Dardust: lo strumentalismo visionario di Faini si evolve in “Birth”

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Dardust è il progetto strumentale nato dalla creatività del pianista, compositore e songwriter Dario Faini. Frutto di un’urgenza scardinatrice, questo percorso artistico trova la sua naturale realizzazione in una trilogia iniziata con “7”, album registrato un anno fa a Berlino, e che individua in “Birth”, pubblicato lo scorso 18 marzo 2016 per INRI, il secondo capitolo. Al centro dell’album, concepito nei Sundlaugin Studios di Islanda, c’è una spasmodica e ossessiva ricerca di equilibrio tra onirici breakdown pianistici e le esplosioni elettroniche del producer e polistrumentista Vanni Casagrande. Le tracce che compongono il disco di avviluppano attraverso le trame di una seducente lotta tra “slow” e “loud”. La narrazione proposta da Dardust è leggera, è visionaria, è sublime. L’estasi sensoriale prende vita con “The Wolf”, primo singolo estratto dell’LP: un beat arpeggiato si sposa con la scrittura pianistica mentre il campionamento di un ululato rende l’atmosfera più oscura e crepuscolare.

Dardust ph Alesso Panichi

Dardust ph Alesso Panichi

Un impetuoso drumming, in cui trovano spazio rullanti e timpani, fa capolino in“Bardaggin (The Battle)”: una travolgente cavalcata il cui immaginario rimanda alla carica di una cavalleria. La luminosità percussiva di “The never ending road” si oppone all’etereo fascino ipnotico della titletrack “Birth”. Volumi ritmici ed inflessioni melanconiche costruiscono elegiache sovrastrutture semantiche. Antesignano di quello che sarà il terzo atto della trilogia è l’evocativo brano intitolato “Slow is the new Loud” (bellissima anche la versione Live at Sundlaugin Studio) . Il mood spiccatamente nordico delle composizioni proposte da Faini si arricchisce di vorticose impennate dub in “Take the Crown”, frutto della riuscita collaborazione con Sir Bob Cornelius Rifo (The Bloody Beetroots. Chiude il cerchio “Nëturflug” (Night flight), un onirico distillato di bellezza strumentale, un mantra di riappacificazione con lo status quo delle cose, l’ultima tappa di un meraviglioso viaggio extrasensoriale di cui attendiamo, trepidanti, il definitivo completamento.

Raffaella Sbrescia

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Tracklist

1. The Wolf – 2. A Morgun (Tomorrow) – 3. The Never Ending Road – 4. Birth – 5. Bardaginn (The Battle) – 6. Don’t skip (Beautiful Things Always Happen In The End) – 7. Take The Crown feat Bloody Beetroots – 8. Slow Is The New Loud – 9. GranFinale – 10.  Næturflug (Night Flight)

Video: The Wolf

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