Speciale Ritratti di Note danzanti: intervista a Rosa Di Grazia

Per lo speciale “Ritratti di Note Danzanti”, abbiamo incontrato Rosa Di Grazia, Ballerina di “Amici 20″.

Rosa partiamo dall’esperienza di “Amici”. Quale è stato il momento più bello e cosa ti ha lasciato?

E’ stata una esperienza bellissima, indimenticabile, mi ha lasciato un bagaglio ricco di emozioni e di insegnamenti che mi serviranno per il futuro, e che porterò sempre con me. Per quanto riguarda il momento più bello, partiamo dall’ingresso nella scuola, perchè si è realizzato uno dei sogni nel cassetto, ed è stata un’emozione unica. Poi ci sono stati altri momenti bellissimi, come la Premiazione del Premio Tim deciso da Pippo Baudo, la conquista della maglia del serale. Non c’è stato un momento preciso migliore dell’altro. Tutto il percorso è stato bello e significativo.

Rosa Di Grazia

Rosa Di Grazia

Questa avventura ti ha cambiata? Se sì, in che cosa?

Cambiata no, però sicuramente mi ha migliorata, mi ha fatto crescere personalmente e artisticamente.
Sulla danza mi sento molto cresciuta; ho sicuramente delle cosa da migliorare e non finirà qui. Umanamente ho scoperto lati di me che nemmeno credevo di possedere. Sarò sempre grata a questa esperienza.

Come ti sei avvicinata a questa magnifica disciplina che è la danza, che richiede anche molto rigore e sacrificio?

Mi sono avvicinata alla danza all’età di cinque anni, anche se, come dico sempre io, ballavo già da quando ero nella pancia di mia madre. E’ una passione che mi ha trasmesso mia zia. Tutto è iniziato ballando su canzoni neomelodiche napoletane (ride n.d.r.); da lì non ho mai smesso di danzare, e anche quando ho cambiato più volte città, la prima cosa che facevo era iscrivermi alla scuola di danza più vicina. Ho avuto un passato travagliato, ho viaggiato, mi sono spostata tanto, ma, ovunque fossi, ho cercato sempre una scuola nella quale danzare.

Nelle prime puntate del Talent, hai omaggiato la Maestra Cuccarini con un bellissimo Medley dedicato alle sue carriera. Quale è stato il consiglio più prezioso che ti ha dato?

Il consiglio più prezioso che mi ha dato la Maestra Lorella era contenuto in una sua lettera destinata a me, e fattami recapitare durante una delle puntate.
Quello che mi ha sempre detto, fin dal primo giorno, è di “avere sempre fame”, di essere determinata, di lavorare a testa bassa, di rispondere a qualsiasi critica e giudizio con il lavoro e di andare avanti sempre con umiltà e sacrificio. Ogni consiglio di Lorella Cuccarini è stato prezioso.

Rosa e la musica. Cosa ti piace ascoltare?

Ascolto un po’ tutta la musica in generale. Se devo scegliere un artista in particolare dico Tiziano Ferro perchè amo follemente la sua voce. Per il resto ascolto anche artiste come Emma, Alessandra Amoroso, e nell’ultimo periodo, ovviamente, le canzoni di tutti i cantanti di Amici. Avendo trascorso cinque mesi in Casetta, non ho ascoltato altro che i loro inediti.

Rosa non faccio mai domande sulla vita personale o che vogliano fare Gossip, ma come puoi immaginare tutti i tuoi Fans sono a conoscenza del legame con Deddy (Cantente n.d.r.). C’è una domanda simpatica da parte loro. Cosa hai pensato la prima volta che hai visto Deddy?

Come ho già raccontato diverse volte, il rapporto con Deddy non è stato da subito tutto rose e fiori. Il nostro percorso è cominciato in maniera diversa all’interno della scuola. Lui è entrato due settimane dopo di me con una busta di sfida, dicendo che avrebbe dovuto sfidare uno dei ragazzi già presenti nella scuola. La prima cosa che ho pensato è stata: “Questo chi è?… Che ci fa qui?… Chi deve sfidare e mandare via?… (ride n.d.r.). Il primo approccio non è stato proprio positivo, ci eravamo anche un po’ antipatici; poi a mano a mano, conoscendoci più a fondo, dall’antipatia è sbocciato l’amore.

Una frase o una parola che ti rispecchia in pieno?

La frase che mi rispecchia di più è “Non mollare mai”; la parola è “cazzimma” (per chi non è napoletano, questa parola indica un misto tra determinazione e forza resiliente)

Cosa provi quando balli?

Bellissima domanda. Beh, è difficile da spiegare a parole, anche perchè, almeno io, quando ballo, provo un mix di sensazioni ed emozioni, e mi lascio totalmente trasportare dalla musica. Ballo condividendo quello che ho dentro, cercando di esprimerlo con il mio corpo; è tutto un racconto messo insieme, che cerco di condividere con chi mi sta guardando. E’ una sensazione bellissima…

C’è un ricordo dell’infanzia al quale sei particolarmente legata?

Ho avuto una infanzia non facile. Uno dei ricordi più belli è quando si è riunita di nuovo tutta la mia famiglia, il mio nucleo familiare.

Ti leggo due messaggi arrivati per te.

“Rosa ti vogliamo bene, siamo tutti con te”, inviato dal Gruppo “Le Nipotine Migliori”. Il secondo messaggio è
“Non vediamo l’ora di vederti di nuovo ballare più forte di prima. Ti aspettavi tutto questo affetto dei Fans nei tuoi confronti?

Assolutamente non me l’aspettavo, ed è riduttivo dire a tutti i Fans un semplice Grazie. Sono grata a tutti per questo immenso affetto e amore, e spero un giorno di incontrare tutte le persone che hanno creduto in me e mi hanno sempre sostenuto, per poterle guardare negli occhi ed esprimere la mia gratitudine nei loro confronti. Durante il percorso ad Amici ho ricevuto anche delle critiche, ed è stato bello scoprire, dopo l’uscita dalla scuola, che queste persone sono andate oltre e alcune si sono ricredute. Mi fa piacere anche che per alcune persone io possa essere un esempio positivo a cui ispirarsi. Ringrazierò per sempre tutti.

Rosa tra i progetti futuri c’è anche l’insegnamento della danza?

Sì, non è escluso, anche se sono dell’idea che devo prima migliorarmi, devo prima arricchire il mio bagaglio di conoscenze, per poi poterlo trasmettere a chi vuole inseguire questo sogno e a chi vuole intraprendere quest’arte, donando quello che ho imparato io…

Un’ultima domanda, con risposta secca. L’inedito di Deddy che ami di più?

Zero Passi…

Giuliana Galasso

Ritratti di note danzanti. Intervista a Tommaso Stanzani: “una stoffa pregiata” con tante novità che bollono in pentola

Ritratti di Note sta incontrando tutti i cantautori di “Amici 20″. Vista la grande quantità di mail e messaggi arrivati in redazione abbiamo deciso di inaugurare lo speciale “Ritratti di Note Danzanti”, con le interviste dedicate ai ballerini di questa edizione del noto Talent.
Il primo ballerino che abbiamo intervistato è Tommaso Stanzani.

Tommaso Stanzani

Tommaso Stanzani

Tommaso partiamo proprio da “Amici”. Ripercorriamo insieme questa bellissima avventura. So che hai vissuto tanti bei momenti...

Sì, di momenti belli ne ho vissuti tanti, da quando sono entrato nella scuola, all’assegnazione della maglia e del mio banco, fino a quando sono uscito. L’uscita dalla scuola è stato un momento triste ma anche quello lo considero un momento importante, perchè è stata la degna conclusione di un percorso che mi porterò nel cuore per tutta la vita.

A proposito dell’uscita, tutti i ragazzi hanno pianto (insieme al pubblico a casa n.d.r.). Credo che tu abbia davvero stretto un legame speciale con tutti in Casetta

Sì, credo di avere costruito un bel rapporto con tutti. Poi è ovvio che con qualcuno ho scherzato di più, con qualcun altro invece mi sono trovato di più nel confidarmi e parlare di cose personali, però tutti mi hanno lasciato qualcosa, e spero anche io di aver lasciato loro qualcosa.

Ritratti di Note è un Blog che si occupa di musica. Quali sono i tuoi artisti preferiti, e quale genere musicale ascolti di più?

Beh, di solito ascolto di tutto. ad “Amici” i ragazzi cantanti mi hanno fatto anche conoscere e apprezzare generi musicali che magari prima non mi facevano impazzire. Mi piace un pò di tutto, e sono particolarmente proiettato verso la musica americana. Adoro Sam Smith, Beyoncè, ma anche la musica italiana ha per me un suo fascino.

Tommaso, da ex pattinatore, sai pattinare benissimo. Sai ballare, sai fare le imitazioni. Come te la cavi con il canto?

Allora, io dico sempre che sono stonato, però in Casetta mi dicevano che ero abbastanza intonato; non è che canto, lo faccio sotto la doccia, e non credo che questa cosa si possa classificare con il saper cantare… (ride n.d.r.)

C’è una esibizione ad “Amici” che ti è piaciuta particolarmente?

A livello emotivo, sono legato a tutte le esibizioni. Tutte le coreografie sono servite per il mio percorso di crescita; c’è una coreografia della Maestra Alessandra Celentano che mi è rimasta un pò di più, ed è “Art of Glass”. Sin dal primo momento in cui l’ho vista mi ha emozionato tanto, non so se per la musica o per l’esecuzione; di sicuro è una coreografia che mi ricorderò.

A proposito della Maestra Celentano che ha creduto tanto in te, quale è stato il consiglio per il futuro più prezioso che ti ha dato?

In verità la Maestra Celentano mi ha lasciato tantissimi insegnamenti, per il Tommaso ballerino e per il Tommaso persona.
Una delle cose che mi ha detto, e che ricordo sempre, è stato all’inizio, quando sono entrato. Mi ha paragonato ad un tessuto e mi ha detto “Tu sei una stoffa, ma io non mi accontento di una stoffa qualsiasi, voglio una stoffa pregiata. Questo mi ha fatto capire quanto sia importante prestare attenzione ai piccoli dettagli che possono modificare una coreografia. Da certi passaggi si capisce che tipo di ballerino sei, non conta solo un salto o un giro. Questo me lo ricorderò per sempre.

Da questo momento ti rivolgo un pò di domande dei Fans. Film preferito?

Film preferito Inception. E’ molto particolare. L’ho visto tre volte prima di capirlo per bene, però mi piace davvero tanto.

L’anello che porti all’indice ha un significato particolare?

Sì, è un anello che ho avuto in dono, ma che ho scelto io. Dentro c’è incisa una frase particolare “It’s time to have only good vibes”.
Io credo tanto nelle energie positive, nelle good vibes, nelle vibrazioni buone. Questo anello mi ha accompagnato in tutto il percorso.

La materia che temi di più per la Maturità?

Inglese. Ho una pronuncia pessima e devo rispolverare i vecchi appunti.

C’è una canzone sulla quale ti piacerebbe costruire una tua coreografia?

Ora sono in fissa con la canzone di Madame “Voce”. Mi piacerebbe costruire qualcosa su questa canzone

Oltre alla danza, quali sono le tue passioni?

Mi piace recitare. Oltre alla danza, ho seguito in passato anche dei corsi di recitazione. E poi amo gli animali. Con alcuni amici danzatori supporto un canile; aiuto amici a quattro zampe a trovare casa.

Come si vede Tommaso tra dieci anni?

Tra dieci anni avrò ventinove anni. Sarò ancora giovane; a parte gli scherzi, spero tra dieci anni di ballare ancora, e di essere felice.

Molti fans hanno chiesto del tuo rapporto con Leonardo Lamacchia all’interno della casa. Io vi trovo davvero simili nella sensibilità che mettete nella vostra arte…

Concordo con questa tua osservazione. E Leonardo mi ha aiutato a capire questa sensibilità nella danza. Ho trovato molto affascinante il modo in cui lui si è rapportato ai brani che gli venivano assegnati e ho cercato di riportare anche io questa cosa nella danza. Per me è stato come un fratello maggiore, un’ancora. Sapeva sempre cosa dirmi per non farmi abbattere. Ho grandissima stima di lui come artista e come persona.

Un pensiero per le Pagine Dedicate e i Fans che ti seguono con affetto ogni giorno. Tutti dicono delle cose bellissime di te…

Ringrazio tutti tantissimo. Prometto che quando avrò tempo leggerò post, messaggi e mail con attenzione.
Una delle cose più belle di questo percorso è stata scoprire l’affetto del pubblico. Tutte le pagine sono fantastiche, e poi ci sono delle cose davvero divertenti. Sono davvero bravi. Anche su Twitter stanno scrivendo dei meme divertentissimi. Non potrei esserne più felice.

Il primo progetto a cui stai lavorando dopo “Amici”?

Il progetto a cui sto lavorando adesso è la partecipazione nel video del nuovo singolo di Arisa. Questa proposta mi ha reso felicissimo. A Settembre dovrei cominciare un corso di perfezionamento per la danza, e poi ci sono altre novità che bollono in pentola, ma non ne parlo ancora perchè sono scaramantico…

Giuliana Galasso

Intervista a Leonardo Lamacchia: “Ho tanta nuova musica da farvi ascoltare”

Abbiamo incontrato Leonardo Lamacchia, il cantautore pugliese che ha partecipato ad “Amici 20″, presentando quattro inediti che hanno avuto un grande successo: “Via Padova”, “Il Natale e l’estate”, ”Orione”, “Giganti”.

Leonardo Lamacchia

Leonardo Lamacchia

Leonardo, ascoltando le tue canzoni, ho sempre avuto la sensazione che tu vivessi sulla pelle tutte le storie che hai raccontato

Sì, è così, tutte le mie canzoni sono parti della mia vita; tutto quello che scrivo l’ho vissuto in prima persona, altrimenti non riuscirei a descrivere bene un certo tipo di emozioni. È l’unico modo in cui adesso riesco a scrivere. Parlando di me, di quello che mi succede.

So che l’esperienza di “Amici” è stata per te molto importante. Cosa ti ha lasciato umanamente?

“Amici” è stata una esperienza bellissima, incredibile; mi sono davvero messo in gioco giorno per giorno, anzi, ora per ora. Ho imparato ancora di più il valore della verità delle parole, di essere liberi in quello che sentiamo ed esprimiamo, del sentirsi liberi da convenzioni sociali. Credo che questa libertà sia l’unica chiave per poter vivere una vita piena. Questo è il più grande insegnamento che mi porto da questa esperienza.

Quali sono gli artisti che ti hanno ispirato nel fare musica?

Tra i cantautori, quello che mi ha “sconvolto” di più la vita è stato Lucio Dalla. Aveva una forza comunicativa semplice in quello che scriveva ma esprimeva emozioni universali.
I suoi testi sono incredibili. Poi ci sono tante influenze, la musica che ascoltavo da piccolo, Frank Sinatra, diciamo che c’è un mix di cose che stanno bene insieme…

Quando sei uscito dal Talent, hanno pianto in tanti in casetta. Con quali ragazzi hai stretto un legame più saldo?

Sicuramente ci sono anime che si incontrano. Ho legato tanto con Enula (Cantante n.d.r.); con Tommaso, Giulia (Ballerini). Sono sicuro che continueremo a sentirci fuori e spero di rivedere tutti. Condividere una cosa così grande è una parte di vita. A prescindere dai legami più saldi che ho stretto, mi piacerebbe incontrare tutti quando si potrà, e magari trascorrere una serata insieme…

Sei nato in una terra meravigliosa come la Puglia; c’è un altro posto in Italia in cui ti senti a casa?

Oltre alla Puglia, devo dire che sento casa anche Milano. Oramai ci vivo da oltre tre anni e, nonostante mi manchino il mare e la famiglia, in questa città ho trovato una mia dimensione, uno spazio per me stesso. È un posto in cui mi sento al sicuro e che ho iniziato a chiamare casa…

Ti leggo alcuni messaggi dei Fans arrivati per te.

“Leonardo ti amiamo, non vediamo l’ora di ascoltarti dal vivo…”

Grazie, anche a me manca fare concerti!

“Leonardo anche fuori dal Talent vogliamo la rubrica In Cucina con Leo e Giulia…”

Perché no?… A parte gli scherzi, è stata molto divertente quella parentesi (Leonardo cucinava in casetta n.d.r.). Devo dire che Giulia, è cresciuta, ha imparato a cucinare, e sa fare tutto.

Non vediamo tutti l’ora che esca il tuo album…

Ci sto lavorando, stiamo capendo quando pubblicarlo; di sicuro prossimamente usciranno nuove cose. Non vedo l’ora di farvi ascoltare nuova musica perché ce ne è tanta, e non vedo l’ora di scrivere nuove canzoni e di lasciarmi ispirare.

Nelle tue canzoni riesci a descrivere perfettamente la quotidianità dell’amore, ma anche la fine di una storia.
Qual è, secondo te, la ricetta per prendersi cura al meglio dell’amore?

Beh, qui ritorniamo un po’ al discorso di prima. Credo che la verità sia un aspetto fondamentale per l’amore. La verità, la chiarezza, la comunicazione; c’è qualcuno che dice che l’amore non esiste. Io penso invece che esista, ed è la cosa più bella che ci possa capitare, in qualsiasi forma, quindi dobbiamo essere anche un po’ aperti all’amore, aperti al confronto con gli altri, anche se questa cosa è difficile al momento. In ogni caso, l’amore è una chiave…

Quale aspetto dell’essere Artista apprezzi di più?

Beh, Artista è un parolone per me, ci sono Artisti giganti. La cosa più bella dell’essere Artista è passare tutto il giorno con le tue canzoni, sapendo che la tua arte è valorizzata, e vivere sempre di questo.

Oltre alla musica, ci sono altre arti o attività, attraverso le quali ti piace esprimerti?

Nel tempo libero mi piace leggere, vedere tanti film, e lasciarmi ispirare da questi. In quarantena mi è capitato ogni tanto anche di dipingere. Per il resto, sono appassionato di Design, e mi piace perdermi nella città, con le cuffie nelle orecchie.

C’è una canzone non tua che avresti voluto scrivere?

Ce ne sono tante. Dovendo sceglierne una, ti dico “Sally” di Vasco Rossi. Mi sarebbe sempre piaciuto scrivere questo pezzo, uno dei capolavori indiscussi della musica italiana degli ultimi anni. Un pezzo per me rivoluzionario.

Una domanda simpatica da parte delle tue Fans che sanno che sei un appassionato di Harry Potter. A quale Casata di Hogwarts senti di appartenere e somigliare?… Io dico Grifon D’Oro…

Adoro Harry Potter. Sì mi sento molto Grifon D’Oro, anche se qualche volta mi hanno detto che potrei essere un Serpe Verde (ride n.d.r.) ma non credo!

Sei consapevole dell’impatto positivo che hai avuto su tanti giovani parlando in generale del tuo vissuto?

Ho ricevuto tantissimi messaggi su questa cosa. Parlare del mio percorso personale, nonostante si possa pensare che sia superfluo farlo, mi ha fatto capire ancora di più che oggi, nel 2021, ci siano ancora dogmi sociali e pregiudizi da superare. Sapere di aver fatto bene con le mie parole, anche ad una sola persona, mi rende felice.

Le canzoni che scrivi hanno un destinatario?

Bellissima domanda! Sì, a volte hanno un destinatario, anzi, diciamo quasi sempre, e se non è un’altra persona, il destinatario sono io. Scrivere è un bel modo per guardarsi allo specchio…

Nel 2017, hai calcato un altro palco importante, quello del Festival di Sanremo, dove hai portato, in gara tra i Giovani, un bellissimo pezzo, “Ciò che resta”. Che ricordi hai di quell’esperienza?…

Sanremo è stata la cosa più assurda che abbia vissuto. Un’esperienza incredibile che mi ha formato tantissimo. Sarebbe bello tornarci con la consapevolezza di oggi. Lo affronterei sicuramente in modo diverso. Avevo ventidue anni ed è stata una esperienza più grande di me. Ne ho un ricordo bellissimo.

Un pensiero per le Pagine Dedicate e i tuoi Fans…

Mi stanno scrivendo in tantissimi, e davvero non riesco a trovare le parole giuste per ringraziare tutti. Avere un sostegno e un supporto così forte da parte loro è fondamentale. Sono felice di aver lasciato loro qualcosa di positivo.
Ringrazio tutti e non vedo l’ora di far ascoltare le mie nuove canzoni…

Leonardo ci lasciamo con un piccolo aneddoto personale.
Sono anche io una grande Fan della tua musica. Credo che la forza delle tue canzoni sia quella di metterci dentro non solo i tuoi ventisei anni, ma i trenta, i quarantadue, i cinquanta degli altri, e non solo. Le storie che racconti ci somigliano. Non sono l’unica della famiglia ad amarti però, perché mia madre, che ha più di ottanta anni, ascolta almeno una volta al giorno “Il Natale e l’estate”, e puntualmente, si emoziona. La tua musica è trasversale…

Che bello sapere che anche una persona di questa età si emoziona con una mia canzone. Meraviglioso. Un bacio alla tua mamma…

Giuliana Galasso

Amici 20: intervista a Ibla

Abbiamo incontrato Ibla, la giovane cantautrice siciliana che ha partecipato alla trasmissione Amici 20.

Ibla

Ibla

Ibla, domanda non scontata in questo periodo, come stai?

Questa è una delle domande più belle che si possa fare a una persona in questo momento. Sto bene e mi sto abituando al mondo fuori da “Amici”. Va tutto bene, anche perché sono in Sicilia. Respirare l’aria della mia terra mi fa bene.

La partecipazione ad “Amici” è stata casuale, scelta, fortemente desiderata?

Beh, devo dire che la partecipazione ad “Amici” è stata un mix di casuale e voluta. Ho partecipato al Talent grazie a Rudy Zerbi che mi ha notato l’estate scorsa a Riccione durante Deejay On Stage, e mi ha proposto alla Produzione di “Amici”. Io avevo già fatto i provini per la Scuola un paio di anni fa, senza riuscire ad entrare. Visto che non avevo intenzione di riprovarci, è stato come se il destino volesse che facessi questa esperienza. Così mi sono rimessa in gioco.

Quale insegnamento, umano e artistico, hai tratto da questa esperienza?

La consapevolezza. Sono entrata ad “Amici” già consapevole di quello che avrei voluto dire e dare, con la mia voce e con la mia penna. Poi, il confronto con ragazzi che hanno la tua stessa passione, e il lavoro con dei Coach meravigliosi, ti portano anche ad avere consapevolezza dei tuoi limiti, di quello che sei e di quello che puoi dare. Ho capito che quello che noi chiamiamo limite in realtà non esiste. Studiando nella scuola, ho scoperto tantissime cose sulla mia voce e ho capito ancora di più che tutto quello che credevo impossibile, era invece frutto della mia mente, era un limite creato da me stessa.

Tu scrivi in lingua italiana e in lingua spagnola. Quale tipo di scrittura è nato prima?

In realtà sono nate insieme. Io scrivo canzoni da due anni, e da due anni è nato il nome d’arte Ibla, quindi diciamo che le due cose sono andate di pari passo. La mia prima canzone, “Libertad”, è stata scritta nella doppia lingua. Prima di questa, avevo scritto altre cose, ma non so se si possano definire canzoni. Nel momento in cui ho iniziato a scrivere cose che volevo che la gente ascoltasse, è nata Ibla, il mio lato artistico.

Tra le cover che hai presentato ad “Amici” mi è piaciuta molto la tua versione di “Sognami” di Biagio Antonacci. Al di là di questa, quale esibizione nelle cover ti è piaciuta di più?

Quella in “Don Raffaé” di Fabrizio De André. Sono molto legata al mondo dei cantautori; credo che in Italia abbiamo avuto artisti geniali, e ci sono canzoni che non dobbiamo perdere. Abbiamo bisogno del passato per costruire il futuro. A me piace cantare canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana. È un patrimonio che non possiamo dimenticare. È stato un onore per me cantare questo pezzo.

C’è qualcuno nella scuola di “Amici” con cui hai stretto un legame più saldo?

Di sicuro Raffaele (Cantante n.d.r.), perché lo conosco da tre anni. In casetta ho legato anche con Tommaso (Ballerino) che è stato il mio compagno di stanza; tra l’altro, dormivamo in una sorta di letto matrimoniale che avevamo costruito insieme unendo i nostri letti singoli. Una persona stupenda che per me è stato un punto di appoggio umano importante. Ho stretto un bel rapporto di amicizia anche con Enula (Cantante) e Leonardo (Cantante). Diciamo che ho legato più o meno con tutti, poi ovviamente ci sono delle anime che non sono compatibili. Ho cercato di convivere cercando sempre un equilibrio con tutti. Un pensiero anche per Arianna Gianfelici (Cantante) con la quale ho trascorso dei bellissimi giorni, anche se il suo percorso nella Scuola è stato breve.

Dal punto di vista emozionale, cosa significa per Ibla ”Cantare”?

Per me cantare è una questione di necessità. Io faccio musica da dodici anni e mi è capitato per diversi motivi di stare lontano dalla musica per un anno. Avevo smesso di cantare, di studiare, e avevo cominciato un’altra vita. È stato terribile. Ritornare a fare musica è stato come rinascere, tornare a respirare. Mi sono resa conto di essere nata per questo, ne sono sicura, perché la musica per me è ossigeno, aria, ed è l’unico modo in cui riesco ad esprimere il mio lato forte e quello più fragile, tutte le sfaccettature della mia anima.

Dal singolo “No te gusta”, si evince anche una grande ironia.

Sì, è così. Viviamo una fase di giorni pesanti, e ho deciso di scrivere nelle canzoni idee e pensieri profondi da condividere però in maniera leggera, ironica, con un sound quasi ballabile. Voglio che quando qualcuno ascolta le mie canzoni, il pensiero esca da sé. Come si fa con i bambini, voglio esprimere un contenuto importante attraverso il gioco, la leggerezza. Mai come in questo periodo, abbiamo bisogno di tornare ad essere un po’ bambini, spensierati.

Nella voce e nei colori sei proprio una donna del Sud, mediterranea. C’è un’artista donna che è stata importante nella tua formazione?

Sì, è una donna siciliana, Rosa Balistreri. Lei è la massima espressione della terra, del fuoco, dell’anima. Non ha avuto la possibilità di studiare. Ha cantato, raccontato, solo per potersi liberare, anche per una questione di emancipazione; la stimo come persona e soprattutto come artista, perché è riuscita ad arrivare a cose impensabili per una donna siciliana di quell’epoca (anni 30-40 n.d.r). Io ammiro le donne coraggiose, e in generale, le persone che hanno coraggio. Lei è stata per me un grande punto di riferimento.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Tra i prossimi progetti c’è sicuramente quello di far uscire un Ep che racchiuda con le canzoni questo periodo della mia vita. In questo disco ci saranno gli inediti che ho proposto ad “Amici” e canzoni nuove. Sto continuando a scrivere tanto.

Chiedo anche a te un pensiero per i Fans che attraverso le Pagine Dedicate, ti trasmettono affetto ogni giorno.

Intanto un Grazie pieno. Credo che questa sia una bellissima parola da dire agli altri. Spero che la mia musica in qualche modo aiuti, faccia riflettere, e faccia stare bene chi mi ascolta. Voglio semplicemente far stare bene le persone con le mie canzoni.

Giuliana Galasso

Amici 20: Intervista a Esa Abrate

Abbiamo incontrato Esa Abrate, il giovane compositore e direttore d’orchestra, tra i partecipanti ad “Amici 20″. Anche Esa ha risposto alle nostre domande e a quelle dei ragazzi che lo supportano quotidianamente dalle Pagine Fans.

Esa Abrate

Esa Abrate

Esa, partiamo dai tuoi inizi: tu sei direttore d’orchestra, compositore, autore e polistrumentista. Come ti sei affacciato al mondo della musica?…

Il mio rapporto con il mondo della musica parte all’età di otto anni. Mi sono avvicinato alla musica grazie allo studio della chitarra. È un po’ colpa della frase che ripetevo sempre a mia madre, “Mamma ho la musica in testa”. Da lì ho cominciato a studiare musica classica, perfezionando la mia formazione in Conservatorio. Già dagli anni del Liceo musicale però, mi sono reso conto che mi piaceva di più cantare, quindi canto e direzione d’orchestra sono poi sempre andati di pari passo, fino a quando, sul lungo rettilineo, diciamo così, il canto ha scalato meglio la marcia, prendendo il sopravvento.

Come è nato il tuo inedito “Ci sto male”?

“Ci sto male” è una canzone nata da una situazione in cui pensavo che le cose andassero in una certa maniera, per poi rendermi conto che era andato tutto diversamente, quindi il pezzo è nato “banalmente” dalla normalissima sensazione di stare male per qualcosa in cui si credeva fermamente, e che poi non è successo.

Video: Ci sto male

 

Quali sono gli artisti che hai ascoltato e ti hanno formato, sia umanamente che musicalmente?

L’artista che mi ha accompagnato sempre nel corso della vita è stato Michael Jackson. È stato un punto fermo, sia nella musica, che nel modo in cui si contamina nel genere che fa. Mi ha sempre affascinato.
Quando poi mi sono avvicinato al canto, i miei riferimenti sono stati anche altri artisti, ma sempre internazionali. Ho iniziato a scrivere in italiano solo durante la prima quarantena. Quello è stato un periodo utile per lavorare su me stesso e sulla mia musica. In quella fase ho capito che non volevo solo scrivere e cantare in inglese, ma volevo comporre anche in italiano, per essere più leggero e diretto, e per permettere a chi mi ascoltasse di sposare il mio pensiero.

Un bilancio personale dell’esperienza di “Amici”?

Beh, bilancio super positivo. Non mi aspettavo assolutamente di rimanere così colpito da tutte le cose belle della Scuola.
Per me, entrare ad “Amici”, è stata la conferma che quello che stavo facendo era la cosa giusta, visto che mi ero lasciato alle spalle qualcosa di più fattibile come la direzione d’orchestra, per una cosa meno sicura come il canto. Ho dovuto lottare per questa scelta, e avevo bisogno di dimostrare, prima a me stesso e poi agli altri, che un po’ avevo ragione.
Il percorso all’interno della Scuola è stato tortuoso ma bello, con momenti di up and down, ma sono molto contento delle cose che ho imparato e di come sono cresciuto, artisticamente e personalmente, soprattutto in una fase difficile come quella che stiamo vivendo. Il mio obiettivo era quello di entrare e vincere per me stesso, ossia fare un percorso onesto ed uscire nel miglior modo possibile, a testa alta, con la consapevolezza di poter fare fuori ancora molte cose, e lasciando agli altri un messaggio positivo.

C’è molta curiosità tra i tuoi fans sul singolo “Solo se ti va”…

Io non sono molto propenso in generale a dedicare una canzone a qualcuno; mi è capitato raramente di fare questa cosa. Magari mi faccio ispirare da una situazione più che da una persona. Per spiegare come è nata “Solo se ti va”, utilizzo la metafora della scena di un film, del tipo “tre mesi prima… tre mesi dopo”; ecco la canzone descrive proprio quello che succede tre mesi dopo, per far capire come sono cambiate le cose e come si è evoluta una situazione…

Quale è l’esperienza umana e artistica più difficile che hai dovuto affrontare, e che ti ha reso orgoglioso di te stesso?

Bellissima domanda. Non ho mai avuto problemi nel raccontare la mia vita (Esa è stato adottato in Italia n.d.r.) ma parlare della propria vita e scriverne sono due cose differenti. Nel parlare del tuo passato e della tua vita, puoi in qualche modo proteggerti, invece nello scrivere devi dire tutta la verità. Bisogna essere se stessi al cento per cento, completamente nudi. In questo senso, l’esperienza più difficile è stata scrivere “Nato due volte”, il primo inedito che avete ascoltato ad “Amici”. C’è una frase in cui dico “Mi hanno insegnato a perdonare, Grazie Mamma e Papà”; con quella frase intendo dire che, dopo quattordici anni, sono riuscito a perdonare il mio padre biologico per come sono andate le cose. È stato un passo importante ma difficile.

Domanda con risposta secca: tre sostantivi o aggettivi per definire la musica.

Riempitiva, Fedele, Rifugio

Un pensiero per le Fan Page e i Fans che quotidianamente ti scrivono e ti seguono con grande affetto.

Ogni giorno mi arrivano delle bellissime frasi, e penso “Come è possibile, proprio a me”…
La prima cosa che voglio dire è un Grazie enorme sentito col cuore. Per un artista sentire che le persone credono in quello che fai significa farcela anche per loro. La seconda cosa che dico è “scusa”, perché non riesco a rispondere a tutti nello stesso momento come vorrei. La terza è “Ci vediamo presto”. Appena possibile, mi piacerebbe incontrare tutti i miei Fans, chiacchierare con loro, fare foto, e fare un bel concerto. Adoro stare tra le persone!

Una curiosità prima di lasciarci. Tra le persone che ti hanno sempre sostenuto c’è anche Martina Beltrami, cantante amatissima della scorsa edizione di “Amici”.

Sì, Martina è mia vicina di casa a Rivoli, ma praticamente è mia sorella.

Giuliana Galasso