The Chainsmokers live: la festa che non ti aspetti all’Umbria Jazz 2018

The Chainsmokers live - Umbria Jazz 2018- ph JR

The Chainsmokers live – Umbria Jazz 2018- ph JR

E’ uno spettacolo di straordinaria bellezza, quello che The Chainsmokers hanno studiato, progettato e realizzato all’Arena Santa Giuliana, in occasione della loro unica data estiva in Italia. Lo spazio si presta, ed il duo ne approfitta, riservando, fronte palco un’area decisamente vasta, destinata ad effetti che nel corso della serata trasformeranno il palco principale di Umbria Jazz in una girandola di colori, luci, “vampate”, che raramente è dato di vedere durante un concerto.
Mi corre obbligo di usare la prima persona, in quanto mi sono avvicinata all’evento con parecchio scetticismo. Nonostante il duo sia stato considerato una sorta di “rivelazione”, dopo aver dominato lo scorso anno tutte le classifiche internazionali, aver vinto l’ultima edizione dei Grammy come “nuova proposta”, aver totalizzato un numero inestimabile di views su Youtube e su Spotify (oramai la musica si apprezza così), e aver incantato migliaia di spettatori, mi sono detta “non è il mio genere”.
Di fatto mi sono tornate alla mente le parole di Quincy Jones durante la conferenza stampa di Roma: “la musica non si distingue per generi. Esiste quella bella e quella brutta”.
E quella dei Chainsmokers è decisamente da considerarsi bella.

The Chainsmokers live - Umbria Jazz 2018- ph JR

The Chainsmokers live – Umbria Jazz 2018- ph JR

Il genere remix, percorre il panorama musicale pop a 360 gradi, alternando grandi successi a brani originali, che mettono in evidenza le doti del duo anche sotto l’aspetto compositivo.
Sound esplosivo, che coinvolge vista, udito e rende irresistibile la voglia di unirsi alle migliaia di adolescenti sotto palco e ballare con loro, divertiti, stupiti, ma anche molto disponibili nell’ospitare un elemento fuori contesto generazionale, ma sicuramente molto compiaciuto e divertito dallo spettacolo.
C’è una grande personalità e professionalità nel modo di fare musica dei due DJ, molta grinta, poca improvvisazione, molto studio.

The Chainsmokers live - Umbria Jazz 2018- ph JR

The Chainsmokers live – Umbria Jazz 2018- ph JR

Uno spettacolo che va assolutamente visto, per poter essere apprezzato, perché si rifà ad un modo di interpretare il sound psichedelico che vuole un coinvolgimento totale del fruitore finale. Insomma, non basta ascoltare. Bisogna guardare, e farsi trasportare.
E la bellezza ha il potere di avvicinare un mondo che spesso noi, generazionalmente più maturi, non riusciamo a comprendere appieno. Questo un merito indiscutibile dei Chainsmokers, forse il più grande.

Al mattino, la Galleria Nazionale, nella Sala Podiani, oramai definitivamente diventata un piccolo e prestigioso auditorium, ha ospitato Ethan Iverson, ex componente dei Bad Plus, che intrattiene l’attento e sempre numeroso pubblico di questi preziosi concerti di mezzogiorno, con una serie di esecuzioni di brani celebri, interagendo con la platea “a richiesta”, e rivelandosi, oltre che un pianista di ottima caratura (ma questo lo aveva già ampiamente dimostrato nel suo percorso con i Bad), anche un intrattenitore divertente e disinvolto.

Ethan Iverson - Umbria Jazz 2018- ph JR

Ethan Iverson – Umbria Jazz 2018- ph JR

Peccato non aver potuto assistere alla sua partecipazione allo spettacolo serale del Morlacchi, che vedeva impegnati il Billy Hart Quartet con la partecipazione di un ospite di eccezione: Joshua Redman.
Purtroppo la scelta di anticipare i concerti del Morlacchi alle 22, lo abbiamo già detto, risulta un poco penalizzante. Però il contesto di questo Umbria Jazz è ricco di grandi nomi e musica di qualità. E per una volta abbiamo voluto allontanarci da quanto sapevamo comunque affine musicalmente, per sperimentare qualcosa di diverso. E ne siamo soddisfatti.

JR

Fabri Fibra inaugura Le vacanze tour al Rugby Sound Festival: il fenomeno è ancora lui

Sabato sera all’insegna del rap all’isola del Castello di Legnano per il Rugby Sound Festival. Una sorta di isola felice in un contesto di abbandono e degrado urbano che sa tanto di pugno nell’occhio per chi ci arriva per la prima volta.

Appassionati da tutta la lombardia sono accorsi per divertirsi prima insieme a Gemitaiz, il cui nuovo disco di inediti “DAVIDE” (Tanta Roba Label/Universal Music Italia) e l’omonimo singolo “Davide” feat. Coez sono stati certificati platino e poi insieme a Fabri Fibra, sul palco per la prima data del tour estivo “Le vacanze”.

Fabri Fibra - Le vacanze tour

Fabri Fibra – Le vacanze tour

La serata prende subito il piede giusto con un lungo live di Gemitaiz, il cui repertorio può essere riassunto in un pubblico encomio della cannabis con il beneplacito dell’entusiasta pubblico, pronto a mettere in pratica i diktat delle canzoni in scaletta.
Alle 22.30 circa, Fibra arriva sul palco corredato da emblematiche palme di cocco. Sono passati 14 anni dalla pubblicazione del primo album Mr Simpatia ma Fibra ha tutt’altro che l’aria stanca. Il rapper di Senigallia è affamato, le sue rime sfilano ora leggere e divertenti, ora arrabbiate e taglienti ma sempre cariche di significato. Fibra è old school, non inneggia alle droghe sintetiche, ride e scherza ma sa anche quando il gioco si fa duro. Nella sua scaletta non manca nessuna delle pietre miliari del suo personale repertorio. Il suo fare i grandi numeri non cozza con il saper parlare alle platee di periferia. “Fenomeno” (certificato doppio platino da Fimi/Gfk Italia), “Stavo Pensando a te” (certificato doppio platino da Fimi/Gfk Italia) e “Pamplona” (feat. Thegiornalisti) reduce da 4 certificazioni platino viaggiano insieme “Cazzo vuoi da me”, “Lascia stare”, “Cronico”.

Fabri Fibra live @ Legnano

Esilarante l’effetto del brano “Pezzo trap”, cantato insieme al suo caro amico e collega Gemitaiz: Fibra è sottile ma non le manda a dire. Questo ricambio generazionale che vede i giovani trapper in auge fa discutere. Tra le canzoni più apprezzate “Fenomeno”, “Tranne te”, “Applausi per Fibra”, Mal di stomaco”. Brillante l’omaggio al KOM con il brano “Come Vasco”. A stemperare i toni le tipiche cose simpatiche ed estive: “Fotografia” feat. Carl Brave e Francesca Michielin e il bis con la title track del tour “Le vacanze”. Alla fine anche Fibra sa che al pubblico piace principalmente divertirsi e così è stato.

Raffaella Sbrescia

Luca Barbarossa live con “Roma è de tutti”. Un senso d’appartenenza che dura da 40 anni

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

E’ una serata piacevole, quasi primaverile, quella di una Roma semideserta, nel giorno della celebrazione dei Santi. Pietro e Paolo. Una Roma “sparita”,emigrata nei lidi limitrofi, silenziosa, quasi surreale. Fino a quando non si varca la soglia della cavea dell’Auditorium Parco della Musica, dove pare che i superstiti del ponte d’estate per antonomasia, si siano radunati in massa, in attesa del concerto casalingo di Luca Barbarossa. Concerto che segna la tappa più attesa, nonché finale, dell’esecuzione live del suo ultimo lavoro, “Roma è de tutti”, da cui è estratta la ballata presentata a Sanremo con Anna Foglietta “Passame er sale”. Pubblico di tutte le età, curioso ed impaziente, ma soprattutto numeroso, tanto da riempire l’intera area esterna dell’auditorium, e far registrare il sold out.

Ed eccolo fare il suo ingresso, sorridente, disinvolto, e visibilmente emozionato e commosso per il fatto di esibirsi in casa, nella sua città. Città a cui ha dedicato il suo ultimo lavoro, ma che ha ispirato la sua intera produzione discografica, da quando, diciottenne,reduce dal trionfo di Castrocaro, esordì al festival di Sanremo con “Roma Spogliata”. E fu subito successo.

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

Cantautore garbato, dall’innata modestia, dallo spirito allegro, e la battuta sempre pronta, saluta il pubblico già “caldo”, definendo il suo, un concept album; 11 brani che sono un sentito omaggio alla Capitale, e ad anticipare, creando una crescente aspettativa, che durante la serata ci saranno special guest di tutto rispetto.

E così, dopo “Passame er Sale” e “Come Stai”, un divertente intermezzo per spiegare “La Dieta”, ed ecco la prima importante “Ospitata” della serata. Con l’eleganza che la contraddistingue e un’entrata regale, una Fiorella Mannoia in forma incredibilmente smagliante, fa sua, con affetto ed empatia elargite ad ampi gesti una “Roma è de Tutti”, che, mai come in questo momento, esprime, anche solo nel titolo, un concetto che sembra opportuno e sacrosanto ribadire.

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

Il cantautore Romano non è mai banale. Originalità ed impegno sono le caratteristiche della sua produzione, oramai quasi quarantennale, se si considera che cominciò a cantare giovanissimo, ponendosi da subito all’attenzione del grande pubblico. In questo ultimo lavoro fa la sua comparsa anche una distinta vena ironica, che si accompagna spesso (come, ad esempio ne “La Pennica”, o in “La mota”), a dei ritmi che rompono un poco gli schemi compositivi che gli sono propri. Non solo ballate, o melodie ortodosse, ma anche swing, blues, e qualche incursione “balcanica”. E proprio su una ritmica sostenuta, fa ll suo ingresso un informale ma coinvolto Alessandro Mannarino, a duettare in “Madur”, storia quantomai attuale di un ragazzo di colore, nato a Centocelle, ed ucciso dall’odio e dal razzismo.

Prosegue così, offrendo i titoli dell’ultima produzione, una serata condita di battute, ricordi, aneddoti (uno per tutti; l’incontro con Eros, a Castrocaro l’anno dopo la sua partecipazione, esordiente, timido, impacciato, che gli chiese “come se fa a ave’ successo?”….”eh, so 40 anni che cerco de ricordamme che j’ho risposto”, è la divertente “chiosa”), alternati ad un omaggio musicale a Gigi Magni, ad un sonetto che narra di una famiglia molto radicata sul territorio delle borgate, una ninnananna dedicata alla figlia, sulle note di Brahms.

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

Tutta incentrata sull’ultimo Cd la prima parte del concerto, sembra quasi accomiatarsi dal pubblico, quando, in realtà, con un cambio di ritmo perfetto, intona le vecchie sonorità melodiche. E così, partendo da “Ali di cartone”, passando attraverso la commovente “Via Margutta”, l’attualissima “Al di là dal muro”, proprio “Come dentro un film”, si susseguono tutte le pietre miliari della sua lunga carriera, percorsa sempre mantenendo lo standard dell’autore impegnato, ma con leggerezza, con poesia, con un’intensità che tocca il vertice e gli animi, quando, di fronte ad un pubblico commosso fino alle lacrime, ripropone “L’ amore rubato”, il brano shock di una Sanremo di tanti anni fa, che scrisse pensando alla Mannoia, ma che la Mannoia stessa preferì non cantare, per non caricarlo di retorica. Retorica che si smonta e sublima in pathos, nel momento in cui è proprio un uomo ad immaginare e farsi interprete del dolore che ad una donna può recare uno stupro.

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

Standing ovation, e, come bis, prima “Portami a ballare”, e poi nuovamente “Passame er sale” nel duetto sanremese con Anna Foglietta, bis che vede il pubblico raccolto tutto sotto il palco, come stretto in un intenso e forte abbraccio a questa discreta icona della musica capitolina, tanto significativa, quanto “defilata”. L’eleganza e la consapevolezza delle proprie doti autoriali, la spigliatezza e la genuinità nel rapporto con il pubblico, la battuta sempre pronta, ed il sorriso sempre acceso. Lo stesso sorriso indimenticabile di quando, tanti anni fa, penso ventenni entrambi, me lo trovai dietro, in fila, a prendere i biglietti per il concerto di Suzanne Vega, e, mentre lo osservavo, meravigliata di vederlo lì (era già noto al grande pubblico), mi fece, ammiccando, “ma sarà brava ‘sta Suzanne Vega?”.

Questo è Luca Barbarossa. Un gioiello prezioso del panorama musicale italiano, pieno di romanità, di amore per Roma, ma tanto discreto da meravigliare, a volte, di esserlo, figlio della Lupa. E forse proprio per questo così amato in tutta la penisola.

G.R.

Luca Barbarossa live - Roma ph G.R.

Luca Barbarossa live – Roma ph G.R.

iDays 2018: Richard Ashcroft, Liam Gallagher, The Killers. L’estate è davvero iniziata

The Killers -iDays 2018

The Killers -iDays 2018

Al via gli iDays 2018. Quest’anno lo scenario è l’area dell’Ex Area Expo di Rho. Qualche chilometro a piedi per raggiungere il palco e poi c’è solo da divertirsi. La maratona rock inizia con il frontman dei Verve, protagonista di un set acustico in cui i brani della band si fondono con quelli del suo repertorio solista. Il risultato è simile a quello di un rito propiziatorio. Un solenne raccoglimento prima che sul palco compiaia Liam Gallagher, reduce dalla pubblicazione dell’album solista ”As You Were”. Il suo carisma è di quelli percettibili a pelle. Le temperature sono altissime ma lui, stoico, nel suo giubbotto giallo chiuso fino al collo, resiste impenitente nella sua posa da rocker dispettoso. Lui è una “Rock’n’Roll Star” e nulla pare poter intaccare la sua allure. Il set è ricco di inserti solisti: “For What It’s Worth, “Greedy Soul”, “Wall of Glass”, “Bold”, “I’ve All I Need” e “You Better Run”. Immancabili le pietre miliari della storia degli Oasis: Whatever”, “Supersonic”, “Some Might Say”, “Live Forever” e “Wonderwall”. Il set perfetto per il tramonto più lungo dell’anno.

Video: Liam Gallagher

La serata di incendia con gli headliners: The Killers. La band made in Los Angeles, con un appeal che richiama i fasti delle party band anni Ottanta, fa il suo ingresso tra orde di coriandoli. E’ il compleanno dello spumeggiante Brandon Flowers non mancano sorrisi a tutto spiano e saluti in italiano. Il set inizia con “The Man” e ingrana subito la quinta marcia con “Somebody Told Me” e “Spaceman”. Brandon è così carico da non riuscire a dosare voce e forze, un calo fisiologico macchia la parte centrale del concerto ma i conti vengono subito pareggiati nell’ultima parte dello show “Human”, “For Reasons Unknown”, “All These Things That I’ve Done”,“When You Were Young” e l’immancabile “Mr. Brightside” chiudono la prima serata che segna inderogabilmente l’inizio di un’estate tutta da costruire.

Video: The Killers

Raffaella Sbrescia

Set list – The Killers

The Man
Somebody Told Me
Spaceman
The Way It Was
Shot at the Night
Run for Cover
Smile Like You Mean It
For Reasons Unknown
Human
Tyson vs Dougla
A Dustland Fairytale
Runaways
Read My Mind
All These Things That I’ve Done

Encore:
The Calling
When You Were Young
Mr. Brightside

J-Ax e Fedez: la coppia di platino riempie San Siro per “La Finale”. Il racconto della serata

Foto-concerto-jax-fedez-prandoni

Foto-concerto-jax-fedez-prandoni

Una storia di amicizia in musica. Un connubio di platino quello tra J-AX e Fedez che sigillano il loro successo portando 79500 persone allo stadio San Siro di Milano per “La Finale”. Da un’idea nata con la doppia data a Taormina, un po’ per gioco e un po’ per bulleria goliardica, il concerto ha pian piano preso vita e lo ha fatto senza badare a spese sotto la guida del giovane e intraprendente figlio d’arte Clemente Zard e sotto l’egida del patron di Rtl 102.5 Lorenzo Suraci. Con un palco centrale, aperto alla visione del pubblico a 360 gradi, l’evento si propone tra i più spettacolari del momento. A darsi man forte l’uno con l’altro J-Ax e Fedez ottimizzano sentimentalismo e cinico da business men creando una sorta di corto circuito che funziona e che, bene o male, li ha portati nelle case di tutti gli italiani. Meriti e celebrazioni non sono troppo a fuoco per i due, che quasi inconsapevolmente macinano traguardi da record, ponendo a più riprese l’attenzione su quello che accadrà da domani.

Foto-concerto-jax-fedez-prandoni

Foto-concerto-jax-fedez-prandoni

Quel che è certo è che J-Ax ha intenzione di ritirarsi per un po’ a fare il papà a tempo pieno (anche se ha in serbo la pubblicazione di un best of “Il bello di essere J-AX”), Fedez invece si mantiene sul pezzo, dichiarandosi nel pieno dei lavori per il nuovo album da solista. A chi pensava ad una super collaborazione con Diplo, il sedicente non rapper risponde che sono solo amici d’America ma, conoscendo il soggetto, mai dire mai. Sul palco con i due, tanti amici in veste di ospiti: Levante, Malika Ayane, Noemi, Nina Zilli, Guè Pequeno, Grido, ll Cile, Sergio Sylvestre, Stash e la sorpresa Cris Brave.
Ad aprire lo show la discussa Dark Polo Gang, poi un susseguirsi di sali scendi tra i più grandi successi della discografia di J -Ax e Fedez che hanno scelto di alternare fluidamente momenti singoli e di coppia. L’Italia non perdona il successo, si sa, ma bisogna dare merito a questi due che, venendo dal basso, hanno saputo creare non solo un’alchimia tra loro ma anche una realtà indipendente come Newtopia che, in termini di numeri, rappresenta in maniera tangibile la validità del loro metodo di lavoro.

Video: J-AX e Fedez @ San Siro

Tornando alla festa, due ore e mezza di concerto, il massimo consentito dalle regole vigenti, trasmesso in radiovisione, hanno messo in evidenza le personalità di ciascuno: J-Ax più idealista e hardcore, si è preso la sua rivincita, ha invitato suo fratello Grido sul palco, ha dimostrato che le sue vecchie rime profumano di verità, ha ritrovato l’ambizione sì, ma resta sempre Alessandro Aleotti, il fantozzi di serie A; come si è scherzosamente definito sul palco. Dall’altro lato troviamo Fedez, il più giovane artista ad esibirsi a San Siro. Paranoico, perfezionista, cinico e vanitoso, sceglie di cambiare abito e camicia quasi a ogni canzone, resta spesso a petto nudo ma alla fine si scioglie nel presentare il suo amico Cris Brave, un ragazzo nato con problemi respiratori post-parto che, seppur costretto sulla sedia a rotelle, ha cantato live “La panchina”; un testo carico di significato e di realismo.
Sarà anche solo musica del cazzo ma questo pop-rap fresco, spesso basa le sue rime nazional-popolari su fatti, usi e costumi che appartengono alla nuova attitudine esistenziale degli italiani. Probabilmente da soli non riusciranno a rifare questi stessi numeri ma la sostanza di questi anni trascorsi in coppia, dimostrano che insieme si può fare la differenza.

Raffaella Sbrescia

MI AMI Festival 2018: non solo nuovo che avanza. Tre Allegri Ragazzi Morti e Prozac + gran mattatori

Tre Allegri Ragazzi Morti - MI AMI FESTIVAL

Tre Allegri Ragazzi Morti – MI AMI FESTIVAL

Il bilancio della prima serata del MI AMI festival è stato molto positivo ma, nulla di inaspettato, visto il sold out annunciato su carta, diversi giorni prima dell’evento. La vera sorpresa è stata l’affluenza della seconda serata che ha visto cambiare anche l’età media dei presenti all’evento. In scaletta nomi di band e artisti di più lungo corso.
Su tutti i Tre Allegri ragazzi Morti, sul palco Pertini per l’unica data estiva in programma per quest’anno. Non hanno deluso le aspettative nemmeno i Prozac+, protagonisti di una reunion avvenuta dopo diversi anni di vie parallele. Coinvolgente il live di Colapesce, tra i più intensi della serata. Agguerrita Maria Antonietta, il cui nuovo album “Deluderti” deve ancora far strada. Allegri e scanzonati i Selton, sempre più amati dai Nolers di Piazzale Loreto a Milano.
Se non avete mai avuto modo o voglia di partecipare al MI AMI, vi consiglio di fare una puntatina prima o poi, se non altro avrete modo di capire e farvi un’idea più precisa di come si evolva il gusto e l’interazione dei più giovani amanti della musica indipendente in Italia.

Raffaella Sbrescia

Lorenzo live 2018 è lo show da battere. Nessuno come Jovanotti in Italia.

Lorenzo live 2018 - Milano

Lorenzo live 2018 – Milano

Secondo voi cosa ci si poteva aspettare da Lorenzo Cherubini Jovanotti per la sua nuova avventura live intitolata “Lorenzo Live 2018″? Una favolosa festa sarebbe la risposta. Questa risposta sarebbe riduttiva vi dico io. Ieri sera al Mediolanum Forum di Assago, per la prima di dodici date di fila, era impossibile stare seduti su una sedia, nemmeno se si trattava di quella della tribuna stampa. Signori e signore io sfido chiunque nell’ obiettare qualcosa rispetto al fatto che questo nuovo live di Jovanotti sia lo show da battere per questo 2018. E sì che di concerti Lorenziani ne son stati visti ma questo vince per attitudine, per spettacolarità, per pregevolezza della qualità, per la cura dei dettagli ma soprattutto per la veracità. Lorenzo accoglie la fiducia del suo pubblico e per questo nuovo tour rilancia e raddoppia tutto quello per cui abbiamo imparato a conoscerlo in questi 30 anni di carriera.

Ispirandosi all’adattamento teatrale di Corrado D’Elia, recitato in spagnolo dalla voce di Miguel Bosé, Jova incarna un moderno Don Chisciotte portandoci per mano in una realtà trasfigurata fatta di colori, suoni, luci e vibrante energia. Due ore e mezza per 28 canzoni e un djset in stile americano. Una roba mastodontica che in contesto artistico italiano penso proprio che non si sia mai vista. Il concerto inizia con “Ti porto via con me”, il brano perfetto per iniziare lo show più tirato e sorprendente che Lorenzo abbia mai messo in scena. Sul palco con lui: Saturnino(basso) Riccardo Onori (chitarra) Cristian Rigano (tastiere e synth) Franco Santarnecchi (piano e fisarmonica) Gareth Brown (batteria) Leo di Angilla(percussioni), Gianluca Petrella (Trombone), Jordan MC Lean (tromba), Matthew Bauder(sax). Veramente potente la nuova sezione fiati, scenografica e coinvolgente la sezione ritmica.

Come vi dicevo, stare fermi durante questo concerto è veramente difficile, se non impossibile. Le atmosfere cambiano di continuo: si va dalle atmosfere acustiche all’hip hop al dancehall, alla disco al rock’n’roll senza fermarsi mai. Uno spettacolo pensato per stupire, sorprendere e innovare. A completare lo show luci e visuals ad alto impatto visivo: in scena uno schermo realizzato custom 24×8 mt, che si apre in 4 sezioni. Il palco 20 x 12 metri si allunga in mezzo a un salone delle feste per 17 metri per raggiungere un secondo palco di 20 metri anch’esso costruito appositamente per lo show che su Fame, il brano che chiude l’album Oh, vita!, si alza a 4 metri di altezza come un grande ponte sospeso verso un terzo palco custom, mondo del DJ set . A corredare il tutto, ci sono ben 13 lampadari realizzati per Giò Forma da Zime Carpenteria che ospitano 312 lampadine e 120 laser. Il tutto è curato nientemeno che da Paul Normandale, light designer tra gli altri dei Coldplay, Björk, James Blunt, Shakira, Kings of Lion, Massive Attack. Potrei stare qui a raccontarvi della detonazione di energia che ha invaso il Forum, invece vi dirò di come sia assolutamente bellissimo vedere migliaia di persone ballare, sudare e divertirsi senza pensare a niente. Non è un fatto scontato, anzi. Questa è la celebrazione della vita, del sangue che pulsa nelle vene, dell’istinto che vince sulla ragione. E per chi ha voglia di starsene comunque in un angolo e sfogarsi in un bel pianto, ricordiamoci che Lorenzo ha scritto alcune delle più belle e romantiche ballate di sempre. Lui, che a 51 anni, si dichiara pazzo delle canzoni d’amore.

Lorenzo live 2018 - Milano

Lorenzo live 2018 – Milano

Se quello che vi ho raccontato non vi basta, ecco cosa ci ha raccontato Jovanotti subito dopo il concerto:
“Questo show racchiude la mia visione delle cose. Attraverso l’utilizzo dell’immaginazione, ho voluto mettere in piedi un rock’n’roll show che esaltasse le emozioni, la gioia, i battiti accelerati, la tecnologia, il ritmo, il romanticismo. Il debutto è sempre frastornante per me. Sono appena sceso dal palco e devo ancora rendermi conto di quello che è successo dopo tanti giorni di prove e di preparazione. Anche stavolta lo spettacolo è passato attraverso un’ intensa fase di preparazione e di coinvolgimento di persone nuove con cui è stato necessario annusarsi. Già durante le prove generali di allestimento a Rimini, ho avuto la sensazione che fossimo riusciti a salire un gradino più su rispetto agli ultimi show che, vista la grande affluenza di oggi, avevano comunque ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Come di consueto le prove vengono fatte almeno tre mesi prima dello show in modo che io possa avere una scaletta musicale su cui andare a costruire le luci e tutto il resto. Sono passati 30 anni dal mio primo vero concerto, che ebbe luogo proprio qui al Rolling Stone di Milano. Il pubblico davanti a me stasera era meraviglioso, i miei musicisti americani erano veramente scossi. In questo show c’è di tutto: c’è un po’ di country, la techno, l’hip hop, il pop, il rock’n'roll. Questa era la sfida: passare attraverso tutte queste cose in maniera organica. La fiducia mi manda in agitazione, mi scatta il senso del dovere, il mio unico obiettivo diventa far impazzire la gente. Se questi sono i numeri, a questi numeri dobbiamo rispondere con il massimo del massimo. Questo spettacolo si basa su una visione precisa: deve essere una festa. Ho voluto trasformare il palasport in un salone delle feste.
L’idea a cui si ispira questo concerto nasce dalla recente lettura del riadattamento del Don Chisciotte di Cervantes. Avevo letto questo classico già anni fa, ma da questa nuova traduzione ho notato che anche Don Chisciotte ha 51 anni, ovvero la mia età. L’ho interpretato come un segno. A questo aggiungo che durante le prove avevo affittato una bellissima villa Firenze e ogni giorno cantavo sotto un gigantesco lampadario che mi sovrastava. Il giorno prima della riunione più importante per la realizzazione dello spettacolo, mi è venuta l’idea di usare proprio un lampadario. All’inizio avevo pensato ad un enorme lampadario di 15 metri di diametro poi Giò Forma ha raccolto questo spunto e ha trasformato questo input in qualcosa di concreto con tanti grossi lampadari ispirati alle ball rooms americane. Insieme a Carlo Zoratti e Sergio Pappalettera, che firmano la direzione artistica del tour, abbiamo poi cominciato a ragionare sull’aspetto visual e sulla regia dello spettacolo. Il colpo grosso è stato l’aggancio a Paul Normandale, la cui cifra stilistica ha lasciato il segno in tantissimi dei migliori concerti che io abbia mai visto negli ultimi 20 anni”.
Infine il messaggio: ”Questo è un rock’n'roll show ispirato alla libertà. Per questo motivo lo spettacolo è molto meno scritto, non indosso costumi di scena e spesso proporrò rime e scalette diverse. Le parole chiave sono: eccitante, luminoso, stupefacente. In sintesi questo concerto non deve mollare per un attimo il pubblico, voglio che sia il concerto che stende. Per quanto mi riguarda, sono passate 2 ore e mezza e non me ne sono neanche accorto, questo era quello che cercavo”.

Raffaella Sbrescia

La scaletta

scaletta jova

Depeche Mode live a Milano: la leggenda può aspettare

 

Depeche Mode live - Mediolanum Forum - Francesco Prandoni

Depeche Mode live – Mediolanum Forum – Francesco Prandoni

Avevamo lasciato i Depeche Mode allo Stadio Meazza di San Siro dopo uno show algido e imperfetto, li ritroviamo nella tornata invernale del Global Spirit Tour al Mediolanum Forum di Assago per la rivincita. D’altronde si sa, la dimensione sonora della band trova una naturale propensione agli spazi chiusi e concentrati. Così, per il primo dei due appuntamenti italiani, Dave Gahan , Andrew Fletcher e Martin Gore (affiancati in scena da Christian Eigner alla batteria e da Peter Giordeno alle tastiere) ritrovano l’affezionato pubblico italiano che, anche per questa volta, ha polverizzato biglietti di ogni tipologia. Con un palco imponente e gli ormai immancabili cortometraggi di Anton Corbjin, i Depeche Mode si sono tuffati nel meglio della propria discografia lasciando riaffiorare tutto il fascino di una cifra stilistica musicale che è diventata leggenda. 37 anni di successi sono pesanti da portare e, sebbene, i tre ce la mettano sempre tutta, il risultato non è sempre quello sperato. Sebbene i visuals siano diminuiti rispetto alla scorsa estate, resta sempre viva l’impressione che la presenza di tanti supporti video sia quasi voluta per lasciare respiro a un Dave Gahan spesso affaticato. L’apertura dello show mette, tuttavia, subito le cose in chiaro con “Going Backwords”, “It’s No Good”, “Barrel of a Gun”, “A Pain That I’m Used To”, “Useless”. Le parole non sono necessarie, dicono i Depeche Mode attraverso uno dei loro visual concept, sarà forse vero quando lo spazio delle riprese viene finalmente dedicato agli sguardi, alle espressioni, alle movenze di Gahan, traghettatore di emozioni di un tempo diverso, dove tutto riusciva a sorprendere e a sconvolgere.

Depeche Mode live - Mediolanum Forum - Francesco Prandoni

Depeche Mode live – Mediolanum Forum – Francesco Prandoni

Belli i momenti riservarti alla voce di Martin Gore: un lungo coro sulla coda di “Home”e l’inedita versione acustica di “Strangelove”. Delude “Enjoy the Silence” sulle cui note, non si sa per quale preciso motivo, Dave smette di cantare a metà canzone e si abbandona all’ascolto del pubblico del Forum. Uno sfogo, un momento di liberazione che Gahan ha deciso di goder fino all’ultimo istante. Il finale, comunque, è di quelli pirotecnici: “Walking in My Shoes”, “A Question of Time” che mancava nelle scalette dal 2014, e l’iconica “Personal Jesus” sigillano lo status cult dei pionieri dell’elettronica.

Raffaella Sbrescia

Video: Depeche Mode live – Milano

Scaletta:

Going Backwards
It’s No Good
Barrel of a Gun
A Pain That I’m Used To
Useless
Precious
World in My Eyes
Cover Me
Insight [acoustica solo Martin]
Home
In Your Room
Where’s the Revolution
Everything Counts
Stripped
Enjoy the Silence
Never Let Me Down Again
Strangelove [acoustica solo Martin]
Walking in My Shoes
A Question of Time
Personal Jesus

Lady Gaga live a Milano: una diva umana

Lady Gaga live - Mediolanum Forum - Milano

Lady Gaga live – Mediolanum Forum – Milano

Diva sì ma a portata di mano. Lady Gaga porta il suo colossal show al Mediolanum Forum di Assago per l’unica data italiana del Joanne World Tour mostrando di essere tutt’altro che una star di plastica. Il suo status iconico è diretta conseguenza della sua personalità travolgente, della sua forza, della sua determinazione, della sua voce: calda, potente, versatile. La versatilità, tra l’altro, è proprio l’emento caratterizzante del suo concerto, suddiviso in più capitoli che raccontano un’unica storia: la sua. Questo tour rapprenta, infatti, una full immersion nell’universo Gaga che, per questo tour, non fa sconti nè a se stessa nè agli altri. Il suo concedersi senza remore parte dalla musica, certo, ma va molto in là. Lady Gaga quindi diventa divertente, emozionante, sorprendente, significante.

Spaziando dal pop commerciale, alla dance elettronica, al country folk, al rock Lady Gaga lascia intatta la propria autenticità senza snaturarsi mai. Qualunque veste indossi, l’artista riesce a calibrare la propria capacità vocale e interprativa al meglio.

Lady Gaga live - Mediolanum Forum - Milano

Lady Gaga live – Mediolanum Forum – Milano

Particolarmente coinvolta ieri sera sul palco di Milano, Lady Gaga ha voluto raccontare le sue origini italiane, ha ricordato il viaggio da migranti dei suoi nonni, immaginandone i pensieri, i sentimenti, i punti di vista. Non ha dimenticato nulla Lady Gaga, ha inserito in scaletta i pezzi del suo ultimo album ma non ha lasciato da parte nemmeno le hits che l’hanno consacrata nell’olimpo dei grandi. Tra i momenti clou segnaliamo la magistrale interpretazione di “The Edge of Glory” , la sfavillante “Bad Romance”, il brano manifesto della comunità LGBT “Born this way”, la divertente “Paparazzi”, l’ormai irrunciabile e toccante “Million Reasons”.

Video:

Anche se nel corso di 10 anni, Lady Gaga ci ha insegnato a non dare mai nulla per scontato, la sorpresa più grande è scoprirla artista nel vero senso della parola. Il suo legame con la musica è viscerale, lo spettacolo c’è ed è maestoso, imponente, colossale con un palco scomponibile, passerelle inclinate e ponti sospesi ma Lady Gaga potrebbe tranquillamente farne a meno, Gaga è essa stessa uno spettacolo nello spettacolo.

Raffaella Sbrescia

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Harlem Gospel Choir al Blue Note di Milano: la spiritualità a portata di tutti

Harlem Gospel Choir @ Blue Note - Milano

Harlem Gospel Choir @ Blue Note – Milano

Non ho idea di quanti di voi in Italia abbiano mai assistito al concerto di un coro Gospel. In genere l’aspettativa risponde ad un’idea generata dalla visione di qualche film americano o docu-film di stampo socio-politico-culturale. Il gospel, lo sappiamo, nasce da un input profondamente spirituale e negli anni ha saputo costruirsi un’identità precisa generando un grande seguito in tutto il mondo. Come ormai da qualche anno accade, sul palco del Blue Note di Milano, la residency di un coro Gospel è ormai tradizione. Padroni di casa sono i vocalist dell’Harlem Gospel Choir, il coro fondato nel 1986 da Allen Bailey composto dalle più forti e belle voci delle chiese di Harlem.  Ambasciatori di pace e fratellanza, gli “Angels” amano portare avanti il repertorio tradizionale colorandolo con alcune delle hits più famose che possano mettere in risalto la vocalità e l’individualità di ciascuno. Dodici concerti con doppio spettacolo ogni sera alle ore 21 e 23 con exploit finale previsto per questa sera, sempre al Blue Note. Il repertorio comprende gospel tradizionali e contemporanei, jazz e blues, tra i cavalli di battaglia figurano classici come “Oh Happy day” o “Amazing Grace” accanto ad omaggi a stelle della black music. Due le regole a cui attenersi: attenzione e compartecipazione. I ragazzi dell’Harlem Gospel Choir amano interagire con il pubblico coinvolgendolo a più riprese a cantare, ballare sul palco insieme a loro, ridere, scherzare, riflettere.

Il divertimento è il filo conduttore dell’intero show ma, attenzione, il fulcro del contenuto è ad alto tasso spirituale. Last, but non least, le voci. Le voci, signori miei, sono piccoli tesori che, incastonati insieme, fanno un gioiello da preservare. Se amate il canto dell’anima, sicuramente il gospel farà per voi.

Raffaella Sbrescia

Video: Harlem Gospel Choir

Set list:

Celebrate the king

Souled out

Halo

Listen

I was here

Love on top

I’ll take you there/Bless the Lord

Go tell it

Have yourself a Merry Christmas

Silent Night

Amazing Grace

We wish a Merry Christmas

Oh Happy Day

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