Sanremo 2017 ai nastri di partenza: tutti i dettagli della prima conferenza stampa

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Il conto alla rovescia è finito: il 67esimo Festival di Sanremo sta per avere inizio. Al centro dell’attenzione ci saranno le 22 canzoni dei Big in gara ma anche quelle delle 8 nuove proposte che quest’anno si esibiranno in prima serata e che si sfideranno in due gruppi da quattro e non più con le sfide a due a due. A decretare il risultato finale sarà il 50% di televoto (costo ridotto a 51 centesimi) nelle prime tre sere poi venerdì e sabato le percentuali saranno ridistribuite tra 30% giuria demoscopica, 30% giuria esperti e 40% televoto. Martedì e mercoledì saranno due serate speculari con 11 campioni in gara, 3 saranno a rischio. I 6 big a rischio eliminazione non canteranno la cover ma due di loro saranno comunque eliminati il giovedì sera. Venerdì oltre alla finale dei giovani, ci saranno 20 Big in gara e altri 4 saranno eliminati. La finale vedrà la partecipazione dei 16 finalisti.

Tra le novità di questa edizione ci sarà il ritorno del Dopo Festival nonché l’istituzione di un nuovo premio denominato “Dove il Sì suona”, prodotto da Ital SCA Foscari e Società Dante Alighieri, che sarà conferito alla canzone il cui testo avrà, secondo i giurati, le caratteristiche di originalità per trasmettere all’estero i valori italiani.

A proposito di giurati, la giuria esperti sarà composta da Linus, Andrea Morricone, Rita Pavone, Paolo Genovese, Violante Placido, Greta Menchi, Giorgia Surina e Giorgio Moroder presidente di giuria.

Tra gli ospiti annunciati troveremo: Ricky Martin, Robbie Williams, Clean Bandit, Lp, Robin Schulz, Zucchero Mika, Giorgia e Tiziano Ferro (con Carmen Consoli), Luca e Paolo, Maurizio Crozza, Paola Cortellesi e Geppi Cucciari (i comici).

La prima serata si aprirà con tutte le canzoni che non hanno vinto Sanremo ma che hanno avuto comunque un grande successo nel corso degli anni mentre i primi Big ad esibirsi saranno: Al Bano, Alessio Bernabei, Clementino, Elodie, Ermal Meta, Fabrizio Moro, Fiorella Mannoia, Giusy Ferreri, Lodovica Comello, Ron e Samuel.

Grande attenzione sarà ovviamente riservata a Maria De Filippi che, tra le altre cose, ha dichiarato: “Quando mi hanno chiesto di partecipare al Festival ho pensato che non avevo un vero motivo per dire No. Guardo il Festival fin da quando ero piccola e faccio la conduttrice per cui perché avrei dovuto dire di no?  Sapevo che con Carlo sarei stata tranquilla, non è mai prevaricante su nulla, non crea gossip inutili, ed è sereno come me, perché non viverla questa realtà? (…) Non ho mai pensato di condurre il Festival da sola. Ho chiesto che nei titoli di testa fosse scritto “conduce Carlo Conti con la partecipazione di Maria De Filippi”, perché la cosa corrisponde alla realtà ed è giusto ccosì”. Per chiarire infine il perché della rinuncia al cachet: “Ho sempre partecipato a titolo gratuito ogni volta che ho preso parte ad un programma in qualità di ospite sia in Rai che in Mediaset. Ritengo anche che quando faccio il mio programma debba occuparmi di tutto dalla A alla Z. In questo caso, il lavoro era già stato fatto da Carlo e dalla grande squadra che lo affianca. In realtà per me si tratta principalmente di un piacere, annuncerò le canzoni e non stravolgerò nulla della liturgia sanremese.

Sanremo 2017: Carlo Conti e Maria De Filippi alla conduzione. Uno storico incontro tra titani

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Si scaldano i motori, si sciolgono i primi nodi: manca ormai pochissimo alla 67esima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal prossimo 7 all’11 Febbraio 2017. Si è da poco tenuta la prima conferenza stampa presso il Casinò della città ligure e, finalmente, dopo settimane di indiscrezioni, Maria De Filippi ha presenziato all’incontro stampa confermando la sua partecipazione in qualità di co-conduttrice insieme al direttore artistico Carlo Conti. Questa la dichiarazione ufficiale del conduttore: «Questo è il mio terzo Festival di Sanremo. Tre di seguito sono tanti quindi mentre ripercorrevo con la mente tutto quello che ero riuscito a fare mi sono chiesto cosa potessi ancora inventarmi. Queste riflessioni mi hanno portato a pensare al top e quindi ho chiaramente scelto di provare a contattare Maria. Di lì a poco le ho telefonato e nel giro di poco tempo abbiamo iniziato a lavorare insieme. Il Festival di Sanremo sarà in ogni caso incentrato sulla musica italiana e ne rappresenteremo una importante fetta». Queste, invece, le parole della signora della televisione italiana che parteciperà al Festival a titolo gratuito: «Tutte le vostre notti insonni avranno una fine (ride9.  Sono qui e ora vi spiego perchè. Vorrei innanzitutto ringraziare Carlo, la Rai, Mediaset e Piersilvio Berlusconi per avermi dato questa possibilità lasciandomi libera di scegliere cosa fare. Se non avessi avuto totale stima per Carlo e per la Rai certamente non sarei qui.  Non ho sentito le canzoni del Festival e non ho partecipato ai contenuti selezionati. La nostra sarà una conduzione alla pari ma ci stiamo ancora lavorando su». Tra le news da segnalare c’è la mancanza delle vallette, il ripristino della giuria demoscopica che si aggiungerà alla Sala Stampa e alla giuria degli esperti. Annunciati anche i primi ospiti musicali: Tiziano Ferro, Giorgia, Mika, Ricky Martin, Rag’n’Bone Man. Infine un appunto relativo alla serata  del venerdì dedicata alle cover: con il regolamento ad eliminazione di quest’anno non tutti i concorrenti riusciranno a proporre la propria interpretazione; un pizzico di pepe un più che non guasta mai.

Ecco l’elenco completo:

Albano – Pregherò di Adriano Celentano
Alessio Bernabei – Un giorno credi di Edoardo Bennato
Bianca Atzei –  Con il nastro rosa di Lucio Battisti
Chiara –  Diamante di Zucchero
Clementino – Svalutation di Adriano Celentano
Elodie – Quando finisce un amore di Riccardo Cocciante
Ermal Meta – Amara terra mia di Domenico Modugno
Fabrizio Moro – La leva calcistica del ’68 di Francesco De Gregori
Fiorella Mannoia – Sempre e per sempre di Francesco De Gregori
Francesco Gabbanni – Susanna di Adriano Celentano
Gigi D’alessio – L’immensità di Don Backy
Giusy Ferreri – Il Paradiso di Patty Pravo
Lodovica Comello – Le Mille bolle blu di Mina
Marco Masini – Signor Tenente di Giorgio Faletti
Michele Bravi – La Stagione dell’amore di Franco Battiato
Michele Zarillo – Se tu non torni di Miguel Bosè
Nesli con Alice Paba – Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano
Raige e Giulia Luzi –  C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones di Gianni Morandi
Ron – Insieme a te non ci sto più di Caterina Caselli
Paola Turci –  Un Emozione da poco di Anna Oxa
Samuel – Ho difeso il mio amore de I Nomadi
Sergio Sylvestre – La Pelle nera di Rocky Roberts

Scoppia la Depeche Mode mania: in arrivo l’album “Spirit” ed un tour mondiale.

Depeche Mode

Depeche Mode

Scoppia la Depeche Mode mania: Dave Gahan, Andrew Fletcher e Martin Gore annunciano un nuovo album di inediti, intitolato “Spirit”, che vedrà la luce durante la prossima primavera su etichetta Columbia Record ed un tour mondiale che prenderà il nome di “Global Spirit Tour”. L’occasione è un evento di portata internazionale al Teatro dell’Arte nella Triennale di Milano: «Abbiamo trascorso gli ultimi due anni a lavorare al nuovo album tra Santa Barbara e New York insieme al nuovo produttore James Ford. Il disco si intitolerà “Spirit” e la sua uscita è prevista per la prossima primavera. I tempi sono prematuri per parlarne nel dettaglio ma il suono è davvero incredibile, siamo molto orgogliosi di questo lavoro e speriamo che piacerà anche a voi», spiega Dave Gahan all’affollata platea.

Depeche Mode

Depeche Mode

Grande attenzione rivolta ovviamente alla tournèe: «Il tour, che seguirà l’album, si articolerà in 32 concerti per 21 Paesi, prenderà il via il 5 maggio a Stoccolma mentre la tappa finale sarà il 23 luglio a Cluj-Napoca in Romania. Ovviamente suoneremo anche in Nord e Sud America ma ci sarà tempo per dirvi di più in merito». In Italia la band arriverà a giugno (grazie a Live Nation): il 25 sarà all’Olimpico di Roma, il 27 allo stadio San Siro di Milano e il 29 al Dall’Ara di Bologna.I biglietti saranno in vendita dalle 10:00 del 15 ottobre su livenation.it e ticketone.it. I Titolari di American Express potranno accedere ad una prevendita dedicata, di 48 ore, dalle 9:00 del 13 ottobre alle 9:00 del 15 ottobre.

Depeche Mode

Depeche Mode

 Entrando nei dettagli di questo nuovo progetto, i Depeche Mode raccontano anche del loro supporto a Charity Water: «Per il Global Spirit Tour continueremo la collaborazione con la casa di orologi svizzeri Hublot, per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore di Charity Water, organizzazione non profit che fornisce acqua pulita alle persone di tutto il mondo». Tornando al tour: «Ancora una volta l’elemento visuale sarà fondamentale all’interno dello show. Per il tour collaboreremo nuovamente con Anthony Corbin ma ancora dobbiamo studiare il concetto visuale. Per quanto riguarda le tematiche che affronteremo, certamente il disco subirà l’influenza del difficile contesto socio-culturale che viviamo ma anche in questo caso i tempi non sono ancora maturi per svelarvi i dettagli; ci stiamo ancora lavorando ma possiamo dirvi che siamo sicuri di poterci spingere oltre quello che abbiamo fatto con “Delta Machine”», spiegano i Depeche Mode.

Depeche Mode - Dave Gahan

Depeche Mode – Dave Gahan

Dopo il rigoroso “no” in merito all’ipotesi reunion con Alan Wilder, un paio di specifiche in merito alla scaletta: «I brani del nuovo album rappresenteranno la struttura portante della scaletta mentre quelli vecchi verranno opportunamente riarrangiati per poter configurare uno spettacolo omogeneo. Non siamo in un club dove si può pensare di stravolgere una scaletta e improvvisare, ad ogni modo non vi faremo mancare delle sorprese! Sicuramente ci saranno fan entusiasti e grandi delusi in merito ad eventuali esclusioni in quella che sarà la nostra set list definitiva ciò ma alla fine ci interessa rendere felice il maggior numero di fan sparsi nel mondo».

Raffaella Sbrescia

Video: Presentazione Depeche Mode – Triennale – Milano

Global Spirit Tour –  Calendario Tour Europeo Estate 2017

 

May 5             Stockholm, Sweden                         Friends Arena
May 7             Amsterdam, Netherlands                  Ziggo Dome
May 9             Antwerp, Belgium                             Sportpaleis
May 12           Nice, France                                    Stade Charles-Ehrmann
May 14           Ljubljana, Slovenia                            Dvorana Stožice
May 17           Athens, Greece                                Terra Vibe Park
May 20           Bratislava, Slovakia                          Štadión Pasienky
May 22           Budapest, Hungary                           Groupama Aréna
May 24           Prague, Czech Republic                    Eden Aréna
May 27           Leipzig, Germany                              Festwiese
May 29           Lille, France                                     Stade Pierre-Mauroy
May 31           Copenhagen, Denmark                      Telia Parken
June 3             London, United Kingdom                   London Stadium
June 5             Cologne, Germany                           RheinEnergieStadion
June 9             Munich, Germany                             Olympiastadion
June 11           Hannover, Germany                          HDI Arena
June 18           Zurich, Switzerland                           Letzigrund Stadion
June 20           Frankfurt, Germany                           Commerzbank-Arena
June 22           Berlin, Germany                                Olympiastadion
June 25           Rome, Italy                                       Stadio Olimpico
June 27           Milan, Italy                                        Stadio San Siro
June 29           Bologna, Italy                                    Stadio Rentao Dall’Ara
July 1               Paris, France                                    Stade de France
July 4               Gelsenkirchen, Germany                    Veltins-Arena
July 6               Bilbao, Spain                                     BBK Live Festival
July 8               Lisbon, Portugal                                 NOS Alive Festival
July 13             St. Petersburg, Russia                        SKK
July 15             Moscow, Russia                                 Otkritie Arena
July 17             Minsk, Belarus                                   Minsk-Arena
July 19             Kiev, Ukraine                                      Olimpiyskiy National Sports Complex
July 21             Warsaw, Poland                                  PGE Narodowy
July 23             Cluj-Napoca, Romania                         Cluj Arena

Mtv Awards 2016: Il Parco delle Cascine di Firenze è pronto ad accogliere gli artisti più amati dai giovani

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Manca pochissimo agli MTV Awards 2016! L’appuntamento con la quarta edizione dello show targato MTV è fissato per Domenica 19 Giugno al Parco delle Cascine di Firenze in diretta su MTV (presente in esclusiva sul canale 133 di Sky) e su MTV Music (canale 708 di Sky e 67 del DTT), a partire dalle 20.00 con “MTV Awards Social Party”, condotto da Stefano Corti e Alessandro Onnis, e alle 21.00 con il main show, presentato da Francesco Mandelli. Sofia Viscardi, la giovane e famosa Youtuber, sarà invece la reporter d’eccezione che dal backstage racconterà sui social il dietro le quinte dello show.

Domenica si partirà quindi alle ore 20.00 con “MTV Awards Social Party”, la festa che precede l’inizio dello show. Un’ora di diretta nella quale, attraverso premiazioni, musiche, sfide e interviste, i conduttori Stefano Corti e Alessandro Onnis vivranno le emozioni dell’attesa insieme a star del web, della tv e della musica, come Riccardo Dose, Marcello Sacchetta, Martina Dell’Ombra, Michele Bravi e Giulia Salemi. Tra loro ci sarà anche Madh, protagonista insieme a Tina Baffy di “The Hottest Swimsuit”, il concorso di MTV Style per eleggere il costume dell’estate partito lunedì 6 giugno sul sito di MTV.

 Alle 21.00 Francesco Mandelli darà ufficialmente il via all’edizione 2016 degli MTV Awards. Alessandra Amoroso, Alessio Bernabei, Annalisa, Benji & Fede, Elisa, Emis Killa, Emma, Francesca Michielin, Lorenzo Fragola, Max Pezzali, The Kolors sono gli artisti che si esibiranno live sul palco durante la serata. Oltre alle stelle della musica, anche molti personaggi del mondo della televisione, dello spettacolo e del web saliranno sul palco degli MTV Awards 2016 in qualità di Presenter, per consegnare ai vincitori gli ambitissimi premi: Sofia Viscardi, Michele Bravi, cantante vincitore di X Factor nel 2013 che si è affacciato da qualche anno con successo anche alla scena social, i protagonisti di MTV Super Shore Elettra Lamborghini, Abraham Garcia e Arantxa Bustos, Giulia Salemi, reduce dall’ultima edizione di Pechino Express e futura conduttrice di Ridiculousness Italia, con i suoi compagni d’avventura Stefano Corti e Alessandro Onnis. E ancora, Aurora Ramazzotti, Niccolò Torielli conduttore della prima edizione dello SlimeFest di Nickelodeon, la Miss Italia in carica Alice Sabatini, Carolina Di Domenico, Paolo Ruffini, i DJ di RDS Petra Loreggian e Paolo Piva e l’attrice comica Barbaria Foria.

Al termine della diretta tv, gli MTV Awards faranno ballare tutti i presenti al Parco delle Cascine fino a notte fonda con un attesissimo Aftershow Party che vedrà protagonista la musica de Il Pagante e, a seguire, di Merk & Kremont.

Ai NEGRAMARO verrà consegnato l’MTV VIDEO AWARD, l’unico premio che non è votabile ma viene assegnato da MTV, in virtù dell’attenzione che la band ha sempre avuto per la qualità dei loro videoclip, con idee sempre nuove, diverse e di alto livello artistico.

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Le dichiarazioni della conferenza stampa tenutasi a Milano:

Sergio Del Prete, Vice President, Editorial Brand Viacom Italia: «Gli MTV Awards rappresentano l’evento più atteso di Mtv, un momento in cui il brand rinnova e rinforza il target di riferimento. Anche questa edizione avrà una forte risonanza sul territorio e avrà notevole visibilità su tutte le piattaforme digital e social».

Andrea Vannucci, Assessore alle Politiche Giovanili, Comune di Firenze: «Il Parco delle Cascine è un luogo molto complesso da presidiare, rappresenta il polmone verde della città, un parco votato al divertimento responsabile e che si rivolge ad una platea che si vuole espandere sempre di più. Questa edizione degli MTV Awards offre al pubblico nomi di spicco, che hanno un forte richiamo su una fascia di età che comprende giovani e giovanissimi, quelli che amiamo definire i cittadini di domani. Accogliamo questa grande festa come un appuntamento fisso, ormai irrinunciabile».

Luca De Gennaro, Vice President, Talent And Music Viacom Italia: «Il Format è consolidato, l’esperienza maturata sul territorio è fondamentale, l’anno scorso hanno partecipato 20.000 persone live e abbiamo raccolto 10 milioni di voti, quest’anno vogliamo naturalmente fare meglio. Gli Mtv Awards sono un evento che nasce molti mesi prima, viene definito in base al gradimento dell’audience e la line up che presentiamo è molto importante. La nostalgia non è mai stata nel Dna di Mtv, il cast di quest’anno si concentra sul pop contemporaneo italianoe si muove tra nomi di spicco e clamorose rivelazioni come possono essere Benji & Fede che solo un anno cominciavano ad affacciarsi all’interno del panorama musicale italiano»

Francesco Mandelli, presentatore e conduttore dell’evento: «A me MTV ha cambiato la vita. Sono nato e cresciuto ad Asnago (Lecco), ho trascorso la mia adolescenza a guardare MTV, era il mio modo di fuggire dalla provincia (che comunque non rinnego, visto che mi ha dato una fame ed una curiosità senza pari). Per me MTV era il punto di riferimento, qualcosa di completamente nuovo, guardavo Andrea Pezzi e mi incantavo ad osservarne le gesta. Quando mi sono proposto e mi hanno preso ad Mtv, il sogno della mia vita ha spiccato il volo, nemmeno mi rendevo conto di quello che stava succedendo. Sono quasi 20 anni che vedo quel marchio lì, ho fatto tantissime cose, mi è stato insegnato un mestiere e, a proposito di ciò, posso affermare che se dovessi iniziare oggi, non saprei da dove cominciare, fare lo Youtuber non è un mestiere, non c’è nessuno a dirti cosa va bene e cosa non va bene, a farti scrivere, a farti capire come essere diverso e originale. Oggi non ti dice nessuno come fare, sarò per sempre grato ad Mtv perché ha cambiato non solo la mia vita ma quella di una generazione intera, ha cambiato il modo di essere giovani in Italia. Onorerò l’impegno del prossimo 19 giugno con la massima professionalità e con tutta l’adrenalina che mi si sprigiona dentro».

 Raffaella Sbrescia

Brian May e Kerry Ellis: un connubio artistico destinato a durare. Presentato il singolo “Roll with you”

Brian May & Kerry Ellis

Brian May e Kerry Ellis

Lui è Brian May, chitarrista e cantautore britannico, membro dei Queen, band da lui fondata insieme a Freddie Mercury e Roger Taylor; lei è Kerry Ellis, una delle grandi star del musical del West End e Broadway. I due grandi performer inglesi sono ormai una coppia artistica rodata e dopo essere tornati ad esibirsi dal vivo con il loro «One Voice – The Tour!», comprensivo di ben sei date italiane, i due artisti hanno incontrato la stampa italiana in occasione del lancio del nuovo singolo ‘Roll With You’ e dell’annuncio per Brian May di una nuova data di Queen+Adam Lambert (per il 25 giugno all’Anfiteatro Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), nell’ambito del Postepay Sound).

Brian e Kerry stanno lavorando anche ad un nuovo album di inediti e, a tal proposito, la performer inglese ci ha svelato alcune prime indiscrezioni: «Mi piace molto stare in studio con persone come Brian, riesco ad apprezziare quanto sia bello non dover interpretare nessuno e riuscire a fare la musica col cuore e la propria personalità. Per quanto riguarda il nuovo lavoro, posso dire che a differenza di “Anthems”, più orchestrale, e di  “Acoustic by candlelight” più intimo, questo disco rappresenterà la perfetta unione dei nostri stili». Dello stesso parere anche Brian May: «Incidere canzoni con Kerry per me significa sancire l’incontro di due mondi diversi, il nostro nuovo disco sarà più libero, più liquido, più sperimentale».

Brian May

Brian May

Entrambi appassionati di animali, i due artisti si sono cimentati nella scrittura di una canzone come “One Voice” per dare voce ad un messaggio universale. Alla luce di questa forte vena creativa, viene spontaneo chiedersi cosa possa pensare un artista leggendario come Brian May della musica moderna inglese: «C’è sempre qualcosa di nuovo che cambia le regole e si fa ricordare. Adele ha appena vinto i Brit Awards ed è fenomenale. Forse quello che manca è l’investimento delle label per qualcosa che duri nel tempo. Ma ci sarà sempre appetito per musica nuova», ha spiegato il chitarrista.

Naturalmente immancabile un riferimento anche a David Bowie: «Non sapevo fosse così malato, è stato uno shock. Anche se è Roger quello che l’ha frequentato di più, abbiamo vissuto dei periodi molto caldi assieme, particolarmente bello quello di Montreaux quando avevamo case e studio vicini. Così nacque Under Pressure». Per concludere, May ha anche parlato del suo legame con l’astrofisica: «Sono fortunato per come sono andate le cose con la musica ma sono sempre molto legato all’astronomia, Adoro guardare le foto di Plutone e le immagini stereoscopiche e sono felice che mi sia stato dedicato addirittura un asteroide. Se suonassi nello spazio sceglierei: “Is this the world we created?” – ha continuato – Il mio fine sarebbe quello di sensibilizzare l’immaginario collettivo ad un’approfondita riflessione in merito all’attuale situazione climatica ed ambientale».

Video: Roll with you

Festival di Sanremo: vince il cantautorato artigianale. Stadio assopigliatutto.

Stadio

Stadio

Con 11 milioni 223 mila spettatori ed uno share del  52.52 per cento, il 66 mo Festival di Sanremo è il più visto degli ultimi 11 anni ed il più seguito sui social. L’attesa finalissima della kermesse conclude la settimana più surreale dell’anno. Ad inaugurare la serata è l’esibizione di Francesco Gabbani che con “Amen” si è aggiudicato la vittoria della categoria “Giovani Proposte”.  Il ripescaggio riporta Irene Fornaciari in gara con “Blu”. Scandito dalla conduzione sobria, veloce e assertiva di Carlo Conti, confermato alla direzione artistica anche per il prossimo anno, il Festival è stato vinto dagli Stadio, un gruppo che ha alle spalle una lunga storia e che ha portato sul palco dell’Ariston un brano con un contenuto importante e che, tra l’altr,o si è aggiudicato il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”- sezione campioni e il “Premio Giancarlo Bigazzi” per la migliore musica.  Il loro percorso all’interno del Festival ha incontrato il punto di svolta con la vittoria della serata dedicata alle cover con il brano “La sera dei miracoli”.

Durante la conferenza stampa post Festival, Gaetano Curreri ha dichiarato: «Abbiamo sempre guardato un pò indietro per proiettarci in avanti, ce l’ha insegnato Roberto Roversi. Non pensavamo assolutamente di vincere il Festival.  C’è anche un pubblico giovane che ci segue e vede in noi una band che suona bene. Oggi è la festa degli innamorati, noi siamo innamorati della musica, per noi la musica è tutto. In questi giorni, ha aggiunto,  pensavo al primo Sanremo. Avendo fatto un solo disco, ci accusarono di essere giunti al Festival grazie a Lucio Dalla ma non era così, lui era il primo che censurava le cose che non andavano bene. Abbiamo sempre cercato di portare avanti la nostra carriera pensando alla buona qualità della nostra musica. Sanremo ha un appeal unico, è difficile dirgli di no, soprattutto quando hai una bella  canzone. Ci siamo convinti e abbiamo fatto bene a venirci, abbiamo vinto un premio che ci meritiamo davvero, da domani torneremo a fare concerti , siamo una band on the road».

Francesca Michielin

Francesca Michielin

Seconda classificata la rivelazione Francesca Michielin: la sua canzone “Nessun grado di separazione” l’ha portata al Festival dopo la pubblicazione di “di20”, un disco che mette in luce un’artista giovanissima eppure consapevole, in grado di mettere per iscritto suggestioni, idee, messaggi chiari e definiti. In seguito alla decisione degli Stadio di non partecipare all’Eurovisio Song Contest, la giovane artista parteciperà alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest: «Mi sento portatrice di un messaggio, mi sentivo in uno stato di grande condivisione con il pubblico, mi sono stimata come cantautrice, a vent’anni si è all’inizio di tutto, non sei neanche ancora nato; il Festival è un’esperienza di grande crescita e il mio sogno sarebbe quello di andare all’Eurovision Contest».

Giovanni Caccamo -Deborah Iurato

Giovanni Caccamo -Deborah Iurato

A chiudere il podio sono Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, un duetto particolare che, attraverso le parole di Giuliano Sangiorgi in “Via da qui”, rielabora l’importanza della parola scusa: «Fare musica non è un lavoro ma una vocazione. L’Italia ha un suo suono, una sua tradizione, la sua identità, il suo cantautorato e il Festival è ancora il posto giusto per dare il giusto risalto a tutto questo», ha dichiarato Caccamo.

Tra gli altri riconoscimenti ricordiamo il Premio della critica “Mia Martini” sezione campioni assegnato a Patty Pravo con “Cieli immensi”, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo va, invece, ad “Amen”.

Grande delusione per l’attesa ospitata di Cristina D’Avena, indiscussa regina delle sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato la crescita delle ultime generazioni di italiani. Il suo intervento è stato un breve medley di brevi strofe di alcune delle più famose sigle del suo repertorio. Il dubbio è che Conti non abbia voluto puntare su di lei al 100%. Diverso il discorso relativo al momento dedicato a Renato Zero: l’artista torna sul palco del Festival cantando Favola Mia, Più su Amico, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Il cielo, I migliori anni, Triangolo, Mi vendo, presenta in anteprima il nuovo singolo tratto dal nuovo album di inediti in uscita il prossimo 8 aprile, intitolato “Gli anni miei raccontano” e si ritaglia il tempo per toccare una serie di tematiche di rilevanza socio-culturale cercando di veicolare chiari messaggi mirati alla sollecitazione della riflessione individuale: «La musica non è una velleità, è un impegno anche sociale, culturale, vorrei che questa dottrina venga insegnata nelle scuole, tra i bambini».

Elio e Le Storie Tese

Elio e Le Storie Tese

Passiamo alle menzioni di merito: la canzone e le performances di Elio e Le Storie Tese dimostrano che si può ancora pensare di fare buona musica senza  doversi necessariamente prendersi troppo sul serio. La loro genialità risiede nella continua ricerca sperimentale e nella voglia di mettersi in gioco anche dopo 30 anni di storia. Plauso anche al coraggio con cui Patty Pravo ha scelto di festeggiare i propri 50 anni di carriera partecipando alla gara come una qualsiasi concorrente. Particolarmente meritevole il brano di Rocco Hunt “Wake Up Wagliò”: un’istantanea della nostra società  fotografata con lucida intelligenza attorniata da un groove sornione. Concludiamo questa panoramica di approfondimento con le parole scelte da Carlo Conti per introdurre il Festival di Sanremo che verrà: «Spero di allargare sempre più questa forbice, quest’anno c’erano colori che lo scorso anno non c’erano. Mi auguro di portare  a Sanremo sempre buona musica e belle canzoni che piacciano a molti». Con questo auspicio rinnoviamo l’appuntamento al prossimo anno con la promessa che continueremo sempre e solo a concentrarci sulla musica, intesa come inesauribile fonte di emozione.

Raffaella Sbrescia

Classifica finale 66 mo Festival di Sanremo

1 Stadio

2 Francesca Michielin

3 Caccamo/Iurato

4 Enrico Ruggeri

5 Lorenzo Fragola

6 Patty Pravo

7 Clementino

8 Noemi

9 Rocco Hunt

10 Arisa

11 Annalisa

12 Elio e le Storie Tese

13 Valerio Scanu

14 Alessio Bernabei

15 Dolcenera

16 Irene Fornaciari

 

 

 

 

 

Laura Pausini presenta “Simili”: “Stavolta canto le storie di tutti”. Le dichiarazioni della conferenza stampa

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A quattro anni di distanza da “Inedito” e a due dalla raccolta “20. The greatest hits”, Laura Pausini pubblica “Simili”. il dodicesimo  album di inediti sarà pubblicato in tutto il mondo il 6 novembre 2015 per Atlantic-Warner Music in versione italiana e spagnola e distribuito in oltre 60 paesi. Quindici canzoni registrate in sette studi di registrazione sparsi in giro per il mondo (tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Spagna, l’Inghilterra e la Repubblica Ceca) con cui l’artista torna sulla scena musicale in una veste nuova. Il titolo dell’album “Simili” racchiude due significati diversi e contrastanti ovvero uguaglianza e diversità, il nostro essere uguali e differenti al contempo. «Tutto è nato mentre mi trovavo all’ambasciata americana a Roma per fare il visto per venire a lavorare a Miami» – ha spiegato Laura alla stampa italiana durante la video conferenza stampa che si è tenuta ieri pomeriggio a Milano in diretta streaming da Miami, dove la cantante sarà impegnata in qualità di giudice nel nuovo talent show di Simon Cowell “La Banda” insieme ad Alejandro Sanz e Ricky Martin. «Ho fatto l’impronta digitale e al mio fianco avevo persone che facevano lo stesso gesto – ha continuato – Questa cosa mi ha colpito e mi è subito venuta in mente la parola simili, che può significare sia uguale che diverso.  Così ho subito chiamato Niccolò Agliardi, con cui collaboro già da diverso tempo,  per iniziare a scrivere questo nuovo disco. È la prima volta che non faccio un album completamente autobiografico, ha raccontato la Pausini come un fiume in piena – Stavolta  canto storie che sono state pensate e scritte da altri autori e che io ho deciso di interpretare, calandomi al loro interno».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

In effetti “Simili” è un album molto eterogeneo, le canzoni percorrono direzioni sonore diverse passando dalle ballads in puro stile Pausini a brani più pop-rock, da pezzi dall’impronta classica fino ad arrivare ad una canzone reggaeton come ‘Innamorata’. «Da quando sono diventata madre sono diventata più libera, curiosa di conoscere le storie di altri. Alcune canzoni sono nate proprio leggendo storie di alcuni ragazzi su Facebook, altre hanno visto la partecipazione di colleghi speciali  quali Biagio Antonacci, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Biagio ha scritto tre canzoni tra cui “Lato Destro Del Cuore”, una canzone che ha un significato importante oggi. Ha una scrittura italiana, poetica, con richiami musicali che mi ricordano gli anni Sessanta della musica italiana» – ha spiegato Laura. Tra le più canzoni più importanti dell’album c’è “È a lei che devo l’amore”, sempre scritta da Biagio Antonacci. «Questa canzone in realtà non era per me ma era dedicata a una donna. Già dal titolo ho pensato che fosse la canzone più adatta per descrivere quello che ho scoperto in questi due anni da quando sono diventata mamma di Paola – ha aggiunto Laura -Biagio, che è anche padrino di mia figlia, ha adattato la canzone per lei. Durante un pomeriggio eravamo solo io, lei e il mio compagno Paolo che suonava la chitarra. Ho preso in braccio Paola e abbiamo registrato il brano noi tre insieme. L’ho mandato a Biagio per ringraziarlo e mi ha convinto a pubblicarla esattamente così com’era. Abbiamo deciso di coinvolgere la bambina anche nel videoclip della canzone perché, dato che in alcuni Paesi del mondo manca una legge che tutela la privacy dei bambini ed erano già girate tante fotografie di mia figlia,  volevamo  mostrarvi cosa e come siamo noi in realtà», ha spiegato l’artista.

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Un’altra firma importante in “Simili” è quella di Jovanotti che ha scritto “Innamorata”: «Lorenzo è venuto più volte a casa mia per farmi ascoltare le sue idee. Quando ho ascoltato “Innamorata” è stata una botta per me. L’ho trovata subito mia per il significato e ha rappresentato un stimolo musicale nuovo». Il terzo big è Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro: «Quando anni fa ascoltai “Niente”, la canzone che Giuliano ha scritto per Malika Ayane, gli mandai un messaggio chiedendogli quando avrebbe scritto qualcosa di speciale anche per me. Dopo diversi mesi di silenzio, mi è arrivata una sua mail con “Sono Solo Nuvole”, in una versione cantata da lui piano e voce. Gli ho chiesto di essere produttore e arrangiatore di quella che reputo una delle canzoni più belle che io abbia mai cantato. Mi ricorda Modugno ma allo stesso tempo anche la modernità della scrittura di oggi». Tra le altre firme che compaiono in “Simili” ci sono ovviamente quella di Niccolò Agliardi, che ha scritto Simili, Chiedilo al Cielo, Il Nostro Amore Quotidiano, Per La Musica, Ho Creduto a Me e Colpevole, L’Aura: «Mi ha aiutato nella stesura musicale della mia prima vera canzone dance e ha scritto “Lo Sapevi Prima Tu”, dedicata a mio padre,  e “Io C’Ero”». Spazio anche al giovane Tony Maiello, concorrente del primo X Factor e vincitore di Sanremo Giovani  che ha scritto “200note”.

Un discorso a parte lo merita il brano intitolato “Per la musica”, il primo featuring al mondo con 28 fan provenienti da 17 paesi: «Abbiamo coinvolto i fan iscritti al mio FanClub (www.laura4u.com, ndr) chiedendo a chi di loro chi suonasse uno strumento  di mandarci un video su una base che abbiamo fornito noi. Loro non sanno che hanno suonato questa canzone. Non hanno mai ascoltato il brano intero e, proprio per questo, non vedo l’ora di vedere le loro reazioni – ha raccontato Laura, entusiasta. Hanno partecipato al video collettivo anche alcuni fan che hanno partecipato alle giornate di Roma e Milano per il lancio dei biglietti delle date negli Stadi del prossimo anno – ha specificato l’artista. Tra le tracce più apprezzate c’è la title track “Simili”, in lizza come prossimo singolo estratto dall’album e sigla della prossima stagione di Braccialetti Rossi, fiction di RaiUno molto amata dal pubblico e dalla stessa artista che, il prossimo 14 novembre presenterà “Simili” su Rai Uno alle 20.30, insieme a Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti e Giuliano Sangiorgi. «Questa sarà una cosa gigante – ha raccontato Laura- l’Italia non è abituata a dare spazio a nuova musica, mi rendo conto che mi è stato dato un posto molto privilegiato. Ci tengo a ringraziare RaiUno e Giancarlo Leone per avermi proposto questo progetto e avermi dato  questa opportunità. Canterò canzoni non conosciute, sarà, in effetti la prima presentazione live del disco».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

La cantante ha anche parlato di Sanremo: «Sono stata invitata da Carlo Conti a co-condurre il Festival  ma non ho potuto accettare per problemi di tempo. Sarò in America fino a gennaio e non posso prepararmi in una sola settimana. Se un giorno ritornerà questa occasione, voglio prepararmi in settimane/mesi. Ho accettato però l’invito di andare a cantare come ospite e, solo a pensarci, mi vengono problemi di salivazione.  Non so ancora in che data sarò sul palco e che spazio mi sarà dato. Di sicuro posso dire che dopo esserci stata 4 volte,  sarà più emozionante tornare lì che cantare sul palco dei Grammy. Quel palcoscenico mi ha sempre spaventato», ha confessato Laura. Continuando la parentesi dedicata al mondo televisivo la Pausini ha raccontato: «Tutti i talent italiani (Amici, The Voice e X Factor) mi hanno chiamata dopo che avevo già firmato il contratto con i talent delle altre nazioni. Non ho accettato perchè dopo Stasera Laura su Rai Uno, mi è stato chiesto di pensare ad una possibilità di avere un programma tutto mio. Non ho ancora dato l’ok alla Rai ma ci sto seriamente pensando su. Da gennaio sarò per sei mesi in Italia e potrò valutare concretamente tutte le ipotesi».

Un importante progetto che accompagna e completa “Simili” è, inoltre, “Simili – Short Film” con tutti i videoclip, inseriti in un vero e proprio cortometraggio (diretto da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni per Sugarkane) di cui Laura è protagonista e che include una breve anteprima dei 15 videoclip girati per questo progetto che sarà nella versione deluxe dell’album. Attenta da sempre al ruolo chiave che ricopre la comunicazione visiva nel nostro tempo, Laura ha voluto realizzare un diverso clip per ognuna delle 15 tracce di “Simili”, il risultato è un racconto per immagini che passa attraverso 15 diversi mondi, ognuno specchio e metafora di ciascun brano.

Per quanto riguarda il discorso live, c’è grande attesa per le tre date negli stadi di giugno 2016: Laura sarà il 4 giugno a Milano, l’11 a Roma e il 18 a Bari: «Faremo uno spettacolo che mostrerà tutto il mio entusiasmo. Le date italiane sono le uniche fatte all’interno di stadi e avranno una scenografia e scaletta diversi dal resto del tour» - ha concluso la Pausini – dimostrando ancora una volta grinta, entusiasmo e un’immensa voglia di fare perché: «La fortuna che ho me la devo meritare e devo lavorare al massimo».

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

01 LATO DESTRO DEL CUORE

02 SIMILI

03 200 NOTE

04 INNAMORATA

05 CHIEDILO AL CIELO

06 HO CREDUTO A ME

07 NELLA PORTA ACCANTO

08 IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO

09 TORNERO’ (con calma si vedra’)

10 COLPEVOLE

11 IO C’ERO (+ amore x favore)

12 SONO SOLO NUVOLE

+ S I M I L I

13 PER LA MUSICA

14 LO SAPEVI PRIMA TU

15 E’ A LEI CHE DEVO L’AMORE

Video: Lato destro del cuore

“De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”: tutte le dichiarazioni di Francesco De Gregori in merito al nuovo album

De Gregori canta Bob Dylan-Amore e Furto_cover_b

Esce oggi “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto” (Caravan/Sony Music) il nuovo atteso lavoro di Francesco De Gregori. Prodotto da Guido Guglielminetti, il lavoro comprende 11 brani di Bob Dylan tradotti e reinterpretati con amore, passione e meticolosa attenzione. Un amore che ha spinto De Gregori a studiare a fondo il lavoro del menestrello di Duluth, fino a scegliere brani assolutamente non scontati. «Ho solo tradotto fedelmente. Sono sempre stato appassionato alla traduzione di canzoni. A scuola, ad esempio, mi divertivo tantissimo a tradurre le versioni dal latino all’italiano. La scelta delle canzoni non è stata architettata freddamente. Molto più semplicemente certe canzoni si sono parate davanti presentandosi come traducibili altre, invece, non hanno trovato l’aggancio linguistico necessario» – ha spiegato De Gregori ai giornalisti affamati di spiegazioni ed approfondimenti durante la conferenza stampa di Milano. «Sono legato a Bob Dylan da sempre, è stato uno dei miei punti di riferimento principali. Dylan ha fatto in musica quello che gli impressionisti hanno fatto nel mondo dell’arte: ha scardinato il concetto di prospettiva. Il suono è la parola chiave, un suono così poco allineato con il resto non mi ha mai lasciato indifferente. Quando ero adolescente e cominciavo appena ad approcciarmi alla chitarra mi lasciavo conquistare dalle note e nel frattempo facevo grossi sforzi col dizionario alla mano per capire i testi in inglese», ha raccontato il cantautore.

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

«In questo lavoro non mi sono preoccupato delle tematiche, la scelta è stata dettata dalla piacevolezza sonora. Chiaramente il testo è importante ma il fascino di una canzone risiede assolutamente nel suono. Ho passato lunghe settimane ad arrovellarmi sui testi e, durante questa meticolosa fase di lavorazione, non mi è mai venuto spontaneo di andare a toccare i grandi classici. Nella mia testa prefiggevo un tracollo di significato e drammaticità nel passaggio dall’inglese all’italiano. Ristabilire la metrica italiana su quella inglese è stato uno dei problemi più belli da affrontare. La lingua inglese è più stringata, più sintetica sono stato costretto a saltare dei versi. Nella metrica italiana tutto quello che Dylan dice in inglese non ci può stare. Gli arrangiamenti sono molto vicini agli originali. Sarebbe stato stupido cambiare qualcosa che mi piaceva – ha aggiunto – Alcuni non sono stati possibili come nel caso di “Desolation Row”. Riprodurre a freddo  una registrazione fatta alle tre di notte a San Francisco non mi sembrava possibile, non è che non ci abbia provato ma proprio non veniva niente fuori quindi mi sono spostato su un arrangiamento diverso. Il testo più difficile da tradurre è stato “Dignity”, soprattutto la prima strofa. Ne ho realizzato almeno dieci stesure, stavo per gettare la spugna quando alla fine ho optato per una semplice traduzione letterale. Nel caso di “Subterranean homesick blues” mi sono divertito a scoprire una metrica da rapper scegliendo una parola di cinque sillabe come seminterrato per la traduzione. In sostanza – ha sottolineato –  non sono intervenuto storcendo le cose in un senso o in un altro . Ci tengo molto al concetto di “fedeltà”. Avevo il terrore di mettere qualcosa di mio, sono sicuro di averlo evitato. Io sono De Gregori , se voglio dire qualcosa, la scrivo nelle mie canzoni. Se avessi detto qualcosa di mio usando le canzoni di Dylan, avrei reso un pessimo servizio a me e a lui».

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

«“Amore e furto” è il titolo di un Lp di Dylan “Love and theft”. In quel disco Bob aveva inserito cose che aveva copiato o rubato dichiarandone l’ origine. Visto che il mio nome viene spesso accostato a quello di Dylan, stavolta lo faccio io, ufficialmente», ha spiegato De Gregori. La cover del disco invece nasce dal caso: «L’effigie mi piace, l’ha trovata Flora Sala mentre cercava un possibile sfondo che potesse andare bene; alla fine abbiamo scelto questo». In previsione del nuovo tour alle porte il cantautore ha svelato: «Per il tour ho l’unica certezza che queste 11 canzoni saranno parte di un unico momento, non avrebbe senso disperderle all’interno della scaletta. Vorrei mantenere il concetto di unitarietà del disco. Eseguirò anche canzoni che andranno oltre i 3 minuti, voglio scardinare questo clichè». Infine una curiosità: «Mi piace il Dylan con la band, quello elettrico. Quello acustico è più difficile da seguire, anche in quel caso è un impressionista – ha confessato Francesco De Gregori – Trovo sorprendente che in questo ultimo tour Bob  Dylan scelga di eseguire sempre la stessa scaletta. Solitamente la cambia ogni sera, a scapito della resa delle canzoni, provate solo all’ultimo. Ho sempre apprezzato quelle piccole imperfezioni ma con questo nuovo modo di fare, il pubblico ha l’occasione di godere della cura dei particolari e della totale assenza dei vuoti di suono» – ha concluso il cantautore.

Raffaella Sbrescia

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Ecco la tracklist di “Francesco De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”:

Un angioletto come te (Sweetheart like you)

Servire qualcuno (Gotta serve somebody)

Non dirle che non è così (If you see her, say hello)

Via della povertà (Desolation Row)

Come il giorno (I shall be released)

Mondo politico (Political world)

Non è buio ancora (Not dark yet)

Acido seminterrato (Subterranean homesick blues)

Una serie di sogni (Series of dreams)

Tweedle Dum & Tweedle Dee (Tweedle Dee & Tweedle Dum)

Dignità (Dignity)

Video:

Stasera alle ore 21.10 andrà in onda in prima visione su Sky Arte HD “AMORE E FURTO – De Gregori canta Dylan”, monografia sull’artista e il suo nuovo album.

Le date dell’Instore tour:

3 novembre – TORINO – La Feltrinelli (Stazione Di Porta Nuova) – ore 18.30

4 novembre – GENOVA – La Feltrinelli (Via Ceccardi, 16) – ore 18.30

5 novembre – BOLOGNA – La Feltrinelli (Piazza Ravegnana, 1) – ore 18.30

6 novembre – FIRENZE – La Feltrinelli (Piazza della Repubblica, 26) – ore 18.30

7 novembre – ROMA – La Feltrinelli (Via Appia Nuova, 427) – ore 18.30

8 novembre – NAPOLI – La Feltrinelli (Via Santa Caterina a Chiaia, 23) – ore 18.30

9 novembre – BARI – La Feltrinelli (Via Melo, 119) – ore 18.30

Francesco De Gregori sarà in tour da marzo nei principali club e teatri italiani, queste le date: il 5 marzo all’Atlantico Live di ROMA, l’8 marzo al Teatro Augusteo di NAPOLI, il 9 marzo al Teatro Team di BARI, l’11 marzo al Teatro Metropolitan di CATANIA, il 12 marzo al Teatro Golden di PALERMO, il 15 marzoal Teatro Colosseo di TORINO, il 17 marzo all’Obihall di FIRENZE, il 19 marzo al Teatro Carlo Felice di GENOVA, il 20 marzo al Teatro Regio di PARMA e il 23 marzo all’Alcatraz di MILANO. I biglietti saranno in vendita a partire dalle ore 16.00 di oggi, giovedì 29 ottobre, su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali (per info: www.fepgroup.it).

È disponibile in tutte le librerie e nei book store digitali la riedizione del volume fotografico “FRANCESCO DE GREGORI. GUARDA CHE NON SONO IO”(Edizioni SVPRESS), arricchita di contenuti multimediali inediti. Questa nuova edizione, a cura di Silvia Viglietti e Alessandro Arianti, è infatti impreziosita da un documentario esclusivo con immagini e contenuti backstage direttamente dal “VIVAVOCE tour” di Francesco De Gregori. Uno sguardo originale e inaspettato sull’artista attraverso il racconto di viaggi, dischi, concerti, backstage, incontri.

 

“Ma che spettacolo”, il grande ritorno di Umberto Tozzi: “Avrei potuto essere il quinto Beatles”

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

«Questo è un disco veramente ispirato, erano anni che non scrivevo cose che mi dessero un’emozione così intensa». Con queste accorate parole Umberto Tozzi annuncia l’uscita di “Ma che spettacolo”, il nuovo album comprensivo di tredici brani inediti, una bonus track e un dvd live per la label Momy Records e distribuito da Sony Music. Giunto dopo tre anni di silenzio discografico, questo nuovo lavoro racchiude uno sguardo attento alle vicissitudini del mondo contemporaneo con particolare attenzione al sentimento dell’amore, sovrano indiscusso di tanti indimenticabili testi di Umberto Tozzi che, con quarant’anni di carriera alle spalle, è amatissimo in tantissimi paesi del mondo, su tutti la Francia. In occasione della conferenza stampa di presentazione dell’album a Milano, l’artista reduce da un concerto in Australia, si è trattenuto a lungo con i numerosi giornalisti accorsi, ecco cosa ci ha raccontato.

Cover Ma che Spettacolo

 «Ma che Spettacolo è una visione del mondo al negativo. È quello che vediamo in TV e leggiamo sui giornali. Il motivo? Sono scosso da tutto quello che succede intorno a noi. Soprattutto ai bambini. Pensate all’Afghanistan dove invece dei giocattoli ricevono in dono un fucile. Tutto questo è molto forte». Tra i temi più caldi del nuovo disco, quello delle donne. Donne al potere, donne madri, donne con cervello che spesso, troppo, non vengono considerate: «Ho sempre avuto una grande considerazione delle donne, forse è questo è il motivo per cui ho sempre scritto d’amore – spiega- Tozzi – Credo che di muscoli al potere ce ne siano stati già troppi. Mi piacerebbe vedere un mondo gestito dalle donne perché hanno un cervello più sano». Tra i brani preferiti del disco compare “Hammamet”, una preghiera particolare che induce a riflettere sul silenzio dei meno fortunati: «Il brano è nato dalla mia frequentazione con Bobo Craxi, figlio di un grande statista come Bettino. Con lui ho avuto l’opportunità di conoscere posti e culture bellissime. E’ un grande chitarrista, abbiamo passato serate stupende a suonare insieme senza mai parlare di politica – racconta» . Intensa e coinvolgente anche  “L’ultimo viaggio”: «Un pensiero vero che spero di poter portare nell’aldilà insieme alla persona che ho sempre amato e che mi ha amato come mai nessuno. A  parte Hammamet e l’Ultimo viaggio – continua – includo nella mia personale top five anche “Ma che spettacolo”, “Sei tu l’immenso amore mio”, “Quell’inutile addio” e “Donne al potere”.

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

Tracciando un bilancio più ampio sulla sua carriera, Umberto Tozzi ha raccontato diversi episodi importanti che hanno lasciato il segno lungo il suo percorso artistico: «A Milano ho conosciuto Giancarlo Bigazzi. Nel  corso di 17 anni abbiamo scritto importanti pagine di musica. Il mio repertorio è leggendario, raccoglie ben 3 generazioni, un fatto anomalo e a volte difficile da realizzare. Ci sono tanti altri artisti che avrebbero meritato un percorso simile ma ci vuole anche tanta fortuna. La musica italiana merita molto di più nel mondo. Prima c’erano produttori competenti, per noi artisti era come essere all’interno di una grande famiglia che ci aiutava moltissimo, c’era confronto. Nessuno si sentiva il Michael Jackson della situazione. La mia cultura musicale è anglosassone, nasce dai Beatles ed è rimasta tale.  Ho accusato il peso di fare l’artista. Da piccolo volevo fare il calciatore ma mio papà mi bocciò l’idea, così decisi di buttarmi sulla musica – spiega l’artista – Cominciai a scrivere canzoni senza pensare di cantarle, il mio sogno, quello di giocare a calcio, era appena stato distrutto e non avevo più niente da perdere. Ero un ragazzo timido e la mia voce non mi piaceva, poi, dopo averla ascoltata, mi convinsi che potevo cantare. Alfredo Cerruti, grande direttore artistico di allora, mi disse: ma perché non te le canti? E così mi convinsi.  Alfredo era un po’ come la nostra famiglia, ci aiutava tantissimo. Le cose erano molto diverse rispetto ad oggi in cui per i giovani è molto più difficile emergere. I talent show poi non aiutano i ragazzi che spesso si trovano ad affrontare questa avventura da soli con una discografia inesistente e in mano a produttori che li producono per fare business».  A chi gli chiede quale sia il paese a cui si sente più vicino risponde: «La Francia è il paese che mi ha accolto per primo con “Ti amo”. Sempre la Francia è il paese che ha il maggiore rispetto per gli artisti. Sul palco e in tv ci vai perché sai fare qualcosa non come in Italia che si dà spazio anche a chi non ha una storia artistica alle spalle. Sefossi nato a Liverpool avrei potuto essere il quinto Beatles per le canzoni che ho scritto. Sono felice di aver ottenuto all’estero tutta la considerazione che non ho avuto in Italia . Questo stato artistico è compensativo – continua, come un fiume in piena – Di recente ho tenuto alcuni concerti nell’ambito di un tour teatrale che ha avuto moltissimo successo , non credevo fosse possibile ma abbiamo dovuto fare addirittura delle repliche».

Umberto Tozzi in conferenza stampa

Umberto Tozzi in conferenza stampa

Umberto è in grande forma, è entusiasta, ja voglia di emozionare ed emozionarsi e le sue parole colpiscono perché dimostrano ancora un’infinita passione per la musica e le parole concepite come suoni, prima ancora che come concetti.  Attento e appassionato proprio come suo figlio Gianluca, prontamente elogiato: «Colgo l’occasione per ringraziare mio figlio che ogni giorno dimostra impegno, passione, attenzione e rigore lavorando all’interno della Momi Records. All’inizio non ero entusiasta della sua scelta ma lui ha dimostrato di avere caparbietà e determinazione».  Interrogato, infine, su come gestisce la propria persona e la propria voce dopo tanti anni di concerti in giro per il mondo, l’artista risponde: «Cerco di riposare spesso, di parlare poco e a volume basso. Di solito mangio qualcosa un’ora e mezza prima dello spettacolo per scaldare le corde vocali , specialmente cose salate. La voce è un dono del Signore e, anche se in questi anni ho fatto di tutto per rovinarla, stranamente è addirittura migliorata».

Raffaella Sbrescia

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 Video: Sei tu l’immenso amore mio

Instore tour

30 ottobre ore 18:00 Centro commerciale – Curno,

31 ottobre ore 18:00 Centro Commerciale Gallery – Torino,

3 novembre ore 18:00 Mondadori Piazza Duomo – Milano

 4 novembre ore 18:00 Mondadori – Bologna,

5 novembre ore 18:00 Discoteca Laziale – Roma.

La track list di “Ma che spettacolo”:

 Ma che spettacolo, Sei tu l’immenso amore mio, Nel dire si nel dire no, Eternel, Quell’inutile addio, Intorno a me, Che amore sia, Hammamet, Meravigliosa, Sarà per sempre, Donne al potere, L’ultimo viaggio e Andrea song.

La tracklist del DVD live contenuto nella versione deluxe:

Sorridi amore, Notte rosa, Roma Nord, Se non avessi te, Ti amo, Donna, Ciao Lulù, Qualcosa qualcuno, Brava, Gli altri siamo noi, Donna amante mia, Io camminerò, Un corpo e un’anima, Se Tu Non Fossi Qui, Immensamente,  Si può dare di più, Gente di mare, Io muoio di te, Stella stai, Tu, Gloria.

 

“Malìa – Napoli 1950-1960”, eleganza e sensualità a braccetto nel nuovo album di Massimo Ranieri

Ranieri cover

 “Malìa – Napoli 1950-1960” è il nuovo album di Massimo Ranieri (Sony Music), disponibile anche in vinile dal 23 ottobre 2015 e contiene un repertorio speciale, canzoni delicate che ci si tramanda ormai da generazioni che l’artista ha indossato con grazia ed eleganza, come autentici gioielli di inestimabile valore. Il termine Malìa, che deriva da magia, incantesimo, fascino, seduzione,  dà il titolo al disco e racchiude nel suo antico significato il senso stesso dell’intero progetto, scaturito dal testo di “Te Voglio Bene Tanto Tanto”, contenuto nel disco. Massimo Ranieri e Mauro Pagani, produttore dell’album, in questa nuova tappa del loro lungo viaggio nelle viscere della canzone napoletana,  hanno voluto al loro fianco cinque grandi artisti del jazz: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso) per un lavoro artigianale vissuto da tutti  con grande emozione.

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri

«Benvenuti sul luogo del misfatto, spiega Mauro Pagani, ci siamo veramente divertiti a realizzare questo disco. C’ è stata una grande disponibilità di tutti ad entrare davvero nel progetto. In genere i musicisti tendono a mostrare la propria abilità strumentale, qui invece c’era attenzione, cura e salvaguardia del risultato finale. Mi sono goduto ogni singolo giorno, abbiamo registrato nove pezzi in tre giorni, gli altri tre in un giorno e mezzo, non è stata una jam session, ognuno ha suonato per il progetto con una pulizia cristallina, l’equilibrio ha magicamente funzionato e niente è stato lasciato al caso». L’avventura musicale di Ranieri prende energia e ispirazione da un tempo magico quando tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta quelle melodie già universali si riempirono improvvisamente di estate e di erotismo, di notti e di lune rivestendosi di un fascino elegante e internazionale. La  Napoli isolana, la napoli by night,  sexy come un’irresistibile stella del cinema. Sotto ad ogni nota di quei brani, nati e vissuti nell’intimità dei night e dei piano bar, brillano e ammiccano la formidabile fantasia e l’incontenibile libertà della musica Americana di quegli anni. Stupisce la versione di “Doce doce”, lato B con cui debuttò il grande Fred Bongusto. Travolgente “Ue Ue Che femmena”, brano di Nisa e Scalise del 1960, intrigante “Luna caprese” (lanciata da Nilla Pizzi nel 1953), qui ricamata dalle note di un pianoforte sornione. Nella tracklist ci sono autori ingiustamente considerati minori (Bongusto, Di Capri, Calise, Calvi, Kramer oltre che Carosone o Modugno) in un disco che è stato fatto come non si usa più, come pochi sanno fare al giorno d’oggi. «Mi sono messo al servizio di un grande periodo di Napoli che ho sfiorato. Anche se debuttai dodicenne all’EM Club di Napoli proprio cantando in inglese davanti a soli americani di stanza in città, quando Napoli respirava atmosfere a stelle e strisce, jazz compreso. Ho cercato i brani studiando il repertorio più nascosto, non volevo riproporre e ranierizzare i grandi classici che già conosciamo e amiamo. Mi sono messo al servizio di canzoni meno note. Sono tornato con la mente a Napoli, per cercare di ricordare come cantavano i crooner di quel periodo. Ne è nato un album, Malìa, che contiene dodici perle che fondono pop e jazz, proprio come allora. Personalmente ho cercato di contenermi, di non esagerare con la voce, alla fine è nato un album di canzoni delicate, tenere, profondamente napoletane ma al contempo internazionali», racconta Massimo Ranieri, partito da Roma per raccontare alla stampa di Milano quello che lui stesso definisce «il più bel viaggio degli ultimi 15 anni, da quando ha cominciato a collaborare con Mauro Pagani».

Massimo Ranieri ph_ Marco Piraccini

Massimo Ranieri ph_ Marco Piraccini

L’atmosfera è di quelle magiche, nello studio del maestro Pagani tutto assume un senso più intimo e più profondo, esattamente come fa il disco attraverso una ricerca di emozioni del passato, della nostra storia che è la nostra identità. Dopo l’uscita di “Malìa”, Massimo Ranieri si metterà nuovamente in gioco per una nuova avventura televisiva e il tour teatrale: «A gennaio ripartirò con la trasmissione Rai Sogno E Son Desto 3, durante la quale avrò occasione di cantare i brani del nuovo album accompagnato dai miei cinque fantastici musicisti jazz. Poi spero di portarmeli anche in giro per i teatri italiani. Devo ammettere che molti giovani mi conoscono più come attore che come cantante», confessa infine l’artista: «Mi hanno visto calcare i palcoscenici e vestire i panni di Riccardo III, oppure in televisione. Come dare loro torto? Non ho fatto canzoni per quasi venti anni! Nel 1975 non credevo di poter dire ancora qualcosa e non volevo una routine. Per questo bussai alle porte di Strehler, Patroni Griffi, De Lullo. Per imparare altro. Ora per molti sono un attore, non un cantante: popolarità che uso per progetti come questo. E’ forse “colpa” di Pagani se sono tornato alla musica. Il nostro sodalizio dura ormai da anni ma è con Malìa che ho vissuto l’esperienza più bella e più emozionante».

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

01.  Accarezzame

02.  Nun E’ Peccato

03.  Tu Vo’ Fa L’Americano

04.  Doce Doce

05.  ‘Na Voce ‘Na Chitarra E ‘O PPoco ‘E Luna

06.  Ue Ue Che Femmena

07.  Malatia

08.  Luna Caprese

09.  ‘O Sarracino

10.  Anema E Core

11.  Te Voglio Bene Tanto Tanto

12.  Resta Cu’Mme

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