“Il colore dei pensieri” degli Abulico.

Nel cuore di una Napoli svilita, affannata, impaurita Lanificio 25 è una piccola, ma pulsante arteria musicale.
Sul palco, per raccontare il “Colore dei pensieri”, gli Abulico veicolano il pathos dei loro suoni luminosi con scale cromatiche piuttosto ampie e sfumate.
Per ogni brano una venatura sempre diversa, ora calda e coinvolgente, ora delicata ed eterea come un sogno ad ogni aperti.
“Un comodino pieno di parole” è quello da cui gli Abulico pescano a piene mani testi ricchi di spunti per riflettere  ma soprattutto agire. Il pop gioioso del gruppo partenopeo si tinge di intense pulsioni rock che “ fanno a pezzi i clichè” servendosi di chitarre sovrapposte e travolgenti giri di batterie insistenti, battenti, galoppanti .
 “Ci sono delle volte in cui non so fermarmi a leggere un mondo così fragile” cantano gli Abulico in “Fragile” canzone emblema della nostra precaria contemporaneità.
La versatilità della voce limpida di Alessandro Panzeri racconta il desiderio di libertà, condanna le ipocrisie, vive i margini ed esalta l’immediatezza delle scelte repentine fatte in una notte buia, inquieta ed insolita.
“Incerto” e prezioso è il nostro domani, questo è il messaggio de “Il volo”  e, mentre un cielo nero soffoca ogni pensiero di mediocrità, “La purezza del silenzio” ci ricorda che siamo soli.

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