Radio Italia Live, ancora un grande successo per il concerto che riunisce 100mila anime ogni anno

 piazza Radio Italia

Il meglio della musica italiana sul palco allestito in Piazza del Duomo a Milano per l’attesa quarta edizione di “Radio Italia live”. L’evento, che quest’anno ha goduto anche della risonanza internazionale data da Expo 2015, ha chiamato a raccolta circa centomila persone per una grande festa all’insegna della musica. A condurre la serata l’inossidabile coppia formata da Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, affiancati da Daniele Bossari, in zona backstage. Se da un lato i due conduttori si confermano ottimi performers con le loro parodie e canzoni storiche opportunamente rivisitate, dall’altro la loro conduzione ha sofferto di parecchie ripetizioni e qualche battuta forse lasciata un po’ troppo al caso.

Per quanto riguarda la scaletta, i brani scelti dagli artisti di questa edizione hanno rispecchiato molto il gradimento generale del pubblico italiano, non sono mancati diversi richiami alla scorsa edizione del Festival di Sanremo e alle ultime edizioni dei talent show nostrani. Ad inaugurare il concertone è l’ospitata a sorpresa di Luciano Ligabue, per la prima volta sul palco in Piazza Duomo, che ha cantato l’ultima “C’è sempre una canzone” e il classico “Urlando contro il cielo” in versioni acustiche, solo chitarra e voce. A scandire le note dei brani in programma è l’orchestra sinfonica italiana, diretta dal maestro Bruno Santori, pronta ad accompagnare il primo ospite ufficiale: si tratta di Max Pezzali che, se con “Tieni il tempo” fa scatenare la piazza, con “È venerdì” apre una finestra sul suo nuovo lavoro intitolato “Astronave Max”. La performance del cantante sii conclude con “Sei un mito”, un vero e proprio tuffo amarcord. L’elegantissima Alessandra Amoroso offre al pubblico una triade dei suoi migliori successi, comprensiva di  ”Amore puro”, “Bellezza incanto e nostalgia” e “Senza nuvole” mentre il vincitore della sezione Nuove Proposte dell’ultimo Sanremo, Giovanni Caccamo delizia il pubblico  con “Ritornerò da te”. Grande entusiasmo per l’ospite internazionale di quest’anno, ovvero il noto dj Bob Sinclar che ha scaldato la piazza, affamata di selfie e video, con “Far l’amore” e “Feel the Vibe” feat. Dawn Tallman.

Marco Mengoni ph Elena Rebecca Odelli

Marco Mengoni ph Elena Rebecca Odelli

Ancora giovani, per l’intermezzo denominato “Radio Italia 3.0″ con Nesli e la sua “Buona fortuna Amore”, seguito dalla straripante performance di Marco Mengoni. Piazza in delirio per lui, letteralmente scatenato sul palco sulle note di “Guerriero”, arricchita da una notevole coda strumentale. Energico e travolgente anche il nuovo singolo “Io ti aspetto”, veramente tutto da ballare. Emozionante il canto unanime della piazza sulle note de “L’essenziale”, ormai grande classico della canzone italiana contemporanea. In veste sportiva e super abbronzato, l’amatissimo Fedez sale sul palco introdotto dallo zio J-Ax: la giocosa “Generazione Boh” e i due conosciutissimi duetti  ”Magnifico” con Francesca Michielin e poi “L’amore eternit” con Noemi incontrano un forte entusiasmo da parte del pubblico. Subito dopo è il vincitore dell’ultima edizione di X Factor Lorenzo Fragola a tenere banco con la sanremese “Siamo uguali”. Straripante anche l’energica esibizione di Nek, davvero in grande forma: “Fatti avanti amore”,  “Se telefonando” e la classica “Laura non c’è” conquistano il pubblico; originale anche la simpatica parodia di “Grande Amore”, interpretata dallo stesso artista insieme a Luca e Paolo, non senza un notevole dispendio di energie vocali da parte di entrambi.

Cesare Cremonini Ph Elena Rebecca Odelli

Cesare Cremonini Ph Elena Rebecca Odelli

Di grande spessore musicale e scenico anche la performance di Cesare Cremonini, sempre più punto di riferimento della scena musicale italiana, che ha proposto al pubblico tre brani provenienti dalla sua produzione più recente come “Logico #1″, “GreyGoose” e l’ultimo singolo “Buon viaggio (Share the love)”. La chiusura del grande show è affidata a Gianna Nannini, la quale ha salutato Piazza Duomo con “Lontano dagli occhi” di Sergio Endrigo, “Dio è morto” dei Nomadi, interrotta nella prima strofa e poi ripresa dalla cantante che si è subito scusata con il pubblico e con l’indimenticabile grande successo del 1995 “Meravigliosa creatura”.

Raffaella Sbrescia

Più che logico (live): una finestra nel futuro discografico di Cesare Cremonini

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Vent’anni di musica costruita passo dopo passo, album dopo album, concerto dopo concerto. Oggi Cesare Cremonini rappresenta un punto di riferimento per la musica italiana e, a pochi mesi di distanza da un fortunatissimo tour, l’artista apre una finestra sul suo futuro con “Più che logico (live)”, un triplo album, un progetto curato nel dettaglio e molto ambizioso, contente la registrazione del concerto di Torino dall’ultimo tour e ben quattro canzoni nuove che lo stesso cantautore definisce come “Un passo avanti nel mio percorso”.  ”Più che logico, spiega Cremonini,  non è il classico live che prende tempo tra un progetto e l’altro. Certo, chi fa un disco dal vivo tende a non mettere canzoni importanti o troppo nuove che svelino  troppe cose, io, invece, ho voluto inserire  canzoni nuove ed importanti, che intendono aprire una finestra su quello che posso e voglio fare discograficamente.

Entrando nello specifico degli inediti si parte con la già nota “Buon viaggio (Share the Love), un brano dal sapore estivo con un refrain catchy, pensato per infonderci propositività e coraggio. Decisamente interessante è il sound di “Lost in the weekend”, un fedele affresco metropolitano di un modus vivendi difficile e complesso che Cesare ha definito “una preghiera elettronica” eleggendola  a colonna sonora del prossimo #PiùCheLogicoTour2015. Dolce e tormentata “Quasi quasi”¨”una canzone d’amore perfetta per essere bisbigliata all’orecchio di una ragazza”, come ha raccontato Cesare alla stampa, durante la presentazione del disco a Milano, aggiungendo, “Noi cantautori dovremmo ricordarci più spesso dell’esigenza di vivere un momento a due, senza condivisioni obbligatorie come, invece, avviene sempre più spesso per l’ influenza dominante dei social networks”. L’ultimo degli inediti è l’energica “46”, già inno per lo Sky Racing Team VR46, una canzone ispirata da Valentino Rossi, amico di Cremonini e dall’amore di Cesare per i motori: “Sono affascinato dal mondo dei motori e in particolare dai campioni delle due ruote”, ha spiegato, “Sono loro le vere rockstar: hanno una vita al limite e rischiano sul serio ogni volta che gareggiano. Il loro pubblico ha un sapore di festival rock (sembra un nuovo Woodstock) e quando sono con loro mi sembra di avere a che fare con i nuovi Mick Jagger e Vasco Rossi”.

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Un altro elemento importante di più “Più che logico” è il booklet: 60 pagine per raccogliere, spiegare, condividere l’essenza di un mutuo scambio di emozioni, quale è il concerto, un momento che Cesare vive con particolare trasporto, conseguenza di una naturale predisposizione: “Ho la presunzione di dire che so stare su un palco: è una cosa che amo fare da sempre”, racconta l’artista, che a ogni data propone un momento solo voce e piano perché :”È come se tornassi indietro nel tempo: mi ricorda quando avevo 6 anni e mia madre mi diceva: ‘Suona per noi!’. Sono 16 anni che ho iniziato a fare il musicista ma dopo i Lunapop la mia strada è ricominciata da capo. Sull’avambraccio ho tatuato Freddie Mercury quindi capite come sia naturale per me essere attratto dall’idea di cavalcare grandi palchi. In questo mestiere la passione è tutto e io ho quella di un ragazzino: quando hai la possibilità di incontrare dal vivo tanta gente ti dà grande energia”.  Nato da un’idea del produttore Walter Mameli, il booklet assume la valenza di vero e proprio valore aggiunto al progetto: “Pensavo fosse una fatica inutile, invece poi mi è venuta una voglia pazzesca di raccontare le mie impressioni e l’intera giornata di un concerto, da quando mi sveglio a quando arriva l’ora di pranzo e non ho per niente fame perché sono agitato. Questo libretto è come se fosse il pezzo in più, anzi il sangue in più, quella parte di passione che non sta dentro la pelle”.

“Ad oggi, ha aggiunto Cesare, mi sento finalmente dove voglio stare. Non è sempre stato così, a volte mi sembrava di avere un grande seguito di pubblico ma di aver poco da condividere con lo stesso. Ora non è assolutamente così. Io mi sento un intrattenitore, non solo uno scrittore di canzoni. Non ho preclusioni verso il cinema o la televisione. Mi piace giocare con il mio mestiere e il mio mestiere è meraviglioso perché concede una grande fortuna: puoi tranquillamente morire ma ogni concerto è un’occasione di rinascita, di ripartenza”.  Si tratta, quindi, di un periodo ricco di energia, entusiasmo e aspettative per Cesare, il giusto premio giunto dopo sei lunghi mesi di lavoro solitario e certosino che sfocerà nelle date del prossimo “Più che Logico Tour 2015”: “il secondo tempo del tour precedente, ma senza la sensazione di aver già vinto la partita”, ha concluso Cremonini.

Queste le date del Più che logico tour:

Ottobre
23 TORINO – Pala Alpitour
24 GENOVA – 105 Stadium
27 ROMA – Palalottomatica
30 PESARO – Adriatic Arena
31 BOLOGNA – Unipol Arena

Novembre
3 FIRENZE – Mandela Forum
5 EBOLI (Salerno) – Palasele
7 ACIREALE (Catania) – Palasport
10 BARI – Palaflorio
13 MILANO – Mediolanum Forum
17 MONTICHIARI (Brescia) – PalaGeorge
19 PADOVA – Palafabris
21 CONEGLIANO (Treviso) – Zoppas Arena
22 TRIESTE – PalaTrieste
24 VERONA – Palasport

 

Il debutto italiano di Ariana Grande tra lacrime di commozione e fuochi d’artificio

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum - Assago ph Francesco Prandoni

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum – Assago ph Francesco Prandoni

Il debutto italiano di Ariana Grande al Mediolanum Forum di Assago, sold out da svariato tempo, è all’insegna dello sfarzo, del luccichìo e dei decibel sparati al massimo. La giovanissima star italoamericana, lanciata da due sitcom, targate Nickeloodeon, non bada a spese per il suo “The Honey Moon tour” e alle già conturbanti coreografie, aggiunge svariati cambi d’abito e fuochi d’artificio a iosa. Filiforme, seduttiva e grintosa, Ariana apre il concerto vestita da sexy gattina, agita la sua fluente chioma castana sbattendo le sue lunga ciglia a ritmo di musica sulle note della hit “Bang Bang”, portata al successo da Jessie J e Nicky Minaj. Migliaia di ragazzine in visibilio coprono spesso la sua voce con grida deliranti mentre Ariana apprezza l’entusiasmo del pubblico padroneggiando il palco con una certa disinvoltura. Sulle note di “Best Mistake”, in cui Ariana duetta virtualmente con il suo ex storico Big Sean e “Break your heart right Back”, la Grande sceglie di entrare in scena su una nuvola, come fosse al centro di un sogno.

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum - Assago ph Francesco Prandoni

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum – Assago ph Francesco Prandoni

La sua voce vellutata ben si sposa con arrangiamenti incentrati in una dimensione soul-pop, irrorata di elettronica mentre a cavallo di un gigantesco lampadario di cristallo, Ariana canta “Right there” e “Pink champagne”. Sebbene sia vestita in maniera succinta ed ammiccante, Ariana non riesce a nascondere le sue emozioni e più volte si commuove durante lo show dimostrando una forte sensibilità: “Ciao Milano come stai? Sono una ragazza italiana orgogliosa”, esclama la giovane star, ribadendo più volte il suo affetto per il paese di cui la sua famiglia è originaria. In lacrime anche dopo aver visto tutti i cartelli dei suoi arianators con la scritta “Bellissima”, nomignolo che usava suo nonno quando era piccola, Ariana dimostra di vivere lo show senza filtri e all’insegna della condivisione. Issata su un trespolo anche per “Love me harder”, la cantante si scatena su “All my love” di Major Lazer.

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum - Assago ph Francesco Prandoni

Ariana Grande live @ Mediolanum Forum – Assago ph Francesco Prandoni

Presente in scaletta anche “One last time”, il singolo che Mrs Grande ha inciso con la star nostrana Fedez, grande assente della serata, considerando il fatto che l’annuncio del singolo era stato strategicamente dato proprio nello stesso giorno del concerto. Nonostante i tanti effetti speciali, è su brani di minore impatto come “Be my baby” e “Tattooed heart” che la voce di Ariana viene esaltata al meglio, giustificando l’accostamento che la critica le ha spesso fatto a grandi miti della musica internazionale come Mariah Carey e Whitney Houston. Per concludere, “Honeymoon avenue” introduce il gran finale sulle note di “Break Free” e della amatissima hit “Problem”, cantata in duetto virtuale con la controversa Iggy Azalea e scelta per chiudere col botto un concerto leggero ed appariscente, in puro stile americano.

Raffaella Sbrescia

La Musica provata: il mediterraneo secondo Erri De Luca

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Canzoni e nostalgie. Canzoni e amore. Canzoni e parole. Le tante parole, armoniosamente composte da Erri De Luca in occasione della rappresentazione de “La Musica Provata”, in scena il 21 maggio scorso all’Auditorium Parco della Musica di Roma, che ha visto fare da cornice alla lirica narrata le note “jazzate” di Stefano Di Battista al sax, Roberto Pistolesi alla batteria, Daniele Sorrentino al basso, Andrea Rea al pianoforte, Luciano Biondini alla fisarmonica, e la meravigliosa voce di Niky Nicolai.
Un viaggio che parte da Napoli, per finire a Napoli, attraverso varie tappe nella cultura mediterranea, non necessariamente affacciata sul mare, ma accomunata da suoni, odori, colori, lessico. Una cultura meridionale, perché, ci tiene a sottolineare De Luca, il mediterraneo è meridione. Con buona pace dei padani tutti, “meridionali di qualcuno” per citare un noto scrittore partenopeo.

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

A Napoli non saper cantare, non sapere di musica, è un’anomalia. E se nasci stonato, nasci un poco handicappato. Incespicante…..e con la musica molti “cacaglianti” hanno riacquistato l’uso del “lessico fluente”. E così, in questo percorso autobiografico, le parole vestite di melodia la fanno da padrone. Le parole a narrare di vita, di esperienze, di parabole. Di favole che si perdono nella notte dei tempi, notte da cui venne originato il primo suono, la prima melodia, il primo ritmo.

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

“La musica provata” è un progetto che ha un lungo corso d’opera, ed ha visto la luce editoriale in un’edizione Feltrinelli pubblicata il 17 settembre 2014. Da allora il giro nelle sale, a poter raccontare a contatto diretto con il pubblico come la potenza dell’udito sia quella di attraversare i muri, cosa che la vista non può fare. Ritrovare l’importanza dell’ascolto, la melodia commovente di “Addio Lugano bella”, l’inquietudine angosciata di “Mi fa paura che non piangi, figlio”, una versione ad “impronta” di “Io te vurria vasa’”, e le note, alla fine appena accennate, di “O’ sole mio”.

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

Il pubblico, coinvolto dall’allegra e sorridente empatia di Stefano di Battista, sta al gioco, dialoga, canta, si commuove. E alla fine quel muro di buio che la vista preclude, e che in qualche modo isola chi si esibisce su un palco viene completamente abbattuto dalla forza dell’udito e del canto. Un canto che resta ne cuore, che lo avvolge, che lo protegge. Che lo armonizza alle leggi del mondo.

Una menzione particolare alla fisarmonica “coreografica” di Luciano Biondini, la cui intensità e la cui espressività, da fotografi e amanti della musica interpretata, non abbiamo non potuto apprezzare.

Roberta Gioberti

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

La musica provata @ Auditorium Parco della Musica Ph Roberta Gioberti

 

 

Gianni Morandi superstar al Wired Next Fest, uno di noi ma con un milione di like in più

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio - Zoe Vincenti

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio – Zoe Vincenti

Lo spazio del Main Dome del Wired Next Fest ai Giardini Indro Montanelli di Milano si è riempito in un nano secondo, travolto da applausi e risate per l’intervento di Gianni Morandi, invitato in qualità di ospite d’onore, in quanto esempio da tenere in cosndierazione in termini di innovazione e cultura digitale. Con la naturalezza e l’immediatezza che da sempre lo contraddistinguono, l’artista ha raccontato a cuore aperto la sua relazione con i social network e con i suoi Facebook Addicted fans.  “Vivo la mia presenza su Facebook come un gioco e deve rimanere tale”, ha esordito Gianni, accompagnato dall’inseparabile moglie Anna, figura sempre più importante non solo nella realizzazione degli scatti postati quotidianamente da Gianni ma sempre più protagonista delle immagini stesse.

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio - Zoe Vincenti

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio – Zoe Vincenti

Capace di reinventarsi ogni giorno, di sfidare la quotidianità con semplicità e naturalezza, Gianni è uno di noi, con un milione e 400 mila like in più su una pagina aperta da una fan nel 2009, oggi gestita direttamente da lui fin dal 2012. 4 like al secondo e una media di 50.000 like a post sono il risultato di una geniale intuizione, così come lo stesso Gianni racconta: “Postare immagini positive, della mia quotidianità, delle piccole cose di tutti i giorni. Le foto in cui cerco di dare una notizia professionale non funzionano altrettanto bene, nemmeno quando ho annunciato il nuovo progetto con Baglioni”. Attento, presente e pronto a rispondere a tutti, adulatori e detrattori compresi, in merito alle critiche e ai messaggi negativi Gianni afferma tra aneddoti, battute e sorrisi distesi: “Non mi arrabbio mai, prima penso e rifletto, poi cerco di rispondere cautamente”.

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio - Zoe Vincenti

Gianni Morandi @ Wired Next Fest Ph Ernesto Roscio – Zoe Vincenti

“La sera, continua, dedico almeno un paio d’ore a leggere tutti i commenti e a rispondere ai messaggi, se tieni una pagina su Facebook devi essere presente, farti sentire, far vedere che ci tieni”. Certo, confessa Gianni, inizia ad essere faticoso essere originali: “Dal giornalaio alla pattumiera, ormai ho postato di tutto. Farsi venire idee nuove è sempre più difficile. Per diversificare ho iniziato a pubblicare anche clippini video, come fa Vasco, dove canto con la chitarra. In termini di like funzionano un po’ meno, ma sono graditi Ho anche pensato che, avendo inciso più di 600 canzoni, dovrei riuscire a coprire almeno 2 anni (ride ndr)”. “Ho sempre comunicato così con la gente. Mi ricordo sempre da dove sono partito, il fatto che dormivamo in 4 in una stanza; io sono uno di loro che si è trovato per caso ad essere un cantante e stare su di un palco”. Infine il metodo, importantissimo: “Ho un taccuino nel quale mi segno le persone a cui ho risposto, ma ormai non ce la faccio più”, scherza Gianni ribadendo che tutto è deve rimanere un gioco.

Raffaella Sbrescia

Video: Gianni Morandi al Wired Next Festival

Wired Next Fest 2015: i Subsonica presentano il video di “Attacca il panico”

Subsonica @ Wired Next Fest 2015 . Ph Roscio - Vincenti

Subsonica @ Wired Next Fest 2015 . Ph Roscio – Vincenti

Subsonica e Wired avevano premiato Stefano Bertolino, Anna Cordioli, Francesco Moroni Spidalieri  durante il Festival Internazionale del Film di Roma per il video di “Lazzaro”, il singolo che anticipò l’uscita di “Una nave in una foresta”. Oggi,  i vincitori di quel contest hanno presentato al pubblico del Wired Next Fest, a Milano, il video – premio, prodotto da Wired e legato ad “Attacca il panico”, un altro brano contenuto nello stesso album dei Subsonica, presenti all’evento con un intervento incentrato non solo sul digitale ma anche sulla propria evoluzione musicale ed identitaria.

Al centro del videoclip un filmato virale, messo in rete da un diabolico hacker, creato ad hoc per diffondere un avviso secondo il quale una tempesta solare avrebbe causato la perdita di tutti i dati digitali: foto, documenti, ricordi di una vita, tutto alla mercè di uno schermo. Ecco susseguirsi frame di file chilometriche di persone che si ammassano sulle porte dei negozi di fotografi e immagini di decine di stampanti letteralmente in tilt a causa dell’ultimo disperato tentativo di salvare la propria identità da parte degli esseri umani. “Io ce l’ho nel sangue il pensiero che irrita, questo vespaio di paure che si agita.  Qui nella mente inquietudine e replica, dietro la tela di un mattino di tenebra. Ce l’ho nel sangue per come siamo stanchi delle illusioni appiccicate sotto ai banchi. Qui nella mente sognare una trappola e che l’amore è un’invenzione che lacera”, cantano i Subsonica in “Attacca il panico”: un pensiero che irrita, un vespaio di paure che si agita, inquietudine, stanchezza, invenzioni che lacerano, lottano contro “il futuro che scivola”, si scontrano con il “sogno dissanguato d’identità”, resistono nonostante “tonnellate di oscurità”, rubano il fiato ai diavoli negli inferni e nelle ostilità di ogni giorno, sempre più simile ad una battaglia per la propria rinascita. Attraverso il supporto visivo legato a questo brano si fa, quindi, ancora più potente il messaggio veicolato da un testo tragico e fiducioso al contempo.

Subsonica @ Wired Next Fest 2015 . Ph Roscio - Vincenti

Subsonica @ Wired Next Fest 2015 . Ph Roscio – Vincenti

Figli di quegli anni ’90 in cui si  andava alla ricerca di nuovi suoni, spesso lontani dalla tradizioni e ancora più spesso vicini ad una necessaria voglia di sperimentazione, i Subsonica, da sempre legati  a doppio filo a ragionamenti e discorsi connessi all’interattività, alla contaminazione sonora, alla dimensione elettronica del mondo-musica raccontano con fedele trasparenza un’urgenza collettiva, un disagio forte che, tuttavia, non si priva della speranza e dell’eterno strumento della resistenza.

Raffaella Sbrescia

Intervista a Jason Derulo: “Everything is 4″ è un album necessario

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Con oltre 45 milioni di singoli venduti in tutto il mondo, Jason Derulo è tra gli artisti di maggiore successo degli ultimi anni. Fautore di un genere musicale fresco ed accattivante, a cui molti altri artisti pop-dance si sono rifatti dopo il suo successo, Jason è tra i più ascoltati sulle piattaforme musicali Spotify e Shazam. Le sue canzoni hanno tutte un particolare appeal radiofonico, senza dimenticare il fatto che Jason è stato anche invitato a partecipare nel ruolo di giudice alla prossima 12° stagione di “So you think you can dance”, il noto reality show americano sul mondo della danza.  In occasione dell’uscita del singolo “Want To Want Me”, Jason Derulo è arrivato a Milano per parlarci del suo nuovo album “Everything Is 4”, nei negozi dal 1° giugno, un lavoro composto da undici tracce in cui troviamo sonorità provenienti da generi diversi, quali pop, dance, urban e R’n’B, con numerose le collaborazioni importanti, tra le quali Stevie Wonder, Jennifer Lopez, Keith Urban, Megan Trainor e Matoma. Durante l’intervista l’artista ci ha parlato non solo del nuovo album e della propria musica, ma anche di sé e delle proprie emozioni.

Il titolo del tuo album è “Everything is 4”. Qual è il significato di questa scelta?

Tutto è per una ragione. Tutto è per mia madre, per i miei fan, per il mio futuro. Anche il numero 4 nel titolo ha un significato simbolico: le quattro gambe in un tavolo, il susseguirsi delle quattro stagioni, i quattro stati della materia.

Anche i generi musicali presenti nell’album possono essere ricondotti al numero 4?

In verità ce ne sono molti di più! C’è il country, il folk, il pop, l’R’n’B, l’alternative e tutta una serie di richiami a generi diversi.

Riallacciandoci a questa tematica, ci racconti come hai lavorato al brano, “Broke”, realizzato in collaborazione con Keith Urban  e Stevie Wonder?

Incredibile. Keith è un grande professionista. Stevie l’ho incontrato ad una cena alla Casa Bianca, ho parlato con lui, gli ho proposto di suonare l’armonica in “Broke” e lui ha accettato.  Quando è arrivato in studio ha portato con sé  dieci o quindici armoniche diverse per scegliere quella giusta per questa particolare registrazione, è un genio!

Come possono generi così diversi, come pop, il country, il soul andare d’accordo tra loro?

La musica è sempre musica. Credo che una canzone come “Broke” possa rompere le barriere perché non è solo country ed il risultato è stato sorprendente anche per me!

Nell’album ci sono altre collaborazioni importanti, come quella con Jennifer Lopez in “Try me”. Com’è andata?

J.Lo è una delle più influenti artiste femminili di tutti i tempi. Abbiamo cantato e ballato per due notti, l’obiettivo era trovare il mood più adatto per una canzone che parla di noi. Lei è fantastica, si è materializzata dal muro della mia stanzetta nel mio studio di registrazione. Ne siamo usciti fuori con una canzone House stile caraibico che è davvero entusiasmante.

Jason Derulo

Jason Derulo

Potresti dirci qualcosa di più riguardo ai testi e ai contenuti dell’album?

Ogni canzone è davvero diversa dalle altre. Per esempio, “Painkiller”, il duetto con Metghan Trainor, parla di come le avventure di una notte possano aiutare a dimenticare la sofferenza per la fine di una relazione, anche solo per un po’, proprio come fanno gli antidolorifici. Non riesco a scrivere di cose che non mi capitano e a me capita questo. Anche se per un breve tempo, le avventure fanno bene.

Da cosa nasce un pezzo come “Want To Want Me”, che hai scelto come singolo?

Credo sia frutto della sperimentazione, anche perché non penso mai «ora farò così». Gli anni ’80 sono stati un periodo meraviglioso. C’è molto di Michael Jackson e di Prince in questo album. Quando ero piccolo, non capivo Prince  e non capivo perché alla gente piacesse. Quando sono diventato più grande, sono riuscito ad apprezzarne pienamente il genio. Quindi sì, ogni cosa arriva dalla sperimentazione.

Come descriveresti il tuo album, con una sola parola?

Necessario. Ci sono canzoni per chiunque e per ogni situazione, sia che tu stia attraversando la fine di una relazione, sia che ti stia innamorando di qualcuno. Ogni canzone è speciale in modo diverso.

“Want To Want Me” è il tuo sesto singolo ad entrare nella Billboard Hot 100. Cosa serve per arrivarci?

Il talento, naturalmente. Credo anche che per continuare ad essere nella Billboard serva saper scrivere le proprie canzoni e non dipendere da altri. Il talento è la vera chiave del successo e quindi mi piace pensare che chi si scrive le cose da solo non debba dipendere dal talento altrui.

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Come hai deciso di diventare una pop star?

Ho cercato me stesso per molto tempo. Volevo cantare. Volevo fare rap, R’n’B, soul, country e jazz. I musical hanno avuto una parte importante nella mia vita, finché non ho finalmente ottenuto un ruolo a Broadway e ho capito che non era la cosa giusta per me. A quel punto ho deciso di fare la mia musica che, giorno dopo giorno cambia volto in maniera camaleontica e direttamente proporzionale al mio umore. Di sicuro non sarà mai noiosa, perché ci sono così tanti “gusti” tra cui scegliere.

Sarai in “So You Think You Can Dance”, il famoso talent show americano sul mondo della danza, nel ruolo di giudice al fianco di Paula Badul e Nigel Lythgoe. Senti una certa responsabilità verso coloro che dovrai giudicare?

Certo! Ero in quella posizione non molto tempo fa, so come ci si sente a fare audizioni di fronte a tre o quattro persone. Sento la responsabilità di non dire solamente «no», penso sia importante spiegare le ragioni del rifiuto.

Nei tuoi video appari spesso come un sex symbol. Tu ti vedi così o semplicemente ti diverti ad interpretare questo ruolo?

Sarebbe davvero strano vedere me stesso come un sex symbol! Ma sono felice di rivestire questo ruolo, mi piace il sesso. Ad ogni modo vengo da Miami e a Miami non abbiamo molti vestiti addosso!

C’è qualcosa di specifico che ispira i tuoi testi?

A volte penso di essere guidato da Dio per le idee che ho in testa. Mi piace la sperimentazione, vengo da Miami dove ci sono tanti stili musicali e a me piace mischiarli. A questo aggiungo il mio approccio evolutivo alla musica.

Quale sarà il tuo prossimo singolo?

Non lo so, sto ancora decidendo. Ho messo online tre o quattro canzoni, sperando che questo mi indicasse le preferenze del pubblico ma sono piaciute tutte e il compito della scelta non è stato facilitato come speravo. Questo è un disco che vale nella sua interezza, vorrei fare un video per ogni pezzo perché non vorrei essere ingiusto con le canzoni, non vorrei lasciarne indietro nessuna!

Raffaella Sbrescia

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Video: “Want to want me”

Intervista a Floraleda Sacchi e Maristella Patuzzi: “Vi raccontiamo le nostre emozioni in Intimamente tango”

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Nel disco “Intimamente Tango” Floraleda Sacchi e Maristella Patuzzi rivisitano le composizioni di Astor Piazzolla in un tango inconsueto che si fonde con i caratteri poetici ed intimi della musica classica.

Le composizioni di Astor Piazzolla sono riproposte negli arrangiamenti originali e creativi firmati da Floraleda e Maristella che fondono armonicamente malinconia, speranza e sensualità in una nuova chiave musicale, tra tradizione e innovazione, tra classico e jazz, tra improvvisazione e world music.

Cosa vi ha spinto a lavorare insieme e perché avete scelto di concentrarvi proprio sul repertorio di Piazzolla?

Perché entrambe amiamo la sua musica, perché non esisteva per il nostro duo e dunque questo ci obbligava ad essere più personali e ad arrangiare tutti i brani. Ci è sembrato il modo migliore per fare veramente duo e trovare un accordo.

In che modo avete interpretato un genere così particolare come il tango?

Cercando di metterci tutto il sentimento possibile. Il Tango è così, ti coinvolge e  ti fa sentire vivo perché ti emoziona. Dato che Piazzolla è stato anche un compositore colto e raffinato, con studi tradizionali,  abbiamo pensato molto a come valorizzare la sua ricerca sonora e la sua raffinatezza, elementi che spesso passano in secondo piano.

Cosa significa fondere malinconia, speranza, sensualità in un unico progetto?

Significa parlare delle  sfaccettature del vivere quotidiano.

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Quali sono le tappe che hanno scandito il percorso legato a questo disco?

Abbiamo dapprima scelto di suonare insieme, poi abbiamo scelto la musica da suonare attraverso un grande lavoro di ricerca e selezione dei brani di  Piazzolla da trascrivere (ce ne piacevano troppi). Abbiamo lavorato agli arrangiamenti  ad ogni ora del giorno con  giornate di prove intense,  le registrazioni e le valutazioni finali del risultato a due mesi di distanza dalla fine dei lavori.

 Com’è andato il concerto dello scorso 9 maggio al Loggione de La Scala?

Molto bene, abbiamo suonato anche un po’ di brani operistici di Donizetti e Paisiello e il pubblico si è molto divertito. Ci hanno detto che li abbiamo fatti sognare e che era un concerto pieno di poesia.

Che sensazioni avete provato suonando al Museo del Legno?

Il concerto è andato molto bene. E’ stato molto particolare suonare su un tavolo (per noi palco) di legno Kauri vecchio di 48.000 anni. Il legno risuonava meravigliosamente e ci ha fatto da cassa armonica. Dovendo suonare senza scarpe, lo sentivamo vibrare sotto i piedi e abbiamo avuto la sensazione che abbia gradito e quasi sognato che potesse rifiorire.

Floraleda, hai suonato in tante sale importanti, sei stata solista con tante orchestre… come cambia di volta in volta il tuo approccio allo strumento?

Cambia in base al repertorio che suono e posso suonare molto diversamente. Cambia ancor più l’approccio in base alla sala in cui si suona, all’acustica e al pubblico che frequenta il luogo. Ma proprio questo è quello che rende ogni concerto diverso dall’altro e il lavoro del musicista così bello.

Quali sono le differenze tra l’arpa antica e quella moderna? Quale tipologia di strumento preferisci suonare?

Gli strumenti antichi così come l’arpa sudamericana sono caratterizzati dalla minor tensione delle corde, questo (chiaramente con stili molto diversi) porta ad una grande velocità e leggerezza nell’esecuzione. L’arpa moderna è più potente e più aggressiva e la amo per quello. So suonare anche le arpe celtiche, ma sarebbe meglio avere le unghie più lunghe perché l’unghia è richiesta nel pizzico, un po’ come sulla chitarra. Questo è un po’ un problema perché per le altre serve rigorosamente solo il tocco con il polpastrello.  Mi diletto anche a suonare il Koto e la Kora… insomma ho un feeling con le corde.

Sei autrice delle musiche del monologo “donna non rieducabile” , in scena con Ottavia Piccolo… di cosa parla l’opera e come vivi i successi di ben 100 repliche?

Bene, ormai lo spettacolo sta nel piacere di incontrarsi con i  colleghi. Dopo 100 repliche potrei suonare tutto anche in condizioni proibitive. Il tema dello spettacolo è estremamente importante e serio e mi tocca ogni volta che lo porto in scena: si parla infatti della libertà di stampa, di comunicazione ed espressione, insieme alla volontà di portare il proprio lavoro fino in fondo, restando fedeli ai propri ideali anche a costo di rischiare la propria vita. Non a caso la figura che guida questo percorso è quella della giornalista Anna Politkovskaja, che è stata uccisa per non essersi piegata alla censura. La sala stampa della Comunità Europea, infatti, è intitolata a lei.

Maristella, come ti trovi a suonare con Floraleda e quali altri progetti hai in programma?

Adoro suonare con Floraleda perché è sempre creativa e suona con entusiasmo. Per quanto mi riguarda mi divido tra la musica e la politica, la musica mi segue fin da bambina, la politica è capitata per caso, ma quasi senza che lo volessi, sono diventata prima consigliera a Lugano e da qualche giorno parlamentare al gran consiglio del Ticino. Mi piace immensamente cercare di fare qualcosa per gli altri. Per me, che ho genitori italiani e nazionalità italiana, ma sono nata in Svizzera e ho anche questa nazionalità, è bello potermi dedicare ad entrambi i paesi, perché mi sento di appartenere ad entrambi.

Che emozioni provi suonando lo Stradivari Ex Bello 1687?

Bellissime, suonai questo strumento per la prima volta a New York e me ne innamorai. Dopo il concerto dovetti ovviamente restituirlo, dopo qualche mese fu lui a venire a Lugano, dove abito, nelle mani di un collezionista privato che me l’ha affidato. L’ho sempre visto come un segno del destino e poi l’87 è il mio anno di nascita, 300 anni più di me… Le coincidenze sono troppe!

Che tipo di riscontro state ricevendo dal pubblico?

Finora siamo state accolte molto favorevolmente e abbiamo ricevuto solo complimenti e critiche positive. Questo ci sprona ovviamente a continuare a dare il massimo per soddisfare il nostro pubblico.

Raffaella Sbrescia

Joe Barbieri presenta “Cosmonauta da appartamento” in anteprima al Teatro Acacia di Napoli

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Il viaggio di un napoletano che dalla sua Partenope spiega le vele verso gli orizzonti dei Sud del mondo è approdato al Teatro Acacia lo scorso mercoledì 20 maggio. Stiamo parlando di “Cosmonauta Da Appartamento“, il nuovissimo lavoro discografico di Joe Barbieri, uscito il 24 marzo 2015 per Microcosmo Dischi. Con il concerto-anteprima del suo tour, Joe ha presentato al pubblico i brani di questo disco attraverso un appassionato acustic jazz percussivo. Accompagnato da: Antonio Fresa (piano), Sergio Di Natale (batteria), Robertinho Bastos (percussioni), Giacomo Pedicini (contrabbasso), Marcello Giannini (chitarre elettriche) e Stefano Jorio (violoncello), l’artista ha condotto per mano il pubblico tra Napoli, Rio De Janeiro, Parigi, New York, Copenaghen e Madrid, ispirandosi, a sua volta, al poeta greco Konstantinos Kavafis.

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Se nell’album spiccano i contributi di Hamilton De Holanda, La Shica, Luz Casal e Peppe Servillo, è soprattutto dal vivo che la forza immaginifica delle canzoni si ravviva in maniera forte e vivace. Artista capace di meravigliare e meravigliarsi, Joe compie un viaggio fisico e metaforico attraverso il sentiero della vita,  un percorso esistenziale in cui ciascuno di noi sarà libero di ritrovarsi per poi scegliere la propria direzione.

Raffaella Sbrescia

La scaletta del concerto:

Itaca

Fammi tremare i polsi

Il cielo

Cicale e chimere

Subaffitto

Lacrime di coccodrillo

Facendo i conti

La matematica di un sentimento

Onda schiva

Tu sai, io so

Leggera

Nel bene e nel male

Sostanza e forma

Scusami

Zenzero e cannella

Normalmente

Chiedi alla polvere

Microcosmo

Che ore sò

L’arte di meravigliarmi

Cosmonauta da appartamento

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone. Foto scattate in occasione del concerto tenutosi il 20 maggio 2015 presso il Teatro Acacia di Napoli.

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

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Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

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Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

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Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

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Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

Joe Barbieri live @ Teatro Acacia ph Luigi Maffettone

 

 

 

 

Mario Biondi, il nuovo album Beyond va “oltre” la tradizione

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Con il nuovo album “Beyond”,  Mario Biondi va davvero “Oltre”, attraverso un sound che supera le ballads jazz per rendere protagonisti funky e soul  in un progetto che si avvale della presenza di nomi eccellenti tra i quali i Dap-Kings, gruppo musicale funk/soul di Brooklyn e band di Sharon Jones, che ha collaborato con Amy Winehouse ed altri artisti. Tra gli autori dei brani troviamo, invece,Bernard Butler (ex chitarrista degli Suede), D.D.Bridgewater , Max Greco e David Florio. A distanza di due anni da “Sun”, questo lavoro apre un nuovo capitolo all’interno della discografia di Biondi che, ispirandosi liberamente alle sonorità dei Coldplay, ha scelto di sperimentare la sua voce  realizzando, così, un variegato prisma sonoro. Le  tredici tracce che compongono il disco sono il frutto di grandi amicizie che l’artista ha portato avanti negli anni ed il risultato, fresco e moderno, conserva l’eleganza e la ricercatezza che da sempre contraddistinguono la progettualità discografica di Biondi.

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

La tracklist si apre con “Open Up your eyes”, “All my life”, “Love is a temple”: una triade incentrata sui sentimenti, espressi in maniera prima concettuale poi più esplicita in “All I want is you” e “I choose you”. “You Can’t Stop This Love Between Us viene dalla collaborazione con due DJs degli anni novanta come Bini & Martini e racchiude tutto il gusto per  la miscela soul/funk tanto cara all’artista siciliano. Eletto a  manifesto di rinnovamento e cambiamento dallo stesso Biondi, “Come down”  è l’altro brano da segnalare, insieme a “Where does the money go”, un brano insolitamente vicino al raggae, che chiude il disco lasciando una sensazione di sorpresa e stupore nell’ascoltatore.

Raffaella Sbrescia

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

 

Queste le date in corso del tour “Mario Biondi Live 2015” (prodotto e organizzato da F&P Group):

Il 22 maggio a Bari (Teatro Team)
Il 24 maggio a Palermo (Teatro Politeama)
Il 25 maggio a Catania (Teatro Metropolitan)

I biglietti sono acquistabili su http://www.ticketone.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per informazioni http://www.fepgroup.it).

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Dopo i concerti in Italia, l’ormai consolidato successo internazionale di Mario Biondi porterà l’artista in tour anche in Europa e in Asia. Queste le prime date confermate: il 27 maggio a Londra (Regno Unito), il 28 maggio a Vienna (Austria), il 30 maggio ad Amburgo (Germania), il 31 maggio a Zurigo (Svizzera), il 2 giugno ad Amsterdam (Olanda), il 6 giugno a Baku (Azerbaigian), l’8 giugno a Mosca (Russia), il 10 giugno a Bruxelles (Belgio) e l’11 giugno a Parigi (Francia).

“On stage” con Mario Biondi: Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco alle tastiere e programmazione, David Florio alle chitarre, Marco Scipione al sax, Fabio Buonarota alla tromba e Romina e Miriam Lunari, cori, danze e coreografie.

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti. Foto realizzate durante il concerto tenutosi lo scorso 20 maggio 2015, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

 

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

 

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

 

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

Mario Biondi live @ Auditorium Parco della Musica ph Roberta Gioberti

 

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