Le Corde di Alessandro Mannarino intrecciano i cuori del CarroPonte per Emergency

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In una molle serata di inizio luglio, l’aria ferma ed afosa di Milano si anima di  felici brusii di voci, cuori palpitanti e caldi rivoli di sudore. L’occasione è di quelle preziose: il concerto di Alessandro Mannarino a completamento del primo dei due Emergency Days ospitati dal CarroPonte di Milano. Decine di piccoli stand rimpinguano la cornice creata da centinaia di piccole bandiere in cui il rosso, colore del sangue e della resistenza, la fa da padrone. Alle 21.30 una pediatra, attiva da anni al fianco di Emergency, riassume gli obiettivi della raccolta fondi da destinare alla Sierra Leone poi è Alessandro Mannarino a districare l’affascinante giungla di corde che compone il nuovo asset di questo nuovo “Corde 2015″, il tour estivo dell’artista romano.

Pezzi di legno, pelle, corde si incastrano solleticano, accarezzano, dilaniano i sentimenti  traducendo la più intima essenza dell’anima in suono. Le chitarre affidate a Tony Canto e Alessandro Chimienti contornano il contrabbasso suonato da Nicolò Pagani, affiancate dal violoncello, sega sonora, percussioni suonate da Francesco Arcuri e dalle seducenti  ritmiche del percussionista e polistrumentista Daniele Leucci. Al violino, tamburo battente e cori la splendida Lavinia Mancusi che, dopo  un crescente percorso artistico ed il successo dell’album “Semilla”, al fianco di Mannarino trova un pubblico nuovo e pronto ad applaudirla con sincera ammirazione.

Suoni vivi e potenti  si librano nell’aria affollata di sapori, odori e umori contrastanti. La voglia di sogno e sublimazione del pensiero si alterna a quella del sordido divertimento caciarone. Il concerto si apre con la cavalcante intro “Osso di seppia”, la profondità semantica de “Le cose perdute”, la vibrante energia di “Rumba magica”. Il pubblico è carico ed elargisce vivaci cariche di entusiasmo, Mannarino accoglie l’energia e la somatizza attraverso un’intensa interpretazione di canzoni che, seppur frutto del suo stesso pugno, acquisiscono di volta in volta una forza ed una pregnanza sempre maggiore. Voci sottili, gravi, ispirate, stonate, alterate cantano sogni, speranze, ricordi, illusione e delusioni. Alessandro Mannarino raccoglie le emozioni e le riversa nelle dita, nella voce e nello sguardo fiero. Particolarmente intensa la coda sussurrata di “Deija”, la verità carnale di “Maddalena”, la spietata violenza di “Scendi giù”, la truce bestialità di “Malamor” e il sempiterno fascino del “Bar della Rabbia”.

“La vita è come na bottiglia che se scola”, canta l’artista romano, in “Statte zitta”, suscitando un silenzio riflessivo sulle note di “Serenata silenziosa”. “L’amore nero”, “Gente”, “Quando l’amore se ne va” rappresentano il filone dell’amore doloroso eppure il pubblico è un insieme d’anime dannate in una bolgia di lacrime e sudore. Dopo una breve pausa Mannarino rientra sul palco inserendo nella scarna scenografia lo striscione di protesta con su scritto “No Muos”: “Visto che sono state lasciate da sole dalla sinistra, tutte le resistenze italiane sono ben accette, spiega il cantautore mentre, un attimo dopo, richiama l’attenzione del pubblico per una comunicazione di servizio: “ Due cani sono stati lasciati in auto al chiuso, ecco il numero di targa, andateli a recuperare”. Sarà, ma a noi è metaforicamente sembrato che le due comunicazioni fossero in qualche modo connesse tra loro.

A seguire due canzoni defaticanti: “Le stelle”, brano impreziosito dal suono demiurgico e spirituale della sega sonora e “Signorina”: “Bevi vino, bevi pioggia, parla amaro hai perduto ciò che avevi di più caro nelle vene per un somaro”. “Tever Grand Hotel”, “Serenata lacrimosa”, “Gli animali” scandiscono i minuti dell’ultima parte di uno spettacolo totalizzante. Bellissima la scelta di cantare “Fatte bacià”: una preghiera d’amore fatta ai tempi della “Generazione Boh”. “Quello di Emergency è l’unico rosso presente in Italia, spiega poi l’artista, tornando a parlare e toccando temi delicati come quello dell’immigrazione e delle frontiere europee, ammonendo il pubblico: “Non pensate che la sinistra ci ritenga tutti uguali. In fondo loro sono cattolici e, in quanto tali, ritengono che chi è battezzato sia migliore di chi non lo è” chiosando a suon di note con la meravigliosa “Vivere la vita”.

Ad uno ad uno i musicisti lasciano il palco per poi rientrare con la veracità carnale di “Scetate Vajò”, “Me so m’briacato” e l’eterea bellezza filosofica di “Al monte”, brano che Mannarino sceglie per chiudere il concerto seguendo una precisa linea di pensiero. Una scelta apparentemente controcorrente che, lascia l’amaro nella bocca dei carnascialeschi fan del cantautore ma che, invece, sancisce in maniera tangibile la forza, la sensibilità e la coerenza artistica di uno degli ultimi poeti della canzone italiana.

Raffaella Sbrescia

Emergency days: 11 e 12 luglio al Carroponte di Sesto San Giovanni. Il programma

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Ancora una manciata di giorni e poi sarà la volta degli Emergency Days, la grande manifestazione in cui Emergency incontra la città di Milano per promuovere i propri programmi umanitari in Italia e all’estero. Quest’anno i festeggiamenti si terranno al Carroponte di Sesto San Giovanni con una due giorni davvero molto intensa. Gli eventi di punta saranno il concerto di Alessandro Mannarino “Corde 2015” e lo spettacolo teatrale di Ascanio CelestiniRacconti d’estate – fiabe per adulti che volevano essere bambini cattivi”.

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Ci saranno naturalmente anche tante altre attività come la biciclettata che attraverserà i luoghi della resistenza, una grande corsa serale a cura dell’Associazione a Piede Libero. Non mancheranno le attività rivolte ai più piccini in uno spazio attrezzato, dalla clowneria ai gonfiabili e diversi tornei. Spazio anche gli approfondimenti con la conferenza intitolata “Spezzare il circolo della Guerra” con relatori Francesco Vignarca della Rete Italiana Disarmo e Chicco Elia di Emergency. Saranno presenti anche i banchetti informativi e di raccolta fondi per sostenere gli interventi di Emergency che, nel caso specifico di questa iniziativa, saranno destinati ai progetti di Emergency in Sierra Leone

Il programma:

 SABATO 11 LUGLIO

10.00: Corsa non competitiva “Memorial Franco Ganzaroli”.
11.00: Mr Bloom on the street. Spettacolo di Antonio Brugnano, mimo attore, clown.
12.00 – 17.30: Area ristoro.
14.30: “Bike Tour” al Parco Nord con visite guidate presso i luoghi della Resistenza Sestese.
18.00: “Draghi Volanti”, spettacolo a cura di Teatro in scatola.
21.30: @ Mannarino per EMERGENCY @ CarroPonte Sesto San Giovanni - EMERGENCY Days 2015

 DOMENICA 12 LUGLIO

9.30 – 11.30: Fit Walking.
10.00: “Do you speak bau”: impariamo a conoscere i cani giocando.
10.00: 3° Torneo di Green Volley Solidale.
12.00 – 17.30: Area ristoro.
18.00: Ludobus, ludoteca itinerante a cura dell’associazione “Il Tarlo”.
18.00: “Spezzare il circolo della guerra”: conferenza con Francesco Vignarca (Rete Italiana per il Disarmo) e Chicco Elia (EMERGENCY).
21.00: Estrazione premi della lotteria.
21.30: Ascanio Celestini per EMERGENCY @ CarroPonte Sesto San Giovanni - EMERGENCY Days 2015

Sia sabato che domenica, inoltre:
– 1914 – 1918 – Cento anni di guerra, la nuova mostra di Corvo Rosso dedicata alla Grande Guerra (e a quelle che ne sono seguite),
– Vermi di Rouge presenta “Dis(d)egnare la guerra”,
– gonfiabili, scacchi giganti, palloncini, truccabimbi e tanta magia con i ClownS on The Bus, biliardino, mostra fotografica a cura del Circolo Fotografico “Lo Scatto”, vendita vintage, gadget di EMERGENCY, punto RID, informazioni…

I fondi raccolti saranno destinati ai progetti di EMERGENCY in Sierra Leone (per saperne di più: http://goo.gl/u6OV3x).

Indirizzo: Via Granelli 1, Sesto San Giovanni