Frasi & Fumo: il nuovo album di Nina Zilli. La recensione

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A tre anni di distanza da “L’amore è femmina” Nina Zilli torna sulla scena musicale italiana con un nuovo album di inediti intitolato “Frasi & Fumo”, un disco dall’impronta cantautorale, densamente lavorato, inziettato di blues e spunti retrò, come ormai Nina ci ha  ormai abituato, cavalcando l’onda del suo stile inconfondibile. Tra i 14 brani presenti in tracklist troviamo naturalmente “Sola”, presentata dalla cantautrice sul palco del teatro Ariston di Sanremo, in gara tra i “big” della 65esima edizione del Festival della Canzone Italiana e la cover di “Se bruciasse la città” di Massimo Ranieri. L’album, che gode della produzione di Mauro Pagani, si apre con “Intro (Cirromembi)”, un’avvolgente ballad che ci addentra subito all’interno del nucleo di questo lavoro in cui Nina lascia confluire le sfumature della sue voce, i pensieri e le suggestioni che hanno scandito i suoi ultimi anni ricchi di esperienze personali ed artistiche. L’eleganza, la versatilità, la qualità degli arrangiamenti si sposano con suggestive parole d’amore, tema portante della discografia prodotta da Maria Chiara Fraschetta.

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La title track  “Frasi & Fumo” lega tra loro i brani come un anello d’acciaio, un’inaspettata ed accattivante virata soul funky ci traghetta verso l’energico e divertente il piglio da sfida contenuto in “Luna spenta”. Deciso e volitivo il testo di “#RLL (Riprenditi le lacrime)”: “ridammi le mie favole, non perderti, non chiederti se ho ancora bisogno di te, lontani come un’isola i sogni più romantici, promettimi che torni qui con una parola per me”. Sofisticata e raffinata “Cadevo piano”, tra le più belle canzoni contenute nell’album. Il raggae doloroso di  “Lei dice”, coi fiati in evidenza, parla di un triangolo amoroso. Il file rouge jazzy attraversa anche “Una breve vacanza”. Sfiziosa e divertente “Schema libero”: “a che serve questo tempo che non passa mai? Tanto hai detto che non tornerai”, in duetto con Neffa. Tinte swing colorano le note di “Fra il divano e le nuvole” mentre richiami anni ’60 sfumano gli echi di “Dicembre”. Empatico il pathos trasmesso in “Unico re” che cede il passo a “Dormi, dormi”, la ballad soul che chiude in crescendo un album corposo ed elegante.

Raffaella Sbrescia

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Video: “Sola”

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