Festival di Sanremo: vince il cantautorato artigianale. Stadio assopigliatutto.

Stadio

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Con 11 milioni 223 mila spettatori ed uno share del  52.52 per cento, il 66 mo Festival di Sanremo è il più visto degli ultimi 11 anni ed il più seguito sui social. L’attesa finalissima della kermesse conclude la settimana più surreale dell’anno. Ad inaugurare la serata è l’esibizione di Francesco Gabbani che con “Amen” si è aggiudicato la vittoria della categoria “Giovani Proposte”.  Il ripescaggio riporta Irene Fornaciari in gara con “Blu”. Scandito dalla conduzione sobria, veloce e assertiva di Carlo Conti, confermato alla direzione artistica anche per il prossimo anno, il Festival è stato vinto dagli Stadio, un gruppo che ha alle spalle una lunga storia e che ha portato sul palco dell’Ariston un brano con un contenuto importante e che, tra l’altr,o si è aggiudicato il premio della sala stampa radio-tv-web “Lucio Dalla”- sezione campioni e il “Premio Giancarlo Bigazzi” per la migliore musica.  Il loro percorso all’interno del Festival ha incontrato il punto di svolta con la vittoria della serata dedicata alle cover con il brano “La sera dei miracoli”.

Durante la conferenza stampa post Festival, Gaetano Curreri ha dichiarato: «Abbiamo sempre guardato un pò indietro per proiettarci in avanti, ce l’ha insegnato Roberto Roversi. Non pensavamo assolutamente di vincere il Festival.  C’è anche un pubblico giovane che ci segue e vede in noi una band che suona bene. Oggi è la festa degli innamorati, noi siamo innamorati della musica, per noi la musica è tutto. In questi giorni, ha aggiunto,  pensavo al primo Sanremo. Avendo fatto un solo disco, ci accusarono di essere giunti al Festival grazie a Lucio Dalla ma non era così, lui era il primo che censurava le cose che non andavano bene. Abbiamo sempre cercato di portare avanti la nostra carriera pensando alla buona qualità della nostra musica. Sanremo ha un appeal unico, è difficile dirgli di no, soprattutto quando hai una bella  canzone. Ci siamo convinti e abbiamo fatto bene a venirci, abbiamo vinto un premio che ci meritiamo davvero, da domani torneremo a fare concerti , siamo una band on the road».

Francesca Michielin

Francesca Michielin

Seconda classificata la rivelazione Francesca Michielin: la sua canzone “Nessun grado di separazione” l’ha portata al Festival dopo la pubblicazione di “di20”, un disco che mette in luce un’artista giovanissima eppure consapevole, in grado di mettere per iscritto suggestioni, idee, messaggi chiari e definiti. In seguito alla decisione degli Stadio di non partecipare all’Eurovisio Song Contest, la giovane artista parteciperà alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest: «Mi sento portatrice di un messaggio, mi sentivo in uno stato di grande condivisione con il pubblico, mi sono stimata come cantautrice, a vent’anni si è all’inizio di tutto, non sei neanche ancora nato; il Festival è un’esperienza di grande crescita e il mio sogno sarebbe quello di andare all’Eurovision Contest».

Giovanni Caccamo -Deborah Iurato

Giovanni Caccamo -Deborah Iurato

A chiudere il podio sono Giovanni Caccamo e Deborah Iurato, un duetto particolare che, attraverso le parole di Giuliano Sangiorgi in “Via da qui”, rielabora l’importanza della parola scusa: «Fare musica non è un lavoro ma una vocazione. L’Italia ha un suo suono, una sua tradizione, la sua identità, il suo cantautorato e il Festival è ancora il posto giusto per dare il giusto risalto a tutto questo», ha dichiarato Caccamo.

Tra gli altri riconoscimenti ricordiamo il Premio della critica “Mia Martini” sezione campioni assegnato a Patty Pravo con “Cieli immensi”, il Premio Sergio Bardotti per il miglior testo va, invece, ad “Amen”.

Grande delusione per l’attesa ospitata di Cristina D’Avena, indiscussa regina delle sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato la crescita delle ultime generazioni di italiani. Il suo intervento è stato un breve medley di brevi strofe di alcune delle più famose sigle del suo repertorio. Il dubbio è che Conti non abbia voluto puntare su di lei al 100%. Diverso il discorso relativo al momento dedicato a Renato Zero: l’artista torna sul palco del Festival cantando Favola Mia, Più su Amico, Nei giardini che nessuno sa, Cercami, Il cielo, I migliori anni, Triangolo, Mi vendo, presenta in anteprima il nuovo singolo tratto dal nuovo album di inediti in uscita il prossimo 8 aprile, intitolato “Gli anni miei raccontano” e si ritaglia il tempo per toccare una serie di tematiche di rilevanza socio-culturale cercando di veicolare chiari messaggi mirati alla sollecitazione della riflessione individuale: «La musica non è una velleità, è un impegno anche sociale, culturale, vorrei che questa dottrina venga insegnata nelle scuole, tra i bambini».

Elio e Le Storie Tese

Elio e Le Storie Tese

Passiamo alle menzioni di merito: la canzone e le performances di Elio e Le Storie Tese dimostrano che si può ancora pensare di fare buona musica senza  doversi necessariamente prendersi troppo sul serio. La loro genialità risiede nella continua ricerca sperimentale e nella voglia di mettersi in gioco anche dopo 30 anni di storia. Plauso anche al coraggio con cui Patty Pravo ha scelto di festeggiare i propri 50 anni di carriera partecipando alla gara come una qualsiasi concorrente. Particolarmente meritevole il brano di Rocco Hunt “Wake Up Wagliò”: un’istantanea della nostra società  fotografata con lucida intelligenza attorniata da un groove sornione. Concludiamo questa panoramica di approfondimento con le parole scelte da Carlo Conti per introdurre il Festival di Sanremo che verrà: «Spero di allargare sempre più questa forbice, quest’anno c’erano colori che lo scorso anno non c’erano. Mi auguro di portare  a Sanremo sempre buona musica e belle canzoni che piacciano a molti». Con questo auspicio rinnoviamo l’appuntamento al prossimo anno con la promessa che continueremo sempre e solo a concentrarci sulla musica, intesa come inesauribile fonte di emozione.

Raffaella Sbrescia

Classifica finale 66 mo Festival di Sanremo

1 Stadio

2 Francesca Michielin

3 Caccamo/Iurato

4 Enrico Ruggeri

5 Lorenzo Fragola

6 Patty Pravo

7 Clementino

8 Noemi

9 Rocco Hunt

10 Arisa

11 Annalisa

12 Elio e le Storie Tese

13 Valerio Scanu

14 Alessio Bernabei

15 Dolcenera

16 Irene Fornaciari

 

 

 

 

 

Laura Pausini presenta “Simili”: “Stavolta canto le storie di tutti”. Le dichiarazioni della conferenza stampa

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A quattro anni di distanza da “Inedito” e a due dalla raccolta “20. The greatest hits”, Laura Pausini pubblica “Simili”. il dodicesimo  album di inediti sarà pubblicato in tutto il mondo il 6 novembre 2015 per Atlantic-Warner Music in versione italiana e spagnola e distribuito in oltre 60 paesi. Quindici canzoni registrate in sette studi di registrazione sparsi in giro per il mondo (tra l’Italia, gli Stati Uniti, la Spagna, l’Inghilterra e la Repubblica Ceca) con cui l’artista torna sulla scena musicale in una veste nuova. Il titolo dell’album “Simili” racchiude due significati diversi e contrastanti ovvero uguaglianza e diversità, il nostro essere uguali e differenti al contempo. «Tutto è nato mentre mi trovavo all’ambasciata americana a Roma per fare il visto per venire a lavorare a Miami» – ha spiegato Laura alla stampa italiana durante la video conferenza stampa che si è tenuta ieri pomeriggio a Milano in diretta streaming da Miami, dove la cantante sarà impegnata in qualità di giudice nel nuovo talent show di Simon Cowell “La Banda” insieme ad Alejandro Sanz e Ricky Martin. «Ho fatto l’impronta digitale e al mio fianco avevo persone che facevano lo stesso gesto – ha continuato – Questa cosa mi ha colpito e mi è subito venuta in mente la parola simili, che può significare sia uguale che diverso.  Così ho subito chiamato Niccolò Agliardi, con cui collaboro già da diverso tempo,  per iniziare a scrivere questo nuovo disco. È la prima volta che non faccio un album completamente autobiografico, ha raccontato la Pausini come un fiume in piena – Stavolta  canto storie che sono state pensate e scritte da altri autori e che io ho deciso di interpretare, calandomi al loro interno».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

In effetti “Simili” è un album molto eterogeneo, le canzoni percorrono direzioni sonore diverse passando dalle ballads in puro stile Pausini a brani più pop-rock, da pezzi dall’impronta classica fino ad arrivare ad una canzone reggaeton come ‘Innamorata’. «Da quando sono diventata madre sono diventata più libera, curiosa di conoscere le storie di altri. Alcune canzoni sono nate proprio leggendo storie di alcuni ragazzi su Facebook, altre hanno visto la partecipazione di colleghi speciali  quali Biagio Antonacci, Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Biagio ha scritto tre canzoni tra cui “Lato Destro Del Cuore”, una canzone che ha un significato importante oggi. Ha una scrittura italiana, poetica, con richiami musicali che mi ricordano gli anni Sessanta della musica italiana» – ha spiegato Laura. Tra le più canzoni più importanti dell’album c’è “È a lei che devo l’amore”, sempre scritta da Biagio Antonacci. «Questa canzone in realtà non era per me ma era dedicata a una donna. Già dal titolo ho pensato che fosse la canzone più adatta per descrivere quello che ho scoperto in questi due anni da quando sono diventata mamma di Paola – ha aggiunto Laura -Biagio, che è anche padrino di mia figlia, ha adattato la canzone per lei. Durante un pomeriggio eravamo solo io, lei e il mio compagno Paolo che suonava la chitarra. Ho preso in braccio Paola e abbiamo registrato il brano noi tre insieme. L’ho mandato a Biagio per ringraziarlo e mi ha convinto a pubblicarla esattamente così com’era. Abbiamo deciso di coinvolgere la bambina anche nel videoclip della canzone perché, dato che in alcuni Paesi del mondo manca una legge che tutela la privacy dei bambini ed erano già girate tante fotografie di mia figlia,  volevamo  mostrarvi cosa e come siamo noi in realtà», ha spiegato l’artista.

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Laura Pausini ph Jaume De Laiguana

Un’altra firma importante in “Simili” è quella di Jovanotti che ha scritto “Innamorata”: «Lorenzo è venuto più volte a casa mia per farmi ascoltare le sue idee. Quando ho ascoltato “Innamorata” è stata una botta per me. L’ho trovata subito mia per il significato e ha rappresentato un stimolo musicale nuovo». Il terzo big è Giuliano Sangiorgi, frontman dei Negramaro: «Quando anni fa ascoltai “Niente”, la canzone che Giuliano ha scritto per Malika Ayane, gli mandai un messaggio chiedendogli quando avrebbe scritto qualcosa di speciale anche per me. Dopo diversi mesi di silenzio, mi è arrivata una sua mail con “Sono Solo Nuvole”, in una versione cantata da lui piano e voce. Gli ho chiesto di essere produttore e arrangiatore di quella che reputo una delle canzoni più belle che io abbia mai cantato. Mi ricorda Modugno ma allo stesso tempo anche la modernità della scrittura di oggi». Tra le altre firme che compaiono in “Simili” ci sono ovviamente quella di Niccolò Agliardi, che ha scritto Simili, Chiedilo al Cielo, Il Nostro Amore Quotidiano, Per La Musica, Ho Creduto a Me e Colpevole, L’Aura: «Mi ha aiutato nella stesura musicale della mia prima vera canzone dance e ha scritto “Lo Sapevi Prima Tu”, dedicata a mio padre,  e “Io C’Ero”». Spazio anche al giovane Tony Maiello, concorrente del primo X Factor e vincitore di Sanremo Giovani  che ha scritto “200note”.

Un discorso a parte lo merita il brano intitolato “Per la musica”, il primo featuring al mondo con 28 fan provenienti da 17 paesi: «Abbiamo coinvolto i fan iscritti al mio FanClub (www.laura4u.com, ndr) chiedendo a chi di loro chi suonasse uno strumento  di mandarci un video su una base che abbiamo fornito noi. Loro non sanno che hanno suonato questa canzone. Non hanno mai ascoltato il brano intero e, proprio per questo, non vedo l’ora di vedere le loro reazioni – ha raccontato Laura, entusiasta. Hanno partecipato al video collettivo anche alcuni fan che hanno partecipato alle giornate di Roma e Milano per il lancio dei biglietti delle date negli Stadi del prossimo anno – ha specificato l’artista. Tra le tracce più apprezzate c’è la title track “Simili”, in lizza come prossimo singolo estratto dall’album e sigla della prossima stagione di Braccialetti Rossi, fiction di RaiUno molto amata dal pubblico e dalla stessa artista che, il prossimo 14 novembre presenterà “Simili” su Rai Uno alle 20.30, insieme a Biagio Antonacci, Lorenzo Jovanotti e Giuliano Sangiorgi. «Questa sarà una cosa gigante – ha raccontato Laura- l’Italia non è abituata a dare spazio a nuova musica, mi rendo conto che mi è stato dato un posto molto privilegiato. Ci tengo a ringraziare RaiUno e Giancarlo Leone per avermi proposto questo progetto e avermi dato  questa opportunità. Canterò canzoni non conosciute, sarà, in effetti la prima presentazione live del disco».

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

Laura Pausini ph Leandro Manuel Emede

La cantante ha anche parlato di Sanremo: «Sono stata invitata da Carlo Conti a co-condurre il Festival  ma non ho potuto accettare per problemi di tempo. Sarò in America fino a gennaio e non posso prepararmi in una sola settimana. Se un giorno ritornerà questa occasione, voglio prepararmi in settimane/mesi. Ho accettato però l’invito di andare a cantare come ospite e, solo a pensarci, mi vengono problemi di salivazione.  Non so ancora in che data sarò sul palco e che spazio mi sarà dato. Di sicuro posso dire che dopo esserci stata 4 volte,  sarà più emozionante tornare lì che cantare sul palco dei Grammy. Quel palcoscenico mi ha sempre spaventato», ha confessato Laura. Continuando la parentesi dedicata al mondo televisivo la Pausini ha raccontato: «Tutti i talent italiani (Amici, The Voice e X Factor) mi hanno chiamata dopo che avevo già firmato il contratto con i talent delle altre nazioni. Non ho accettato perchè dopo Stasera Laura su Rai Uno, mi è stato chiesto di pensare ad una possibilità di avere un programma tutto mio. Non ho ancora dato l’ok alla Rai ma ci sto seriamente pensando su. Da gennaio sarò per sei mesi in Italia e potrò valutare concretamente tutte le ipotesi».

Un importante progetto che accompagna e completa “Simili” è, inoltre, “Simili – Short Film” con tutti i videoclip, inseriti in un vero e proprio cortometraggio (diretto da Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni per Sugarkane) di cui Laura è protagonista e che include una breve anteprima dei 15 videoclip girati per questo progetto che sarà nella versione deluxe dell’album. Attenta da sempre al ruolo chiave che ricopre la comunicazione visiva nel nostro tempo, Laura ha voluto realizzare un diverso clip per ognuna delle 15 tracce di “Simili”, il risultato è un racconto per immagini che passa attraverso 15 diversi mondi, ognuno specchio e metafora di ciascun brano.

Per quanto riguarda il discorso live, c’è grande attesa per le tre date negli stadi di giugno 2016: Laura sarà il 4 giugno a Milano, l’11 a Roma e il 18 a Bari: «Faremo uno spettacolo che mostrerà tutto il mio entusiasmo. Le date italiane sono le uniche fatte all’interno di stadi e avranno una scenografia e scaletta diversi dal resto del tour» - ha concluso la Pausini – dimostrando ancora una volta grinta, entusiasmo e un’immensa voglia di fare perché: «La fortuna che ho me la devo meritare e devo lavorare al massimo».

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

01 LATO DESTRO DEL CUORE

02 SIMILI

03 200 NOTE

04 INNAMORATA

05 CHIEDILO AL CIELO

06 HO CREDUTO A ME

07 NELLA PORTA ACCANTO

08 IL NOSTRO AMORE QUOTIDIANO

09 TORNERO’ (con calma si vedra’)

10 COLPEVOLE

11 IO C’ERO (+ amore x favore)

12 SONO SOLO NUVOLE

+ S I M I L I

13 PER LA MUSICA

14 LO SAPEVI PRIMA TU

15 E’ A LEI CHE DEVO L’AMORE

Video: Lato destro del cuore

“De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”: tutte le dichiarazioni di Francesco De Gregori in merito al nuovo album

De Gregori canta Bob Dylan-Amore e Furto_cover_b

Esce oggi “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto” (Caravan/Sony Music) il nuovo atteso lavoro di Francesco De Gregori. Prodotto da Guido Guglielminetti, il lavoro comprende 11 brani di Bob Dylan tradotti e reinterpretati con amore, passione e meticolosa attenzione. Un amore che ha spinto De Gregori a studiare a fondo il lavoro del menestrello di Duluth, fino a scegliere brani assolutamente non scontati. «Ho solo tradotto fedelmente. Sono sempre stato appassionato alla traduzione di canzoni. A scuola, ad esempio, mi divertivo tantissimo a tradurre le versioni dal latino all’italiano. La scelta delle canzoni non è stata architettata freddamente. Molto più semplicemente certe canzoni si sono parate davanti presentandosi come traducibili altre, invece, non hanno trovato l’aggancio linguistico necessario» – ha spiegato De Gregori ai giornalisti affamati di spiegazioni ed approfondimenti durante la conferenza stampa di Milano. «Sono legato a Bob Dylan da sempre, è stato uno dei miei punti di riferimento principali. Dylan ha fatto in musica quello che gli impressionisti hanno fatto nel mondo dell’arte: ha scardinato il concetto di prospettiva. Il suono è la parola chiave, un suono così poco allineato con il resto non mi ha mai lasciato indifferente. Quando ero adolescente e cominciavo appena ad approcciarmi alla chitarra mi lasciavo conquistare dalle note e nel frattempo facevo grossi sforzi col dizionario alla mano per capire i testi in inglese», ha raccontato il cantautore.

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

«In questo lavoro non mi sono preoccupato delle tematiche, la scelta è stata dettata dalla piacevolezza sonora. Chiaramente il testo è importante ma il fascino di una canzone risiede assolutamente nel suono. Ho passato lunghe settimane ad arrovellarmi sui testi e, durante questa meticolosa fase di lavorazione, non mi è mai venuto spontaneo di andare a toccare i grandi classici. Nella mia testa prefiggevo un tracollo di significato e drammaticità nel passaggio dall’inglese all’italiano. Ristabilire la metrica italiana su quella inglese è stato uno dei problemi più belli da affrontare. La lingua inglese è più stringata, più sintetica sono stato costretto a saltare dei versi. Nella metrica italiana tutto quello che Dylan dice in inglese non ci può stare. Gli arrangiamenti sono molto vicini agli originali. Sarebbe stato stupido cambiare qualcosa che mi piaceva – ha aggiunto – Alcuni non sono stati possibili come nel caso di “Desolation Row”. Riprodurre a freddo  una registrazione fatta alle tre di notte a San Francisco non mi sembrava possibile, non è che non ci abbia provato ma proprio non veniva niente fuori quindi mi sono spostato su un arrangiamento diverso. Il testo più difficile da tradurre è stato “Dignity”, soprattutto la prima strofa. Ne ho realizzato almeno dieci stesure, stavo per gettare la spugna quando alla fine ho optato per una semplice traduzione letterale. Nel caso di “Subterranean homesick blues” mi sono divertito a scoprire una metrica da rapper scegliendo una parola di cinque sillabe come seminterrato per la traduzione. In sostanza – ha sottolineato –  non sono intervenuto storcendo le cose in un senso o in un altro . Ci tengo molto al concetto di “fedeltà”. Avevo il terrore di mettere qualcosa di mio, sono sicuro di averlo evitato. Io sono De Gregori , se voglio dire qualcosa, la scrivo nelle mie canzoni. Se avessi detto qualcosa di mio usando le canzoni di Dylan, avrei reso un pessimo servizio a me e a lui».

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori

«“Amore e furto” è il titolo di un Lp di Dylan “Love and theft”. In quel disco Bob aveva inserito cose che aveva copiato o rubato dichiarandone l’ origine. Visto che il mio nome viene spesso accostato a quello di Dylan, stavolta lo faccio io, ufficialmente», ha spiegato De Gregori. La cover del disco invece nasce dal caso: «L’effigie mi piace, l’ha trovata Flora Sala mentre cercava un possibile sfondo che potesse andare bene; alla fine abbiamo scelto questo». In previsione del nuovo tour alle porte il cantautore ha svelato: «Per il tour ho l’unica certezza che queste 11 canzoni saranno parte di un unico momento, non avrebbe senso disperderle all’interno della scaletta. Vorrei mantenere il concetto di unitarietà del disco. Eseguirò anche canzoni che andranno oltre i 3 minuti, voglio scardinare questo clichè». Infine una curiosità: «Mi piace il Dylan con la band, quello elettrico. Quello acustico è più difficile da seguire, anche in quel caso è un impressionista – ha confessato Francesco De Gregori – Trovo sorprendente che in questo ultimo tour Bob  Dylan scelga di eseguire sempre la stessa scaletta. Solitamente la cambia ogni sera, a scapito della resa delle canzoni, provate solo all’ultimo. Ho sempre apprezzato quelle piccole imperfezioni ma con questo nuovo modo di fare, il pubblico ha l’occasione di godere della cura dei particolari e della totale assenza dei vuoti di suono» – ha concluso il cantautore.

Raffaella Sbrescia

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Ecco la tracklist di “Francesco De Gregori canta Bob Dylan – Amore e furto”:

Un angioletto come te (Sweetheart like you)

Servire qualcuno (Gotta serve somebody)

Non dirle che non è così (If you see her, say hello)

Via della povertà (Desolation Row)

Come il giorno (I shall be released)

Mondo politico (Political world)

Non è buio ancora (Not dark yet)

Acido seminterrato (Subterranean homesick blues)

Una serie di sogni (Series of dreams)

Tweedle Dum & Tweedle Dee (Tweedle Dee & Tweedle Dum)

Dignità (Dignity)

Video:

Stasera alle ore 21.10 andrà in onda in prima visione su Sky Arte HD “AMORE E FURTO – De Gregori canta Dylan”, monografia sull’artista e il suo nuovo album.

Le date dell’Instore tour:

3 novembre – TORINO – La Feltrinelli (Stazione Di Porta Nuova) – ore 18.30

4 novembre – GENOVA – La Feltrinelli (Via Ceccardi, 16) – ore 18.30

5 novembre – BOLOGNA – La Feltrinelli (Piazza Ravegnana, 1) – ore 18.30

6 novembre – FIRENZE – La Feltrinelli (Piazza della Repubblica, 26) – ore 18.30

7 novembre – ROMA – La Feltrinelli (Via Appia Nuova, 427) – ore 18.30

8 novembre – NAPOLI – La Feltrinelli (Via Santa Caterina a Chiaia, 23) – ore 18.30

9 novembre – BARI – La Feltrinelli (Via Melo, 119) – ore 18.30

Francesco De Gregori sarà in tour da marzo nei principali club e teatri italiani, queste le date: il 5 marzo all’Atlantico Live di ROMA, l’8 marzo al Teatro Augusteo di NAPOLI, il 9 marzo al Teatro Team di BARI, l’11 marzo al Teatro Metropolitan di CATANIA, il 12 marzo al Teatro Golden di PALERMO, il 15 marzoal Teatro Colosseo di TORINO, il 17 marzo all’Obihall di FIRENZE, il 19 marzo al Teatro Carlo Felice di GENOVA, il 20 marzo al Teatro Regio di PARMA e il 23 marzo all’Alcatraz di MILANO. I biglietti saranno in vendita a partire dalle ore 16.00 di oggi, giovedì 29 ottobre, su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali (per info: www.fepgroup.it).

È disponibile in tutte le librerie e nei book store digitali la riedizione del volume fotografico “FRANCESCO DE GREGORI. GUARDA CHE NON SONO IO”(Edizioni SVPRESS), arricchita di contenuti multimediali inediti. Questa nuova edizione, a cura di Silvia Viglietti e Alessandro Arianti, è infatti impreziosita da un documentario esclusivo con immagini e contenuti backstage direttamente dal “VIVAVOCE tour” di Francesco De Gregori. Uno sguardo originale e inaspettato sull’artista attraverso il racconto di viaggi, dischi, concerti, backstage, incontri.

 

“Ma che spettacolo”, il grande ritorno di Umberto Tozzi: “Avrei potuto essere il quinto Beatles”

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

«Questo è un disco veramente ispirato, erano anni che non scrivevo cose che mi dessero un’emozione così intensa». Con queste accorate parole Umberto Tozzi annuncia l’uscita di “Ma che spettacolo”, il nuovo album comprensivo di tredici brani inediti, una bonus track e un dvd live per la label Momy Records e distribuito da Sony Music. Giunto dopo tre anni di silenzio discografico, questo nuovo lavoro racchiude uno sguardo attento alle vicissitudini del mondo contemporaneo con particolare attenzione al sentimento dell’amore, sovrano indiscusso di tanti indimenticabili testi di Umberto Tozzi che, con quarant’anni di carriera alle spalle, è amatissimo in tantissimi paesi del mondo, su tutti la Francia. In occasione della conferenza stampa di presentazione dell’album a Milano, l’artista reduce da un concerto in Australia, si è trattenuto a lungo con i numerosi giornalisti accorsi, ecco cosa ci ha raccontato.

Cover Ma che Spettacolo

 «Ma che Spettacolo è una visione del mondo al negativo. È quello che vediamo in TV e leggiamo sui giornali. Il motivo? Sono scosso da tutto quello che succede intorno a noi. Soprattutto ai bambini. Pensate all’Afghanistan dove invece dei giocattoli ricevono in dono un fucile. Tutto questo è molto forte». Tra i temi più caldi del nuovo disco, quello delle donne. Donne al potere, donne madri, donne con cervello che spesso, troppo, non vengono considerate: «Ho sempre avuto una grande considerazione delle donne, forse è questo è il motivo per cui ho sempre scritto d’amore – spiega- Tozzi – Credo che di muscoli al potere ce ne siano stati già troppi. Mi piacerebbe vedere un mondo gestito dalle donne perché hanno un cervello più sano». Tra i brani preferiti del disco compare “Hammamet”, una preghiera particolare che induce a riflettere sul silenzio dei meno fortunati: «Il brano è nato dalla mia frequentazione con Bobo Craxi, figlio di un grande statista come Bettino. Con lui ho avuto l’opportunità di conoscere posti e culture bellissime. E’ un grande chitarrista, abbiamo passato serate stupende a suonare insieme senza mai parlare di politica – racconta» . Intensa e coinvolgente anche  “L’ultimo viaggio”: «Un pensiero vero che spero di poter portare nell’aldilà insieme alla persona che ho sempre amato e che mi ha amato come mai nessuno. A  parte Hammamet e l’Ultimo viaggio – continua – includo nella mia personale top five anche “Ma che spettacolo”, “Sei tu l’immenso amore mio”, “Quell’inutile addio” e “Donne al potere”.

Umberto Tozzi

Umberto Tozzi

Tracciando un bilancio più ampio sulla sua carriera, Umberto Tozzi ha raccontato diversi episodi importanti che hanno lasciato il segno lungo il suo percorso artistico: «A Milano ho conosciuto Giancarlo Bigazzi. Nel  corso di 17 anni abbiamo scritto importanti pagine di musica. Il mio repertorio è leggendario, raccoglie ben 3 generazioni, un fatto anomalo e a volte difficile da realizzare. Ci sono tanti altri artisti che avrebbero meritato un percorso simile ma ci vuole anche tanta fortuna. La musica italiana merita molto di più nel mondo. Prima c’erano produttori competenti, per noi artisti era come essere all’interno di una grande famiglia che ci aiutava moltissimo, c’era confronto. Nessuno si sentiva il Michael Jackson della situazione. La mia cultura musicale è anglosassone, nasce dai Beatles ed è rimasta tale.  Ho accusato il peso di fare l’artista. Da piccolo volevo fare il calciatore ma mio papà mi bocciò l’idea, così decisi di buttarmi sulla musica – spiega l’artista – Cominciai a scrivere canzoni senza pensare di cantarle, il mio sogno, quello di giocare a calcio, era appena stato distrutto e non avevo più niente da perdere. Ero un ragazzo timido e la mia voce non mi piaceva, poi, dopo averla ascoltata, mi convinsi che potevo cantare. Alfredo Cerruti, grande direttore artistico di allora, mi disse: ma perché non te le canti? E così mi convinsi.  Alfredo era un po’ come la nostra famiglia, ci aiutava tantissimo. Le cose erano molto diverse rispetto ad oggi in cui per i giovani è molto più difficile emergere. I talent show poi non aiutano i ragazzi che spesso si trovano ad affrontare questa avventura da soli con una discografia inesistente e in mano a produttori che li producono per fare business».  A chi gli chiede quale sia il paese a cui si sente più vicino risponde: «La Francia è il paese che mi ha accolto per primo con “Ti amo”. Sempre la Francia è il paese che ha il maggiore rispetto per gli artisti. Sul palco e in tv ci vai perché sai fare qualcosa non come in Italia che si dà spazio anche a chi non ha una storia artistica alle spalle. Sefossi nato a Liverpool avrei potuto essere il quinto Beatles per le canzoni che ho scritto. Sono felice di aver ottenuto all’estero tutta la considerazione che non ho avuto in Italia . Questo stato artistico è compensativo – continua, come un fiume in piena – Di recente ho tenuto alcuni concerti nell’ambito di un tour teatrale che ha avuto moltissimo successo , non credevo fosse possibile ma abbiamo dovuto fare addirittura delle repliche».

Umberto Tozzi in conferenza stampa

Umberto Tozzi in conferenza stampa

Umberto è in grande forma, è entusiasta, ja voglia di emozionare ed emozionarsi e le sue parole colpiscono perché dimostrano ancora un’infinita passione per la musica e le parole concepite come suoni, prima ancora che come concetti.  Attento e appassionato proprio come suo figlio Gianluca, prontamente elogiato: «Colgo l’occasione per ringraziare mio figlio che ogni giorno dimostra impegno, passione, attenzione e rigore lavorando all’interno della Momi Records. All’inizio non ero entusiasta della sua scelta ma lui ha dimostrato di avere caparbietà e determinazione».  Interrogato, infine, su come gestisce la propria persona e la propria voce dopo tanti anni di concerti in giro per il mondo, l’artista risponde: «Cerco di riposare spesso, di parlare poco e a volume basso. Di solito mangio qualcosa un’ora e mezza prima dello spettacolo per scaldare le corde vocali , specialmente cose salate. La voce è un dono del Signore e, anche se in questi anni ho fatto di tutto per rovinarla, stranamente è addirittura migliorata».

Raffaella Sbrescia

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 Video: Sei tu l’immenso amore mio

Instore tour

30 ottobre ore 18:00 Centro commerciale – Curno,

31 ottobre ore 18:00 Centro Commerciale Gallery – Torino,

3 novembre ore 18:00 Mondadori Piazza Duomo – Milano

 4 novembre ore 18:00 Mondadori – Bologna,

5 novembre ore 18:00 Discoteca Laziale – Roma.

La track list di “Ma che spettacolo”:

 Ma che spettacolo, Sei tu l’immenso amore mio, Nel dire si nel dire no, Eternel, Quell’inutile addio, Intorno a me, Che amore sia, Hammamet, Meravigliosa, Sarà per sempre, Donne al potere, L’ultimo viaggio e Andrea song.

La tracklist del DVD live contenuto nella versione deluxe:

Sorridi amore, Notte rosa, Roma Nord, Se non avessi te, Ti amo, Donna, Ciao Lulù, Qualcosa qualcuno, Brava, Gli altri siamo noi, Donna amante mia, Io camminerò, Un corpo e un’anima, Se Tu Non Fossi Qui, Immensamente,  Si può dare di più, Gente di mare, Io muoio di te, Stella stai, Tu, Gloria.

 

“Malìa – Napoli 1950-1960”, eleganza e sensualità a braccetto nel nuovo album di Massimo Ranieri

Ranieri cover

 “Malìa – Napoli 1950-1960” è il nuovo album di Massimo Ranieri (Sony Music), disponibile anche in vinile dal 23 ottobre 2015 e contiene un repertorio speciale, canzoni delicate che ci si tramanda ormai da generazioni che l’artista ha indossato con grazia ed eleganza, come autentici gioielli di inestimabile valore. Il termine Malìa, che deriva da magia, incantesimo, fascino, seduzione,  dà il titolo al disco e racchiude nel suo antico significato il senso stesso dell’intero progetto, scaturito dal testo di “Te Voglio Bene Tanto Tanto”, contenuto nel disco. Massimo Ranieri e Mauro Pagani, produttore dell’album, in questa nuova tappa del loro lungo viaggio nelle viscere della canzone napoletana,  hanno voluto al loro fianco cinque grandi artisti del jazz: Enrico Rava (tromba e flicorno), Stefano Di Battista (sax alto e sax soprano), Rita Marcotulli (pianoforte), Stefano Bagnoli (batteria) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso) per un lavoro artigianale vissuto da tutti  con grande emozione.

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri

«Benvenuti sul luogo del misfatto, spiega Mauro Pagani, ci siamo veramente divertiti a realizzare questo disco. C’ è stata una grande disponibilità di tutti ad entrare davvero nel progetto. In genere i musicisti tendono a mostrare la propria abilità strumentale, qui invece c’era attenzione, cura e salvaguardia del risultato finale. Mi sono goduto ogni singolo giorno, abbiamo registrato nove pezzi in tre giorni, gli altri tre in un giorno e mezzo, non è stata una jam session, ognuno ha suonato per il progetto con una pulizia cristallina, l’equilibrio ha magicamente funzionato e niente è stato lasciato al caso». L’avventura musicale di Ranieri prende energia e ispirazione da un tempo magico quando tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta quelle melodie già universali si riempirono improvvisamente di estate e di erotismo, di notti e di lune rivestendosi di un fascino elegante e internazionale. La  Napoli isolana, la napoli by night,  sexy come un’irresistibile stella del cinema. Sotto ad ogni nota di quei brani, nati e vissuti nell’intimità dei night e dei piano bar, brillano e ammiccano la formidabile fantasia e l’incontenibile libertà della musica Americana di quegli anni. Stupisce la versione di “Doce doce”, lato B con cui debuttò il grande Fred Bongusto. Travolgente “Ue Ue Che femmena”, brano di Nisa e Scalise del 1960, intrigante “Luna caprese” (lanciata da Nilla Pizzi nel 1953), qui ricamata dalle note di un pianoforte sornione. Nella tracklist ci sono autori ingiustamente considerati minori (Bongusto, Di Capri, Calise, Calvi, Kramer oltre che Carosone o Modugno) in un disco che è stato fatto come non si usa più, come pochi sanno fare al giorno d’oggi. «Mi sono messo al servizio di un grande periodo di Napoli che ho sfiorato. Anche se debuttai dodicenne all’EM Club di Napoli proprio cantando in inglese davanti a soli americani di stanza in città, quando Napoli respirava atmosfere a stelle e strisce, jazz compreso. Ho cercato i brani studiando il repertorio più nascosto, non volevo riproporre e ranierizzare i grandi classici che già conosciamo e amiamo. Mi sono messo al servizio di canzoni meno note. Sono tornato con la mente a Napoli, per cercare di ricordare come cantavano i crooner di quel periodo. Ne è nato un album, Malìa, che contiene dodici perle che fondono pop e jazz, proprio come allora. Personalmente ho cercato di contenermi, di non esagerare con la voce, alla fine è nato un album di canzoni delicate, tenere, profondamente napoletane ma al contempo internazionali», racconta Massimo Ranieri, partito da Roma per raccontare alla stampa di Milano quello che lui stesso definisce «il più bel viaggio degli ultimi 15 anni, da quando ha cominciato a collaborare con Mauro Pagani».

Massimo Ranieri ph_ Marco Piraccini

Massimo Ranieri ph_ Marco Piraccini

L’atmosfera è di quelle magiche, nello studio del maestro Pagani tutto assume un senso più intimo e più profondo, esattamente come fa il disco attraverso una ricerca di emozioni del passato, della nostra storia che è la nostra identità. Dopo l’uscita di “Malìa”, Massimo Ranieri si metterà nuovamente in gioco per una nuova avventura televisiva e il tour teatrale: «A gennaio ripartirò con la trasmissione Rai Sogno E Son Desto 3, durante la quale avrò occasione di cantare i brani del nuovo album accompagnato dai miei cinque fantastici musicisti jazz. Poi spero di portarmeli anche in giro per i teatri italiani. Devo ammettere che molti giovani mi conoscono più come attore che come cantante», confessa infine l’artista: «Mi hanno visto calcare i palcoscenici e vestire i panni di Riccardo III, oppure in televisione. Come dare loro torto? Non ho fatto canzoni per quasi venti anni! Nel 1975 non credevo di poter dire ancora qualcosa e non volevo una routine. Per questo bussai alle porte di Strehler, Patroni Griffi, De Lullo. Per imparare altro. Ora per molti sono un attore, non un cantante: popolarità che uso per progetti come questo. E’ forse “colpa” di Pagani se sono tornato alla musica. Il nostro sodalizio dura ormai da anni ma è con Malìa che ho vissuto l’esperienza più bella e più emozionante».

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

01.  Accarezzame

02.  Nun E’ Peccato

03.  Tu Vo’ Fa L’Americano

04.  Doce Doce

05.  ‘Na Voce ‘Na Chitarra E ‘O PPoco ‘E Luna

06.  Ue Ue Che Femmena

07.  Malatia

08.  Luna Caprese

09.  ‘O Sarracino

10.  Anema E Core

11.  Te Voglio Bene Tanto Tanto

12.  Resta Cu’Mme

Dal 5 ottobre arriva su Rai Due “Sorci Verdi”: lo show politicamente scorretto di J Ax

J-AX SORCI VERDI ph PHOTOCIRASA

J-AX SORCI VERDI ph PHOTOCIRASA

«Cos’è “Sorci Verdi”? E’ David Letterman sotto acido che tenta di farsi un muppet». Questa l’esilarante definizione con cui J Ax ha sintetizzato l’essenza del nuovissimo late show satirico, in programma su Rai Due dal prossimo 5 ottobre alle 23.30, durante la presentazione stampa avvenuta questo pomeriggio negli studi di Via Mecenate. Nel corso delle 5 puntate, della durata di un’ora e quaranta ciascuna, il rapper milanese vestirà i panni di showman conducendo uno spettacolo (con la regia di Gaetano Morbioli) che nasce con l’intenzione di raccontare l’Italia dicendo cose che di solito non si dicono. «Vorrei innanzitutto ringraziare la dirigenza di Rai Due per avermi dato la possibilità di realizzare questo sogno – spiega J Ax -  sono rimasto sorpreso dal fatto che, dei temi proposti, nessuno di questi è mai stato considerato tabù, anzi mi hanno addirittura accusato di essere diventato troppo democristiano (ride ndr). Con questo show farò vedere i sorci verdi al pubblico ma solo dopo averli visti io stessi. Per quanto riguarda la scelta degli ospiti – aggiunge Ax -  ho voluto quelli che fanno paura alla Rai o che stavano lavorando per altri networks. Maria De Filippi, ad esempio, sarà ospite della prima puntata e, quando è entrata nei nostri studi, non aveva ancora ricevuto il permesso scritto da Mediaset. Sono rimasto molto colpito dal fatto che è entrata subito a gamba tesa con ben due scoop di cui non vi farò alcuno spoiler. Il secondo ospite – continua – sarà Marco Travaglio. Poi ci sono Cochi e Renato, la loro presenza nel programma mi ha fatto venire i brividi sul volto. Il quarto ospite sarà Fedez, un amico che ho invitato a budget ormai ridotto e che, con i suoi apprezzamenti al programma, assolutamente poco scontati, ha rappresentato il superamento di una importante prova del nove. Per l’ultimo ospite vi lascio in serbo una bella sorpresa -  conclude».

DE FILIPPI E J-AX ph Andrea Ciucci

DE FILIPPI E J-AX ph Andrea Ciucci

Date le premesse, “Sorci Verdi” si presenta, dunque, come uno spettacolo di satira tagliente e ironica caratterizzata da una comicità contemporanea che guiderà gli spettatori fra filmati “politicamente scorretti”, grandi ospiti, gag irriverenti e importanti collaborazioni musicali. «La formula del late show – aggiunge Ax – trae ispirazione dalle trasmissioni americane di cui da sempre mi nutro e di cui sono fanatico. Il programma ci è costato molto in termini di scrittura e preparazione, è stato un processo lungo e ragionato scritto insieme a Matteo Corradini, Laura Tonini, Matteo Lenardon e Virginia Ricci. Già verso la fine della prima stagione di The Voice, era emersa la voglia di fare delle cose insolite e fuori dagli schemi, c’è voluto il concreto sostegno dall’alto e ora siamo pronti a fare faville». A fare da contraltare ad Ax ci saranno ben 3 Muppets animati made in USA doppiati da Albertino (Brambo), dj e personaggio Tv; Roofio, produttore musicale (Ascia) e il rapper Shade (Pezza). Presente in studio anche  una band diretta dal Maestro Paolo Jannacci.

Raffaella Sbrescia

Capitani Coraggiosi, la nuova avventura di Claudio Baglioni e Gianni Morandi

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Spiccioli di storia: la nostra. Claudio Baglioni e Gianni Morandi incrociano i propri destini, le loro carriere e le relative discografie in “Capitani Coraggiosi”, la nuova avventura live che i due artisti hanno presentato questa mattina in diretta streaming dalla Casa del Jazz di Roma. Durante la conferenza stampa i due artisti hanno eseguito per la prima volta dal vivo il loro duetto inedito del nuovo brano “Capitani Coraggiosi”, testimonianza concreta di un incontro che darà vita a ben dieci serate, in programma a settembre, sul palco del Foro Italico di Roma. Attraverso un continuo rimando di gag e affettuosi punzecchiamenti Claudio e Gianni si donano al pubblico con autentica spontaneità. Baglioni è la testa, Morandi il cuore, Baglioni è l’autore complesso, introverso e riflessivo, Morandi è la melodia popolare frutto dell’istinto. A ben guardare però, ognuno dei due ha qualcosa dell’altro e i rispettivi repertori, davvero vasti e conosciutissimi, diventeranno  uno solo così come è accaduto nel brano inedito, “Capitani coraggiosi”, un invito a non dimenticare che le risposte che cerchiamo non sono fuori, ma dentro di noi:  tra la testa e il cuore.

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 “Tra i primi “ostacoli” da superare ci sarà quello della scaletta, hanno raccontato i due artisti: “L’intro di una mia canzone può durare quanto tutto un brano di Gianni, magari ogni mia canzone lui ne farà due”, ha ironizzato Baglioni. Pronta la replica di Morandi: “la cosa più complicata è imparare i suoi testi: difficilissimi. Io sono basico, canzoni semplici con pochi accordi, quelle di Claudio invece sono difficili, piene di parole, le sto studiando con grande attenzione per evitare di sbagliare”. La collaborazione dunque entra nel vivo e non si sa ancora se sfocerà in un progetto televisivo e discografico: “Le proposte ci sono ma ci stiamo muovendo per gradi, registreremo tutto, poi si vedrà”, dicono in coro.  Vista la simpatia dei due e la loro estemporanea capacità d’improvvisare, il concerto sarà un vero e proprio show, seppur incentrato sulla musica: “Di canzoni da cantare ne abbiamo tantissime”, dice Baglioni, “decidere quali cantare e quali no è la parte più complicata di tutto il progetto”.  L’atmosfera dell’incontro, simile a quella di una festa, è culminata a suon di chitarre con “C’era un ragazzo”, “Strada facendo”, “Poster”, “Un mondo d’amore” e “Capitani coraggiosi”, il sigillo di una collaborazione che aggiunge un nuovo tassello alla storia della musica italiana.

Raffaella Sbrescia

Luciano Ligabue: Campovolo – La Festa 2015. L’artista annuncia i festeggiamenti per i suoi 25 anni di carriera a Reggio Emilia

Luciano Ligabue @ Campovolo - Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

Luciano Ligabue @ Campovolo – Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

Luciano Ligabue festeggia 25 avventurosi, inaspettati, appaganti anni di carriera invitando 300 giornalisti da tutta Italia sulla pista di atterraggio di Campovolo, a Reggio Emilia, per annunciare  ‘Campovolo – La festa 2015′, un concerto mastodontico, della durata di 5 ore, in cui verranno celebrati i 25 anni di “Ligabue”, i 20 anni di “Buon compleanno Elvis” e i 10 anni dal primo appuntamento di Campovolo, quando più di 150 mila persone si ritrovarono a dar vita al più grande concerto che, ad oggi, la storia della musica italiana ricordi. Il rocker ha accolto i media e la stampa dapprima con uno speciale percorso  illuminato da tanti pannelli, quanti sono stati i dischi pubblicati in questi anni, poi, voce e chitarra, ha intonato “Sogni di Rock’n roll”, “Certe notti” e “C’è sempre una canzone” per provare a racchiudere in tre brani l’essenza della propria anima artistica.

Ad affiancarlo durante la successiva conferenza stampa, Ferdinando Salzano di F&P e lo storico manager Claudio Maioli. Al centro dell’attenzione, l’evento previsto per il 19 settembre: il terzo Campovolo sarà una grande festa ed è stato annunciato come quello che sarà il concerto più lungo della carriera di Ligabue, nel corso del quale  l’artista suonerà per intero l’album ‘Ligabue’ (1990) con i ClanDestino, per intero ‘Buon compleanno Elvis’ (1995) con La Banda e tutto il meglio di ‘Giro del mondo’ accompagnato dalla sua formazione attuale, Il Gruppo. I festeggiamenti cominceranno con un giorno d’anticipo con ‘Aspettando Campovolo’: dalle 15 alle 24 di venerdì 18 settembre il Liga Village, all’interno dell’area di Campovolo, sarà infatti aperto al pubblico che avrà acquistato il biglietto per il concerto. L’evento sarà animato da ‘intrattenimento da strada’ (artisti, giocolieri, professionisti e musicisti) e dalla proiezione dei film di cui il Liga è stato regista. Per tutti gli acquirenti del biglietto dell’evento ci sarà anche uno special box contenente DVD, gadgets e  memorabilia. Saranno previste, inoltre, delle apposite aree per le tende e convenzioni con bus, treni e navette per agevolare gli spostamenti di chi arriverà dalle varie parti d’Italia.

Luciano Ligabue @ Campovolo - Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

Luciano Ligabue @ Campovolo – Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

In occasione del Liga Day, Luciano ha anche annunciato la realizzazione di due documentari per festeggiare tutti coloro che hanno lavorato con lui in questi anni, due making of che metteranno nero su bianco tutto ciò che è accaduto tra palco e realtà: “Mi piace salvaguardare la musica creata , per questo ho pensato a due making of di “Ligabue” e “Buon Compleanno Elvis” anche per ricordare chi tra noi non c’è più. L’idea è di far parlare chi c’era, raccontare le emozioni, ricordi. Il primo devo farlo io per forza, per il secondo spero di trovare un autore”. Soddisfatto ed appagato, l’artista è stato infine premiato da Ticketone per la vendita record di 2 milioni e 232 mila biglietti, avvenuta tra il 2005 ed il 2015.

Sorridente e rilassato, Luciano Ligabue ha risposto alle numerose domande arrivate dai tanti giornalisti presenti all’evento. Ecco le principali dichiarazioni:

Quella del 19 setttembre sarà una serata unica perché non ho mai suonato integralmente i miei primi due dischi. L’idea nasce dal voler far sì che si possano ascoltare anche quei brani che durante i live sono sempre stati nascosti, spiega Luciano. La canzone da cui è cominciato tutto è “Sogni di rock’n’roll”. All’inizio della mia carriera mi ispiravo alla mia passione per il rock progressivo ed i cantautori. Ho iniziato componendo musiche inutilmente complesse e scrivendo testi troppo pretenziosi, poi una domenica pomeriggio, mentre raccontavo un sabato sera tra amici in discoteca, mi sono reso conto di aver scritto la mia prima canzone compatta. Ho capito che dovevo usare un linguaggio comune, semplice, immediato e mi piace pensare che è proprio in quello che si nasconda la poetica”. In venticinque anni sono cambiato molto, io in primis come essere umano. Ho iniziato la mia carriera nell’incoscienza totale, poi ho pian piano maturato la consapevolezza di come il pubblico senta e percepisca le mie canzoni, prima nate di getto, poi sottoposte a lunghe sessions di revisione artigianale. Oggi ho meno pudore di prima, aggiunge Liga, all’inizio mi mascheravo dietro a dei personaggi, ora parlo in prima persona. In questi anni ho scritto tantissimo di me, del mio punto di vista sul mondo eppure ancora mi meraviglio di aver ancora qualcosa da dire”.

Particolarmente toccante il momento in cui Ligabue ha ricordato il momento in cui si è reso conto di aver “svoltato”: Ero al Rocktober Fest di Alessandria, c’era  il gruppo di supporto, gli Statuto, che avevano già pubblicato tre album e mi sembrava inverosimile che suonassero prima di me. Nelle prime venti file tutti sapevano le mie canzoni a memoria ed è stato in quel preciso momento che  ho cominciato a prendere coscienza della potenza delle canzoni e della responsabilità che ne consegue” .

Anni costellati di trionfi ma anche di scivoloni: “Gli scivoloni che ho commesso sono sempre stati evidenti e chiari e credo anche di essermeli anche meritati. Tendo a credere che la canzone debba essere popolare e arrivare alla gente, se questo non  avviene, la canzone non funzionerà. Il più clamoroso passo falso furono “Sopravvissuti e Sopravviventi” e “Miss Mondo”. Dopo “Buon Compleanno Elvis” ho sofferto una crisi di identità e volevo raccontare la punta amara del successo, un argomento davvero impopolare, confida Luciano, “Quando le cose vanno male, ricevi inevitabilmente meno telefonate, eppure anche quella solitudine è necessaria; quando caschi devi lasciare che il tempo passi e che la tua consapevolezza maturi”.

Per quanto riguarda l’ultima avventura de il “Viaggio del mondo”:  “Fare quel giro del mondo è stato un viaggio della libertà, un regalo che ci siamo fatti. Tornare a suonare nei club mi ha fatto tornare indietro nel tempo, mi ha permesso di cambiare le aspettative e di allontanarmi la maniacale tendenza italiana di voler prevedere cifre, numeri e ritorni.

Luciano Ligabue @ Campovolo - Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

Luciano Ligabue @ Campovolo – Reggio Emilia ph Francesco Prandoni

Parlando di ciò di cui non riesce a fare a meno, Liga spiega: “Ho sempre la speranza che ad ogni nuovo disco ci sia un nuovo Ligabue. Al di là delle scelte sonore, quello che ritengo davvero importante è l’urgenza di dire qualcosa: le canzoni che entrano nei miei dischi rispondono a questa prerogativa. Scrivo tanto e quando scelgo, sento cosa ho scritto quando ne avevo davvero bisogno. Con le canzoni cerco la gente, con tutto il resto questo problema non me lo pongo. Con la musica alla gente non gliela si fa, chi fa il furbo ha un brano che dura un’estate. Questo è il mistero delle canzoni dove il giudice è chiaro: il pubblico.

Solo a chi entro il 30 giugno acquisterà online su www.ticketone.it il biglietto per “CAMPOVOLO – La festa 2015”, scegliendo la modalità di spedizione a casa, sarà data la possibilità esclusiva di assistere al concerto dall’area dedicata “PIT speciale” (PIT A) in prossimità del palco (l’accesso all’area sarà regolato da un braccialetto spedito insieme al titolo d’ingresso del concerto e allo “Special Box Campovolo 2015”).

In alternativa alla modalità di spedizione a casa, per coloro che acquisteranno online su www.ticketone.it è previsto il ritiro dello “Special Box Campovolo 2015” e del titolo d’ingresso direttamente a Campovolo, il giorno dello spettacolo (non è previsto il braccialetto “PIT A”).

Anche chi acquisterà il biglietto presso i punti vendita avrà la possibilità di ritirare lo “Special Box Campovolo 2015” (non è previsto il braccialetto “PIT A”). Info e modalità saranno pubblicate su fepgroup.it.

Dall’1 giugno sarà possibile acquistare posto auto (interno o in prossimità dell’area di Campovolo) e posto tenda (all’interno dell’area dedicata) per le notti del 18 e del 19 settembre.

Verranno inoltre messi a disposizione dei treni speciali a/r Milano-Reggio Emilia e a/r Roma-Reggio Emilia (info, orari e tariffe dall’1 giugno).

Eventi in Bus, partner ufficiale di “CAMPOVOLO – La festa 2015”organizzerà servizi autobus a/r da tutta Italia all’area di Campovolo (tutte le info suwww.eventinbus.com).

 

Raffaella Sbrescia

 

Concerto Primo Maggio a Roma: tutto sulla conferenza stampa di presentazione

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Primo Maggio a San Giovanni – Conferenza Stampa

Si è svolta il 23 maggio alle 12 presso la sala A della sede Rai di Viale Mazzini 14, la conferenza stampa di presentazione del Concertone del primo maggio che anche quest’anno, come accade oramai da 25 anni a questa parte, vedrà protagonista la storica location di piazza San Giovanni a Roma.

La conferenza, mediata dal capostruttura RAI Luca Mazzà, ha visto la partecipazione, di fronte ad una nutrita componente del panorama giornalistico italiano, dei tre rappresentanti sindacali Carmelo Barbagallo, (Uil), Gianna Fracassi (Cgil) e Giovanna Ventura (Cisl), del direttore di RAI 3, Andrea Vianello e degli organizzatori Carlo Gavaudan e Massimo Bonelli.
Assente la conduttrice, Camila Raznovich, bloccata a letto da una forte influenza, che, raggiunta al telefono, saluta la platea con un romanissimo “Rosico molto di non poter essere con voi”.

Agli interventi di Vianello, che pone l’accento sul lungo sodalizio che lega RAI 3 alla manifestazione, e a quelli dei tre rappresentanti sindacali, concordi nel convenire che, oggi, alla parola “Lavoro” dovrebbe affiancarsi, se non sostituirsi quella di “Solidarietà”, fa seguito la presentazione dello spot, in anteprima per la stampa.

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Sarà un concerto ricco di eventi, e di partecipanti, a partire dai conduttori che affiancheranno Camila Raznovich,: Vincenzo Mollica, Carlo Massarini, Paola Maugeri, Enrico Silvestrin, Francesco Pannofino, Dario Vergassola,Claudio Santamaria, Paolo Rossi.

Primo Maggio Roma- Conferenza stampa ph M.L.Avella

Primo Maggio Roma- Conferenza stampa ph M.L.Avella

Prende la parola Massimo Bonelli, responsabile del nuovo team organizzativo, insieme a Carlo Gavaudan: “Abbiamo lavorato ad un cast eterogeneo, tocchiamo tutte le forme musicali. Faremo scelte in scaletta abbastanza particolari. Cose sicure alternate a scommesse. Il PrimoMaggio deve avere ancora un ruolo di pioniere per la nostra musica.”
E proprio a conferma di ciò, sul palco è prevista l’esibizione dei tre finalisti del contest dedicato agli artisti emergenti 1MNEXT. Al momento in gara ci sono 12 artisti, ossia Bamboo, Fiori di Cadillac, Gianni Chillà, I figli dell’officina, I musicanti del vento, La Rua, Le stanze di Federico, Metrò, NiggaRadio, Plaza, Sula Vetrebianco, Toromeccanica.
A loro il nostro “in bocca al lupo”.

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Molte le domande relative a quelli che saranno i costi della manifestazione e gli inquadramenti del personale che vi prenderà parte.

Gavaudan specifica: “Chi lavora direttamente con noi è inquadrato in Enpals. Altri hanno inquadramento analogo per altre società. Nostra attenzione forte è su questo tema. Il controllo in questo senso è molto attento. Ci saranno, naturalmente anche dei volontari, cui forniremo comunque una copertura assicurativa e contributiva”. 
I costi del Concertone? “Siamo novelli, siamo ancora alla rincorsa della copertura dei costi. Ci riserviamo di dare informazioni dettagliate. Ci sono aziende che intervengono anche per il catering”.

Circa la presunta rivalità con la manifestazione che si terrà a Taranto, Bonelli replica: “C’è grande cordialità con loro, ci siamo abbracciati e fatti gli auguri con Roy Paci. È una montatura quella della rivalità”. Insomma, sembra tirare un’aria di rinnovamento sulla kermesse romana che, sicuramente non vuole porsi come assoluta o prevaricante formula di celebrazione del Primo Maggio in musica, ma che indiscutibilmente vanta il primato, in termini temporali, rispetto a tutte le manifestazioni che si terranno in questa data nelle varie piazze delle più importanti città d’Italia.

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Conferenza stampa Primo Maggio ph M.L.Avella

Il sodalizio con RAI 3 è storico quanto la manifestazione e riteniamo che, come giustamente evidenziato del segretario della UIL Barbagallo, sarebbe auspicabile che anche altre emittenti televisive a diffusione nazionale, documentassero gli interventi musicali di tutta italia, adottandone uno. Per il momento, in attesa di goderci il Concertone, un grazie a RAI 3 per l’invito, e a tutti buona visione, in diretta Venerdì 1° maggio dalle ore 15, con…… J-Ax, Almamegretta, Enzo Avitabile, Alessio Bertallot, Alpha Blondy, Bluvertigo, Goran Bregovic, Alex Britti, Mimmo Cavallaro, Teresa De Sio, Emis Killa, Ghemon, Irene Grandi, Kutso, Lacuna Coil, Levante, Lo Stato Sociale, Ylenia Lucisano, Med Free Orkestra, Nesli, Noemi, Pfm, Enrico Ruggeri, Daniele Ronda & Folklub, Santa Margaret, James Senese & Napoli Centrale, Tinturia, Tarantolati di Tricarico, Paola Turci, Mario Venuti & Mario Incudine. La regia del Concertone sarà, infine, affidata a Cristian Biondani.

M.L.Avella

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