Modeselektor a Milano: tutto pronto per il dj set ai Magazzini Generali

odeselektor

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Insieme ad Apparat formano i Moderat. Ora i Modeselektor tornano in mood solitario in occasione dell’imminente arrivo di Modeselektion e del breve tour che prenderà il via dai Magazzini Generali di Milano il 20 aprile. Nel bel mezzo degli eventi legati alla Design Week l’appuntamento con l’avanguardia sonora si presenta promettente e lusinghiero. La data zero, com’è noto, è un appuntamento pensato per testare il set up, capire punti forti e debolezze di una macchina da oliare e ottimizzare al meglio. Ecco perchè gli esperti dj berlinesi scelgono la capitale meneghina per affidarsi al buon gusto diffuso in tal senso. Il fulcro della loro dimensione sonora sono i bassi, l’atmosfera fredda, cupa, a tratti tetra, perturbante che sono i rave delle fredde capitali del nord sanno creare. Modeselektion Vol. 04 uscirà il primo giugno per Monkeytown e Ninja Tune in formati di quadruplo vinile, doppio CD o digitale, curiosi i titoli “Watercolour Challenge”, “Cosmopolitanism”, “Metaxas Carnival” da cui si può intuire che la voglia di oltrepassare l’ordinario è ancora il comune denominatore di un groove mai scontato.

I biglietti per assistere all’evento sono disponibili in prevendita su mailticket al seguente link http://www.mailticket.it/evento/13024 o acquistabili direttamente in loco.
Ingresso: 10€ + ddp early bird, 15 € + ddp second release, 20 € + ddp third release
Apertura porte: 23:00
Orari show: 23:00-05:00
#MDSLKTMILANO

Maria Antonietta: il nuovo singolo è Pesci. Il 30 marzo arriva l’album “Deluderti”

 Pesci

Dopo la pubblicazione lo scorso 26 gennaio di DELUDERTI, la canzone title-track dal nuovo album di MARIA ANTONIETTA in uscita il 30 marzo, è da oggi online il video del brano PESCI. Guardalo qui: https://youtu.be/C8YVlbtriYk

PESCI è il primo singolo ufficiale della cantautrice, reso disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 2 marzo e in radio da settimana prossima. Ascoltalo qui: https://lnk.to/Pesci/
La regia di PESCI è stata curata da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni di SugarKane Studio, con i quali è già stata al lavoro sul suo primo album per il clip “Saliva”.
DELUDERTI, il nuovo album prodotto insieme a Giovanni Imparato (Colombre) è in uscita il 30 marzo 2018 per La Tempesta Dischi con distribuzione Believe.

Maria Antonietta al secolo Letizia Cesarini, è nata a Pesaro nel 1987; dopo aver autoprodotto nel luglio 2010 il suo primo disco Marie Antoinette wants to suck your young blood e dopo aver fondato il progetto shoegaze Young Wrists nella sua Pesaro, nel 2012 confeziona l’album d’esordio omonimo in italiano registrato e prodotto da Dario Brunori
Scrive un racconto, Santa Caterina al Sinai, pubblicato da Minimum Fax per l’antologia Cosa volete Sentire a cui ha fatto seguito un lungo tour che dura quasi un anno e mezzo, un brano come Animali (con inclusa una cover di Gigliola Cinquetti) e poi il secondo album Sassi, prodotto insieme ai fratelli Imparato nel marzo 2014 per la Tempesta Dischi. Nel 2015 accompagnata dai musicisti del gruppo Chewingum, decide di re-incidere i brani di Sassi in chiave elettronica, il risultato è l’EP Maria Antonietta Loves Chewingum.

Ora si prepara alla pubblicazione del suo terzo lavoro e del suo nuovo tour, organizzato da BPM CONCERTI, in partenza da Bologna il 20 aprile con in calendario una serie di appuntamenti già annunciati:
Venerdi 20 Aprile 2018
BOLOGNA – TPO
Sabato 28 Aprile 2018
TORINO – Hiroshima Mon Amour
Venerdì 4 maggio 2018
RONCADE (TV) -New Age Club
Venerdì 11 Maggio 2018 -
ROMA- Monk
Sabato 12 Maggio 2018
PESARo -Teatro Sperimentale
PREVENDITE SU TICKETONE E NEI CIRCUITI ABITUALI

Al via l’edizione 2018 del Vò on the Folks. Ecco tutti i dettagli

Inizia oggi la XXIII edizione del Vo’ on the Folks. La storica rassegna musicale veneta, nata nel 1996 e diretta da Paolo Sgevano, si terrà come consuetudine alla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola (Vicenza), dal 3 febbraio al 17 marzo 2018. Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni musicali da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Quattro gli appuntamenti in programma con artisti provenienti da Inghilterra, Spagna, Marocco, Argentina, Irlanda oltre che dall’Italia.

4 square

4 square

Ad aprire le danze saranno i 4Square, giovane band di Manchester con all’attivo quattro album. I loro live si caratterizzano per l’uso simultaneo del violino di Nicola Lyons, del clog dancing e del mandolino virtuosistico di Michael Giverin, esaltati al massimo dai suoni del pianoforte di Jim Molyneux e dalle percussioni di Dan Day. Il risultato è una fusione tra jazz, folk e sonorità latine particolarmente travolgente e mai scontata, come testimoniato dall’ultimo lavoro discografico pubblicato in occasione dei 10 anni della band, “X” e dai precedenti dischi, “Fuel” (2016), “Heart & Home” (2013) e “Chronicles” (2010).

Il secondo appuntamento vede in scena sabato 17 febbraio l’incontro tra musica araba e la tradizione spagnola con l’esibizione di Hamid Akhbar Arab Flamenco. Originario di Chefchaouen (Marocco), Akhbar vanta prestigiose collaborazioni artistiche, su tutte quelle con Paco de Lucía, José Mercé, Ana Reverte e Carmen Linares. Grazie alla versatilità e alla bellezza della sua voce, ha vinto numerosi premi e partecipato a festival internazionali. Puntando sempre a diffondere la ricchezza della musica tradizionale Al-Andalus, ovvero l’abbraccio tra le sonorità arabo-andalusa e il flamenco.
Il 3 marzo, invece, direttamente da Buenos Aires arrivano la cantante Mariel Martinez e il collaudato Fabian Carbone Ensemble. Con 6 album all’attivo – prodotti dal famoso producer e compositore Litto Nebbia e registrati in Argentina, Francia e Spagna per la label Melopea – il gruppo presenta una interessante rielaborazione di tango e omaggi ai maestri della tradizione sudamericana, in particolare Anibal “Pichuco” Troilo.

Per la serata conclusiva del Vo’ on the Folks 2018, come sempre, spazio all’Irish music con un doppio concerto che cade proprio nel giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda (17 marzo). In scena il Folk Studio – gruppo vicentino che si ispira alla musica celtica, alle ballate irlandesi, bretoni, scozzesi, nonché ai ritmi più incalzanti e gioiosi delle danze tipiche – che aprirà lo show degli irlandesi Sirmione. Il trio composto dall’arpista e cantante Deirdre Granville e da due terzi dei mitici Kern, ovevro Brendan McCreanor (piper che ha lavorato a lungo sia nella musica tradizionale che in progetti di crossover contemporanei) e Barry Kieran, violinista del Leinster, che ha approfondito lo stile puro di Oriel.

Info e prenotazioni:
Sala della Comunità – via Carbonara,28 – Brendola (VI) – tel. e fax 0444 401132
www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com
Prenotazioni con pagamento on-line o presso filiali Cassa Rurale di Brendola: Biglietto intero 14€.
Prenotazioni senza pagamento on-line e pagamento in Sala: Biglietto intero 15€.

Sanremo 2018: Baglioni annuncia un Festival purista e popolar-nazionale

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Un Festival di Sanremo purista e non populista è quello che si terrà a Sanremo dal 6 al 10 febbraio 2018 in onda su Rai Uno. Per l’edizione numero 68, Claudio Baglioni direttore, autodefinitosi dittatore della kermesse, sceglie un’intelaiatura fissa, solida e impossibile da scalfire: la canzone italiana sarà infatti, forse finalmente, al centro della scena. Al suo fianco, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino che si avvicenderanno in una conduzione di gruppo senza prime donne.

Fa riflettere l’intento, ampiamente dichiarato, di riportare la melodia Made in Italy al centro della scena. No agli scimmiottamenti, no alle brutte copie dei successi d’oltreoceano anche se la nota stonata c’è. Scegliere di imporre ai cantanti ospiti di “cantare qualcosa di matrice italiana” non sembra un’idea vincente per i più disparati motivi. Il focus sulla canzone italiana è sacrosanto ma il troppo, come sempre, rischia di stroppiare, e pure parecchio.

Sanremo 2018

Sanremo 2018

Un festival popolar-nazionale, dunque, è quello che Baglioni sta mettendo in piedi. Cinque serate che daranno tanto spazio ai 28 brani in gara che, quest’anno, dureranno ben 4 minuti ciascuno. No alle eliminazioni e alle cover, no ai cantanti freschi di talent show, no alle star di Hollywood. Insomma Baglioni ha fatto diversi tagli col passato, ha abbracciato a pieno titolo il ruolo di timoniere, ha voluto definire in modo marcato un’impronta purista, forse arcaica e non troppo conscia del potenziale dettato dai gusti del pubblico più giovane, ma bisogna riconoscere che la sua, anche se solo sulla carta, è già un’impresa: recuperare la tradizione della musica popolare italiana che, negli anni d’oro ha saputo fare davvero la differenza.

Raffaella Sbrescia

X Factor 11: l’Italia premia il bel canto di Lorenzo Licitra. E lo spazio al nuovo dov’è rimasto?

I Finalisti di X Factor

I Finalisti di X Factor

“X Factor è un programma arrogante che non ha paura di provarci, di osare”. Alessandro Cattelan dixit. Alla luce della vittoria di Lorenzo Licitra, tenore ragusano, portato al traguardo dal giudice degli over Mara Maionchi, pare evidente che il pubblico abbia clamorosamente smentito queste parole. L’Italia è e resterà il paese del bel canto. Se l’obiettivo di X Factor è creare mercato discografico, stando alle parole di Nils Hartmann, allora c’è da dire che le aspettative sono tutt’altro che rosee. Malgrado il disco d’oro conquistato dai mancati vincitori Maneskin, l’inedito di Licitra, “In the name of Love” puzza di stantio. Roba vecchia, sentita e strasentita che non aggiunge e non toglie nulla a quanto ci sia in giro dal 2010 ad oggi. La cifra stilistica proposta dal tenore rientra nel calderone pop che la gente apprezza e dimentica con uno schiocco di dita.

Un altro aspetto importante da sottolineare è che il pubblico di X Factor, pretenzioso e spesso incompetente, non è un pubblico fidelizzato al programma. Ieri sera Licitra ha fatto del suo meglio, il suo medley ha fatto la differenza, la potenza della sua voce ha fatto la differenza ma se vogliamo guardare alla totalità del percorso non si possono ignorare le qualità dei giovanissimi Maneskin e la meritata rinascita di Enrico Nigiotti. Il pubblico però ha notato e premiato solo le esibizioni andate in scena sul palco del Mediolanum Forum di Milano e ha ignorato la fame di riscatto di Enrico e la fame di concedersi dei Maneskin.

Sarà vero che la grande macchina produttiva di Sky e il genio di Luca Tomassini hanno cercato di veicolare delle immagini ben definite di ciascun finalista ma è altrettanto vero che questo risultato mette in risalto la vocalità di un interprete e non valorizza l’essenza di un percorso artistico piu strutturato.

Se a questo aggiungiamo una giuria quanto mai scialba e debole, c’è da dire che i momenti di noia non sono assolutamente mancati.

Lo scintillio è d’obbligo, per imporsi all’attenzione del popolo italiano e non a quei 2-3 milioni di abbonati, questo talent deve ottimizzare le risorse, deve puntare sul nuovo, sul particolare, sull’originale, sul mai visto.

Bisognerebbe dare più spazio ai cantautori, a gente che si autoproduce e che conosce a fondo il mestiere.
Tutti dicono che X-Factor rappresenta un trampolino di lancio ma dopo 11 edizioni sappiamo bene che non è vero. Invece di buttare via tempo e soldi, ci vorrebbe proprio l’arroganza di dire: «Sapete che c’è? Adesso cambiamo le carte in tavola e vi facciamo conoscere qualcuno di interessante e di cui vi ricorderete il nome anche tra un anno».

Raffaella Sbrescia

Urban Strangers: in arrivo un concerto al MEMO di Milano

Urban Strangers

Urban Strangers

Pop, rap, rock e soul si incontrano e si fondono nella miscela musicale degli Urban Strangers. I talenti più inesplorati e promettenti usciti dalla fucina di X Factor. Alla luce dell’interessante formula proposta nel loro album “Detachment”, il duo composto da Gennaro Raia e Alex Iodice, sarà in concerto a Milano il prossimo venerdì 8 dicembre per un concerto- evento organizzato da All Music Italia in collaborazione con Casa Lavica e Make It.  Esattamente come su supporto discografico, anche il live sarà all’insegna della sperimentazione elettropop in cui il suono accompagna perfettamente i testi che parlano del distacco, fisico e psicologico. I due ragazzi saranno accompagnati da Giuseppe Conte (in arte Pleiam) e Raffaele “Rufus” Ferrante (già produttore di Detachment).

I BIGLIETTI SONO IN PREVENDITA al seguente link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-urban-strangers-live-milano-39665650027

MEMO MUSIC CLUB

Via Ortigara, 31

h. 21.00

https://www.facebook.com/UrbanStrangersOfficial/

https://www.instagram.com/urbanstrangers/

https://twitter.com/Urban_Strangers

L’elogio dell’errore: l’esordio musicale di Pietro Saino

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“L’elogio dell’errore” è l’esordio discografico del cantautore milanese Pietro Saino. Conosciuto come autore per “Buona la prima”, programma con Ale e Franz, “Colorado” e “Zelig”. Pietro Saino negli anni si è cimentato in molte esperienze professionali che lo hanno portato ad approfondire la curiosità che nutre nei confronti dell’interiorità umana e della creatività: docente per tre anni in un istituto Enaip, curatore della rassegna Cinematografica dell’azienda Ospedaliera di Legnano, Art Director per un accessorio di alta visibilità, aiuto regista, organizzatore di eventi roadshow, vicedirettore in un college inglese e Group Leader per ragazzi in vacanze studio all’estero, Pietro Saino si affaccia alla musica con un singolo che farà da apripista all’ album di prossima uscita “Canzoni sovrappensiero” – promosso da v(ERBA)volant ufficio stampa e distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records, con sede ad Alghero (SS) ma operativa sull’intero territorio nazionale unisce pop e funk alla vena cantautorale.

Nelle parole dell’autore il singolo è << un pezzo energico, festoso e “catartico” che celebra proprio l’errore (…) un monito ad accettarci nella nostra parte meno “vincente”, un vero atto di audacia, mostrandoci per quello che siamo e non per quello che vorremmo essere, come invece spesso accade sui social network>>. Così le volute stonature, appositamente inserite nella parte centrale dell’assolo e nel finale del pezzo, si fanno tributo all’imperfezione umana, troppo spesso scotomizzata, regalandoci-pur senza didascalismi-una preziosa lectio vitae sulla tolstoiana energia dell’errore.

Dal 15 settembre è  online anche il videoclip ufficiale del brano, per la regia di Miriam Gregorio.

All you need is Live? Se sì, vieni alla festa di Radio Popolare al Carroponte

CarroPonte-2017- Radio Popolare

CarroPonte-2017- Radio Popolare

Si avvicina la chiusura del Carroponte, una delle ormai irrinunciabili rassegne dell’estate milanese. Per concludere la stagione in bellezza, venerdì 8 settembre sì terrà la seconda edizione di “All You Need Is Live”, la festa-concerto di Radio Popolare. La serata si prospetta davvero ricca e variegata, in programma ci sono infatti ben 4 live con altrettanti grandi protagonisti. In scena troveremo il rapper Tommy Kuti, il bravissimo cantautore Diodato, Bombino il chitarrista touareg e, per concludere, Le Luci Della Centrale Elettrica di Vasco Brondi. Un vero e proprio minifestival per dare spazio ai generi più disparati, gli stessi in cui Radio Popolare ha creduto per tutto l’anno. Artisti non mainstream ma dotati di anima e attenzione ai dettagli delle parole nonché alle sfumature della musica. La stessa che Radio Popolare mette nel proprio palinsesto e, dal prossimo, anche nell’ottimizzazione dei propri spazi. Sì perché una delle nuove sfide della storica emittente sarà proprio quella di trasformare la propria sede in un vero e proprio polo culturale multifunzionale: oltre ai ben noti concerti, ci saranno infatti presentazioni di libri, dischi, mostre pittoriche e fotografiche. Le ambizioni non mancano, non resta che andare tutti al Carroponte e festeggiare insieme l’inizio di una nuova stagione all’insegna della conoscenza e del divertimento intelligente.

 Raffaella Sbrescia

Il primo concerto inizierà alle 19.30! Biglietti in prevendita online su MailTicket e su VivaTicket e nelle rivendite autorizzate. I diversamente abili entrano gratis, e anche il loro accompagnatore.

Biglietti per i bambini:

tra gli 0 e i 9 anni entrano gratis
tra i 10 e i 15 anni pagano 10€
dai 16 anni biglietto intero
La biglietteria al Carroponte aprirà alle 18.00

Mick Jagger fa il punto con 2 brani inediti a 74 anni suonati. Il suo rock è ancora un trip

Mick Jagger

Mick Jagger

MICK JAGGER, 74 anni compiuti ieri, manda oggi un messaggio alla nazione attraverso due brani inediti disponibili da mezzanotte negli store digitali di tutto il mondo: “Gotta Get A Grip” e “England Lost”, il suo modo di rispondere a quella che lui chiama “l’epoca di confusione e frustrazione che stiamo vivendo”.

I due brani sono disponibili nei seguenti formati:

  • Vinile Double A side limited edition 12” (che contiene le due tracce inedite)
  • CD (che contiene le due tracce inedite)
  • digital download e Servizi di streaming dove sono disponibili le due tracce più i seguenti remix e featuring:

 

  1. England Lost featuring Skepta
  2. Gotta Get A Grip (Seeb Remix)
  3. Gotta Get A Grip (Kevin Parker Remix)
  4. Gotta Get A Grip (Alok Remix)
  5. Gotta Get A Grip (Matt Clifford Remix)

Sono già online i due video che accompagnano due brani:

  • Gotta Get A Grip” con Video diretto da Saam Farahmand, starring Jemima Kirke

Visibile su: http://vevo.ly/REObT2

  • England Lost” con Video diretto da Saam Farahmand, starring Luke Evans

Visibile su: http://vevo.ly/Rf3uoa

Mick ha dichiarato che le due tracce sono il risultato “dell’ansia e la consapevolezza di non conoscere il cambiamento politico in atto”. Jagger esprime un pungente commento personale che va a toccare tutto, da aggressivi cicli di notizie, alle persone che detengono il potere, il tutto accompagnato da chitarre roboanti e ritmiche enfatiche.

England Lost” ci riporta ad una partita di calcio alla quale Jagger ha presenziato, ricordo che usa come analogia di un paese che si trova a un bivio politico.

Si tratta di una squadra di calcio inglese che sta perdendo. Tuttavia, mentre scrivevo il titolo sapevo che la canzone sarebbe stata più di questo. Parla della consapevolezza di vivere un momento molto difficile della nostra storia. Parla della consapevolezza di non sapere dove ci troviamo e della sensazione di insicurezza; mi sentivo nella medesima maniera mentre scrivevo il testo della canzone. Ovviamente le parole sono scandite da una grande quantità di umorismo perché non amo nulla di troppo eccessivo, tuttavia non manca il senso di vulnerabilità caratteristico della nostra situazione come nazione.”

Mentre componevo “England Lost”, immaginavo di collaborare al brano con un rapper britannico … Skepta è arrivato al momento giusto e mi sono innamorato fin da subito del suo lavoro”.

In “Gotta Get A Grip” restiamo accanto a Mick mentre mastica e sputa fuori nella sua maniera ribelle i problemi derivanti dalla guerra e dagli scandali politici.

Questo brano fa da colonna sonora ad un momento storico che solo Jagger sa esprimere in modo distruttivo e provocatorio con un sound elettrico.

 Video: Gotta get a Grip

Il messaggio cruciale del brano – racconta Jagger - penso che sia nonostante tutto quello che sta succedendo devi prendere in mano la tua vita, essere te stesso e cercare di creare il tuo destino.”

 

Per quanto riguarda il clima politico:

Abbiamo chiaramente innumerevoli problemi… Quindi sono politicamente ottimista?…No.”

Riguardo ai due singoli:

Ho iniziato a scrivere i due brani ad Aprile e ho voluto che fossero pubblicati subito. Fare un intero album necessita spesso di molto tempo e sono anche lunghe le tempistiche di post produzione in vista delle uscite globali previste dalle case discografiche. È rigenerante esprimersi artisticamente in forme diverse e mi sento di vivere un sottile ritorno al passato, quando potevamo essere più liberi e registrare senza pensieri o strategie. Per la pubblicazione dei due brani non avevo intenzione di aspettare fino all’anno prossimo perché non volevo che perdessero il loro impatto intrinseco e di significato”.

 

Infine Jagger racconta cosa sta ascoltando al momento:

Setaccio molta musica online e perfino i più giovani della mia famiglia continuano costantemente a farmi sentire musica nuova, quindi quando ci vediamo ascolto qualsiasi cosa.

Ascolto molto R&B, pop e mix tra vecchio e nuovo e dopodiché, come tutti quanti, creo le mie playlists personali.

Le ultime cose che ho aggiunto sono Kendrick Lamar, Skepta, Mozart, Howlin’ Wolf, Tame Impala, tracce oscure di Prince e classici brani soul dei The Valentine Brothers.

Mi piace davvero tanto Kendrick Lamar, in quanto anche lui parla del discontento generale e riesce, con le sue parole, a raccontare il nostro tempo. Ho pensato che il suo lavoro, insieme a quello che sta facendo Skepta, siano progetti molto interessanti capaci di centrare il punto.”

Pomigliano Jazz Festival: la musica di qualità a portata di tutti. Ecco il programma

Rava-Herbert-Guidi @Pomigliano Jazz Festival

Rava-Herbert-Guidi @Pomigliano Jazz Festival

Comincia oggi e continuerà fino al 6 agosto la XXII edizione del Pomigliano Jazz in Campania, nella ormai consueta formula itinerante che, oltre a Pomigliano d’Arco – città che ha dato i natali al festival nel 1996 – toccherà vari comuni del vesuviano e dell’alto nolano, coniugando musica, arte e valorizzazione del territorio.

L’edizione 2017 del festival ideato e diretto da Onofrio Piccolo si annuncia ricca di concerti esclusivi, progetti inediti e produzioni originali e avrà nel Vesuvio la location ideale e fortemente simbolica per i concerti d’apertura e chiusura.

Nella serata inaugurale di stasera ai conetti vulcanici del Carcavone, a Pollena Trocchia, sul versante settentrionale del Monte Somma il trio di Enrico RavaMatthew Herbert e Giovanni Guidip resenta il suo imprevedibile set fatto di elettronica, jazz e improvvisazione. In quella conclusiva, invece, Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura presenteranno sulla vetta del vulcano più famoso al mondo – a quota 1200 metri, sull’orlo del cratere del Gran Cono – “Vesuvio in Maggiore”, progetto concepito appositamente per il luogo, fortemente evocativo, che ospita la performance acustica al tramonto.

 

Al compositore, dj e producer Matthew Herbert è stata assegnata dalla direzione artistica la carta bianca di Pomigliano Jazz, riconoscimento simbolico che annualmente viene conferito ad un musicista che ha così l’opportunità di realizzare concerti esclusivi, creati ad hoc per il festival.  Oltre al concerto con Rava e Guidi, infatti, Herbert si esibirà al Parco delle Acque di Pomigliano d’Arco con un dj set che definire imprevedibile/indecifrabile è poco, sabato 29 luglio, anticipato dalle “rapsodie electrofisiche” del trio Loredana AntonelliMarco Messina e Sacha Ricci, con ospite Gianni Valentino. Domenica 30, invece, l’eclettico artista inglese dividerà il palco con l’Orchestra Napoletana di Jazz, ensemble diretto da Mario Raja che riunisce alcuni tra i migliori jazzisti campani, anche in questo caso proponendo una scaletta e un repertorio completamente inedito.

Il mese di agosto si aprirà con due grandi nomi del jazz statunitense: il 2 è atteso nelle suggestive Basiliche Paleocristiane di Cimitile il Robert Glasper Experiment, formazione guidata dal pianista texano, vincitore di 2 Grammy Awards e autore delle musiche originali per il film “Miles Ahead” diretto da Don Cheadle, che racconta la vita e il genio di Miles Davis. Ad accompagnare Glasper sul palco del Pomigliano Jazz nell’ultima tappa del suo tour italiano, ci saranno Casey Benjamin (sax e vocoder), Mark Colenburg  (batteria), Burniss Traviss II (basso) e Mike Severson (chitarra). Il quintetto presenterà dal vivo l’ultimo lavoro discografico “ArtScience”,  interessante incrocio tra black music, soul, jazz e r&b (biglietti: 20 euro). Giovedì 3 agosto, invece, arriva per la prima volta in Campania e in esclusiva per il sud Italia Gregory Porter. Il cantante californiano, vincitore del Grammy Awards per l’ultimo lavoro discografico “Take me to the alley” (Blue Note), che si è imposto nella categoria “Best Vocal Jazz Album”, si esibirà all’Anfiteatro Romano di Avella. Reduce dai sold out alla Royal Albert Hall di Londra e all’Olympia di Parigi, ha trovato una sua via per portare il jazz al grande pubblico, grazie a un talento indiscutibile, una straordinaria voce baritonale e un’irresistibile carica comunicativa (biglietti 25 euro platea, 15 euro galleria).

In cartellone anche  il pianista e compositore spagnolo Chano Dominguez, in scena con il Flamenco Quartet tra jazz, tradizioni andaluse e danza, nella sua unica data italiana; il quintetto di Alessandro Tedesco e Pino Melfi con ospite la cantante Ileana Mottola che presenta l’ultimo lavoro “Jack&Rozz”, ovvero i classici del rock riletti in chiave jazz; l’inedito concerto di Enrico Pieranunzi con due sassofonisti, Marco Zurzolo e Rosario Giuliani; l’anteprima live del progetto che riunisce tre esploratori del suono come Gianluca PetrellaEivind Aarset e Michele Rabbia, che porterà nei prossimi mesi alla pubblicazione di un disco per la ECM. E ancora, l’anteprima del nuovo lavoro del batterista Leonardo De Lorenzo dal titolo “The Ugly Duckling”; l’omaggio a Carlo Gesualdo del quintetto di Francesco D’Errico, con la nuova produzione di Itinera(etichetta discografica di Pomigliano Jazz) presentata in anteprima al festival e l’introspettivo piano solo del pianista e compositore Francesco Nastro

Oltre ai concerti, in programma itinerari turistici e visite guidate, i seminari di guida all’ascolto del jazz, lo spettacolo per i bambini a cura de I Teatrini per la regia di Giovanna Facciolo, dal titolo “Gli alberi di Pinocchio…Jazz” e la mostra itinerante “Storie di jazz“, ulteriormente ampliata con una sezione dedicata alla cover art e alle grandi copertine che hanno fatto la storia della musica afroamericana.

Anche quest’anno, inoltre, si rinnova l’impegno del Green Jazz per un festival a impatto zero, con una serie di comportamenti e di accorgimenti per limitare le emissioni di CO2, adottando la filosofia del car pooling (partner ufficiale è iGoOn), invitando al riuso e al risparmio energetico, valorizzando l’agricoltura del territorio e promuovendo l’ecoturismo. Il tutto, mettendo in rete una serie di partner istituzionali, a cominciare dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, che abbraccia la grande area dei comuni del festival, il Consorzio Comieco e Legambiente Campania. Con Note di Gusto, invece, ritorna puntuale l’appuntamento con il buon cibo, che anche in questa edizione mette insieme le tante, diverse, energie della Comunità del Territorio del Vesuvio. Ad ogni concerto, infatti, gli agricoltori campani proporranno i loro prodotti, che saranno ‘interpretati’ da cuochi e pizzaioli del circuito Slow Food Vesuvio e Agro Nolano. L’immagine e la grafica 2017 del festival è tratta da un’opera dell’artista napoletano Salvatore Ravo.

Tutti gli eventi in programma sono ad ingresso gratuito ad eccezione dei concerti di Robert Glasper, Gregory Porter e Fresu/Di Bonaventura sul Vesuvio (info prevendita: www.azzurroservice.it - tel. 081 5934001). Per info sul festival e sulle attività della Fondazione Pomigliano Jazz:www.pomiglianojazz.com.

 

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