Atlantico tour: l’ascesi artistica di Marco Mengoni in un tripudio di emozioni

Marco Mengoni

Si chiude oggi al Mediolanum Forum di Assago la tre giorni milanese della tranche autunnale dell’ Atlantico Tour . La nuova avventura live di Marco Mengoni giunge infatti come naturale proseguimento di una ricca tourneè nei palazzetti in cui il cantautore mette a punto alcuni piccoli dettagli in grado di perfezionare uno spettacolo particolarmente pregno di contenuti, di sonorità, di spunti, di emozioni.

Dopo 10 anni di carriera appare in maniera forte ed evidente quanto questo ragazzo sia maturato sia in termini artistici che vocali. La sua voce rimane in assoluto lo strumento con cui Marco riesce davvero a fare qualunque cosa in modo sempre più cosciente e calibrato. Capitano però ancora quei momenti in cui questa stessa voce sorprende non solo il pubblico ma anche Marco stesso ed è lì che l’artista lascia trasparire quell’animo delicato, fragile e prezioso che ha saputo conquistare grandi schiere di fedelissimi fan pronti a seguirlo da sempre e per sempre.

Da un punto di vista prettamente musicale, Marco Mengoni è tra coloro che amano spaziare lasciandosi contaminare cercando nuovi equilibri tra note, richiami ed influenze. Fa impressione notare con quanta naturalezza si passi tra classiche ballads e brani uptempo tra interludi soul, rythm and blues, liriche sudamericane, reminiscenze afro e rivisitazioni di brani che hanno segnato la storia del mondo contemporaneo. Sarebbe ancora più sorprendente vedere Marco tornare al rock, quello degli esordi, quello che l’aveva catalpultato in una dimensione così estranea al suo mondo, da fare scoprire a lui stesso di essere capace dell’impensabile.

A riempire ogni possibile intercapedine tra brani che riescono a restare impressi con naturalezza c’è tutta una parentesi da fare sui messaggi che l’artista trasmette da diverso tempo a questa parte. Libertà, sentimenti, sostenibilità, autenticità sono i 4 punti cardinali attraverso cui si districano tutte le iniziative e i progetti che Mengoni porta avanti in parallelo avvalendosi del benvolere di istituzioni e personaggi di importante spicco culturale.

Tutti questi tasselli messi insieme fanno di Marco un ragazzo modello, un’icona a cui ispirarsi, una persona a cui volere bene come se la si conoscesse per davvero.

Sono questi i presupposti con cui il pubblico accorre ai suoi concerti con la sicurezza di addentrarsi in un viaggio emotivo importante, carico di pathos ma anche divertente, liberatorio, depressurizzante e, perché no, goliardico.

Marco Mengoni

Vivere quelle due ore sotto transenna come al centro di un incantesimo perfetto dove non si sentono le ore di attesa nelle gambe, la stanchezza di una settimana vissuta a ritmi insostenibili o le turbe di una vita precaria. No, si percepisce solo benessere e incanto, bellezza e gioia. La voce di Mengoni viene interpretata come un’iniezione di gioia che genera dipendenza e allora si sceglie di tornare ancora e ancora. Subentrano poi le amicizie nate in questo contesto, alchimie tra persone che entrano in una simbiosi emotiva tanto forte da rendere superflue le parole. Ecco il valore aggiunto della musica di Marco Mengoni: la capacità di insediarsi come colonna sonora di vite legate a doppio filo. La certezza di aver lasciato un segno indelebile è pertanto il riconoscimento definitivo ad un artista unico il cui destino è di splendere tra le stelle della musica che conta.

 Raffaella Sbrescia

LP: una stella indomabile al Fabrique di Milano. Il report del concerto

Laura Pergolizzi LP

Laura Pergolizzi LP

In occasione dell’Heart to mouth tour, che vede ovunque tappe sold out, l’Italia riabbraccia Laura Pergolizzi, in arte LP, protagonista al Fabrique di Milano con uno show ricco e corposo sotto diversi punti di vista. LP è in grande forma artistica e personale, la sua carica energica sposa la sua voce mettendo in luce uno spirito libero e puro. La sua band è vibrante e i suoni proposti in scaletta sono curati ed evocativi. L’allure che emana la cantautrice, che abbiamo imparato ad amare grazie a una massiccia heavy rotation radiofonica, va decisamente oltre quello che crediamo di immaginare quando pensiamo a una rock star.
La peculiarità di questa ragazza è il suo appartenere a una dimensione unica e speciale le cui fondamenta si basano sulle emozioni, sulla passione che strappa il cuore dalle viscere e sui sogni in continuo divenire. Quello che salta subito all’orecchio è il fatto che le canzoni di LP ispirano immagini, sarebbero per questo perfette per essere colonne sonore di film o della nostra stessa vita.
Lp live @ Fabrique “Girls go Wild”

Discendente di nonni napoletani, figlia di una cantante lirica, LP ha il dono del bel canto nel DNA, le sue corde vocali toccano picchi altissimi senza sforzi e senza velleità esibizionistiche. Le sue canzoni si discostano da mode e tendenze mirando dritte all’essenziale.
Dopo aver lavorato per anni nell’ombra scrivendo numerose hits per dive come Rihanna, Christina Aguilera, Rita Ora, LP si prende finalmente quello che le spetta. L’artista in realtà ha sempre sostenuto di non aver mai scritto per scalare le classifiche, anzi, c’è sempre un tocco personale e intimo nelle sue canzoni, sarà per questa ragione che una commistione di elementi contrastanti convive felicemente in lei senza squilibri.
LP live @Fabrique Milano – Recovery

L’amore di cui LP canta non conosce sesso e scorre fluido verso l’infinito. LP ne canta ferma in acustico solo il pianoforte, lo urla a squarciagola, ne sorride saltando tra un basso e una batteria. Lo declina, insomma in tutte le sue forme salvo voi ricreare un balance portando sul palco la sua rivisitazione di Rolling Stones ed Elvis Presley. Che siano fischietti, virtuosismi vocali o vorticosi saliscendi emotivi, LP riesce a trovare sempre il modo per tenere all’erta l’attenzione dello spettatore stupendolo con nessun colpo di scena particolare se non se stessa: una stella indomabile.
Raffaella Sbrescia
Scaletta

Show intro

Dreamcatcher

When We’re High
Dreamer
When I’m Over You
No Witness / Sex on Fire / Drum Solo
The Power intro
The Power
Die for Your Love
Tightrope
One Night Intro
One Night in the Sun
Girls Go Wild
Recovery
Suspicion
House on Fire / Paint It Black
Other People
Shaken
Special
Encore:

Muddy Waters

Lost on You
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  20. Encore:
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Pop Heart tour: a spasso nel tempo con Giorgia. La recensione del concerto di Milano

GIORGIA - Pop Heart tour

GIORGIA – Pop Heart tour

Ne è passata di acqua sotto i ponti dai lontani anni ‘90 ma la classe e l’energia di Giorgia restano immutati nel tempo. L’ho rivista lo scorso 6 maggio al Mediolanum Forum di Assago in occasione della prima delle due date milanesi del Pop Heart Tour e a dire il vero sorprende osservare come l’artista sia riuscita a mantenere intatto il proprio repertorio storico senza perdere la voglia di mettersi in gioco con grandi successi di suoi colleghi altrettanto apprezzati nella scena musicale italiana. In realtà Giorgia fa di pù e alza il tiro, così come aveva fatto nel suo album di cover “Pop Heart”, anche in questo tour la cantante si diverte a cimentarsi con i brani e gli artisti che ha amato di più, dagli esordi a oggi. Il risultato è uno show molto vario, ricco di momenti di grande intensità evocativa ma anche di incursioni electro-dance, blues, soul e jazz. Sulla carta avrete magari l’impressione che si tratti di una “caciara” musicale invece il file rouge su cui si imposta la scaletta è l’idea di viaggio nel tempo. Giorgia quindi veste i panni di una madrina d’eccezione, fasciata di luminescenti abiti Diori, disegnati per lei da Maria Grazia Chiuri.
A fare da garante a tutto lo spettacolo è l’unico elemento chiave che da sempre è il fortino di Giorgia: la sua incredibile voce. Ad accompagnarla c’è una band di importante spessore artistico: Sonny Thompson al basso, Mylious Johnson alla batteria, Jacopo Carlini al pianoforte, Fabio Visocchi alle tastiere e Anna Greta Giannotti alla chitarra. Nel coro Diana Winter e Andrea Faustini ai quali Giorgia lascia ampi spazi da protagonisti, testimoniando la generosa intenzione di offrire loro l’occasione di mettersi in luce. Ad arricchire lo show anche un DJ set a cura del batterista Mylious Johnson. Un discorso a parte va fatto per tutto ciò che concerne l’aspetto visuale e tecnologico: a capo del progetto c’è il compagno di Giorgia Emanuel Lo. Particolare attenzione è stata posta all’uso di suggestivi schermi che si spostano e si alternano creando forme e sipari virtuali che scandiscono le performance sia di Giorgia che della band.
Video: Giorgia canta “Come saprei”

Il live si apre con un’entrata a effetto: Giorgia compare al centro della scena, sola sul palcoscenico e infila subito una triade di cover senza prendere fiato: canta “Le tasche piene di sassi”, “Una storia importante”, “Gli ostacoli del cuore.
L’intento di Giorgia è unire gli animi di tutti attraverso immagini e ricordi speciali del passato e del recente presente. I momenti privati lasciano però spazio anche ad intermezzi divertenti e spensierati sopratutto quando a metà concerto il palco si trasforma in una vera e propria discoteca, il ritmo cresce e i laser popolano la scena in uno spettacolo di luci. Al centro dello show anche un momento club, in cui Giorgia ripercorre i suoi più grandi successi degli anni Novanta. Subito dopo l’artista ritorna alle cover ma stavolta si tratta di pietre miliari, quei brani che da ragazzina l’hanno forgiata per sempre quando ancora si esibiva nei club di Roma con la band di suo padre.
GIORGIA Pop Heart tour
Il momento più esilarante del concerto è stato invece quando sulle note di “Come neve”, più di metà pubblico ha confuso in penombra l’ingresso del corista Andrea Faustini con l’ipotesi che si potesse trattare di Marco Mengoni, fino alla sera precedente in scena proprio al Forum. Purtroppo si è trattato solo di una fugace illusione anche se un duetto live tra i due artisti sarebbe stato a dir poco magico.
Per i cavalli di battaglia “E poi”, “Come saprei”, “Strano il mio destino” Giorgia non lesina mai divertenti siparietti per introdurre i suoi brani più famosi, chi va spesso a vedere i suoi concerti però non avrà potuto fare a meno di constatare che si tratta ormai di una consuetudine piuttosto ripetitiva nei contenuti e se ne potrebbe fare tranquillamente a meno. Mancano in scaletta alcune perle dell’album “Oronero” ma almeno “Credo” e la titletrack sono sopravvissute all’invasione delle cover. Chiudono la serata due intense interpretazioni che sono particolarmente significative sia per Giorgia sia per chi ama la sua visione della musica, si tratta di “Anima” di Pino Daniele e “I will always love you” di Whitney Houston. Giorgia riveste le leggendarie canzoni con la sua voce potente e cristallina donando loro una veste leggiadra e fresca. Il risultato è un’esperienza di ascolto intensa, emozionante, a tratti sfidante ma sicuramente completa così come Giorgia riesce ad essere oltre il tempo e lo spazio.
 Raffaella Sbrescia
LA SCALETTA
01 – Le tasche piene di sassi
02 – Una storia importante
03 – Gli ostacoli del cuore
04 – Credo
05 – Scelgo ancora te
06 – Sweet dreams
07 – Quando una stella muore
08- È l’amore che conta
09 – Come neve
10 – Dune mosse
11 – I feel love
12 – Il mio giorno migliore
13 – La mia stanza
14 – Ain’t nobody
15 – E poi
16 – Come saprei
17 – Strano il mio destino
18 – Un amore da favola
19 – Girasole / Tradirefare
20 – Easy
21 – Di sole e d’azzurro
22 – Vivi davvero
23 – Stay
24 – Io tra tanti
25 – L’essenziale
26 – Oronero
27 – Anima
28 – Tu mi porti su
29. I will always love you

Cosa fai questa notte tour: gli Ex-Otago al meglio della loro forma a Milano

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Maurizio Carucci @ Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Chi non era al concerto degli Ex-Otago al Fabrique di Milano avrebbe semplicemente dovuto esserci. La data milanese del “Cosa fai questa notte tour” è stata veramente speciale. Le premesse in verità c’erano già tutte, il live prodotto da Magellano Concerti era sold-out da tempo ma è anche vero che di questi tempi un sold-out non implica un successo assicurato, anzi.
Qui invece la situazione è stata subito nitida e chiara dalle prime note, Maurizio Carucci e compagni avevano proprio voglia di rendersi protagonisti di una performance spumeggiante e al meglio della forma. In questo nuovo show c’è proprio tutta la loro essenza, senza esclusione di colpi. Ci sono i nuovi brani dell’album recentemente pubblicato “Corochinato”, ci sono le chicche degli esordi, le migliori gemme di “Marassi” e un originale omaggio a Fabrizio De Andrè con “Amore che vieni, amore che vai”.
Una notte con gli otaghi è un sali scendi emotivo, è una montagna russa in cui si diverte, ci si emoziona, si piange, si cazzeggia alla grande e si esce stravolti ma soddisfatti.
Video: Solo una canzone

Sul palco non è mancato nulla: dagli ottimi visuals di Carlo Zoratti, art director d’eccezione che ha curato la direzione artistica del concerto, agli abat jour portatili che hanno scandito i momenti acustici dello show: Carucci ha cantato “Costarica” al bar del Fabrique e una struggente versione di “Stai tranquillo” direttamente in mezzo al pubblico del parterre. Una scena davvero emozionante e carica di pathos. Una parentesi che ha creato una profonda empatia tra la band e il pubblico.
Super divertenti i mini dj set e le estemporanee otagate alla loop station, uno stage diving e qualche gavettone finale a completare il fotogramma di una serata pazza.
Quello che davvero piace degli Ex Otago è che sono completi, nelle loro canzoni non manca nè poesia né fancazzismo, né l’impegno, né l’autoironia. Si vede che si tratta di ragazzi con una tempra solida, che sanno cosa vuol dire fare arte ma anche vivere in maniera semplice. Il risultato pertanto è godibile e divertente. Avanti così, Otaghi, va tutto terribilmente bene.
Raffaella Sbrescia
Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Ex-Otago ph Lorenzo Santagata

Il tour prosegue a Senigallia (6/4), Bologna (9/4), Roma (10/4) e Bari (12/4). La band tornerà a Milano il 27 giugno prossimo per il Tuborg Open Fest (Ippodromo San Siro).
Video: Ex-Otago live @ Fabrique – Quando sono con te

Questa invece la scaletta
1. Questa notte
2. Le macchine che passano
3. Bambini
4. Giovani d’oggi
5. Torniamo a casa
6. Infinito
7. Gli occhi della Luna
8. Skit Capodanno  + Intro
9. La notte chiama
10. Intro + Tutto bene
11. Costa Rica
12. Stai tranquillo
13. Amore che vieni, amore che vai
14. Mare
15. La nostra pelle
16. Quando sono con te
BIS
17. Solo una canzone
18. Ci vuole molto coraggio
19. Cinghiali incazzati
20. Non molto lontano Rmx – Outro

Negramaro: è tutta vita quella che anima la sessione indoor dell’Amore che torni tour. Recensione

Negramaro live @ Mediolanum Forum - Assago

Negramaro live @ Mediolanum Forum – Assago

È tutta vita quella muove, scuote, evolve i Negramaro all’interno di un microcosmo di emozioni altalenanti che hanno stravolto le loro esistenze. Il risultato possiamo vederlo e ascoltarlo oggi e risplende in un’unica grande parola: amore. Il comune denominatore di questo Amore che torni tour indoor, nello specifico la seconda data milanese al Mediolanum Forum di Assago, è lo stupore per la vita, la riscoperta dei valori, l’attaccamento saldo agli affetti e a tutto quello che davvero conta per poter vivere sapendo di amare e essere amati. Per raccontare tutto questo i Negramaro fanno le cose in grande: palchi semoventi, doppia struttura in altezza per dare massima visibilità a ciascuno, luci laser 3d ma soprattutto lui: il cerchio della vita che si è chiuso. Al suo interno un varco bidimensionale, l’opportunità di addentrarsi nella dimensione più intima di canzoni che da vent’anni a questa parte non hanno perso un briciolo di smalto e che, anzi, si sposano felicemente con le sorelle più giovani ma sempre figlie degli stessi sei cuori che, oggi più che mai, battono all’unisono con una marea di molti altri creando una vibrante sinergia.

Negramaro - Amore che torni tour

Questo è tutto quello per cui valga la pena battersi, il resto può evolvere, attraversare il bilico e il cambiamento: un po’ come accade agli arrangiamenti, ai tempi che si dilatano, a certe libertà che stavolta sì, è giusto prendersi. Giuliano, Andro, Ermanno, Danilo, Pupillo accolgono il giovane Giacomo Spedicato, fratello di Lele costruendo un concerto di forte impatto emotivo ma con un occhio particolarmente attento all’avanguardia, con un piglio groove più deciso e tagliente. Certi tratti delle canzoni si induriscono, altri si addolciscono diventando poesia. L’idea dei Negramaro è quella di mettersi a nudo, spiegare l’anima come un papiro e permettere a chiunque di leggerci dentro. Tra i momenti indimenticabili di questo live meneghino c’è il “duetto” jazz con il maestro Mauro Pagani al violino: “Solo per te” cantata da Giuliano Sangiorgi al pianoforte con le incursioni del polistrumentista acquisisce una brillantezza tutta sua. Una parentesi preziosa. A incorniciare le perle in sequenza durante il concerto ci sono: “Fino all’imbrunire”, per un inizio che mette subito in chiaro i presupposti da cui partire. Il punto saldo “Estate”, l’onirica “Il posto dei Santi”, la definitiva “L’amore qui non passa”, la struggente “Pezzi di te” e l’iconica “Mentre tutto scorre”. Che sia per una sera o per sempre, il tocco dei Negramaro è delicato e sinuoso, un rock gentile che non ci farà mai sentire soli.

Raffaella Sbrescia

 

Ciao Cuore tour: Milano abbraccia Riccardo Sinigallia

Riccardo Sinigallia live - Santeria Social Club

Riccardo Sinigallia live – Santeria Social Club

C’è un tempo per costruire e un tempo per riscuotere. Per Riccardo Sinigallia, cantautore di spicco della scuola romana, sta finalmente riscuotendo il giusto tributo a una carriera costellata di successi vissuti da “backliner”. Ora l’artista in prima linea è proprio lui che, con il suo piglio timido ma efficace, sta brillando nei club italiani a seguito del grande successo ottenuto dall’ultimo album di inediti “Ciao Cuore”. Proprio lo scorso 25 gennaio si è tenuto l’atteso concerto alla Santeria Social Club di Milano in una venue gremita non solo di fan ma anche di tanti amici e addetti ai lavori.
Riccardo Sinigallia è salito sul palco insieme a Ivo Parlati alla batteria, la moglie Laura Arzilli al basso e ai cori, Andrea Pesce alle tastiere e Francesco Valente alla chitarra. Un pugno di amici di lunga data che ha saputo mettere a punto un suono potente ed energico da un lato, curato e penetrante dall’altro.
Le canzoni di Riccardo sono ficcanti, fanno leva sul lato emotivo ma certi arrangiamenti costellati di impennate al basso e edulcorate distorsioni regalano quel quid in più che profuma di anni di esperienza in studio e sul palco. La scaletta rende merito e giustizia a “Ciao Cuore” in modo completo, ricco e fedele. Spazio anche alle vecchie glorie risalenti a quando Riccardo era parte dei Tiromancino. Colpisce vedere quanto un artista di spessore e con tanti anni di esperienza alle spalle possa sorprendersi del calore del pubblico, infinita è l’umiltà di Riccardo che nel sorridere felice, prende consensi e applausi come carezze sulla pelle bruciata dalla fatica di chi per troppo tempo è rimasto fuori moda mentre i pezzi da lui scritti volavano con artisti, comunque amici fraterni ma in ogni caso altri.
Video: Ciao Cuore live – Santeria Social Club

Melodie e parole fluttuano veloci in un’atmosfera intima, volutamente scarna con pochi elementi di forte impatto scenico: un grande cuore cangiante e due monitor a scindere bits e decibel di una serata preziosa per chi ama il suono artigianale in grado di attingere dall’autenticità del rock muovendosi fino ai confini del pop.
Scegliere i brani più belli  è sinceramente difficile ma il piglio psichedelico di “Dudù” è quella chicca irrinunciabile che a metà concerto regala la certezza di essere nel posto giusto al momento giusto.
Raffaella Sbrescia
Scaletta
  1.     1.So delle cose che so
  2.     1. Lontano da ogni giorno
  3.     2. Backliner
  4.     3. Le donne di destra
  5.     4. Bella quanto vuoi
  6.     5. Dudù
  7.     6. Se potessi incontrarti ancora (piano)
  8.     7. Niente mi fa come mi fai tu (piano)
  9.     8. Amici nel tempo (piano)
  10.     9. A cuor leggero
  11.     10. La descrizione di un attimo
  12.     11. Prima di andare via
  13.     12. Che male c’è
  14.     13. Per tutti
  15.     14. Encore #1 – Invece io
  16.     15. Encore #2 – Bellamore
  17.     16. Encore #3 – La rigenerazione

Eros Ramazzotti presenta il nuovo album “Vita ce n’è” al Castello Sforzesco di Milano.

Eros Ramazzotti @ Castello Sforzesco - Milano

Eros Ramazzotti @ Castello Sforzesco – Milano

Un anno e mezzo di lavoro, nuove idee e tanti giovani confluiscono in “Vita ce n’è”, il nuovo album di Eros Ramazzotti che ha presentato questo suo 15esimo lavoro in carriera nella suggestiva Sala della Balla del Castello Sforzesco di Milano, aperto in notturna solo per ospitare questo speciale evento mediatico inserito nell’ambito della Milano Music Week. Eros torna in scena con un disco positivo che vedrà la luce in più di 100 paesi nel mondo. A febbraio 2019 l’avventura live vedrà il cantautore romano in giro per i 5 continenti, senza considerare che sono già stati venduti oltre 200.000 biglietti in Europa e che il tour americano verrà annunciato il 3 dicembre.
Da Don Bosco a Roma ai palchi di tutto il mondo, Eros Ramazzotti ne ha fatta di strada in questi suoi 55 anni di vita eppure mantiene sempre intatto quello spirito naturale e spontaneo di chi vive la vita in maniera genuina e semplice. “Con questo album volevo dare un segnale positivo in un momento storico molto particolare per tutti noi”, spiega Eros alla platea di giornalisti e al compagno di palco per la serata Pippo Baudo. “In questa tracklist ci sono 15 canzoni d’amore, con testi semplici che arrivano subito al cuore. Ho lavorato per costruire qualcosa di immediato e di efficace. Il disco è dedicato all’amico fraterno Pino Daniele di cui noi tutti sentiamo la mancanza e contiene tre featuring internazionali: ci sono Alessia Cara, una italo-canadese spesso al centro di situazioni artistiche di prestigio, Helene Fischer, artista nota in Germania e Luis Fonsi che m ha sempre dimostrato grande stima”.
Eros Ramazzotti @ Castello Sforzesco - Milano

Eros Ramazzotti @ Castello Sforzesco – Milano

Tornando ai temi del disco, quello che salta all’occhio è il desiderio di tranquillità e positività che traspare un po’ da tutta la lavorazione e dalle scelte che sono state portate avanti: “La produzione musicale è al passo con l’evoluzione tecnica di questa epoca ma è anche la risposta a quello che veniva dal mio istinto. Per la produzione mi ha dato una grande mano Antonio Filippelli con un sound contemporaneo e leggermente più schiacciato. Tra le tante collaborazioni presenti nell’album c’è prima di tutto quella con Federica Abbate che ha collaborato alla scrittura di sette canzoni del disco, poi ci sono Cheope, Dario Faini, Paolo Antonacci di cui posso dire che è un bravissimo autore: inizialmente scriveva cose molto lunghe, praticamente delle suite da 8-10 minuti, gli ho spiegato che per fare canzoni pop bisognava lavorare in un altro modo. Successivamente mi ha portato ‘Due volontà’, pensava di inciderla lui, ma l’ho voluta io perché mi è piaciuta molto”. Tra gli altri autori figurano anche Enrico Nigiotti, Fortunato Zampaglione, Bungaro, Cesare Chiodo, Stefano Marletta, Edwyn Roberts, Mario Lavezzi e Mogol, un mix di autori del nuovo pop nazional-popolare e classici. Fra questi ultimi non manca una sorpresa: Lorenzo Chreubini Jovanotti è infatti l’autore di ‘In primo piano’, nata da un provino che Lorenzo aveva inviato due anni fa a Eros e che oggi vive sotto una luce pop con il benestare del Jovanotti nazionale, protagonista anche di un video proiettato in sala.

Video: Vita ce n’è


Dei 25 brani prodotti, solo 15 sono finiti nella tracklist finale. Tra questi c’è “Buon Amore”, dedicata alla figlia Aurora Ramazzotti che finalmente ha trovato l’amore vero e che fa stare tranquillo anche papà Eros. Il brano più delicato è invece “Dall’altra parte dell’infinito”, una lettera a un figlio morto nata dopo avere letto sul Corriere la storia di un padre che ha perso il figlio a causa della leucemia. Poi la cinica “Per il resto tutto bene”: Un’ analisi lucida e spietata degli usi e costumi della società contemporanea. Una denuncia dei vizi, miopie e prepotenze disumane.

Infine il già conclamato tour mondiale in cui Eros porterà con sé Eric Moore (batteria), Luca Scarpa e Giovanni Boscariol (tastiere), Corey Sanchez e Giorgio Secco (chitarre), Paolo Costa (basso), Scott Paddock (sassofono), Monica Hill, Christian Lavoro e Giorgia Galasso (cori), un mix di musicisti italiani e americani per non lesinare mai sulla qualità di uno spettacolo pensato per lasciare un ricordo duraturo di tutti coloro che vorranno andare ad ascoltare Eros.
Raffaella Sbrescia
 
Tracklist
1 PER IL RESTO TUTTO BENE
2 VITA CE N’È
3 VALE PER SEMPRE feat. ALESSIA CARA
4 SIAMO
5 IN PRIMO PIANO
6 TI DICHIARO AMORE
7 PER LE STRADE UNA CANZONE
feat. LUIS FONSI
8 UNA VITA NUOVA
9 HO BISOGNO DI TE
10 DUE VOLONTÀ
11 NATI PER AMARE
12 DALL’ ALTRA PARTE DELL’INFINITO
13 BUONAMORE
14 AVANTI COSÌ
SPECIAL TRACK
15 PER IL RESTO TUTTO BENE
feat . HELENE FISCHER

George Ezra live al Fabrique di Milano: il sold out al naturale

George Ezra

George Ezra

Giovane, umile, competente, appassionato. George Ezra riempie il Fabrique di Milano senza orpelli e sovrastrutture. A pochi mesi di distanza dalla pubblicazione del nuovo album “Staying At Tamara’s” in cui folk, soul, pop e cantautorato convivono felicemente, Ezra si muove anche sulla scia degli ottimi risultati ottenuti dal primo lavoro “Wanted On Voyage”. Con il suo piglio spontaneo, ironico e genuino, George Ezra parla spesso e volentieri con il pubblico. Con fare umile, il giovane con la voce di un crooner si destreggia con la sua band arricchita da una bella sezione di fiati. Il tema delle sue canzoni è il viaggio e tutto ciò che ne consegue. Il riferimento più importante è Barcellona, città spagnola cosmopolita e divertente, in cui George è rimasto per un mese intero. Subito dopo le note italiche de “La donna è mobile”, lo show, privo di scenografie, ha subito incontrato il favore del pubblico che solo in rari momenti ha lasciato spazio alla sola voce di Ezra, visibilmente toccato dall’affetto e dallo spontaneo coinvolgimento degli spettatori. ‘Don’t Matter Now’, ‘Get Away’, ‘Barcelona’, sono la triade di apertura. A seguire ‘Pretty Shining People’ nata dalle suggestioni vissute nel giardino del Montjuic. ‘Saviour’ e ‘Did You Hear The Rain?’ racchiudono il picco strumentale in termini di resa live. Sonorità ricche, curate e ben strutturate mettono in luce una crescente maturità musicale da parte dell’artista e lasciano ben sperare per il futuro.
Video: George Ezra @ Fabrique

L’orecchiabilità non è tutto, quello che rimane impresso all’ascolto è l’immaginario creato dalla lirica e dalla melodia, un esempio tangibile che conferma questo discorso possono essere sia il brano “Paradise” che Blame It On Me’. Il capitolo a parte lo merita ‘Budapest’, brano che lega l’epopea artistica di Ezra all’Italia, per stessa ammissione del diretto interessato. Una breve pausa per il pubblico internazionale all’ascolto, ed è tempo di concludere l’adrenalinico show con ‘Cassy O” e l’ultima hit ‘Shotgun’. Le prove tecniche sono superate, ora è già tempo di pensare a fare le cose in grande per il concerto alla venue dei Big: il Mediolanum Forum di Assago il prossimo 17 maggio.
Raffaella Sbrescia
La scaletta del concerto
Don’t Matter Now
Get Away
Barcelona
Pretty Shining People
Listen to the Man
Saviour
Did You Hear the Rain?
Paradise
Song 6
Hold My Girl
Sugarcoat
All My Love
Blame It on Me
Budapest
Cassy O’
Shotgun

Ólafur Arnalds live a Milano: profumi d’Islanda e tecnologia ibrida per una notte d’incanto

Ólafur Arlands

Ólafur Arnalds

Poesia ibrida quella del polistrumentista, compositore e produttore islandese Ólafur Arnalds che, nell’ambito della rassegna Freak and Chic si è esibito in concerto all’Auditorium Cariplo di Milano per l’unica data italiana dell’All Strings Attached tour. A poco più di trent’anni, Ólafur rappresenta già un punto di riferimento per chi ama o per chi studia la possibilità di unire il sacro al profano, il classico all’ultra moderno, la strumentazione analogica dal fascino senza tempo alla più variegata sperimentazione digitale. Piano e synth convivono creativamente nel mondo di questo giovane che, in maglietta bianca e calzini ha saputo creare un atmosfera unica, coadiuvato ad un ensemble di archi di tutto rispetto e da un batterista. In scaletta gran parte dei brani tratti dal suo ultimo lavoro “Re:member”senza lasciare da parte le pietre miliari che hanno scandita la sua rapida ascesa nell’olimpo della musica internazionale. Ólafur Arnalds è, infatti, uno dei più promettenti compositori di colonne sonore cinematografiche, e a giudicare da quanto ascoltato, non potrebbe essere altrimenti. Il connubio e le influenze che vibrano tra tastiere e pianoforte innesca un fortunato meccanismo di corto circuito particolarmente efficace. La musica di Ólafur è una metafora della vita stessa. Delay e riverbero declinano in mille modi i cardini e i valori principali su cui si fonda il percorso individuale di ciascuno. Tenebrosità e intimismo riempiono i tasselli romantici e vigorosi degli archi. Incantevoli i vorticosi assoli di violino, disseminati in un avvolgente e voluttuoso susseguirsi di stimoli sonori e visivi. Il valore aggiunto del concerto è, difatti, una particolare cura dedicata alla regia e alle luci che, a tutti gli effetti hanno completato lo spettacolo, aggiungendo significato e suggestione ai brani propositi in scaletta. Litanie ossessive e vertiginosi voli pindarici in un concerto funzionale, variegato, travolgente ma troppo pesante ma soprattutto mai banale. Ólafur Arnalds apre le porte del suo mondo in modo molto graduale e, sebbene sia privo di sovrastrutture, lascia percepire particolare attenzione ai dettagli. L’obiettivo è fare la differenza, incantare il pubblico, sempre rispettoso e in rigoroso silenzio. L’impressione è quella di trovarsi in una dimensione sospesa, quasi ovattata, del tutto estranea alla celebrazione del superfluo che scandisce la quotidianità nel suo complesso. Slow living, slow music, slow emotions. Full life.

Raffaella Sbrescia

Emiliana Torrini & The Colorist orchestra: classe, magia ed eccellenza al Trip Festival di Milano

Emiliana Torrini & The Colorist - Trip Festival - Milano

Emiliana Torrini & The Colorist – Trip Festival – Milano

Il Trip Festival in scena alla Triennale di Milano si conferma sempre più un appuntamento con l’eccellenza musicale internazionale. Il concerto della cantante islandese Emiliana Torrini e la band belga The Colorist Orchestra è stato l’unico live italiano all’interno del  loro tour europeo e raccontarlo a chi non c’era non è esattamente semplice. La classe, il carisma, la pulizia vocale di Emiliana cavalcano le impetuose onde delle mille e uno note dei The Colorist Orchestra. L’uso anticonvenzionale di strumenti solitamente dediti alla più seriosa musica classica sposano il basso, le percussioni e le tastiere ambient più inusuali. Echi di dream pop e di atmosfere più vicine al mondo latino si affacciano come guizzi all’interno di un repertorio felice, sereno e gioioso.

Che si tratti di brani di Emiliana o di altri, l’ensemble belga ha la capacità di rivestire ogni melodia con un arcobaleno di sonorità cariche di significato e bellezza. Il risultato, a dirla tutta, supera addirittura le aspettative, ascoltando dei pezzi in solo strumentale, la qualità è davvero notevole per non parlare dell’effetto visivo del gruppo al gran completo. Cinque giorni a Berlino per comporre un album insieme e tre anni per costruire un amore artistico a cui siamo chiamati a testimoniare:sogno, emozione e armonia, in questo caso, viaggiano proprio a braccetto.

Raffaella Sbrescia

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