Contaminazioni: la Scuola Popolare di Musica di Testaccio sposa la tradizione con il futuro. L’intervista a Franca Renzini

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio presenta la 12° rassegna di concerti  Contaminazioni. L’edizione del 2014 sta spostando la sua attenzione anche alle musiche del centro Italia con il gruppo umbro dei Sonidumbra e il gruppo marchigiano Lu Trainanà, entrambi molto attivi sia nelle rispettive regioni che in tutto il territorio nazionale. Altri graditi ospiti di questa edizione sono stati i Parafonè. Ultimo incontro con l’OrchestraBottoni e i suoi organetti, capitanati da Alessandro D’Alessandro, in un viaggio tra la tradizione mediterranea e l’etnojazz. Questi interessanti esperimenti musicali rappresentano  un terreno fertile su cui la scuola ama confrontarsi. A parlarci della rassegna e di tutte le attività della scuola è il Direttore Artistico Franca Renzini.

La rassegna “Contaminazioni” giunge alla sua dodicesima edizione. Quali sono gli obiettivi di quest’anno?

Contaminazioni non prevede obiettivi, si tratta più di una sorta di check up, un modo piacevole per scoprire dove sta andando la musica popolare. Uno sguardo curioso sulle possibili trasformazioni e interazioni.

Pensando a quanto fatto fino ad oggi, cosa rappresenta il punto di forza di questo nuovo appuntamento musicale e culturale?

L’appuntamento di quest’anno sposta la sua attenzione anche alla musica del centro Italia, forse un po’ meno frequentata nelle ultime edizioni di Contaminazioni. Probabilmente il prossimo anno esploreremo anche il nord!

Commistioni di generi e sperimentazioni a partire da una comune matrice popolare tradizionale popolano i concerti di quest’anno, qual è l’area musicale su cui si concentra il palinsesto?

Se per area musicale intendiamo intendiamo l’area geografica stiamo spaziando dal sud con i calabresi Parafonè alle Marche con Lu Trainanà. Se intendiamo il genere, ovviamente restiamo nell’area popolare e quest’anno non avremo incursioni di nessun tipo né jazz o rock, tanto per fare un esempio. Potremo definire uno sconfinamento  verso la “musica d’autore”, anche se le definizioni spesso risultano un po’ strette…

Cosa ha offerto al pubblico workshop dedicato ai canti umbri di Barbara Bucci?

Il workshop con Barbara Bucci ha previsto una parte teorica sulla polivocalità nei repertori tradizionali umbri e cioè i canti alla mietitora, a malloppo, i vatocchi…tutti canti ormai non più in uso e che rischierebbero di perdersi. Durante il workshop ne sono stati esaminati alcuni, eseguiti  a due voci dai partecipanti.

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Ci parla delle forme polivocali umbre e di un loro possibile utilizzo?

Come dicevamo questi canti sono qualcosa che ci resta ma che ormai non è più legato alla funzione, come per esempio alla mietitura, e quindi si vanno perdendo. Sono forme bivocali che hanno dei forti legami con le prime forme di discanto medievale e spesso l’armonia non è tonale. I Sonidumbra utilizzano  queste forme di espressione nel loro repertorio concertistico con delle voci bellissime e intense inserendoli tra un saltarello, una ballata o un brano originale con una fluidità imprevedibile permettendo a chi ascolta di riassaporare i suoni di un tipo di cultura che va scomparendo.

Come si può progettare il futuro senza dimenticare le radici, la storia, il patrimonio del passato?

Il patrimonio del passato è quello che ci resta delle vite già vissute. Qualcosa di cui a volte non abbiamo coscienza ma che appartiene a tutto quello che facciamo o che siamo. A un gesto, un modo di sentire, a una melodia che ci colpisce e non sappiamo perché, a un desiderio per qualcosa che non abbiamo vissuto, di cui forse abbiamo solo sentito parlare ma che era il quotidiano dei nostri genitori, dei nostri nonni e ancora più indietro e che ha determinato quello che ora siamo. Diverso e lontano ma anche così vicino. Parte della terra e delle stagioni che sono ancora parte della nostra vita. Ecco, la musica e il ballo sono modi per non dimenticare il patrimonio del passato; essi  veicolano storie, pensieri, desideri e aspettative. Sono l’anello di collegamento tra passato e futuro, oltre che una fonte di piacere e di divertimento!

Cosa proporranno al pubblico i marchigiani “Lu Trainarà”?

I ragazzi de Lu Trainanà proporranno il loro repertorio di brani a ballo (soprattutto saltarelli), canti di questua, storie d’amore e stornelli a tempo di saltarello. Nel pomeriggio prima del concerto sarà possibile partecipare a una serie di incontri: sul tamburello marchigiano, sugli stornelli, sull’organetto e uno sui balli popolare marchigiani.

E “L’Orchestra Bottoni”?

L’Orchestra Bottoni è un’orchestra di organetti con una batteria percussiva e una voce. Il repertorio spazia dalla tradizione all’etno jazz. Di tutta la rassegna sono forse i più contaminati perché toccano più stili: classico, contemporaneo, funky, reggae, afrobeat…

Quali sono le attività quotidiane della Scuola di musica di Testaccio?

La Scuola Popolare di Musica di Testaccio svolge una densa attività di alfabetizzazione. Ogni giorno è previsto almeno un corso di teoria musicale (introduzione alla musica) o di solfeggio ritmico (esercitazioni ritmiche). Sono previsti  anche corsi di ascolto guidato e soprattutto laboratori di musica insieme che sono moltissimi e a vari livelli. Chiunque studia uno strumento può trovare spazio per suonare con gli altri nelle varie orchestre, nei laboratori di improvvisazione jazz, nei gruppi di musica da camera…dalle 10,00 di mattina a mezzanotte!

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Parafonè @ Scuola Popolare di Musica di Testaccio

Quanto e come coinvolgete i giovani nei vostri progetti?

La Scuola coinvolge  i giovani non appena sono in grado di suonare uno strumento. E per giovani intendiamo anche i bambini! Infatti abbiamo un’orchestra di musica insieme che li vede coinvolti dai 7 anni in poi. Per i ragazzi dai 14 anni sono previste più situazioni: l’orchestra under 18, i piccoli gruppi di improvvisazione jazz, effetto gruppo (completamente virato al rock), front line (gruppo che si occupa di jazz) e comunque quando sono più grandi cominciano a “mischiarsi” con gli adulti e così vengono coinvolti nelle bande, nelle big band e così via. La scuola è aperta a tutti, dai 3 anni in su…

Quali saranno i prossimi eventi in programma? Ci saranno iniziative simili o con contenuti differenti? 

Oltre a Contaminazioni la scuola prevede un fitto calendario di incontri e concerti. Si parte dal concerto di apertura in un teatro di Roma, una specie festa di inizio anno. Poi si alternano le varie rassegne con programmi molto diversi tra loro, a testimoniare le varie anime che convivono all’interno della scuola. Così troviamo lo spazio Freon con una serie di incontri e concerti dedicati alla musica contemporanea. Testaccio classica, già ben definita dal titolo…il SAT che è lo Spazio Aperto Testaccio e cioè uno spazio mensile dove si convogliano i progetti originali degli allievi ma anche degli insegnanti  o degli amici. Una sorta di festa-concerto conviviale. La rassegna Musica & Musica ospita invece progetti di stampo Jazz, Rock ed anche sperimentazione. I concerti per bambini (in genere a febbraio) sono pensati per il pubblico dei piccoli e il genere è abbastanza vario. Rimane poi l’imprevisto e la possibilità di ospitare altre nuove idee nel corso dell’anno e ampliare così la possibilità di ascoltare con piacere sempre nuova musica!

Raffaella Sbrescia

 

Napoli Dea Madre: gran finale con Fiorenza Calogero

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

Si è appena conclusa l’edizione di “Napoli Dea Madre” il progetto interculturale presentato dal Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania e ideato dall’associazione Antares, con il sostegno del Ministero per lo sviluppo economico, dell’Unesco, della Regione Campania e del Comune di Napoli. Mattatrice dell’atteso concerto, Fiorenza Calogero, una delle voci più apprezzate all’interno della tradizione del canto melodico. Al centro del  ventennale percorso dell’artista tre elementi chiave: tradizione, essenzialità e ricerca, tutti presupposti imprescindibili di un’intenzione comunicativa intensa e particolareggiate, che ha come fine quello di toccare le corde del cuore.  Ritmo, emozione, passione ed energia sono stati i punti cardine di una scaletta principalmente incentrata sui grandi successi del repertorio classico napoletano: “Tutt ‘e sere”, “Era de maggio”, “Lu cardillo”, “Voce ‘e notte”, “Tammurriata nera”, “La rumba degli scugnizzi”. Spazio anche alle contaminazioni sonore e alla poesia di Viviani per una performance coinvolgente ed appassionata.

Fotogallery a cura di: Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Enzo Avitabile in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

Fiorenza Calogero in "Napoli Dea Madre" Ph Luigi Maffettone

Fiorenza Calogero in “Napoli Dea Madre” Ph Luigi Maffettone

 

 

 

Amal Murkus live: Napoli Dea Madre all’insegna della pace e della fratellanza

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Continua il viaggio sonoro di “Napoli Dea Madre”, il progetto musicale coordinato da Fiorenza Calogero nell’ambito del Forum Universale delle culture e ideato dall’associazione Antares con il sostegno del Ministero per lo sviluppo economico, dell’Unesco, della Regione Campania e del Comune di Napoli. A scaldare il palco del Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli, nel corso del concerto tenutosi lo scorso 10 novembre, l’artista palestinese Amal Murkus. Attivista e simbolo di un canto pacifista, radicale, suadente e materno, Amal ha presentato un concerto incentrato sulla tradizione mediterranea ed il tipico e folklore palestinese.

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Attraverso un fitto percorso tra i titoli degli album “Shauq”, “Baghani (I Sing)” e l’omonimo “Amal”, la cantante, che ha avuto diverse esperienze teatrali e cinematografiche e che ha collaborato con Robert Wyatt, Mercedes Sosa, gli Stadio, Enzo Avitabile, Noa e Joan Baez,  ha deliziato il pubblico con un mix antologico supportata da Firas Zreik (kanon), Naseem Dakwar (violino e oud),  Nizar Khater (pianoforte) e, a sorpresa, dal coinvolgente contributo di Enzo Avitabile. Con la sua voce dotata di particolare tempra e carica emotiva, Amal costruisce le sue canzoni conferendo loro un elevato contenuto socio-culturale con il dichiarato scopo di smuovere le coscienze dall’interno e, a giudicare dal riscontro del pubblico, la sua missione può considerarsi ampiamente riuscita.

Fotogallery a cura di: Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

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Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

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Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

Amal Murkus live @ Napoli Dea Madre ph Luigi Maffettone

 

 

 

 

 

 

 

 

Napoli Dea Madre: la regina del fado Cristina Branco incanta il pubblico

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: un progetto, un percorso all’insegna della bellezza, intesa nel senso più alto del termine. Tre donne, tre signore della musica, cantanti-donne e figlie di un mare-madre s’incontrano incrociando voci, sguardi, linguaggi e culture alla ricerca di una comune dimensione espressiva. Sul palco del Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli arrivano Cristina Branco [Portogallo], Amal Murkus [Palestina], Fiorenza Calogero [Italia], cantante e coordinatrice della manifestazione, con tre esclusivi concerti gratuiti organizzati nell’ambito del Forum Universale delle Culture, ideati dall’associazione Antares con il sostegno del Ministero per lo sviluppo economico, dell’Unesco, della Regione Campania e del Comune di Napoli, assecondando la radice di gea, altrimenti detta grande madre. Simbolo/culto che risale al ciclo iniziale in cui la donna, emblema della Terra poiché madre, anch’essa muore e si rigenera attraverso il passare dei mesi.

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Protagonista della prima serata, in programma lo scorso 9 novembre, è stata Cristina Branco, dea del fado contemporaneo, fiera nella ricerca di una dimensione futuribile della musica portoghese. Attraverso lo spettacolo intitolato “Idealist”, l’artista ha proposto al pubblico un viaggio sperimentale seguendo il linguaggio della tradizione, eseguito con approccio naif e audace, molto vicino alla dimensione espressiva di una jazz-singer. Senza mai rinunciare all’essenza poetica dei versi narrati sul palco, Cristina ha inserito in repertorio numerose canzoni da “Tango”, “Histórias do tempo” a “Meu Amor è Marinheiro”” e “Bomba Relógio”. Accanto alla Branco, valenti musicisti come Ricardo Dias (piano e accordion), Bernardo Couto (chitarra portoghese) e Bernardo Moreira (contrabbasso). Rispettando l’obiettivo di dare una nuova dignità alla tradizione, Cristina canta ed ipnotizza il pubblico con enfasi, dote radicale del suo lavoro, dedicando particolare attenzione a sentimenti come la sofferenza, il desiderio e l’impotenza che proviamo di fronte al destino.

Fotogallery a cura di: Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

 

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

 

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

 

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

 

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

Napoli Dea Madre: Cristina Branco live ph Luigi Maffettone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Unavantaluna: un concerto all’Auditorium di Roma per festeggiare 10 anni di note

 

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Le storie e le note dei Unavantaluna giungono sul palco dell’Auditorium Parco Della Musica di Roma. Strumenti antichi ed emozioni contemporanee si sono incrociate emozionando il pubblico durante il concerto dello scorso 7 novembre. Pietro Cernuto (voce, zampogna, friscalettu), Francesco Salvadore (voce, tamburelli), Carmelo Cacciola (voce, lauto cretese), Luca Centamore (voce, chitarre), Arnaldo Vacca (voce, percussioni) hanno, dunque, idealmente suggellato la conclusione del decimo anno di attività della compagine siciliana. Anni in cui l’estro, il carisma ed il piglio creativo dell’ensemble si sono concentrati soprattutto all’interno della tradizione della cultura musicale isolana. Le storie, i colori, le emozioni di ieri e di oggi hanno conquistato la Sala Petrassi dell’Auditorium tratteggiando paesaggi sonori ricchi di richiami dal mondo e di variegate sfumature per un risultato davvero originale e degno di attenzione.

Fotogallery a cura di: Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

Unavantaluna @ Auditorium Parco della Musica di Roma Ph Roberta Gioberti

 

 

 

 

 

 

 

 

Flamentango Project live all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La magia ipnotica e sensuale di due danze speciali come il tango ed il flamenco ha conquistato il pubblico dell’Auditorium della Musica di Rom, lo scorso 2 novembre, grazie al concerto organizzato da  Helikonia Srl e dall’Associazione Culturale Semilla. Protagonisti del palcoscenico alcuni dei migliori musicisti in circolazione come Massimo De Lorenzi (chitarra), Lucio Pozone (chitarra flamenco), Alessandra D’Andrea (flauto), Alessandro Fischione (fisarmonica e bandoneon), Giovanna Famulari, (violoncello e voce), Gabriele Gagliarini (cajon e percussioni) e Mauro Vaccarelli al basso elettrico, un ensemble davvero molto ben assortito che, spaziando tra successi storici e composizioni inedite, ha voluto dare un nuovo volto al Flamentango Project, un sogno musicale che unisce spiritualità, esperienze e sensibilità anche distanti tra loro. Ad accomunare i musicisti e gli arrangiamenti realizzati, una forte passione e l’ardente desiderio di curare artigianalmente ogni singola nota dei brani selezionati in scaletta. Il risultato, dal forte impatto emotivo, è una variegata e potente miscela musicale in grado di smuovere anche le emozioni più recondite.

Fotogallery a cura di: Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Flamentango Project @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

 

 

 

Hugh Masekela & band in concerto al Teatro Mediterraneo: gran finale per “In diverso canto”

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Grandi emozioni per l’unica data italiana che l’icona della cultura e della storia del Sudafrica Hugh Masekela ha tenuto a Napoli, lo scorso 2 Novembre, presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, per la serata conclusiva della rassegna “In Diverso Canto”, diretta da Gigi Di Luca e organizzata dal festival Ethnos e da La Bazzarra. Con lui, sul palco, la band al gran completo: Abednigo Sibongiseni Zulu al basso, Francis Fuster alle percussioni, Cameron John Ward alla chitarra, Randal Skippers alle tastiere e Lee-Roy Sauls alla batteria. Per la seconda volta in concerto in Italia, il leggendario trombettista e cantante classe 1939, vincitore di due Grammy Awards, ha incantato il pubblico con un concerto gratuito, grazie al Forum Internazionale delle culture, reinterpretando i grandi successi che, in oltre 50 anni di incredibile carriera, hanno esplorato non solo le melodie tradizionali e i ritmi africani ma anche i colori del jazz e del pop occidentale, inventando la world music.

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Pur avendo pubblicato oltre 40 album e partecipato a numerose incisioni, collaborando con grandi nomi della musica: Dizzy Gillespie, The Byrds, Fela Kuti, Marvin Gaye, Herb Alpert, Paul Simon, Stevie Wonder e Miriam Makeba, sua compagna di vita e di lotta, scomparsa nel 2008, Hugh Masekela possiede ancora il carisma, la forza e l’innata capacità creativa che da sempre caratterizza le sue composizioni sonore. Hugh ha suonato ovunque nel mondo dividendo il palco con i più grandi musicisti ma non ha mai dimenticato le sue radici,  la lotta per i diritti civili ed il suo sentirsi strumento della musica; il risultato è interamente tangibile nelle sue magistrali interpretazioni, autentico patrimonio di un’umanità in agonia.

Fotogallery a cura di: Luigi Maffettone

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & Band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & Band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

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Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

Hugh Masekela & band @ Teatro Mediterraneo Ph Luigi Maffettone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Intervista a Moni Ovadia: “L’accoglienza dell’altro rappresenta la benedizione per il futuro”.

Moni Ovadia

Moni Ovadia

Il Forum delle Culture ospiterà “Senza confini. Ebrei e zingari”, il nuovo spettacolo dell’attore teatrale, drammaturgo, scrittore e cantante Moni Ovadia, considerato uno dei massimi esponenti della cultura occidentale nel Mondo. All’interno del Festival intitolato “In diverso canto”, in programma alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il recital intende rappresentare una preziosa occasione di lotta al razzismo. In questa intervista, Moni Ovadia ha approfondito diversi aspetti legati sia alla sua prestigiosa carriera che alla sua filosofia di pensiero, su tutti la definizione di dignità.

Qualche giorno fa Lei ha tenuto una lectio magistralis presso il Museo della Scienza di Milano sul tema della dignità. Cosa ha spiegato agli studenti che l’hanno ascoltata e con quali parole definirebbe questo concetto tanto delicato?

Ho fatto un discorso articolato cercando di trattare diversi aspetti di una questione che in Italia non è stata dibattuta come, ad esempio, lo è stata in Germania. La definizione a mio parere più sintetica e folgorante appartiene allo scrittore premio Nobel Josè Saramago, che ha scritto questa cosa quando era in prigionia durante la dittatura fascista: “…non ci dicano com’è la dignità perché lo sappiamo già perché,  perfino quando sembrava non fosse altro che una parola, noi comprendevamo che si trattava della pura essenza della libertà nel suo senso più profondo. Quello che ci permette di dire, contro l’evidenza stessa dei fatti, che eravamo prigionieri eppure eravamo liberi”. Sono dunque partito da questa definizione articolando un’argomentazione ampia, una riflessione che si è concentrata sullo statuto dei diritti, soprattutto quelli sociali. In verità la dignità stessa precede i diritti. La dignità è qualcosa che l’essere umano sente prima dello Statuto di legge, lo sente in sé come assoluto, si tratta di una condizione assoluta a cui l’uomo ha di natura i requisiti per accedervi. Nel monoteismo abramitico la dignità si pronuncia con un termine che significa “onore a me stesso”, non a caso questo concetto viene espresso attraverso il fatto che ognuno è formato sull’impronta di Dio, contiene in sé una dimensione assoluta, quindi inviolabile. In Germania, dopo il nazismo, i padri costituenti tedeschi hanno capito e hanno messo la dignità in testa alla costituzione in modo assiomatico: “La dignità umana è intangibile”, “tutti gli organi dello stato devono garantire l’intangibilità della dignità umana”. Quando togli la dignità ad un uomo, lo riduci alla pura sopravvivenza, quindi ammazzarlo diventa solo un dettaglio.

Lei è il protagonista di un corto didattico sul rispetto della natura e lo sviluppo eco-compatibile . Di cosa narra questo lavoro, da chi è stato realizzato, con quali obiettivi e qual è stato il suo ruolo attivo in questo progetto?

Si tratta di un progetto molto divertente, pensato per i più piccoli, in cui interpreto la parte del professor Ottusus. In questo corto si immagina un mondo del futuro in cui non esiste più la natura, cancellata da macchine e bolle piene d’aria, perché ingombrante. Attraverso questo paradosso, Elisa Savi, ideatrice del progetto, mi cala nei panni di Ottusus per spiegare ai bambini l’evoluzione dei fatti. Essi, nella loro freschezza, rimangono stupiti dalla bellezza della natura, ormai concentrata nei musei, come un reperto del passato. Quando, infine, Ottusu fa scoprire loro un posto segreto in cui sono conservate tutte le semenze, essi riescono a rubarne qualcuna per piantare le prime piantine e restituire un futuro alla natura.

Ci parla dello spettacolo “Cabaret Yiddish”e di come esso si è evoluto nel corso degli anni?

Il mio spettacolo si è evoluto naturalmente, acquisendo nuove dinamiche, nuovi musicisti etc…Ora, per esempio, si è aggiunto un musicista rom ed è tornato il primo violinista, a questo aggiungo che il mio modo di raccontare si è arricchito grazie alla gavetta fatta e all’evoluzione del rapporto con il pubblico.  Questo è uno spettacolo che continua ad essere magicamente richiesto ed ha un clamoroso successo che stupisce anche me. Il suo segreto sta nel fascino delle prime forme di espressione teatrale in cui i commedianti arrivavano su un carro e allestivano lo spettacolo con pochi strumenti per raccontare il mondo al pubblico. Io, con questo spettacolo, sono riuscito a portare l’epopea di una grande diaspora al pubblico che, in questo modo, non solo fruisce di uno show divertente con musiche molto commoventi che toccano l’animo, ma si avvicina ad una serie di vicende che hanno segnato la storia del mondo occidentale.

Moni Ovadia

Moni Ovadia

Come e quando ha deciso di dare il via ai reading degli Scritti Corsari di Pier Paolo Pasolini? Qual è il suo rapporto con lo scrittore e poeta e in che modo ne ha interpretato l’opera?

Anche se non ho mai avuto il privilegio di incontrare Pasolini, per me è stato maestro di pensiero, di sapere, di arte. Nessuno ha saputo capire il mondo popolare, le sue immense ricchezze come Pasolini. Oggi non abbiamo nessuno che sia in grado di essere altrettanto lucido; Pasolini non è stato profeta, ha semplicemente capito quello che vedeva e che noi non vedevamo ancora ed io, quando leggo questi gli scritti Corsari, ci trovo sempre un nutrimento e penso che essi vadano letti  nelle scuole per capire. Sono testi ricchi di coraggio, lucidità e pathos come difficilmente è stato riscontrato altrove nella nostra storia nazionale.

Il prossimo 18/10 sarà a Napoli con lo spettacolo intitolato “Senza Confini. Ebrei e Zingari”, un contributo alla battaglia contro ogni razzismo. Ci descriverebbe questo spettacolo e cosa intende trasmettere al pubblico?

Anche questo spettacolo avrà una formula semplice. Ad accompagnarmi ci saranno 4 musicisti rom e 3 italiani, ci sarà una parte ebraica molto breve mentre tuto il resto dello spazio sarà dedicato alla cultura musicale rom e alla tragica e continua discriminazione a cui questo popolo è soggetto. I rom che collaborano con me sono miei amici, fratelli e collaboratori, sono in gran parte rumeni ed incarnano il senso più profondo di questo spettacolo. Il repertorio è vasto quanto le terre che i rom hanno attraversato, non c’è terra d’Europa che non abbiano calcato e trovo giusto parlare di loro per spiegare e condannare le vessazioni di ogni sorta che essi abitualmente subiscono per dimostrare anche che la nostra società non è guarita dalla bestia del razzismo.

Cosa pensa di iniziative come quella del Forum Universale delle Culture?

Iniziative come questa sono di estrema importanza perché o noi riusciremo a costruire l’accoglienza delle alterità, o ci saranno sempre guerre e violenze. Le differenze possono convivere e scambiarsi reciprocamente le rispettive ricchezze. Nel mio paese natìo in Bulgaria tre religioni hanno convissuto ed in 400 anni di convivenza non si è registrata una sola violenza; non è un caso che gli ebrei di Bulgaria sono stati salvati dal popolo bulgaro. L’accoglienza dell’altro rappresenta, dunque, la benedizione per il futuro.

Secondo lei esiste una dimensione artistica in grado di coniugare web-musica-social network e poesia?

Certo, dipende dalle capacità dell’artista…Uno dei più grandi cantori della storia italiana era Enzo Del Re, ascoltare lui cantare era come entrare nel tempo, quasi come se avesse vissuto per 2000 anni. Enzo si accompagnava soltanto con una sedia e questo testimonia che, fin quando la tecnologia non sarà in grado di superare la mente umana, l’arta sarà sempre una prerogativa legata alle singole capacità dell’artista in questione.

Raffaella Sbrescia

“In Diverso Canto”: a Napoli suoni, rituali e racconti dal mondo

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Tutto pronto per “In Diverso Canto”, la rassegna ideata e diretta da Gigi Di Luca nata dall’esperienza ventennale del festival Ethnos, organizzata da La Bazzarra e presentata dal Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania. Suoni, rituali, racconti e danze senza tempo, dall’Africa all’Asia, dal Medio Oriente ai Balcani daranno voce alle tradizioni secolari e storie di lotta, canti autentici e di rivalsa, liturgie sonore e popolari. Sono sette gli spettacoli in programma dal 12 ottobre al 2 novembre nel Villaggio del Forum presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, contenitore creato ad hoc per tracciare un ideale percorso stilistico tra musiche, culture e linguaggi apparentemente lontani. Ad inaugurare la rassegna domenica 12 ottobre all’esterno dell’Arena Flegrea (ingresso via Terracina) sarà il New Trio del compositore e pianista cubano Omar Sosa, accompagnato dal pluripremiato trombettista tedesco Joo Kraus e dal percussionista venezuelano Gustavo Ovalles. La musica del combo, sospesa tra jazz, elettronica, etnica e contemporanea, creerà un’atmosfera magica originata dall’esperienza di ciascuno dei musicisti e dall’espressione delle loro differenti radici musicali.

Cuban composer and pianist Omar Sosa.

Il 13 ottobre al Teatro Mediterraneo (ingresso piazzale Tecchio)andrà in scena Al-Kindi, uno dei migliori ensemble di musica classica araba, che accompagnerà le suggestioni dei siriani Dervisci Rotanti di Damasco in uno spettacolo evocativo e ipnotico. Una sintesi perfetta tra ricerca spirituale, danza e canto. Sabato 18 ottobre ritornerà a Napoli Moni Ovadia: il drammaturgo, scrittore e cantastorie originario di Plovdiv con la sua Stage Orchestra presenterà, sempre al Teatro Mediterraneo, il recital “Senza confini. Ebrei e zingari”. Un concerto-spettacolo fatto di racconti e sonorità klezmer, di storie rom, sinti e melodie dell’est Europa. Il giorno seguente Seun Kuti & Egypt 80 porterà sul palco allestito all’esterno dell’Arena Flegrea sonorità tipiche della più ricercata black music, fatta di ritmi incalzanti, new soul, rap, funk e testi battaglieri. Il figlio del Fela Kuti – rivoluzionario musicista e attivista nigeriano, inventore dell’afrobeat – accompagnato dai 12 musicisti della più travolgente macchina ritmica dell’Africa tropicale, presenterà l’ultimo album “A long way to the beginning”.

moni-ovadia

Moni Ovadia

Come il padre, Seun lotta con la musica per l’affermazione del proprio popolo. Lunedì 20 al Teatro Mediterraneo, invece, andrà in scena “Donne d’Oriente”. Un affascinante connubio di danza e musica nel quale Sonia Sabri, accompagnata  da Sutapa Dey e Sarvar Sabri, esplorerà le radici del kathak, una danza tradizionale che unisce elementi hindu e islamici, diffusa nell’India settentrionale tra Uttar Pradesh, Rajasthan e Madhya Pradesh. In apertura, l’esibizione del duo coreano S:um, ovvero Jiha Park (piri, saenghwang, yanggeum) e Jungmin Seo (gayageum). Il 30 ottobre Trilok Gurtu renderà omaggio a Don Cherry col suo nuovo progetto “Spellbound”Ad accompagnare il virtuoso percussionista indiano sul palco del Teatro Mediterraneo ecco Frederik Köster alla tromba, Jonathan Ihlenfeld Cuniado al basso e Tulug Tirpan al pianoforte e tastiere. Gran finale il 2 novembre con un’icona della musica sudafricana e della lotta contro l’apartheid: Hugh Masekela.

Hugh Masekela

Hugh Masekela

Il leggendario trombettista e cantante classe 1939 vincitore di due Grammy Awards, in oltre 50 anni di carriera ha esplorato le melodie tradizionali e i ritmi della sua terra riversando nella sua arte sia i colori del jazz che il pop occidentale, inventando di fatto la world music. Nella sua unica data italiana, al Teatro Mediterraneo, presenterà un live set che racchiude il meglio del suo straordinario percorso artistico che ha segnato la storia del continente nero. “In Diverso Canto” è il progetto che il festival Ethnos ha pensato per il Forum delle Culture’ sottolinea il direttore artistico Gigi Di Luca. Un attraversamento culturale che va dal Sud America al Medio Oriente passando per i Balcani, l’Asia e l’Africa. Un Unico Canto di pace intonato a più voci, con più stili e in differenti religioni. Un diverso canto per un diverso futuro d’integrazione e di unione tra i popoli.

Intervista a Cucu Diamantes: ” La mia vita tra musica e cinema”

Amor crónico

Cantante e attrice versatile, capace di passare dal pop al rock alle sonorità caraibiche, Cucu Diamantes ha collaborato con grandi nomi del panorama musicale internazionale. Il prossimo 10 ottobre l’artista sarà ospite d’eccezione durante la serata conclusiva della terza edizione di “Scoprir, mostra del cinema iberoamericano di Roma”, organizzata dal Cervantes a cura di Gianfranco Zicatelli e Jose Cantos, per presentare il film di Jorge Perugorría, “Amor crónico”, di cui Cucu è protagonista. Il progetto è, in realtà, un docu-film che segue in tour per tutta Cuba una sgargiante ed eccentrica cantante ed intreccia riprese di spettacoli dal vivo con il racconto di una storia d’amore surreale, mostrando un ritratto unico di un’artista che viaggia alla ricerca delle sue radici.

In questa intervista Cucu ha raccontato se stessa, le sue emozioni e i tanti progetti che vedono coinvolta con ruoli di primo piano.

Che cosa racconta il brano “Amor Crónico” e in che modo si lega alla trama dell’omonimo film di Jorge Perugorrìa che presenterai alla III edizione della mostra del cinema iberoamericano?

Il brano in sè parla di un amore che non vuole finire e che, con il passare del tempo, diventa “cronico” quasi come una malattia. Il titolo del film riprende il tema dell’amore inteso come sentimento rivolto al proprio paese, alla propria cultura, alle proprie radici.

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Come hai lavorato alla realizzazione di questo docu-film e cosa ha significato per te dare voce a questo omaggio alla canzone d’amore cubana?

Questo film è nato dalla mia collaborazione con il regista Jorge Perugorria (aka Pichi) ed è un omaggio rivolto non solo agli immigranti che ritornano alle proprie radici ma anche al cinema d’autore cubano e al neorealismo italiano, fonte d’ispirazione del cinema cubano degli anni ‘60.

Cosa ami in particolare della cultura musicale cubana?

 Adoro il fatto che le sonorità e i ritmi non hanno frontiere.

Tu che sei passata dal pop al rock alle sonorità caraibiche, in quale dimensione sonora ti senti più a tuo agio?

La mia voce è irrimediabilmente molto cubana.  Sono influenzata da tutta la musica in generale e mi sento a mio agio con tutte le sonorità possibili.

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Hai tante prestigiose collaborazioni all’attivo… cosa ti hanno lasciato da un punto di vista artistico?

Una delle persone più aperte e disposta a rompere le regole quando collaboriamo insieme è Carlinhos Brown, la sua allegria e la sua vena creativa mi contagiano sempre tantissimo.

Come avete costruito tu e Andres Levin il collettivo YerbaBuena, uno dei collettivi più influenti del latin fusion di New York, e quali sono i tratti che contraddistinguono la cifra stilistica di questa realtà musicale?

Andres Levin ha portato la sua esperienza come produttore musicale (Tina Turner, Chaka Khan, Aterciopelados, David Byrne, Carlinhos Brown, ecc). Insieme abbiamo individuato sia i cantanti  che i musicisti per comporre la banda. Yerba Buena si è nutrita dall’ecletticismo musicale vivente nell’isola di Manhatan.

Cucu Diamantes in una scena tratta dal film Amor Crònico

Cucu Diamantes in una scena tratta dal film Amor Crónico

Sei stata testimonial per la campagna contro la violenza sulle donne organizzata da Amnesty International, come hai interpretato questo ruolo?

La filantropia è quello che mi fa scendere dalla mia torre d’avorio e che mi arricchisce spiritualmente. Di solito sostengo ogni campagna e movimento di non violenza contro gli esseri umani, non riesco a credere che  nel 2014 nella cosiddetta “società moderna” dobbiamo ancora lottare contro questo tipo di problemi.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni in ambito musicale?

Ho appena finito di girare un altro film con la regia di Jorge Perugorria , la cui sceneggiatura è tratta dal racconto “Fatima o el Parque de la Fraternidad” di Miguel Barnet, vincitore del premio Juan Rulfo di letteratura.  Il mio personaggio  è quello di un transessuale della notte “habanera”. Per concludere, sto lavorando al mio nuovo album e sarò entusiasta di farvelo ascoltare molto presto!

Raffaella Sbrescia

Video: Amor crónico

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