Patty Pravo chiude il suo “Eccomi tour” al Carroponte. Il report del concerto

Patty Pravo live @ Carroponte

Patty Pravo live @ Carroponte

Il Carroponte 2016 si è appena concluso con ben 300mila presenze all’attivo ed un ultimo grande concerto; quello della inimitabile Patty Pravo che ha scelto proprio il palco di Sesto San Giovanni per chiudere il fortunato “Eccomi tour”, scandito da numerosi ed inattesi sold out. Emblema di libertà e punto di riferimento, l’artista è reduce dal successo riscontrato dal suo ultimo ventiseiesimo album in studio “Eccomi” (Warner Music), ulteriormente impreziosito dal contributo delle migliori penne in circolazione (Sangiorgi, Ferro, Nannini, Zibba, Bastreghi, Emis Killa).

Patty Pravo e Zibba live @ Carroponte

Patty Pravo e Zibba live @ Carroponte

A testimonianza delle grandi alchimie createsi in studio, Nicoletta Strambelli ha voluto invitare Rachele Bastreghi per un raffinato duetto sulle note del brano “Ci rivedremo poi” ed il cantautore ligure Zibba per un’appassionata versione di “Qualche cosa di diverso”, canzone che Patty ha più volte menzionato come una delle sue preferite di questo suo ultimo lavoro discografico.

Patty Pravo e Rachele Bastreghi live @ Carroponte

Patty Pravo e Rachele Bastreghi live @ Carroponte

Sorpresa, entusiasta, divertita, a tratti emozionata, Patty Pravo ha spesso interagito con il pubblico, godendosi ogni singolo applauso ed ogni singolo sorriso che l’affettuoso pubblico ha voluto donarle senza risparmiarsi un attimo.

Video: Patty Pravo live al Carroponte

Con una scaletta ricca ed esaustiva, la cantautrice veneziana, ha ripercorso tutte le tappe salienti del proprio percorso artistico senza tralasciare i grandi successi del suo vastissimo repertorio. Con una voce ora sommessa e calda, ora vibrante e potente, Patty ha accompagnato il pubblico lungo i sentieri della sua incredibile carriera: La vita è qui, A parte te, Il vento e le rose, il magico medley comprensivo di Se perdo te, Pazza idea, Ragazzo triste, Sentimento e Il paradiso ma soprattutto Pensiero Stupendo e l’eterna “E dimmi che non vuoi morire” lasciano sull’epidermide la sensazione di una piacevole carezza e la certezza di essere stati al cospetto di una delle ultime grandi dive italiane.

Raffaella Sbrescia

 

Radio Popolare festeggia 40 anni di libertà sul palco del Carroponte insieme a Afterhours, Daniele Silvestri e altre 7000 anime

40 anni Radio Popolare - Afterhours + Daniele Silvestri

40 anni Radio Popolare – Afterhours + Daniele Silvestri

«Quarant’anni dopo, crescere liberi è una necessità, ma rimane soprattutto un nostro desiderio: la nostra grande ambizione», scriveva il direttore di Radio Popolare Milano Michele Migone sul sito della più longeva emittente privata italiana pochi giorni fa. Oggi, all’indomani del grande doppio concerto tenutosi al Carroponte di Sesto San Giovanni e che ha visto sullo stesso palco gli Afterhours e Daniele Silvestri, possiamo tranquillamente affermare che questi intenti troveranno certamente un seguito coerente.

40 anni Radio Popolare - Afterhours + Daniele Silvestri

40 anni Radio Popolare – Afterhours + Daniele Silvestri

Dopo 40 anni di intensa attività, Radio Popolare si conferma una realtà preziosa, una fucina di idee e di spunti non solo per chi ama essere informato ma anche per chi di informazione vorrebbe occuparsi. La testimonianza tangibile della voglia di nuove sfide da affrontare sta nel constatare l’incredibile successo riscontrato dall’evento a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare. Circa 7000 anime hanno preso parte alla grande festa che ha infiammato il Carroponte e l’hanno fatto partecipandovi a cuore aperto e senza riserve.

40 anni Radio Popolare - Afterhours + Daniele Silvestri

40 anni Radio Popolare – Afterhours + Daniele Silvestri

Se di libertà stiamo parlando, nessuno più degli Afterhours poteva rispondere meglio a questo invito. Manuel Agnelli e compagni sono da sempre baluardo di espressività priva di restrizioni, le loro canzoni arrivano dritte al fulcro dell’anima e la loro performance è stata, ancora una volta, impattante ed ispiratrice. Il loro ultimo lavoro “Folfiri o Folfox” rappresenta proprio questa ritrovata energia, una rinascita ed un lustro che non può passare inosservato.

40 anni Radio Popolare - Afterhours + Daniele Silvestri

40 anni Radio Popolare – Afterhours + Daniele Silvestri

Il secondo invitato di prestigio, Daniele Silvestri, è uno dei cantautori più creativi e attenti all’uso della parola che ci siano in Italia. Nel suo ultimo disco “Acrobati”, infatti, convergono idee, richiami e riferimenti ma soprattutto messaggi ben chiari e definiti. La sua performance è stata, ora intima e struggente, ora viva e divertente, senza mai rinunciare a spassosi ed irriverenti interventi mirati.

Video: “Heroes” Afterhours + Daniele Silvestri

È stato veramente bello vedere come due personalità forti e spiccate come quelle di Manuel Agnelli e di Daniele Silvestri siano riuscite a convergere su un unico binario, ancora più bello poter godere dei suoni prodotti dalle band al gran completo. Dopo aver trascorso un intero giorno a provare e riprovare insieme i rispettivi brani, i due artisti hanno trovato una speciale alchimia che non è sfuggita a nessuno dei presenti. Tra le canzoni cantante insieme, la più bella è stata “Riprendere Berlino” anche se la conclusiva “Heroes” di Bowie ha inderogabilmente sancito una lucida presa di coscienza: riuscire ad essere liberi, oggi, significa davvero essere una sorta di “eroi”. Lunga vita a Radio Popolare Milano.

Raffaella Sbrescia

Afterhours e Daniele Silvestri sul palco del Carroponte per i 40 anni di Radio Popolare

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Radio Popolare, la più grande e importante radio indipendente italiana, chiude i festeggiamenti indetti per il 40 anniversario dalla propria nascita con un doppio concerto imperdibile. Il 10 settembre al Carroponte di Sesto San Giovanni Afterhours e Daniele Silvestri, due delle realtà più prestigiose e amate della musica italiana, da sempre grandi amici di Radio Popolare, che li segue e li ospita sin dai loro esordi, suoneranno sullo stesso palco per una serata unica ed esclusiva. Si tratterà di un vero e proprio doppio concerto, con entrambe le band in formazione completa, con due live di pari durata, per più di tre ore di musica.

Il biglietto del concerto, che servirà a sostenere l’indipendenza di Radio Popolare sarà di 20€: due concerti…al prezzo di uno!

L’appuntamento è per sabato 10 settembre 2016 al Carroponte: il primo concerto inizierà alle 20!

Universo tour: la nuova avventura live di Zibba cambia veste alle sue canzoni lasciandone intatta la poesia

Zibba live @ Carroponte - Universo Tour

Zibba live @ Carroponte – Universo Tour

Si può ancora essere emozionatissimi dopo più di 15 anni sui palchi, dopo aver pubblicato 8 album e aver firmato alcune delle più belle canzoni degli ultimi anni? Ebbene sì, si può eccome. Questo è il caso di Zibba, un cantautore delicato, dalla penna raffinata e dalla voce rovente, capace di entrare in intima connessione con lo spirito di un pubblico attento ed esigente. Abbiamo avuto modo di ascoltarlo in occasione della prima data del suo nuovissimo “Universo Tour”, lo scorso 15 giugno sul palco del Carroponte a Sesto San Giovanni e ne siamo rimasti felicemente colpiti. Grazie ad un’inedita formazione in trio, insieme agli eccellenti Andrea Balestrieri (Batteria) e Stefano Riggi (Sax/Syhtn), Zibba ha dato un nuovo volto ai suoi cavalli di battaglia, soprattutto dopo la fruttuosa collaborazione con Andrea Mariano (Andro – Negramaro) nata con la produzione del recente singolo “Universo”, primo assaggio del nuovo album in lavorazione la cui l’uscita è prevista per il 2017.

Zibba live @ Carroponte - Universo tour

Zibba live @ Carroponte – Universo tour

Nella musica e nelle intenzioni, la poetica di Zibba è incentrata sull’idea del mutuo scambio: le parole, le immagini, i ricordi, le suggestioni che compongono i suoi versi sono pezzi di un’anima votata all’interazione. Lo dimostra anche, e soprattutto, la spiccata capacità autorale dell’artista ligure: la sua carriera in tal senso ha spiccato il volo dopo le ultime importanti collaborazioni con Patty Pravo, Max Pezzali, Emma e, a giudicare dalle innumerevoli attestazioni di stima, siamo sicuri che questi siano soltanti i primi passi di un percorso artistico davvero importante.

 Raffaella Sbrescia

Video: Universo

Setlist

INTRO

MUOVITI SVELTO

IL SORRISO ALTROVE

SENZA DI TE

FARSI MALE

OVUNQUE

ANCHE SE OGGI PIOVE

UNA PARTE DI TE

LA MEDICINA E IL DOLORE

IL GIORNO DEI SANTI + finale

UNIVERSO

MARGHERITA

LE DISTANZE

SENZA PENSARE ALL’ESTATE

CHE ORE SONO

NOTTENANCY

SANTACLARA

VENGO DA TE

SALVA

CIELO

SE MI LASCIASSI SOLA di Erica Mou.

UNIVERSO

La festa di J Ax al CarroPonte: un sold out per festeggiare “Il bello d’esser brutti”, l’album della riscossa

J Ax @ PhotoCirasa

J Ax @ PhotoCirasa

“Sono felicissimo. Questa è l’ultima data del tour che mi ha dato più soddisfazioni in assoluto. Vedo gente che era qui anche al CarroPonte di tre anni fa, prima della tv e di tutto il resto”. Con queste parole J-Ax ringrazia il numerosissimo pubblico accorso all’ex-Breda, sempre più punto di riferimento per la musica italiana. L’unica data milanese del tour estivo del cantautore rap ha consacrato l’inarrestabile successo de “Il Bello d’Essere Brutti Summer Tour”, affiancato dal clamoroso successo  riscontrato dall’ultimo album di inediti di J-Ax. Dopo il doppio platino, 7 mesi di permanenza in classifica FIMI e quasi 52 milioni di visualizzazioni su Youtube con il tormentone estivo “Maria Salvador”, Alessandro Aleotti si gode la sua riscossa e la dedica interamente al suo pubblico.  Ad aprire il concerto, caratterizzato da una scaletta composta da sole hits, sono Caneda e Weedo. Poco dopo l’Accademia delle Teste Dure fa il suo ingresso sul palco e J Ax parte subito con una triade di fuoco: Spirale Ovale, La tangenziale, Domani Smetto. L’umore è alle stelle e la cosa si evince anche dalla voce dell’artista. Bellissima, anche dal vivo, L’uomo col cappello oltre a Gente che spera e l’esilarante title track Il bello d’esser brutti. Ax, visibilmente emozionato, non perde occasione per ringraziare al pubblico e sottolineare la sua stessa sorpresa di fronte a tanto affetto: “Spero di trovare le parole giuste per raccontarvi le emozioni che mi ha regalato questa riscossa, per dirvi cosa siete stati capaci di farmi fare, per spiegarvi cosa significa per me essere ancora musicalmente rilevante”.

J- Ax LIVE @ CarroPonte (uno scatto tratto dalla pagina Facebook dell'artista)

J- Ax LIVE @ CarroPonte (uno scatto tratto dalla pagina Facebook dell’artista)

L’artista alterna i brani del nuovo disco con le pietre miliari del proprio repertorio come l’intenso brano Non è un film. Momento divertimento con Weedo  sul palco per  The Pub song, grande sorpresa per l’imprevista ospitata dei Club Dogo al gran completo per eseguire dal vivo Old Skull. Non mancano parole di sincero affetto anche per Fedez, presente sul palco per cantare Bimbiminkia: “Fedez è un fratello che ha rischiato tutto insieme a me creando Newtopia”, spiega J Ax. Grande entusiasmo anche per Nina Zilli, che dopo aver eseguito Uno Di Quei Giorni , è stata ringraziata da J Ax per aver creduto in lui. Lampi di fuoco e pole dance per il gran finale con la hit dell’Estate Maria salvador, cantata ovviamente insieme a Il Cile. Grazie a esperienza, immediatezza, tecnica e personalità J Ax ormai è una star.

 Raffaella Sbrescia

La scaletta

Spirale Ovale
La Tangenziale
Domani Smetto
Sono di moda
Più Stile
L’Uomo col Cappello
Gente che Spera
Caramelle
Il Bello d’Esser Brutti
Non E’ un Film
Medley Debby
Meglio Prima
Decadance
Immorale
Sopra la Media
The Pub Song (feat. Weedo)
Hai Rotto il Catso
Miss & Mr. Hyde
Medley Giusy
Old Skull (feat. Club Dogo)
Bimbiminkia (feat. Fedez)
Ribelle e Basta
Piccoli per Sempre
Uno di quei Giorni (feat. Nina Zilli)
Intro
Rap and Roll
Maria Salvador (feat. Il Cile e Giada Accorti Pole Dance)
Outro

 

 

Coinquilini: Dimartino e Colapesce incantano il pubblico del CarroPonte

Antonio Di Martino

Antonio Di Martino

“Per un po’ di tempo abbiamo rischiato di dover dividere un appartamento. Non è successo, ma abbiamo pensato che sarebbe stato comunque carino abitare il palco”. Con queste parole Colapesce e Di Martino, due dei più interessanti cantautori attualmente presenti all’interno dello scenario musicale italiano, hanno introdotto lo speciale concerto tenutosi lo scorso 9 settembre sul palco del CarroPonte di Sesto San Giovanni. “Conquilini” è, infatti,  il titolo di questo live in cui i due artisti siciliani hanno condiviso note, spazi ed emozioni. Entrambi protagonisti, con le rispettive band, di due set distinti, i due hanno infine dato vita ad un finale collettivo all’insegna della creatività e della fratellanza artistica. Ad inaugurare il concerto è il set di Antonio Di Martino che, pur attingendo dai capisaldi della canzone d’autore, è contraddistinto da una scrittura moderna e ricercatissima. “Sarebbe bello non asciarsi mai ma abbandonarsi ogni tanto è utile”, canta Antonio, proseguendo il suo live con brani evocativi ed immaginifici che mordono il cuore e attanagliano la mente. Con le canzoni tratte dall’ultimo album di inediti “Un paese ci vuole”, Di Martino parla di una condizione umana in estinzione, uno status mentis che pian piano sta scomparendo ma risulta ancora necessario per vivere in modo autentico. “Come Una Guerra La Primavera”, “Niente Da Dichiarare”, “L’Isola Che C’è”, “Le Montagne”, “Calendari”, “Maledetto Autunno”,  “Cercasi Anima” e “Non Siamo Gli Alberi” dimostrano le ottime qualità di Antonio Di Martino sia dal punto di vista musicale che autorale.

Colapesce ph Laura Lo Faro

Colapesce ph Laura Lo Faro

Non è da meno il bravissimo Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, il cui tour accompagna l’uscita invernale dell’album “Egomostro”. Grazie alle sonorità assortite e arricchite da una sezione ritmica più marcata e da un buon contributo elettronico, gli arrangiamenti creano un vibrante tappeto per parole che toccano l’anima da vicino. Con il suo morbido cantato, dai chiari rimandi battistiani, Colapesce incentra i suoi testi sul mondo interiore e questa introspezione appare come una vera e propria sublimazione del vissuto personale. Le code di riff che scandiscono la fine di alcuni brani scuotono di tanto in tanto un’atmosfera sognante. “Entra pure”, “Egomostro”, “Sottocoperta”, Un giorno di festa”, “Brezsny”, “Reale”, “L’altra guancia”, Satellite”, “Maledetti italiani”, “Restiamo in casa” e “Bogotà” sono le canzoni che Colapesce ha scelto per emozionare il pubblico del CarroPonte. Gran finale con il rientro di Antonio Di Martino sul palco per concludere al meglio un concerto come non se ne sentivano da un pò di tempo con “Ormai siamo troppo giovani”,  ”Da cielo a cielo”, “Le foglie appese”, “Stati di grazia”,  ”Copperfield”.

Raffaella Sbrescia

John De Leo in concerto al CarroPonte: “La mia musica è immaginazione ed evita approdi consolatori e telefonati”

John De Leo ph Elisa Caldana

John De Leo ph Elisa Caldana

Unicità, talento, sperimentazione sono le parole in cui è racchiusa l’essenza di John De Leo, una delle voci più particolari della scena musicale italiana. Il poliedrico musicista-cantante-compositore-autore è da ascriversi a pieno titolo in quella scia di grandi pionieri della strumentazione e della sperimentazione della voce. L’artista sarà questa sera sul palco del CarroPonte (Sesto San Giovanni) per presentare “Il Grande Abarasse”, il disco che segna il ritorno di De Leo sulle scene a sette anni di distanza dal suo ultimo progetto discografico,  un concept album ambientato in un ipotetico condominio all’interno del quale ogni brano corrisponde ad uno dei suoi appartamenti.

Intervista

Nel 2014 pubblicavi “Il Grande Abarasse”, un lavoro che ha richiesto molto impegno ed una lunga gestazione. Qual è il percorso che questo album ha compiuto fino ad oggi?

Se parliamo di viaggio, posso dire che “Il Grande Abarasse” ha percorso quanto meno l’Italia. Siamo inaspettatamente riusciti, io e i ragazzi della banda, piuttosto cospicua, a portarlo in giro in diversi concerti. Dico inaspettatamente perché questi ultimi tempi  di crisi consigliano di ridurre sempre di più le formazioni e i relativi costi. Come antidoto a questa crisi, ho pensato di premere l’acceleratore in senso opposto, soprattutto riflettendo su esigenze musicali che implicavano un numero importante di musicisti.

Come è stato possibile portare avanti questo tipo di discorso live così complesso e chi ti accompagna in questa avventura?

In effetti sono tutti musicisti molto bravi, in tutto siamo nove e siamo anche affiatati aldilà delle scene. Ho sempre pensato che dovesse essere necessario poter condividere qualcos’altro aldilà del lavoro; forse sono invecchiato però ho bisogno anche di una certa tranquillità dal punto di vista umano.

La scelta di una band numerosa in qualche modo vuole rendere merito ad un lavoro che ha richiesto uno  sforzo creativo importante?

Senz’altro. Questa formazione vorrebbe restituire il suono del cd, in cui ha collaborato un’orchestra vera e propria composta da una trentina di elementi. L’occasione è stata possibile grazie al contributo di Arci che ha supportato tutta l’operazione sia dal punto di vista economico  che promozionale. Per restituire quella massa sonora, tutti gli arrangiamenti e tutti i contrappunti che sono stati pensati,  ho scelto di portare più persone in tour, riducendo comunque il tutto all’osso con una piccola rappresentanza delle varie sezioni.

Per quanto riguarda il Ghost album, cosa hai pensato per valorizzarlo?

Sono lieto del riferimento a questo lavoro. Ai tempi della presentazione credetti che con questo album nascosto, che si può sentire dopo le tracce ufficiali, avrei potuto spaventare i giornalisti. Questo è il mio lato più sperimentale, limito la mia vocalità, che forse fino ad oggi è stata anche la mia fortuna, proprio per misurarmi con quella che forse è la mia passione parallela ed identica all’aspetto vocale che è, per l’appunto, la musica. Più che cantanti io ascolto soprattutto composizioni strumentali.

Quali?

Ascolto molti compositori di musica classica del ‘900. Di certo non mi metto minimamente a confronto però posso dire che rappresentano un grandissimo stimolo per me. Cito Musorgskij, un compositore che trovo ancora geniale perchè tende non spettacolarizzare una musica comunque densa di esplosione.

A proposito di questo, tempo fa hai dichiarato: “Non canto quello che la gente si aspetta, il rispetto per il pubblico non sta nell’accontentarlo”. Un punto di vista in netta controtendenza con l’attualità…

Questo non è solo il mio motto, è il mio credo. Credo di aver parafrasato il discorso del pittore Baziotes che in altri termini ha detto qualcosa di simile. Da ascoltatore, mi piace essere sorpreso da quello che ascolto ed essere traghettato dove non prevedevo sarei finito. La mia musica va verso questa direzione: evita approdi consolatori e telefonati.

Infatti uno degli obiettivi che si pone la tua musica è proprio quello di innescare domande…

Mi metto sempre nei panni dell’ascoltatore, essendo io stesso tale, nonché un grande appassionato di musica. Mi piace poter ricreare l’opera che sto ascoltando e fantasticare in modo arbitrario e personale rispetto alle volontà del compositore. Quando il compositore dà l’opportunità di fare questo esercizio in modo naturale per me la composizione è perfetta.

È vero che molte idee che dovevano confluire in questo album compiute o quasi?

Nonostante siano passati sette anni dall’ultima pubblicazione, di cui quattro sono stati necessari per il compimento di questo album, tante idee sono rimaste fuori mentre altre cose che ho pubblicato le vedo ancora come incompiute. Menomale che c’è qualcuno che dice basta ed evita che si esca  direttamente con un disco postumo (ride ndr). Altre idee incompiute, o che non sono confluite qui, serviranno certamente  per un prossimo album perché “Il mercato vuole che si sia sempre presenti con dei prodotti nuovi”.

John De Leo ph Elisa Caldana

John De Leo ph Elisa Caldana

Per quanto riguarda la dimensione live, come presenteresti un tuo concerto? Per esempio quello che terrai questa sera al CarroPonte di Sesto San Giovanni (Mi)?

Al CarroPonte si cercherà di portare a casa il concerto nel senso che non siamo in un teatro e lo dico anche felicemente.  Sarà bello misurarci con un pubblico diverso da quello che ci si aspetta in teatro. Di contro la scaletta sarà più misurata verso l’impatto anche se non tradirò me stesso e cercherò di immettere tra i brani più facilmente ascoltabili, anche delle inserzioni astruse.

La tua è anche arte estemporanea…

Sì, ci sono diversi momenti di improvvisazione, cerco di condensare alcuni aspetti di due linguaggi come quello del jazz e della psichedelia nel rock. Apro delle parentesi  improvvisate sempre nuove che cambiano in base alla location e al pubblico che, in questo senso, ha in mano le redini del concerto.

Tutto parte dell’amore per il dettaglio?

Senz’altro. Spesso l’idea narrativa nasce proprio da un dettaglio, altre volte la canzone stessa parla di un dettaglio. Quello che mi indigna è che la cultura è pregna dei linguaggi modificati dalla crisi del mercato.  Per quel che mi riguarda cerco di non mortificarmi, non posso e non ci riesco, in virtù  dell’amore delle cose che ascolto, aldilà delle mie. Non so posso suonare o raccontare qualcosa il cui fine sia semplicemente quello di accattivare qualcuno.

Raffaella Sbrescia

 

Carmen Consoli in concerto al CarroPonte, rock d’autore al femminile

Carmen Consoli live @ Carroponte ph Francesco Prandoni

Carmen Consoli live @ Carroponte ph Francesco Prandoni

Carmen Consoli sale sul palco del CarroPonte di Sesto San Giovanni con un power trio tutto al femminile, completato da Luciana Luccini al basso e Fiamma Cardani alla batteria. Grazia ed eleganza sono i plus che accompagnano la voce potente e voluttuosa di Carmen che, dopo 20 anni di carriera, continua a fare scuola con le sue canzoni che profumano di autenticità. La cantautrice apre il concerto con una portentosa interpretazione di “Casta diva”, eseguita a luci ancora spente. Subito dopo è la volta di “Geisha”, “Mio zio”, “Sentivo l’odore”,  “L’abitudine di tornare”, “Ottobre”, “La signora del quinto piano”, canzoni, queste ultime, che toccano temi importanti in punta di piedi ma che, attraverso la travolgente potenza delle taglienti chitarre di Carmen, acquisiscono una forza vorticosa a cui è difficile resistere. Forte, sicura, autorevole, la Consoli si muove con sicurezza stemperando la proverbiale timidezza a suon di travolgenti riff.  “Matilde odiava i gatti”, “Per Niente Stanca”, “Fino all’ultimo”, “Sintonia imperfetta, “AAA cercasi” testimoniano l’irriverenza della sua penna  schietta ed immediata.

Carmen Consoli live @ Carroponte ph Francesco Prandoni

Carmen Consoli live @ Carroponte ph Francesco Prandoni

Il concerto non conosce pause “Esercito silente”, “Fiori d’arancio”, “Contessa miseria”, “Venere”  scivolano via tutte d’un botto fino alla lunga parentesi noise irrorata di rivide, sporche e maschie distorsioni. Energia e malinconia viaggiano su binari destinati ad incontrarsi, Carmen fonde situazioni agli antipodi restituendo loro un significato specifico e personale in cui è comunque possibile rispecchiarsi. Per il gran finale l’artista sceglie “Oceani deserti” e grandi classici come “Parole di Burro”, “Confusa e felice”, “Quello che sento”, “L’ultimo bacio”. Nel buio di Milano l’aria è già fredda, l’estate è alle spalle ma il cuore è pieno di riconoscenza e caldo per l’emozione. Grazie Carmen.

Raffaella Sbrescia

 

Museica Tour II – The Exhibition: Caparezza conquista il Carroponte con il suo concerto intelligente

 

Caparezza live ph Luigi Maffettone

Caparezza live ph Luigi Maffettone

Coloratissimo, curatissimo e, più di ogni altra cosa, intelligente. Il Museica Tour II – The Exhibition è  il viaggio ideato e costruito da Caparezza, approdato al Carroponte di Sesto San Giovanni lo scorso 4 settembre, per introdurci nel suo mondo  offrendoci l’audioguida  e, dunque lo strumento interpretativo perfetto, delle sue visioni messe in mostra. Con i pezzi tratti dall’ultimo disco “Museica”, ispirato al mondo dell’arte, i brani tratti dai due album precedenti e le chicche provenienti dai primi dischi, Michele Salvemini  realizza un insieme compatto, coerente e assolutamente coinvolgente. Gag,  presentazioni e scenografie impattanti impreziosiscono uno show che, nel suo essere maestoso e spettacolare, non tralascia neanche per un momento argomentazioni serie. Ad affiancare Caparezza in questa immaginifica avventura sono Rino Corrieri (batteria), Diego Perrone (voce), Gaetano Camporeale (tastiere), Alfredo Ferrero (chitarra) e Giovanni Astorino(basso) per due di concerto non è mancato nulla.

Caparezza live ph Luigi Maffettone

Caparezza live ph Luigi Maffettone

Caparezza sa come mantenere alta l’attenzione del pubblico attraverso una serie ininterrotta di input che colpiscono lo spettatore portandolo non solo verso la riflessione ma anche il piacere dello studio, della scoperta e della bellezza. Tutto questo  avviene grazie ad un sapiente uso dell’ironia, lo strumento che Caparezza sceglie indagare, sezionare, spiegare, commentare, deridere la realtà contingente in modo lucido, essenziale e geniale al contempo.

Raffaella Sbrescia

Scaletta

Mica Van Gogh

Abiura di me

Sono il tuo sogno eretico

Teste di Modì

Nessuna razza

Follie preferenziali

Comunque Dada

Il dito medio di Galileo

(Finale esteso)

Cover

China Town

Eroe (Storia di Luigi Delle Bicocche)

Argenti vive

Ilaria condizionata

Non me lo posso permettere

La fine di Gaia

Vieni a ballare in Puglia

Avrai ragione tu (Ritratto)

(Presentazione band e ringraziamenti)

Encore:

Vengo dalla luna

Fuori dal tunnel

Goodbye Malinconia

Outro

(Troppo politico)

Le Corde di Alessandro Mannarino intrecciano i cuori del CarroPonte per Emergency

MANNARINO_Corde2015_bassa

In una molle serata di inizio luglio, l’aria ferma ed afosa di Milano si anima di  felici brusii di voci, cuori palpitanti e caldi rivoli di sudore. L’occasione è di quelle preziose: il concerto di Alessandro Mannarino a completamento del primo dei due Emergency Days ospitati dal CarroPonte di Milano. Decine di piccoli stand rimpinguano la cornice creata da centinaia di piccole bandiere in cui il rosso, colore del sangue e della resistenza, la fa da padrone. Alle 21.30 una pediatra, attiva da anni al fianco di Emergency, riassume gli obiettivi della raccolta fondi da destinare alla Sierra Leone poi è Alessandro Mannarino a districare l’affascinante giungla di corde che compone il nuovo asset di questo nuovo “Corde 2015″, il tour estivo dell’artista romano.

Pezzi di legno, pelle, corde si incastrano solleticano, accarezzano, dilaniano i sentimenti  traducendo la più intima essenza dell’anima in suono. Le chitarre affidate a Tony Canto e Alessandro Chimienti contornano il contrabbasso suonato da Nicolò Pagani, affiancate dal violoncello, sega sonora, percussioni suonate da Francesco Arcuri e dalle seducenti  ritmiche del percussionista e polistrumentista Daniele Leucci. Al violino, tamburo battente e cori la splendida Lavinia Mancusi che, dopo  un crescente percorso artistico ed il successo dell’album “Semilla”, al fianco di Mannarino trova un pubblico nuovo e pronto ad applaudirla con sincera ammirazione.

Suoni vivi e potenti  si librano nell’aria affollata di sapori, odori e umori contrastanti. La voglia di sogno e sublimazione del pensiero si alterna a quella del sordido divertimento caciarone. Il concerto si apre con la cavalcante intro “Osso di seppia”, la profondità semantica de “Le cose perdute”, la vibrante energia di “Rumba magica”. Il pubblico è carico ed elargisce vivaci cariche di entusiasmo, Mannarino accoglie l’energia e la somatizza attraverso un’intensa interpretazione di canzoni che, seppur frutto del suo stesso pugno, acquisiscono di volta in volta una forza ed una pregnanza sempre maggiore. Voci sottili, gravi, ispirate, stonate, alterate cantano sogni, speranze, ricordi, illusione e delusioni. Alessandro Mannarino raccoglie le emozioni e le riversa nelle dita, nella voce e nello sguardo fiero. Particolarmente intensa la coda sussurrata di “Deija”, la verità carnale di “Maddalena”, la spietata violenza di “Scendi giù”, la truce bestialità di “Malamor” e il sempiterno fascino del “Bar della Rabbia”.

“La vita è come na bottiglia che se scola”, canta l’artista romano, in “Statte zitta”, suscitando un silenzio riflessivo sulle note di “Serenata silenziosa”. “L’amore nero”, “Gente”, “Quando l’amore se ne va” rappresentano il filone dell’amore doloroso eppure il pubblico è un insieme d’anime dannate in una bolgia di lacrime e sudore. Dopo una breve pausa Mannarino rientra sul palco inserendo nella scarna scenografia lo striscione di protesta con su scritto “No Muos”: “Visto che sono state lasciate da sole dalla sinistra, tutte le resistenze italiane sono ben accette, spiega il cantautore mentre, un attimo dopo, richiama l’attenzione del pubblico per una comunicazione di servizio: “ Due cani sono stati lasciati in auto al chiuso, ecco il numero di targa, andateli a recuperare”. Sarà, ma a noi è metaforicamente sembrato che le due comunicazioni fossero in qualche modo connesse tra loro.

A seguire due canzoni defaticanti: “Le stelle”, brano impreziosito dal suono demiurgico e spirituale della sega sonora e “Signorina”: “Bevi vino, bevi pioggia, parla amaro hai perduto ciò che avevi di più caro nelle vene per un somaro”. “Tever Grand Hotel”, “Serenata lacrimosa”, “Gli animali” scandiscono i minuti dell’ultima parte di uno spettacolo totalizzante. Bellissima la scelta di cantare “Fatte bacià”: una preghiera d’amore fatta ai tempi della “Generazione Boh”. “Quello di Emergency è l’unico rosso presente in Italia, spiega poi l’artista, tornando a parlare e toccando temi delicati come quello dell’immigrazione e delle frontiere europee, ammonendo il pubblico: “Non pensate che la sinistra ci ritenga tutti uguali. In fondo loro sono cattolici e, in quanto tali, ritengono che chi è battezzato sia migliore di chi non lo è” chiosando a suon di note con la meravigliosa “Vivere la vita”.

Ad uno ad uno i musicisti lasciano il palco per poi rientrare con la veracità carnale di “Scetate Vajò”, “Me so m’briacato” e l’eterea bellezza filosofica di “Al monte”, brano che Mannarino sceglie per chiudere il concerto seguendo una precisa linea di pensiero. Una scelta apparentemente controcorrente che, lascia l’amaro nella bocca dei carnascialeschi fan del cantautore ma che, invece, sancisce in maniera tangibile la forza, la sensibilità e la coerenza artistica di uno degli ultimi poeti della canzone italiana.

Raffaella Sbrescia

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