Oronero Tour: Giorgia ammalia Milano con elegante semplicità

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia torna in scena con il suo “Oronero tour” (prodotto da Live Nation Italia), un’avventura live dall’eleganza maestosa e pulita al contempo. Un viaggio emotivo che ha preso il via a Mantova e che lo scorso 24 marzo si è materializzato al Mediolanum Forum di Milano. Grazie ad una scaletta principalmente pensata per il pubblico, la cantante romana ha individuato un punto d’ incontro tra la sua identità odierna e tutto ciò che è stato il suo passato. Il concerto si anima poco a poco con un palco super tecnologico, ideato da Claudio Santucci per Giò Forma, in cui i 6 mega schermi che lo compongono si muovono e si trasformano in continuazione. Attraverso un continuo cambio dello spazio e della prospettiva, lo scenario cambia mantenendo aperta una dimensione spazio-temporale simile a quella di un movimento ondulatorio, a cavallo tra presente e passato.

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Giorgia live @Mediolanum Forum ph Francesco Prandoni

Reduce dalla partecipazione al Festival di Sanremo in qualità di super ospite, Giorgia ha capitalizzato il grande carico emotivo di quel momento speciale, ha focalizzato l’essenza del suo percorso umano e artistico e l’ha resa fruibile a tutti coloro che nel corso degli anni si sono imbattuti nella sua voce potente e cristallina. Accompagnata da Sonny T (direttore musicale e basso), Claudio Storniolo (piano), Gianluca Ballarin (tastiere), Giorgio Secco (chitarra), Mylious Johnson (batteria), Giorgia ha messo insieme tutti i tasselli più importanti della sua vita mettendo in campo la sua visione ma anche la sua capacità di andare oltre il momento contingente. Ad arricchire lo show, sempre in maniera semplice, una serie di originali elementi coreografici, la presenza dei percussionisti Psycodrummers nonchè il contributo emozionale dei due ballerini di popping (i fratelli Patrizio e Rachele Ratto) che con la loro danza ‘robotica’ sono entrati in scena in vari momenti collegando simbolicamente i brani in scaletta. Il concerto è partito con “Vanità”, uno dei pezzi più belli dell’ultimo album “Oronero”, a cui Giorgia ha dedicato uno spazio ampio ma senza esagerare. Consapevole della grande portata dei suoi più grandi successi, la cantante ha incontrato il pubblico lasciandosi accompagnare sulle note di “E poi”, “Come saprei”, “Gocce di memoria”, “E’ l’amore che conta” e l’inarrivabile “Di sole e d’azzurro”. Elettronica, rock, pop e soul hanno incorniciato la voce di Giorgia che, muovendosi con agio e scioltezza tra successi di ieri e di oggi, ha trovato anche il modo per omaggiare Prince e Pino Daniele per offrire un ritratto ancora più esaustivo della sua anima artistica. A completare l’opera, un curioso medley, una sorta di terzo tempo dedicato ad alcuni dei più noti successi del 1997 da “Primavera” di Marina Rei, “Che male c’è” di Pino Daniele, “Laura non c’è” di Nek fino a “Notorius” di Puff Daddy. A chiudere l’esperienza di incontro pubblico/artista è stata “Io fra tanti”, una scelta non casuale per ribadire in modo non ostentato l’unicità di un’artista matura, consapevole ma soprattutto emozionante.

Raffaella Sbrescia

Scaletta
INTRO
VANITÀ
CREDO
SCELGO ANCORA TE
TU MI PORTI SU
E POI / GIRASOLE / COME SAPREI
VIVI DAVVERO
MARZO
GOCCE DI MEMORIA
PRINCE BAND TRIBUTE
POSSO FARCELA
AMORE QUANTO BASTA
È L’AMORE CHE CONTA
REGINA DI NOTTE
QUANDO UNA STELLA MUORE
NON MI AMI
IL MIO GIORNO MIGLIORE
DI SOLE E D’AZZURRO
ORONERO
1997 HITS
DIMMI DOVE SEI / UN AMORE DA FAVOLA
IO FRA TANTI

40 anni di Musica Ribelle con Eugenio Finardi al Blue Note

Eugenio Finardi live @ Blue Note - Milano

Eugenio Finardi live @ Blue Note – Milano

60 anni per realizzare i propri sogni o per rimetterli in carreggiata. Questa è l’età in cui Eugenio Finardi ha deciso di festeggiare 40 anni da quando, insieme ad un gruppo di ragazzini incoscienti e con l’ingenuità spocchiosa dell’adolescenza, ha inventato un nuovo modo di intendere il rock all’italiana. Dopo aver scavato negli archivi della Universal, proprietaria dei vecchi cataloghi Cramps e aver ridato vita alle piste multitraccia delle primissime incisioni, Finardi ha ritrovato il gusto di riascoltarsi ricordando l’energia e l’impeto di un collettivo che riusciva a dare voce allo spirito, alla grinta, alla rabbia attraverso un rock radicato nella musica barocca italiana. Per trasmettere questo stesso modo di intendere la musica e il suo significato, l’artista è tornato in tour con “40 ANNI DI MUSICA RIBELLE”, un concerto che intende rappresentare la viva testimonianza di un’epoca, un accorato bilancio esistenziale, una full immersion in un diario musicale ricco, intenso e variegato. Un modo per capire le dinamiche della vita di un sognatore, un’occasione per conoscere gli amori, le passioni politiche, le dipendenze, le paure, le soddisfazioni e i fallimenti di un artista.

Eugenio Finardi live @ Blue Note - Milano

Eugenio Finardi live @ Blue Note – Milano

L’occasione questa volta ci è stata data al Blue Note di Milano con un live intenso e ricco di aneddoti. Accompagnato da Giovanni “Giuvazza” Maggiore (chitarra), Marco Lamagna (basso), Claudio Arfnengo  (batteria), Paolo Gambino (tastiere) e l’amichevole partecipazione di Fabio Treves (Il Puma di Lambrate), Eugenio Finardi ci ha guidato per mano in un viaggio a ritroso nel tempo arrivando a quegli anni compresi tra il 1975 e 1977 quando fotografava lucidamente le tensioni politiche e sociali, tra droghe e anni di piombo. Attraverso un sound tagliente e di grande impatto, lo stesso che ha contraddistinto i suoi primi album targati Cramps come “Sugo” e “Diesel”, brani simbolo come “Musica Ribelle”, “Extraterrestre”, “La Radio”, “Voglio”,“Diesel” ma anche “Oggi ho imparato a volare”, La C.I.A.”, “Zucchero”, “Non diventare grande mai”, Giai Phong”, “Non è nel cuore” e “Scimmia” hanno deliziato il pubblico lasciandogli nel cuore un sentito desiderio di ritorno all’autenticità.

Brunori Sas live: quando la canzone d’autore è da sold out

Brunori Sas live @ Alcatraz Milano ph Francesco Prandoni

Brunori Sas live @ Alcatraz Milano ph Francesco Prandoni

Pronti ad evader con la mente, a piangere, a ballare, ad emozionarci. Così ci ha trovati Brunori Sas all’Alcatraz di Milano per un sold-out tanto atteso quanto meritato. Reo di essersi messo in discussione con un gran bell’album quale è “A casa tutto bene” (Picicca dischi), il cantautore si è conquistato una bella fetta dei consensi della critica e degli addetti ai lavori, tutti presenti al suo concerto meneghino. La cosa è stata particolarmente gradita da chi, invece, conosce Dario da anni e sa bene cosa è in grado di fare sul palco insieme alla sua fidata band composta da Simona Marrazzo (cori, synth, percussioni), Dario Della Rossa (pianoforte, synth), Stefano Amato (basso, violoncello, mandolini), Mirko Onofrio (fiati, percussioni, cori, synth) e Massimo Palermo (batteria, percussioni), Lucia Sagretti (violino). Al centro di una scaletta ben assemblata, gran parte dei brani del nuovo disco ma anche gli irrinunciabili successi prontamente riarrangiati.

Video: A casa tutto bene tour – Highlights

Attraverso un sound molto stratificato, ricco di sfumature e interamente riprodotto manualmente dai musicisti sul palco, Brunori Sas è riuscito a ricreare il complesso mood del disco e a infondere nuova linfa ai suoi pezzi storici. Il concerto è iniziato con il brano manifesto del nuovo album, “La verità”. Le sue parole esorcizzano, spiazzano, divertono e commuovono senza soluzione di continuità. “In mezzo a tutto questo dolore e a questo stupido rumore sarà una stupida canzone a ricordarti chi sei”, canta Brunori, cercando di lenire le ferite del nostro animo stanco, frustrato, sbattuto da una quotidianità devastante. Tagliente ironia e presenza scenica completano in maniera esaustiva un live energico, ulteriormente arricchito dall’allestimento luci curato da Francesco Trambaioli, che ha già lavorato, tra gli altri, con Ludovico Einaudi e Vinicio Capossela. Il concerto si chiude sulle note di “Secondo me” e la scelta non è casuale. Dario Brunori ha scritto e cantato tante belle storie ma adesso si trova in una fase artistica in cui canta quello che sente e che quello pensa, questo mood così riflessivo si percepisce e rende in maniera assolutamente fedele e non filtrata l’idea di un artista pronto a mettersi in gioco senza riserve. Il risultato è pura empatia; avanti così.

 Raffaella Sbrescia

Leggi l’intervista a Brunori Sas: http://www.ritrattidinote.it/interviste/brunori-sas-a-casa-tutto-bene-album.html

Setlist

La verità

L’uomo nero

Canzone contro la paura

Lamezia Milano

Colpo di Pistola

La vita liquida

Come stai

Le quattro volte

Fra milioni di stelle

Pornoromanzo

Lei, lui, Firenze

Arrivederci Tristezza

Una domenica notte

Il Costume da Torero

Sabato Bestiale

Don Abbondio

Rosa

Guardia ‘82

Kurt Cobain

Secondo me

Saint Motel live al Fabrique di Milano: quando il pop è sinonimo di festa

Saint Motel live @ Fabrique - Milano

Saint Motel live @ Fabrique – Milano

A due anni di distanza dal grande successo riscontrato dall’Ep “My Type”, i californiani Saint Motel sono ritornati in Italia, più nello specifico sul palco del Fabrique di Milano, per presentare i nuovi brani contenuti nel nuovo album “saintmotelevision”. Forti dei riconoscimento discografico testimoniato da un disco di platino per “My tipe”  e uno d’oro per  “Cold Cold Man”, i Saint Motel, composti da A/J Jackson (cantante), Aaron Sharp (chitarra), Dak (basso) e Greg Erwin (batteria), si sono divertiti nel coinvolgere il pubblico grazie alla vena scanzonata delle loro canzoni frizzanti, briose e audecemente leggere. Coadiuvati da un duo di fiati (tromba e sassofono), i “festaioli” d’oltreoceano hanno spaziato dal dream-pop all’indie-prog senza colpo ferire. Spruzzate di interludi vintage e simpatiche coreografie ammiccanti hanno completato un’ora di puro intrattenimento spensierato. Un piccolo lusso.

 Raffaella Sbrescia

Setlist

Cold cold man

Feed me now

Getaway

You can be you

Benny Goodman

For Elise

Butch

Puzzle Pieces

Sweet Talk

Move

My type

Destroyer

Born Again

Video: Saint Motel live al Fabrique:

Renato Zero: Alt in tour a Milano. Il live report dell’ultima data

Renato Zero ph Francesco Prandoni

Renato Zero ph Francesco Prandoni

“Alt” non è soltanto un monito è, bensì, una specifica richiesta che Renato Zero fa al suo pubblico. Un modo, quello di fermarsi, per fare il punto della situazione, certo, ma anche per rendersi conto di chi si è e di cosa si vuole fare. Questo è lo spirito per approcciare al meglio con i contenuti di “Alt in tour”, il nuovo concerto che Renato Zero ha portato sui maggiori palcoscenici italiani. Nelle quattro date sold out al Mediolanum Forum di Milano, l’artista romano ha racchiuso pensieri, riflessioni, desideri e auspici fattibili in un mondo sempre più cinico e disilluso. Niente lustrini e paillettes, Renato Zero toglie dalla scaletta pezzi come “La favola mia”, “Morire qui”, “Baratto”, “Triangolo”, “Mi vendo” e “Il carrozzone” per dare spazio ai recentissimi “Chiedi”, “Gli anni miei raccontano”, “In questo misero show”, “Gesù” e “Rivoluzione” per una full immersion ad alto tasso emotivo. Grazie ad una imponente scenografia allestita in forma di cantiere, Renato Zero si propone come costruttore di pensieri utili.

Renato Zero ph Francesco Prandoni

Renato Zero ph Francesco Prandoni

Fautore della rivoluzione, intesa come un quaderno tutto da riempire, l’artista invoglia il pubblico a sbarazzarsi della vacuità, lo stimola a porsi delle domande ma soprattutto degli obiettivi. Ecco perché nelle tre ore e mezzo di concerto, non mancano i momenti in cui gli occhi si riempiono di lacrime e ci si fa piccoli piccoli sul proprio posto a sedere. Inconsueta anche la scelta degli ospiti: in primis Sal Da Vinci (il cui connubio con Renato Zero è stato sancito da ben sette canzoni scritte dal cantautore romano e inserite nel nuovo album del cantante partenopeo). Molto gradita  la partecipazione dei Neri per Caso, ormai vicini all’incisione di un nuovo album, meno comprensibile la comparsata di Elio e Le Storie Tese con una storpiatura di cui si poteva tranquillamente fare a meno de “La canzone di Marinella” di De Andrè.  Ma d’altronde Renato Zero è ancora così, sornione e irriverente. Sono passati gli anni della “Zerofollia” ma anche in questa veste più riflessiva e improntata all’analisi socio-culturale contemporanea, Renato trova ancora il modo di farci emozionare e sorridere con il cuore pieno di contenuti.

Raffaella Sbrescia

La scaletta:

“Niente trucco stasera”
“Chiedi”
“Figli della guerra”
“Felici e perdenti”
“In questo misero show”
“Il maestro”
“La lista”
“Mentre aspetto il tuo ritorno”
“Voyeur”
“Il tuo sorriso”
“Cercami”
“A braccia aperte”
“Inventi” (con i Neri per Caso)
“Fammi sognare almeno tu”
“Più su”
“Spiagge”
“Magari”
“Perché non mi porti con te”
“I nuovi santi”
“Qualcuno mi renda l’anima”
“Un uomo da bruciare”
“Singoli” (con Sal Da Vinci)
“Gesù”
“I figli della topa”
“Rivoluzione”
“Amico”
“L’intesa perfetta (Diverso)”

“Gli anni miei raccontano”
“Il cielo”

 

 

Elisa live a Milano: il report e la scaletta del concerto

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

Spettacolo a tutto tondo per Elisa in occasione della prima delle due date al Mediolanum Forum di Assago. La cantautrice, sui pachi di tutta Italia per il suo nuovissimo On Tour, che prossimamente la porterà in Gran Bretagna e Irlanda con esibizioni a Glasgow, a Manchester, a Dublino e a Londra, si è mostrata in forma veramente smagliante. All’interno di una corposa scaletta, Elisa ha inserito non solo tutti i suoi più grandi successi ma anche alcuni brani contenuti nel suo ultimo album di inediti “On” senza tralasciare gli omaggi a Mimì Martini con “Almeno tu nell’universo” e a Leonard Cohen con “Hallelujah”, due brani in grado di mettere in particolare risalto tutte le peculiari sfaccettature della sua preziosa voce. L’aspetto più importante da mettere subito in evidenza è la fortissima partecipazione da parte del pubblico che non ha davvero smesso un attimo di cantare a squarciagola. La stessa Elisa si è lasciata più volte sopraffare dall’emozione di fronte a tanto affetto. La riprova sta nel fatto che la cantante ha ripetutamente messo da parte il microfono per godersi fino in fondo l’amore del suo pubblico; sul suo volto inequivocabili espressioni di pura felicita, nella bocca solo le parole delle canzoni ed innumerevoli “grazie”.

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

Libera, disinvolta, leggiadra Elisa ha dispiegato le sue ali con una performance energica ed incisiva: spaziando dal soul al sound pop toccando ritmiche elettroniche e riff hard rock, l’artista ha suonato dalla chitarra all’handpan senza soluzione di continuità. Accompagnata sul palco dai musicisti Andrea Rigonat (chitarra), Curt Schneider (basso), Victor Indrizzo (batteria), Cristian Rigano (tastiere), e le coriste Jessica Childress e Sharlotte Gibson, Elisa Toffoli ha voluto mettere sul banco tutto ciò che è riuscita a costruire durante la sua carriera. Il risultato è un insieme vincente: emozione, incanto e trasporto l’hanno fatta da padrone. In poco più di due ore di concerto Elisa  è riuscita ad entrare in profonda sintonia con il suo pubblico ed essendo, quest’ultima, la missione più importante per un artista, non c’è davvero nient’altro da aggiungere.

 Raffaella Sbrescia

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

La scaletta del concerto

Bad Habits

No Hero

Catch the Light

Ready Now

Stay

Bruciare per te

L’anima vola

Eppure sentire (un senso di te)

Qualcosa che non c’è

The Window

Broken

Ti vorrei sollevare

Almeno tu nell’universo

(Mia Martini cover)

Heaven Out of Hell

Luce (tramonti a nord est)

A modo tuo

Yashal

Hallelujah

(Leonard Cohen cover)

Love Me Forever

Peter Pan

Labyrinth

Together

Rainbow

Encore:

With the Hurt

Gli ostacoli del cuore

Cure Me

“20 Years World Tour”: il ritorno dei Placebo a Milano è da raccontare ai posteri

Placebo -Mediolanum Forum - Milano

Placebo -Mediolanum Forum – Milano

Un concerto da antologia, un evento nell’evento, un momento da raccontare ai posteri. Il “20 Years World Tour” ha riportato i Placebo in Italia per un’unica data sold out al Mediolanum Forum di Assago per una serata storica. Brian Molko e Stefan Olsdal, fondatori e unici due titolari dell’ex trio, insieme alla band composta da Bill Lloyd, Nick Gavrilovic, Fiona Brice e Matthew Lunn hanno dato un esplosivo benvenuto alla loro festa di compleanno con una scaletta succulenta e ricca di canzoni rimaste chiuse nei cassetti per svariato tempo. La celebrazione dei 20 anni della band inglese ha, tra l’altro, un forte legame con Milano; la città lombarda li accolse, infatti, nel lontano 1996 in occasione del live al Palatrussardi in apertura ad uno dei loro più grandi modelli: David Bowie. Partito alle 21 in punto con un omaggio a Leonard Cohen, lo show è stato scandito da una cavalcata di successi storici della band. Un concerto da “dentro o fuori”, una full immersion con il cuore in gola ed il respiro in apnea. I Placebo hanno scavato a piene mani all’interno del loro forziere dando spazio anche ai brani più commerciali. Tra le perle del concerto in oggetto c’è “Pure Morning”, rimasto per tanto tempo rinchiuso nelle segrete della band britannica.

Placebo -Mediolanum Forum - Milano

Placebo -Mediolanum Forum – Milano

Con questa summa della loro avventura musicale, i Placebo hanno voluto premiare la pazienza dei fans, ad arricchire tutto l’insieme, inconfondibile timbro e l’imprevedibile piglio del leader Brian Molko. Se nella prima parte del concerto è stato dato più spazio alle ballad oscure, la seconda ha visto un’accentuata declinazione post-punk con potenti scariche di energia da cogliere a piene mani. In questo “gigantesco Truman Show, in cui ci ritroviamo a vivere, Brian Molko non ha voluto esimersi dal redarguire il pubblico dall’uso smodato dei telefonini: “Quella di perdervi l’intero concerto stando dietro uno schermo è una vostra scelta, non possiamo impedirvi di registrare ma ricordatevi che l’audio che vi porterete a casa sarà autentica merda”.

Placebo -Mediolanum Forum - Milano

Placebo -Mediolanum Forum – Milano

Ambiguità, mistero, fascino, carisma, queste sono le doti più evidenti di Molko, le stesse che l’artista ha raccolto in eredità dall’amato mentore David Bowie a cui ha dedicato il brano “Without you I’m nothing” con tanto di visuals proiettati sullo sfondo della scenografia. A proposito di luci, effetti e video, la parte visiva dello show è stata concepita in modo dettagliato e spettacolare, un modo per completare in maniera esaustiva un’esperienza di elevatissimo impatto emotivo tra vorticosi saliscendi. Un’autentica festa di compleanno organizzata a regola d’arte, un regalo che il pubblico ricorderà sicuramente a lungo.

 Raffaella Sbrescia

 La scaletta del concerto:

Pure Morning
Loud Like Love
Jesus Son
Soulmates
Special Needs
Lazarus
Too Many Friends
20 Years
I Know
Devil In The Details
Space Monkey
Exit Wounds
Protect Me From What I Want
Without You I’m Nothing
36 Degrees
Lady Of The Flowers
For What Its Worth
Slave To The Wage
Special K
Song To Say Goodbye
The Bitter End

Teenage Angst
Nancy Boy
Infra Red
Running Up That Hill

Liga Rock Park: il popolo di Ligabue risponde alla chiamata del pifferaio magico ed è una festa senza fine a Monza

Luciano Ligabue - Liga Rock Park - Parco di Monza

Luciano Ligabue – Liga Rock Park – Parco di Monza

Luciano Ligabue rinnova l’incantesimo. Allo stesso modo di come farebbe un pifferaio magico l’artista ha chiamato a raccolta centinaia di migliaia di persone al Parco di Monza per la speciale maratona rock da lui stesso denominata #Ligarockpark. Un doppio appuntamento sold out che ha messo un’intera cittadina in mobilitazione per accogliere al meglio il popolo di Ligabue che, anche stavolta, non ha esitato a rispondere con entusiasmo alla chiamata del rocker di Correggio. Organizzazione impeccabile per quello che ha voluto rappresentare un vero e proprio rito di conciliazione con la più autentica bellezza umana. Il Liga Rock Park è un percorso fatto a tappe, un viaggio psico-emotivo in grado di annullare le differenze, un’esperienza in cui le parole di Ligabue sono come i fari e i suoni della sua band sono il dolce miele prodotto da un alveare in continuo fermento.

Luciano Ligabue - Liga Rock Park - Parco di Monza

Luciano Ligabue – Liga Rock Park – Parco di Monza

Ad aprire la scaletta del secondo dei due concerti di Monza è “Urlando contro il cielo”: uno squarcio nel cielo di Monza per ribadire che ci siamo. Ci hanno creati tutti sbagliati eppure non ci stanchiamo di cantare “Libera nos a Malo”: giù le mani, giù i pensieri (almeno per una volta, se ci riusciamo). Il terzo brano in sequenza è “Il giorno dei giorni”. Ligabue è concentrato, attento ad ogni dettaglio; solo dopo le prime tre canzoni, comincia a sciogliersi: «Siamo felicissimi di essere qui. Stasera fa un freddo boia, proviamo a scaldarci insieme perché se c’è una cosa che non possiamo fare è avere paura (sia del freddo che in generale)»; l’intro perfetta per una versione calda e vibrante di “Niente paura”, per l’appunto. “Guai a chi ci sveglia”, canta Ligabue in “Sogni di rock’n’roll” svelando il nostro più recondito desiderio di una vita sempre più viva, sempre più piena mentre “cerchiamo solo di non morire”.

Noi, particolari di un quadro generale che vorrebbero ma non possono ignorare, siamo la vergogna che fingiamo di provare. Luciano Ligabue mette insieme i tasselli dell’identità socio-culturale contemporanea in modo assolutamente lucido ed incontrovertibile; un mosaico perfetto in cui ciascuno di noi può tranquillamente ritrovarsi. Con il sopraggiungere di “Questa è la mia vita”, il rocker scende in passerella arrivando oltre la metà del Pit Bar Mario per potersi godere ogni sorriso, ogni squardo, ogni lacrima spesa per lui. Liga Rock Park è anche l’occasione per conoscere tre degli inediti che faranno parte di “Made In Italy”, il nuovo album che Ligabue pubblicherà il prossimo 18 novembre. Il primo proposto in scaletta è “La vita facile”, un attento bilancio esistenziale tra aspettative e rimpianti. Occhi arrossati e volto teso per “Lettera a G”: «Questa è una canzone che per me non è mai facile cantare, spero che mi aiuterete cantandola insieme a me»; così è stato.

Luciano Ligabue - Liga Rock Park - Parco di Monza

Luciano Ligabue – Liga Rock Park – Parco di Monza

Molto intenso il secondo inedito “Ho fatto in tempo ad avere un futuro (che non fosse soltanto per me): nonostante le ripetute delusioni politiche ed esistenziali, il protagonista del brano è comunque felice di averci creduto fino alla fine. L’arrangiamento della canzone in questione rivela una nuova ricerca sonora da parte di Ligabue: una elegante intro al piano, un mood jazzato accompagnato da una batteria funky e da un imponente giro di basso rende l’impianto strutturale dell’arrangiamento molto personale. “C’è sempre una ragione per brindare, per restare o continuare o scivolare sempre sugli stessi sbagli al limite dei sogni”, canta Ligabue, trovando, ancora una volta, il pieno consenso dei fan stupiti ed ammaliati dalla sua capacità di saper raccontare di se stesso ma anche di ciascuno di noi.

La rivisitazione più bella è quella di “Piccola stella senza cielo”: citazioni delle più grandi pietre miliardi del rock mondiali e inserti strumentali ai fiati sono i momenti che hanno impreziosito ancora di più uno di quei brani di cui non ci stancheremo mai. Molto particolare il set acustico durante il quale Ligabue, insieme a tutta la sua band (Federico Poggipollini e Max Cottafavi alle chitarre, Luciano Luisi alle tastiere, Davide Pezzin al basso, Michael Urbano alla batteria) ha voluto cucire una nuova veste chitarristica ad alcune delle sue canzoni: “Metti in circolo il tuo amore”, “Non è tempo per noi”, “Lambrusco & Pop Corn” sono stati i brani designati. Di grande impatto il matrimonio strumentale tra le chitarre acustiche ed i fiati di Massimo Greco (tromba e flicorno), Corrado Terzi (sax baritono) ed Emiliano Vernizzi (sax tenore e sax soprano). Apparentemente goliardico il testo del terzo inedito in scaletta, intitolato “Dottoressa” è, invece, la richiesta di aiuto di un uomo alla deriva. La classic hard-rock version de “Il muro del suono” è sempre vincente, straziante come di consueto “Il giorno di dolore che uno ha”, liberatoria e necessaria “Balliamo sul mondo”.

Luciano Ligabue - Liga Rock Park - Parco di Monza

Luciano Ligabue – Liga Rock Park – Parco di Monza

Il finale si districa tra classici irrinunciabili come “Tra palco e realtà” e “Certe notti” lasciando spazio al nuovo “G come Giungla”. Il cerchio si chiude con una magica versione acustica di “Urlando contro il cielo”: l’istantaneo fotogramma di un’umanità sempre più confusa eppure sempre più aggrappata alla vita. Il viaggio di Ligabue si conclude con una solenne promessa: «Grazie di cuore per esserci stati. So che molti di voi si sono fatti il mazzo per venire fino a qui. Tenetevi pronti perché l’anno prossimo verrò a trovarvi casa per casa. Non è una minaccia è un appuntamento». Ancora una giro di saluti e via tra i sentieri oscuri del meraviglioso Parco di Monza per una nuova avventura tutta da vivere.

 Raffaella Sbrescia

Luciano Ligabue - Liga Rock Park - Parco di Monza

Luciano Ligabue – Liga Rock Park – Parco di Monza

Scaletta

Urlando contro il cielo

Libera nos a malo

Il giorno dei giorni

Niente Paura

Sogni di rock’n’ roll

Con la scusa del Rock’n’ roll

C’è sempre una canzone

Il sale della terra

Questa è la mia vita

Leggero

Ho perso le parole

La vita facile

L’odore del sesso

Quella che non sei

Lettera a G

Happy Hour

I ragazzi sono in giro

Ho fatto in tempo ad avere un futuro

Piccola stella senza cielo

Il meglio deve ancora venire

Metti in circolo il tuo amore

Non è tempo per noi

Lambrusco & pop corn

Dottoressa

Un colpo all’anima

Il muro del suono

Il giorno di dolore che uno ha

Balliamo sul mondo

Tra palco e realtà

Bis

G come Giungla

Certe notti

Urlando contro il cielo

Extra Moenia Festival: le foto del concerto dei Marlene Kuntz a Pompei

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Marlene Kuntz - Extra Moenia Festival - Pompei ph Anna Vilardi

Marlene Kuntz – Extra Moenia Festival – Pompei ph Anna Vilardi

 

Setlist Concerto Marlene Kuntz

L’odio migliore
Fecondità
Niente di nuovo
Cara è la fine
Ineluttabile
Io e me
Festa mesta
La mia promessa
Lunga attesa
Ricovero virtuale
La canzone che scrivo per te
Sulla strada dei ricordi
Il genio (L’importanza di essere Oscar Wilde)
Sonica

BIS

Narrazione
A fior di pelle
Seduzione
Ape regina

Un incontro Tête-à-tête con Daniele Celona al Chiostro Bistrot di Milano

Daniele Celona live @ Chiostro Bistrot -Milano

Daniele Celona live @ Chiostro Bistrot -Milano

In Corso di Ripa Ticinese a Milano esiste un posto molto interessante dove trascorrere una serata estiva all’aperto senza rinunciare ad un tocco di cultura. Stiamo parlando del Chiostro Bistrot, aperto lo scorso maggio negli splendidi chiostri del Museo Diocesano, nonché location dell’inedita rassegna musicale Chiostro d’Estate. Immersi tra verde e musica, in questo luogo ricco di storia, arte e cultura ci siamo fregiati degli affreschi di storie di personaggi fragili, a volte rassegnati a volte rabbiosi, a volte indifesi a volte indifendibili, immersi in una società schizzata, nonchè figli della penna del cantautore Daniele Celona. Torinese con origini sarde e siciliane, questo artista appartiene alla categoria dei cantautori che utilizzano le canzoni come una sorta di personale terapia, con l’esigenza di sezionare determinate dinamiche collettive, di comprendere e denunciare derive e storture della realtà in cui viviamo.

Daniele Celona live  feat. Levante - Chiostro Bistrot - Milano

Daniele Celona live feat. Levante – Chiostro Bistrot – Milano

 Accompagnato dall’ottimo Marco Di Brino al basso, Celona ha proposto al raccolto pubblico un’ampia selezione dei suoi brani puntando non solo sull’impatto sonoro ma anche sull’espressività vocale, la nitidezza delle melodie e la potenza di testi dai toni forti. La forma canzone di Celona è spontanea e facilmente fruibile eppure conserva al proprio interno del proprio nucleo dei significanti di indiscusso spessore testimoniando in maniera tangibile un talento puro e genuino. Prezioso il duetto a sorpresa con Levante (a Milano per la registrazione del nuovo album), sulle note di “Atlantide”, brano bellissimo e complesso, in cui la storia e la voce di Daniele Celona si intreccia alla perfezione con l’interpretazione di Levante, compagna di aspirazioni, provini e moltissimi palchi.  Reduce dalla pubblicazione dell’ep “Dalla Guerra alla Luna – Live @ Diavolo Rosso”, Celona fa dunque la propria dichiarazione di esistenza con la giusta dose di incoscienza e si prepara ad un’estate tra Centro e Sud Italia in attesa di tre grandi concerti ad ottobre che si terranno a Roma, Torino e Milano.

Raffaella Sbrescia

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