Antonio Castrignanò live alla Triennale di Milano: una gioia per i sensi

Antonio Castrignanò live @ La Triennale -Milano

Grande festa nel giardino della Triennale di Milano in occasione del coinvolgente concerto di Antonio Castrignanò, eccellente rappresentante della pizzica salentina nel mondo. Voce e tamburo della Notte della Taranta, ha suonato e collaborato con artisti come Stewart Copeland, Mauro Pagani, Giuliano Sangiorgi, Negramaro, The Chieftains, Goran Bregovic, Ballakè Sissoko, Ludovico Einaudi, Marcan Dede, Antonio si è esibito su palchi e festival di prestigio internazionale regalando nuovo lustro alla tradizione musicale del Salento. Le sue performances sono molto intense: cuore, anima, sudore e sorrisi si avvicendano tra storie e leggende antiche e meno antiche.

Antonio Castrignanò live @ La Triennale -Milano

Antonio Castrignanò live @ La Triennale -Milano

Tamburi, fiati, corde e cornamuse si muovono all’unisono per accompagnare la sua voce, tanto simile ad un richiamo dal fascino ancestrale. Restare seduti è impossibile: il ballo è una componente fondamentale all’interno di quello che appare simile ad un rito liberatorio e propiziatorio al contempo. Il patrimonio artistico, culturale, antropologico e musicale racchiuso nei testi e nelle melodie proposte da Antonio Castrignanò è quanto di più prezioso ed affascinante possa esserci. Provare per credere.

Raffaella Sbrescia

Video: Fomenta

Notte della taranta 2015: una festa per 200 mila persone all’insegna della contaminazione

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Guidare nelle buie stradine della costa salentina alla scoperta della Notte della Taranta. Da Gallipoli, arrivare fino a Maglie e meravigliarsi di fronte alla folla oceanica di macchine e persone richiamate dall’eco della manifestazione popolare più famosa d’Europa. Giunti a Melpignano, un tripudio di gonne lunghe, tamburelli di ogni genere e bottiglie di vino colorano l’aria con immagini, suoni, odori, colori tutti da scoprire, uno dopo l’altro. Divertente fermarsi a guardare gruppi di “pizzicati” accompagnare i brani eseguiti sull’imponente palcoscenico allestito per l’occasione e disegnato da Fabio Novembre. Avventurarsi tra le prime file appare, invece, piuttosto azzardato: orde di persone ubriache e barcollanti ostacolano visuale e percezione del suono, meglio ritornare in una posizione più defilata per potersi rilassare e godere appieno della musica e del clima di festa generale. La “notte del ragno” è un rito, quasi una cerimonia evocativa dal fascino ancestrale, modificata dall’evoluzione degli usi e dei costumi, eppure ancora viva nei cuori di molti. Con un evento itinerante, in grado di calamitare persone da tutta Italia e non solo, La notte della Taranta rappresenta il collante perfetto per storia, musica, danze, vite, paesaggi. All’interno di questo microcosmo dal sapore antico, gli artisti scelti dal mastro concertatore ( quest’anno Phil Manzanera), si ergono a figure immaginifiche e fascinose. Tra gli ospiti più apprezzati dell’edizione di quest’anno citiamo Antonio Castrignanò, per la sua profonda passione e per la fulminante energia con cui esprime talento e competenza. Non ha disatteso le aspettative anche l’attesissima performance di Luciano Ligabue, sul palco alle ore 1.30, che ha cantato due perle della tradizione salentina come  Ndo ndo ndo Beddha ci dormi, Il Muro del suono e una versione pizzicata di Certe Notti. A guidarlo in questa speciale esperienza è lo stesso Phil Manzanera, chitarrista dei Roxy music, produttore e maestro concertatore della Notte della taranta 2015. Sul palco con Ligabue anche Federico Poggipollini, Alessia Tondo e Paul Simonon, il bassista dei Clash, a tangibile conferma che questa Notte della taranta è stata all’insegna del rock.

Raffaella Sbrescia

Intervista ad Antonio Castrignanò: “Nell’ album Fomenta il Salento incontra la Turchia”

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Antonio Castrignanò è un musicista e cantante salentino, nonché voce e tamburo de l’Orchestra della Notte della Taranta. Riconosciuto come uno degli artisti più innovativi, Antonio si mostra tuttavia attento alla tradizione musicale, storica e culturale del territorio salentino. La ricerca strumentale e contenutistica di Castrignanò persegue, infatti, una linea di continuità tra passato e presente all’insegna del coinvolgimento emotivo e sensoriale del pubblico. In questa intervista l’artista rivela un’intima connessione tra la propria dimensione individuale e la sua musica che, nel corso degli anni, è riuscita a conquistare i contesti e i riconoscimenti più prestigiosi.

Sei un polistrumentista e cantastorie… da dove nasce il tuo sconfinato amore per la musica e cosa intendi comunicare attraverso le note?

La musica è un linguaggio universale che, a un certo punto della propria vita, ci si sente di sposare per comunicare quello che si ha dentro. Quello che intendo comunicare in “Fomenta” è parlare in maniera profonda di una terra che ha una dignità forte e una cultura musicale importante e che spesso si incontra con altre realtà simili, in questo caso il Salento incontra la Turchia.

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Quali sono stati i passaggi chiave del tuo percorso artistico?

Quello che mi ha formato è stato vivere e lavorare accanto a delle personalità molto speciali come quella di Uccio Aloisi e assorbire le loro sfumature artistiche. Queste persone rappresentano una cultura, una terra, una dignità antica, ancestrale che vale ancora la pena raccontare, senza trascurare le influenze attuali e moderne. La cosa importante è non creare fratture temporali e riconoscersi sempre nella matrice principale di questa musica.

“Fomenta” è il titolo del tuo ultimo suggestivo e coinvolgente lavoro discografico… quali storie, quali tradizioni e quali colori ci racconti in questo disco?

Generalmente si parte da un’emozione personale, la stella polare che ci guida è sempre lei e noi artisti, con istinto, con passione, e con musicalità, cerchiamo di raccontarla in un disco. “Core meu”, per esempio, è il racconto di un sogno che richiama alla mente varie esperienze personali, si tratta di un brano molto intimo.

Antonio Castrignanò Ph Giuseppe Rutigliano

Antonio Castrignanò Ph Giuseppe Rutigliano

Come hai lavorato con Mercan Dede e com’è nata l’idea di unire pizzica e musica turca?

“Fomenta” racchiude un po’ tutto quello che si vuole raccontare nel disco, il brano è una fotografia del Salento, una terra raccontata e filtrata attraverso la mia esperienza personale e quello che, invece, ha interessato un territorio che continua a cambiare, ad evolversi e ad assorbire storie e contenuti. Il Salento è una terra dotata di una dignità importante ma che non rinuncia a confrontarsi con il resto del mondo, in questo caso l’incontro umano e artistico è avvenuto con Mercan Dede e la Turchia.

Quali sono le suggestioni che hanno dato vita a “Terraferma”?

“Terraferma” parla di immigrazione, si tratta di un brano strumentale che avevo scritto per la colonna sonora dell’omonimo lungometraggio del regista Emanuele Crialese. Questo brano racconta il dramma degli immigrati che arrivano sulle coste siciliane e salentine, per me quelle immagini hanno rappresentato una suggestione visiva molto forte e ho, quindi, voluto includere questa composizione strumentale nel mio disco anche se si distanzia un po’ dal genere musicale che si voleva raccontare.

“Luna Otrantina” è l’unico testo di cui non sei l’autore esclusivo…ce ne parli?

Anche qui è presente quel filo rosso che attraversa le storie raccontate nel disco. Questo è un brano scritto da Rina Durante, una figura intellettuale di spicco nel contesto salentino. Questo testo racconta vari passaggi storici che hanno interessato il territorio come la presa di Otranto da parte dei turchi che, in questo caso, ritroviamo in veste di portatori di energia vitale e non di distruzione come invece avvenne nel 1400. Il brano è stato musicato dal Canzoniere Greganico Salentino.

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

“Ci balla la pizzica nu more mai” è il messaggio che lanci al tuo pubblico nel packaging di “Fomenta”…

Si tratta di un’affermazione che mi rappresenta e che rispecchia quello che la musica mi ha regalato. La gioia che vedo negli occhi delle persone che hanno voglia di ballare e di sprigionare energia positiva appartiene ad ognuno di noi, questo è quello che sintetizza il senso di questo frase. Sono convinto che chi balla la pizzica non muoia mai perché è come se si andasse a pescare continuamente acqua vitale da un pozzo.

Quali saranno i tuoi prossimi impegni e come sarà strutturato il tuo live?

Il concerto riassume l’insieme delle mie esperienze discografiche più importanti cioè “Mara la Fatìa” e “Fomenta”. Entrambe hanno un filo comune: la scrittura dei testi e dei brani attingono dalla tradizione ma raccontano con coraggio qualcosa di autobiografico che risente delle influenze attuali, pur mantenendo una matrice autentica. Prossimamente sarò in Polonia, a Modugno, e a Roma per la Notte della Taranta con Giovanni Sollima.

Raffaella Sbrescia

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“Fomenta”, delizie e tormenti nel nuovo album di Antonio Castrignanò

antonio fomenta“Fomenta” è il nuovo progetto discografico di Antonio Castrignanò, riconosciuto come uno dei più apprezzati e dei più innovativi rappresentanti della musica tradizionale salentina ma anche, e soprattutto, un ricercatore di suoni ed emozioni. Non è necessario sottolineare quanto la pizzica sia una danza davvero molto amata in tutta Italia, rappresentando, a tutti gli effetti, un punto di intima connessione con le nostre radici. Quello che bisogna evidenziare è, piuttosto, la dimensione sempre più internazionale che questa musica sta acquisendo, ritagliandosi un ruolo centrale all’interno dello scenario musicale mondiale.

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

Antonio Castrignanò Ph Carlo Piro

In “Fomenta” luoghi, storie, leggende, profumi, sapori, lacrime e gioie della tradizione classica si ricongiungono al mondo contemporaneo e, attraverso il meticoloso lavoro di ricerca strumentale e contenutistica di Castrignanò, il risultato è un pregevole lavoro di ispirazione cosmopolita. “Fomenta”, prodotto su etichetta Ponderosa, rappresenta un’evoluzione all’interno del percorso artistico di Castrignanò il quale, anche grazie all’incontro con il dj e polistrumentista turco Mercan Dede, ha aperto le proprie composizioni ad interessanti incursioni elettroniche e suggestivi innesti di musica orientale.

Antonio Castrignanò Ph Giuseppe Rutigliano

Antonio Castrignanò Ph Giuseppe Rutigliano

Il ballo scaturito dai brani composti in “Fomenta” racchiude percorsi spirituali e rimandi a scenari che trascendono dal contesto contingente. Brani come “Core meu”, “Funtana gitana”, Lu culuri della terra”, “Sciamune”  spaziano in lungo e in largo, regalando immagini e suggestioni oniriche di grande impatto artistico ed emotivo Così come avviene nel cantato vibrato di “La ciuccia nera”, in “Stornelli” e nell’appassionante “Luna Otrantina”. La grande varietà di suoni, strumenti, storie proposte in questo album, si rivestono di un fascino esoterico, quasi mistico. Le tracce strumentali, “Terraferma”, in particolare, rivelano in maniera decisamente efficace tutto il pathos, il dramma, l’emozione della vita: un’irresistibile fusione tra delizia e tormento.

Raffaella Sbrescia

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