Sanremo 2018: La serata dei duetti ha riportato la musica in primo piano e non sono mancate le sorprese

Diodato - Ghemon - Paci - Festival di Sanremo 2018

Diodato – Ghemon – Paci – Festival di Sanremo 2018

La serata più lunga del Festival di Sanremo, quella del venerdì, in genere dedicata alle cover, disattende sempre un po’ le aspettative. Stavolta invece no. Anzi. Lo share ha raggiunto nuovamente il 51.1%. con un ascolto medio di 10.108.000. La kermesse ha ripreso quota, in termini di qualità, proprio con la serata dei duetti che ha regalato una serie di sorprese e colpi di scena. Molte delle canzoni in gara hanno cambiato praticamente faccia, in molti casi addirittura in meglio.

La serata è iniziata con la finale delle sezione nuove proposte e ha visto la meritata vittoria di Ultimo con “Il Ballo delle incertezze”. Mirkoeilcane ha vinto il Premio della Critica Mia Martini mentre Alice Caioli si è aggiudicata il premio della sala stampa Lucio Dalla.

Tornando ai duetti, il primo in scaletta è quello di Renzo Rubino con Serena Rossi: un momento catartico in cui i due artisti sono apparsi in felice sintonia. La dimensione ideale per un brano che, a dirla tutta, avrebbe funzionato molto meglio se presentato direttamente in duo. Voto 8

Potentissimo sulla carta, improvvisato sul palco il duetto de Le Vibrazioni con Skin per “Così sbagliato”: tra i due non c’è feeling e le urla della pantera stavolta non hanno sortito l’effetto sperato. Voto 4

Forti, indipendenti, libere Noemi e Paola Turci che, per reinterpretare “Non smettere mai di cercarmi” scelgono di esibirsi suonando i rispettivi strumenti e fanno molto bene. Voto 6

Di grande spessore artistico, la combo Mario Biondi con Ana Carolina e Daniel Jobim per “Rivederti”: la testimonianza del fatto che in Italia la ricercatezza esiste, eccome. Voto 7

Tecnicamente perfetti, belli da vedere e da ascoltare Annalisa e Michele Bravi in “Il mondo prima di te”: una bella sintonia, voci intonate, duetto perfettamente riuscito. Voto 8

ll dialogo, ironico, tra Lo Stato Sociale e Paolo Rossi, con il tenero contributo de Il Piccolo Coro dell’Antoniano conferma la potenza del brano del collettivo bolognese “Una vita in vacanza”. Voto 8

Osa e sceglie di muoversi fuori dalle logiche mediatiche e di mercato Max Gazzè invitando due eccellenze del jazz italano come Rita Marcotulli al pianoforte e Roberto Gatto alla batteria. Il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” perde potenza lirica e non riesce al meglio. Voto 5

Imbarazzo per i problemi tecnici di Midge Ure, star ospite dei Decibel per duettare in “Lettera dal Duca” e omaggiare David Bowie: un momento di celebrazione di una corrente generazionale che ha fatto scuola. W la new wave. Voto 6

Sorprende la classe e la buona riuscita della combinazione artistica tra Ornella Vanoni, Bungaro, Pacifico e Alessandro Preziosi. Un classico delizioso e piacevole Voto 7

La vera sorpresa della serata è Ghemon che regala una ventata d’aria fresca al brano “Adesso” di Diodato e Roy Paci. Veramente uno dei contributi meglio riusciti della serata.

Per nulla piacevole il trio Roby Facchinetti/Riccardo Fogli/Giusy Ferrari  ne “Il segreto del tempo”. Il brano non funziona affatto. Voto 3

Cresce la struttura cosmopolita e il fascino interculturale de “Il coraggio di ogni giorno” di Enzo Avitabile/Peppe Servillo insieme a Avion Travel e Daby Tourè. Voto 6

Intenso ed emozionante il monologo di Simone Cristicchi in “Non mi avete fatto niente” con Ermal Meta e Fabrizio Moro la cui interpretazione rimane comunque la più intensa. Fabrizio vomita rabbia e fa proprio impressione sul palco. Voto 7

Preziosa Arisa che, con la sua voce, regala nuova linfa a “Eterno” di Giovanni Caccamo che si conferma un ottimo autore sebbene sia meno centrato come cantautore. Voto 5

Solitamente algida, stavolta calda e coinvolgente, Alice in “Almeno pensami” con Ron. Voto 5.5

Assolutamente fallito l’esperimento del duetto tra Red Canzian e Marco Masini per “Ognuno ha il suo racconto”: non si capisce la logica con cui è stato concepito il duo meno ancora quella con cui è stato fatto l’arrangiamento del brano. Voto 4

Coreografico, coinvolgente e suggestivo il momento dei The Kolors insieme a Tullio de Piscopo ed Enrico Nigiotti per “Frida (Mai mai mai): un trionfo di percussioni e batteria. Voto 7

Intenso e delicato il dialogo messo in piedi da Luca Barbarossa con Anna Foglietta. Incontro artistico felice e di alta scuola. Voto 7

Altra felice sorpresa il duetto tra Nina Zilli e uno dei migliori cantautori in circolazione quale è Sergio Cammariere per la bella “Senza appartenere”. Voto 7.5

Sottotono rimane il Festival di Elio e le Storie Tese nonostante il gradito ritorno dei Neri per Caso in “Arrivedorci”. Voto 4

Raffaella Sbrescia

Sanremo 2018: la terza serata vince gli ascolti ma le pecche sono comunque tante. Le pagelle

Baglioni - Negramaro

Baglioni – Negramaro

Ok, gli ascolti della terza serata del Festival di Sanremo 2018 sono da record. Uno share del 51.6 per cento sancisce il consenso degli spettatori ma, attenzione, questo dato non implica che il commento alla puntata debba essere per forza di tipo celebrativo. Anzi.
Purtroppo bisogna dirlo: questo Sanremo si sta trasformando in un concerto di Claudio Baglioni suddiviso in 5 serate. Ad intervallare le sue esibizioni, una serie di gag e scenette veramente grottesche. Su tutto spicca l’imbarazzante omaggio alle donne fatto da Michelle Hunziker e il finto malore di Memo Remigi. Non si capisce perchè si debba scimmiottare la tv del dolore in un contesto che dovrebbe proporsi come fonte di intrattenimento culturale di alto livello. Come sapete in questa sede ci si occupa del fronte musicale del festival ma certi aspetti non possono essere ignorati, da una macchina come quella sanremese ci si aspetta rispetto della storia italiana nonchè dell’impostazione culturale per cui diverse generazioni hanno lottato. Il Festival di Sanremo non è un semplice programma di intrattenimento, la kermesse è lo specchio del nostro paese e non ci può permettere di mettere in piedi certi siparietti così ridicoli e di cattivo gusto.

Dal punto di vista musicale, i momenti salienti della serata sono relativi alla buonissima esibizione dei Negramaro che hanno ricordato “Mentre tutto scorre” in versione acustica, hanno presentato il nuovo singolo “La prima volta” e hanno omaggiato Baglioni con una sentita interpretazione di “Poster” da parte dell’emozionato Guliano Sangiorgi.
Raffinato il duetto di James Taylor con Giorgia sulle note di “You’ve got a friend”. Prezioso il momento dedicato al pianista Danilo Rea e a Gino Paoli. I loro omaggi a De Andrè e Umberto Bindi sono stati molto emozionanti.

Sul fronte nuove proposte: Mudimbi (vincitore del premio Assomusica) intrattiene il pubblico con mille moine, Eva Pevarello prova a rimettere in piedi la sua carriera, Ultimo mette un’importante ipoteca sulla probabile vittoria, Leonardo Monteiro spicca con la sua voce ma l’attenzione viene irrimediabilmente distolta dal colore rosato del fondotinta con cui l’hanno truccato.

Le canzoni dei big ormai le conosciamo ma, come sempre accade, il secondo ascolto è quello che regala la possibilità di cogliere sfumature e dettagli sfuggiti in prima battuta.
Migliora l’intonazione di Giovanni Caccamo. La sua “Eterno” celebra il sentimento incondizionato in modo elegante e raffinato. Voto 6

Lo Stato Sociale è sicuramente favoritissimo, il brano “Una vita in vacanza” è furbo, il testo è grottescamente attuale e la melodia è catchy. Rimane capire come sarebbe la loro esibizione senza il fenomeno da baraccone sul palco. Voto 5

Luca Barbarossa con “Passame Er Sale” rientra in una categoria cantautorale di stampo superiore. Altra scuola, altra stoffa. (Un filino logorroico a fine esibizione) Voto 7

Stesso discorso per il duo Enzo Avitabile/Peppe Servillo: “Il coraggio di ogni giorno” mette in risalto una matrice mediterranea che profuma di magia e bellezza ma anche di quotidiana disperazione. Un regalo immeritato al pubblico generalista. Voto 8

Complimenti anche a Max Gazzè che, con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, regala nuova linfa al folklore di origini antiche. Che gioia vedere l’esaltazione della lingua italiana e dell’Orchestra Sinfonica. Un balsamo per lo spirito Voto 8

Pessima l’esibizione di Roby Facchinetti e Riccardo Fogli con “Il segreto del tempo”: non c’è chimica, non c’è intonazione, non c’è più fiato per cantare. Dopo mezzo secolo sul palco è il caso di pensare quanto possa valere ancora la pena rimanerci se non ci sono più i mezzi per farlo al meglio. Voto 3

Ermal Meta e Fabrizio Moro sono i super favoriti del Festival. Il fatto è conclamato. Di base “Non mi avete fatto niente” è un bel brano e, dopo la bagarre regolamentare, la loro interpretazione è nettamente migliorata su tutti i fronti. Voto 7

Noemi osa con il suo vestito e si conferma graffiante e determinata con “Non smettere di cercarmi”. Avanti così Voto 6

I The Kolors hanno il brano più scenografico da interpretare. Saranno un sicuro successo radiofonico anche se, a dirla tutta, il testo non si capisce neanche più di tanto. Voto 4.5

Sempre più incompreso Mario Biondi e la sua “Rivederti”. Il Festival non è assolutamente il posto giusto per la sua raffinata ricercatezza Voto 6

Raffaella Sbrescia

Al via l’edizione 2018 del Vò on the Folks. Ecco tutti i dettagli

Inizia oggi la XXIII edizione del Vo’ on the Folks. La storica rassegna musicale veneta, nata nel 1996 e diretta da Paolo Sgevano, si terrà come consuetudine alla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola (Vicenza), dal 3 febbraio al 17 marzo 2018. Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni musicali da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Quattro gli appuntamenti in programma con artisti provenienti da Inghilterra, Spagna, Marocco, Argentina, Irlanda oltre che dall’Italia.

4 square

4 square

Ad aprire le danze saranno i 4Square, giovane band di Manchester con all’attivo quattro album. I loro live si caratterizzano per l’uso simultaneo del violino di Nicola Lyons, del clog dancing e del mandolino virtuosistico di Michael Giverin, esaltati al massimo dai suoni del pianoforte di Jim Molyneux e dalle percussioni di Dan Day. Il risultato è una fusione tra jazz, folk e sonorità latine particolarmente travolgente e mai scontata, come testimoniato dall’ultimo lavoro discografico pubblicato in occasione dei 10 anni della band, “X” e dai precedenti dischi, “Fuel” (2016), “Heart & Home” (2013) e “Chronicles” (2010).

Il secondo appuntamento vede in scena sabato 17 febbraio l’incontro tra musica araba e la tradizione spagnola con l’esibizione di Hamid Akhbar Arab Flamenco. Originario di Chefchaouen (Marocco), Akhbar vanta prestigiose collaborazioni artistiche, su tutte quelle con Paco de Lucía, José Mercé, Ana Reverte e Carmen Linares. Grazie alla versatilità e alla bellezza della sua voce, ha vinto numerosi premi e partecipato a festival internazionali. Puntando sempre a diffondere la ricchezza della musica tradizionale Al-Andalus, ovvero l’abbraccio tra le sonorità arabo-andalusa e il flamenco.
Il 3 marzo, invece, direttamente da Buenos Aires arrivano la cantante Mariel Martinez e il collaudato Fabian Carbone Ensemble. Con 6 album all’attivo – prodotti dal famoso producer e compositore Litto Nebbia e registrati in Argentina, Francia e Spagna per la label Melopea – il gruppo presenta una interessante rielaborazione di tango e omaggi ai maestri della tradizione sudamericana, in particolare Anibal “Pichuco” Troilo.

Per la serata conclusiva del Vo’ on the Folks 2018, come sempre, spazio all’Irish music con un doppio concerto che cade proprio nel giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda (17 marzo). In scena il Folk Studio – gruppo vicentino che si ispira alla musica celtica, alle ballate irlandesi, bretoni, scozzesi, nonché ai ritmi più incalzanti e gioiosi delle danze tipiche – che aprirà lo show degli irlandesi Sirmione. Il trio composto dall’arpista e cantante Deirdre Granville e da due terzi dei mitici Kern, ovevro Brendan McCreanor (piper che ha lavorato a lungo sia nella musica tradizionale che in progetti di crossover contemporanei) e Barry Kieran, violinista del Leinster, che ha approfondito lo stile puro di Oriel.

Info e prenotazioni:
Sala della Comunità – via Carbonara,28 – Brendola (VI) – tel. e fax 0444 401132
www.saladellacomunita.com – info@saladellacomunita.com
Prenotazioni con pagamento on-line o presso filiali Cassa Rurale di Brendola: Biglietto intero 14€.
Prenotazioni senza pagamento on-line e pagamento in Sala: Biglietto intero 15€.

Sanremo 2018: Baglioni annuncia un Festival purista e popolar-nazionale

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Un Festival di Sanremo purista e non populista è quello che si terrà a Sanremo dal 6 al 10 febbraio 2018 in onda su Rai Uno. Per l’edizione numero 68, Claudio Baglioni direttore, autodefinitosi dittatore della kermesse, sceglie un’intelaiatura fissa, solida e impossibile da scalfire: la canzone italiana sarà infatti, forse finalmente, al centro della scena. Al suo fianco, Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino che si avvicenderanno in una conduzione di gruppo senza prime donne.

Fa riflettere l’intento, ampiamente dichiarato, di riportare la melodia Made in Italy al centro della scena. No agli scimmiottamenti, no alle brutte copie dei successi d’oltreoceano anche se la nota stonata c’è. Scegliere di imporre ai cantanti ospiti di “cantare qualcosa di matrice italiana” non sembra un’idea vincente per i più disparati motivi. Il focus sulla canzone italiana è sacrosanto ma il troppo, come sempre, rischia di stroppiare, e pure parecchio.

Sanremo 2018

Sanremo 2018

Un festival popolar-nazionale, dunque, è quello che Baglioni sta mettendo in piedi. Cinque serate che daranno tanto spazio ai 28 brani in gara che, quest’anno, dureranno ben 4 minuti ciascuno. No alle eliminazioni e alle cover, no ai cantanti freschi di talent show, no alle star di Hollywood. Insomma Baglioni ha fatto diversi tagli col passato, ha abbracciato a pieno titolo il ruolo di timoniere, ha voluto definire in modo marcato un’impronta purista, forse arcaica e non troppo conscia del potenziale dettato dai gusti del pubblico più giovane, ma bisogna riconoscere che la sua, anche se solo sulla carta, è già un’impresa: recuperare la tradizione della musica popolare italiana che, negli anni d’oro ha saputo fare davvero la differenza.

Raffaella Sbrescia

Vocalmente: dal 6 al 9 settembre il Festival Internazionale A Cappella di Fossano

vocalmenteLa quarta edizione del festival internazionale della musica corale e a cappella di Fossano è alle porte. La manifestazione quest’anno si trasferisce in piazza Castello, più precisamente nella fortezza quattrocentesca degli Acaia.

Ormai nell’establishment dei festival musicali italiani ed europei, Vocalmente torna rinnovato non solo nell’aspetto ma anche nello spirito grazie all’introduzione del modello “free entry” per i concerti: la musica a cappella esce dal teatro per abbracciare non solo il pubblico consolidato del genere ma anche un pubblico nuovo di avventori anche meno consapevoli ma comunque vogliosi di scoprire l’alchimia speciale di un concerto sole-voci.

Inoltre, a partire dal 26 Giugno, per chi preferisce assicurarsi il posto a sedere, è possibile prenotare un sedile al costo di 3 euro a serata oppure “abbonarsi” acquistando con un unico click un voucher mono-posto per tutti e quattro i concerti al costo di 12 euro. Ogni utente potrà ordinare acquistare fino 5 posti (o 5 voucher) fino ad esaurimento dei 600 allestiti nella piazza Tutti i dettagli in Italiano ahttp://www.vocalmente.net/it/informazioni/prenotazioni/ o in inglese ahttp://www.vocalmente.net/informations/reservations/

L’area sarà comunque accessibile gratuitamente, tuttavia i voucher emessi alla prenotazione, da presentare allo staff ad ogni ingresso, garantiranno ai possessore il proprio posto a sedere in platea.

Il programma:

Cluster – Italia - 6 Settembre

Postyr – Danimarca – 7 Settembre

Skety – Repubblica Ceca – 8 Settembre

Rockapella –  USA- 9 Settembre 

Per quel che riguarda il piano didattico storicamente affiancato ai concerti, l’edizione 2017 stacca dalle precedenti fermando lo storico camp per una edizione mentre la direzione artistica dei Cluster già lavora al programma formativo di Vocalmente 2018 – VOCALMENTE ACADEMY – un’offerta didattica ancora più professionalizzante articolata in masterclass, laboratori di recording e talks con i professionisti del genere a cappella che hanno raggiunto la caratura del riconoscimento internazionale.

Un’ultima novità, inoltre, per gli amanti della gastronomia: sigillata la collaborazione con il marchio  Slow Food che si occuperà in via esclusiva delle aree di ristoro interne al festival all’insegna della qualità e dell’eccellenza territoriale piemontese.

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Il MI AMI Festival fa tendenza tra il glam dei Baustelle e l’hype di Liberato

Un MI AMI FESTIVAL in linea con le tendenze è quello del 2017. Alla luce del grande affollamento registrato lo scorso 26 maggio possiamo tranquillamente affermarlo. A confermarlo le gesta dei protagonisti del palco Dr Martens. La serata è iniziata con il set di Giorgio Poi: una formazione a tre per un pop elettronico di stampo cantautorale. Interessanti le intuizioni e i richiami tra generi, glamour l’effetto vintage della voce, aderenti alla mentalità dei giovanissimi i testi. La proverbiale timidezza di Giorgio non limita l’energia di una performance in crescendo. Da tenere sotto’occhio, soprattutto dopo il successo dell’album “Fa niente”.

Baustelle live @ Circolo Magnolia - MI Ami Festival 2017

Baustelle live @ Circolo Magnolia – MI Ami Festival 2017

Alle 23.15 il main stage s’illumina della brillantezza Made in 70’s dei Baustelle. Snob, antipatici e pessimisti cosmici, secondo Bianconi. Eleganti, ispirati e dannatamente affascinanti, diciamo noi. Sì, affascinanti ma perché? Forse per un evidente contrasto che amalgama le parti: da un lato un emaciatissimo Francesco Bianconi che, nell’esprimere il suo costante disagio, mette in evidenza un animo particolarmente sensibile e insofferente, dall’altro una definitiva fioritura di Rachele Bastreghi: sempre più completa ed empatica con il pubblico. A definire i contorni di questo peculiare insieme, è una formula pop che scava a piene mani dal passato rendendolo assolutamente glamour e attuale. Un’apertura alla musica “leggera” che, in realtà, è solo apparente. Attraverso una scaletta secca e concisa, i Baustelle aprono il tour estivo mettendo in primo piano i brani tratti dall’ultimo album “L’amore e la violenza” senza tuttavia mettere da parte tutti i caposaldi della loro discografia. Non è più il momento di commuoversi nel pieno di qualche crisi di autocommiserazione, adesso è il momento di reagire, di puntare alla discontinuità previa velleità dell’istinto. Il metodo ci viene mostrato dai Baustelle che, attraverso una anticonvenzionale fusione tra sacro e profano, conservano credibilità e autorevolezza.

Video: “Tu t’è scurdat’ ‘e me’

Alle ore 1.22 della notte, il palco Dr Martens raggiunge il picco assoluto di presenze: il motivo è l’annunciato esordio live di Liberato: ormai un vero e proprio caso all’interno dello scenario musicale italiano. Dopo il grande successo di “Nove maggio” e di “Tu t’è scurdat’ ‘e me’”, l’ignoto rapper napoletano di stampo neomelodico, era tra i più attesi ospiti della giornata. Curioso constatare l’hype generato da un linguaggio, una scrittura, una mentalità che solo fino a pochi anni fa, prima del clamore generato dalla serie tv “Gomorra”, fosse relegata ai peggiori quartieri di periferia di Napoli. Di fatto, però, anche i più insospettabili fruitori di musicale del nord Italia si sono appassionati alle tematiche e al dialetto di questo artista di cui si sa sempre meno. Di fatto, a differenza di quanto ci si aspettasse, dopo l’evento al MI AMI Festival è tutto ancora più incerto. Sul palco ieri sera si sono presentati Calcutta, Izi, Priestess e Shablo. Il più credibile dei quattro si è rivelato Calcutta, quindi in molti hanno annunciato la “più grande trollata dell’anno”. La verità, però, è ben altra, i quattro artisti di chiara provenienza non campana, si sono semplicemente prestati all’interpretazione dei testi di Liberato, la cui identità non è ancora stata resa nota. Un’operazione di marketing veramente notevole, con dei numeri già importanti per un progetto appena nato che rilancia un modo di concepire la musica in maniera viscerale. Rimane ora da capire chi o cosa sia Liberato, se gli artisti che hanno partecipato al MI Ami facciano realmente parte del progetto e in che modo. Il mistero continua, intanto il boom mediatico è stato raggiunto.

Raffaella Sbrescia

“Vo’ on the Folks”: alla via l’edizione numero ventidue

Mercedes Peon

Mercedes Peon

L’Irish music di Green Donkey e The Friel Sister, la nu cumbia e le sonorità caraibiche di La Dame Blanche, la tradizione Galiziana di Mercedes Peon e quella Sefardita delle Quintana. Torna per il ventiduesimo anno consecutivo il “Vo’ on the Folks”, storica rassegna veneta diretta da Paolo Sgevano, in programma alla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola (in provincia di Vicenza), dal 4 febbraio al 18 marzo 2017. Quattro serate tra musiche e culture differenti con artisti dalla Spagna, dall’Irlanda, da Cuba, dalla Francia, dalla Repubblica Ceca oltre che dall’Italia.

Organizzato dalla Sala della Comunità di Vo’ di Brendola e Frame Evolution, in collaborazione con l’assessorato comunale alla Cultura e la Cassa Rurale e Artigiana di Brendola, il “Vo’ on the Folks” rappresenta uno spazio privilegiato per la riscoperta e la tutela di preziose tradizioni musicali da conservare e tramandare, rilette in chiave contemporanea. Come testimoniano gli ospiti che si sono esibiti in questo ventennio: Kocani Orkestar, Hevia, Enzo Avitabile, Joana Amendoeira, Tannahill Weavers, Antonella Ruggiero, Djamel Laroussi, Fiamma Fumana, Phamie Gow, Riccardo Tesi, Mairtin O’Connor, Dervishi Rotanti, Vincenzo Zitello, Motion Trio, John McSherry, Pierre Bensusan, Söndörgő, Jim Hurst solo per citarne alcuni. Fin dal 1996, Brendola – la porta dei Berici – ha legato il suo nome al folk e ai suoni del mondo, accogliendo musiche, colori, storie e culturediverse, unite nel nome della massima libertà espressiva.

Ad inaugurare la XXII edizione, sabato 4 febbraio ore 21, saranno i Green Donkey ovvero il side project di Fry Moneti  (violino, chitarre) e Franco D’Aniello (voce, chitarre, ukulele, banjio, bodrran) dei Modena City Ramblers, accompagnati da Gianluca Spirito (flauto) e Gianni Di Folco (fisarmonica, bodhran) degli Irish Spinners. Quattro musicisti, quattro amici, che dal vivo danno vita a performance energiche e coinvolgenti, con un repertorio incentrato principalmente sul folk-rock di matrice Irlandese, tra brani strumentali, ballad, patchanka celtica e combab folk.

La Dame Blanche

La Dame Blanche

Sabato 18 febbraio, la seconda serata del festival propone, invece, un doppio concerto tutto al femminile. Si inizia con l’esibizione delle Quintana, duo formato da Kateřina Ghannudi (arpista e cantante  originaria diPraga) e dalla polistrumentista vicentina Ilaria Fantin (arciliuto, ud e percussioni) in scena con una raccolta dimelodie – in particolare della tradizione Sefardita – che attraverso i secoli si sono tramandate oralmente tra le onde del Mediterraneo e sono sopravvissute fino ai nostri giorni. A seguire,  spazio a uno dei personaggi dimaggior rilievo nella world music dell’ultimo decennio, Mercedes Peon. La cantante e gaitera gallega, già al fianco di  Carlos Núñez e Mano Negra, presenta in Veneto il suo live solo che fonde tradizione e contemporaneità: lavora con loops  e samplers in modo molto naturale, creando un sound estremamente personale tra musica galiziana, elettronica e pop-rock.

Sabato 4 marzo tocca all’eccentrica La Dame Blanche, al secolo Yaite Ramos, figlia del grande Jesus Aguaje Ramos, direttore della leggendaria orchestra Buena Vista Social Club. L’artista cubana, nata con la musica nel sangue (in precedenza flautista e corista dei Sergent Garcia e cantante di punta di El Hijo de la Cumbia) presenta a Brendola il suo ultimo album “2”, ricco di temi sociali e contaminazioni hip hop e reggae. Con lei sul palco i francesi Pierre “Pedro” Mangeard alla batteria e Marc “Babylotion” Damblé all’elettronica e tastiere.

In chiusura, sabato 18 marzo spazio nuovamente alle sonorità celtiche e all’Irish music con l’esibizione di The Friel Sister. Tre sorelle irlandesi, nate a Glasgow - AnnaSheila and Clare Friel - che a dispetto delle giovane età vantano già dei tour in giro per l’Europa con artisti del calibro di Altan, The Chieftains, Lúnasa.

  

Info e prenotazioni:

Sala della Comunità – via Carbonara,28  – Brendola (VI) – tel. e fax 0444 401132

www.saladellacomunita.com - info@saladellacomunita.com

Prenotazioni con pagamento on-line o presso filiali Cassa Rurale di Brendola: Biglietto intero 14€.
Prenotazioni senza pagamento on-line e pagamento in Sala: Biglietto intero 15€.

Sanremo 2017: Ecco tutti i protagonisti della nuova attesa edizione del Festival

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Ecco i protagonisti del Festival di Sanremo 2017. I big in gara e i titoli delle canzoni

  1. Di rose e di Spine – Al Bano
  2. Tutta colpa mia - Elodie
  3. Fatti per te – Paola Turci
  4. Vedrai- Samuel
  5. Che sia benedetta - Fiorella Mannoia
  6. Do retta a te – Nesli e Alice Paba
  7. Il diario degli errori – Michele Bravi
  8. Portami via – Fabrizio Moro
  9. Fatalmente male - Giusy Ferreri
  10. La prima stella – Gigi D’Alessio
  11. Togliamoci la voglia – Raige e Giulia Luzi
  12. L’ottava meraviglia – Ron
  13. Vietato morire – Ermal Meta
  14. Mani nelle mani – Michele Zarrillo
  15. Il cielo non mi basta – Lodovica Comello
  16. Con te – Sergio Sylvestre
  17. Ragazzi fuori – Clementino
  18. Nel mezzo di un applauso – Alessio Bernabei
  19. Nessun posto è casa mia – Chiara
  20. Occidentali’s karma – Francesco Gabbani
  21. Ora esisti solo tu – Bianca Atzei
  22. Spostato di un secondo – Marco Masini

Ecco gli 8 Giovani in gara:

  1. Insieme – Valeria Farinacci
  2. Nel mare ci sono i coccodrilli – Braschi
  3. Universo – Francesco Guasti
  4. Ciò che resta – Leonardo Lamacchia
  5. Ora mai – Lele
  6. Le canzoni fanno male – Marianne Mirage
  7. Le cose che danno ansia – Tommaso Pini
  8. Canzone per Federica – Maldestro

 

DiVino Jazz Festival: arriva la XII edizione dal 7 all’11 dicembre

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Un festival da vivere con tutti e cinque i sensi, tra musica, laboratori del gusto, visite guidate e performance artistiche. Torna dal 7 all’11 dicembre il DiVino Jazz Festival, rassegna ideata e diretta da Gigi Di Luca, organizzata e cofinanziata dal Comune di Trecase, in partenariato con i comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Terzigno e finanziata dalla Regione Campania, giunta alla XII edizione. 5 serate che uniscono il jazz e le eccellenze enogastronomiche campane, la buona musica e la riscoperta di luoghi turistici poco noti alle grandi masse.

Ad inaugurare l’edizione 2016 del festival che coinvolge 4 comuni del vesuviano, mercoledì 7 dicembre alla Casa rurale Casella di Trecase, sarà James Senese con i Napoli Centrale. Il leggendario sassofonista partenopeo proporrà dal vivo, oltre ad alcuni brani tratti dal recente “‘O Sanghe” – il suo ultimo lavoro vincitore della targa Tenco 2016 per il miglior album in dialetto – un condensato di funk, blues, venature jazz e sonorità mediterranee.

Il giorno seguente al Teatro Minerva di Boscoreale spazio ad un altro sassofonista partenopeo, Marco Zurzolo col suo “intimate concert”, in quartetto con Carlo Fimiani (chitarra), Gigi De Rienzo (basso elettrico) e Vittorio Riva (batteria).

Venerdì 9 dicembre alle 20.30 alla Chiesa di San Francesco d’Assisi a Boscotrecase tocca al Manomanouche Trio, progetto nato nel 2001 con l’intento di far conoscere la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. Il trio è composto da Nunzio Barbieri e Luca Enipeo alle chitarre e da Pierre Steeve Jino Touche al contrabbasso, tutti musicisti che hanno preso parte a vari progetti di Paolo Conte, compreso l’ultimo tour europeo.

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Il 10 dicembre, invece, la pianista e compositrice Giulia Mazzoni presenta al Museo Emblema di Terzigno il suo nuovo album “Room 2401” (Sony Music Italy), lavoro che contiene una speciale collaborazione con Michael Nyman. Il compositore premio Oscar per colonna sonora del film “Lezioni di Piano” ha, infatti, diviso per la prima volta in carriera la scena con un altro artista, rielaborando ed eseguendo a due pianoforti una versione inedita della propria composizione “The Departure”.

Due i concerti in programma per la serata conclusiva del festival, entrambi a Trecase. Si inizia alle 19.30 al Santuario S. Maria delle Grazie e  San Gennaro con la Young Jazz Orchestra Campana, ensemble formato da 17 giovani provenienti da tutti i conservatori campani, diretto da Matteo Franza. A seguire, alle 20.30, al Teatro Corelli spazio a  Ivan Mazuze Quartet con ospite speciale il chitarrista napoletano Antonio Onorato. Il sassofonista e compositore originario del Mozambico, da anni residente in Norvegia, sarà accompagnato nella sua unica data al sud Italia da Per Mathisen al contrabbasso, Jacob Young alla chitarra e Raciel Torres alla batteria, in un live set tra jazz e i suoni urbani africani.

Oltre ai concerti in programma anche visite guidate con degustazioni, seminari di approfondimento legati ai prodotti autentici campani – in particolare oli e formaggi – e laboratori del gusto presso alcune aziende vinicole del vesuviano.  E ancora, gli spettacoli “Appunti di viaggio” a cura de La Bazzarra e “5 bicchieri di Vino” a cura del Teatro dell’Osso e gli itinerari turistici all’Antiquarium di Boscoreale, al Museo Emblema di Terzigno e al Bosco dei Viuli, piccoli crateri secondari del Vesuvio.

I biglietti per i concerti dal costo simbolico di 5 euro (8 euro per il live di James Senese Napoli Centrale), sono in vendita sul circuito AzzurroService (tel. 081 5934001).

Per info e contattiwww.divinojazzfestival.it - info@divinojazzfestival.it - tel. 081 8823978.

Fonte: Comunicato stampa

 

Nada alla riscossa: le foto del concerto nell’ambito del Festival “Linea d’Ombra”

Nada ph Anna Vilardi

Nada ph Anna Vilardi

Ci eravamo innamorati di Nada grazie al successo di “Amore disperato” e alla bellezza senza tempo di “Ma che freddo fa”. L’abbiamo ritrovata con “Senza un perché” dopo che il regista premio Oscar Paolo Sorrentino ha scelto il brano per la quarta puntata della serie evento di Sky “The Young Pope” (in onda venerdì 4 novembre su Sky Atlantic) prodotta da Wildside, con protagonisti Jude Law, Diane Keaton e Silvio Orlando. Il brano è, in realtà, uno dei gioielli nascosti nella discografia della cantautrice toscana. La canzone è tratta dall’album del 2004 “Tutto l’amore che mi manca” e sta vivendo un momento di grandissima popolarità in tutte le classifiche. Forte di questo ritrovato splendore, l’artista si è esibita in concerto nell’ambito di  “Linea d’Ombra- Festival Culture Giovani” conquistando il pubblico grazie alla sua personalità e al suo carisma dichiaratamente controcorrente.

Photogallery a cura di: Anna Vilardi

Nada ph Anna Vilardi

Nada ph Anna Vilardi

"L'amore devi seguirlo"

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

 

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

 

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

Nada & The Toys Orchestra ph Anna Vilardi

 

 

 

 

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