Intervista a Max Pezzali: “La mia New Mission è saper cambiare le prospettive nel pieno di una fase incendiaria”

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Esce oggi “Astronave Max New Mission 2016”, il nuovo album di Max Pezzali che contiene tutti i brani di “Astronave Max” (uscito a giugno 2015 e certificato ORO per le vendite) più 2 inediti e 14 successi in versione live. Oltre al singolo “Due anime”, scritto da Max e Niccolò Contessa del gruppo I Cani, l’album contiene anche il secondo inedito “Non lo so” scritto con Zibba. Prodotto da Claudio Cecchetto e Pier Paolo Peroni con Davide Ferrario, questo contiene molte cose nuove, sia in termini di suoni che di contenuti con l’aggiunta di brani in versione live di Pezzali che hanno fatto da colonna sonora di più generazioni. «In un’epoca in cui se non sei un super competitivo, sei un coglione e se segui delle regole e possiedi un’etica, spesso rimani indietro», il geometra della musica sceglie di raccontarsi a cuore aperto.

Intervista

Come nasce la collaborazione con Niccolò Contessa de I Cani?

Niccolò ed io siamo amici da un pò, sono un grande fan de I Cani dai tempi in cui li scoprii su Youtube delle versioni pazzesche electro punk di “Con un deca”. Inizialmente pensavo fosse una parodia, invece chiudevano così i loro concerti…Questa cosa mi ha spinto ad interessarmi a loro, ho fatto contattare il loro manager, abbiamo cominciato a frequentarci. La nostra è un’amicizia nerd, Niccolò è uno degli autori più forti, possiede la capacità di cambiare le prospettive.  Inizialmente avevo composto un pezzo come “Due anime” come un gioco ritmico-metrico, ero annoiato dal mio modo di scrivere, a volte quando scrivi le canzoni, ti viene una sorta di memoria muscolare, sono partito da una drum machine, ho seguito diverse metriche ma mi mancava comunque qualcosa, mancavano degli elementi che rendessero interessante il pezzo, che lo differenziassero dal mero esperimento. Pierpaolo mi ha incitato a sentire qualcuno che potesse darmi un punto di vista diverso, spesso si tende ad essere autoreferenziali, si perde lucidità, così ho mandato a Niccolò il file e nel giro di pochi gironi mi ha mandato un provino cantato da lui. Con poche mosse mi ha fatto capire cosa bisognava fare; la roba più geniale l’ha fatta nel bridge dove ha scelto di inserire il “vi”: per la prima volta si passa dal singolare al plurale, non sarebbe stato pensabile immaginare di parlare a terzi mentre si è in camera a parlare con la propria amata nel bel mezzo di un pezzo che parla d’amore.   Niccolò ha avuto il coraggio di andare oltre le regole del bravo compositore di ballads, un semplice cambio di lettera ha cambiato del tutto la prospettiva del pezzo, ha buttato giù la parete del teatro verso il pubblico.

Stesso discorso anche per “Non lo so”?

Il brano in questione avrebbe dovuto far parte di “Astronave Max” ma non c’è stato il tempo materiale per sistemarlo. Memore dell’esperienza vissuta con “Due Anime”, ho contattato Zibba con cui ho un rapporto di grande empatia. In breve tempo ha registrato una versione del pezzo chitarra e voce con una nota audio su Whatsapp. Con un cambio della melodia il testo ha subito acquisito una propria identità, ha preso un’altra via. Con questi presupposti se dovessi immaginare un album di inediti vorrei lavorarci così, questa è sicuramente la strada migliore da percorrere.

Come sono cambiate nel corso del tempo le regole del buon compositore?

Le regole cambiano ogni volta che succede qualcosa di deflagrante nella musica. Anni fa quando si aveva intenzione di pubblicare una ballad di successo ci volevano gli archi con la classica apertura sanremese, non si poteva uscire dai cardini. Oggi il pop è tornato ad una sorta di manierismo… Fino ad una certa età lo puoi anche accettare, si nasce incendiari, si diventa pompieri, poi però la senilità ti fa venire voglia di tornare a fare casino, se continui sulla stessa via e non trovi lo stimolo che ti dia un brivido nuovo, meglio smettere. Chiedere aiuto ha fatto scattare un ingranaggio assolutamente risolutivo.

Fare musica oggi è sempre più un lavoro di squadra?

Sì, assolutamente! Lo è soprattutto per ragioni tecniche, una canzone oggi è difficilmente identificabile solo per una linea melodica, per quanto un musicista sia ben preparato, il suono è quel qualcosa che solo un producer può fare ad un certo livello. Chi scrive canzoni spesso si ferma al pre-set, il lavoro di cesello è fondamentale; l’identità delle canzoni pop contemporanee è data dal suono, la canzone in sé non è il punto di arrivo, è il punto di partenza.

Cosa succede quando ti affidi al gusto e alla sensibilità di un’altra persona?

Significa dargli fiducia, è un procedimento che puoi adoperare solo se non ti senti un fenomeno, se non sei autoreferenziale. Con Niccolò si è creato un connubio nerd in cui a divertirci è stato il gioco di parole, un vero e proprio lavoro di manifattura. Siamo due facce della stressa medaglia, viviamo la musica con il gusto di farla, siamo piccoli operai delle note, geometri della musica, non c’è sacralità in quello che facciamo, il godimento sta nel gusto di averlo fatto.

Cosa cambierà nei tuoi nuovi concerti?

Il mio approccio nei riguardi delle canzoni è il seguente: quando un brano è fatto e finito, rimane quello. Chi viene ai miei concerti sa che il suono rappresenta l’identità della canzone, toglierlo significa privarlo di gran parte della propria peculiarità. Certo, puoi suonarla meglio ma quando una canzone viene memorizzata in un certo modo rimane tale. Sono quelle ancora da fare che rischiano di annoiare di più chi le fa. Il nuovo tour recupererà delle canzoni che periodicamente lascio in tribuna, le altre rimangono l’architrave principale dello show, sono lì e ci rimangono, il pubblico se le aspetta.

Quanto questo album è figlio dell’esposizione televisiva?

Dopo un ottimo tour, la mentalità discografica ha sicuramente intravisto nell’esposizione mediatica settimanale una buona opportunità di rilancio.

Max Pezzali

Max Pezzali

Stai lavorando ad un nuovo album?

Sto buttando giù delle idee, i classici mattoncini che spesso poi buttiamo via. Vorrei lavorarci per bene dopo il tour estivo anche se il vero nerd aspetta di avere la scusa perfetta per usare i giocattolini nuovi…

Tu non sei di quelli che si fermano al pre-set delle canzoni…

In effetti in genere arrivo un po’ oltre l’idea di pre-set, cerco di caratterizzare il brano per dare al producer un’idea precisa di quello che sarà il brano, il livello embrionale deve già indicare la strada sennò si rischia di perdere tempo.

Di cosa ti piacerebbe parlare oggi che sei nel pieno di questa tua fase incendiaria?

Oggi la più grande difficoltà è data proprio dalla scelta degli argomenti. Bisogna capire se avere un approccio prosaico e materiale o più aulico. In mezzo ci sono diverse sfumature che possono rendere il risultato incredibilmente variabile. Tra i temi più complessi c’è la quotidianità: il rap ha esaurito questa tipologia di argomento sia in termini di metrica che di credibilità. Se fosse fatto da uno della mia età suonerebbe triste perché di fatto lo è. Bisogna inventarsi qualcosa di diverso, procedere per istantanee, essere brevi senza essere troppo descrittivi. Un’ ottima cosa sarebbe usare l’amore come pre-testo, bisogna divertirsi con le parole, focalizzarsi più sul significante che sul significato. La canzone ideale che vorrei scrivere dovrebbe sembrare un pezzo d’amore ma parlare evidentemente di qualcos’altro; un gioco di lavoro sul testo.

I nuovi brani sono figli di queste riflessioni?

Sì, “Due anime” lo è sicuramente.

Come vivi le dinamiche interne a The Voice?

Poterò in tour con me Claudio Cera, un talento che ho dovuto abbandonare mio malgrado. Le dinamiche televisive sono complicate, alcune cose si possono fare, altre è inopportuno farle. Claudio ha una voce straordinaria ma quando devi costruire, devi farlo sulle potenzialità del dopo, verificare che ci sia già un progetto pronto, capire se si può lavorare in maniera immediata sennò rischi di fare un doppio danno. Paradossalmente il programma si chiama The Voice ma la voce conta tra il 20 ed il 30%, gli autori bravi non ti danno canzoni buone, il mercato è molto ristretto e bisogna concentrarsi al massimo su tutti gli elementi concreti che si hanno a disposizione.

 Raffaella Sbrescia

Video:Due Anime

Acquista su iTunes

In attesa di vederlo in concerto dal 26 giugno, Max Pezzali incontrerà i fan negli store delle principali città italiane, questi gli appuntamenti:

13 maggio  ROMA Discoteca Laziale – Via Giovanni Giolitti 263 h. 18.00

15 maggio  MILANO Mondadori Duomo – h. 17.30

19 maggio BOLOGNA Mondadori Via M. D’Azeglio 34/A – h.17.30

20 maggio TORINO MediaWord Lingotto – I Portici Del Lingotto Via Nizza 262 –  h. 17.30

26 maggio NAPOLI Feltrinelli Via Santa Caterina a Chiaia 23 – h. 17.30

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