“Libere”, il nuovo album di Deborah Iurato. La recensione

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Libera di esprimersi… con grazia, con eleganza, con energia e convinzione. Deborah Iurato presenta “Libere”, il nuovo album di inediti, prodotto da Mario Lavezzi con la collaborazione di Nicolò Fragile, in uscita il prossimo 10 novembre per  Sony Music Italy. La giovane ed appassionata interprete di Ragusa sceglie di dedicare il suo atteso lavoro discografico alle donne, tutte le donne. I sogni, le strade, le paure, gli sbagli, le speranze delle donne rappresentano, soprattutto oggi, la chiave di volta del nostro presente e in “Libere”, Deborah racchiude 10 racconti raffinati e voluttuosi, in grado di ruotare attorno al tema centrale dell’amore affrontandolo in tutte le sue sfumature, dalle più seducenti alle più distruttive. Ad aprire l’album è “L’amore vero”: il singolo scritto dal giovane cantautore Lorenzo Vizzini è un brano intimo, delicato, in cui ogni parola ricopre un ruolo ad hoc e  Deborah lo interpreta con particolare intensità emotiva: “Chissà come sarà l’amore vero / Se ruberà lo spazio a ogni pensiero / Se mi saprà accettare veramente / Senza cambiarmi, senza chiedere mai niente / Ma l’amore vero che cos’è? / Scoprilo, ma tienilo con te / Ogni amore è come una poesia / Se lo sveli, perde la magia”, canta Deborah, incarnando l’innocenza ed il candore di chi si avvicina per la prima volta al sentimento più importante. Il percorso di “Libere” prende una forma più definita con “Dimmi dov’è il cielo”, scritto da Fiorella Mannoia, insieme a Bungaro e Cesare Chiodo. Un altro splendido regalo per Deborah dopo il successo di “Anche se fuori è inverno” che racconta di un amore così forte da spingersi oltre la dimensione terrena,  verso il cielo, alla ricerca di una nuova forma: “Però tu dimmi dov’è il cielo / La terra non ci basta più / Voliamo un po’ più su / Un po’ più su / Nell’universo e anche di più / E allora dimmi cos’è il cielo / Due mondi in un respiro solo / E anche di più anche di più / Siamo due stelle in mezzo al blu” per provare a fondere due anime aldilà della realtà contingente. La canzone più bella e più significativa dell’album è la title track “Libere”, scritta ancora una volta da Lorenzo Vizzini. Il brano racchiude la più intima essenza di quello che Deborah Iurato intende comunicare al pubblico con questo disco: “Sono diventata grande e a poco a poco / Ho capito che la vita non è un gioco / Sono scivolata sopra i miei difetti / Ma ho ricominciato sempre a denti stretti/ Perché col tempo ti rialzi sempre / Quando riparti non ti ferma niente / E dal dolore ne rinasci forte / E cominci a crescere / Siamo libere, libere, libere / Di riprendere il cammino / Di decidere il destino / Ed andarcene lontano / Siamo libere di sorridere per vivere / E andiamo avanti per la nostra strada / Ovunque il viaggio della nostra vita porterà”. Difetti, paure, sacrifici, catene, inganni non scalfiscono la grinta e la potenza interpretativa e vocale di Deborah Iurato che, in questi mesi, ha avuto modo di interfacciarsi con i più disparati contesti musicali e di mettere a fuoco la propria personalità artistica. Meno coinvolgente, tuttavia orecchiabile, è “Per te”, il racconto  di una storia d’amore, in cui ci si perde l’uno nell’altra.

Deborah Iurato

Deborah Iurato

Deborah mette il proprio cuore in movimento, senza avere paura di mettersi in gioco e, in canzoni come “Aurora”, la giovane cantante riesce a calarsi con grazia e delicatezza anche in atmosfere più oniriche. Il tratto più inaspettato di “Libere” è rappresentato da “Giochi proibiti”, una canzone in cui Deborah cerca di mostrare il proprio lato più sensuale, lo sforzo c’è e si vede, bisogna lavorare un po’ di più su questo aspetto; non bastano le parole per esprimere la carica erotica di un amore, serve trasporto, pathos ed immedesimazione. In “Libere” c’è anche spazio per il duetto con Rocco Hunt, autore del brano “Sono molto buona”, insieme ad Emiliano Pepe. Il ritmo r’n’b della melodia, la miscela delle timbriche di Deborah e Rocco riescono a conferire al brano un’aura originale e sicuramente orecchiabile, senza, tuttavia, raccontare nulla di particolarmente originale. L’amore senza confini, senza remore, che non si cerca e che tuttavia ci trova è il grande protagonista di “Vorrei vorrei” mentre la passione di affievolisce in “Evidente” per poi definitivamente spegnersi in “Domani mi avrai già dimenticato”, il racconto di un amore ormai giunto al capolinea.  La parabola dei sentimenti è il nucleo centrale di questo nuovo lavoro di Deborah Iurato che dimostra ancora una volta di possedere grinta, potenza vocale e tanta voglia di fare; adesso sarà il pubblico a fare la sua parte, staremo a vedere.

Raffaella Sbrescia

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