francesco Renga uscito il 28 aprile, che contiene 16 grandi successi e tre brani inediti: “NUOVA LUCE”, “NON PASSA MAI” e “COSI’ DIVERSA” Feat. Elodie.

Montaggio live:

La band che accompagnerà Francesco Renga è composta da Fulvio Arnoldi alla chitarra acustica/tastiere, Vincenzo Messina al piano/tastiere, Stefano Brandoni ed Heggy Vezzano alle chitarre, Phil Mer alla batteria e Gabriele Cannarozzo al basso.

I concerti nei palasport anticipano il tour estivo, che vedrà Francesco Renga esibirsi nelle location più prestigiose d’Italia (Brescia, Roma, Udine, Villafranca, Cremona, Genova, Forte dei Marmi, San Pancrazio Salentino, Trani e Taormina).

Per informazioni: www.fepgroup.it e www.francescorenga.it.

Soul System: l’avventura live inizia ai Magazzini Generali. Il report

Soul System live @ Magazzini Generali - Milano

Soul System live @ Magazzini Generali – Milano

Avevamo lasciato i frizzanti Soul System mentre festeggiavano la vittoria di X Factor. Li abbiamo ritrovati sul palco dei Magazzini Generali di Milano dopo una manciata di mesi trascorsi a lavorare in studio insieme al produttore Antonio Filippelli. Leslie, Jiggy, Alberto, Joel e David sono quasi pronti a pubblicare il disco d’esordio ma nel frattempo hanno scelto di scaldare i motori con un live divertente ed energico. In scaletta, naturalmente, tutti i brani che hanno scandito il loro percorso nel talent targato Sky ma anche qualche inedito che ha reso molto bene l’idea di quello che andremo ad ascoltare tra poche settimane. Il sound dei Soul System unisce Hip Hop e R&B, Funk e Pop e, sebbene non inventi nulla di nuovo, riesce comunque a risultare fresco e convincente. I contenuti sono acerbi ma la chimica che unisce il gruppo è ben rodata e si sente. Il gruppo multietnico e multiculturale, formato da quattro elementi di origine ghanese affiancati da un batterista veronese, ha individuato i propri punti di forza grazie ad un rapporto di amicizia e di lavoro che dura da diversi anni. La stima, la forza di volontà e voglia di sudare donandosi sul palco sono gli elementi su cui si concentra il loro show. Bello sentirsi parte di un tutto, ora rimane da scoprire cosa avranno da dirci nel loro disco e cosa ne penserà il pubblico su larga scala. Nel frattempo potrete andare a sentirli dal vivo il 13 maggio – Torino, Piazza San Carlo; 10 giugno – Valdobbiadene (TV), Villa dei Cedri; 15 luglio – Asti, Astimusica; 17 luglio – Rimini, Rose & Crown Festival; 3 agosto – Pavullo nel Friganano (MO), Festa Provinciale ASOP; 20 agosto – Monopoli (BA ), Coccaro Beach. Il tour è prodotto da Massimo Levantini e Gaetano Puglisi per Live Nation.

Raffaella Sbrescia

Maldestro: il garante della continuità del cantautorato Made in Italy

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Non è facile essere innovativi. E questo è un concetto che vale per tutte le epoche storiche e per tutti i contesti.
Si chiamano “geni”, quelli che intravedono nel mare di cose sentite e risentite, scritte e riscritte, dette e ridette, qualcosa di veramente nuovo che si stacchi da tutto ciò che in qualche maniera ha il pregio innegabile di esserne genitore. E’ che in questo mare di cose scritte e riscritte, dette e ridette, sentite e risentite, non è facile nemmeno essere originali. Essere originali ispirandosi a quanto già detto e ridetto, scritto e riscritto nell’ambito di un repertorio, e portare qualcosa di nuovo, di fresco, di qualitativamente pregiato e gradevole.
Questo ha fatto Maldestro nel panorama della canzone d’autore italiana.
Già tenuto d’occhio dai critici negli scorsi anni, che gli hanno conferito nel 2013 un Tenco e molti encomi, il cantautore partenopeo, con la partecipazione al festival di Sanremo, si è proposto al grande pubblico, con “Canzone per Federica”, ottenendo il secondo posto nella classifica delle nuove proposte, il premio Mia Martini, e ricevendo il maggior numero di riconoscimenti come il PREMIO LUNEZIA, il PREMIO ENZO JANNACCI, il PREMIO ASSOMUSICA e il premio conferito dalla REGIONE BASILICATA per il MIGLIOR VIDEOCLIP.

Maldestro live

Maldestro live

E così lo ascoltiamo, questo “I muri di Berlino”. E, dopo averlo ascoltato una volta, non possiamo fare a meno di farlo una seconda, ed una terza, e via dicendo, restando sempre più affascinati dalla freschezza di note che arrivano immediate alle orecchie ed al cuore, sulla reminiscenza di grandi classici cui sicuramente si ispirano, ma senza scimmiottare o clonare alcunché: tutto passato attraverso il filtro attento e caratterizzante della penna dell’autore. Certo, la mano di Maurizio Filardo si fa sentire, in arrangiamenti che riecheggiano fraseggi musicali dei primi anni ’90, quando si affacciavano alla ribalta artisti come Silvestri, Fabi, Carmen Consoli, dando nuovamente spinta e vigore ad un genere, quello della canzone d’autore, che nel corso degli anni ’80 aveva visto una fase di declino. Ed è proprio questo il segreto di una riuscita esperienza cantautoriale: non sottovalutare l’aspetto musicale, che deve costituire, al pari dei testi, un elemento caratterizzante ed articolato di ogni singolo repertorio.

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Non annoiano, i Muri di Berlino. Scorrono uno dietro l’altro a indurci in riflessioni, a rievocare emozioni, a metterci di fronte a tanti piccoli fatti di vita quotidiana in cui ci riconosciamo, a guardarci, anche nei nostri difetti o fallimenti, con un occhio più indulgente e amorevole. Un cd pieno di poesia, di quella poesia delicata che porta il sorriso su un animo infantile e candido. Nulla di torbido o ridondantemente tormentato. Anche nell’affrontare temi dolorosi, come quello dell’immigrazione, che ogni giorno ci getta sotto gli occhi le vite straziate di migliaia di esseri umani, colpevoli solo di essere nati dalla parte sbagliata. Un cd che commuove, fino alle lacrime. Ma che non manca mai, nella sua poetica, di farci alzare gli occhi al cielo e farci raccogliere un messaggio di speranza.
Quello che possiamo augurarci è che Antonio Prestieri, in arte Maldestro, resti ancora a lungo così “maldestramente”, schietto e genuino, pur continuando in quello che è un percorso che riteniamo ben avviato di maturazione artistica e personale. E che continui ancora a lungo ad accompagnarci con parole e note che sicuramente, fanno bene al cuore.

Leggi l’intervista a Maldestro: http://www.ritrattidinote.it/interviste/i-muri-di-berlino-maldestro-album.html

Prossimamente il cantautore napoletano sarà a
26/04/17
Napoli – Teatro Bellini
11/05/17
Recanati – Teatro Persiani
12/05/17
Parma – Wopa
27/05/17
Vicenza – Festival
29/05/17
Napoli – Digital Music Forum (Conferenza)
30/05/17
Torino – Partita Nazionale Cantanti H 21,00
02/06/17
Battipaglia (SA) – Notte Bianca
25/06/17
Montesano sulla Marcellana (SA) – P.za F. Gagliardi
29/06/17
Salina – Salina Doc Fest
dot
10/07/17
Asti – Asti Musica
15/07/17
Odolo (BS) – Festival D-Skarika
21/07/17
Campo di Pietra (CB) – Jazz in Campo
28/07/17
Sant’Anna di Centobuchi (AP) – Piazza
03/08/17
Treviso – Suoni di Marca

e il Primo Maggio in Piazza San Giovanni.

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

Maldestro live ph Roberta Gioberti

 

 

Artù: “Canto quello che sento senza mai perdere la speranza”. Intervista al cantautore romano

Artù ph Gabino Curtidor

Artù ph Gabino Curtidor

Dopo l’uscita dell’album “Tutto Passa”, il cantautore romano Artù, al secolo Alessio Dari, si prepara ad esibirsi sul palco del concerto del Primo Maggio a Roma. Lo abbiamo incontrato nel pieno di una intensa sessione di scrittura di nuove canzoni. Ecco cosa ci ha raccontato questo artista libero.

Intervista

Ciao Artù, come stai e come hai vissuto dopo la pubblicazione di “Tutto Passa”?

Sono molto carico, sto pensando al nuovo album e mi sto dedicando alla scrittura di nuove canzoni. Sto scrivendo tra un concerto e l’altro ma è in questo periodo in particolare che sto cercando di mettere nero su bianco tutto quello che ho vissuto in tour.

In qualità di appassionato osservatore, ci sono emozioni o persone che ti sono rimaste nel cuore e che cercherai di riportare nei tuoi testi?

Le facce che ho visto e le emozioni che ho provato sono solo la punta dell’iceberg di quello che per me ha rappresentato il mio primo vero tour. Mi ha sorpreso vedere tanti bambini ai miei concerti, forse perché le mie canzoni sono sì semplici ma anche molto crude. Un’altra testimonianza importante è stata quella di un signore di 85 anni che mi ha detto di conoscere tutte le mie canzoni; la musica è un linguaggio universale, non mi aspettavo assolutamente niente di tutto questo. Mi ricorderò sempre anche di una ragazza che una volta, a fine concerto, è venuta a salutarmi e poi abbracciandomi si è messa a piangere perché le succede spesso di ritrovarsi in quello che scrivo. Tutte queste cose mi caricano di responsabilità ma mi danno anche tanta forza e tanta energia creativa. Se non avessi fatto questo tour, non avrei scritto queste canzoni nuove. Se faccio questo lavoro è sempre per stare a contatto con la gente.

Quando scrivi non vai alla ricerca del ritornello, scrivi per la gente ma anche per dare un senso a quello che senti dentro. Cosa significa essere fuori dagli schemi?

Significa essere liberi. Quando scrivo non penso mai se la canzone potrà piacere alla gente, scrivo quello che mi viene. L’unica cosa di cui tengo conto sono gli occhi delle persone che mi ascoltano ma in linea di massima scrivo quello che sento.

Come sei nella vita di tutti i giorni, quali sono le cose che catturano la tua sensibilità o che semplicemente ti divertono?

Sono un mezzo disastro! (ride ndr). Sono disordinato, mi dimentico tutto, non ho tempo, mangio male, sono nevrotico, non è facile starmi dietro però ho tanti amici con cui mi diverto molto. Diciamo che in generale non sto in linea con la vita e questo mi spinge a chiudermi. Se non ci fosse stata la musica, sarebbe stato molto difficile inquadrarmi. Leggo molto, mi piacciono gli scritti di Cesare Pavese. Sono un malinconico sensibile, vedo sempre speranza in tutto, quella non mi manca mai. Soprattutto non perdo la speranza e la fiducia nell’uomo.

Cos’è che ti dà speranza nell’uomo contemporaneo?

Alla fine siamo sempre degli esseri umani, le guerre e la crisi mondiale non dipendono da tutti ma da pochi uomini che hanno il potere di condizionare i nostri destini.

Qual è il tuo rapporto con la città di Roma?

Il momento è complesso anche se chi vive a Roma tutti i giorni non vede tutta la “merda” che si vuole mostrare a tutti i costi. Come dico sempre, la colpa è di pochi ma siamo sempre tutti noi a rimetterci. Roma non funziona bene, per carità, ma è anche una città molto grande e non è facile da gestire. Roma è grande quanto la Svizzera, non è possibile governarla alla perfezione, non si risolverà mai tutto, eppure io la amo, poi la odio, poi la ri-amo: come tutti i grandi amori, non sarebbe un amore grande se un po’ non mi facesse soffrire.

Come vivi l’annuncio della tua partecipazione al concerto del Primo Maggio?

Per me che sono di Roma, quel palco me sono sempre visto davanti, starci sopra sarà il più bel momento della mia vita.

Raffaella Sbrescia

Tutto passa: Acoustic Version

http://vevo.ly/hziYed

 

Comunisti col Rolex tour: la macchina del divertimento di J-AX e Fedez approda a Milano

 

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

Un incontro tra generazioni, tra personalità, tra modi intendere il rap e il pop, tra storie e strade di due artisti che hanno saputo delineare in modo molto definito le rispettive peculiarità. Questo è, in sintesi, il fulcro di “Comunisti col Rolex tour”, la nuova avventura live di J-Ax e Fedez organizzata da Saludo Italia e Newtopia, che lo scorso 10 aprile è approdata al Mediolanum Forum per la prima delle 4 date previste a Milano. Forti del grande successo di vendite riscontrato dall’omonimo album pubblicato solo pochi mesi fa, J-Ax e Fedez hanno messo in piedi uno show dai ritmi serrati che incrocia le relative carriere, intersecandole in più punti. Al centro della scaletta, esaustiva e comprensiva di tutti i brani di maggiore successo dei due, c’è il concetto di intrattenimento riflessivo. Bilanci, invettive e flussi di coscienza si alternano a ritornelli accattivanti e a scenografie di impatto visivo, il tutto per cercare di venire incontro ai gusti di un pubblico quanto mai variegato: si va dai bambini ai cinquantenni e questa, forse, è la cosa più stramba e significativa da segnalare per questo tour.

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

A confermare la capacità fagocitante di J-Ax e Fedez ci sono le due ospitate della prima serata: la prima è quella che vede protagonista l’iconica Loredana Bertè sulle note di “Allergia”: scatenatissima, scosciatissima e intraprendente come di consueto, la rocker italiana ha saputo lasciare il segno in soli 4 minuti. A seguire troviamo Nek, sul palco del Forum per cantare “Anni Luce”. A questo proposito non sono mancati gli elogi di J-Ax: “A prescindere dal fatto che ho avuto a che fare con tanti giovani talentuosi, non mi pentirò mai di aver partecipato ad Amici perché lì ho trovato un vero amico: mio fratello Filippo”. Tornando al concerto, le luci, i visual e gli effetti scenici sono gli elementi che arricchiscono e completano la scenografia piramidale che suddivide il palco in due livelli simulando la metaforica scalata al successo di cui i J-Ax e Fedez parlano nel loro ultimo album.

J- Ax & Fedez - Comunisti col Rolex tour - Milano - ph Francesco Prandoni

J- Ax & Fedez – Comunisti col Rolex tour – Milano – ph Francesco Prandoni

Parlando di momenti emozionanti, citiamo la modifica al testo di “Intro” con cui J-Ax, diventato da poco papà, entra in connessione con il suo pubblico raccontandosi in modo intimamente autentico. Particolarmente a proprio agio anche Fedez, puntualmente scortato dalla fedelissima Chiara Ferragni. Il giovane artista si cimenta spesso alla chitarra senza risultare però, mai veramente padrone dello strumento. Tornando alla struttura generale del concerto, la formula studiata da J-Ax e Fedez, coadiuvati dal genio di Paolo Iannacci, riesce a far quadrare i conti e i tempi. Il ritmo serrato non ha, infatti, tolto ai due la possibilità di interagire spesso con il pubblico; a questo proposito c’è da dire che J- Ax ha addirittura sfruttato l’occasione propizia per girare il video de “L’uomo col cappello”. La nuova via del pop ha dunque superato il primo incrocio, staremo a vedere quali saranno i prossimi passi di un cammino che, ad oggi, non presenta difetti di sorta.

Raffaella Sbrescia

Scaletta

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Paola Turci presenta il nuovo album “Il secondo cuore”. Intervista

Paola Turci - Il secondo cuore- cover album

Paola Turci – Il secondo cuore- cover album

“Il secondo cuore” è il nuovo album di inediti di Paola Turci. Prodotto da Luca Chiaravalli su etichetta Warner Music Italy, il nuovo progetto discografico della cantautrice romana arriva dopo la trionfale partecipazione della cantautrice romana al 67esimo Festival di Sanremo e rispecchia un momento molto bello della sua vita. Le 11 tracce realizzate in co-scrittura con Giulia Ananìa, Marta Venturini, Fabio Ilacqua, Niccolò Agliardi, Enzo Avitabile, lo stesso Chiaravalli e Fink testimoniano una lavorazione fatta di incontri felici e ispirati. Paola Turci fa pace con la parte più inquieta di sé, si lascia finalmente andare e ce lo racconta lei stessa.

Intervista
Ciao Paola, il tuo ritorno discografico è tra i più attesi di questa stagione. Come ti senti?
Questo è il disco che non ho mai fatto, è il frutto della realizzazione di me stessa. La musica mi riappacifica con me stessa, mi dà stimoli nuovi. Questo è un album di co-scrittura, un ‘esperienza che mi fa sentire forte, che mi ha permesso di avere un confronto affermando anche me stessa al contempo. Prima avevo difficoltà nell’affrontare persone, pensieri, caratteri, personalità diverse da me. Qui ho avuto la fortuna di avere confronti molto aperti, gentili, costruttivi con persone che mi amano e che mi vogliono bene. Uscita dal limbo e presa di coscienza sono i movimenti che fanno da filo conduttore un po’ a tutti i brani di questo album. In ogni canzone c’è la mia storia, mi sono finalmente lasciata andare, ho riaperto le chiusure, ho superato le paure che avevo nello scrivere. Insomma questo è un disco felice che afferma il mio stato d’animo, la mia situazione attuale.

Tutto nasce dalla tua prima canzone in dialetto “Ma dimme te”
Sì, questa è la prima canzone che ho realizzato per questo disco ed è anche la miccia che ha acceso il tutto. Quando ho ritrovato la Warner Chapell, mi sono stati fatti i nomi di alcuni autori con cui poter lavorare e mi sono scoperta subito entusiasta di lavorare in co-scrittura. Nello specifico ho lavorato con Giulia Ananìa e Marta Venturini. Visto che Giulia abita vicino a casa mia, un giorno mi è venuta a prendere a casa e, mentre ero in macchina con lei per andare in studio, abbiamo cominciato a parlare dell’idea di scrivere una canzone in romanesco, si trattava di una cosa che volevo fare da diverso tempo. Ho pensato a Gabriella Ferri, Anna Magnani, Chavela Vargas, quindi ci siamo messe a scrivere. Io ero con la mia chitarra, lei era al pc e in un paio d’ore è venuta fuori questa canzone che ho subito cantato e registrato. Ero un fiume in piena, sono partita da un semplice la minore, così come si sente nel disco. Questa canzone rappresenta un po’ quello che è per me la musica: impatto emotivo fortissimo, un rapporto viscerale con le mie radici. Scriverla è stato facile perché ho attinto alla vita, ad un’icona che mi ricorda mia nonna, a quel tipo di donna forte che ha sofferto nella vita. La canzone è nata da una poesia di Giulia Anania, intitolata “L’amore è un accollo” e subito mi sono immaginata un interlocutore, ho pensato a un rappresentante della romanità con un fascino di quelli da playboy e ho subito contattato Marco Giallini perché secondo me era perfetto.

Un ruolo chiave l’ha svolto Luca Chiaravalli…
Luca Chiaravalli è stata la scoperta della mia vita, ha una vitalità, un’energia, una gioia di vivere che mi hanno contagiata. Ci siamo parlati tantissimo e ci siamo sentiti molto uniti. Ho sempre amato le persone che hanno fatto delle loro difficoltà un punto di forza, le persone grate alla vita, Luca è così e anche io sono così. Penso che tutto quello che arriverà da adesso in poi sarà un grande regalo. Per ora aver fatto pace con la me più inquieta è un grande regalo. In questo disco ho cantato come non ho mai cantato, ci siamo emozionati insieme, è stato un incanto dopo l’altro, non smettevamo di sorprenderci di come stessero venendo fuori queste canzoni dirompenti anche per noi.

In che senso hai cantato come non hai mai fatto?
Luca ha messo in evidenza quella parte di me che è emersa quando ho cantato “Ma dimme te”. La prima volta che ho cantato “Fatti bella per te” nella tonalità che ha scelto lui temevo mi andasse via la voce, il giorno dopo in uno studio affittato al volo di domenica a Roma, ho cantato con poca voce ma Luca era felicissimo e quella voce è rimasta. Nel disco ci sono molte take che hanno una voce alla buona la prima.

Paola Turci ph Luisa Carcavale

Paola Turci ph Luisa Carcavale

Cosa ci racconti di “Ci siamo fatti tanti sogni” scritta insieme a Diego Calvetti?
Questa canzone mi ha sorpreso molto perché voleva raccontare una cosa ma ha finito per raccontarne un’altra. Il fulcro è una storia che non riusciva a risolversi e che ho vissuto in prima persona. Con Calvetti l’idea iniziale era più legata al sociale.

Come mai hai scelto di inserire la cover di “Un’emozione da poco” anche nell’album?
Questa canzone mi è venuta in mente dopo “Fatti bella per te”, ho pensato a una canzone che avesse grinta, che fosse struggente ma che mi permettesse anche di esprimere le mie capacità interpretative. Canto spesso certe canzoni che uno non si aspetta che io canti.

Sfrecciano i ricordi tra grovigli di emozioni nel testo de “La vita che ho deciso”…
Questa canzone è dedicata alla musica e ripercorre un po’ delle immagini di me piccola, di me in crescita. Man mano che scorrono le immagini il cuore e fulcro di tutto rimane sempre la musica. La musica davanti al mare di Porto Ercole, la spiaggia dove sono sempre andata, dove ho cominciato a suonare è un’immagine che mi porto dentro ed è la più bella che ho, quella che mi fa sognare davvero.

Una delle canzoni più vicine alla tua storia è “Combinazioni”
Dopo anni io e Niccolò Agliardi siamo riusciti a scrivere insieme. Lo conosco fin dai miei esordi, veniva ai miei concerti e poi diventato un grande autore. Stavolta ha fatto centro probabilmente grazie al libro che ho scritto e alla storia che ho reso pubblica. Nel testo ci sono dei precisi rimandi alla mia vita tra imprevisti, coincidenze e sliding doors.

Come è nata la collaborazione con Fink?
Questa è l’ultima canzone che abbiamo scritto in questo disco. Anche qui c’è stata una combinazione felice: ho conosciuto Fink un paio di anni fa, l’ho visto in concerto a Roma, sono andata a salutarlo in camerino e in quell’occasione mi ha proposto anche di fare qualcosa insieme chiedendomi se cantavo anche in inglese. Successivamente ho fatto un disco antologico quindi ho lasciato stare fino a quando un giorno in studio Luca Chiaravalli mi ha parlato proprio di lui. Un attimo dopo ho scritto a Fink proponendogli di venire a Roma per un paio di giorni per provare a fare qualcosa insieme liberamente. Lui ha subito accettato, è arrivato in studio e abbiamo cominciato a scrivere il pezzo firmandolo in 4. Sublime è un aggettivo altissimo che a me fa molto effetto.

A proposito di incontri, molto importante è stato quello con Enzo Avitabile
L’incontro con Avitabile è stato determinante perché ha fatto sì la mia più grande passione diventasse il titolo del disco che è tratto proprio dal suo testo “Nel mio secondo cuore”. Dopo i miei esordi, io ed Enzo ci eravamo persi, gli scrissi un tweet quando ascoltai “Lotto infinito”, lui lo lesse e mi cercò dichiarandomi la sua stima; un fatto reciproco che ci ha dato la voglia di fare le cose insieme. Questo, per noi, è un anello di congiunzione.

Cosa è cambiato all’interno del tuo percorso?
Tutto è successo in un breve lasso di tempo che a me è sembrato lunghissimo. La scrittura del libro “Mi amerò lo stesso” mi ha aperto una nuova prospettiva. Poi il ritorno in scena con il monologo ha segnato l’avvio di un vero e proprio percorso.

Qual è stato l’ostacolo più grande per te?
Togliermi i capelli dalla faccia. Nascondermi mi ha fatto soffrire fino a quando non ho trovato il coraggio di dichiararlo.

Come hai vissuto questo Festival di Sanremo?
Quando scrivi una canzone è inevitabile che il punto di partenza sia l’autoriferimento. “Fatti bella per te” contiene un messaggio preciso, mostra il mio sentire e il mio essere. Sarà per questo che il pubblico ha recepito in maniera forte la mia credibilità, la mia storia sostiene la canzone, in ogni caso non mi aspettavo una reazione così forte e così bella. A Sanremo ero molto concentrata. Ho voluto godermi il momento e fare le cose al meglio per poter trasmettere questo mio momento di equilibrio. A 53 anni mi sento più a fuoco, più forte e più leggera di prima.

Il prossimo 11 aprile ti esibirai sul palco del Teatro Manzoni a Bologna, a favore della Fondazione Francesca Rava NPH Italia insieme a Paolo Fresu. Cosa stai preparando?
Ho incontrato la Fondazione grazie a mia sorella Francesca che opera da anni al suo interno. Mi ha portato 3 volte ad Haiti e ogni volta che mi chiede di fare qualcosa, rispondo sempre con grande slancio. Stavolta abbiamo coinvolto anche Fresu. Mentre 4 anni fa facemmo un concerto a Firenze improvvisando tutto il tempo, questa volta faremo qualcosa di più strutturato. Paolo ha un grande cuore, è venuto anche lui ad Haiti e faremo qualcosa di molto speciale.

Come ti trovi a cantare senza chitarra?
La chitarra è sempre stata la mia coperta di Linus. Ai primi tempi della mia carriera quando suonavo senza strumento mi sentivo agitata, mi muovevo in continuazione, oggi invece sento tanta forza e, anche da ferma, percepisco una carica che mi travolge e che mi spinge verso il pubblico. Non vedo l’ora di suonare sul palco e sprigionare tutta questa intensità.

Raffaella Sbrescia

Dal 31 marzo Paola Turci incontrerà i fan negli store delle principali città italiane : il 31 Marzo a ROMA (Feltrinelli, Via Appia Nuova, 427 – h. 18.00),  l’1 Aprile a  FIRENZE (Feltrinelli Red, Piazza della Repubblica  – h. 17.00); il 2 Aprile a  BOLOGNA (Mondadori, Via Massimo D’Azeglio, 34,a – h. 18.00), il 3 Aprile a TORINO (Mondadori, Via Monte di Pietà, 2 ang. Via Roma – h. 18.00); il 4 Aprile a  MILANO(Feltrinelli, Piazza Piemonte, 2 – h. 18.30); il 5 Aprile a  NAPOLI (Feltrinelli, Piazza dei Martiri – h. 18.00); il 6 Aprile a  BARI (Feltrinelli, Via Melo, 119 – h. 18.30); e il 7 Aprile a  PALERMO (Mondadori – Via Ruggero Settimo, 16 -h. 18.00).

Da maggio Paola Turci sarà in tour per importanti eventi live:

SABATO 6 MAGGIO – TODI – Teatro Comunale (data zero)

MARTEDI’ 9 MAGGIO – Roma, Auditorium Parco della Musica

MARTEDI’ 16 MAGGIO – Fermo, Teatro Dell’Aquila 
MERCOLEDI’ 17 MAGGIO – Trento, Auditorium Santa Chiara

LUNEDI’ 22 MAGGIO – Milano, Auditorium La Verdi - Fondazione Cariplo

MARTEDI’ 23 MAGGIO – Reggio Emilia, Teatro Valli

MERCOLEDI’ 24 MAGGIO – Vicenza, Teatro Comunale
DOMENICA 2 LUGLIO – Torino, Festival d’Estate c/o Piazzetta Reale

VENERDI’ 11 AGOSTO – Marina di Pietrasanta (LU), Teatro La Versiliana

 Video: Fatti bella per te

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