Marco Martinelli: un talento tra arte e scienza. L’intervista

Marco Martinelli

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Giovane, appassionato e iperattivo. Marco Martinelli canta e suona fin dall’età di 7 anni. Ingegno e creatività l’hanno condotto ad associare l’amore per la musica a quello per la scienza. Con una laurea Triennale in Biotecnologie Agro-Industriali e un Master in corso in Molecular And Industrial Biotechnology, Martinelli ha partecipato anche a diverse trasmissioni televisive in nome di un sogno da realizzare. In quest’intervista, Marco ci parla del nuovo singolo “Tienimi con te”, scritto da Mimmo Cavallo, e dei nuovi progetti che lo vedono al fianco di Antonio Coggio e Mariella Nava.

 “Tienimi con te” è il titolo del tuo nuovo singolo. Raccontaci le emozioni che hai vissuto quando questo brano è arrivato tra le tue mani. In che modo la tua voce e la tua interpretazione si sposano con la penna di Mimmo Cavallo?

L’idea di cantare “Tienimi con te” è nata da Mariella Nava, che per prima ha ascoltato il brano, scritto e musicato da Mimmo Cavallo, e poi lo ha proposto a me. Mimmo Cavallo è un grandissimo autore di successi noti ed inizialmente ho temuto di non riuscire a dare alla canzone quell’intensità che lo stesso Mimmo Cavallo riusciva ad avere, in realtà l’intuizione di Mariella Nava si è rivelata corretta, perché il modo in cui sono riuscito ad interpretarla ha dato al pezzo note di un’incredibile dolcezza. In questo senso credo di aver sposato la penna di Mimmo Cavallo trasformando il suo graffio in una carezza.

“Tienimi con te” è una frase importante che, se da un lato trasmette l’idea di un legame forte e viscerale, dall’altro espone il nostro lato fragile. Quale delle possibili interpretazioni senti più vicina?

 Sento vicina l’idea di un legame forte e viscerale, un legame che si ha verso le persone a cui vogliamo bene. “Tienimi con te” è una frase che possiamo dire a un amico, amica, amata, amato, persino all’amante; a un genitore o a un figlio. L’esplicitazione dei propri sentimenti ci espone sempre ad un rischio, il rischio di non essere capiti, di non essere corrisposti, di essere invadenti o inopportuni. Io credo però che valga la pena di rischiare, anzi di cantare a chi amiamo un “Tienimi con te”.

L’amore può ancora essere la risposta alla solitudine del mondo?

L’amore è una risposta alle problematiche del mondo, sicuramente la migliore risposta alla solitudine. L’amore in senso di amicizia o di sentimento tra due persone o inteso come volersi bene potrebbe evitare molti contrasti tra le persone su piccola scala. Seguire il principio dell’amore ed il rispetto per il prossimo potrebbe salvare le nazioni.

Marco Martinelli

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Stai lavorando ad altri inediti? Ti dedichi anche alla composizione delle musiche?

Sì stiamo lavorando su altri brani, al momento tutto work in progress. Stare a contatto con Mariella Nava, Antonio Coggio e tutto il team di Suoni Dall’Italia mi permette anche di sperimentare e cominciare a scrivere ma è tutto ancora agli inizi. Se riuscissi a scrivere qualcosa di bello, mi piacerebbe che in seguito potesse essere inserito nell’album; ovviamente tutto questo sarà una scelta che passerà in primis da chi conosce e fa questo mestiere da tempo e con grandi risultati ossia Antonio Coggio e Mariella Nava.

Quali sono i richiami e le influenze a cui fai riferimento?

Sono cresciuto con Battisti, Baglioni, Beatles poi mi sono innamorato di Giorgia e Alex Baroni. Ero  anche un fan delle Spice Girls. Nella mia testa c’è passata tanta musica diversa, e io ho fatto un po’  un mash-up per creare la mia.

E le tematiche di cui preferisci cantare?

Non ho una tematica che preferisco cantare, ho molte cose da dire in vari ambiti e mi piace cantare pezzi che mi permettano di farlo.

Hai una laurea in Biotecnologie Agro-Industriali. Come si svolge la tua vita a metà strada tra arte e scienza?

Io mi sento un po’ un uomo rinascimentale, anzi posso dire che mi piacerebbe dare il via al neo rinascimento. Credo però che la società al momento sia più proiettata verso una regressione culturale piuttosto che una progressione. Molti pensano che ci sia distinzione tra materie umanistiche e scientifiche in realtà sono molto vicine, nell’arte serve creatività per creare, nelle scienze serve creatività per risolvere problematiche in modo ingegnoso. L’artista e lo scienziato guardano in modo critico il presente e cercano di creare un futuro migliore.

Quali sono le altre attività di cui ti occupi? Hai all’attivo diverse partecipazioni a programmi tv, senti che questo tipo di realtà di sia particolarmente congeniale? Lo rifaresti in futuro?

Al momento sto avviando un progetto Start up e mi sto cimentando nel girare alcune puntate del “Senatore Codazzo” in onda a “La Gabbia” su La7 il Mercoledì sera alle 21.10. Le mie esperienze televisive mi hanno cambiato e migliorato, cresciuto sotto molti punti di vista. Ma come ha sempre detto Raffaella Carrà, queste sono solo l’inizio, un trampolino di lancio verso un percorso che richiede sacrifici, umiltà e tanta voglia di rischiare e buttarsi per seguire la propria passione. Rifarei ogni cosa e ringrazio tutti coloro che ho incontrato in questo cammino.

 Raffaella Sbrescia

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