Guardare Lontano: un album ottimista e ricco di suoni per i Ghost

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I loro testi racchiudono le tappe di un cammino, la meta la decidiamo noi, l’unico requisito richiesto è esser capaci di Guardare Lontano, esattamente come cita il titolo del loro terzo disco di inediti. Stiamo parlando dei Ghost, band romana  costituita dai fratelli Alex ed Enrico Magistri nel 1995 che, attraverso una riuscita fusione tra rock ed elettronica, riesce a veicolare importanti messaggi di speranza ed ottimismo. La scelta di un tempo infinito e di un aggettivo strettamente correlato, lascia subito trasparire l’esplicita intenzione possibilista dei Ghost che aprono la tracklist dell’album con L’era del litigio (la tua radio suona).  Un brano musicalmente ricco che analizza la realtà esortandoci a dare volume ai suoni della vita «é l’ora della vita, riprendila, non farti male» mentre il mix and match dei suoni racchiusi in Movimento animano parole pungenti e dirette. Intenso e magnetico il delicato pianoforte che accompagna la storia di Chiara: «Stasera Chiara non confonderti ti dedicherò la ragione e la poesia». Completamente diverso è il potente registro rock de La Diva, un brano viscerale, pensato per travolgere l’ascoltatore. 22 è la traccia più originale: declinazioni e significati legati ad uno stesso numero arricchiscono l’immaginario seguendo le fila di una storia folle e coinvolgente, sulle orme di un sensualissimo sax.

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Grandi dosi di elettronica accendono la linea melodica de  Il respiro di un’estate, il cui ritmo si muove tra nebbia e scorie di sogni d’amore. «Devi combattere per sopravvivere», cantano i Ghost in Un uomo solo servendosi di sound battente che non lascia spazio a fughe di pensiero. A smorzare i toni è Parla di te in cui ritorna il pianoforte a dirigere infinite strade strumentali, pronte ad alleviare il bruciore delle lacrime di un’anima solitaria. La vivacità di Meglio una brutta verità sdrammatizza un brano  che è, in sintesi, un elogio alla lealtà, un modus vivendi sempre più appannaggio di pochi. La traccia di chiusura del disco è Libero, un brano intimo, un inno alla vita in cui i Ghost mettono a nudo loro stessi ma anche tanti di noi. Scrivendo cose come «Le parole non dette mi rendono fragile» i Ghost recuperano la nostra umanità, cancellano il mito dell’infallibilità e riavvicinano la sensazione di armonica felicità che tanto spesso ci sfugge.

 Raffaella Sbrescia

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  Tracklist:

L’era del litigio (la tua radio suona)
Movimento
Chiara
La diva
22
Il respiro di un’estate
Un uomo solo
Parla di te
Meglio una brutta verità…
Libero

 Video: Movimento

 

 

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