Il Volo festeggia 10 anni di successi nel mondo. “Musica che resta” a Sanremo con un occhio ai Latin Grammy Awards

Il Volo_Credito foto Shipmates (1)

Li abbiamo conosciuti in tv nel 2019 con “Ti lascio una canzone” quando erano dei bambini prodigio, ritroviamo i ragazzi de Il Volo 10 anni dopo in gara al Festival di Sanremo 2019 e con un nuovo album in arrivo intitolato “Musica”.

L’album uscirà in tutto il mondo e sarà accompagnato da un tour mondiale con tanto di 5 date in Giappone tra Osaka e Tokio. Subito dopo ci sarà una tourneè americana a degna conclusione di un anno di grandi celebrazioni.

Il titolo del disco, diciamolo pure, non è esattamente originale, “Musica” è il termine che Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble hanno scelto per per racchiudere l’essenza di un progetto che, pur rispettano in pieno la natura del trio, lascia uno spiraglio di apertura e rinnovamento che non guasta. Presenti anche diverse cover, scelte per mantenere la promessa fatta al pubblico americano, quella di un repertorio pensato per mettere in luce la forza del bel canto. Tra gli inediti “Vicinissimo” gode di un taglio cantautorale con sfumature di note basse che regalano una certa freschezza al brano.

Tornando invece ai festeggiamenti del decennale, uno dei primi appuntamenti importanti per i tre è stato l’incontro con il Papa in occasione della Giornata della Gioventù a Panama.

“Siamo cresciuti con Papa Francesco e lo sentiamo molto vicino a noi, non ci aspettavamo un’affluenza così forte con centinaia di migliaia di ragazzi tanto devoti. Per noi è qualcosa di difficile da spiegare. Un evento simile ha comportato una importante gestione delle emozioni, solo dopo la performance potevamo provare a metabolizzare quanto abbiamo vissuto poco prima. Su quell’altare c’era un’energia particolare, abbiamo messo la nostra arte al cospetto di Dio, vedere i ragazzi che piangevano e pregavano è stato il coronamento di un sogno che portiamo nel cuore. Se poi aggiungiamo il fatto che il Papa si sia ricordato di noi e del nostro Ave Maria inciso apposta per lui e che si sia fatto un selfie con noi, non possiamo davvero pretendere di più!”

Sono allegri, spigliati e desiderosi di raccontarsi i ragazzi de Il Volo che, a proposito del nuovo album Musica, raccontano: “La produzione del disco è di Michele Canova. Il brano che porteremo in gara al Festival “Musica che resta” è stato in parte scritto da Gianna Nannini di cui abbiamo avuto anche il piacere di fare una nostra versione di “Meravigliosa creatura”. In prima battuta abbiamo provinato il brano ma aveva dei suoni poco contemporanei, Canova ne ha cambiato il volto. Nel disco siamo riusciti a racchiudere la rosa dei nostri gusti musicali. Cerchiamo di non tradire la nostra personalità costruita in 10 anni, non è stato facile passare da bambini prodigio a ragazzi quasi adulti. Molti si perdono, la nostra formula funziona e colpisce il cuore della gente ma cerchiamo in ogni caso di evolverci e rinnovarci. Abbiamo scelto di lavorare con Canova per avere un suono contemporaneo, vogliamo dimostrare di non essere solo tenori o cantare solo la lirica. Da piccoli ci dicevano spesso come cantare, ormai da qualche anno abbiamo preso la situazione in mano, cantiamo come piace a noi. Speriamo proprio che questo aspetto venga fuori, Il Volo è anche questo. I concerti e i viaggi intorno al mondo ci hanno fatto capire cosa vuole il pubblico da noi, fuori apprezzano il bel canto. Nel disco abbiamo voluto omaggiare il Sud America registrando “La nave del Olvido”, un classico sudamericano che sarà incluso nella versione in spagnolo dell’album con cui speriamo di ottenere una nomination ai Grammy Awards”.

Il Volo @ Musica

Il Volo @ Musica

Felici di raccontare anche cosa portano a Sanremo e come si è evoluto il loro rapporto in questi anni:”  Al Festival di Sanremo portiamo “Musica che resta”, a 25 anni vediamo l’amore con un occhio diverso rispetto a 10 anni fa, in alcune coppie la musica è l’unica cosa che resta dopo la rottura. Negli altri due inediti abbiamo collaborato con Davide Petrella e Dario Faini per “Vicinissimo” mentre “Fino a quando fa bene” è stata scritta da Tony Maiello. In sostanza conserviamo la stessa voglia di giocare e scherzare tra noi come quando eravamo piccoli, l’amore per quello che facciamo si è trasformato da una grande passione alla nostra vita. La musica è sempre stato tutto, volevamo fare questo fin da piccolini. La musica ci accomuna, lo ha fatto fino ad oggi e lo farà fino a quando avremo vita. Abbiamo vissuto insieme la nostra adolescenza e ci vogliamo tanto bene. Non possiamo piacere a tutti, possiamo capire i pregiudizi ed è giusto che ci siano, molto dipende anche dai gusti personali di chi ci ascolta. Non abbiamo in mente di lanciarci in progetti solisti, non ne sentiamo la necessità perché siamo felici. Sicuramente appoggeremo Piero nel suo sogno di cantare alla prima di un’Opera in un teatro importante, saremo nel palchetto d’onore a fare il tifo per lui. Oltre ad essere amici, siamo fratelli. Speriamo il meglio l’uno per l’altro. Non pensiamo al singolo, siamo Il Volo. Quello che porta prestigio e positività al gruppo si fa”.

Da qui parte Il Volo 2.0.

 

 

 

65 Festival di Sanremo: il trionfo de Il Volo

Il Volo

Il Volo

Si chiude il sipario: la sessantacinquesima edizione del Festival di Sanremo è stata vinta da Il Volo, il trio di tenori si aggiudica il leone d’Oro con “Grande Amore” testimoniando, di fatto, l’immobilismo Made in Italy. Nessuno si sognerebbe mai di mettere in dubbio la potenza e la bravura dei tre giovani artisti ma è altrettanto innegabile il fatto che la banalità del testo e la posologia geriatrica del mood insito nell’arrangiamento non siano esattamente nel target del nuovo millennio. Per fortuna al secondo posto si piazza un grintosissimo Nek con la sua “Fatti avanti amore”, un brano dotato un sound internazionale, decisamente orecchiabile e che sentiremo a lungo in tutte le radio. Filippo Neviani si aggiudica anche il premio per il migliore arrangiamento ed il premio della sala stampa web radio e tv. Chiude il podio la raffinatissima Malika Ayane con “Adesso e qui (Nostalgico presente)”; a conferma della sua indiscutibile classe interpretativa anche il premio della critica Mia Martini.

Carlo Conti e Will Smith

Addentrandoci in un discorso che esula dalla gara ormai conclusa, tracciamo un bilancio globale relativo all’ultima attesa serata della kermesse: ottima l’intro con la leggendaria PFM,  spettacolari le coreografie del musical Romeo e Giulietta, grande delusione per l’esibizione di Gianna Nannini, rea di aver sbagliato per due volte l’attacco del ritornello di “Sei nell’anima”. Semplice ma di grande effetto la performance della super star Ed Sheeran, dolcezza e commozione per la coppia siciliana, invitata a festeggiare ben 65 anni di matrimonio sul palco del Festival. Davvero convincente il monologo di Giorgio Panariello e la sua fedelissima imitazione di Renato Zero. Fuochi d’artificio chiaramente riservati alla fase finale: Will Smith, in grande spolvero, ammalia la platea con il suo carisma intonando anche un paio di strofe dell’eterna “Volare”. Bellissima anche l’esibizione di Enrico Ruggeri, uno dei più bravi artisti italiani, che ha presentato il suo commovente brano “Tre signori”, dedicato a Gaber, Jannacci e Faletti. Qualche nota stonata guasta gli ultimi attimi del Festival come i problemi tecnici nella grafica della classifica finale (Nek dato per nono al posto di Nina Zilli) e le tre inutili letterine che Emma, Arisa e Rocìo hanno dedicato a Carlo Conti, sempre più proiettato verso l’edizione del prossimo anno. A questo punto ci auguriamo che nella rosa della prossima edizione ci possa essere più spazio per la musica indipendente e per le tantissime interessanti realtà che popolano il nostro tessuto musicale e che, soprattutto, non si parli soltanto di amore ma anche della vita reale.

Raffaella Sbrescia

Video: “Grande Amore” – La canzone vincitrice del Festival di Sanremo

Il Volo in concerto a Napoli: i golden boys conquistano l’Arena Flegrea

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Sui gremiti spalti dell’Arena Flegrea di Napoli si è tenuto l’atteso concerto dei ragazzi de Il Volo. Sono passati 5 anni da quando Piero Barone (tenore), Ignazio Boschetto (Tenore) e Gianluca Ginoble (baritono) conquistarono gli schermi italiani con il talent show, targato Rai 1, “Ti Lascio una canzone”. Guidati dal manager Michele Torpedine e dal produttore Tony Renis, i tre giovanissimi artisti sono riusciti a conquistare un’ampia fetta del pubblico internazionale esibendosi dal vivo in tutto il mondo ed instaurando durature amicizie e collaborazioni con alcuni dei più prestigiosi esponenti dello scenario musicale mondiale. Grazie all’eterno fascino del repertorio proposto, con brani della tradizione classica italiana, soprattutto quella napoletana di primo ‘900, Il Volo si muove in netta controtendenza rispetto alle mode musicali del momento ed è forse anche per questo che il loro concerto rappresenta l’occasione per avvicinare il pubblico più giovane alla tradizione musicale italiana.

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Dopo ben 8 tour internazionali, il primo tour italiano sta portando i golden boys in giro per la penisola e dopo aver incantato le platee di Taormina e Pescara, i 3 giovanissimi interpreti sono, dunque, approdati a Napoli cantando con classe e notevole padronanza scenica alcuni evergreen della canzone italiana, famosi brani tratti da musical e operistici, spaziando moltissimo tra generi musicali diversi con uno stile e degli arrangiamenti moderni, finemente eseguiti dall’Orchestra Sinfonica Campana, diretta dal Maestro Leonardo Quadrini.  Cantando in italiano, inglese, spagnolo, tra incessanti applausi e piccole standing ovations, Gianluca, Ignazio e Piero hanno subito proposto dei cavalli di battaglia: “Un amore così grande” di Mario Del Monaco e “Granda” del reuccio Claudio Villa, per poi passare all’elegante “Tous les visages de l’amour” di Charles Aznavour e alla loro “We are Love”. Tributo di Piero Barone a Placido Domingo con “No puede ser”, poi di nuovo con Ignazio e Gianluca per “Caruso” di Lucio Dalla.

Diversi i momenti dedicati alle esibizioni singole, grazie alle quali il pubblico ha avuto modo di apprezzare ciascuna delle tre diverse voci che compongono il trio. In scaletta anche “Quando l’amore diventa poesia” di Massimo Ranieri, “Io che non vivo” di Pino Donaggio, cantata in trio e col pubblico, “Cant’ help falling in love” di Elvis Presley, interpretata da Gianluca, e poi, ancora, “Nel sole”, “Memory” di Barbara Streisand (con cui sono stati recentemente in tour) feat. Gianni Guarracino alla chitarra. Suggestiva l’interpretazione de “Il canto” di Pavarotti, che i tre ragazzi hanno voluto dedicare a Davide Bifolco, il ragazzino tragicamente scomparso pochi giorni fa a Napoli. A seguire  ”Smile” di Charlie Chaplin, la celeberrima “Mamma” di Beniamino Gigli,  “Anema e core” con il maestro James Senese al sax, una particolare versione di “Beautiful Day” degli U2 e l’omaggio a Napoli con “Malafemmena”.

Chiusura in grande stile con dei classici di portata monumentale: “Torna a Surriento”, “Il mondo” di Jimmy Fontana e l’irrinunciabile “‘O Sole mio” sono i brani che Gianluca, Ignazio e Piero, ormai giovani uomini, sicuri di se stessi e delle proprie potenzialità, hanno scelto per congedarsi dall’entusiasta pubblico napoletano tra applausi scroscianti.

Raffaella Sbrescia