Ligabue festeggia “Start” con un secret show all’Italghisa. Un nuovo inizio per Luciano

LIGABUE START

LIGABUE START

Il nuovo disco di Ligabue “Start” è uscito da poco più di una settimana ed è già in cima alle classifiche di vendita. Quale occasione migliore per decidere di festeggiare alla grande? E così è stato. Luciano Ligabue ha indetto una grande festa, in collaborazione con Spotify, per lo zoccolo duro del “Bar Mario” e per qualche decina di giornalisti con un concerto a porte chiuse che si è tenuto presso la discoteca Italghisa di Reggio Emilia, ovvero il luogo dove nel 1992 aveva inizio la sua carriera. Il concerto è stato esattamente come si propone di essere anche il disco: conciso, asciutto e diretto con dei messaggi chiari e senza dietrologie. L’energia primodiale di questo lavoro ha incontrato la produzione di Federico Nardelli, un giovane che conosciamo per averlo visto accostare a Galeffi e Gazzelle e che insieme a Ligabue, sceglie di restringere il campo e le sfumature sonore. Il live ne acquisisce compattezza, un modo di tenere il palco tirato e senza orpelli che piace e che mostra i “muscoli” di Ligabue e della sua storica band.

Ligabue - Italghisa ph Jarno Iotti

Ligabue – Italghisa ph Jarno Iotti

Questo nuovo inizio per Ligabue apre uno spiraglio sulla voglia di rimettersi in gioco, di cambiare penna e, perchè no, trovare nuovi spunti narrativi dopo circa 30 anni di grandissimi successi.
Ma torniamo al live all’Italghisa: due cose in particolare saltano all’occhio: i fans di Ligabue conoscono già a memoria tutti i brani di “Start” a meno di 10 giorni dall’uscita, Luciano incontra gli sguardi di ciascuno e nel suo volto c’è una inequivocabile espressione di gratitudine e rilassatezza, quella che sorge spontanea quando ci si trova a completo agio in un contesto familiare.

“Polvere di stelle”, “Quello che mi fa la guerra”, “Mai dire mai”, “Il tempo davanti” sono i brani di “Start” che mettono in risalto le riflessioni di Ligabue e dimostrano che la scrittura per lui è ancora un gioco appassionante. L’atmosfera alterna momenti di malinconia a una carica goliardica. Presenti in sala anche gli amici storici di Ligabue, quelli dei venerdì sera cantati in “Made in Italy”, quelli che dalle retrovie non perdono occasione per canzonare il compagno di viaggio perfetto.

Ligabue live- Certe donne brillano

In chiusura, una manciata di pietre miliari: Questa è la mia vita, Quella che non sei. Una vita da mediano, Balliamo sul mondo (la canzone da cui tutto è iniziato), Tra palco e realtà.
“Io in questo mondo cammino come so e mentre vado penso a quando torno e mentre torno penso a quando andrò e poi si accende tutto un cuore che trabocca e l’onda che nessuno può fermare. Lo show ce l’ho di fronte se solo vi vedeste un mondo dentro un mondo che è già un po’ migliore”, canta Ligabue in “Io in questo mondo”. Il sipario può calare, in attesa del nuovo tour estivo in arrivo che si terrà nei principali stadi italiani.

Raffaella Sbrescia

La scaletta:

Polvere di Stelle
Ancora noi
Luci d’America
Quello che mi fa la guerra
Mai dire mai
Certe donne brillano
Vita, morte e miracoli
La cattiva compagnia
Io in questo mondo
Il tempo davanti
Questa è la mia vita
Quella che non sei
Una vita da mediano
Balliamo sul mondo
Tra palco e realtà

Start: Luca Chikovani racconta il suo esordio discografico. Intervista

CopertinaSTART

“Start” è il titolo del primo album di inediti di Luca Chikovani, giovane artista Georgiano ma romano d’adozione conosciuto dalla community come autore dei video cover italiani più seguiti. Esponente di quella generazione di cantautori vicini alle nuove piattaforme digitali, Luca è intenzionato a farsi conoscere a dispetto dei pregiudizi e a far arrivare la propria musica al pubblico. “Start” rappresenta un vero e proprio inizio per Luca, la realizzazione di un sogno che lo ha portato a una crescita artistica, arrivando a creare degli inediti a cui ha lavorato per molto tempo. Presenti nel disco anche tre cover (Love Yourself di Justin Bieber,R U Crazy di Conor Maynard e Let It Go di James Bay).

Intervista

Quando e come nasce questo tuo progetto musicale?

La preparazione dell’album risale a tre anni, avevo già intenzione di scrivere qualcosa riguardo al fatto di credere in se stessi, alla volontà di fare qualcosa partendo dalla propria tenacia; ecco perché il titolo del disco è “Start”. Ho scritto tanti brani che nel tempo sono stati scartati o cambiati completamente, più che un album di canzoni, questo progetto racchiude e descrive la mia crescita individuale.

Qual è il brano più sentito da parte tua?

“On my own” è il brano più lento, l’ho scritto poco tempo fa ed è dedicato a mia madre. Sono cresciuto da solo con lei che ha fatto davvero tanto per me sebbene io non l’abbia mai capito. Come tutti i ragazzini ci litigavo spesso, ho vissuto a Roma con lei fino a qualche tempo fa poi ho vinto una borsa di studio e mi sono trasferito a Milano; questo allontanamento mi è servito per capire l’importanza del suo ruolo nella mia vita. Nel brano racconto dunque la nostra storia, nella prima parte racconto di lei e nel ritornello è come se fosse lei stessa a parlare.

Qualche altro episodio autobiografico?

“Lady Brown Eyes” parla di una ragazza con cui ero uscito e di cui mi ero follemente innamorato. Lei aveva gli occhi castani e quindi in un dettaglio semplice ho visto una cosa molto bella. Purtroppo non ero ricambiato ma almeno è venuta fuori una bella canzone (ride ndr).

Che messaggio intendi comunicare in “New Generation Kids”?

Ho voluto scrivere un brano incalzante per rendere l’idea di quello che penso: voglio davvero fare le cose, non mi interessa di ricevere dei no, ci voglio credere lo stesso con tutto me tesso. Ho iniziato questo percorso quando avevo 16 anni, facevo il nautico e non era normale fare dei video ed esporsi così tanto, poi mi sono abituato. Molti pensano che chi opera su Youtube sia uno stupido o poco più invece c’è un grosso impegno dietro. Io studio il montaggio, le tecniche di ripresa, le luci e curo tutti i piccoli dettagli. Volevo urlare queste cose attraverso questa canzone.

Che rapporto hai con il montaggio video e con Youtube?

Questa attività rappresenta ancora adesso un divertimento per me, nel mio tempo libro cerco sempre di fare un video, non lo vivo come un obbligo, quando non ho un oggetto per registrare lo chiedo in prestito perché mi piace poter condividere con le persone quello che faccio nella mia vita quotidiana; è il mio hobby.

Come mai hai studiato all’Istituto nautico?

Mia madre mi ha cresciuto facendomi leggere tantissimi libri, sono appassionato di avventure di mare e di pirati per cui, quando ho visto la possibilità di studiare per un lavoro che avesse a che fare con il mare, l’ho seguita. Crescendo ho capito che non era quello che volevo fare veramente per cui adesso studio alla Iulm, sono riuscito a vincere una borsa di Studio e mi sono trasferito da Roma a Milano.

“R U Crazy” è una delle cover che ti è riuscita meglio. Come ci hai lavorato?

Si tratta di una cover di cui ho adorato la produzione, c’è del blues cambiato in elettronica estrema, adoravo l’idea della contaminazione, erano anni che ne parlavo, metterla in un mio album mi ha reso felice!

Come vivi il passaggio dalle cover agli inediti?

Quando fai cover potresti adagiarti e abituarti a scegliere cose facili.  A me non è successo perché quando faccio cover le modifico il più possibile, mi piace seguire l’idea di offrire una mia versione della canzone in questione. Pensare ai miei brani e realizzarli è bellissimo, sono libero di farlo, i miei produttori sono molto aperti verso le mie idee, ho passato mesi in studio ad imparare e a condividere con loro le mie idee. Ad ogni modo non mi sento ancora pronto per scrivere cose che ancora adesso non ho avuto modo di vivere e conoscere. Mi piace imparare cose nuove, non sono un musicista, faccio le cose da autodidatta e non mi sento un professionista, sono in una fase iniziale e di studio continuo.

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Come è avvenuta la scelta di questa copertina?

Sembro un personaggio di Twilight (ride ndr). Avevamo due copertine: una molto semplice, l’altra era questa qui. Ho scelto questa perché volevo poter condividere l’album anche con le persone in Georgia quindi mi serviva un tocco più internazionale

A proposito, come vivi le tue origini georgiane?

In Georgia si cresce all’insegna della buona educazione, c’è rispetto verso gli altri e verso le persone più grandi. Sono cresciuto con mia nonna che ci teneva molto a queste cose per cui, anche se ci sono stato poco, ho cercato di apprendere il maggior numero di cose. A livello musicale sono cresciuto con la musica internazionale però vorrei in futuro riuscire a mischiare la musica elettronica con qualcosa di folcloristico, dovrei andare là a studiare e a capire come poterlo fare; per ora non posso ma mi piace sperimentare, sono sicuro che un giorno lo farò!

Raffaella Sbrescia

Video: New Generation Kids