Festival di Sanremo 2019: il pagellone definitivo

Sanremo-2019
Alla fine di un viaggio musicale quanto mai variegato. Ecco le pagelle del Festival di Sanremo edizione numero 69.
Daniele Silvestri  Argento Vivo: Il cantautore si sbilancia nel raccontare una vicenda di ingabbiamento adolescenziale. Sensazioni di oppressione, rabbia disincantata si avvicendano in un brano che mette con le spalle al muro in questo mondo vampiro. Voto 8
Anna Tatangelo Le nostre anime di notte: una classica ballad sanremese, in pieno stile melenso. Intonata, bella da vedere e da sentire ma senza un particolare messaggio da veicolare Voto 6
Ghemon  Rose viola: L’artista esprime la propria arte con un taglio originale, una prospettiva al femminile per mettere in evidenza una vena blues e una voce al velcro. Voto 7
Negrita I ragazzi stanno bene: L’attitudine camaleontica della band di Arezzo è una garanzia di energia. Il sound scandisce una vicenda esistenziale da ascoltare on the road. Voto 5,5
Ultimo  I tuoi particolari: Il giovane cantautore fa leva sull’emotività basica, la storia che racconta è intima ma al tempo stesso è facile potercisi immedesimare. Il ragazzo sa creare empatia. Voto 6
Nek  Mi farò trovare pronto: L’artista disegna un bilancio di chi non riesce a sentirsi all’altezza delle aspettative dell’amore. A sto giro non convince, nulla può nemmeno la manciata di schitarrate interposte qua e là. Voto 4,5
Loredana Bertè  Cosa ti aspetti da me: Gaetano Curreri ha scritto una canzone che non può essere cantata da nessun’altro tranne che da Loredana. Il suo piglio rock, la rabbia e la grinta che riesce a far venire fuori lei, nessuna mai. Voto 8
Francesco Renga  Aspetto che torni: un racconto intimo, un corto circuito emozionale che non mette in particolare risalto Francesco, sempre uguale a se stesso. Voto 5
Mahmood Soldi Il dramma affrontato con ritmo diventa una hit. Voto 8,5
Ex-Otago Solo una canzone: Un brano genuino, fuorviante e complesso da metabolizzare. Voto 6
Il Volo  Musica che resta: Il bel canto, la melodia stantìa che piano piano si insinua nella testa. Perfetto per il gusto latinoamericano Voto 4
Paola Turci: Come sprecare un ottimo testo con una tonalità davvero troppo pretenziosa per lei. La performance lascia l’amaro n bocca . Voto 5
The Zen Circus  L’amore è una dittatura: Un po’ di autentico rock in questo maledetto circo pop. l’anarchia dentro un’emozione. Voto 7.5
Patty Pravo e Briga  Un po’ come la vita Una coppia peggio assortita sarebbe stato difficile trovarla altrove. Il testo è ricco, la resa è pessima. Non c’è intesa, non c’è emozione, non c’è intenzione. Una mera esecuzione capitale. Voto 3
Arisa  Mi sento bene: La svolta di Arisa le garantiva il consenso umanime. Testo e chiave di lettura azzeccati. Pessima la performance nella finale Voto 5
Irama  La ragazza con il cuore di latta: la storia porta avanti un messaggio significativo ma la presenza del coro gospel rende il tutto artificioso e inadatto. Voto 5
Achille Lauro  Rolls Royce L’ignoranza che piace al popolo medio. Necessario opporgli resistenza, almeno fino a quando non arriveranno dei contenuti. Voto 3
Nino D’angelo e Livio Cori  Un’altra luce: l’obiettivo è ridare luce al substrato socio-culturale napoletano e ricucire lo strappo generazionale. Voto 5,5
Federica Carta e Shade  Senza farlo apposta: idoli dei giovanissimi. OK. La canzone è inutile, priva di contenuti, si aggrappa ad una melodia catchy. Voto 3
Simone Cristicchi Abbi cura di me: la felicità è lasciarsi semi alle spalle. Quelli di Simone fioriranno senza dubbio. Ultimo baluardo di poesia Voto 9
Enrico Nigiotti Nonno Hollywood: Una canzone genuina, pura, sentita con il cuore e scritta molto bene. Voto 8
Einar  Parole nuove: Un ragazzo di buona volontà ma il talento è un’altra cosa. Il Festival di Sanremo è stata una bella palestra ma dovrà farsi le ossa. Voto 4
Motta  Dov’è l’Italia: Un pezzo scomodo che racconta la verità in modo urgente e necessario. Voto 8
Raffaella Sbrescia

 

Jova Beach Party: la visione di Jovanotti è uno sballo sulla carta, figuriamoci dal vivo. I dettagli del progetto live dell’anno.

Lorenzo Cherubini Jovanotti - Jova Beach Party

Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party

Se pensavate di aver già visto  Lorenzo Cherubini Jovanotti al suo apice, sappiate che vi stavate sbagliando. L’istrionico artista riesce ad alzare ancora l’asticella e inventarsi una nuova sfavillante formula trasformando un concerto in una grande giornata in cui le emozioni, la musica, il ballo e il divertimento, possano essere il centro nevralgico di tutto.
JOVA BEACH PARTY è il nuovo format di concerto, un happening per il nuovo tempo, il frutto di una visione maturata durante lungo tutto l’arco di oltre 35 anni di musica e di performance live, partendo da una console arrivando fino all’ultimo tour. Diversi linguaggi confluiranno in un format unico che prenderà vita in location molto speciali: le spiagge italiane per un’esperienza artistica, fisica, sensoriale con particolare attenzione all’ambiente. JOVA BEACH PARTY sarà infatti a fianco del WWF in una sfida importante per la Natura e per la salute umana: la lotta all’inquinamento da plastica.
Lo spirito del rock’n’roll e del “duende” rientra in scena come protagonista assoluto nell’epoca digitale con l’obiettivo di offrire un’ esperienza collettiva e reale dove il pubblico sarà coinvolto, si meraviglierà, si stupirà e avrà la sensazione di partecipare a qualcosa di veramente nuovo e autentico.
Diversa sarà la line up degli ospiti di ogni data, diversa anche la scaletta del set di Lorenzo che sarà in console, con la band, da solo alla chitarra e con diversi ospiti nazionali e internazionali che arricchiranno ciascuna data prima e anche durante lo show.
Le porte apriranno alle 14.00 e subito partiranno le attività nelle varie aree: “LA SPIAGGIA è UNA SPIAGGIA, si potrà prendere il sole, cercare zone d’ombra, fare il bagno, farsi una doccia, giocare, bere e mangiare, e si potrà IMPAZZIRE!”
Lorenzo Cherubini Jovanotti - Jova Beach Party

Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party

Visual, grafica, luci, oggetti scenografici, colpi di scena, uso dello spazio, ma anche vita da spiaggia con attività di ogni tipo, con bagni, area bambini, giochi, bancarelle, area relax, area food and beverage, area matrimoni, in un format che è la creazione di un racconto totale (lo storytelling) che coinvolge la gente dall’inizio, dalla nascita del progetto, perché si trasformi in un’unica e vera esperienza immersiva, emozionante e vivificante. E soprattutto DIVERTENTE.
Una nuova APP guiderà il pubblico in tutta la fase di lancio fornendo tutti gli aggiornamenti sull’iniziativa e sui servizi: parcheggi, navette, percorsi-natura, mappe, etc., ma anche all’interno del JOVA BEACH PARTY illustrando le caratteristiche ambientali del luogo e le mille opportunità offerte dalla giornata: ospiti, attività speciali, il programma e gli orari delle esibizioni di ogni giornata.
Realizzato in stretta collaborazione con i Comuni di Lignano Sabbiadoro, Rimini, Castel Volturno, Ladispoli, Barletta, Olbia, Albenga, Viareggio, Lido di Fermo, Praia a Mare, Roccella Jonica, Vasto, JOVA BEACH PARTY avrà il suo grande finale ad alta quota a Plan de Corones.
Lorenzo Cherubini Jovanotti - Jova Beach Party

Lorenzo Cherubini Jovanotti – Jova Beach Party

JOVA BEACH PARTY è in prevendita dalle ore 10.00 di oggi sul circuito www.ticketone.it.
Info: www.tridentmusic.it
Radio Partner di Jova Beach Party è Radio Italia solomusicaitaliana.
Le tappe del JOVA BEACH PARTY:
6 luglio LIGNANO SABBIADORO (Spiaggia Bell’Italia)
10 luglio RIMINI (Spiaggia Rimini Terme)
13 luglio CASTEL VOLTURNO (Spiaggia Lido Fiore Flava Beach)
16 luglio LADISPOLI (Spiaggia di Torre Flavia)
20 luglio BARLETTA (Lungomare Pietro Mennea)
23 luglio OLBIA (Banchina Isola Bianca Molo Bonaria)
27 luglio ALBENGA (Lungomare Cristoforo Colombo)
30 luglio VIAREGGIO (Spiaggia del Muraglione)
3 agosto LIDO DI FERMO (Lungomare Fermano)
7 agosto PRAIA A MARE (Lungomare Area Dino Beach)
10 agosto ROCCELLA JONICA (Area Natura Village Lungomare Lato Nord)
17 agosto VASTO (Lungomare Duca degli Abruzzi)
24 agosto PLAN DE CORONES (Cima 2.275m)
Al calendario si aggiungeranno 2 tappe, in Basilicata il 13 agosto e nell’area Nord-Adriatico il 20 agosto.
Per chi volesse già entrare nel mood, ecco i 10 comandamenti da memorizzare:
1. Rispetta e difendi la spiaggia e il mare (raccolta differenziata, no plastica, non cicche in terra, ecc.)
2. Vieni con chi ti pare e vai via con chi ti pare (potrebbero anche cambiare)
3. Balla come se non ti stesse a guardare e giudicare nessuno
4. Ama come se non avessi mai preso tranvate
5. Goditi questa giornata, penserà a tutto il dj. A quasi tutto
6. Idratati molto ma non bere l’acqua del mare
7. Non spingere, c’è spazio
8. Se decidi di bere alcolici non guidare al ritorno, piuttosto dormi sulla spiaggia
9. Sii te stesso/a che sogni di essere per un giorno
10. Canta a squarciagola quando partono le hit

“…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”: l’esordio di Vasco Rossi rivive in un cofanetto e su Sky Arte

Vasco Rossi - Ma cosa vuoi che sia una canzone

Vasco Rossi – Ma cosa vuoi che sia una canzone

Da qualche parte bisogna pur cominciare. Anche un artista ormai iconico come Vasco Rossi ha avuto un esordio e oggi siamo qui per celebrare quel suo primo lavoro così naturale, spontaneo e figlio di un’identità ancora tutta da scoprire. Stiamo parlando di “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”, pubblicato il 25 Maggio 1978, il primo album di Vasco Rossi,  inciso e pubblicato con la collaborazione di Gaetano Curreri (e dei musicisti del suo gruppo di allora). Sono passati 40 anni ma ad oggi i contenuti di questo album risultano ancora calzanti e attuali se pensiamo all’ approccio antropologico con cui sono involontariamente nati. “La nostra relazione”, “E poi mi parli di una vita insieme”, “Ambarabaciccicocco’, “Ed il tempo crea eroi”, “Silvia”, “Tu che dormivi piano (volò via)”, “Jenny è pazza” sono alcuni tra i brani che potremo riascoltare nel cofanetto Sony Music (Legacy), in edizione Limitata Numerata, con contenuti esclusivi: “…ma cosa vuoi che sia una canzone… R>PLAY Edition 40th”. Sarà il primo della “Serie R>PLAY”, una speciale serie celebrativa, intitolata R>PY dedicata ai 40mi anniversari degli album da studio di Vasco Rossi. Questa è la prima di quattro pubblicazioni figlie di un lavoro di restauro ed acquisizione in digitale, realizzato negli studi Fonoprint da Maurizio Biancani, che curò le registrazioni originali del disco e produsse alcuni album successivi tra cui “Bollicine”. A tutto questo si aggiunge il valore aggiunto dato dalla seconda stagione di “33 Giri-Italian Masters” con la puntata dedicata alle origini di Vasco. Realizzata da Except, la produzione originale andrà in onda il 28 novembre, alle ore 21.15 su Sky Arte (e disponibile su Sky On Demand). Nello speciale, Vasco siede davanti al mixer della storica Fonoprint di Bologna per riascoltare il master del suo primo album, canta alcune di quelle canzoni e ricorda gli aneddoti più suggestivi legati al periodo, accompagnando il telespettatore dietro le quinte della fucina artistica musicale fino a far rivivere in prima persona il processo creativo di un disco quasi nato per caso e con i mezzi che all’epoca si avevano a disposizione.
Il disco nasce in maniera quasi clandestina, all’inizio vende circa 2000 copie, i gioielli contenuti all’interno sono stati scoperti solo dopo. Quello di Vasco Rossi è un esordio liquido, spiega il critico Marco Mangiarotti nella puntata di Sky Arte. Vasco non mitizza le canzoni, sembra quasi non prendersi sul serio, è distante dai cantautori impegnati di quel periodo, si fa inseguire da Curreri per la lasciare la consolle da disk jockey, veste tanto le canzoni e le scrive soprattutto per divertirsi. Vasco osserva la gente, le proprie crisi, le proprie emozioni, parla di relazioni adulte, di sessualità nascente, di depressione, lascia fluire il retaggio di una cultura contadina, mette in pratica tutto quello che gli passa per la testa. La sua visione teatrale della musica premia il basso, tiene sveglie le coscienze provocandole, senza mai prendere sul serio il cantautorato politico, lascia spazio al progressive rock italiano e si mostra figlio del suo tempo in tutto e per tutto.
Vederlo oggi così entusiasta, contento, rilassato, pronto a mettere in luce quello che per tanti rappresenta un tesoro sommerso è un gesto affettuoso nei confronti di una generazione a cui sono rimasti ben pochi strumenti per conoscere le fondamenta della canzone italiana.
Raffaella Sbrescia

Laura Pausini live al Circo Massimo di Roma: un altro record è stato battuto

Laura Pausini - Circo Massimo - Roma

Laura Pausini – Circo Massimo – Roma

Ha appena preso il via il FATTI SENTIRE WORLDWIDE TOUR 2018 che, a partire dal 26 luglio a Miami, porterà LAURA PAUSINI in tutto il mondo per un totale di 47 concerti.
Nel suo venticinquesimo anno di carriera, Laura mette a segno un nuovo primato. Dopo il 2007, prima donna a San Siro, e il 2016, prima donna in tour negli stadi italiani, è ora la prima donna in assoluto a cantare sul palco del Circo Massimo di Roma. Una doppietta (sabato 21 e domenica 22 luglio) in attesa del tour mondiale che partirà con oltre 330mila biglietti venduti in tutto il mondo.
Lo show è prodotto e distribuito da F&P Group, la direzione dell’intero show è di Laura stessa, e il palco prende e cambia forma grazie ai visual e ad un particolare sistema di schermi. Lo show può contare in totale su 400 metri quadri di superficie video dove grafiche e immagini cambiano in continuazione restituendo al pubblico un palco diverso per ogni brano. Lo spettacolo inizia con NON È DETTO e continua con E.STA.A.TE., la colonna sonora estiva di quest’anno.

È poi la volta di un medley di tre title track della carriera di Laura: PRIMAVERA IN ANTICIPO, LA MIA RISPOSTA e LE COSE CHE VIVI, uno dei suoi brani più famosi.
Seguono FRASI A METÀ e INCANCELLABILE, uno dei suoi successi intramontabili. SIMILI introduce il nuovo medley composto da L’ULTIMA COSA CHE TI DEVO, CON LA MUSICA ALLA RADIO e LE DUE FINESTRE mentre sugli schermi passano giochi prospettici che cambiano colore con piramidi, caleidoscopi e cubi che sembrano uscire dagli stessi.

Laura Pausini - Circo Massimo - Roma

Laura Pausini – Circo Massimo – Roma

RESTA IN ASCOLTO è il brano successivo poi con il terzo medley della serata arrivano anche tre singoli di altrettanti album storici: LATO DESTRO DEL CUORE, NON HO MAI SMESSO e ovviamente LA SOLITUDINE.
È poi la volta di FANTASTICO (FAI QUELLO CHE SEI), LA SOLUZIONE, HO CREDUTO A ME, IL CASO È CHIUSO e UN’EMERGENZA D’AMORE,  IL CORAGGIO DI ANDARE, E RITORNO DA TE, TRA TE E IL MARE, LIMPIDO, BENVENUTO, STRANI AMORI e NON C’È, COME SE NON FOSSE STATO MAI AMORE.
Su VIVIMI il cubo sulla punta della passerella la innalza nuovamente e con una nuova tecnologia mai utilizzata prima durante un concerto in Italia vengono sparate miriadi di bolle bianche e trasparenti di pura aria.
È così la volta del sesto medley, con UNA STORIA CHE VALE, BENEDETTA PASSIONE e IO CANTO, che traghetta il pubblico verso NUEVO, il singolo estratto dalla versione in spagnolo dell’ultimo disco e lanciato in tutto il mondo all’inizio di luglio.
INVECE NO, e lo show si chiude poi con il settimo e ultimo medley dove fanno il loro ingresso i dodici perfomer con altrettanti palloni blu giganteschi lanciati su tutto il pubblico mentre l’entusiasmo esplode su NADIE HA DICHO, versione spagnola di Non è detto che Laura ha cantato in duetto con Gente De Zona anche live per la prima volta nella sua carriera a Cuba, INNAMORATA e di nuovo E.STA.A.TE. in un trionfo di effetti speciali tra bolle, geyser e stelle filanti.

Al Circo Massimo, alcuni degli autori che hanno collaborato con lei nel suo ultimo disco FATTI SENTIRE sono salti sul palco per aprire le due serate con i brani più conosciuti del loro repertorio.
I protagonisti dell’opening di oggi 22 luglio sono TONY MAIELLO, che ha scritto a quattro mani con Laura Il coraggio di andare, GIULIA ANANIA, tra le firme de La soluzione e ENRICO NIGIOTTI, uno degli autori de Le due finestre.

Pavia sfida Milano con il nuovissimo Festival IRIDE: musica per i vostri occhi

Mogwai-Lead-by-Brian-Sweeney

Mogwai-Lead-by-Brian-Sweeney

Tutto pronto per IRIDE Fraschini Music Festival – musica per i vostri occhi. Il nuovo festival prenderà vita alla corte del Castello Visconteo di Pavia e si presenta come una delle rassegne più attese del territorio lombardo. Un contesto di illustre valore architettonico farà da sfondo a una sfilza di concerti di prestigio internazionale. L’ambiziosa rassegna prende vita dalle nobili intenzioni del Comune di Pavia e della Fondazione Teatro Fraschini, splendido teatro settecentesco nonchè insostituibile punto di riferimento della vita culturale della città di Pavia, guidato da Francesca Bertoglio, direttore generale della Fondazione Teatro Fraschini. L’obiettivo è aggiungere un altro tassello all’offerta culturale di Pavia, tra i più importanti e prestigiosi poli universitari italiani, e richiamare sempre più visitatori e turisti grazie al connubio tra la magia della location e la musica di qualità, in grado di abbracciare le esigenze e gli stili più diversi. 

Il primo ospite ad inaugurare per la prima edizione di “IRIDE Fraschini Music Festival – musica per i vostri occhi” sono i Mogwai, sul palco del cortile del Castello Visconteo mercoledì 11 luglio.

Questi i prossimi appuntamenti:

venerdì 13 luglio
CAETANO VELOSO
 
lunedì 16 luglio
LP
 
venerdì 20 luglio
JOE SATRIANI
 
mercoledì 25 luglio
GORAN BREGOVIC

 

informazioni su come acquistare i biglietti:

www.fraschinimusicfestival.com - info@fraschinimusicfestival.com

 
 

Modeselektor a Milano: tutto pronto per il dj set ai Magazzini Generali

odeselektor

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Insieme ad Apparat formano i Moderat. Ora i Modeselektor tornano in mood solitario in occasione dell’imminente arrivo di Modeselektion e del breve tour che prenderà il via dai Magazzini Generali di Milano il 20 aprile. Nel bel mezzo degli eventi legati alla Design Week l’appuntamento con l’avanguardia sonora si presenta promettente e lusinghiero. La data zero, com’è noto, è un appuntamento pensato per testare il set up, capire punti forti e debolezze di una macchina da oliare e ottimizzare al meglio. Ecco perchè gli esperti dj berlinesi scelgono la capitale meneghina per affidarsi al buon gusto diffuso in tal senso. Il fulcro della loro dimensione sonora sono i bassi, l’atmosfera fredda, cupa, a tratti tetra, perturbante che sono i rave delle fredde capitali del nord sanno creare. Modeselektion Vol. 04 uscirà il primo giugno per Monkeytown e Ninja Tune in formati di quadruplo vinile, doppio CD o digitale, curiosi i titoli “Watercolour Challenge”, “Cosmopolitanism”, “Metaxas Carnival” da cui si può intuire che la voglia di oltrepassare l’ordinario è ancora il comune denominatore di un groove mai scontato.

I biglietti per assistere all’evento sono disponibili in prevendita su mailticket al seguente link http://www.mailticket.it/evento/13024 o acquistabili direttamente in loco.
Ingresso: 10€ + ddp early bird, 15 € + ddp second release, 20 € + ddp third release
Apertura porte: 23:00
Orari show: 23:00-05:00
#MDSLKTMILANO

Maria Antonietta: il nuovo singolo è Pesci. Il 30 marzo arriva l’album “Deluderti”

 Pesci

Dopo la pubblicazione lo scorso 26 gennaio di DELUDERTI, la canzone title-track dal nuovo album di MARIA ANTONIETTA in uscita il 30 marzo, è da oggi online il video del brano PESCI. Guardalo qui: https://youtu.be/C8YVlbtriYk

PESCI è il primo singolo ufficiale della cantautrice, reso disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 2 marzo e in radio da settimana prossima. Ascoltalo qui: https://lnk.to/Pesci/
La regia di PESCI è stata curata da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni di SugarKane Studio, con i quali è già stata al lavoro sul suo primo album per il clip “Saliva”.
DELUDERTI, il nuovo album prodotto insieme a Giovanni Imparato (Colombre) è in uscita il 30 marzo 2018 per La Tempesta Dischi con distribuzione Believe.

Maria Antonietta al secolo Letizia Cesarini, è nata a Pesaro nel 1987; dopo aver autoprodotto nel luglio 2010 il suo primo disco Marie Antoinette wants to suck your young blood e dopo aver fondato il progetto shoegaze Young Wrists nella sua Pesaro, nel 2012 confeziona l’album d’esordio omonimo in italiano registrato e prodotto da Dario Brunori
Scrive un racconto, Santa Caterina al Sinai, pubblicato da Minimum Fax per l’antologia Cosa volete Sentire a cui ha fatto seguito un lungo tour che dura quasi un anno e mezzo, un brano come Animali (con inclusa una cover di Gigliola Cinquetti) e poi il secondo album Sassi, prodotto insieme ai fratelli Imparato nel marzo 2014 per la Tempesta Dischi. Nel 2015 accompagnata dai musicisti del gruppo Chewingum, decide di re-incidere i brani di Sassi in chiave elettronica, il risultato è l’EP Maria Antonietta Loves Chewingum.

Ora si prepara alla pubblicazione del suo terzo lavoro e del suo nuovo tour, organizzato da BPM CONCERTI, in partenza da Bologna il 20 aprile con in calendario una serie di appuntamenti già annunciati:
Venerdi 20 Aprile 2018
BOLOGNA – TPO
Sabato 28 Aprile 2018
TORINO – Hiroshima Mon Amour
Venerdì 4 maggio 2018
RONCADE (TV) -New Age Club
Venerdì 11 Maggio 2018 -
ROMA- Monk
Sabato 12 Maggio 2018
PESARo -Teatro Sperimentale
PREVENDITE SU TICKETONE E NEI CIRCUITI ABITUALI

Al via l’edizione 2018 del Vò on the Folks. Ecco tutti i dettagli

Inizia oggi la XXIII edizione del Vo’ on the Folks. La storica rassegna musicale veneta, nata nel 1996 e diretta da Paolo Sgevano, si terrà come consuetudine alla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola (Vicenza), dal 3 febbraio al 17 marzo 2018. Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni musicali da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Quattro gli appuntamenti in programma con artisti provenienti da Inghilterra, Spagna, Marocco, Argentina, Irlanda oltre che dall’Italia.

4 square

4 square

Ad aprire le danze saranno i 4Square, giovane band di Manchester con all’attivo quattro album. I loro live si caratterizzano per l’uso simultaneo del violino di Nicola Lyons, del clog dancing e del mandolino virtuosistico di Michael Giverin, esaltati al massimo dai suoni del pianoforte di Jim Molyneux e dalle percussioni di Dan Day. Il risultato è una fusione tra jazz, folk e sonorità latine particolarmente travolgente e mai scontata, come testimoniato dall’ultimo lavoro discografico pubblicato in occasione dei 10 anni della band, “X” e dai precedenti dischi, “Fuel” (2016), “Heart & Home” (2013) e “Chronicles” (2010).

Il secondo appuntamento vede in scena sabato 17 febbraio l’incontro tra musica araba e la tradizione spagnola con l’esibizione di Hamid Akhbar Arab Flamenco. Originario di Chefchaouen (Marocco), Akhbar vanta prestigiose collaborazioni artistiche, su tutte quelle con Paco de Lucía, José Mercé, Ana Reverte e Carmen Linares. Grazie alla versatilità e alla bellezza della sua voce, ha vinto numerosi premi e partecipato a festival internazionali. Puntando sempre a diffondere la ricchezza della musica tradizionale Al-Andalus, ovvero l’abbraccio tra le sonorità arabo-andalusa e il flamenco.
Il 3 marzo, invece, direttamente da Buenos Aires arrivano la cantante Mariel Martinez e il collaudato Fabian Carbone Ensemble. Con 6 album all’attivo – prodotti dal famoso producer e compositore Litto Nebbia e registrati in Argentina, Francia e Spagna per la label Melopea – il gruppo presenta una interessante rielaborazione di tango e omaggi ai maestri della tradizione sudamericana, in particolare Anibal “Pichuco” Troilo.

Per la serata conclusiva del Vo’ on the Folks 2018, come sempre, spazio all’Irish music con un doppio concerto che cade proprio nel giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda (17 marzo). In scena il Folk Studio – gruppo vicentino che si ispira alla musica celtica, alle ballate irlandesi, bretoni, scozzesi, nonché ai ritmi più incalzanti e gioiosi delle danze tipiche – che aprirà lo show degli irlandesi Sirmione. Il trio composto dall’arpista e cantante Deirdre Granville e da due terzi dei mitici Kern, ovevro Brendan McCreanor (piper che ha lavorato a lungo sia nella musica tradizionale che in progetti di crossover contemporanei) e Barry Kieran, violinista del Leinster, che ha approfondito lo stile puro di Oriel.

Info e prenotazioni:
Sala della Comunità – via Carbonara,28 – Brendola (VI) – tel. e fax 0444 401132
www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com
Prenotazioni con pagamento on-line o presso filiali Cassa Rurale di Brendola: Biglietto intero 14€.
Prenotazioni senza pagamento on-line e pagamento in Sala: Biglietto intero 15€.

Sanremo 2018: Baglioni annuncia un Festival purista e popolar-nazionale

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Un Festival di Sanremo purista e non populista è quello che si terrà a Sanremo dal 6 al 10 febbraio 2018 in onda su Rai Uno. Per l’edizione numero 68, Claudio Baglioni direttore, autodefinitosi dittatore della kermesse, sceglie un’intelaiatura fissa, solida e impossibile da scalfire: la canzone italiana sarà infatti, forse finalmente, al centro della scena. Al suo fianco, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino che si avvicenderanno in una conduzione di gruppo senza prime donne.

Fa riflettere l’intento, ampiamente dichiarato, di riportare la melodia Made in Italy al centro della scena. No agli scimmiottamenti, no alle brutte copie dei successi d’oltreoceano anche se la nota stonata c’è. Scegliere di imporre ai cantanti ospiti di “cantare qualcosa di matrice italiana” non sembra un’idea vincente per i più disparati motivi. Il focus sulla canzone italiana è sacrosanto ma il troppo, come sempre, rischia di stroppiare, e pure parecchio.

Sanremo 2018

Sanremo 2018

Un festival popolar-nazionale, dunque, è quello che Baglioni sta mettendo in piedi. Cinque serate che daranno tanto spazio ai 28 brani in gara che, quest’anno, dureranno ben 4 minuti ciascuno. No alle eliminazioni e alle cover, no ai cantanti freschi di talent show, no alle star di Hollywood. Insomma Baglioni ha fatto diversi tagli col passato, ha abbracciato a pieno titolo il ruolo di timoniere, ha voluto definire in modo marcato un’impronta purista, forse arcaica e non troppo conscia del potenziale dettato dai gusti del pubblico più giovane, ma bisogna riconoscere che la sua, anche se solo sulla carta, è già un’impresa: recuperare la tradizione della musica popolare italiana che, negli anni d’oro ha saputo fare davvero la differenza.

Raffaella Sbrescia

X Factor 11: l’Italia premia il bel canto di Lorenzo Licitra. E lo spazio al nuovo dov’è rimasto?

I Finalisti di X Factor

I Finalisti di X Factor

“X Factor è un programma arrogante che non ha paura di provarci, di osare”. Alessandro Cattelan dixit. Alla luce della vittoria di Lorenzo Licitra, tenore ragusano, portato al traguardo dal giudice degli over Mara Maionchi, pare evidente che il pubblico abbia clamorosamente smentito queste parole. L’Italia è e resterà il paese del bel canto. Se l’obiettivo di X Factor è creare mercato discografico, stando alle parole di Nils Hartmann, allora c’è da dire che le aspettative sono tutt’altro che rosee. Malgrado il disco d’oro conquistato dai mancati vincitori Maneskin, l’inedito di Licitra, “In the name of Love” puzza di stantio. Roba vecchia, sentita e strasentita che non aggiunge e non toglie nulla a quanto ci sia in giro dal 2010 ad oggi. La cifra stilistica proposta dal tenore rientra nel calderone pop che la gente apprezza e dimentica con uno schiocco di dita.

Un altro aspetto importante da sottolineare è che il pubblico di X Factor, pretenzioso e spesso incompetente, non è un pubblico fidelizzato al programma. Ieri sera Licitra ha fatto del suo meglio, il suo medley ha fatto la differenza, la potenza della sua voce ha fatto la differenza ma se vogliamo guardare alla totalità del percorso non si possono ignorare le qualità dei giovanissimi Maneskin e la meritata rinascita di Enrico Nigiotti. Il pubblico però ha notato e premiato solo le esibizioni andate in scena sul palco del Mediolanum Forum di Milano e ha ignorato la fame di riscatto di Enrico e la fame di concedersi dei Maneskin.

Sarà vero che la grande macchina produttiva di Sky e il genio di Luca Tomassini hanno cercato di veicolare delle immagini ben definite di ciascun finalista ma è altrettanto vero che questo risultato mette in risalto la vocalità di un interprete e non valorizza l’essenza di un percorso artistico piu strutturato.

Se a questo aggiungiamo una giuria quanto mai scialba e debole, c’è da dire che i momenti di noia non sono assolutamente mancati.

Lo scintillio è d’obbligo, per imporsi all’attenzione del popolo italiano e non a quei 2-3 milioni di abbonati, questo talent deve ottimizzare le risorse, deve puntare sul nuovo, sul particolare, sull’originale, sul mai visto.

Bisognerebbe dare più spazio ai cantautori, a gente che si autoproduce e che conosce a fondo il mestiere.
Tutti dicono che X-Factor rappresenta un trampolino di lancio ma dopo 11 edizioni sappiamo bene che non è vero. Invece di buttare via tempo e soldi, ci vorrebbe proprio l’arroganza di dire: «Sapete che c’è? Adesso cambiamo le carte in tavola e vi facciamo conoscere qualcuno di interessante e di cui vi ricorderete il nome anche tra un anno».

Raffaella Sbrescia

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