Fiorella Mannoia in concerto a Procida: note ed emozioni d’amare

Fiorella Mannoia @Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Ospite attesissima della Sagra del Mare di Procida, la splendida ed amatissima Fiorella Mannoia ha incantato il pubblico dell’isola situata nel Golfo di Napoli con un concerto gratuito di circa due ore, tenutosi lo scorso 22 agosto 2014. Gremita di famiglie, ragazzi e persone adulte, piazza Marina Grande ha accolto l’artista con vivacità e calore, lasciandosi trasportare dal repertorio coinvolgente ed emozionante della cantante romana. Sempre attenta alle più delicate tematiche civili e sociali, Fiorella  Mannoia si è lasciata trasportare dal fascino del particolare contesto isolano e, attraverso i più noti brani del suo vasto repertorio, l’artista ha ripercorso i 40 anni di carriera che l’hanno portata nell’olimpo dei più grandi artisti italiani.  La sua inconfondibile chioma, gli occhi cristallini e la sua voce sofisticata hanno conquistato, nel corso degli anni, le più autorevoli penne cantautoriali italiane lasciando alla Mannoia la capacità di cucirsi storie ed emozioni sulla pelle e nell’anima per poterle, a sua volta, condividere con un pubblico trasversale ed affezionatissimo.

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

“Apprezzate la bellezza e la tipicità della vostra isola, difendetela dagli affaristi, conservatene le tipicità e le tradizioni, valorizzate la vostra cultura marinara, coltivate la cultura dell’accoglienza”, questo il monito che l’artista ha voluto lanciare alla volta del pubblico accorso al suo concerto, con l’intento di trasmettere un messaggio di speranza e fiducia in un domani sempre più incerto, anche e soprattutto per realtà piccole e peculiari come quelle isolane.

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Tra i brani più apprezzati: “Sally”, Ho imparato a sognare”, “Il cielo d’Irlanda”, “Caffè nero bollente”, “Come si cambia” e tutti i più famosi cavalli di battaglia fino all’immancabile omaggio al grande ed indimenticabile amico Lucio Dalla che Fiorella ha recentemente omaggiato con uno splendido album tributo, intitolato “A te”. Uno speciale incantesimo di note che, nemmeno i disagi provocati dai disservizi dei mezzi di trasporto marittimo, sono riusciti a spezzare.

 Fotogallery a cura di: Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

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Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

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Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

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Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare - Procida Ph Anna Vilardi

Fiorella Mannoia @ Sagra del Mare – Procida Ph Anna Vilardi

 

Fabi, Silvestri, Gazzè: “L’amore non esiste” è una ribellione alla statistica. La recensione del brano

Fabi-Silvestri-Gazze-album-cover_305x380

“L’amore non esiste” è il titolo del secondo singolo che anticipa “Il padrone della festa” il nuovo album di inediti, disponibile da oggi in pre-order su iTunes,  scritto, composto e suonato da Niccolò Fabi, Max Gazze e Daniele Silvestri, uniti in un trio d’eccezione per questo progetto discografico che, ancor prima di venire alla luce, ha già conquistato numerosissimi consensi, anche grazie al successo di “Life is Sweet”, il primo singolo presentato dal supergruppo romano. Accompagnato dal videoclip girato da Davide Marengo, “L’amore non esiste” è un brano intimo e delicato, che si serve di una arrangiamento ovattato e ricercato, per parlare di un sentimento che, seppur inflazionato, riesce ancora a racchiudere la più recondita essenza dell’animo umano.

Fabi-Silvestri-Gazzè in uno stamp tratto dal video di "L'amore non esiste"

Fabi-Silvestri-Gazzè in uno stamp tratto dal video di “L’amore non esiste”

I tre musicisti hanno incrociato i propri percorsi individuali e la propria sensibilità artistica mettendo nero su bianco concetti profondi,  mirati alla ridefinizione del rapporto a due, inteso come qualcosa di molto lontano dalle mode e dal conformismo contemporaneo. L’amore, secondo i tre cantautori, si concretizza in un abbraccio tra anime che sfidano  numeri e parole, ansie e guai, affrontano mancanze ed auspicano gioie e serenità. Promesse che vincono sfide, che la letteratura non può o non sa raccontarci, cantano i tre artisti che, come contemporanei menestrelli, riescono a descrivere con grazia e leggerezza, anche i tratti più bui dei nostri pensieri. “L’amore non esiste è un cliché di situazioni tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie finché il muro di parole che hanno eretto resterà ancora fra loro a rovinare tutto. L’amore non esiste è l’effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente è il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli”.

Fabi-Silvestri-Gazze

Difetti, limiti e contraddizioni definiscono ciò che non è amore: un assetto societario in conflitto d’interesse, fare i conti e accontentarsi piano piano, un ingorgo della mente di domande mal riposte e di risposte non convinte”. L’incedere per negazioni evidenzia, dunque, con maggiore forza semantica concetti importanti e significativi. “Una ribellione alla statistica” che rinsalda la nostra umanità, sintetizzata in quella magica e sempre più suggestiva immagine di “io e te”.

Raffaella Sbrescia

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Video: “L’amore non esiste”

“Se permettete vorrei andare oltre”, Simone Schettino in scena al Maschio Angioino

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Il comico e cabarettista Simone Schettino è tornato in scena con lo spettacolo intitolato “Se permettete vorrei andare oltre”. Gremita la platea del Maschio Angioino di Napoli per l’evento tenutosi lo scorso 21 agosto nell’ambito della rassegna estiva Ridere, organizzata dall’Associazione Culturale “Bruttini Ridere” , in collaborazione con il Teatro Totò, giunta quest’anno alla sua 25°edizione. Roberto Capasso e Giuseppe Mosca hanno affiancato l’artista in uno spettacolo proposto al pubblico per parlare un po’ di tutto, lontano dai soliti luoghi comuni. Attraverso i testi ed il carisma di Simone Schettino, lo show ha, dunque, inteso offrire l’opportunità di compiere una riflessione completa sul nostro vivere quotidiano senza, tuttavia, rinunciare al sorriso.

Fotogallery a cura di: Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in "Se permettere vorrei andare oltre" @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Simone Schettino in “Se permettete vorrei andare oltre” @Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

 

 

 

 

 

 

 

Piccola Patria tour: Marco Guazzone & Stag con Maria Roveran in concerto ad Avellino. Il live report dell’evento e l’intervista ai protagonisti

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Si è concluso lo scorso 20 agosto il “Piccola Patria tour”, l’avventura musicale che ha determinato un interessante ed apprezzatissimo sodalizio artistico tra Maria Roveran, attrice e cantante, protagonista del film “Piccola Patria”, girato dal regista Alessandro Rossetto e presentato durante la 70ma edizione del Festival del cinema di Venezia, nelle sale italiane dallo scorso aprile 2014, e gli Stag (Marco Guazzone, voce e tastiere, Stefano Costantini, tromba e synth, Edoardo Cicchinelli, basso, e Josuè Manuri, batteria) una solida ed originale realtà musicale romana, sempre più legata al mondo del cinema. Ospiti del Laceno d’Oro, dapprima Rassegna e poi Festival del Cinema neorealista di caratura internazionale, gli artisti si sono esibiti in concerto nel cortile dell’ex Carcere Borbonico di Avellino subito dopo la proiezione del film con l’obiettivo di veicolare il difficile messaggio contenuto nella pellicola ambientata nel profondo nord-est italiano. Cinema d’autore, cantautorato, denuncia e riflessione socio-culturale sono gli elementi coinvolti in un interessante progetto che ha preso vita attraverso un lungo tour che ha coinvolto i 5 giovani artisti in un’avventura on the road.

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Dapprima l’incontro sotto i riflettori del Festival del Cinema di Venezia, poi la convivenza in camper, i concerti in giro per l’Italia e non solo, la scoperta di se stessi, nonché l’arricchimento e lo scambio reciproco sia dal punto di vista umano che musicale. Questo e molto altro si è visto durante l’ultimo emozionante concerto di questo appassionante viaggio artistico. Senza una scaletta prefissata e con parecchi stravolgimenti negli arrangiamenti dei rispettivi brani, gli Stag e Maria Roveran hanno inaugurato il live campano con “If I Needed You” di  Townes Van Zandt, seguita dalle suggestioni de “Il Principe Davide” e da “Piova Grigia”, scritta dalla giovane attrice e rivista con una splendida intro cantata a cappella, in duo con Marco Guazzone. Molto particolare anche la rivisitazione della title track “Piccola Patria”, le cui sfumature drammatiche sono subito state alleggerite da “Guasto”, uno dei brani più noti degli Stag. Assolutamente coinvolgente l’omaggio strumentale al grande compositore Ennio Morricone, scelto per introdurre “Atlas of Thoughts”, il brano che ha dato il nome al primo album di inediti degli Stag. Ancora un brano in veneto “Assime star” per raccontare il pathos ed il tormento di anime in pena, al centro di conflittualità collettive ed individuali, prontamente sdrammatizzate da “Sabato simpatico”  e da “Ringo Fire”, la cover di Johnny Cash rivisitata e arricchita dall’energetica perfomance di Maria Roveran, scalza e scatenata come non mai sul palco. “Joska la rossa” è il brano di ispirazione popolare e di tradizione alpina che gli Stag e Maria hanno stravolto e fatto proprio. A concludere il live, davvero molto apprezzato dal pubblico entusiasta,  è stata “Les Paul”, brano di punta degli Stag, che si sono concessi anche un richiesto e graditissimo bis sulle note di “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode concludendo un live di grande qualità.

Raffaella Sbrescia

Abbiamo colto l’occasione della conclusione del Piccola Patria Tour per intervistare Maria Roveran e Marco Guazzone e scoprire le loro reciproche impressioni in riferimento a questo lungo ed intenso percorso artistico.

Maria, come è avvenuto il tuo incontro con gli Stag?

Maria Roveran: “Con Marco e gli Stag mi sono trovata subito in sintonia. La nostra chimica musicale è nata durante la Mostra del cinema di Venezia, durante la quale lui e gli Stag dovevano eseguire le colonne sonore dei film in concorso, io avevo scritto quella di “Piccola Patria”, per cui la sera prima della presentazione del film mi hanno contattato dalla redazione di Radio Hollywood Party per duettare con Marco e gli Stag. Conoscevo i ragazzi soltanto di fama, gli ho mandato i file e loro, tra mille cose, sono riusciti ad ascoltarli molto in fretta…il giorno successivo eravamo lì in diretta radio e, sebbene io fossi veramente tesa, ci trovammo subito in sintonia sulle note di “Assime star”, il brano più rabbioso della tracklist che, nel tempo, è molto cambiata perché la musica da film è un po’ più difficile da proporre al pubblico. Abbiamo combinato la mia rabbia alla melodia degli Stag ed è nata una nostra formula musicale”.

“Piccola Patria” ha messo in luce il tuo talento vocale…ci racconti come hai affrontato le prime fasi di questo percorso e cosa ti ha ispirato per la scrittura dei testi?

Mentre giravo il film sono entrata in connessione con le parti più intime e viscerali della mia anima. Solitamente il nord-est è dipinto tutto come un mondo di rose e fiori ma, in verità, ci sono un po’ di realtà familiari e territoriali difficili. Per 3 anni ho cercato di eliminare completamente il dialetto veneto dal mio parlato perché, come è noto, al centro sperimentale un attore deve resettare cadenze e inflessioni dialettali. Poi alla prima esperienza cinematografica mi dissero di tornare completamente al dialetto e per me è stato piuttosto spiazzante. Ovviamente l’ho fatto ed è stato un bel ritorno alle origini. Le immagini fluivano molto bene con quello che recitavo quindi la sera tornavo in hotel e le parole venivano fuori da sé. Posso sicuramente dire che c’è stata una sorta di maturazione del personaggio attraverso la musica, fatta proprio mentre giravamo il film anche se non è stato affatto facile. Siamo stati 3 mesi insieme e quando rientravo alla sera mi rilassavo cantando. Quando il regista mi ha sentito, il giorno successivo mi ha chiesto di cantare davanti alle persone ed io non ce l’ho fatta, sono scoppiata a piangere, hanno dovuto fermare il girato e mi sono dispiaciuta tantissimo. Anche al centro sperimentale facevo lezioni di canto, era una cosa che mi piaceva molto ma ogni volta che toccava a me mi tremavano le gambe e, durante alcune canzoni, mi succede ancora. Devo ringraziare davvero molto Alessandro Rossetto perché è stato lui a stimolarmi in questo senso e a dirmi che quando canto, mi succede qualcosa di interessante. Ho accettato la sfida che mi ha proposto e, seppur pian piano e a singhiozzo, gli ho fatto ascoltare quello che avevo scritto e mi sono decisa a cantare. Questa esperienza bellissima, inaspettata e potente mi ha aiutato anche nella recitazione perché reputo le due forme d’arte come vasi comunicanti.

Hai intenzione di continuare la tua avventura di cantautrice?

Sì! Due settimane fa è uscito il mio primo cd intitolato “AlleProfondeOriginiDelleRugheProfonde”, in cui ho incluso sia i brani contenuti in “Piccola Patria” che dei brani in italiano… Un’altra canzone sarà pubblicata, invece, in un altro film a cui ho preso parte e che sarà presentato prossimamente, non posso ancora dire dove…

Marco, quali sono, invece, le vostre impressioni rispetto al tour che si è appena concluso e come avete affrontato l’integrazione di Maria all’interno del gruppo?

Marco Guazzone: “Durante la scorsa edizione del Festival del Cinema di Venezia eravamo nel cast di Radio Hollywood Party e salutavamo tutti gli ospiti che prendevano parte alla trasmissione con uno stacchetto musicale. Spesso andavamo a vederci i film, anche per studiarci cose nuove, quando una  sera ci dissero che sarebbe venuta in programma l’attrice di un film, che era anche cantante, noi ci ascoltammo i brani senza aver avuto il tempo di studiarli. Maria venne mezz’ora prima in trasmissione, quel giorno c’era davvero chiunque… provammo i pezzi una sola volta, li suonammo in diretta e andò così bene che il produttore del film ed il regista Alessandro Rossetto ebbero l’ idea di mettere su un tour per portare la colonna sonora in giro per l’Italia dal vivo. Abbiamo, quindi, realizzato vari scambi, intrecci e rivisitazioni di brani alla scoperta del Veneto. L’esperienza più bella e più intensa è stata proprio quella on the road, mentre eravamo tutti insieme nel camper. Abbiamo conosciuto Maria in una certa veste, mentre era nel pieno della presentazione del film al Festival di Venezia, però quando poi ci siamo rivisti a Roma per le prove in sala,  lei è venuta con la tuta e con un canovaccio in testa, abbiamo cominciato a capire la sua concezione di musica, intesa come qualcosa di autentico, senza bisogno di orpelli e lustrini. Ci siamo divertiti ad entrare ognuno nel mondo dell’altro, contaminandoci”.

Come procede la lavorazione del nuovo album degli Stag?

Stavolta faremo una cosa sicuramente diversa… stiamo lavorando con un nuovo produttore che è Paolo Buonvino (che ha già lavorato con Battiato, Mannoia, Negramaro, Jovanotti e tantissimi altri artisti). Siamo arrivati da lui con 24 pezzi, con l’intenzione di fare un mega disco doppio ma, in realtà, ci siamo allontanati molto dalla nostra idea iniziale. Visto che la fruizione della musica è completamente cambiata, quasi non c’è nemmeno più l’mp3 di iTunes  ed è tutto su Spotify e, dato che si perderà la concezione del possesso della musica, stiamo pensando al disco come una sorta di punto di arrivo del nostro progetto e sarà tutto nuovo anche per noi. Paolo è un produttore che viene dalla musica da film e ci sta aiutando a creare l’atmosfera che vorremmo mantenere e approfondire.

 Raffaella Sbrescia

 Fotogallery a cura di: Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d'Oro Ph Errico Sarmientos

Marco Guazzone & Stag Feat. Maria Roveran @ Laceno d’Oro Ph Errico Sarmientos

 

 

 

 

Negro Festival: tre giorni di musica, cultura e natura a Pertosa

negro festival

 Tutto pronto per la 19 ma edizione del Negro Festival, la kermesse di musica e cultura etnica che, prendendo ispirazione dal metaforico simbolismo associato al corso del fiume sorgivo “Negro” dalle Grotte dell’Angelo a Pertosa, in provincia di Salerno, rappresenta un momento di festa ma anche e soprattutto un’occasione di scambio interculturale proponendo al pubblico un programma fitto di eventi, a cavallo tra arte e solidarietà. Organizzato dalla Città di Pertosa, in collaborazione con la Regione Campania, grazie al co-finanziamento dell’Unione Europea,  la Provincia di Salerno, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, la fondazione Mida, il Comune di Auletta, Negro Festival richiama ogni anno tantissimi spettatori, amanti della buona musica, della natura ancora incontaminata e anche della cucina tipica del Cilento.

Protagonisti della nuova edizione saranno grandi artisti dello scenario musicale nazionale ed internazionale, ognuna delle tre giornate in programma vedrà 3 momenti musicali con un’offerta ricca e variegata. Si comincerà sabato 23 agosto ( serata ad ingresso libero) con Unavantaluna, Nicola Linfante & Superband in “Africa sound Collective” e Dhol Foundation. Domenica 24 agosto  (ingresso 5 euro) la serata sarà inaugurata da Meditamburi Project (special guest Ashai Lombardo Arop), a seguire l’Orchestra 41mo Parallelo e Pino Ninfa e l’evento clou con Noa che duetterà con Mira Awad per un incontro musicale all’insegna della pace. Il Festival si concluderà il 25 agosto (ingresso 5 euro) con The Occasional Band, a seguire il live di L’Orage e gli attesi Bandabardò. Per tutti i giorni del Negro Festival, gli amanti della speleologia potranno prendere anche parte alle escursioni organizzare nell’ambito del ‘Negro Speleotrekking & Climbing’, curate dal Gruppo Escursionistico Trekking, Pertosa Trekking Club.

Inoltre, utilizzando il Negro Festival come volano per l’offerta turistica del Cilento, agli spettatori saranno proposte diverse soluzioni molto vantaggiose per assistere agli spettacoli e usufruire delle numerose strutture alberghiere della zona cilentana.

Il programma:

SABATO 23 AGOSTO ingresso gratuito

ORE 21:00ANTRO extra – palco ingresso grotte UNAVANTALUNA

ORE 22:00 MAIN stage – palco centrale NICOLA LINFANTE & SUPERBAND in “africa sound collective”

ore 23:00 MAIN stage – palco centrale DHOL FOUNDATION

DOMENICA 24 AGOSTO ingresso 5 EURO

ORE 21:00 ANTRO extra – palco ingresso grotte MEDITAMBURI PROJECT special guest Ashai Lombardo Arop

 ORE 22:00 MAIN stage – palco centrale orch. 41° PARALLELO & PINO NINFA

ore 23:00 MAIN stage – palco centrale NOA & Band feat MIRA AWAD with GIL DOR

LUNEDI’ 25 AGOSTO ingresso 5 euro

ORE 21:00 ANTRO extra – palco ingresso grotte THE OCCASIONAL BAND

 ORE 22:00 MAIN stage – palco centrale L’ORAGE

 ore 23:00 MAIN stage – palco centrale BANDABARDO’

Info: www.negrofestival.com

 

Ravello Festival: la voce di Asaf Avidan incanta la costiera amalfitana

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Il Ravello Festival è entrato nel vivo dell’edizione 2014 con l’atteso e travolgente concerto del cantante e polistrumentista israeliano Asaf Avidan, tenutosi lo scorso 19 agosto sulla terrazza a strapiombo sul mare della storica Villa Rufolo di Ravello (Sa). Indiscussa protagonista dell’ incantesimo di parole e note, naturalmente, la voce di Asaf, unica, inimitabile, indescrivibile. Proposto nell’ambito del fortunato “Back to Basics. Solo Acoustic” tour, il concerto di Asaf Avidan ha rappresentato l’occasione ideale per godere di una nuova lettura intima e personale di “Different Pulses”, l’album che ha sancito l’inizio del percorso artistico da solista di Asaf dopo l’esperienza con The Mojos. Con lui sul palco soltanto una chitarra, un’armonica a bocca e tutto il necessario per la costruzione estemporanea delle proprie melodie.

Disinvolto e concentrato con il suo fisico longilineo, lo sguardo curioso ed il suo ormai consolidato look easy, l’artista si è subito lasciato andare alla condivisione dei suoi momenti più intimi e personali, meravigliandosi a sua volta, di come sia possibile che un qualcosa di così individuale, spesso terapeutico ed egoistico come l’urgenza di esprimersi in musica, possa tramutarsi in arte da condividere con persone assolutamente estranee. Persone, queste ultime, che quasi intimidite, rispettose ed ipnotizzate hanno composto un pubblico via via sempre più entusiasta e vicino all’artista, attraverso un graduale avvicinamento simbiotico tra anime. L’oscurità del mare di notte, squarciata dalla luce di centinaia di stelle, ha fatto da sfondo perfetto ad una serata ricca di brividi e di emozioni. La voce graffiata di Asaf, ruvida e poi dolce, lieve e poi greve, indomabile e mai uguale a se stessa, ha raccontato la passione ed il tormento, il pathos ed l’eccitazione. Storie ed emozioni senza tempo, che vengono da lontano, certo, ma è proprio quella lontananza a renderci più vicini a quegli “altri” da cui spesso rifuggiamo, spaventati e fragili. La struggente intensità della potente vocalità  di Avidan si è accompagnata a sonorità che sanno di vento e di polvere, di strade e di sguardi e hanno completato un’esperienza extrasensoriale, pregna di reminiscenze musicali iconiche. Blues, folk, rock, country si sono fuse all’interno di una miscela strumentale curata nel dettaglio e consapevolmente eterogenea.

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

L’artista trentaquattrenne ha accompagnato il pubblico attraverso un viaggio tutto particolare: la tortuosa passione di “My Latest Sin”, il fascino country di “Left behind” , il divertente preambolo di “Hangwoman”,  l’ultimatum di “Leave it or leave it”, e poi, ancora, “Weak”, la rabbia di “I want you to die”, il dolce sentimento dell’amicizia preannunciato in “Conspiratory Visions Of Gomorrah”, le contagiose sequenze ritmiche di “Different Pulses”, l’intimismo di “Your Anchor”, lo strumentalismo vocale di  “Her lies” e l’ormai celeberrima poesia esistenzialista di “One day/Reckoning song” hanno scandito, una dopo l’altra, le emozioni di un trionfo annunciato.

 Raffaella Sbrescia

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

 

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

Asaf Avidan @ Ravello Festival

“Storie Sepolte”… un viaggio tra gli scavi di Herculaneum

Storie Sepolte... Herculaneum Ph Errico Sarmientos

Storie Sepolte… Herculaneum Ph Errico Sarmientos

Distruggere, creare, vivere e morire sono i grandi atti che attraversano, da sempre, il flusso dell’evoluzione del genere umano. “Storie sepolte” rappresenta, dunque, l’opportunità di compiere un’esperienza di incontro, approfondimento e conoscenza di luoghi, vicende e territori che, nel corso dei secoli, non hanno smesso di affascinare, inquietare ed ammaliare l’uomo. Quella che vi proponiamo oggi è la descrizione della passeggiata notturna, arricchita da racconti storici, suggestioni di luce, performance teatrali e musicali, avvenuta lo scorso 16 agosto, presso gli scavi archeologici dell’antica Ercolano. Con il coordinamento generale della società Scabec e della Regione Campania Assessorato al Turismo, il progetto si avvale del contributo del Mav, responsabile del video in 3D, proposto al pubblico nella sala didattica adiacente alla biglietteria degli Scavi, e dell’illuminazione notturna del sito archeologico. Un filmato della durata di 13 minuti circa, attraverso il quale è stato possibile vivere in maniera virtuale l’esperienza dell’eruzione del Vesuvio, con particolare riguardo alla terribile eruzione pliniana del 79 d.C.

Quattro secondi per morire, quattro secondi in cui una immensa nuvola di gas e materiale piroclastico ha messo fine alla parola vita, quasi senza che gli abitanti di Ercolano potessero rendersi conto di quanto stesse avvenendo. Sette secoli di quiescenza avevano reso, infatti, il Vesuvio una montagna qualsiasi, incoscientemente ignorata da un popolo che cominciava a beneficiare dei grandi fasti dell’impero romano. A raccontare al pubblico i giorni di spensieratezza e di benessere di quell’epoca è l’attrice Antonella Romano, nei panni di una donna di piacere, divenuta improvvisamente cieca, accompagnata dal flauto di Lello Settembre. Un’emozionante performance teatrale, prodotta dal teatro Le Nuvole, con testo inedito di Fabio Cocifoglia e la consulenza scientifica di Maria Laura Chiacchio,  ambientata tra le porte delle fornici, dove i calchi di 300 scheletri sono ancora lì a ricordarci il dramma di una fuga mai avvenuta, l’attesa dei soccorsi mai arrivati, la pericolosa vicinanza del mare, oggi allontanato dalle idrovore. Attraverso le parole della bravissima Antonella emergono le luci, i profumi, i colori, la bellezza di un luogo straordinariamente fertile e ricco. “Splendi, finche vivi”, “Non affiggerti, la vita è breve ed il tempo esige sempre il suo tributo”, questo è il monito finale con cui l’attrice ha congedato i visitatori, i quali sono stati, infine, accompagnati dall’archeologa, all’interno delle abitazioni più in vista dell’epoca, alla scoperta di usi, costumi, tradizioni ancora ubriache di vita, sotto un suggestivo cielo di stelle, in una calda notte di agosto, ancora una volta alle pendici del temibile Vesuvio.

Raffaella Sbrescia

Fotogallery a cura di: Errico Sarmientos

Storie Sepolte... Herculaneum Ph Errico Sarmientos

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“Atletico Minaccia Football Club” in anteprima nazionale al Maschio Angioino di Napoli

Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

Lo scorso 17 agosto il Festival del teatro comico e del cabaret  ha presentato al pubblico del Maschio Angioino di Napoli l’anteprima nazionale di “Atletico Minaccia Football Club”, lo spettacolo ispirato all’omonimo romanzo di Marco Marsullo con adattamento e regia di Fabrizio Bancale. Protagonisti del palcoscenico:  Francesco Procopio, Stefano Sarcinelli, Roberta Amato, Felicia Del Prete. Al centro dell’avvincente trama dello spettacolo c’è la storia di Vanni Cascione, un uomo profondamente innamorato del calcio e grande estimatore di Josè Mourinho. Dopo aver trascorso lunghi anni ad allenare piccole squadre della provincia campana, Vanni coglie al volo l’occasione di guidare l’Atletico Minaccia Football Club ma, già durante il primo giorno di allenamenti, il povero mister comincia a rendersi conto della realtà che dovrà affrontare. Tra  l’attaccante, schiavo di una colite cronica, il mediano, clandestino extracomunitario schierabile solo in trasferta perché piantonato dalla polizia, il portiere cocainomane e lo stopper, detto “Trauma”, Vanni realizza di avere di fronte a sé una bella gatta da pelare. Ad intorpidire le  dinamiche esistenziali del protagonista,  un continuo susseguirsi di colpi di scena per uno spettacolo che si appresta a vivere un’intensa stagione in giro per i teatri italiani e che sarà in grado di tenere viva l’attenzione del pubblico.

Fotogallery a cura di: Fiorella Passante

Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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Atletico Minaccia Football Club @ Maschio Angioino Ph Fiorella Passante

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“Isso, Essa e ‘o malamente”: risate a cavallo tra passato e presente con Vittorio Marsiglia al Maschio Angioino

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

Prosegue all’insegna del divertimento e della leggerezza la programmazione del Festival del teatro comico e del cabaret, nell’ambito della rassegna “Ridere 2014”, ambientata al Maschio Angioino di Napoli. Ben 3 giorni di programmazione, compreso il Ferragosto, per  “Isso, Essa e ‘o malamente”, lo spettacolo con Vittorio Marsiglia, Giovanna Rei, Lucio Bastolla e Saverio Mattei che, anche lo scorso anno, aveva ottenuto un ottimo riscontro sul palco del Teatro Totò – il Teatro Comico di Napoli. Al centro dello show, il tipico triangolo della classica “sceneggiata” napoletana: Isso,  marito onesto e lavoratore, innamorato di Essa, moglie fedifraga, bella e provocante e ‘o Malamente, irresistibile sciupa femmine. Il ruolo chiave è quello del pubblico, nella persona di Vittorio Marsiglia il quale, attraverso la verve dei suoi interventi ironici, divertenti, dissacranti, riesce a creare un’empatica magia con la platea, palesando umori e malumori comuni. La satira che troneggia nel primo tempo, si condensa, successivamente, nella Macchietta: un momento di  puro intrattenimento in cui l’artista riesce anche a raccontare se stesso, seppur con eleganza e semplicità, nel segno della tradizione, certo, ma pur sempre con un tocco moderno e al passo coi tempi.

Fotogallery a cura di: Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

 

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

 

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

 

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente" @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

“Isso, Essa e ‘o malamente” @Ridere 2014 Ph Fiorella Passante

 

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Ferragosto a Napoli con Gorillaz Sound System per la chiusura di Dock of Sounds

Gorillaz Sound System @ Dock of Sounds Ph Fiorella Passante

Gorillaz Sound System @ Dock of Sounds Ph Fiorella Passante

Con l’evento tenutosi lo scorso 15 agosto, presso la Rotonda Diaz di Via Caracciolo a Napoli, si è conclusa Dock of Sounds, la rassegna di concerti organizzata dal Comune di Napoli, nell’ambito del Forum Universale delle Culture. Con la direzione artistica di Gigi De Rienzo, questa grande kermesse musicale ha animato il lungomare di Napoli registrando 2.000 presenze a serata, con picchi anche di 5.000, per un totale di 45.000 persone. Divertimento, emozione e ricerca del dialogo interculturale rappresentano i concetti chiave alla base della manifestazione che ha, dunque, rappresentato un vero e proprio punto di riferimento estivo per la città. L’evento di chiusura ha animato la notte di Ferragosto con un dj set d’eccezione: Remi Kabaka, percussionista del collettivo “Gorillaz”, fondato dal frontman dei Blur Damon Albarn e dal fumettista Jamie Hewlett, ha fondato i Gorillaz Sound System, con la supervisione dello stesso Albarn, racchiudendo, in questo progetto, l’anima clubber di un sound system intriso di ritmi drum’n’bass, dub step e remix dei maggiori successi dei Gorillaz. Accompagnato dalle video proiezioni del VJ Roland, l’artista ha letteralmente fatto scatenare gli avventori del lungomare partenopeo e gli amanti della movida metropolitana.

Fotogallery a cura di: Fiorella Passante

Gorillaz Sound System @ Dock of Sounds Ph Fiorella Passante

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Gorillaz Sound System @ Dock of Sounds Ph Fiorella Passante

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Gorillaz Sound System @ Dock of Sounds Ph Fiorella Passante

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