Ron racconta il suo amico Lucio e presenta l’omonima raccolta dedicata proprio a Dalla. Un effluvio di emozioni

 Ron ph Riccardo Ambrosio

“LUCIO!” (Sony Music) è il nuovo progetto discografico di RON dedicato a Lucio Dalla per celebrare la ricorrenza del 75esimo compleanno del cantautore bolognese e omaggiarne la poetica e l’anima musicale. La raccolta racchiude 12 brani, tra cui l’inedito sanremese “Almeno Pensami”, registrati in presa diretta da Ron (voce e chitarra acustica) insieme Elio Rivagli alla batteria, Roberto Gallinelli al basso e Giuseppe Barbera al pianoforte.
Nell’album si trovano alcuni dei più grandi successi di Dalla, tre dei quali scritti insieme a Ron che per l’occasione li ha riarrangiati e reinterpretati. Il disco è, inoltre, dedicato alla memoria di Michele Mondella, grande personaggio del mondo musicale e storico amico e collaboratore di Lucio e Ron.

Intervista

Come è avvenuta la selezione delle canzoni scelte per questa raccolta?
Ho pensato istintivamente alle canzoni di Lucio e mi sono subito venuti dei titoli in mente. Mi è piaciuto cominciare con “Almeno pensami”, l’ultima opera di Lucio. Ho proseguito con “4/03/1943), uno dei suoi primi brani. Ho voluto spaziare tra presente e passato. Non volevo fare un disco a metà, ci sono solo canzoni scritte da Lucio e su questa scia sarà improntata anche la scaletta del concerto che sto costruendo.

Che coinvolgimento hanno avuto gli eredi di Dalla in questo progetto?

Devo solo ringraziarli. Se non fosse stato per loro, “Almeno pensami” non sarebbe mai venuta a galla. Lucio ero distratto, lasciava pezzi scritti dappertutto, spero proprio che vengano fuori altri brani. Ho seguito questo progetto con grande passione ma anche in punta di piedi. Si sa, è facile cantare un artista così immenso, così come è altrettanto facile strabordare. Il mio obiettivo era essere il più semplice e trasparente possibile. I testi e le musiche di Lucio sono molto semplici ma lui non poteva fare a meno di riempire gli arrangiamenti. Spendeva anche intere ore per mettere i suoi versi, campionava un pezzo di martello e lo trasformava in un rullante. Qui è stato fatto un lavoro molto più semplice: 4 musicisti, compreso me stesso, in studio e in presa diretta per lavorare sul suono e nulla che potesse impedire la fuoriuscita delle emozioni.

RON

Per tanto tempo ti sei rifiutato di parlare di Lucio. Cosa ti ha fatto cambiare idea?

Ho preferito starmene tranquillo per i fatti miei. Il silenzio mi ha aiutato molto a superare la dipartita di Lucio che è stata veramente pesante. Non sono stato guidato da nulla se non dal fatto che non avevo assolutamente voglie di un’inutile sovraesposizione tipica degli sciacalli.

Il disco si chiude con “Com’è profondo il mare” cantata solo da Lucio. Come mai?

L’arrangiamento originale del brano l’avevo pensato io, poi in occasione di uno speciale andato in onda su Sky, siamo andati a snocciolare delle piste del brano e ho notato una potenza vocale di Lucio che non volevo toccare. Ho voluto inserire solo un leggera sporcatura con le chitarre, mi pareva stupido fare una controvoce; la canzone è solo sua.

In alcuni brani hai fatto un ampio uso di archi. Qual è l’impronta del disco?

Ho cercato di non esagerare. Mi ricordo di telefonate notturne in cui Lucio mi chiamava tenendo la cornetta del telefono e mi faceva ascoltare decine di volte la stessa canzone per farmela sentire bene. Spesso in studio ci si dimentica da dove viene un brano, come è nato e l’intenzione che c’è dietro. Gli archi qui non sostituiscono nulla, semplicemente sentivo che ci volevano. In “Attenti al lupo” mi sono particolarmente divertito.

Com’è andata per “Canzone”?
Ho chiamato Maurizio Pica che ha messo insieme un gruppo di mandolinari per completare in modo più sentito un brano che è figlio del profondo amore di Lucio per Napoli.

Quanto ha rivoluzionato la tua vita artistica l’incontro con Lucio?

Avere un riferimento come Lucio è una cosa unica, mi sono affacciato alla musica a 16 anni, ho conosciuto subito Lucio con “Occhi di ragazza” e insieme a Bardotti ha cominciato a produrre le mie cose. Mi sono sempre fidato di Lucio, non teneva nulla per sè, era importante perchè amava quando qualcuno riusciva a farcela, amava prendere persone della strada e cercare di farli cantare. Io, Bersani, Carboni, gli Stadio siamo tutto figli di Lucio.

Come sarà il concerto che stai mettendo a punto?

Ci saranno 18-20 canzoni in scaletta, saranno tutti brani di Lucio. Ci saranno dei contributi video, li stiamo scegliendo in questi giorni. Sto scrivendo anche le mie parti parlate, si tratta di uno spettacolo teatrale e sarà pensato per raccontare Lucio al meglio. Milano e Roma sono il prologo di un tour, vorremmo organizzare altri concerti in teatro, magari li riprendiamo il prossimo autunno per chiudere il cerchio dopo i live estivi.

Video: Almeno pensami

Come ti sei sentito quando hai ascoltato “Almeno pensami” la prima volta?

Ho vissuto un’emozione unica e irripetibile. Il brano era un demo con un primo arrangiamento fatto da Lucio. Claudio Baglioni me l’ha consegnata così. Al primo ascolto ho sentito Lucio e basta, non mi sentivo dentro il brano. Lucio l’aveva reso così suo che non mi sentivo di andare a ripetere un’anima così presente. Ho rivisto il brano senza toccare musica e testo, l’ho semplicemente portato nel mio mondo. Anche il disco segue questa semplicità di fondo. La canzone è stata fatta tutta in presa diretta, senza nemmeno un click. Spero e credo di averle reso giustizia. Tutto questo ha dato vita al disco.

Come hai vissuto questo Festival di Sanremo?

Il Festival è stata una cosa bella. Finalmente un Festival tranquillo, senza patemi da eliminazione. Claudio Baglioni è uno di noi, ha difeso la categoria, sa cosa vuol dire essere escluso o arrivare ultimo. Con quattro colpi di coda ha dato un segnale a tutti: c’è bisogno di un cambiamento anche per un festival così importante che rappresenta la storia della musica italiana. Da qui in poi si può fare solo meglio.

L’ultima esperienza di Lucio fu Sanremo 2012 con Pierdavide Carone. Ti ha mai raccontato qualcosa a riguardo?

Sentii Lucio in quei giorni, era molto abbattuto e triste, si trovava molto fuori posto nonostante la voglia di essere li per Pierdavide. Cercai di tranquillizzarlo, per fortuna c’era Michele Mondella accanto a lui e lo aiutò a concludere quell’avventura.

Perchè hai dedicato il disco a Mondella?

Nel ’70 ho conosciuto Michele Mondella perchè la RCA aveva già tutti i suo posti prenotati per Sanremo. Michele è stato il mio primo promoter, abbiamo iniziato insieme e sono fiero che sia stato così. Mondella è stato importante per il cantautorato perchè l’ha difeso con le unghie e con i denti, senza mai sgomitare e con saggezza da uomo colto e mai arrogante quale era. Questo l’ha portato ad essere rispettato da artisti e addetti ai lavori, lo ringrazio soltanto, ho avuto tantissimo da lui.

Cosa ricordi del primo incontro con Lucio?

Arrivai con mio padre alla RCA per “Occhi di ragazza” Lucio era tutto ingessato dopo un incidente, spuntavano solo gli occhialini e un po’ di barba, era forse troppo giovane ma non l’ho riconosciuto. Mi disse qualcosa di divertente, mi misi a ridere di gusto e da allora mi fece ridere sempre. Poco prima mio padre ebbe un incontro ravvicinato con Renato Zero, fu una gornata indimentabile, pensare che fino a una settimana prima andavo ancora a scuola.

Qual è il tuo bilancio sullo scambio reciproco che c’è stato tra voi?

Lo dico chiaramente: se non ci fosse stato Lucio, non sarei qui. Non sono una persona che si impone. Lucio invece sapeva guardare lontano, pensava sempre e solo al futuro. Quando capì chi ero musicalmente, Lucio cominciò a lavorare con me e credo di essergli stato molto utile. Ascoltavo Joni Mitchell, Neil Young, lui invece amava il jazz, il rythm’n'blues. Ci siamo scambiati passioni musicali attraverso l’amore per la musica, non parlavamo d’altro e ci servito tutto a tutti a due.

Raffaella Sbrescia

Video: Almeno pensami live @ Sony Music Italy


Dal 7 marzo RON sarà impegnato in un instore tour per incontrare il pubblico e presentare il suo nuovo progetto discografico: il 7 marzo al Mondadori Megastore di Milano (Piazza Duomo, 1 – ore 18.00), il 9 marzo al Mondadori Megastore di Bologna (Via M. D’Azeglio 34 – ore 18.00), il 10 marzo al Mondadori Bookstore di Roma (Via Tuscolana, 771 – ore 17.00), il 12 marzo al Mondadori Bookstore di Napoli (Piazza Vanvitelli, 10/A – ore 18.00).

RON tornerà live con concerti: il 6 maggio al Teatro dal Verme di Milano e il 7 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala Sinopoli).

Questa la tracklist di “Lucio!”: “Almeno pensami”, “4/3/1943”, “Tu non mi basti mai”, “Piazza grande” (in duetto con Lucio Dalla), “Henna”, “Attenti al lupo”, “Quale allegria”, “Chissà se lo sai” (in duetto con Lucio Dalla), “Futura”, “Canzone”, “Cara” e “Come è profondo il mare”.