Drones, i Muse picchiano duro in un’ opera rock oscura ed affascinante

MUSE_DRONES-COVER-2400 (1)

“Drones”, il nuovo album dei Muse segna l’atteso ritorno della rock band a tre anni dal sovrastrutturato “The 2nd Law”. L’album è un lavoro diretto , molto più suonato ed incentrato su un concept di grande attualità e fascino. Presentato come un ritorno a suoni più grezzi e rock dagli stessi Matt Bellamy, Chris Wolstenholme e Dominic Howard e prodotto da Robert Mutt Lange,  “Drones” parla dei contrasti tra libertà e oppressione, consapevolezza e alienazione, uomo e macchina.  Nella tensione tra estremi opposti si compie, dunque, la narrazione di un’ opera  intrisa di oscurità. La ‘progressiva disumanizzazione’ del mondo, simbolicamente rappresentata dall’invasione dei droni, è terreno fertile per la poetica dei Muse.

Il frontman Matt Bellamy ha descritto “Drones”  come un album che esplora il viaggio di un essere umano, dal suo abbandono e perdita di speranza, all’indottrinamento del sistema per renderlo un Drone Umano, fino alla finale liberazione dagli oppressori: “Ho iniziato ad interessarmi ai droni – ha raccontato Matt alla stampa – leggendo un libro sul massiccio impiego di queste macchine nelle operazioni di guerra, soprattutto in Afghanistan (Predators -The CIA’s Drone War on al Qaeda Dartmouth del professor Brian Glyn Williams,ndr). Ho appreso che intelligenza artificiale e droni saranno sempre più integrati, così che la decisione di uccidere qualcuno potrà essere presa da un robot e non da un altro essere umano. Mi è sembrata un’interessante metafora del futuro, attorno alla quale far ruotare l’intero concept del disco”. A questo discorso si collegano le caratteristiche strumentali dell’album: un approccio diretto al noise rock, un forte pathos ritmico, schitarrate bollenti e batteria imponente.

“E’ esattamente questo il disco che volevamo fare: non ci interessava mettere insieme un “collage di canzoni” –  ha spiegato Dominic Howard, il 37enne batterista – E’ nato tutto già all’epoca dell’ultimo tour  quando abbiamo realizzato di aver bisogno di tornare a qualcosa di più concettuale e rockeggiante. Questa volta siamo partiti dalla musica, da noi tre in una stanza a suonare e il sound è venuto naturalmente più heavy. ‘Drones’ ci ha riportato alla musica “suonata”. Per questo abbiamo voluto un produttore esterno, volevamo essere concentrati sulla musica, riprenderci i nostri strumenti e tirare fuori da quelli il suono del disco. Oltretutto visto che il tema del disco è una lotta tra umanità e tecnologia, con quest’ultima vista come ‘il male’, aveva ancora più senso realizzare l’album in un modo più ‘umano”. 

attachment (4)

Con una copertina che rimanda a The Wall richiamando alla mente facili riferimenti orwelliani, il racconto di “Drones” inizia con la selvaggia “Dead Inside” proseguendo fino ad “Aftermath” tra sprofondamento psicologico, manipolazioni e rinascita individuale racchiusa tra le parole di “The Handler”: “I don’t want to be used by others. I don’t want to be controlled. I don’t want to be a cold, non-feeling person. I want to actually feel something”. Un discorso alla stampa di JFK (1961) centrato sull’indipendenza e sulla libertà di pensiero porta all’epilogo, dove il senso di inquietudine pare lasciare spazio alla fiducia nell’umanità e nell’amore. A chiudere l’album, e quindi la narrazione, è proprio la titletrack: “My mother, my father, my sister and my brother, my son and my daughter killed by drones”, recitano le liriche del brano che si chiude con una Missa Papae Marcelli, composta da Pierluigi da Palestrina nel 1562 e ‘rivisitata’ dallo stesso Bellamy.

 I tre di Teignmouth porteranno “Drones” in tour già a partire da settembre: “Saremo prima in Asia e Sud America – ha anticipato Bellamy – e verso la fine dall’anno in Nord America. In Italia torneremo (dopo la data del 18 luglio al Rock in Roma festival) all’inizio del 2016 ma niente stadi: questa volta faremo più serate ma in spazi più piccoli, così da avere un maggior controllo sugli effetti speciali e sulle tecnologie – droni compresi – che vogliamo utilizzare”.

Acquista su iTunes

Tracklist:

1. Dead Inside

2. [Drill Sergeant]

3. Psycho

4. Mercy

5. Reapers

6. The Handler

7. [JFK]

8. Defector

9. Revolt

10. Aftermath

11. The Globalist

12. Drones.

TicketOne