George Ezra live al Fabrique di Milano: il sold out al naturale

George Ezra

George Ezra

Giovane, umile, competente, appassionato. George Ezra riempie il Fabrique di Milano senza orpelli e sovrastrutture. A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione del nuovo album “Staying At Tamara’s” in cui folk, soul, pop e cantautorato convivono felicemente, Ezra si muove anche sulla scia degli ottimi risultati ottenuti dal primo lavoro “Wanted On Voyage”. Con il suo piglio spontaneo, ironico e genuino, George Ezra parla spesso e volentieri con il pubblico. Con fare umile, il giovane con la voce di un crooner si destreggia con la sua band arricchita da una bella sezione di fiati. Il tema delle sue canzoni è il viaggio e tutto ciò che ne consegue. Il riferimento più importante è Barcellona, città spagnola cosmopolita e divertente, in cui George è rimasto per un mese intero. Subito dopo le note italiche de “La donna è mobile”, lo show, privo di scenografie, ha subito incontrato il favore del pubblico che solo in rari momenti ha lasciato spazio alla sola voce di Ezra, visibilmente toccato dall’affetto e dallo spontaneo coinvolgimento degli spettatori. ‘Don’t Matter Now’, ‘Get Away’, ‘Barcelona’, sono la triade di apertura. A seguire ‘Pretty Shining People’ nata dalle suggestioni vissute nel giardino del Montjuic. ‘Saviour’ e ‘Did You Hear The Rain?’ racchiudono il picco strumentale in termini di resa live. Sonorità ricche, curate e ben strutturate mettono in luce una crescente maturità musicale da parte dell’artista e lasciano ben sperare per il futuro.
Video: George Ezra @ Fabrique

L’orecchiabilità non è tutto, quello che rimane impresso all’ascolto è l’immaginario creato dalla lirica e dalla melodia, un esempio tangibile che conferma questo discorso possono essere sia il brano “Paradise” che Blame It On Me’. Il capitolo a parte lo merita ‘Budapest’, brano che lega l’epopea artistica di Ezra all’Italia, per stessa ammissione del diretto interessato. Una breve pausa per il pubblico internazionale all’ascolto, ed è tempo di concludere l’adrenalinico show con ‘Cassy O” e l’ultima hit ‘Shotgun’. Le prove tecniche sono superate, ora è già tempo di pensare a fare le cose in grande per il concerto alla venue dei Big: il Mediolanum Forum di Assago il prossimo 17 maggio.
Raffaella Sbrescia
La scaletta del concerto
Don’t Matter Now
Get Away
Barcelona
Pretty Shining People
Listen to the Man
Saviour
Did You Hear the Rain?
Paradise
Song 6
Hold My Girl
Sugarcoat
All My Love
Blame It on Me
Budapest
Cassy O’
Shotgun

The Martinez Brothers: il tour mondiale fa tappa al Fabrique di Milano

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Non solo neve a Milano. La scorsa notte la consolle del Fabrique ha vibrato con il sound dei The Martinez Brothers, in Italia per l’unico appuntamento tricolore del tour mondiale in corso. Forti del grande seguito della loro label Cuttin’ Headz, l’etichetta nata nel 2014 dopo anni trascorsi seguendo le orme del padre, assiduo frequentatore di locali di culto quali il Paradise Garage, i due hanno chiamato a raccolta gli appassionati del genere da tutta la Lombardia. Lo stile dei fratelli Martinez riassume l’anima underground di New York senza perdersi le sfumature di un ambiente quanto mai contaminato da decine di culture diverse. Il richiamo della techno più dura trascina il subconscio in aree remote della percezione del suono. Richiami orientali e arabeggianti hanno riempito le intercapedini creando una sinergia sonora vorticosa. Dopo aver composto musiche insieme a Nile Rodgers e colonne sonore per le sfilate di Givenchy, i Martinez sono tornani a Milano insieme a Argy, produttore più vicino alla dance world e Sita Abellán, la technoprincess scoperta sui social, per rinvigorire l’attitudine di approccio alla vita notturna tipica dei sobborghi urbani degli anni ’90. Non solo il DC10 di Ibiza e l’Output di New York, Chris e Stevie Jr Martinez sono approdati nella Milano by night per lanciare un messaggio preciso e diretto: la metropoli meneghina assurge allo status di punto di riferimento per clubbers senza frontiere.

Raffaella Sbrescia

Video: The Martinez Brothers @ Fabrique – Milano

Video: The Martinez Brothers in consolle – Fabrique

 

Jack Savoretti live al Fabrique: il neoromantico anglo-italiano spicca il volo

Jack Savoretti live @ Fabrique Milano

Jack Savoretti live @ Fabrique Milano

Avevo incontrato Jack Savoretti in occasione dell’uscita del suo quinto album di inediti “Sleep no More” (Bmg Rights Management). Durante quell’incontro il cantautore aveva annunciato che il nuovo live avrebbe avuto l’obiettivo di distogliere il pubblico dalla propria realtà per un’ora e mezza circa. Ebbene, dopo averlo visto e sentito suonare al Fabrique di Milano, posso tranquillamente confermare che l’artista ha mantenuto la promessa donandosi senza riserve ad una platea affollatissima, attentissima e partecipe. Al centro di una scaletta fluida e veloce, l’artista ha inserito tutti i brani del nuovo album ma anche i pezzi più significativi del suo percorso fatto di palchi e sudata gavetta. A fare da traino al concerto, due elementi chiave: l’ormai riconoscibile timbrica ruvida, graffiata e calda, un groove ricavato da materiali old school intrecciato a ritmiche contemporanee e la voglia di raccontarsi senza alcun filtro. Con la sua verve da istintivo sognatore, Jack Savoretti è riuscito a ripristinare le coordinate del romanticismo declinandolo in una dimensione matura e consapevole. Grazie alla sua innata capacità di spaziare dal cantautorato italiano allo spirito della musica folk californiana degli anni ’60, Savoretti ha restituito alla musica un valore assoluto. La sua performance è stata intensa, viscerale, sentita fino in fondo all’anima e anche il pubblico se ne è accorto. Immaginatevi un club della capienza di 3000 persone completamente pieno e assorto ad ascoltare parole che arrivano da lontano ma che arrivano dritte al cuore. Questo è quanto è riuscito a fare Jack Savoretti dopo aver girato osterie e pizzerie e averci creduto per anni. Ora che ormai è pronto per spiccare il volo oltreoceano, le sue strazianti melodie ed il suo inconfondibile graffio ci resteranno impressi fino al prossimo intreccio di corde di chitarra, sguardi e sudore.

Raffaella Sbrescia

Leggi l’intervista a Jack Savoretti: http://www.ritrattidinote.it/interviste/jack-savoretti-sleep-no-more.html

Video: Un estratto di “When we were lovers” live

Setlist

Sleep no more

We Are Bound

Deep Waters

Tie me Down

 Helpless

Troubled Souls

Sweet Hurt

 I’m Yours

Tight Rope

 Changes

 Soldiers Eyes

 Breaking The Rules

 Lullaby Loving

Home

Other Side of Love

Start Living In The Moment

 Back Where I Belong

 Not Worthy

Catapult

When We Were Lovers

 Only You

Written In Scars

Knock Knock

Saint Motel live al Fabrique di Milano: quando il pop è sinonimo di festa

Saint Motel live @ Fabrique - Milano

Saint Motel live @ Fabrique – Milano

A due anni di distanza dal grande successo riscontrato dall’Ep “My Type”, i californiani Saint Motel sono ritornati in Italia, più nello specifico sul palco del Fabrique di Milano, per presentare i nuovi brani contenuti nel nuovo album “saintmotelevision”. Forti dei riconoscimento discografico testimoniato da un disco di platino per “My tipe”  e uno d’oro per  “Cold Cold Man”, i Saint Motel, composti da A/J Jackson (cantante), Aaron Sharp (chitarra), Dak (basso) e Greg Erwin (batteria), si sono divertiti nel coinvolgere il pubblico grazie alla vena scanzonata delle loro canzoni frizzanti, briose e audecemente leggere. Coadiuvati da un duo di fiati (tromba e sassofono), i “festaioli” d’oltreoceano hanno spaziato dal dream-pop all’indie-prog senza colpo ferire. Spruzzate di interludi vintage e simpatiche coreografie ammiccanti hanno completato un’ora di puro intrattenimento spensierato. Un piccolo lusso.

 Raffaella Sbrescia

Setlist

Cold cold man

Feed me now

Getaway

You can be you

Benny Goodman

For Elise

Butch

Puzzle Pieces

Sweet Talk

Move

My type

Destroyer

Born Again

Video: Saint Motel live al Fabrique:

The White Lies live al Fabrique: un amore ritrovato con l’Italia

 

The White Lies @ Fabrique

The White Lies @ Fabrique

Arrivati al quarto capitolo della loro saga dark-synthpop, i londinesi White Lies ritornano a Milano, più precisamente sul palco del Fabrique di Via Fantoli con un concerto vivo e pulsante fin dalle prime battute con la travolgente performance dei The Ramona Flowers in apertura. La gamma dei suoni della si amplia inglobando le sonorità dell’ultimo lavoro discografico “Friends” raggiungendo un risultato pieno e corposo. Dopo 3 anni di lunga assenza Harry McVeigh e soci riabbracciano il pubblico italiano con le loro atmosfere a tratti melanconiche, a tratti svolazzanti. La loro formula racchiude un continuo andirivieni tra presente e passato senza mai stancare lo spettatore. Flussi new wave e neoromanticismo s’intrecciano tra rimandi agli anni ’80 e futuristiche commistioni di electro synth pop. In scaletta fluttuano Take It Out On Me, Hold Back Your Love e Is My Love Enough? ma anche e soprattutto There Goes Our Love Again nonché l’acclamatissima ed amatissima To Lose My Life. Ancora pezzi tratti dal primo album come DeathFarewell To The FairgroundUnfinished Business e The Price Of Love creano particolare alchimia con il pubblico. La cifra stilistica dei White Lies si muove lungo i confini di atmosfere cupe; sarà forse per questo che la nuova ventata portata da “Friends” ha reso tutto il concerto molto godibile e senza momenti morti. I brani scelti per il bis sono Big TVCome On e Bigger Than Us, la triade perfetta per chiudere nel modo giusto una serata che serviva per rompere il ghiaccio e ricucire le fila di un amore, quello del pubblico italiano per i White Lies, che si era solo assopito un momento.

Raffaella Sbrescia

Francesca Michielin: un tour nei club, gli studi da compositrice e nuove canzoni nel cassetto

Francesca Michielin ph Francesco Prandoni

Francesca Michielin ph Francesco Prandoni

Continua l’evoluzione artistica di Francesca Michielin. La giovane cantautrice ha inaugurato il nuovo tour nei club di20areLIVE al Fabrique di Milano con un concerto in grado di evidenziare nuove e più coinvolgenti sfumature della sua voce e della sua personalità. Accompagnata da Gianluca Ballarin e dai Blastema, Francesca ha modellato la scaletta del “Nice to meet you” tour aggiungendo diverse cover opportunamente riarrangiate in modo personale ma soprattutto sorprendente: «In “Nice to meet you” avevo stravolto il repertorio rendendolo più scarno. Essere da soli sul palco ti fa avere un feedback diverso, gli strumenti diventano una sorta di coperta di Linus. Questo nuovo tour è l’ultima prova di un anno molto ricco. Quello che ho fatto in questi mesi mi ha dato molta sicurezza, esibirmi nei club significherà avere un’attitudine più rock e più immediata», aveva raccontato Francesca ai giornalisti poco prima dell’inizio del concerto, ed effettivamente è proprio questa la più grossa novità. Finalmente disinvolta, libera e sicura, la Michielin ha dato prova di una evidente crescita; il risultato è uno show molto fruibile e senza momenti fermi.

Il concerto inizia con “Battito di ciglia”, con tanto di occhiali da sole e verve ironica; il messaggio è chiaro: mai prendersi troppo sul serio. Intensità in crescendo con “Amazing” e “L’amore esiste”, delicatezza ed intimismo con “È con te” e “Tutto questo vento”. Con il sopraggiungere della combo “Sola” e “Distratto”, la Michielin ha voluto ringraziare Elisa, autrice dei brani in questione: «I prossimi due brani li ha scritti per me Elisa, sono quelli con cui ho iniziato la mia carriera e li dedico a colei che per prima ha creduto in me». L’aspetto più interessante della scaletta proposta è racchiuso nella scelta e nel brillante rimaneggiamento delle cover. Nessuno stravolgimento eccessivo, sia chiaro, eppure la nuova veste di brani come “Sweet Dreams” degli Eurythmics o la già nota versione de “Il mio canto libero” di Battisti o, ancora, “Volcano” di Damien Rice” fanno proprio un bell’effetto.

Francesca Michielin ph Francesco Prandoni

Francesca Michielin ph Francesco Prandoni

Di grande impatto emotivo “Almeno tu”, colonna sonora del film in concorso al Festival del Cinema di Venezia “Piuma”: «A novembre inizierà il conservatorio, sarò lì a studiare composizione. La Francesca sognatrice vorrebbe lavorare come compositrice per musiche da film. Dopo l’esperienza di “Spiderman”, mi sono divertita con “Piuma”; trovo che sia un film intelligente. Quando compongo mi immagino sempre un film, il progressive mi piace in tutte le sue declinazioni», ha spiegato la Michielin alla stampa e, in effetti, i frutti di tanto impegno cominciano ad essere tangibili. L’ultima parte del concerto scorre veloce tra “Tutto è magnifico”, la hit portata al successo con Fedez, “Ho Heydi The Lumineers e l’immancabile successo sanremese “Nessun grado di separazione”.

Gran finale a sorpresa con “Whola Lotta Love” dei Led Zeppelin; Francesca spiazza il pubblico dopo averlo commosso e divertito. La missione è compiuta non rimane che lanciarsi di cuore, di pancia e di testa verso una nuova avventura in studio: «In questo periodo sto scrivendo molto, più sto in giro, più scrivo. Il prossimo album sarà incentrato intorno ad un’idea organica e seguirà un determinato filo conduttore. Per quando riguarda il discorso collaboratori, mi trovo benissimo con Canova, mi capisce alla perfezione. Per il resto so esattamente cosa voglio fare e ci sono persone che penso possano darmi ciò che cerco; li andrò a cercare». Noi la aspetteremo.

Raffaella Sbrescia

Jack Garratt live al Fabrique di Milano per uno scoppiettante one man show

Jack Garratt live @ Fabrique-  Milano

Jack Garratt live @ Fabrique- Milano

Intimista ed essenziale, ilare ed irriverente, energico e coinvolgente, tutto questo è Jack Garratt, cantautore, polistrumentista, one-man band, produttore inglese, aggiudicatario dell’ambitissimo Best Critics’ Choice Award, come grande promessa del 2016, e dei BBC MUSIC SOUND 2016, che dal 2007 premiano i migliori giovani artisti scelti dalla BBC.  L’artista si è esibito in concerto al Fabrique di Milano rilevando un’anima artistica trasversale grazie ad una peculiare vocalità tanto graffiante e rauca quanto intima e struggente. Protagonista unico della scena con un set comprensivo di batteria acustica ed elettronica da un lato con set di tastiera e sampler dall’altro, Garratt ha tenuto la scena con il suo one man show presentando diversi brani tratti dal suo album d’esordio “Phase”.

Jack Garratt live @ Fabrique-  Milano

Jack Garratt live @ Fabrique- Milano

Ad inaugurare la set list è  “Coalesce”, suggestivo l’arpeggio chitarristico sulle note della ballad elettropop “Weathered”, curioso il momento gioco con la cover improvvisata di “Baby one more time”, brillante e ben costruito il mash-up di “7 days” di Craig David con “Senorita” di Justin Timberlake. Garratt possiede un’energia impressionante, le sue contaminazioni profumano di impegno e passione ma sono i suoi occhi a trasudare umiltà. A fine concerto l’artista si è prodigato in un lungo ringraziamento a tutti i suoi collaboratori mostrandosi particolarmente riconoscente e cosciente del fatto che gli ottimi risultati che sta riscontrando sono anche il frutto di un eccelso lavoro di squadra.

Raffaella Sbrescia

SETLIST:
Coalesce

Breathe Life
Weathered
Far Cry
Baby one more time
7 days / Senorita
The love you’re given
Fire
Surprise yourself
My house is your home
Worry

Le due anime di Maître Gims al Fabrique di Milano. Live report

Maître Gims live @ Fabrique - Milano Ph. Francesco Prandoni

Maître Gims live @ Fabrique – Milano Ph. Francesco Prandoni

Un concerto interculturale, vivo e trasversale quello proposto da Gandhi Djuna, in arte Maître Gims, al Fabrique di Milano lo scorso 10 maggio nell’ambito del Warano Tour. Il rapper congolese, che dall’età di due anni vive in Francia, ha dato vita alle due facce del suo ultimo fortunatissimo album “Mon coeur avait raison” divertendosi a cambiare volto a se stesso e alla sua musica a piè sospinto. Cresciuto con la grande canzone francese e al tempo stesso anche con l’hip hop e il rap, reminescenze delle sue frequentazioni  dei centri pomeridiani per ragazzi, Gims ha voluto accontentare sia i fedelissimi della prima ora, affezionati all’hip hop più tradizionale, sia i fan dell’ultimo minuto, giunti sull’onda del grande successo ottenuto da brani pop come “Est-ce que tu m’aimes?”. Emblema dell’evoluzione dell’hip hop francese, Maître Gims concepisce la musica soprattutto come divertimento e, francamente, si vede.

Maître Gims live @ Fabrique - Milano Ph. Francesco Prandoni

Maître Gims live @ Fabrique – Milano Ph. Francesco Prandoni

Pop, urban, latin sound  si fondono in una calda miscela strumentale che spinge il pubblico a ballare e a lasciarsi andare. Bello vedere quando un artista riesce a far rilassare il pubblico, a fargli calare i freni inibitori pensando che ci si possa ancora divertire senza pensieri particolari. Tra le tante hit dell’album spiccano ‘Laissez Passer’, ‘Sapé Comme Jamais”, ‘Longue Vie’ ‘Melynda Gates’ passando per ‘Angelina’, ‘La Main Du Roi’ ,‘Uzi’ featuring JR O Crom & Doumams , fino a ‘Mayweather. Metafore e frasi a effetto si compenetrano al centro di un mix strumentale eterogeneo e coinvolgente per un’ora e mezza di graditissima spensieratezza.

 Raffaella Sbrescia

The 1975 live al Fabrique di Milano: quando l’eterogeneità di suoni genera brillantezza

The 1975 live @ Fabrique Milano

The 1975 live @ Fabrique Milano

Ci eravamo lasciati a fine febbraio 2015 con l’entusiastica recensione di “I like it when you sleep, for you are so beautiful yet so unaware of it”, il nuovo album del quartetto inglese THE 1975 composto da Matty Healy, Adam Hann (chitarra), Ross MacDonald (basso) e George Daniel (batteria). Ci ritroviamo all’indomani del concerto, sold-out, tenutosi lo scorso 12 aprile al Fabrique di Milano. Il gruppo indie-rock rivelazione ha proposto al pubblico un concerto della durata di un’ora e mezza spaziando tra indie-pop, r’n’b, elettronica e sonorità anni Ottanta, a testimonianza di una netta predilezione per un’estetica musicale compatta eppure eterogenea. Completamente avulsi da generi ed etichette, i The 1975 trovano in Matty Healy il loro naturale punto di riferimento eppure il contributo energetico di ciascuno si rivela fondamentale per l’alchimia di gruppo. A sostenere la band in area Vip anche i The Kolors, particolarmente carichi ed entusiasti di poter ballare sulle note di una delle loro band di riferimento.

Supporter di big come Muse e Rolling Stones, i The 1975 calibrano energie e setlist, l’obiettivo è lasciar confluire desiderio, immaginazione ed energia nell’ultima parte del concerto che, di fatto, risulta particolarmente tirata e travolgente. L’aspetto più convincente della band è il suono: vibranti riff di chitarra si alternano a profondi giri di basso mentre una sottile e variegata coltre di suoni elettronici s’incunea nelle fitte trame di canzoni incentrate su temi post-adolescenziali, spesso di ispirazione autobiografica. Il risultato è una formula fresca, mai veramente pesante, pronta ad individuare il feedback di giovani privi di baricentri fissi. L’investimento emotivo è minimo, sarà forse per questo che i The 1975 hanno veramente capito cosa serve per staccare la spina per un paio d’ore.

 Raffaella Sbrescia

Years & Years: un live irresistibile al Fabrique di Milano

Years and Years live @ Fabrique

Years and Years live @ Fabrique

Ritmo battente, interludi elettronici e ritornelli catchy  caratterizzano l’ irresistibile cifra stilistica degli Years & Years. La band di Olly Alexander ha infiammato il pubblico del Fabrique di Milano in occasione del primo live italiano tenutosi lo scorso 10 marzo. Curatissimi gli arrangiamenti dei brani che hanno riempito una corposa scaletta, ovviamente ispirata all’album d’esordio del gruppo, intitolato “Communion”. Quello che colpisce degli Years & Years è la particolare alchimia strutturale che vede nella particolare voce di Olly il baricentro di riferimento. Colore, elettronica e percussionismo hanno scandito le note di brani come Take shelter, Worship e Desire. Particolarmente interessante la rivisitazione di “Dark Horse”, il noto brano di Katy Perry, reso ancora più oscuro ed intrigante. Coinvolgente la performance del gruppo che dimostra di avere le carte in regola per costruire un percorso artistico di tutto rispetto.

 Raffaella Sbrescia

Years and Years live @ Fabrique

Years and Years live @ Fabrique

Scaletta Years & Years Fabrique Milano 10 marzo 2016

Foundation

Take shelter

Worship

Border

Memo

Shine

See me now

Eyes Shut

Darhorse Bling

Ties

Without

I want to love

Real

Desire

Toxic King

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