Jova Beach Party: mani libere e cuore leggero all’Aeroporto di Linate per la festa dell’anno.

Jovanotti - Jova Beach Party - Linate

Jovanotti – Jova Beach Party – Linate

“Mani libere, mani mani libere” all’Aeroporto di Linate a Milano per la tappa conclusiva di un sogno chiamato Jova Beach Party. Lo sappiamo, Lorenzo Cherubini Jovanotti ha sempre amato esprimere tutto il proprio entusiasmo per la vita e lo ha sempre fatto al massimo. Stavolta ha voluto fare ancora di più mettendo in gioco quanto fatto finora e portando anche tutto il suo team a spingersi oltre i limiti in nome di un concetto di festa globale. L’idea a cui si è ispirato è stata quella di stimolare le persone a lasciarsi andare e a seguire il flusso di emozioni libere, spontanee, autentiche.

Jovanotti - Jova Beach Party - Linate

Jovanotti – Jova Beach Party – Linate

Le location selezionate sono state pezzi di costa italiana ricche di sfumature, colori, abitudini, ecosistemi diversi. Il party finale si è tenuto invece nel cuore di una metropoli. L’aeroporto di Linate si è letteralmente trasformato in un Coachella Made in Italy: colori, street food, scenografie fluorescenti e fluide e una gigantesca luna, sì quella tanto cara a Lorenzo e spesso presente anche nella sua poetica. Ben 100 mila spettatori sono accorsi da Milano e provincia per partecipare all’evento musicale più colorato e più festoso dell’anno e prendere parte al rito di fine estate. A officiarlo naturalmente il padrone di casa, che ha selezionato tanti amici italiani e internazionali senza un criterio preciso ma comuque riuscito. Ex-Otago, Benni Benassi, Bombino, Fatoumata Diawara, Flavia Coelho, Rkomi, Takagi e Ketra, Salmo e Tommaso Paradiso si sono passati di volta in volta il testimone di una lunga festosa maratona musicale. Jovanotti, a 52 anni suonati, si è prestato al gioco senza risparmiarsi un attimo. La cosa che infatti resterà davvero impressa sapete cos’è? Il suo sorriso, pieno, sincero, totale, emozionato. Un artista così felice, incredulo e coinvolto al 100% è difficile da vedere e quel sorriso lì vale più di 1000 altre parole. Non è questione di essere fan o meno, Jovanotti vive la musica in modo vero e senza filtri e questa passione la veicola a suo modo a chiunque gli capiti a tiro. “L’atmosfera è quella di una festa tra amici intimi, fa niente se si è in molti di più, lo spirito rimane quello” spiega lo stesso Lorenzo che piazza in scaletta le migliori canzoni della propria discografia ma lo fa in maniera pazza e imprevedibile. Alterna parti classiche da concerto a mini jam sessions, improvvisazioni rap, mini sessioni in acustico a una maxi exhibition in consolle mettendo sul piatto un po’ tutte le sue fisse musicali, che sono un po’ anche le nostre.

Che bello è stato vedere così tante persone unirsi in maniera pacifica e festante. Ecco, in questo senso Linate si è davvero trasformata nell’ombelico del mondo. Un luogo pulsante, in cui la notte dei desideri può davvero prendere vita, in cui ci si può interessare degli altri, dell’importanza dell’amore, dell’obiettivo comune di salvare le sorti del nostro pianeta, capire che è fondamentale non dividerci perché siamo esattamente tutti sulla stessa barca. Non è questione di snobismo, intelligenza o pesantezza di intenti, qui si tratta di come fare per poter preservare questa possibilità di gioire, cantare, rilassarsi tutti insieme a cuor leggero. Jovanotti l’ha capito e noi lo ringraziamo per averci mostrato come si fa.

Raffaella Sbrescia

La scaletta

Il più grande spettacolo dopo il big bang

Ciao mamma

Estate

Gli immortali

Nuova era

Tutto l’amore che ho

Un raggio di sole

Musica

Coraggio

La notte dei desideri

Sabato

Chiaro di luna

Felicità puttana feat. Tommaso Paradiso e

La luna e la gatta feat.Tommaso Paradiso, Takagi & Ketra

Bella

L’ombelico del mondo feat. Salmo e Rockin’ 1000

90MIN feat. Salmo)

Ho paura di uscire/ Fame feat. Salmo)

Non m’annoio feat. Luca Parmitano (video collegamento dalla Stazione Spaziale Internazional

Prima che diventi giorno

L’estate addosso

Ti porto via con me

Ragazzo fortunato

ENCORE

Fango

 

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di musica in Castello

Notti di musica in Castello

Notti di musica in Castello

Notti di musica in Castello

 

 

Notti di musica in Castello

Notti di musica in Castello

Si è aperta Giovedì 27 Giugno la rassegna musicale “Notti di Musica al Castello”, che terminerà il 6 settembre.

Teatro (ed è proprio il caso di dirlo), la magnifica scenografia di Castel Sant’Angelo, dove settimanalmente sono previsti due appuntamenti musicali. Il primo vede protagonista il pianoforte ed i suoi talenti, il secondo è dedicato al jazz, al pop, al folk, ed alle loro declinazioni più innovative ed interessanti, soprattutto in ambito di eccellenti emergenze del panorama della musica nazionale ed internazionale, che si alterneranno a nomi che godono maggior notorietà.

Ad inaugurare la stagione, il giovanissimo pianista Italo Turco Francesco Taskayali, incredibile talento cresciuto tra Roma e Istanbul, dove da bambino mosse i suoi primi passi sul pentagramma. Ed è tra i ricordi di quei paesaggi e le esperienze recenti sul Lago di Paola, dove lo scorso anno tenne un concerto su una zattera, che scivolano le eclettiche ed originali composizioni del giovane pianista destinato sicuramente a far parlare molto di sé, oltre che per la bravura e la capacità comunicativa, anche per un particolare stile di vita, tutto incentrato sulla ricerca musicale, un poco distante dal moderno modo, a volte snaturato dai social, di intendere il rapporto con il pubblico (simbolica la richiesta di firmare il libro dei concerti, invece di lasciare un commento su Facebook).

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Molti i ricordi, nonostante la giovane età. E ad ogni ricordo corrisponde una nota. La vita “nomade”, tra l’Italia e la Turchia, la casa con vista sulla casa di Orhan Pamuk , desiderio di Bosforo, e la fantasia di un sensibile adolescente che andava prendendo corpo in un tessuto musicale sempre più personale e spontaneo.
Spontaneo al punto che i suoi brani non avevano titolo, e, quando divenne necessario dare loro un nome, furono le suggestioni più immediate a battezzarli. Con naturalezza, così come avevano visto la luce. Alla fine del concerto, sola composizione non originale, Taskayali si accommiata con una commovente “Caruso”, a ricordo di una sera trascorsa a Sorrento in un Hotel dove nella hall insisteva un pianoforte che la sera prima era stato suonato da Lucio Dalla.
Tante storie tante emozioni sul filo del ricordo, per un giovane emergente da guardare con molta attenzione.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Venerdì 28 giugno è stata la volta di un altro giovane talento, il riminese Federico Mecozzi, che in compagnia della sua band e con una coreografica proiezione di animazione alle spalle ha incantato la platea accaldata ma entusiasta, con composizioni anche queste originali, che sono state raccolte in un album uscito a gennaio.
AWAKENING il titolo dell’atteso cd di esordio del violinista, il più giovane direttore d’orchestra a Sanremo quest’anno, collaboratore assiduo di Ludovico Einaudi, collaboratore (ci piace ricordarlo), di Mingardi, polistrumentista, musicista di fatto da quando aveva sei anni.
C’è un poco di tutto, ma assai ben assortito in questo album, dal pop al folk, soprattutto celtico, a sonorità jazz, fino alla musica elettronica.
Un sound che arriva immediato, e pur restando raffinato, coinvolge e diverte.

La rassegna, ripetiamo, si concluderà il 6 settembre ed è caratterizzata da appuntamenti importanti.
Suggeriamo vivamente di seguirla, anche perché è possibile al costo del biglietto, visitare anche il Castello (che ispirò Puccini) in notturna, e sicuramente è un’esperienza da fare una volta nella vita.

JR

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Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

Notti di Musica al Castello: al via la stagione con i live di Francesco Taskayali e Federico Mecozzi.

 

 

LP: una stella indomabile al Fabrique di Milano. Il report del concerto

Laura Pergolizzi LP

Laura Pergolizzi LP

In occasione dell’Heart to mouth tour, che vede ovunque tappe sold out, l’Italia riabbraccia Laura Pergolizzi, in arte LP, protagonista al Fabrique di Milano con uno show ricco e corposo sotto diversi punti di vista. LP è in grande forma artistica e personale, la sua carica energica sposa la sua voce mettendo in luce uno spirito libero e puro. La sua band è vibrante e i suoni proposti in scaletta sono curati ed evocativi. L’allure che emana la cantautrice, che abbiamo imparato ad amare grazie a una massiccia heavy rotation radiofonica, va decisamente oltre quello che crediamo di immaginare quando pensiamo a una rock star.
La peculiarità di questa ragazza è il suo appartenere a una dimensione unica e speciale le cui fondamenta si basano sulle emozioni, sulla passione che strappa il cuore dalle viscere e sui sogni in continuo divenire. Quello che salta subito all’orecchio è il fatto che le canzoni di LP ispirano immagini, sarebbero per questo perfette per essere colonne sonore di film o della nostra stessa vita.
Lp live @ Fabrique “Girls go Wild”

Discendente di nonni napoletani, figlia di una cantante lirica, LP ha il dono del bel canto nel DNA, le sue corde vocali toccano picchi altissimi senza sforzi e senza velleità esibizionistiche. Le sue canzoni si discostano da mode e tendenze mirando dritte all’essenziale.
Dopo aver lavorato per anni nell’ombra scrivendo numerose hits per dive come Rihanna, Christina Aguilera, Rita Ora, LP si prende finalmente quello che le spetta. L’artista in realtà ha sempre sostenuto di non aver mai scritto per scalare le classifiche, anzi, c’è sempre un tocco personale e intimo nelle sue canzoni, sarà per questa ragione che una commistione di elementi contrastanti convive felicemente in lei senza squilibri.
LP live @Fabrique Milano – Recovery

L’amore di cui LP canta non conosce sesso e scorre fluido verso l’infinito. LP ne canta ferma in acustico solo il pianoforte, lo urla a squarciagola, ne sorride saltando tra un basso e una batteria. Lo declina, insomma in tutte le sue forme salvo voi ricreare un balance portando sul palco la sua rivisitazione di Rolling Stones ed Elvis Presley. Che siano fischietti, virtuosismi vocali o vorticosi saliscendi emotivi, LP riesce a trovare sempre il modo per tenere all’erta l’attenzione dello spettatore stupendolo con nessun colpo di scena particolare se non se stessa: una stella indomabile.
Raffaella Sbrescia
Scaletta

Show intro

Dreamcatcher

When We’re High
Dreamer
When I’m Over You
No Witness / Sex on Fire / Drum Solo
The Power intro
The Power
Die for Your Love
Tightrope
One Night Intro
One Night in the Sun
Girls Go Wild
Recovery
Suspicion
House on Fire / Paint It Black
Other People
Shaken
Special
Encore:

Muddy Waters

Lost on You
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  20. Encore:
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Ritratti d’autore: Fiorella Mannoia in “Personale tour”

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

FM-21

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

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Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia ph Anna Vilardi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pop Heart tour: a spasso nel tempo con Giorgia. La recensione del concerto di Milano

GIORGIA - Pop Heart tour

GIORGIA – Pop Heart tour

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai lontani anni ‘90 ma la classe e l’energia di Giorgia restano immutati nel tempo. L’ho rivista lo scorso 6 maggio al Mediolanum Forum di Assago in occasione della prima delle due date milanesi del Pop Heart Tour e a dire il vero sorprende osservare come l’artista sia riuscita a mantenere intatto il proprio repertorio storico senza perdere la voglia di mettersi in gioco con grandi successi di suoi colleghi altrettanto apprezzati nella scena musicale italiana. In realtà Giorgia fa di pù e alza il tiro, così come aveva fatto nel suo album di cover “Pop Heart”, anche in questo tour la cantante si diverte a cimentarsi con i brani e gli artisti che ha amato di più, dagli esordi a oggi. Il risultato è uno show molto vario, ricco di momenti di grande intensità evocativa ma anche di incursioni electro-dance, blues, soul e jazz. Sulla carta avrete magari l’impressione che si tratti di una “caciara” musicale invece il file rouge su cui si imposta la scaletta è l’idea di viaggio nel tempo. Giorgia quindi veste i panni di una madrina d’eccezione, fasciata di luminescenti abiti Diori, disegnati per lei da Maria Grazia Chiuri.
A fare da garante a tutto lo spettacolo è l’unico elemento chiave che da sempre è il fortino di Giorgia: la sua incredibile voce. Ad accompagnarla c’è una band di importante spessore artistico: Sonny Thompson al basso, Mylious Johnson alla batteria, Jacopo Carlini al pianoforte, Fabio Visocchi alle tastiere e Anna Greta Giannotti alla chitarra. Nel coro Diana Winter e Andrea Faustini ai quali Giorgia lascia ampi spazi da protagonisti, testimoniando la generosa intenzione di offrire loro l’occasione di mettersi in luce. Ad arricchire lo show anche un DJ set a cura del batterista Mylious Johnson. Un discorso a parte va fatto per tutto ciò che concerne l’aspetto visuale e tecnologico: a capo del progetto c’è il compagno di Giorgia Emanuel Lo. Particolare attenzione è stata posta all’uso di suggestivi schermi che si spostano e si alternano creando forme e sipari virtuali che scandiscono le performance sia di Giorgia che della band.
Video: Giorgia canta “Come saprei”

Il live si apre con un’entrata a effetto: Giorgia compare al centro della scena, sola sul palcoscenico e infila subito una triade di cover senza prendere fiato: canta “Le tasche piene di sassi”, “Una storia importante”, “Gli ostacoli del cuore.
L’intento di Giorgia è unire gli animi di tutti attraverso immagini e ricordi speciali del passato e del recente presente. I momenti privati lasciano però spazio anche ad intermezzi divertenti e spensierati sopratutto quando a metà concerto il palco si trasforma in una vera e propria discoteca, il ritmo cresce e i laser popolano la scena in uno spettacolo di luci. Al centro dello show anche un momento club, in cui Giorgia ripercorre i suoi più grandi successi degli anni Novanta. Subito dopo l’artista ritorna alle cover ma stavolta si tratta di pietre miliari, quei brani che da ragazzina l’hanno forgiata per sempre quando ancora si esibiva nei club di Roma con la band di suo padre.
GIORGIA Pop Heart tour
Il momento più esilarante del concerto è stato invece quando sulle note di “Come neve”, più di metà pubblico ha confuso in penombra l’ingresso del corista Andrea Faustini con l’ipotesi che si potesse trattare di Marco Mengoni, fino alla sera precedente in scena proprio al Forum. Purtroppo si è trattato solo di una fugace illusione anche se un duetto live tra i due artisti sarebbe stato a dir poco magico.
Per i cavalli di battaglia “E poi”, “Come saprei”, “Strano il mio destino” Giorgia non lesina mai divertenti siparietti per introdurre i suoi brani più famosi, chi va spesso a vedere i suoi concerti però non avrà potuto fare a meno di constatare che si tratta ormai di una consuetudine piuttosto ripetitiva nei contenuti e se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Mancano in scaletta alcune perle dell’album “Oronero” ma almeno “Credo” e la titletrack sono sopravvissute all’invasione delle cover. Chiudono la serata due intense interpretazioni che sono particolarmente significative sia per Giorgia sia per chi ama la sua visione della musica, si tratta di “Anima” di Pino Daniele e “I will always love you” di Whitney Houston. Giorgia riveste le leggendarie canzoni con la sua voce potente e cristallina donando loro una veste leggiadra e fresca. Il risultato è un’esperienza di ascolto intensa, emozionante, a tratti sfidante ma sicuramente completa così come Giorgia riesce ad essere oltre il tempo e lo spazio.
 Raffaella Sbrescia
LA SCALETTA
01 – Le tasche piene di sassi
02 – Una storia importante
03 – Gli ostacoli del cuore
04 – Credo
05 – Scelgo ancora te
06 – Sweet dreams
07 – Quando una stella muore
08- È l’amore che conta
09 – Come neve
10 – Dune mosse
11 – I feel love
12 – Il mio giorno migliore
13 – La mia stanza
14 – Ain’t nobody
15 – E poi
16 – Come saprei
17 – Strano il mio destino
18 – Un amore da favola
19 – Girasole / Tradirefare
20 – Easy
21 – Di sole e d’azzurro
22 – Vivi davvero
23 – Stay
24 – Io tra tanti
25 – L’essenziale
26 – Oronero
27 – Anima
28 – Tu mi porti su
29. I will always love you

Al via l’Atlantico tour di Marco Mengoni: è giunto il tempo della consapevolezza.

marco mengoni -atlantico tour

marco mengoni -atlantico tour

“I’ll show you how great I am” è la scritta che campeggia sullo schermo all’inizio del nuovo show di Marco Mengoni che per l’Atlantico tour si ispira alla filosofia di Muhammad Alì per veicolare un messaggio tanto forte quanto veritiero.

Questo nuovo tour vede Marco alle prese con un concerto molto strutturato sviluppato con Claudio Santucci per Giò Forma e suddiviso in tre parti. Così come nel disco, l’artista veicola idee, energie e contenuti in una scaletta pensata per portare sul palco i suoi ultimi ascolti, i suoi viaggi, le sue idee e la sua evoluzione personale e artistica.

Sul palco con lui c’è un gruppo di musicisti coesi e preparati. Con la direzione musicale di Christian Rigano (piano e tastiere) ritroviamo Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarre), Davide Sollazzi (batteria) e incontriamo Massimo Colagiovanni (chitarre), Leonardo Di Angilla (percussioni) mentre ai cori ci sono Barbari Comi, Moris Pradella (anche chitarra) e Yvonne Park.

Per chi era abituato a vedere un artista esibirsi a cuore aperto si troverà di fronte a qualcosa di molto diverso. Marco è cresciuto, è maturato, ha imparato a gestire le emozioni e il tremolìo delle gambe. La sua voce tocca note e tonalità che solo lui può fare con tanta naturalezza, allo stesso tempo però non ci sono più scoppi di lacrime e inondazioni di emozioni incontrollate. L’obiettivo di Marco è dosare, equilibrare, concentrare i contenuti delle sue ballads storiche alternandole alla dimensione calda, trascinante, ipnotica del mondo latino, al soul, alle radici afro fino a virare verso echi di dub, metal, tappeti elettronici decongenstionanti.

marco mengoni -atlantico tour

marco mengoni -atlantico tour

Tutto il discorso musicale viaggia di pari passo anche con l’aspetto tecnologico e visuale: la scenografia, dapprima scarna e minimale, si nutre di luci ed effetti strettamente correlati ad uno speciale schermo in grado di diventare completamente trasparente fino a lasciar intravedere una grata industriale. L’obiettivo in questo show è fondere mondo analogico e quello digitale come lui stesso ha spiegato alla stampa alla fine del concerto: “Il progetto del palco esiste già da tre anni ma con il passare dle tempo ha subito continui cambiamenti e trasformazioni fino a pochi giorni prima dello show”. Di grande impatto due grandi passerelle laterali al palco in grado di innalzarsi fino a 7 metri di altezza, un veliero di grande impatto scenico che pone Marco in una condizione visuale di completo trionfo.

In verità il concerto vuole essere di tutti, esattamente come lo stesso Marco sottolinea sia sul palco che nel backstage. L’idea è quella mettere in luce l’operato di tutti nel segno dei valori che nascono da questo tour. Liberazione, apertura, curiosità, riflessione si avvicendano all’interno di un concerto appassionato e ricco di momenti per niente scontati e coraggiosi.

Su tutti spiccano due monologhi intensi, necessari, preziosi. Sarebbe stato bello se a parlare di certi temi fosse stato direttamente Marco in prima persona ma ci accontentiamo anche cosi: “Sei fatto per il 60% di acqua, per il 30% delle persone che ami e per il 10% di quello che ti manca”, recita la voce dell’artista nel primo monologo, proprio lui che da mesi insiste nel dire che gli manca sempre il tempo per godersi le cose. Il secondo monologo si concentra invece sui temi sociali e di grande attualità: Marco Mengoni tenta la sua carta per sensibilizzare il pubblico al rispetto per l’ambiente e per ammonirlo sui rischi di annichilimento e indifferenza, due dei più grandi mali che affliggono la nostra società.

In scaletta ci sono naturalmente quasi tutti i brani di “Atlantico” ma anche vecchie glorie come “In un giorno qualunque”, “Non passerai”, Dove si vola”, fusa in modo convincente con “Someone like you” di Adele e soprattutto una nuovissima vibrante versione di “Credimi ancora” arricchita da un mashup di “Amazing” di Kanye West e “Pastime Paradise” di Stevie Wonder; uno degli esperimenti meglio riusciti in termini di arrangiamenti per questo neonato tour. Irresistibili “Buona vita”, in mashup cubano con Chan Chan di Company Segundo. Il prezioso omaggio a Frida Kahlo con “La casa Azul” e le trascinanti percussioni di “Amalia” dalla imperiosa carica adrenalinica conferitale dal contributo di tutta la band al completo.

Completano la scaletta la trionfale “Guerriero”, un accenno de “L’essenziale” e la versione piano solo di “20 Sigarette” in cui Marco si siede per la prima volta al pianoforte e invita tutti a spegnere i cellulari per godersi fino in fondo ogni singolo istante di un momento da vivere con tutti i sensi all’erta.

Chiudono lo show la versione integrale de “L’essenziale” e l’incantevole “Hola”; il modo ideale con cui Marco Mengoni sceglie di congedarsi dal suo affezionatissimo pubblico dopo una prima tappa carica di emozioni, aspettative, ricordi, scoperte, riflessioni, intuizioni.

 Raffaella Sbrescia

Aspettando il forum è stato bello sognare insieme a Ermal Meta al Live Music live

Ermal Meta live @Live Music Club -ph Andrea Brusa

Ermal Meta live @Live Music Club -ph Andrea Brusa

La favola di Ermal Meta la conosciamo bene. L’epopea dell’autore di prestigio che diventa cantautore di successo nazionale è nota a tutti così unanimi sono i consensi che l’artista ha collezionato negli ultimi anni. Il prossimo 20 aprile Ermal festeggerà il compleanno con un super party al Mediolanum Forum di Milano ma nel frattempo le prove generali si sono tenute nel piccolo Live Music Club di Trezzo sull’Adda.

La cornice dello show durato poco di due ore era costuita dai fan più accaniti e più fedeli dell’artista che hanno sfidato una copiosa pioggia e le impervie strade di provincia per cantare dalla prima all’ultima parola di canzoni che profumano di vita, verità e autenticità.

Ermal Meta ha concentrato tutto il concerto sulla musica: niente scenografia, niente parole in più oltre a quelle dei suoi successi. In scaletta ha inserito praticamente tutti i singoli senza escludere le meno note perle degli esordi. Stranisce l’assenza di “Odio le favole”, sorprende ed emoziona la presenza dello Gnu Quartet per una parentesi acustica di importante caratura artistica.

Video – Amara Terra Mia

Incorpora video

La forza dei brani di Ermal Meta sta in una vestibilità traversale, sia in veste elettrica che più scarnificata. Il comune denominatore sta nella vocalità del cantautore che, in questa speciale occasione, non si è davvero risparmiato nemmeno per un attimo. Alla chitarra, al pianoforte, in vocal solo, Ermal Meta ha saltato, si è inginocchiato, si è sdraiato sul palco mostrandosi in fulgida forma. Dopo decine di live in lungo e largo per la penisola, ha trovato il tempo, la voglia e il modo di inventarsi un tour teatrale, di stravolgere il proprio repertorio, di collaborare con altri artisti, di continuare a scrivere come in preda ad un flusso creativo che non poteva aspettare per palesarsi. Sarà strano pensare che dopo la fatidica data del 20 aprile ci sarà presumibilmente una lunga pausa per un artista come lui, affamato di musica e di studio.

Video:

E’ stato bello sognare insieme, lo è stato ancora di più festeggiare in modo intimo, privato e speciale un percorso luminoso e soprattutto meritato. AD MAIORA, Ermal e grazie.

Raffaella Sbrescia

Cosa fai questa notte tour: gli Ex-Otago al meglio della loro forma a Milano

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Chi non era al concerto degli Ex-Otago al Fabrique di Milano avrebbe semplicemente dovuto esserci. La data milanese del “Cosa fai questa notte tour” è stata veramente speciale. Le premesse in verità c’erano già tutte, il live prodotto da Magellano Concerti era sold-out da tempo ma è anche vero che di questi tempi un sold-out non implica un successo assicurato, anzi.
Qui invece la situazione è stata subito nitida e chiara dalle prime note, Maurizio Carucci e compagni avevano proprio voglia di rendersi protagonisti di una performance spumeggiante e al meglio della forma. In questo nuovo show c’è proprio tutta la loro essenza, senza esclusione di colpi. Ci sono i nuovi brani dell’album recentemente pubblicato “Corochinato”, ci sono le chicche degli esordi, le migliori gemme di “Marassi” e un originale omaggio a Fabrizio De Andrè con “Amore che vieni, amore che vai”.
Una notte con gli otaghi è un sali scendi emotivo, è una montagna russa in cui si diverte, ci si emoziona, si piange, si cazzeggia alla grande e si esce stravolti ma soddisfatti.
Video: Solo una canzone

Sul palco non è mancato nulla: dagli ottimi visuals di Carlo Zoratti, art director d’eccezione che ha curato la direzione artistica del concerto, agli abat jour portatili che hanno scandito i momenti acustici dello show: Carucci ha cantato “Costarica” al bar del Fabrique e una struggente versione di “Stai tranquillo” direttamente in mezzo al pubblico del parterre. Una scena davvero emozionante e carica di pathos. Una parentesi che ha creato una profonda empatia tra la band e il pubblico.
Super divertenti i mini dj set e le estemporanee otagate alla loop station, uno stage diving e qualche gavettone finale a completare il fotogramma di una serata pazza.
Quello che davvero piace degli Ex Otago è che sono completi, nelle loro canzoni non manca nè poesia né fancazzismo, né l’impegno, né l’autoironia. Si vede che si tratta di ragazzi con una tempra solida, che sanno cosa vuol dire fare arte ma anche vivere in maniera semplice. Il risultato pertanto è godibile e divertente. Avanti così, Otaghi, va tutto terribilmente bene.
Raffaella Sbrescia
Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Il tour prosegue a Senigallia (6/4), Bologna (9/4), Roma (10/4) e Bari (12/4). La band tornerà a Milano il 27 giugno prossimo per il Tuborg Open Fest (Ippodromo San Siro).
Video: Ex-Otago live @ Fabrique – Quando sono con te

Questa invece la scaletta
1. Questa notte
2. Le macchine che passano
3. Bambini
4. Giovani d’oggi
5. Torniamo a casa
6. Infinito
7. Gli occhi della Luna
8. Skit Capodanno  + Intro
9. La notte chiama
10. Intro + Tutto bene
11. Costa Rica
12. Stai tranquillo
13. Amore che vieni, amore che vai
14. Mare
15. La nostra pelle
16. Quando sono con te
BIS
17. Solo una canzone
18. Ci vuole molto coraggio
19. Cinghiali incazzati
20. Non molto lontano Rmx – Outro

Ligabue festeggia “Start” con un secret show all’Italghisa. Un nuovo inizio per Luciano

LIGABUE START

LIGABUE START

Il nuovo disco di Ligabue “Start” è uscito da poco più di una settimana ed è già in cima alle classifiche di vendita. Quale occasione migliore per decidere di festeggiare alla grande? E così è stato. Luciano Ligabue ha indetto una grande festa, in collaborazione con Spotify, per lo zoccolo duro del “Bar Mario” e per qualche decina di giornalisti con un concerto a porte chiuse che si è tenuto presso la discoteca Italghisa di Reggio Emilia, ovvero il luogo dove nel 1992 aveva inizio la sua carriera. Il concerto è stato esattamente come si propone di essere anche il disco: conciso, asciutto e diretto con dei messaggi chiari e senza dietrologie. L’energia primodiale di questo lavoro ha incontrato la produzione di Federico Nardelli, un giovane che conosciamo per averlo visto accostare a Galeffi e Gazzelle e che insieme a Ligabue, sceglie di restringere il campo e le sfumature sonore. Il live ne acquisisce compattezza, un modo di tenere il palco tirato e senza orpelli che piace e che mostra i “muscoli” di Ligabue e della sua storica band.

Ligabue - Italghisa ph Jarno Iotti

Ligabue – Italghisa ph Jarno Iotti

Questo nuovo inizio per Ligabue apre uno spiraglio sulla voglia di rimettersi in gioco, di cambiare penna e, perchè no, trovare nuovi spunti narrativi dopo circa 30 anni di grandissimi successi.
Ma torniamo al live all’Italghisa: due cose in particolare saltano all’occhio: i fans di Ligabue conoscono già a memoria tutti i brani di “Start” a meno di 10 giorni dall’uscita, Luciano incontra gli sguardi di ciascuno e nel suo volto c’è una inequivocabile espressione di gratitudine e rilassatezza, quella che sorge spontanea quando ci si trova a completo agio in un contesto familiare.

“Polvere di stelle”, “Quello che mi fa la guerra”, “Mai dire mai”, “Il tempo davanti” sono i brani di “Start” che mettono in risalto le riflessioni di Ligabue e dimostrano che la scrittura per lui è ancora un gioco appassionante. L’atmosfera alterna momenti di malinconia a una carica goliardica. Presenti in sala anche gli amici storici di Ligabue, quelli dei venerdì sera cantati in “Made in Italy”, quelli che dalle retrovie non perdono occasione per canzonare il compagno di viaggio perfetto.

Ligabue live- Certe donne brillano

In chiusura, una manciata di pietre miliari: Questa è la mia vita, Quella che non sei. Una vita da mediano, Balliamo sul mondo (la canzone da cui tutto è iniziato), Tra palco e realtà.
“Io in questo mondo cammino come so e mentre vado penso a quando torno e mentre torno penso a quando andrò e poi si accende tutto un cuore che trabocca e l’onda che nessuno può fermare. Lo show ce l’ho di fronte se solo vi vedeste un mondo dentro un mondo che è già un po’ migliore”, canta Ligabue in “Io in questo mondo”. Il sipario può calare, in attesa del nuovo tour estivo in arrivo che si terrà nei principali stadi italiani.

Raffaella Sbrescia

La scaletta:

Polvere di Stelle
Ancora noi
Luci d’America
Quello che mi fa la guerra
Mai dire mai
Certe donne brillano
Vita, morte e miracoli
La cattiva compagnia
Io in questo mondo
Il tempo davanti
Questa è la mia vita
Quella che non sei
Una vita da mediano
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà

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