Intervista a Syria: il nuovo album, la passione per la moda ed i preparativi per il tour

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“Syria 10” è il titolo del nuovo album di Syria, un’ artista curiosa, versatile che, nel corso della sua carriera, ha saputo dare ascolto al proprio istinto avvinandosi ai più disparati generi musicali. A distanza di più di 15 anni, Cecilia Cipressi, questo il suo nome di battesimo, torna a stupire tutti con un album di produzione elettronica. Un progetto a cui hanno preso parte diversi esponenti della scena musicale italiana testimoniando, ancora una volta, la stima di cui Syria gode all’interno del contesto artistico nazionale. In questa intervista, l’artista ha raccontato non solo la genesi del disco ma anche la fase di lavorazione al progetto senza trascurare un cenno ai lavori precedenti ed un approfondimento al suo approccio alla creatività, più in generale.

“Syria 10” è, per l’appunto, il tuo decimo album. Le canzoni che lo compongono sono legate da alcuni tratti comuni come la produzione elettronica e l’amicizia con molti artisti che hanno collaborato con te alla costruzione del progetto. Come è arrivata questa idea e in che modo questo lavoro è coerente con quello che ti piace vivere e ascoltare nella musica?

Da quasi 14 anni vivo a Milano, una città che, durante tutto questo tempo, mi ha davvero dato molto sotto tanti punti di vista; per quanto riguarda quello artistico ho fatto il pieno di grandi amicizie con colleghi e produttori che hanno saputo condividere la loro esperienza con la mia. Questo è proprio il caso di “Syria 10”: mi sono ritrovata a desiderare di fare un album elettronico con giovani produttori e dj. Un genere, quest’ultimo, che avevo già sperimentato con Airys (pseudonimo dietro al quale la cantante si è celata per dare alle stampe l’EP “Vedo amo esco”, contenente collaborazioni con diversi esponenti della scena electro), qualche anno fa, e, pian piano, mi è venuta voglia di costruire un nuovo progetto senza giustificarmi più. A questo disco hanno lavorato con me Big Fish, Andro.id dei Negramaro, Two Fingerz, Stefano “Stylophonic” Fontana, DJ Shablo,  Pink Is Punk, Power Francers, Emiliano Pepe, Andrea Nardinocchi, Sergio Maggioni e Dario Moroldo (già produttori, questi ultimi due, del precedente “Scrivere al futuro”). A questi nomi bisogna poi aggiungere quello di Max Pezzali, autore (insieme a Fortunato Zampaglione e Francesco Di Benedittis) del primo singolo “Odiare”. Sono felicissima del risultato raggiunto perché penso che la musica elettronica sia il nuovo pop e, in qualità di interprete, mi è venuta voglia di scegliere un sound coerente con i miei gusti e di farmi scrivere canzoni che mi stessero addosso senza impegno. Questo è un album molto leggero e, a parte il brano intitolato “Sono io”, l’album si presta ad un ascolto disinvolto.

Syria

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Canzoni e storie molto diverse compongono questo nuovo tassello della tua carriera artistica… ci racconti le suggestioni e la trama di “Tutti i colori del mondo” scritta da Emiliano Pepe?

Questa è, forse, la canzone più vicina alle mie origini e mi piaceva l’idea di riprendere un pezzo con quella melodia, veramente un po’ alla “Sei tu” e abbinarlo ad un tappeto sonoro un po’ più elettronico. Il brano è scritto da Emiliano, che è napoletano come lo è il mio primo produttore Claudio Mattone, che scrisse il brano “Non ci sto”, avevo proprio voglia di fare questo passo indietro per parlare d’amore in maniera semplice ed autentica.

Nel corso degli anni hai cambiato tante volte pelle e stili musicali…Se un giorno tu avessi l’occasione di incidere un “Best Of”, quali brani inseriresti in scaletta?

Del mio album “Un’altra me”, prodotto da Cesare Malfatti (dei La Crus), contenente reinterpretazioni di canzoni incise, nella loro versione originale, da gruppi come Marta sui Tubi, Perturbazione, Deasonika, Non Voglio Che Clara, ce ne sono tanti che amerei riprendere. Chiaramente ci sono brani scritti per me da Jovanotti, Mariella Nava, Tiziano Ferro, Giorgia che, nel corso degli anni, ho continuato a rivisitare in ogni modo sul palco e a cui sono molto affezionata. In questi 18 anni sono successe tante cose speciali con molte persone e, se mi guardo indietro, sono felice di tutto quello che ho costruito partendo dalla melodia passando al tributo al mondo indie, per poi passare dall’elettronica al pop. Non so quante canzoni ho fatto in questi anni ma almeno il 70% le salvo!

Syria

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Come è stato scelto il singolo che seguirà l’apprezzatissimo singolo “Odiare”?

Ammetto che purtroppo a volte ci sono delle cose non vanno di pari passo con i gusti personali di noi artisti però, partendo dal presupposto che sono felice di tutto quello che è stato fatto in questo disco, avrei voluto portare alle radio, come secondo singolo, il brano “Come stai” ma, proprio le radio hanno scelto “Innamoratissima”. Se le radio hanno voglia di suonarti un po’ di più, dato che siamo in tanti a fare questo lavoro e che non è mai facile trovare degli spazi, la cosa di certo non mi dispiace. Il brano in questione è una cover dei Righeira, che ho fatto con molto piacere e che mi piacerà assolutamente cantare dal vivo. Magari “Come stai” uscirà come terzo singolo, o almeno spero, io intanto lo difendo….

Quando sei in consolle combini new disco e deep house… come decidi la selezione dei dischi da proporre al pubblico?

Non è facile descrivere questa cosa perché, in realtà, ogni giorno faccio una selezione di ogni genere. Spesso mi capita di trovare dei remix di canzoni note e, su quella lunghezza d’onda, le ripropongo a modo mio.

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Come canti in “Fuori dal tempo” sei una batteria viva, accumuli energia. Da dove nasce questa tua apertura artistica così sconfinata?

Semplicemente dalla curiosità. Sono sempre stata così perché sono una persona curiosa. Da ragazzina mi sono appassionata a tante realtà musicali, ho sempre ascoltato musica di ogni genere e questo accumulare energia per me rappresenta un modo per dispensare tutto quello che mi piace di più. Non mi pongo mai limiti, ascolto di tutto perché è tutta cultura, inoltre nelle mie cose c’è sempre un tocco di femminilità.

La tua estrosità traspare anche nel tuo modo di vestire… Sei una fashion addicted o segui l’istinto anche nella scelta dei tuoi outfits?

Sicuramente è tutto frutto del mio istinto. Certo, ho imparato molto anche grazie al fatto che vivo a Milano, mi sono fatta un’idea di tante cose ma metto sempre in pratica le idee che vengono dal mio istinto e dalla mia personalità. Mi diverto, mi piace consigliare e se posso mettermi a disposizione delle amiche lo faccio volentieri. Magari negli anni ho cercato un po’ più di rigore perché sono sempre stata quella che ha sempre mischiato righe e fiori ma mi perdo tra mille stoffe e colori che rappresentano la mia vivacità ed il mio modo di essere. Vestirsi per le occasioni è un gioco meraviglioso, ho anche un thunder dove pubblico sempre i miei outfit, un profilo Instagram ed un blog sulla moda dove pubblico le cose che mi piacciono.

Nel 2006 ti sei anche cimentata nel ruolo di attrice con Paolo Rossi, hai mai pensato di valutare eventuali nuovi proposte orientate in questo senso?

Beh, è stata una cosa che mi ha entusiasmata molto e non mi dispiacerebbe assolutamente prendere in considerazione nuovamente questa esperienza.

Quando e dove potremo ascoltarti dal vivo? Stai organizzando il tour?

Sto iniziando a mettere insieme i tasselli per il progetto legato al nuovo tour che partirà da ottobre. Girerò con Big Fish e un altro ragazzo che stia con noi e che smanetti coi synth in consolle, saremo in trio e abbiamo intenzione di girare per i club e per le discoteche. Non ho ancora date da dare ma sui social vi dirò tutto. Per adesso, intanto, è importante pianificare il live e capire come proporci al pubblico.

Raffaella Sbrescia

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