Sfera Ebbasta presenta il suo disco omonimo: il connubio con Charlie Charles è vincente. Intervista

13886875_1328102810553136_8330292758790051054_n

Gionata Boschetti in arte  SFERA EBBASTA, classe 1992, torna a farsi sentire con un nuovo album pubblicato su etichetta Universal/Def Jam, dal titolo omonimo di SFERA EBBASTA. Il disco, prodotto interamente da Charlie Charles (uno dei produttori più richiesti del momento), contiene 11 tracce inedite che si muovono a cavallo tra influenze e suggestioni musicali eterogenee. Le tematiche affrontate ruotano ancora attorno alla vita nei quartieri con lo sguardo critico e attento di chi il quartiere lo ha vissuto per davvero, descrivendo uno spaccato di realtà giovanile comune in molte periferie delle principali città italiane. Il disco si apre con “Equilibrio”, un brano molto personale in cui Sfera Ebbasta racconta di essersi salvato da chi non ce l’ha fatta, di aver cambiato strada ma di non essere scappato fino alla presa di coscienza del fatto che la vita gli sta ridando quello che gli ha tolto. “Quello che ho, me lo sono preso da me” canta Sfera in “Figli di papà” mentre il cash è il protagonista indiscusso della potenziale hit “Balenciaga”. I compagni di viaggio in questa nuova avventura musicale del giovane “trapper” sono “quei bravi ragazzi nei brutti quartieri”, giovani a cavallo tra generazioni allo sbando, in cerca di una svolta esistenziale senza conoscere bene quali passi muovere. Presente in tracklist anche la traccia cult “Cartine Cartier”, prontamente rifinita e rimodellata insieme a Sch. A vestire il tutto gli inconfondibili beats di Charlie Charles che sanciscono la solidità di un connubio vincente.

Intervista

Cosa è cambiato in questo ultimo anno?

Ho completamente cambiato vita, mi sono ritrovato a lavorare ogni giorno, ho realizzato il mio primo street album, ho accompagnato Marracash nel suo tour estivo; insomma mi sono dato molto da fare.

E dal punto di vista musicale?

Ogni artista cresce canzone dopo canzone. Nel mio caso sono cambiate la pressione e le aspettative nei miei riguardi. Con questo lavoro ho cercato di fare qualcosa di cui potessi essere fiero io per primo. Questo album rappresenta un banco di prova importante.

I testi sono ancora “street oriented”?

Il disco è molto più vario ma ci tengo a sottolineare che nessuno mi dice cosa fare. Il sound è diverso, ci sono testi d’amore e nuove tematiche. I pezzi veramente street sono “Balenciaga” e “Visiera a becco”.

Hai lavorato fianco a fianco con Charlie Charles. Come mai il disco porta solo il tuo nome?

Per rispetto alla comune volontà di non dipendere l’uno dall’altro. Questo è il mio primo album ufficiale e, sebbene i beats siano suoi, ho voluto intitolare il disco a mio nome per rendere al meglio l’idea che si tratta di un lavoro in cui ho dato tutto me stesso.

Avevi un piano B?

Ci penso spesso…la risposta è no. Penso che non starei facendo niente, non mi sono mai sentito propenso a svegliarmi e farmi dire cosa fare, sono sempre stato convinto che avrei fatto qualcos’altro. Il mio intento è sempre stato quello di fare rap.

Secondo te, qual è stato il momento che ha determinato la tua svolta musicale?

Dallo scorso anno quando con l’uscita di “Panette” prima e di “Ciny” poi, sono entrato in contatto con Roccia Music. All’epoca mi contattarono diverse etichette indipendenti, in quel momento lì mi sono reso conto che la mia idea poteva funzionare.

In cosa ti senti rappresentato da Roccia Music?

Ho ragionato in base a quello che piaceva a me, sono sempre stato decisamente epidermico nelle mie scelte. Mi è sempre piaciuto Marracash, lo considero il numero 1, ho pensato che fosse destino lavorare con lui.

Sfera

Sfera

Quali sono le canzoni che senti più tue in questo album?

Sicuramente “Notti” ed “Equilibrio”. La hit è “Balenciaga”

Ti senti parte di un nuovo movimento musicale?

Le cose sono cambiate parecchio. Il rap italiano vede me e i miei compari identificati in modo diverso, siamo un movimento a parte, abbiamo un’altra mentalità. Le nuove generazioni apprezzano ed emulano le cose che facciamo, rispecchiamo l’immaginario dei giovani contemporanei; questa è la roba che spacca, questo é il suono del momento.

Cosa cambia tecnicamente?

Contenuto, forma, basi e metriche: tutto è cambiato. In più abbiamo dimostrato che si può rappare anche senza rime. In America c’è veramente di tutto, in Italia invece ci sono diversi rapper interscambiabili. Io ho voglia di essere unico, di rendermi riconoscibile, non ha senso fare copie di copie. L’evoluzione è nel pieno del suo corso…personalmente ho voglia di lasciare il segno, possibilmente anche all’estero.

Cosa provi nel lavorare con la Def Jam Recordings?

Questo è stato uno dei miei traguardi più importanti, una soddisfazione senza prezzo!

Come vorresti essere definito?

Chiamatemi come volete, non so come definirmi, non voglio essere etichettato in nessun modo… magari sono un rapper, magari forse no.

Sfera Ebbasta

Sfera Ebbasta

Come mai nel disco non ci sono le collaborazioni che tutti si aspettavano?

Non ci sono proprio perché ho voluto fare l’esatto opposto di quello che tutti si sarebbero aspettati. Le collaborazioni certamente arriveranno, adesso voglio che chi compra il disco, lo compri soltanto per ascoltare me.

Come vivi questo momento della tua vita?

Stanno arrivando tante soddisfazioni. Non vengo da una famiglia ricca, non abbiamo mai avuto i mezzi per stare bene, ora che ce la sto facendo sono preso bene e spero di fare sempre meglio. Non avevo idea di come sarebbe stato diventare una persona popolare, ora mi rendo conto che aveva ragione chi diceva “More money, more problems” (ride ndr).

Raffaella Sbrescia

Video: Figli di papà

TicketOne