Al via il Festival di Sanremo 2024. Per la prima serata, protagonista il co-conduttore Marco Mengoni: “Sarò me stesso, quello che cerca di essere sempre serio ma poi è umano e goffo, ci sarà quindi verità”.

Tutto pronto. Prenderà il via questa sera l’edizione n. 74 del Festival di Sanremo. Sul palco, oltre a tutti  30 artisti in gara, ci saranno diversi ospiti per dare spazio a momenti di riflessione dedicati a chi ha attraversato momenti difficili ma anche all’attualità a tutto tondo: la mamma di Gianbattista Cutolo, un omaggio a Toto Cutugno, la sciatrice Federica Brignone. Attesissimo co-conduttore della serata il cantante e vincitore della scorsa edizione Marco Mengoni che sarà indiscusso protagonista del palco del teatro Ariston in diversi momenti.

La musica è la priorità dei miei Festival – spiega il diretto artistico e conduttore Amadeus- parto dalle canzoni con l’obiettivo che siano assolutamente attuali. Per ringiovanire una rete, devi rivolgerti ai giovani, parlare il loro linguaggio sapere cosa gli piace e far sì che non sia disdegnato dalle generazioni più grandi. Sono strafelice di iniziare il Festival con Marco Mengoni, lo stimo, lo ammiro e il suo successo non ci sorprende. Marco è cresciuto tantissimo, da tempo riempie gli stadi ma è anche un ragazzo simpatico, stasera canterà ovviamente ma andiamo a divertirci, presenterà le canzoni e consegnerà anche i fiori  ai suoi colleghi. Mi piace l’idea della musica dentro la musica, stasera ci saranno i giornalisti a votare mi auguro che queste canzoni viaggino con una velocità pazzesca e che tra qualche anno si possano ancora ascoltare. Amo questo luogo, amo il Festival , ci sto bene ma credo anche che bisogna chiudere un ciclo per ricaricarsi pensare a cose nuove. Voglio ricominciare ad avere tempo per fare cose che possano darmi nuove emozioni, sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Spero che questo cerchio si chiuda con risultati piacevoli, per il resto son sereno”.

 ordine di uscita 1 serata sanremo

Molto emozionato Marco Mengoni: “Farò un po’ di cose, ovviamente il mio mestiere, cioè fare musica: canterò “Due vite” con una bella scenografia in una dimensione lunare e poi ci saranno un po’ di canzoni che mi hanno permesso di essere qui oggi. Nel frattempo cercherò di sbagliare meno nomi possibili e non impappinarmi, ci divertiremo è questo il motto per la prima serata. Sarò me stesso, quello che cerca di essere sempre serio ma poi è umano e goffo, ci sarà quindi verità. Il mio stile estetico rispecchia il modo di vivere e di essere. Faccio terapie settimanali in cui mi confronto con me stesso. Sembro più giovane nel vestirmi perché sto cercando questa parte in me stesso e la sto tirando fuori. Per tanti anni sono stato un po’ troppo severo e aggressivo con me stesso, vorrei divertirmi e non pensare sempre al numero e a quello che questo mondo per forza di cose ha, ovvero pressione e aspettativa. Voglio farlo per le persone che non ho più, per quelli che non se lo possono permettere e godermi la vita. Vorrei pensare un po’ meno e buttarmi nella leggerezza. Sono contento di essere me, nel bene e nel male”.

Raffaella Sbrescia

Ligabue live alla RCF Arena per l’evento unico “30 anni in un giorno”: Le dichiarazioni dell’artista e la scaletta del concerto

Dopo due anni di rinvii causati dall’emergenza Covid 19, questa sera LUCIANO LIGABUE inaugura la nuova RCF ARENA DI REGGIO EMILIA (Campovolo) con un concerto tra i più attesi dell’anno, l’evento in data unica “30 ANNI IN UN (NUOVO) GIORNO”.

L’evento è già da tempo sold out con oltre 103.000 biglietti venduti e celebrara l’inaugurazione di questo spazio totalmente nuovo e creato rigorosamente ad hoc per la musica con una pendenza del 5% per garantire una visuale e un’acustica ottimali.

Sul palco Ligabue sarà accompagnato dai musicisti che hanno condiviso con lui gli ultimi 30 anni: Il Gruppo (Federico Poggipollini-Niccolò Bossini-Max Cottafavi-Luciano Luisi-Zanotti, i ClanDestino (Cottafavi-Marani-Fornaciari-Cavalli Cocchi) e La Banda (Poggipollini-Previte-Luisi-Pellati-Righetti).

Per l’occasione, Ligabue ospiterà alcuni colleghi e amici che hanno fatto parte del suo percorso artistico: Loredana Bertè, Francesco De Gregori, Elisa, Eugenio Finardi, Gazzelle, Mauro Pagani. Diversamente da quanto precedentemente annunciato, risuona la defezione all’ultimo minuto di Piero Pelù che, a seguito della recente caduta sul palco durante il suo live con i Litfiba, questa sera non potrà essere presente al concerto.

A corredo del concerto, abbiamo altresì raccolto le dichiarazioni degli organizzatori. Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi: “Benvenuti a RFC Arena. Questo è un sogno rock’ n’ roll che si realizza. Ringrazio Ligabue per aver scelto la sua città per celebrare la sua carriera. Alle spalle di questo spazio c’è un lungo percorso, ci hanno lavorato tante istituzioni ed è durato diversi anni. Siamo contenti di essere qui a vivere questa emozione. Quello di oggi è un grande messaggio di pace”.

Ligabue PH Jarno Iotti

Ligabue PH Jarno Iotti

Ferdinando Salzano di Friends and Partners: “Sono come un bambino nel più bel negozio di giocattoli,  oggi coincidono due avvenimenti straordinari, il primo è il coronamento del progetto live di Ligabue annunciato nel 2019, la coincidenza è anche la ripartenza. In questi giorni il mondo della musica live vive la vera ripartenza, stiamo tornando a un mondo di normalità, sicuramente differente nell’ approccio di afflusso e reflusso del pubblico. Il fatto che oggi ci siano 103.009 pagamenti in questa Arena ne è la riprova. La nascita di questa Arena risale a 10 anni fa, io e Maioli abbiamo avuto la fortuna di lavorare in sinergia con il sindaco e la regione. Il confronto tra pubblico e privato ci ha portato a questa meravigliosa RCF Arena. L’Arena è orizzontale e non in verticale, questo porta l’artista ad avere la percezione di vedere l’ultimo dell’ultima fila. In Europa non c’è un arena permanente dello stesso tipo, siamo certi che si tratti di una delle più belle e più importanti, ci soo 5 pit più uno, lo spazio ha una serie di dinamiche di accesso e deflusso molto comode, la sensazione è quella di non vivere in una gabbia l’attesa dell’evento”.

Claudio Maioli, manager storico di Ligabue: “Siamo orgogliosi di inaugurare questa arena dopo 3 Campovolo, questa città meritava per il brand che Campovolo è diventato per la musica un luogo permanente dove celebrarla. Luciano inaugura questo spazio per diritto, tra una settimana ci saranno 7 artiste che cantano contro la violenza sulle donne. Solo 2 mesi fa ci hanno autorizzato a fare questi eventi, chiamare artisti stranieri senza aver preso contatto una anno prima diventava difficile, per l’anno prossimo stiamo preparando qualcosa di cui cosa di cui potremo andare fieri. La capienza dell’Arena è di 103165, le produzioni internazionali arrivano a 100 metri e possono essere splittate. Per oggi ci fermiamo a 77, i numeri di Luciano chiudono il cerchio”.

Luciano Ligabue: Benvenuti a tutti, sono felice di inaugurare l’Arena, sono molto affezionato a Campovolo. Quando è venuto fuori il discorso di costruzione dell’Arena, mi sono chiamate fuori rispetto alle dinamiche di accordo e confronto con le istituzioni. Faccio un altro mestiere, non mi viene in mente nemmeno di poter essere direttore artistico di qualche altro evento al momento ma non si contano le volte in cui mi sono già smentito pertanto non escludo nulla per il futuro. In merito all’autobiografia che ho pubblicato di recente, mi sento di dire che questo tomo di oltre 400 pagine  non contiene ovviamente la mia vita ma i ricordi che contano sicuramente sì.

Sento amore e disprezzo per le cose che non funzionano in questo paese, “Buonanotte all’Italia” e “Made in Italy” sono il mio tentativo di spiegare questo sentimento, mi sento legato a questo paese nonostante tutto. In merito al “Il mio nome è mai più”: quando scrivemmo questa canzone 23 anni fa, ci fu un totale coinvolgimento sentimentale in cui mettevamo in chiaro la nostra posizione. Nel libretto di quella canzone c’era la mappa di tutte le guerre in corso nel mondo. Di solito si è attivi sulle guerre che hanno una risonanza mediatica, lo si è a maggior ragione su quella in Ucraina. La decantata civilizzazione è in regressione verso non so cosa, questo continuo correre alle armi ci rende una bomba che si innesca. Con “Musica ribelle” mettiamo in atto una restituzione a un brano che facemmo con i Clandestino nel 1990 in occasione dell’uscita del primo album. Dopo pochi mesi aprimmo un concerto a Milano di Eugenio Finardi che aveva speso buone parole per me con il produttore. Negli anni ’70 il brano era una chiamata a svegliarsi e a darsi da fare. Ho avuto fin da subito la sensazione che sarebbe stato un omaggio giusto a chi già allora poteva fare musica d’autore con spirito rock. Se mi chiedete di Gazzelle, ospite con me sul palco, vi rispondo che ho notato una sua versione piano e voce su Instagram di “L’amore conta” e l’ho invitato. Sarà un bel momento. Intanto confermo che “Non cambierei la mia vita con nessun’altra”: ho tratto di recente questa decisione”.

Raffaella Sbrescia

Setlist

Primo set Ligabue con “Il Gruppo”

Non cambierei questa vita con nessu’altra

Balliamo sul mondo

L’odore del sesso

Niente paura

Il sale della terra

Ho smesso di tacere ft. Loredana Bertè

Marlon Brando è sempre lui

Luciano Ligabue con i Clandestino

Bar Mario

Non è tempo per noi

Musica Ribelle ft. Eugenio Finardi

Ho messo via

Piccola stella senza cielo

A che ora è la fine del mondo

Luciano Ligabue con Il Gruppo

L’amore conta ft. Gazzelle

Luci d’America

Il giorno dei giorni

Buonanotte all’Italia ft. Francesco De Gregori

Luciano Ligabue con La Banda

Il mio nome è mai più ft Mauro Pagani

I “ragazzi” sono in giro

Ti sento

Eri bellissima

Il giorno di dolore che uno ha

Quella che non sei

Certe notti

Sulla mia strada

Ligabue con “Il Gruppo”

Una vita da mediano

Il meglio deve ancora venire

A modo tuo ft. Elisa

Questa è la mia vita

Tra palco e realtà

Bis

Urlando contro il cielo

Sogni di Rock and Roll

Andrea Bocelli presenta Sì: un album di inediti per un rilancio a lungo termine all’insegna della bellezza

Bocelli Andrea

Andrea Bocelli

 

 

Andrea Bocelli torna sulla scena discografica mondiale con “Sì”, il nuovo album di brani pop inediti, in uscita in oltre 60 paesi e sette lingue (Italiano, tedesco, inglese, spagnolo, francese, russo, cinese) il prossimo 26 ottobre su etichetta Sugar. Il tenore torna alla pubblicazione di testi originali a distanza di 14 anni da “Andrea” e lo fa senza scendere a compromessi. Testi che parlano d’amore e che profumano di bellezza, canzoni nate da penne famose e non e che sono state scelte secondo un implacabile criterio di ricerca e selezione. Tanto pop in questo nuovo album di Andrea Bocelli e tante collaborazioni che testimoniano la voglia di rimettersi in gioco da parte di un artista di calibro mondiale. Lui, che si è esibito per alte cariche di stato, nobili e famosissimi, sceglie di sporcarsi le mani e coinvolgere anche i suoi stessi figli perché “Non è ancora il tempo dei ricordi, è tempo di guardare avanti”.

“Ci sono voluti 14 anni perché le note sono solo 7, perché ci sono milioni di brani in giro e serve tanto tanto per scriverne e sceglierne di davvero belle, di quelle che possano scandire la colonna sonora quotidiana di ciascuno di noi. Il titolo dell’album è “Sì”: una parola semplice, funzionale, incisiva. Una parola positiva, di cui abbia realmente bisogno in un tempo difficile. Questo titolo è poetico e scalda il cuore, per me che sono un inguaribile ottimista è assolutamente perfetto”, racconta Bocelli.

“In questo lavoro canto con mio figlio Matteo, studente di canto in conservatorio nel brano “Fall on me” e ho scelto di far suonare mio figlio Amos, che da anni studia pianoforte su mia indicazione. Sono felice di questo risultato, il linguaggio canoro di mio figlio è potente e ispirato, ho scoperto da poco di questo suo dono, ora gli toccherà imparare la parte tecnica”.

12 canzoni e quattro bonus track che celebrano l’amore, la famiglia, la fede e la speranza, sotto la produzione del leggendario Bob Ezrin (Pink Floyd, Lou Reed, Alice Cooper, e tanti altri):

“Il suggerimento è arrivato dalla mia casa discografica, ci siamo incontrati in una bella giornata di sole in Versilia, ci siamo trovati d’accordo senza momenti di tensione. Abbiamo lavorato in casa per cui le registrazione hanno tratto particolare beneficio dal fatto che cantavo solo quando ispirato, quando mi sentivo a mio agio e con la voce al meglio”.

Tra riferimenti tematici a Bach, Massenet e Fauré (inseriti all’interno di brani pop), sono tante, preziose e sorprendenti le collaborazioni del progetto, con i contributi di alcuni dei più grandi nomi della musica internazionale. L’amico Ed Sheeran dopo il successo planetario di “Perfect Symphony” torna a duettare con Bocelli in italiano in “Amo soltanto te”, canzone dell’album arricchita da un testo pregiato firmato da Tiziano Ferro:

“La collaborazione con Ed Sheeran è stata  una delle cose più simpatiche ed esilaranti degli ultimi anni. Ed è un soggetto sui generis, ho molta stima di lui. Da tempo aveva pensato a questo duetto con me, ho accettato di farlo, mi ha mandato la sua canzone a casa, l’ho cantata come mi sembrava andasse fatto ma  dopo qualche giorno ha preso un aereo ed è venuto a trovarmi perchè non gli era piaciuto cosa avevo fatto. Ritenevo che cantare da tenore fosse come entrare da elefante in una cristalleria ma  Ed era determinatissimo e ho dovuto cercare un compromesso. Dato il risultato, non ha avuto tutti i torti. Mi ha molto colpito, Sheeran è un ragazzo ispirato e molto preparato”.

Tra gli altri spicca la collaborazione con l’icona femminile del pop, Dua Lipa che unisce in maniera sorprendente la sua voce a quella del tenore su “If Only”. La versione italiana del brano “Qualcosa più dell’oro” è stata firmata del medesimo sodalizio artistico che diede vita a “Con te partirò”, Francesco Sartori e Lucio Quarantotto, ultima canzone che hanno firmato insieme, prima della prematura scomparsa di Quarantotto.

La superstar del crossover Josh Groban, poliedrico cantautore e produttore multiplatino, duetta su “We Will Meet Once Again”, brano che richiama la nobile tradizione del musical, dopo aver rodato l’equilibrio delle loro voci in una versione di “The Prayer”. La canzone, concepita dallo stesso Groban con il testo di Marco Guazzone mantiene la stessa dolcezza di una “preghiera”. E ancora, la star mondiale della lirica, Aida Garifullina canta con Bocelli una versione dolce e profonda di “Ave Maria Pietas”, per un brano senza tempo.

“Ho scelto più le canzoni che i nomi. Quando si tratta di fare arte, l’amicizia va messa da parte. Le canzoni vanno scelte se sono belle. Il brano di Riccardo Del Turco mi ha emozionato subito perché racconta la mia storia, “Qualcosa più dell’oro” è carica di significati che vanno aldilà della musica. “Un’anima” è una bellissima canzone scritta da Marco Guazzone, che non ho ancora conosciuto personalmente e che ritengo sia un autore indiscusso”.

Babbo premuroso, legatissimo alla sua terra e all’italiano, Andrea Bocelli non è mai entrato in confidenza con l’inglese perché “La lingua è una cosa seria, non puoi accontentarti di capire in modo sommario, sono le sfumature a insegnarti il significato vero delle cose”.

Tra le chicche dell’album la presenza anche di uno dei più brillanti artisti italiani, Raphael Gualazzi, che firma la musica e il testo di “Vertigo”, oltre a suonarne il pianoforte. La musica, armonicamente articolata, sposa perfettamente il testo surreale come una poesia contemporanea, e si offre all’ascolto in una molteplicità di sfaccettature.

“Il brano mi è piaciuto subito tantissimo ma non potevo cantarlo a mio modo, ho trovato l’unica soluzione possibile, cantarlo avvicinandomi al modo di Raphael e alla sua personalità. Trovo che il virtuosismo al pianoforte sia assolutamente avvincente.”

Ad aprire l’album “Ali di libertà” scritta e composta da Davide Esposito, pluripremiato autore naturalizzato francese.

Ospiti d’eccezione anche 60 piccoli coristi di Haiti, luogo spesso dimenticato, supportato da sempre dalla Fondazione del tenore. Selezionati tra migliaia dallo stesso artista, 60 bambini haitiani di età compresa tra i 9 e i 15 anni, grazie alla Andrea Bocelli Foundation (con il suo partner locale in Haiti Foundation Saint Luc), hanno dato vita al progetto “Voices of Haiti”. Lo speciale coro ha accompagnato il tenore in diverse tournée in tutto il mondo e ora ha prestato la propria voce e i propri “colori” a due brani dell’album “Dormi Dormi” and “Gloria gift of life”, trasmettendo speranza e bellezza.

Raffaella Sbrescia

Al Centro tour: il romanzo musicale di Claudio Baglioni raggiunge pagina 50 e parte dall’Arena di Verona.

 

Claudio Baglioni - Al Centro - Arena di Verona

Claudio Baglioni – Al Centro – Arena di Verona

Questa sera, Claudio Baglioni sarà il gran mattatore dell’Arena di Verona in occasione dell’atteso tour di festeggiamento del cinquantennale della sua carriera artistica. Il primo palco al centro fu vent’anni fa, stasera ci riproverà riempiendo ogni ordine di posto in Arena. L’appuntamento di oggi è il primo dei tre live previsti all’Arena di Verona: si replicherà infatti domani, sabato 15, e domenica 16 settembre. La regia teatrale e le coreografie portano la firma di Giuliano Peparini. L’evento è prodotto da F&P Group e Bag. Per chi non vorrà perdersi il grande evento,  domani, sabato 15 settembre, il concerto sarà trasmesso in diretta in prima serata alle ore 21.05 su RAI 1. Il programma è scritto da Massimo Martelli, Duccio Forzano e Guido Tognetti con la regia di Duccio Forzano.

Ecco le dichiarazioni della conferenza stampa che si è appena conclusa:

Claudio Baglioni: “Non si tratta di un concerto normale bensì di una festa. L’ambizione del video che introduce lo show nasce da un brano strumentale in cui ho inserito solo un accenno di coro seguendo l’idea che nel corso di 50 anni insieme al pubblico abbiamo costruito un coro unico. Le persone che mi hanno permesso di fare questo viaggio sono le stesse che nel corso degli anni mi hanno sempre fermato dicendomi di essere cresciuti con le mie canzoni. La mia frase di difesa è sempre stata: “Ti poteva andare anche peggio”. Il centro che fa da leit motiv è un centro ideale, il centro della vita. Spesso sono stato periferico anche in tantissime occasioni riferite ad altri contesti. Ora l’idea di centralità fa da cardine. Tra i meriti di questo show c’è riportare l’Arena di Verona allo status di anfiteatro. Tutti i posti saranno usati per intero.
Per quanto riguarda la scaletta, si tratta di un concerto cronologico, le canterò seguendo esattamente l’ordine in cui sono state scritte, pubblicate e proposte al pubblico. Si tratta di un romanzo musicale in cui proporrò 34 canzoni rispetto alle 400 totali. Una scelta di brani non pop che lo sono inevitabilmente diventati nel corso del tempo.
Quello di stasera è un total show, uno spettacolo cmplessivo con un dispendio di risorse notevole e una lavorazione laboriosa”.

Giuliano Peparini: ”La mia visione nasce dal fatto che ho sempre desiderato lavorare con Claudio, sono cresciuto per davvero con le sue canzoni, l’ho portato con me all’estero. Per queste ragioni mettere in scena le sue canzoni è stato particolarmente facile. I testi di Baglioni hanno il grande pregio di saper raccontare la vita, questo è quello che ho cercato di tradurre insieme a più di 150 artisti tra professionisti e allievi di scuole di danza locali. Non ci saranno quinte, potrete vederli entrare e uscire dalla scena, abbiamo cercato di costruire un racconto che non prevedesse posizioni privilegiate. In questo show saremo a nudo, sarà quindi unico”.

Claudio Baglioni  - press conference ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI

Duccio Forzano: “Dopo 20 anni esatti torno a fare la regia di un concerto per la Rai, grazie a Claudio che ha creduto in me e che mi ha dato la possibilità di poter crescere, il punto di vista verso il pubblico è spettacolare, ci sono tanti punti di vista nuovi rispetto a tanti anni fa, c’è stato un grande sforzo produttivo da parte della Rai, vorremmo che a casa passi un racconto fluido e chiaro, quando i quadri e i performers non saranno sul palco ci sarà un’altra linea di racconto che è il concerto. Mi auguro che anche il pubblico a casa goda di questa meraviglia”.

Claudio Fasulo: “Sarà una serata epica. Un anno fa Rai Uno ha abbracciato Claudio Baglioni traghettandolo all’interno di un percorso artistico ricco di eventi e di emozioni. Più in generale Rai 1 vive un buon momento con il prime time. Vi auguriamo semplicemente buon divertimento!”

Fernando Salzano F&P: “Ci siamo lungamente espressi sul valore di unicità, ci piace riempirci la bocca con la questa parola ma questo è davvero un evento unico da tutti i punti di vista. L’Arena sarà completamente numerata. Dal punto di vista produttivo, c’è stato un grande sforzo montando 16 cluster audio con 5 giorni di lavoro ininterrotto. Abbiamo riprodotto lo stesso palco a Roma per poter fare le prove. E, per rimanere in tema di numeri, la capienza totale è di 17.000 spettatori per cui vedremo un totale di 54.000 presenze in tre serate. Colgo l’occasione per invitare ufficialmente Claudio a tornare in Arena a fine tour visto che ho finito tutti i biglietti (ride ndr)”.

Claudio Baglioni  - press conference ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI

Per tornare alle dichiarazioni di Claudio Baglioni: “Mio fiiglio Giovanni è presente ma non salirà sul palco, non ci saranno ospiti se non gli artisti di cui abbiamo già parlato. Con me sul palco ci saranno 21 musicisti, di cui molti polistrumenti e 5 coriste. Finire il tour tornando all’Arena sarebbe un sogno, sarà un percorso molto impegnativo che durerà fino a novembre per poi riprendere a marzo dopo il Festival di Sanremo. Ho riassunto 50 anni di carriera seguendo un filo rosso narrativo che non poteva escludere le pietre miliari. In questi anni non sono mancate le occasioni per dare spazio ad un repertorio più nascosto e per certi versi più prezioso.
Immancabili i riferimenti a Sanremo: ” Non mancheranno nuove idee. Sanremo si dividerà in due parti, ci sarà modo di sviluppare un percorso in due fasi per fare in modo che quello che sacrificavamo per i giovani possa poi confluire nel concorso finale. Proveremo a dare spazio al talento giovane perchè ce n’è e ci rivolgeremo anche a un pubblico più giovane. Ho scelto di farlo in termini di assunzione di responsabilità e per dimostrare che non è stata solo una botta di fortuna. Essere in tour mi darà modo di non pensare ossessivamente al Festival, in più in questo modo so che un lavoro ce l’avrò anche dopo. Se pensiamo ai giovani, non so dire se qualcuno di questi sarà in Arena tra 50 anni, il talento c’è, c’è da vedere se c’è l’ascolto per farli durare. Per concludere vi confesso che ho un album in lavorazione e che per ovvi motivi ho lasciato in sospeso. Ci sto lavorando con Celso Valli, siamo a buon punto e sicuramente ci rimetteremo mano appena possibile. Le date dei concerti erano già state stabilite, dall’Arena si parlava già prima del Festival dello scorso anno”.

Raffaella Sbrescia

 

Sanremo 2018: le dichiarazioni dei vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro e dei finalisti

Sanremo 2018 - I vincitori

Sanremo 2018 – I vincitori

Il Festival di Sanremo numero 2018 si è concluso con la vittoria di Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”. Secondo il collettivo de Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza”. Terza Annalisa con “Il mondo prima di te”. A Ron il premio della critica Mia Martini per “Almeno pensami” di Lucio Dalla. Lo share di ascolti è stato il più alto degli ultimi 16 anni, la media è stata del 52.27%.

Le dichiarazioni della conferenza stampa.
Ermal Meta: Mi ero convinto che saremmo arrivati terzi. Stavolta, dopo tre anni ho saltato l’abbonamento (ride). Sono molto felice non tanto per la classifica ma per quello che rappresenta la canzone. Ci abbiamo messo coraggio e speranza per divulgare questo messaggio nella città dove tutto è nato. Se avessimo pensato ai pronostici, non avremmo vinto. Non abbiamo vissuto particolari momenti di ansia, solo mercoledì (ovviamente) siamo rimasti in tensione. Dedico questo premio alla Mescal che ha creduto in me quando nessun’altro lo faceva.
Fabrizio Moro: La cosa più bella è che ho trovato un nuovo grande amico, questa è la vittoria più grande. Dedico questo premio a mio figlio Libero. Ci siamo sentiti attaccati ingiustamente, poi è andato tutto al suo posto, già dopo il chiarimento in sala stampa. Adesso c’è talmente tanta gioia che non c’è spazio per altro. Sia io che Ermal siamo abituati a superare gli ostacoli e a trasformarli in rabbia positiva. Questo ci servirà per interpretazioni musicali ancora più sentite.

Parteciperete all’Eurovision Song Contest?
Se l’Italia lo vuole, lo faremo con grande onore e lo faremo in italiano.

Temi sociali e politici hanno battuto l’amore. Sta cambiando il vento?

Moro: Ho cercato spesso di fare fotografie del contesto storico che stiamo vivendo. Non è la prima volta che cerco di esorcizzare un disagio che vedo. Sanremo è un palco importante, che fa paura ma quando sali su un palco fai semplicemente quello che sai fare. Io e Ermal abbiamo suonato tantissimo, personalmente suono da quando avevo 16 anni. Abbiamo cercato di dare il massimo senza pensare ad altro.

Ermal tu sei un un uomo di frontiera, quanto influisce questo elemento nelle tue canzoni?

Questa è una canzone d’amore nei confronti dell’umanità. Quando scrivo i miei testi ci vedo sempre uno sguardo doppio. Alcuni pensieri mi vengono in italiano, alcuni in albanese, Il pensiero ha una risonanza dentro di noi. Nel momento in cui si varca un confine si diventa stranieri, in realtà siamo semplicemente persone.

Lo Stato Sociale: Avete presente quando volete fare uno scherzo bellissimo e non sapete come farlo? Ecco, è andata così. Non avevamo alcuna velleità di competizione. Volevamo arrivare penultimi e siamo arrivati penultimi al contrario. In ogni caso non abbiamo mai creduto che questa cose potesse accadere. Per quanto riguarda il testo: noi veniamo da un contesto nazional- popolare, se fossimo andati a Sanremo con una canzone d’amore, avremmo lanciato un messaggio stranissimo.

Annalisa: Non so cosa dire, sono tanto felice. Questo stato d’animo riassume tutto quello che è successo e che ho provato questa settimana. Grazie a chi ha lavorato insieme a me e che mi ha sempre sostenuto.

Ron: Questo premio compensa perfettamente la vittoria. Lucio Dalla non ha mai amato le grandi vittorie bensì quelle che contano davvero. Sono davvero felice, per me è un riscatto rispetto allo scorso anno. Oltre a questa canzone, ci sono altri brani inediti nel suo studio. Il brano che ho portato in gara risale al 2011, gli eredi di Lucio lo hanno consegnato a Baglioni che voleva farlo uscire in qualche modo e che pertanto mi ha invitato a cantarlo al Festival.

Era un brano incompiuto?
Sì, si trattava di un provino con suoni elettronici, molto ritmico. Sono stato io a volerla portare molto più vicina a me perchè sono io che la devo cantare. Ho preferito una ballad per dare più luce al testo.

La classifica di Sanremo 2018:

1) Ermal Meta/ Fabrizio Moro
2) Lo Stato Sociale
3) Annalisa
4) Ron
5) Ornella Vanoni/Bungaro/Pacifico
6) Max Gazzè
7) Luca Barbarossa
8) Diodato/Roy Paci
9) The Kolors
10) Giovanni Caccamo
11) Le Vibrazioni
12) Enzo Avitabile/Peppe Servillo
13) Renzo Rubino
14) Noemi
15) Red Canzian
16) Decibel
17) Nina Zilli
18) Roby Facchinetti/Riccardo Fogli
19) Mario Biondi
20) Elio e le Storie Tese

Tutti i premi:

Premio della critica Mia Martini: Ron “Almeno pensami”
Premio sala stampa Lucio Dalla: Lo Stato Sociale
Premio Sergio Endrigo Miglior Interpretazione: Ornella Vanoni
Premio Sergio Bardotti Miglior Testo: Mirkoeilcane
Premio Giancarlo Bigazzi Migliore composizione musicale: Max Gazzè
Premio Tim Music: Ermal Meta /Fabrizio Moro

Sanremo 2018: la terza serata vince gli ascolti ma le pecche sono comunque tante. Le pagelle

Baglioni - Negramaro

Baglioni – Negramaro

Ok, gli ascolti della terza serata del Festival di Sanremo 2018 sono da record. Uno share del 51.6 per cento sancisce il consenso degli spettatori ma, attenzione, questo dato non implica che il commento alla puntata debba essere per forza di tipo celebrativo. Anzi.
Purtroppo bisogna dirlo: questo Sanremo si sta trasformando in un concerto di Claudio Baglioni suddiviso in 5 serate. Ad intervallare le sue esibizioni, una serie di gag e scenette veramente grottesche. Su tutto spicca l’imbarazzante omaggio alle donne fatto da Michelle Hunziker e il finto malore di Memo Remigi. Non si capisce perchè si debba scimmiottare la tv del dolore in un contesto che dovrebbe proporsi come fonte di intrattenimento culturale di alto livello. Come sapete in questa sede ci si occupa del fronte musicale del festival ma certi aspetti non possono essere ignorati, da una macchina come quella sanremese ci si aspetta rispetto della storia italiana nonchè dell’impostazione culturale per cui diverse generazioni hanno lottato. Il Festival di Sanremo non è un semplice programma di intrattenimento, la kermesse è lo specchio del nostro paese e non ci può permettere di mettere in piedi certi siparietti così ridicoli e di cattivo gusto.

Dal punto di vista musicale, i momenti salienti della serata sono relativi alla buonissima esibizione dei Negramaro che hanno ricordato “Mentre tutto scorre” in versione acustica, hanno presentato il nuovo singolo “La prima volta” e hanno omaggiato Baglioni con una sentita interpretazione di “Poster” da parte dell’emozionato Guliano Sangiorgi.
Raffinato il duetto di James Taylor con Giorgia sulle note di “You’ve got a friend”. Prezioso il momento dedicato al pianista Danilo Rea e a Gino Paoli. I loro omaggi a De Andrè e Umberto Bindi sono stati molto emozionanti.

Sul fronte nuove proposte: Mudimbi (vincitore del premio Assomusica) intrattiene il pubblico con mille moine, Eva Pevarello prova a rimettere in piedi la sua carriera, Ultimo mette un’importante ipoteca sulla probabile vittoria, Leonardo Monteiro spicca con la sua voce ma l’attenzione viene irrimediabilmente distolta dal colore rosato del fondotinta con cui l’hanno truccato.

Le canzoni dei big ormai le conosciamo ma, come sempre accade, il secondo ascolto è quello che regala la possibilità di cogliere sfumature e dettagli sfuggiti in prima battuta.
Migliora l’intonazione di Giovanni Caccamo. La sua “Eterno” celebra il sentimento incondizionato in modo elegante e raffinato. Voto 6

Lo Stato Sociale è sicuramente favoritissimo, il brano “Una vita in vacanza” è furbo, il testo è grottescamente attuale e la melodia è catchy. Rimane capire come sarebbe la loro esibizione senza il fenomeno da baraccone sul palco. Voto 5

Luca Barbarossa con “Passame Er Sale” rientra in una categoria cantautorale di stampo superiore. Altra scuola, altra stoffa. (Un filino logorroico a fine esibizione) Voto 7

Stesso discorso per il duo Enzo Avitabile/Peppe Servillo: “Il coraggio di ogni giorno” mette in risalto una matrice mediterranea che profuma di magia e bellezza ma anche di quotidiana disperazione. Un regalo immeritato al pubblico generalista. Voto 8

Complimenti anche a Max Gazzè che, con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, regala nuova linfa al folklore di origini antiche. Che gioia vedere l’esaltazione della lingua italiana e dell’Orchestra Sinfonica. Un balsamo per lo spirito Voto 8

Pessima l’esibizione di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con “Il segreto del tempo”: non c’è chimica, non c’è intonazione, non c’è più fiato per cantare. Dopo mezzo secolo sul palco è il caso di pensare quanto possa valere ancora la pena rimanerci se non ci sono più i mezzi per farlo al meglio. Voto 3

Ermal Meta e Fabrizio Moro sono i super favoriti del Festival. Il fatto è conclamato. Di base “Non mi avete fatto niente” è un bel brano e, dopo la bagarre regolamentare, la loro interpretazione è nettamente migliorata su tutti i fronti. Voto 7

Noemi osa con il suo vestito e si conferma graffiante e determinata con “Non smettere di cercarmi”. Avanti così Voto 6

I The Kolors hanno il brano più scenografico da interpretare. Saranno un sicuro successo radiofonico anche se, a dirla tutta, il testo non si capisce neanche più di tanto. Voto 4.5

Sempre più incompreso Mario Biondi e la sua “Rivederti”. Il Festival non è assolutamente il posto giusto per la sua raffinata ricercatezza Voto 6

Raffaella Sbrescia

Sanremo 2018: Baglioni annuncia un Festival purista e popolar-nazionale

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Un Festival di Sanremo purista e non populista è quello che si terrà a Sanremo dal 6 al 10 febbraio 2018 in onda su Rai Uno. Per l’edizione numero 68, Claudio Baglioni direttore, autodefinitosi dittatore della kermesse, sceglie un’intelaiatura fissa, solida e impossibile da scalfire: la canzone italiana sarà infatti, forse finalmente, al centro della scena. Al suo fianco, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino che si avvicenderanno in una conduzione di gruppo senza prime donne.

Fa riflettere l’intento, ampiamente dichiarato, di riportare la melodia Made in Italy al centro della scena. No agli scimmiottamenti, no alle brutte copie dei successi d’oltreoceano anche se la nota stonata c’è. Scegliere di imporre ai cantanti ospiti di “cantare qualcosa di matrice italiana” non sembra un’idea vincente per i più disparati motivi. Il focus sulla canzone italiana è sacrosanto ma il troppo, come sempre, rischia di stroppiare, e pure parecchio.

Sanremo 2018

Sanremo 2018

Un festival popolar-nazionale, dunque, è quello che Baglioni sta mettendo in piedi. Cinque serate che daranno tanto spazio ai 28 brani in gara che, quest’anno, dureranno ben 4 minuti ciascuno. No alle eliminazioni e alle cover, no ai cantanti freschi di talent show, no alle star di Hollywood. Insomma Baglioni ha fatto diversi tagli col passato, ha abbracciato a pieno titolo il ruolo di timoniere, ha voluto definire in modo marcato un’impronta purista, forse arcaica e non troppo conscia del potenziale dettato dai gusti del pubblico più giovane, ma bisogna riconoscere che la sua, anche se solo sulla carta, è già un’impresa: recuperare la tradizione della musica popolare italiana che, negli anni d’oro ha saputo fare davvero la differenza.

Raffaella Sbrescia

Sanremo 2017 ai nastri di partenza: tutti i dettagli della prima conferenza stampa

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Il conto alla rovescia è finito: il 67esimo Festival di Sanremo sta per avere inizio. Al centro dell’attenzione ci saranno le 22 canzoni dei Big in gara ma anche quelle delle 8 nuove proposte che quest’anno si esibiranno in prima serata e che si sfideranno in due gruppi da quattro e non più con le sfide a due a due. A decretare il risultato finale sarà il 50% di televoto (costo ridotto a 51 centesimi) nelle prime tre sere poi venerdì e sabato le percentuali saranno ridistribuite tra 30% giuria demoscopica, 30% giuria esperti e 40% televoto. Martedì e mercoledì saranno due serate speculari con 11 campioni in gara, 3 saranno a rischio. I 6 big a rischio eliminazione non canteranno la cover ma due di loro saranno comunque eliminati il giovedì sera. Venerdì oltre alla finale dei giovani, ci saranno 20 Big in gara e altri 4 saranno eliminati. La finale vedrà la partecipazione dei 16 finalisti.

Tra le novità di questa edizione ci sarà il ritorno del Dopo Festival nonché l’istituzione di un nuovo premio denominato “Dove il Sì suona”, prodotto da Ital SCA Foscari e Società Dante Alighieri, che sarà conferito alla canzone il cui testo avrà, secondo i giurati, le caratteristiche di originalità per trasmettere all’estero i valori italiani.

A proposito di giurati, la giuria esperti sarà composta da Linus, Andrea Morricone, Rita Pavone, Paolo Genovese, Violante Placido, Greta Menchi, Giorgia Surina e Giorgio Moroder presidente di giuria.

Tra gli ospiti annunciati troveremo: Ricky Martin, Robbie Williams, Clean Bandit, Lp, Robin Schulz, Zucchero Mika, Giorgia e Tiziano Ferro (con Carmen Consoli), Luca e Paolo, Maurizio Crozza, Paola Cortellesi e Geppi Cucciari (i comici).

La prima serata si aprirà con tutte le canzoni che non hanno vinto Sanremo ma che hanno avuto comunque un grande successo nel corso degli anni mentre i primi Big ad esibirsi saranno: Al Bano, Alessio Bernabei, Clementino, Elodie, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia, Giusy Ferreri, Lodovica Comello, Ron e Samuel.

Grande attenzione sarà ovviamente riservata a Maria De Filippi che, tra le altre cose, ha dichiarato: “Quando mi hanno chiesto di partecipare al Festival ho pensato che non avevo un vero motivo per dire No. Guardo il Festival fin da quando ero piccola e faccio la conduttrice per cui perché avrei dovuto dire di no?  Sapevo che con Carlo sarei stata tranquilla, non è mai prevaricante su nulla, non crea gossip inutili, ed è sereno come me, perché non viverla questa realtà? (…) Non ho mai pensato di condurre il Festival da sola. Ho chiesto che nei titoli di testa fosse scritto “conduce Carlo Conti con la partecipazione di Maria De Filippi”, perché la cosa corrisponde alla realtà ed è giusto ccosì”. Per chiarire infine il perché della rinuncia al cachet: “Ho sempre partecipato a titolo gratuito ogni volta che ho preso parte ad un programma in qualità di ospite sia in Rai che in Mediaset. Ritengo anche che quando faccio il mio programma debba occuparmi di tutto dalla A alla Z. In questo caso, il lavoro era già stato fatto da Carlo e dalla grande squadra che lo affianca. In realtà per me si tratta principalmente di un piacere, annuncerò le canzoni e non stravolgerò nulla della liturgia sanremese.

Sanremo 2017: Carlo Conti e Maria De Filippi alla conduzione. Uno storico incontro tra titani

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Si scaldano i motori, si sciolgono i primi nodi: manca ormai pochissimo alla 67esima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal prossimo 7 all’11 Febbraio 2017. Si è da poco tenuta la prima conferenza stampa presso il Casinò della città ligure e, finalmente, dopo settimane di indiscrezioni, Maria De Filippi ha presenziato all’incontro stampa confermando la sua partecipazione in qualità di co-conduttrice insieme al direttore artistico Carlo Conti. Questa la dichiarazione ufficiale del conduttore: «Questo è il mio terzo Festival di Sanremo. Tre di seguito sono tanti quindi mentre ripercorrevo con la mente tutto quello che ero riuscito a fare mi sono chiesto cosa potessi ancora inventarmi. Queste riflessioni mi hanno portato a pensare al top e quindi ho chiaramente scelto di provare a contattare Maria. Di lì a poco le ho telefonato e nel giro di poco tempo abbiamo iniziato a lavorare insieme. Il Festival di Sanremo sarà in ogni caso incentrato sulla musica italiana e ne rappresenteremo una importante fetta». Queste, invece, le parole della signora della televisione italiana che parteciperà al Festival a titolo gratuito: «Tutte le vostre notti insonni avranno una fine (ride9.  Sono qui e ora vi spiego perchè. Vorrei innanzitutto ringraziare Carlo, la Rai, Mediaset e Piersilvio Berlusconi per avermi dato questa possibilità lasciandomi libera di scegliere cosa fare. Se non avessi avuto totale stima per Carlo e per la Rai certamente non sarei qui.  Non ho sentito le canzoni del Festival e non ho partecipato ai contenuti selezionati. La nostra sarà una conduzione alla pari ma ci stiamo ancora lavorando su». Tra le news da segnalare c’è la mancanza delle vallette, il ripristino della giuria demoscopica che si aggiungerà alla Sala Stampa e alla giuria degli esperti. Annunciati anche i primi ospiti musicali: Tiziano Ferro, Giorgia, Mika, Ricky Martin, Rag’n’Bone Man. Infine un appunto relativo alla serata  del venerdì dedicata alle cover: con il regolamento ad eliminazione di quest’anno non tutti i concorrenti riusciranno a proporre la propria interpretazione; un pizzico di pepe un più che non guasta mai.

Ecco l’elenco completo:

Albano – Pregherò di Adriano Celentano
Alessio Bernabei – Un giorno credi di Edoardo Bennato
Bianca Atzei –  Con il nastro rosa di Lucio Battisti
Chiara –  Diamante di Zucchero
Clementino – Svalutation di Adriano Celentano
Elodie – Quando finisce un amore di Riccardo Cocciante
Ermal Meta – Amara terra mia di Domenico Modugno
Fabrizio Moro – La leva calcistica del ’68 di Francesco De Gregori
Fiorella Mannoia – Sempre e per sempre di Francesco De Gregori
Francesco Gabbanni – Susanna di Adriano Celentano
Gigi D’alessio – L’immensità di Don Backy
Giusy Ferreri – Il Paradiso di Patty Pravo
Lodovica Comello – Le Mille bolle blu di Mina
Marco Masini – Signor Tenente di Giorgio Faletti
Michele Bravi – La Stagione dell’amore di Franco Battiato
Michele Zarillo – Se tu non torni di Miguel Bosè
Nesli con Alice Paba – Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano
Raige e Giulia Luzi –  C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Gianni Morandi
Ron – Insieme a te non ci sto più di Caterina Caselli
Paola Turci –  Un Emozione da poco di Anna Oxa
Samuel – Ho difeso il mio amore de I Nomadi
Sergio Sylvestre – La Pelle nera di Rocky Roberts

Scoppia la Depeche Mode mania: in arrivo l’album “Spirit” ed un tour mondiale.

Depeche Mode

Depeche Mode

Scoppia la Depeche Mode mania: Dave Gahan, Andrew Fletcher e Martin Gore annunciano un nuovo album di inediti, intitolato “Spirit”, che vedrà la luce durante la prossima primavera su etichetta Columbia Record ed un tour mondiale che prenderà il nome di “Global Spirit Tour”. L’occasione è un evento di portata internazionale al Teatro dell’Arte nella Triennale di Milano: «Abbiamo trascorso gli ultimi due anni a lavorare al nuovo album tra Santa Barbara e New York insieme al nuovo produttore James Ford. Il disco si intitolerà “Spirit” e la sua uscita è prevista per la prossima primavera. I tempi sono prematuri per parlarne nel dettaglio ma il suono è davvero incredibile, siamo molto orgogliosi di questo lavoro e speriamo che piacerà anche a voi», spiega Dave Gahan all’affollata platea.

Depeche Mode

Depeche Mode

Grande attenzione rivolta ovviamente alla tournèe: «Il tour, che seguirà l’album, si articolerà in 32 concerti per 21 Paesi, prenderà il via il 5 maggio a Stoccolma mentre la tappa finale sarà il 23 luglio a Cluj-Napoca in Romania. Ovviamente suoneremo anche in Nord e Sud America ma ci sarà tempo per dirvi di più in merito». In Italia la band arriverà a giugno (grazie a Live Nation): il 25 sarà all’Olimpico di Roma, il 27 allo stadio San Siro di Milano e il 29 al Dall’Ara di Bologna.I biglietti saranno in vendita dalle 10:00 del 15 ottobre su livenation.it e ticketone.it. I Titolari di American Express potranno accedere ad una prevendita dedicata, di 48 ore, dalle 9:00 del 13 ottobre alle 9:00 del 15 ottobre.

Depeche Mode

Depeche Mode

 Entrando nei dettagli di questo nuovo progetto, i Depeche Mode raccontano anche del loro supporto a Charity Water: «Per il Global Spirit Tour continueremo la collaborazione con la casa di orologi svizzeri Hublot, per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore di Charity Water, organizzazione non profit che fornisce acqua pulita alle persone di tutto il mondo». Tornando al tour: «Ancora una volta l’elemento visuale sarà fondamentale all’interno dello show. Per il tour collaboreremo nuovamente con Anthony Corbin ma ancora dobbiamo studiare il concetto visuale. Per quanto riguarda le tematiche che affronteremo, certamente il disco subirà l’influenza del difficile contesto socio-culturale che viviamo ma anche in questo caso i tempi non sono ancora maturi per svelarvi i dettagli; ci stiamo ancora lavorando ma possiamo dirvi che siamo sicuri di poterci spingere oltre quello che abbiamo fatto con “Delta Machine”», spiegano i Depeche Mode.

Depeche Mode - Dave Gahan

Depeche Mode – Dave Gahan

Dopo il rigoroso “no” in merito all’ipotesi reunion con Alan Wilder, un paio di specifiche in merito alla scaletta: «I brani del nuovo album rappresenteranno la struttura portante della scaletta mentre quelli vecchi verranno opportunamente riarrangiati per poter configurare uno spettacolo omogeneo. Non siamo in un club dove si può pensare di stravolgere una scaletta e improvvisare, ad ogni modo non vi faremo mancare delle sorprese! Sicuramente ci saranno fan entusiasti e grandi delusi in merito ad eventuali esclusioni in quella che sarà la nostra set list definitiva ciò ma alla fine ci interessa rendere felice il maggior numero di fan sparsi nel mondo».

Raffaella Sbrescia

Video: Presentazione Depeche Mode – Triennale – Milano

Global Spirit Tour –  Calendario Tour Europeo Estate 2017

 

May 5             Stockholm, Sweden                         Friends Arena
May 7             Amsterdam, Netherlands                  Ziggo Dome
May 9             Antwerp, Belgium                             Sportpaleis
May 12           Nice, France                                    Stade Charles-Ehrmann
May 14           Ljubljana, Slovenia                            Dvorana Stožice
May 17           Athens, Greece                                Terra Vibe Park
May 20           Bratislava, Slovakia                          Štadión Pasienky
May 22           Budapest, Hungary                           Groupama Aréna
May 24           Prague, Czech Republic                    Eden Aréna
May 27           Leipzig, Germany                              Festwiese
May 29           Lille, France                                     Stade Pierre-Mauroy
May 31           Copenhagen, Denmark                      Telia Parken
June 3             London, United Kingdom                   London Stadium
June 5             Cologne, Germany                           RheinEnergieStadion
June 9             Munich, Germany                             Olympiastadion
June 11           Hannover, Germany                          HDI Arena
June 18           Zurich, Switzerland                           Letzigrund Stadion
June 20           Frankfurt, Germany                           Commerzbank-Arena
June 22           Berlin, Germany                                Olympiastadion
June 25           Rome, Italy                                       Stadio Olimpico
June 27           Milan, Italy                                        Stadio San Siro
June 29           Bologna, Italy                                    Stadio Rentao Dall’Ara
July 1               Paris, France                                    Stade de France
July 4               Gelsenkirchen, Germany                    Veltins-Arena
July 6               Bilbao, Spain                                     BBK Live Festival
July 8               Lisbon, Portugal                                 NOS Alive Festival
July 13             St. Petersburg, Russia                        SKK
July 15             Moscow, Russia                                 Otkritie Arena
July 17             Minsk, Belarus                                   Minsk-Arena
July 19             Kiev, Ukraine                                      Olimpiyskiy National Sports Complex
July 21             Warsaw, Poland                                  PGE Narodowy
July 23             Cluj-Napoca, Romania                         Cluj Arena

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