Oronero Tour: Giorgia ammalia Milano con elegante semplicità

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia torna in scena con il suo “Oronero tour” (prodotto da Live Nation Italia), un’avventura live dall’eleganza maestosa e pulita al contempo. Un viaggio emotivo che ha preso il via a Mantova e che lo scorso 24 marzo si è materializzato al Mediolanum Forum di Milano. Grazie ad una scaletta principalmente pensata per il pubblico, la cantante romana ha individuato un punto d’ incontro tra la sua identità odierna e tutto ciò che è stato il suo passato. Il concerto si anima poco a poco con un palco super tecnologico, ideato da Claudio Santucci per Giò Forma, in cui i 6 mega schermi che lo compongono si muovono e si trasformano in continuazione. Attraverso un continuo cambio dello spazio e della prospettiva, lo scenario cambia mantenendo aperta una dimensione spazio-temporale simile a quella di un movimento ondulatorio, a cavallo tra presente e passato.

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo in qualità di super ospite, Giorgia ha capitalizzato il grande carico emotivo di quel momento speciale, ha focalizzato l’essenza del suo percorso umano e artistico e l’ha resa fruibile a tutti coloro che nel corso degli anni si sono imbattuti nella sua voce potente e cristallina. Accompagnata da Sonny T (direttore musicale e basso), Claudio Storniolo (piano), Gianluca Ballarin (tastiere), Giorgio Secco (chitarra), Mylious Johnson (batteria), Giorgia ha messo insieme tutti i tasselli più importanti della sua vita mettendo in campo la sua visione ma anche la sua capacità di andare oltre il momento contingente. Ad arricchire lo show, sempre in maniera semplice, una serie di originali elementi coreografici, la presenza dei percussionisti Psycodrummers nonchè il contributo emozionale dei due ballerini di popping (i fratelli Patrizio e Rachele Ratto) che con la loro danza ‘robotica’ sono entrati in scena in vari momenti collegando simbolicamente i brani in scaletta. Il concerto è partito con “Vanità”, uno dei pezzi più belli dell’ultimo album “Oronero”, a cui Giorgia ha dedicato uno spazio ampio ma senza esagerare. Consapevole della grande portata dei suoi più grandi successi, la cantante ha incontrato il pubblico lasciandosi accompagnare sulle note di “E poi”, “Come saprei”, “Gocce di memoria”, “E’ l’amore che conta” e l’inarrivabile “Di sole e d’azzurro”. Elettronica, rock, pop e soul hanno incorniciato la voce di Giorgia che, muovendosi con agio e scioltezza tra successi di ieri e di oggi, ha trovato anche il modo per omaggiare Prince e Pino Daniele per offrire un ritratto ancora più esaustivo della sua anima artistica. A completare l’opera, un curioso medley, una sorta di terzo tempo dedicato ad alcuni dei più noti successi del 1997 da “Primavera” di Marina Rei, “Che male c’è” di Pino Daniele, “Laura non c’è” di Nek fino a “Notorius” di Puff Daddy. A chiudere l’esperienza di incontro pubblico/artista è stata “Io fra tanti”, una scelta non casuale per ribadire in modo non ostentato l’unicità di un’artista matura, consapevole ma soprattutto emozionante.

Raffaella Sbrescia

Scaletta
INTRO
VANITÀ
CREDO
SCELGO ANCORA TE
TU MI PORTI SU
E POI / GIRASOLE / COME SAPREI
VIVI DAVVERO
MARZO
GOCCE DI MEMORIA
PRINCE BAND TRIBUTE
POSSO FARCELA
AMORE QUANTO BASTA
È L’AMORE CHE CONTA
REGINA DI NOTTE
QUANDO UNA STELLA MUORE
NON MI AMI
IL MIO GIORNO MIGLIORE
DI SOLE E D’AZZURRO
ORONERO
1997 HITS
DIMMI DOVE SEI / UN AMORE DA FAVOLA
IO FRA TANTI

“Vulcano sono io!”. Intervista a Clementino

Clementino_vulcano - cover album

Clementino_vulcano – cover album

Esce oggi “Vulcano”, il nuovo album d’inediti di Clementino, il quinto da solista. Il disco contiene 13 tracce e rappresenta una precisa fase artistica del rapper che in questo lavoro ha voluto mettere a fuoco se stesso e la propria carica adrenalinica senza alcun featuring e con l’ausilio di tante nuove sonorità.

Intervista

Qual è il filo conduttore che lega le tracce di questo tuo nuovo lavoro?

Mi circondo sempre di tanta napoletanità. La cosa è testimoniata dal titolo dell’album: “Vulcano”. Il legame non è solo con il Vesuvio ma anche con la mia dirompente personalità. Con questo album ho cercato di riprendere il discorso di “Napoli Manicomio”. Negli ultimi 10 anni ho dato le mie strofe praticamente a tutti. Ho fatto decine di featuring ma ora ho detto basta, adesso è il momento di concentrarmi solo su di me. Un po’ come facevano gli umanisti: ci sono io al centro di tutto (ride ndr).

In queste nuove canzoni c’è tanto dialetto, non temi di perdere del potenziale pubblico?

Nelle mie canzoni mi muovo alternando italiano e dialetto cercando di creare il giusto equilibrio. In ogni caso anche se vado a cantare a Treviso, il pubblico vuole “Clementino ca spacc’ e vetrine”. Tra l’altro con il grande successo di alcune serie tv, il napoletano è stato ormai sdoganato ovunque.

Come ti approcci alla scrittura?

Non scrivo mai senza base, non ci riesco.   A seconda dell’atmosfera, scrivo cose diverse.

In questo album ci sono dei suoni molto variegati con ampi riferimenti alla tradizione napoletana…

A differenza dei miei lavori precedenti in cui cercavo di fare le cose che piacevano agli altri, stavolta ho cercato le cose che piacevano a me. “Vulcano” rappresenta me stesso: ci sono beats anni ’90, beats napoletani, un pizzico di trap e una manciata di richiami alla West Coast dove sono stato di recente.

Nelle tue canzoni parli spesso dei più giovani, che tipo di responsabilità senti di avere?

Non mi sono autonominato voce di una città o dei giovani. Sono il rapper che è ascoltato dalla mamma e dalla fidanzata. Ho fatto l’animatore turistico per 12 anni, ero l’outsider che copriva tutti i ruoli, lo sono anche nel rap perché abbraccio tutti i temi. D’altronde le mie iniziali parlano chiaro: MC sta per maestro di cerimonie. Da bambino salivo sul tavolo con la penna a mò di microfono e facevo lo show di Clemente, i miei genitori recitano fin da quando ero piccolo ed è forse anche per questo che ho sempre sognato il palco. Mi faccio portavoce di un genere ben definito: il black pulcinella, un tipo di musica che unisce l’eredità lasciata da Pino Daniele al mondo hip hop. Mi sento un vero Pulcinella: allegro fuori e triste dentro.  Il disagio psicologico lo tiro fuori attraverso la musica. Vengo dalla terra dei fuochi, un posto dove i ragazzi hanno pochissime possibilità e anche se qualcosa si sta iniziando a muovere, ci vorranno anni prima che la gente possa smettere di morire per mano della criminalità. A Cimitile ho aperto una scuola calcio per bambini, la “Iena Soccer Academy”, con il ricavato di ogni torneo compriamo defibrillatori e macchinari per gli ospedali; cerco di muovermi il più possibile per il sociale. C’è il Corriere della Iena, poi c’è l’iniziativa denominata “I messaggeri del Vesuvio” in cui invito i giovani emergenti a rappare con me.

Com’eri da adolescente?

Sono sempre stato molto disordinato e con la testa per aria. A scuola venivo continuamente ripreso perché mi perdevo in una sorta di torpore da sognatore incallito. Ho viaggiato molto, con la testa e non. Quando ho cominciato a fare le gare di freestyle affrontavo lunghissimi viaggi ma non mi sono mai fermato. Ho fatto tante comparse in teatro e qualcosa anche al cinema poi, però, le cose si sono ribaltate da un momento all’altro.

Sfizioso il video del nuovo singolo “Tutti scienziati”…

L’idea è di mio fratello Paolo. Abbiamo pensato dapprima a Emmett Brown di “Ritorno al futuro”, poi a Frankestein Junior e infine a Leonardo da Vinci. Abbiamo fatto riferimento a “Non ci resta che piangere” senza scimmiottare Troisi e Benigni, ci siamo solo ritrovati a vivere la loro esperienza. Poi abbiamo coinvolto i The Jackal con la loro parodia de “Gli effetti di Gomorra sulla gente” e ci siamo divertiti davvero molto. Con questo video mi è venuta voglia di fare cinema, magari con un bel ruolo comico. Ho studiato all’Università dello Spettacolo e mi sono laureato con il massimo dei voti. I miei genitori recitano il repertorio di De Filippo e Scarpetta, mi piacerebbe avere qualche ruolo da recitare anche se nelle mie esperienze precedenti interpretavo sempre me stesso. Per ora, in ogni caso, mi concentro sul rap che rimane la cosa che so fare meglio.

A proposito di cinema, come mai hai dedicato un brano al regista Paolo Sorrentino?

Tempo fa sono stato a casa di un amico che aveva il cofanetto con tutti i suoi film. Li ho guardati tutti, uno dopo l’altro e mi sono innamorato di Sorrentino. All’inizio la canzone si chiamava “L’uomo in più”, poi l’ho intitolata con il nome del maestro che, proprio ieri mattina, mi ha telefonato per ringraziarmi. Abbiamo parlato tutto il tempo in dialetto, gli ho promesso di raggiungerlo a Roma per stringergli la mano.

Clementino

Clementino

Il tuo contributo all’interno del docufilm dedicato a Pino Daniele è stato uno dei più apprezzati. Che ricordo hai di lui?

Pino è stato il mio maestro, ho scritto una canzone per lui mettendo nero su bianco un flow che mi usciva direttamente dal cuore. Quando Verdelli mi ha chiesto di partecipare, ho voluto recitare a cappella quei versi, sono l’ultimo artista con cui Pino ha collaborato e conservo un prezioso ricordo di quando lo incontrai, terrorizzato, per la prima volta. Sono davvero onorato di aver avuto la preziosa possibilità di collaborare con lui, ascolto ancora oggi le sue canzoni, me lo sono persino tatuato sulla pelle. Cercherò di mettere sempre qualche suo verso nella mia musica.

Una delle canzoni più forti del disco è “Spartanapoli”.

Difficilmente scrivo roba incazzata, questa è una storia di strada. Il rap è verità e io cerco di mettere nero su bianco quello che vedo per strada.

Potente il dissing virtuale che proponi in “ ‘A capa sotto”

In effetti c’è tanto “explicit content” ma il freestyle è una cosa che fa bene, la sana competizione è la linfa dei rapper.

Che fine farà l’amata cover “Svalutascion”?

Dopo il plauso dell’orchestra sanremese mi aspettavo un destino diverso per questa canzone. L’arrangiamento l’aveva resa simile alla colonna sonora di un film di Tarantino, spero di riuscire a portarla nei miei nuovi live. A proposito, a maggio partirà la mia tourneè europea, poi da giugno a settembre girerò l’Italia. Stare con il pubblico è la mia forza, sono uno del popolo.

Raffaella Sbrescia

La tracklist di “Vulcano”

UE’ AMMO (prodotto da Deliuan)

STAMM CCA’ (prodotto da TY1)

CENERE (prodotto da Shablo)

TUTTI SCIENZIATI (prodotta da Marz)

KEEP CALM E SIENTETE A CLEMENTINO (prodotto da Amadeus)

RAGAZZI FUORI (prodotto da Shablo e Zef)

DESERTO (prodotto da Shablo)

JOINT (prodotto da Yung Snapp)

COFFEE SHOP (prodotto da Swan)

LA COSA PIU’ BELLA CHE HO (prodotto da Deleterio e Fabrizio Sotti)

SPARTANAPOLI (prodotto da Shablo)

A CAPA SOTTO (prodotto da Swan)

PAOLO SORRENTINO (prodotto da David Ice)

I Muri di Berlino: Maldestro presenta il suo nuovo album. Intervista

Maldestro

Maldestro

I MURI DI BERLINO (Arealive / Warner) è il titolo del nuovo album di MALDESTRO che, dopo aver fatto incetta di premi e riconoscimenti in occasione della sua recentissima partecipazione al Festival di Sanremo 2017, nella categoria Nuove Proposte con il brano “Canzone per Federica”(PREMIO DELLA CRITICA ‘MIA MARTINI’, PREMIO LUNEZIA,  PREMIO ENZO JANNACCI, PREMIO ASSOMUSICA e il premio conferito dalla REGIONE BASILICATA per il MIGLIOR VIDEOCLIP), decide di accompagnare chi avrà voglia di ascoltarlo nei meandri di un percorso emotivo fitto e frastagliato. Attraverso una minuziosa cura per la scelta delle parole e un’innata sensibilità, Maldestro scova le crepe esistenziali di ciascuno di noi con il vezzo di una leggiadra melancolia.

Intervista

Antonio, come si colloca questo disco all’interno del tuo percorso artistico?

Comincerei col dire che questo disco lo sento realmente mio perché, nonostante i testi e la musica del primo album fossero comunque miei, non ho avuto modo di lavorare agli arrangiamenti. In questo caso, invece, ho suonato nel disco e ho partecipato anche alla realizzazione degli arrangiamenti mettendo a punto gran parte delle idee che avevo in mente.

Leggendo i testi si evince anche un’evoluzione nel tuo modo di scrivere

Il primo disco era molto più arrabbiato, questo è più tenero. Racconto di sentimenti importanti guardandoli da un’altra prospettiva; c’è una visione più romantica del dolore.

In effetti si nota un mood più riflessivo. Hai cercato di racchiudere in un unico testo una serie di riflessioni che, invece, abbracciano dimensione più vaste. In questo senso la scelta delle parole riveste un’importanza ancora più forte?

Quando scrivo non sto molto a rimuginare. In genere prendo la chitarra e il piano e procedo, raramente vado a modificare qualcosa che ho scritto in modo spontaneo. Di solito scrivo per un’esigenza personale, per liberarmi dai dolori e consumarli. Mi dicono spesso che attraverso i miei testi si riesce a vedere quello che sto raccontando, questo è anche frutto dei miei ascolti (Fossati, Gaber, Dalla).

I Muri di Berlino - album cover

I Muri di Berlino – album cover

A proposito di questo, cosa ti ha ispirato il testo di “Lucì in un solo minuto”? Nell’unica parola in dialetto che usi in questo album c’è tutto il pathos necessario per rendere in maniera tangibile la forza di un sentimento preciso…

Nella parola Lucì c’è tutta la mia rabbia ma anche tutto il mio amore verso la mia città e verso la mia lingua che ultimamente è stata fin troppo abusata. Ho scelto di raccontare in italiano le mie storie anche se non escludo il napoletano. In questa canzone ho voluto vedere un film e non ho badato a spese per realizzare la chiusura ideale per questo album.

Approfondiamo un attimo la questione relativa all’uso del dialetto…

Ho riflettuto sul fatto che c’è stato chi per anni ha cantato in italiano snobbando il dialetto per poi decidere di seguire la tendenza del ritorno all’uso del napoletano. Per quanto mi riguarda continuo sulla mia strada, ci sono delle canzoni in napoletano che avrei voluto mettere nel disco, ne ho scritte anche parecchie ma poi ho pensato che non c’entravano niente con questo album. Questo sarà un buon motivo per inserirle in un altro progetto. Altre canzoni le sto regalando a persone che mi ispirano e che mi emozionano.

“Sporco clandestino” è un colpo al cuore. Perchè hai deciso di colpire lo spettatore con questa canzone così forte?

Penso che ci sarà qualcuno che questo pezzo lo manderà avanti perché non riuscirà ad ascoltarlo. Ci sono delle cose che vanno raccontate così, senza filtri. Non si può ricamare su argomenti così forti. Io stesso tremo al solo pensarci. Ho scelto un modo diverso per parlare di questo tema, non ho mai sentito parlare di immigrazione dal punto di vista di un bambino. Mi ha sempre colpito l’ipotesi che ad un bambino potesse essere tolta la cosa più bella che abbiamo: la meraviglia. Il pianto straziante di un bambino che a 9 anni cerca di raccontare di quando una bomba gli ha ucciso i genitori mentre lavora in un’officina è stato volutamente scelto per auspicare che i bambini vengano protetti dalla malvagità e dal terrore.

Che rapporto hai con il tempo? Nei tuoi testi sembra sempre un po’ tiranno…

Il tempo fa sempre paura, ci facciamo i conti tutti i giorni e in tutti i momenti, soprattutto quelli belli. Ho paura delle buone notizie perché non riesco a gestirle, penso sempre a quando tutto finirà. La felicità mi mette agitazione perchè non ne conosco la durata, sto sempre lì a pensare che finisca.

Hai fatto una piccola partecipazione nel docufilm dedicato a Pino Daniele. Che ricordo hai di lui?

Con Pino Daniele ho un rapporto strano, lo adoro anche se l’ho ascoltato solo 4 anni fa. Vengo da altri ascolti ma trovo che sia un genio musicale e letterario. Anche se la mia anima è più vicina a Gaber, penso che il primo Pino Daniele abbia detto praticamente tutto ciò che c’era da dire dopo la musica classica napoletana.

Che rapporto hai con i colleghi conterranei?

Non frequento nessuno per vari motivi, sono sempre stato una persona solitaria, ci sono molti personaggi e poche persone. Per me puoi essere Bob Dylan o l’ultimo dei cantautori, a me interessa innanzitutto la persona che sei. Una delle cose più tristi che possa capitare a Napoli è che i colleghi non ti perdonano il successo. Per come la penso io, se un mio conterraneo riesce ad uscire fuori da Napoli affermandosi altrove, ne sono felice e mi sento rappresentato. Aldilà di queste dinamiche, quando poi incontro persone della mia stessa razza, ci instauro legami di sangue.

Ad esempio?

Posso citare i miei fratelli Alessio Sollo e Claudio Gnut. Aldilà della musica, ci siamo sempre sostenuti a vicenda in qualunque contesto.

Cosa pensi dei tanti premi ricevuti in ambito sanremese?

Per me la musica è un gioco. Prendersi sul serio non serve, bisogna essere seri ma non seriosi. I premi sono importanti ma alla fine il vero premio mi viene dato da chi viene al mio concerto e si emoziona riconoscendosi nelle storie che racconto.

Raffaella Sbrescia

Dal 24 marzo Maldestra presenterà il suo nuovo lavoro e incontrerà i fan negli store delle principali città italiane: il 24 marzo a  Roma - Feltrinelli Via Appia Nuova 427 (h 18,00);  il 25 marzo a  Napoli - Feltrinelli P.za dei Martiri (h 18,00); il 26 marzo a Senigallia (AN) – Mondadori C.so II Giugno 61 (h 18,00); IL 27 marzo a Milano - Mondadori Via Marghera (h 18,00); il 28 marzo a  Torino - Mondadori Via M.te di Pietà 2 (h 18,00); il 29 marzo Bologna - Mondadori Via D’Azeglio 34a (h 18,00) e il 30 marzo a  Firenze - Galleria del Disco (h 17,30).

Video: Abbi cura di te

Il tour

Dal 12 aprile inizierà il tour che lo vedrà coinvolto anche per tutta l’estate:

12/04 Bologna

Teatro San Leonardo

13/04 Roma

Auditorium Parco della Musica

20/04 Milano

Salumeria della Musica

26/04 Napoli

Teatro Bellini

05/05 Recanati

Teatro Persiani

27/05 Vicenza

Festival

25/06 Montesano sulla Marcellina (SA)

P.za F. Gagliardi

29/06 Salina

Salina Doc Fest

15/07 Odolo (BS)

Festival D-Skarika

28/07 Sant’Anna di Centobuchi (AP)

Piazza

Motta: “Mi sono conquistato la libertà musicale. Non vedo l’ora di esplorare nuovi mondi”

Francesco Motta

Francesco Motta

Dopo oltre 80 date nei club, nei teatri e nei festival con altrettanti sold out, il 1° aprile Motta cantante, polistrumentista e autore di testi, arriva all’Alcatraz di Milano per un concerto evento che chiude la seconda parte della tournée che ha fatto seguito alla pubblicazione de “LA FINE DEI VENT’ANNI”, il suo primo disco solista. Insieme a MOTTA ci saranno tanti artisti che negli anni hanno percorso un pezzo di strada insieme a lui tra cui Giorgio Canali, Criminal Jokers, Andrea Appino (Zen Circus) e Nada.  Il 22 marzo alle ore 21.15 su Sky Arte HD andrà in onda una puntata speciale di “Italian Sound” dedicata a Motta e alla sua musica.

Intervista

Francesco, dopo quest’anno così intenso cosa hai capito di te e della tua scrittura?

Ho realizzato che la gavetta e i chilometri percorsi in furgone sono serviti a qualcosa. Mi sono reso conto che aver avuto pazienza prima di uscire con un mio disco da solista è servito per scegliere le parole e le note giuste in modo che venissero fuori canzoni mie attraverso un modo di fare musica e un modo di scrivere veramente miei.

Ci son voluti tanti anni per scrivere delle parole destinare a rimanere, parole che hanno assunto un’identità precisa. Cosa significa trascorrere dei mesi a scegliere una frase o anche solo una parola?

Si tratta di un’esperienza piuttosto drammatica, non c’è niente di particolarmente divertente in tutto questo. L’elemento più importante di tutti è la pazienza, una cosa che ho imparato a gestire anche grazie al produttore del disco Riccardo Sinigallia. Ci sono alcune frasi che davvero mi hanno chiesto mesi anche laddove mi è capitato di tornare sulla prima idea.

Cosa comportava ritornare indietro sui tuoi passi dopo tanta ricerca?

In realtà quando parti da uno spunto e non accetti subito che quello sia quello giusto, quando poi dopo ci ritorni su, il punto iniziale non è mai lo stesso di prima. In questo modo interagisci sempre con qualcosa di diverso.

Come si è evoluta nel tempo la forte alchimia che si è creata con Sinigallia?

Stiamo molto bene insieme, ci vediamo quasi sempre a parte questo periodo in cui sono sempre in giro per concerti. La cosa più bella è che è nata una grandissima amicizia tra noi, c’è una grossa stima reciproca per cui se non collaboreremo per il prossimo disco, lo faremo sicuramente per quello dopo perché Riccardo mi ha insegnato veramente tante cose.

Alla luce dei riconoscimenti che stai ricevendo, in che direzione senti di stare andando oggi?

Fortunatamente sto trovando la mia direzione, giusta o sbagliata che sia, la sento molto mia. Dopo un disco così, sento di avere la libertà di esplorare mondi che ho visitato ma anche di aprire porte di mondi in cui non sono ancora stato; adoro avere questa libertà musicale.

Motta live al Monk - Roma (scatti presenti sulla pagina Facebook dell'artista)

Motta live al Monk – Roma (scatti presenti sulla pagina Facebook dell’artista)

Hai fatto le prime prove con i Criminale Jokers per il live dell’Alcatraz. Quali sono state le tue sensazioni dopo tanto tempo?

È stato bellissimo perché siamo ritornati in sala prove completamente rigenerati e con una stima reciproca fortissima. Sarà bello avere  loro lì per festeggiare questo anno perchè sono stati fondamentali per arrivare fino a questo punto.

In questo tour ci sono tante parti strumentali, quali sono le influenze e le correnti che le attraversano?

Il mood presente nel disco viene fuori dal vivo con più forza e più audacia. In particolare metto in luce il mio amore verso la musica africana e alcuni miei ascolti di altro genere.

Lo studio della composizione per musica da film ti aprirà nuovi orizzonti artistici?

Sì mi piacerebbe però, per ora, la mia priorità sarà lavorare al mio prossimo disco.

Ti sei conquistato i mezzi per esprimerti… qual è la tematica di cui senti di dover parlare in questo momento della tua vita?

Per la me la cosa più importante è prendere posizione sulle cose, anche laddove canto di canzoni d’amore; lo è soprattutto in questo preciso momento storico.

Come vivi la definizione di “cantautore rivelazione”?

Cantautore vuol dire cantare le canzoni che scrivo e questa è la cosa di cui vado più fiero in assoluto. Vengo da una gavetta lunga, certo non lunghissima, però va bene così. Io penso a scrivere le canzoni, non penso alle etichette.

Che sorprese ci saranno durante l’ultima data del tour a Milano?

Io e la mia band abbiamo fatto circa 100 date, siamo più che rodati, faremo quello ci riesce meglio. Emozionarmi e divertirmi saranno le cose meno banali e più importanti per me. Farò tutto senza trucchi, non li ho usati finora, non vedo perché usarli nell’ultima data!

Raffaella Sbrescia

Video: Del tempo che passa la felicità

Musica Nuda live al Blue Note Milano: eleganza e leggerezza a braccetto

Dopo aver diffusamente recensito “Leggera” (http://www.ritrattidinote.it/recensioni/leggera-magoni-spinetti-musica-nuda.html), il nuovo album di inediti del duo Musica Nuda, composto da Ferruccio Spinetti e Petra Magoni, è tempo di tracciare un breve bilancio della resa live delle nuove canzoni che i due artisti hanno portato sul palco del Blue Note Milano nell’ambito del “Leggera” tour. Con una scaletta intrisa di saliscendi emotivi e rimandi alle più svariate fasi del vasto repertorio dei Musica Nuda, Petra e Ferruccio si sono divertiti a giocare cercando di cogliere il pubblico di sorpresa. Con loro sul palco anche Lina Madrigali che, per l’occasione, ha cantato la sua “Diving in your soul”. Dai brani incisi nell’ultimo album, su tutti “Come si canta una domanda”, una poesia di Peppe Servillo musicata da Ferruccio Spinetti, “Condizione imprescindibile”, un tango che matura in un crescendo di matrice erotica, l’enigmatica “Dimane e l’agrodolce “Leggera”, alle cover che nell’arco di 14 anni sono entrate ormai a far parte del dna del duo, passando per qualche piccola chicca mai incisa, i Musica Nuda hanno creato un nuovo equilibrio interno.

Musica Nuda live @  Blue Note - Milano

Musica Nuda live @ Blue Note – Milano

Il concept che detta il leit motiv di questo nuovo tour ruota intorno alla parola leggerezza, intesa come attitudine nel non prendersi mai troppo sul serio senza tralasciare l’attenzione ai dettagli. Attraverso la loro capacità di spogliare le canzoni vestendole a proprio piacimento, i Musica Nuda riescono a fare leva sull’emotività dello spettatore in modo immediato e senza filtri. Il risultato, originale e fuori dall’ordinario, diventa garanzia di elegante divertimento.

Raffaella Sbrescia

Louis Berry: dai sobborghi di Liverpool alla ribalta internazionale all’insegna dell’autenticità. Intervista

Louis Berry

Louis Berry

Con il suo graffio proveniente direttamente dai sobborghi di Liverpool, Louis Berry è un giovanissimo cantautore che si sta velocemente imponendo all’attenzione mondiale. Lo abbiamo conosciuto con il singolo “Restless”, più di recente con il brano “She wants me”; brani intimi e viscerali che intendono rappresentare alcune delle principali caratteristiche del mondo di Berry. Reduce dal successo dei live nel Regno Unito che l’hanno visto protagonista lo scorso autunno, Louis Berry sta attualmente ultimando tra Nashville e Londra il suo album di debutto che vedrà la luce nel 2017. Berry ha una storia personale molto travagliata ma il lieto fine è giunto proprio grazie alla musica. Tipico lupo solitario, costretto a fare i conti con problemi familiari, Louis si è avvicinato alla musica in “tarda” età. Dopo lenti passi in avanti e una firma con Cuban Records, il giovane redento sta ultimando la lavorazione del suo album di debutto. In occasione della sua prima trasferta italiana e dello showcase di cui è stato protagonista durante il party di Ministry of Sound Italia all’Old Fashion di Milano, lo abbiamo incontrato per conoscerlo più da vicino.

Intervista

Ciao Louis, raccontaci del tuo background personale, del tuo sviluppo esistenziale e del tuo approccio alla musica.

Quello che ha caratterizzato la mia infanzia è un normale imprinting nel luogo da cui provengo, questo tipo di realtà ha forgiato la mia impostazione mentale, mi ha reso affamato di sfide. Da piccolo ero arrabbiato e frustrato ma non ho mai smesso di essere in qualche modo ottimista. Quello che è stato mi ha reso quello che sono oggi, sta influenzando il tipo di musica che faccio e il tipo di messaggio che intendo trasmettere. Cerco di differenziare i miei contenuti da quelli delle classiche pop songs e, man mano che le nuove canzoni verranno fuori, avrete modo di accorgervene.

Pensi che il pubblico riesca a percepire tutto questo?

Le persone attraverso i mass media guardano la rappresentazione di uno stile di vita che io non vivo. Tengo le distanze da questo modo di concepire l’intrattenimento, ritengo sia importante che la gente possa tornare a concentrare l’attenzione sulle cose realmente importanti. Nel mio album tutti questi aspetti emergeranno in modo definito. I primi singoli che ho presentato hanno delle trame più leggere mentre gli inediti saranno sicuramente più seri e spero che il pubblico possa apprezzarli.

Come stai lavorando in studio?

Ho scritto moltissimo in questi mesi, ho molte canzoni pronte e ho un piano preciso da seguire. Farò in modo che le persone possano conoscermi per davvero. Sto lavorando in studio insieme a Steve Fitzmaurice e Jacquire King, due grandissimi professionisti anche se molto diversi tra loro. Viviamo la musica in modo molto serio ma riusciamo anche a divertirci tantissimo. Chiaramente oggi mi sento diverso rispetto a quando ho scritto questi brani quindi riascoltarli sarà come fare un viaggio a ritroso nel tempo.

Louis Berry

Louis Berry

Che rapporto hai con la chitarra?

La chitarra per me è ben più di uno strumento. Più la suono, più affino la mia tecnica anche se di base la uso soprattutto per comporre, senza non so se ci riuscirei. Di recente ho cominciato a suonare anche il pianoforte e questo mi offrirà un nuovo modo di scrivere.

Come sta andando il tour e che tipo di concerto offri al tuo pubblico?

Le date del tour londinese sono tutte sold out, ce ne saranno sicuramente delle altre. Il mio concerto è prima di tutto energia, mi piace pensare che le persone provino le stesse emozioni che provo io sul palco. Se qualcuno pensa che io possa fare 3 concerti di fila dicendo sempre le stesse cose ogni sera si sbaglia di grosso. Ho un rapporto molto stretto con i miei fan, li vedo spesso anche al di fuori dei contesti legati al concerto, mi piace bere qualcosa con loro confrontandomi su vari argomenti.

Video: Restless

Che rapporto hai con i musicisti inglesi?

Non trascorro molto tempo con gli altri musicisti, non penso nel loro stesso modo.

Cos’è per te la solitudine?

È rifiuto delle emozioni.

Come lavori ai tuoi videoclip?

I video rispecchiano le emozioni che cerco di trasmettere attraverso le mie canzoni, io e il regista divertiamo a confrontarci. Mi piace questo tipo di scambio di idee. Lui mi aiuta a delineare i ritratti delle mie canzoni.

Cos’altro puoi dirci di te?

Mi piacciono le arti marziali e la storia. Sono una grande fan della storia di tutti i tempi e di tutti i paesi. Lo considero un potente strumento di conoscenza.

Raffaella Sbrescia

Benji & Fede: tutto pronto per il concerto- evento al Mediolanum Forum di Milano.

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede aprono lo “0+TOUR”  con un concerto – evento al Mediolanum Forum di Milano che sarà in diretta sulla loro pagina  Facebook  e che regalerà tante sorprese.

Previsto per sabato 4 marzo, il concerto, che ha registrato il sold out in una settimana, è il coronamento di 2  anni ricchi di successi. L’orario di inizio è previsto per le 20:05, l’ora del loro primo messaggio su Facebook e titolo del loro album d’esordio uscito nel 2015, certificato Platino per le vendite ed entrato ai primi posti della classifica. A questo è seguito un libro (Rizzoli) “Vietato smettere di sognare” , uno dei  casi editoriali dell’anno con 100.000 copie vendute e la permanenza al n.1 della classifica per due settimane consecutive e il loro secondo disco “0+”  che ha dominato la classifica di vendita realizzando il Disco di Platino in due settimane e  posizionandosi nella TOP 10 degli album più venduti del 2016.

TIM, con  l’offerta TIM Young&Music, continua la sua collaborazione con il duo anche in questa occasione. All’esterno del Forum sarà allestita una particolare postazione dalle ore 15.00  che consentirà a tutti  i fan presenti di registrare un videomessaggio. Benji & Fede selezioneranno i più divertenti e simpatici  messaggi  che avranno una destinazione speciale durante il concerto.

Al Forum sarà in vendita il merchandising ufficiale voluto, disegnato e curato dallo stesso gruppo.

Per avere contenuti esclusivi, anteprime, notizie, entrare a far parte del fanclub ufficiale e rimanere sempre aggiornati su tutte le loro attività è stata creata a gennaio l’App ufficiale di Benji & Fede.

Il loro ultimo album “0+”, uscito nell’ottobre 2016, contiene le collaborazioni con Jasmine Thompson, Max Pezzali e Annalisa, ed  è stato realizzato tra l’Italia, la Norvegia, la Finlandia e nei vari viaggi che questo anno straordinario ha comportato. “0+” è un lavoro molto personale che racconta di vita, di amore, dei loro incontri e delle loro avventure.

È un album che nasce dalla collaborazione di Benji & Fede con giovani autori e produttori stranieri, dalla loro interazione con realtà diverse che hanno reso possibile la creazione di un movimento generazionale capace di elaborare sonorità nuove, a volte più elettroniche, a volte più acustiche.

Tra i vari successi e importanti riconoscimenti di questo ultimo anno va segnalata anche la vittoria agli MTV EMA 2016 a Rotterdam dove si sono aggiudicati il “Best Italian Act”, mentre sono in nomination, nella categoria Cantante Italiano Preferito, per i prossimi Nickelodeon Kids Choice Awards 2017 che si terranno a Los Angeles il prossimo 11 marzo. 

Mentre continua il loro successo in Italia,  Benji & Fede hanno debuttato il 20 gennaio con il singolo “Adrenalina”  nella versione in spagnolo nel mercato latino.

Tutte le date del tour:

4 Marzo 2017 – ASSAGO (MI) @ MEDIOLANUM FORUM - SOLD OUT

23 Aprile 2017 – VENARIA REALE (TO) @ TEATRO DELLA CONCORDIA – SOLD OUT

24 Aprile 2017 – VENARIA REALE (TO) @ TEATRO DELLA CONCORDIA

29 Aprile 2017 – BOLOGNA @ ESTRAGON - SOLD OUT

30 Aprile 2017 – BOLOGNA @ ESTRAGON -NUOVA

6 maggio 2017 – PADOVA @ GRAN TEATRO GEOX

7 maggio 2017- NONANTOLA (MO) @ VOX CLUB - SOLD OUT

13 maggio 2017 – FIRENZE @ OBIHALL - SOLD OUT

14 maggio 2017 – FIRENZE @ OBIHALL - NUOVA

20 maggio 2017 – ROMA @ ATLANTICO LIVE - SOLD OUT

21 maggio 2017 – ROMA @ ATLANTICO LIVE

26 Maggio 2017 – NAPOLI @ CASA DELLA MUSICA

27 maggio 2017 – BARI @ DEMODE’ CLUB - SOLD OUT

28 Maggio 2017 – NAPOLI @ CASA DELLA MUSICA - SOLD OUT

Ombra: “Canzoni della cupa e altri spaventi”. Alla ricerca delle clandestinità interiori con Vinicio Capossela

Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra

Vinicio Capossela_manifesto tour Ombra

“Canzoni della cupa e altri spaventi” racchiude la seconda parte dell’ultimo lavoro discografico di Vinicio Capossela ed è anche il titolo dello spettacolo che l’artista ha portato sul palco del Teatro degli Arcimboldi lo scorso 28 febbraio. Nel pieno della sera del martedì grasso di carnevale, il geniale cantautore ha incantato il pubblico con uno show assolutamente inedito e curatissimo in ogni singolo dettaglio. A tenere le fila del discorso, il concetto di ombra intesa come materia sostanziale, esistenziale, scenica dello spettacolo nella sua interezza. Attraverso una sorta di travolgente ipnosi, Vinicio Capossela e i suoi eccellenti “cavalieri dell’ombra” hanno accompagnato il pubblico tra i più spinosi e lugubri meandri della Cupa, metaforicamente intesa come la parte più nascosta dell’interiorità individuale.

Corde di violino, onde elettromagnetiche, cornamuse e tamburi a cornice, tasti di pianoforte insieme alle mirabolanti diavolerie di Vincenzo Vasi e alle travolgenti incursioni del quartetto di Torino agli archi hanno scandito le mirabolanti tappe di un magico viaggio oscuro in un surreale luogo di metamorfosi spirituale. Grazie al potere dell’evocazione, alle reminiscenze della superstizione, del folklore e della religione, Vinicio Capossela ha rievocato la bellezza delle anime doppie tra echi morriconiani e ombre proiettate in 3D con la scenografia di Anusc Castiglioni e le luci di Loic Hamelin.

Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Vinicio Capossela live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Teli, sagome, rami d’albero, luci di plenilunio, riflessi, vistosi copricapi e irriverenti maschere, gli ingredienti pricipali di quattro quadri (il selvatico, l’archetipo, lo specchio e il paese) pensati per mettere in luce le clandestinità interiori degli infimi. Vagabondi, vagamundi, schiuma dell’umanità, accappanti, accapponi,affarinati, falsi malati. Abbianti, accattosi, limosinanti simulati. Sacerdoti, alacerbanti, affamiglioli, vergognosi. Perdonatori, venditori, medicastri, guaritori. Affarfanti, alacrimanti, apezzenti, testatori. Consumieri, consumati, raggruppati, artificiati, rintruppati, ammassonati, rivestiti, implasticati, feccia de l’umanità, tramonto de l’umanità hanno fluttuato nel corso di quasi tre ore di concerto grazie a Vinicio Capossela, nei panni di eclettico traghettatore di anime nonchè stimatissimo salvifico baluardo di genialità e cultura.

 Raffaella Sbrescia

Setlist

  1. LE CREATURE DELLA CUPA
  2. SCORZA DI MULO
  3. IL PUMMINALE
  4. MADDALENA
  5. LA NOTTE DI SAN GIOVANNI
  6. L’ANGELO DELLA LUCE
  7. LA BESTIA NEL GRANO
  8. BRUCIA TROIA
  9. VINOCOLO
  10. DIMMI TIRESIA
  11. LE SIRENE
  12. PARLA PIANO
  13. FATALITA’
  14. MODI’
  15. CORVO TORVO
  16. SCIVOLA VA VIA
  17. INTERMEZZO CINESE
  18. MARAJA
  19. SONETTI/PENA DELL’ALMA
  20. PETTAROSSA
  21. LO SPOSALIZIO DI MALOSERVIZIO
  22. IL LUTTO DELLA SPOSA
  23. IL TRENO
  24. IL BALLO DI SAN VITO

BIS

  1. ZAMPANÓ
  2. CON UNA ROSA
  3. STANCO E PERDUTO
  4. VETRI APPANNATI D’AMERICA
  5. NELLA PIOGGIA
  6. RESTO QUA

“Vivere e rinascere”: nuovo album e un tour in arrivo per Michele Zarrillo

booklet_ZARRILLO

Parte da Napoli martedì 11 aprile il “Vivere e Rinascere Tour” di Michele Zarrillo: un ritorno in teatro molto atteso dal numerosissimo pubblico che lo segue da sempre.

Occasione ghiotta per un cantautore che predilige da sempre il “live” – viste le sue qualità di musicista e compositore – per presentare “Vivere e Rinascere” (Universal Music), il disco a cui ha lavorato per più di un anno, e che segna appunto una sorta di “rinascita”, e con cui ha partecipato con successo al recente Festival di Sanremo.

In una dimensione teatrale pensata per dare risalto alle canzoni e alla qualità di un repertorio eterogeneo (come ce ne sono pochi) di musica italiana d’autore, Zarrillo presenterà al pubblico le canzoni del suo nuovo lavoro (“Mani nelle mani”, il brano presentato a Sanremo, “La ragazza corre”, “Per chi sa scegliere”, “Come ho fatto a perderti”, “L’amore ancora esiste?”, “Vivo nel mondo”, “E poi riapparve il mondo”, “Amore imperfetto”, “Mille latitudini” e “Vivere e rinascere”) e naturalmente – alternandosi tra il pianoforte e la sua “amata” chitarra – non mancherà di ripercorrere i suoi brani più celebri (da “Cinque giorni” e “Una rosa blu” a “La notte dei pensieri” e“L’elefante e la farfalla”; da “Il canto del mare” e “Strade di Roma” a “L’amore vuole amore” e “L’acrobata”, da“Ragazza d’argento” e “Su quel pianeta libero” a “L’alfabeto degli amanti” ed “Il sopravvento”, per citare solo alcuni dei titoli più conosciuti).

Tre anni e mezzo dopo un importante incidente di salute (da cui si è completamente ristabilito), a un passo dai suoi ‘primi 60 anni’, e a distanza di 5 anni e mezzo dall’ultimo album “Unici al mondo”, Michele Zarrillo, è tornato con un album intimo e progressivo allo stesso tempo. Chi dubitava che un periodo così lungo avesse “arrugginito” intuizioni e creatività, è servito.

Michele Zarrillo

Michele Zarrillo

Vivere e Rinascere è un disco di inediti, ognuno con una propria caratteristica, un proprio percorso. Canzoni d’amore, di storie che finiscono e nascono, come spesso accade e come spesso è capitato nel mio repertorio, è una mia caratteristica cantare l’amore” racconta Zarrillo “In Vivere e Rinascere l’amore è speranza, base e partenza per un futuro di rinascita e fiducia nel prossimo. Il disco nasce dal lavoro di più di un anno, in cui ho riscoperto il piacere della scrittura, un lavoro di composizione, di ricerca di belle canzoni, con l’aiuto anche di altri autori. Anche più di come ho fatto nelle produzioni precedenti”.

Prodotto e arrangiato da Alessandro Canini, “Vivere e rinascere” contiene dieci brani inediti scritti dallo stesso Zarrillo, con la collaborazione di Giampiero Artegiani (che firma i testi di ben sei canzoni, tra cui “Mani nelle mani”), Saverio Grandi, Valentina Parisse, Roberto Pacco, Luca Mattioni, Mario Cianchi, Felice Di Salvo, Marco Rettani e Stefano Colino.

Il nuovo lavoro ci regala un Michele interprete di grande qualità, più che mai. Oltre alle sue doti di musicista e autore, in questo disco vengono ancora una volta messe in risalto le sue qualità interpretative, toccanti e virtuose allo stesso tempo. Un album che ci restituisce un autore in grado di offrirci la grammatica dell’amore in tutte le sue desinenze e varianti.

Il tour è prodotto da Color Sound. Queste le prime date: Maiolati Spontini, Ancona (8 aprile, Teatro Spontini); Napoli (11 aprile, Teatro Diana); Salerno (20 aprile, Teatro Augusteo); Gallipoli (21 aprile, Teatro Italia); Frosinone (28 aprile, Teatro Nestor); Assisi (29 aprile, Teatro Lyrick);  Novara (3 maggio, Teatro Coccia); Torino (5 maggio, Teatro Colosseo); Milano (11 maggio, Teatro Nazionale); Padova (13 maggio, Gran Teatro Geox); Roma (18 maggio, Auditorium Parco della Musica). Presto si aggiungeranno altre città. Il calendario completo e continuamente aggiornato è disponibile su www.colorsound.com

Sul palco con Michele Zarrillo (voce, piano, chitarra acustica ed elettrica) un eccezionale team di musicisti di altissimo livello: Alessio Graziani (piano, tastiere e voce), Roberto Guarino (chitarra e voce), Ruggero Brunetti(chitarra), Roberto Gallinelli (basso), Maurizio Dei Lazzaretti (batteria) e Andrea De Luca (violino).

Sito ufficialewww.michelezarrillo.info

50 Palos: un doppio album per celebrare Pau Donés e il ventennale degli Jarabe De Palo

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JARABE DE PALO torna sulle scene musicali: il  17 marzo è disponibile 50 PALOS (in uscita in Italia per Carosello Records), un nuovo progetto discografico che celebra i 50 anni di Pau Donés,leader e fondatore del gruppo, e i 20 anni di carriera della band. Un DOPPIO ALBUM contenente i pezzi più celebri degli Jarabe De Palo come La FlacaBonito e Depende, reinterpretati in una nuova veste piano, archi e voce. I nuovi arrangiamenti nascono dalla voglia di mostrare i brani nella loro essenza, per lasciare spazio alle sottigliezze e all’immaginazione, per presentarle al pubblico nel loro stato più puro.

Nell’album sono presenti importanti collaborazioni con KEKKO SILVESTRE dei MODÁ, FRANCESCO RENGA, NOEMI e LORENZO JOVANOTTI legato a Pau da una lunga amicizia.

Gli Jarabe De Palo sono pronti a suonare dal vivo nel “50 PALOS” TOUR, una serie di concerti nei teatri di tutto il mondo: dagli USA all’Europa passando per Messico, Argentina, Perù, Cile, Uruguay, Ecuador, Colombia, Venezuela, Porto Rico e Repubblica Dominicana.

A luglio e agosto anche in Italia.

In uscita a fine aprile 2017 anche l’autobiografia 50 PALOS di Pau Donés, pubblicata in Italia per De Agostini

Pau Donés, membro e cantante del gruppo Jarabe de Palo, è nato a Barcellona 50 anni fa. La storia personale di ognuno viene caratterizzata dalle avventure e disavventure che ci si trova ad affrontare nella vita. Si può anche dire che, per citare Jarabe de Palo, “nella vita si impara dalle bastonate”. Nella vita di Donés, come nella vita di tutti, di avventure e disavventure ce ne sono state molte. A differenza di altri però, nella sua vita molte di queste vicende hanno preso la forma di canzoni, così, canzone dopo canzone, la storia dei Jarabe de Palo è stata scritta.

Fonte: ufficio stampa

 

 

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