PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano FABRIZIO: il concerto evento all’Arena di Verona

PFM e Cristiano De André

PFM e Cristiano De André

Il cerchio si chiude. Per chi c’era, per chi avrebbe voluto esserci, per chi si è sempre chiesto come sarebbe stato. A 40 anni di distanza dal rivoluzionario incontro tra Fabrizio De Andrè e la PFM – Premiata Forneria Marconi, ci sarà un concerto evento all’Arena di Verona il prossimo 29 luglio. La grande sorpresa è che le poesie di Faber stavolta saranno interpretate direttamente da suo figlio Cristiano, come già da diverso tempo ormai accade.

Sono lontani i tempi in cui Cristiano si aggirava, poco più che bambino, tra le percussioni e la batteria di Franz Di Cioccio. Oggi il figlio d’arte e gli zii artistici si ritrovano commossi a affiatati per dare vita a una serata ricca di magia, ricordi, aneddoti e, perché no, nuovi spunti da tramandare alle generazioni che hanno imparato ad amare la poetica di Fabrizio De Andrè anche senza averlo mai ascoltato dal vivo.

Si tratterà di un concerto molto lungo, suddiviso in tre blocchi in cui la prog band italiana più famosa al mondo, PFM – Premiata Forneria Marconi, e il polistrumentista e cantautore Cristiano De André si alterneranno sul palco con le loro rispettive performance e condivideranno la terza parte finale di un concerto intitolato “PFM Premiata Forneria Marconi – Cristiano De André cantano FABRIZIO”.
Il concerto è prodotto da D&D Concerti e da BMU, in collaborazione con DuemilaGrandiEventi, VentiDieci e Verona Eventi, con il patrocinio morale della Fondazione Fabrizio De André.
Nato dalla scia dei fortunati concerti tenutisi nell’ambito del tour “PFM canta De André – Anniversary” e di “Storia di un impiegato”, storico disco di Faber arrangiato come una vera e propria opera rock da Cristiano De Andrè, il concerto si presenta come una preziosa occasione per riportarci indietro di decenni. Ogni arrangiamento del tour “Anime Salve” sarà fedelmente riprodotto a mano, esattamente nello spirito che da sempre accompagna le avventure nel mondo della PFM.
Le prove sono ancora da fare e i pezzi da scegliere. Non sarà un’operazione nostalgia, sarà bensì un modo per dare seguito al patrimonio di un Maestro mai dimenticato. Figli della stessa storia Cristiano De Andrè e la PFM viaggiano uniti su una grande “autostrada americana” che tutti potranno percorrere. Insieme a loro ci saranno Flavio Premoli, Lucio Fabbri, Michele Ascolese e Alessandro Scaglione. Sicuramente l’evento verrà ripreso ma è anche vero che sarà davvero intenso vedere che tipo di alchimia si creerà sul palco, soprattutto pensando alla leggerezza, al coraggio e all’autenticità con cui tanti anni Fabrizio De Andrè scelse ancora una volta di essere coerente a se stesso e di fare semplicemente quello che secondo lui meritava di essere fatto. L’obiettivo di tutti sarà portarsi a casa scopa, primiera e settebello. Nessuno dovrà rimanere seduto e nessuno potrà sentirsi indifferente. Per chi non si ferma alle apparenze e alle mode, ma soprattutto per chi cerca qualcosa in più l’appuntamento è per il 29 luglio all’Arena di Verona.

Raffaella Sbrescia

 

50 anni di Claudio Baglioni: i festeggiamenti cominciano all’Arena di Verona con un concerto kolossal

Claudio Baglioni - Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI

Lo show era stato annunciato come totale è così “Al Centro” è stato. L’ingresso di Claudio Baglioni è trionfale e preannuncia subito la ferma intenzione di lasciare un segno nitido e duraturo nel cuore dei 17.000 che hanno riempito ogni singolo ordine di posto all’Arena di Verona. Baglioni, elegantissimo, incentra il file rouge del suo romanzo musicale sul tema del viaggio. Un viaggio cronologico sì, che lo portato ad attraversare 50 anni di storia italiana, mezzo secolo di musica che ha sempre attinto a piene mani dalla tradizione, dai valori e dal modo di concepire la vita e l’amore in Italia. Emozioni vere, autentiche, genuine che nel corso dei decenni si sono insinuate tra solchi di cuori ora pieni d’amore, ora affranti, ora nostalgici. Il fascino di Baglioni non sta nel passatismo bensì in una cifra stilistica precisa, di qualità, dai confini ben delimitati. “Benvenuti nel mercato delle emozioni, delle chimere, delle sorprese, delle canzoni”, saluta Claudio, mentre uno dopo l’altro i suoi indimenticabili evergreen scivolano via che è un piacere. Impossibile non cantare a tutto fiato i ritornelli che hanno scandito la nostra giovinezza, che ci ricordano un’Italia completamente diversa da com’è adesso. Baglioni è al centro dell’anfiteatro di Verona intorno a lui i suggestivi quadri del celebre coreografo Giuliano Peparini, 21 musicisti eccelsi e 5 coriste. Il tocco del coreografo regala attualità allo show, si ispira agli spettacoli monster dei divi pop internazionali, i suoi bravissimi ballerini sono coloro che rendono i brani vivi, mettendo in scena attimi che dall’immaginario collettivo prendono vita. Energia e vividezza rendono il concerto scorrevole, Claudio Baglioni è attivo, presente, coinvolge il pubblico, non si risparmia e, sinceramente, fa un certo effetto vederlo così fresco dopo tanti anni. Incuriosisce vederlo a proprio agio tra coreografie non sempre in linea con la sua inscalfibile sobrietà. Canta al massimo della potenza vocale ma non rinuncia a godersi i karaoke da 17.000 persone su “Amore Bello”, “Io me ne andrei”, “E tu”, “Sabato pomeriggio”. Irrinunciabili pietre miliari che segnano un tempo lontano ma fondamentale. Un tempo da difendere, da preservare, da tramandare, da valorizzare per comprendere chi siamo e in che direzione stiamo andando. Respirare l’aria di ricordi perduti, un’aria che già mentre respiri cambia, diventa altro, lascia una nota dolce amara sulla faccia, nella gola e nel cuore.

Claudio Baglioni - Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – Arena di Verona ©_ANGELO_TRANI

Lo show si accende sulle note rock di “Via”. Eccellente sul fronte musicale la struttura dello show, arricchita dal contributo del maestro Walter Savelli. Fuori luogo i ballerini a petto nudo, in puro stile finalissima di Amici di Maria De Filippi. Toccante l’assolo al piano con il ricordo della strage di Genova fatto da un gruppo di fan presenti tra il pubblico.

Video: E tu

Il concerto ritrova la retta via sulle note di “Strada facendo”, “Avrai” canzoni scritte con lo sguardo puntato ai volti di domani, brani che scavallano i tempi e i cambi generazionali. Claudio scava tra i sogni, alla ricerca di infiltrazioni sonore ed emotive in “Notte di note, note di Notte”, ogni odore è un ricordo in una mini Venezia luminescente sul palco. Poi l’attenzione si sposta tutta su un giovane acrobata che veleggia su vibranti corde tese. In effetti, non sono pochi i momenti in cui l’attenzione cala e si perde tra rappresentazioni spesso troppo affollate, chiassose, non in linea con il contenuto delle canzoni, in sintesi: off topic. Viene spontaneo domandarsi come possa percepire il pubblico della tv questo tipo di scelte artistiche così distanti da quelle a cui ci aveva abituati Claudio Baglioni. La sua visione sarà davvero in linea con quello che abbiamo visto? Sicuramente sì ma la sensazione che less sia sempre more resta.

Raffaella Sbrescia

Al Centro tour: il romanzo musicale di Claudio Baglioni raggiunge pagina 50 e parte dall’Arena di Verona.

 

Claudio Baglioni - Al Centro - Arena di Verona

Claudio Baglioni – Al Centro – Arena di Verona

Questa sera, Claudio Baglioni sarà il gran mattatore dell’Arena di Verona in occasione dell’atteso tour di festeggiamento del cinquantennale della sua carriera artistica. Il primo palco al centro fu vent’anni fa, stasera ci riproverà riempiendo ogni ordine di posto in Arena. L’appuntamento di oggi è il primo dei tre live previsti all’Arena di Verona: si replicherà infatti domani, sabato 15, e domenica 16 settembre. La regia teatrale e le coreografie portano la firma di Giuliano Peparini. L’evento è prodotto da F&P Group e Bag. Per chi non vorrà perdersi il grande evento,  domani, sabato 15 settembre, il concerto sarà trasmesso in diretta in prima serata alle ore 21.05 su RAI 1. Il programma è scritto da Massimo Martelli, Duccio Forzano e Guido Tognetti con la regia di Duccio Forzano.

Ecco le dichiarazioni della conferenza stampa che si è appena conclusa:

Claudio Baglioni: “Non si tratta di un concerto normale bensì di una festa. L’ambizione del video che introduce lo show nasce da un brano strumentale in cui ho inserito solo un accenno di coro seguendo l’idea che nel corso di 50 anni insieme al pubblico abbiamo costruito un coro unico. Le persone che mi hanno permesso di fare questo viaggio sono le stesse che nel corso degli anni mi hanno sempre fermato dicendomi di essere cresciuti con le mie canzoni. La mia frase di difesa è sempre stata: “Ti poteva andare anche peggio”. Il centro che fa da leit motiv è un centro ideale, il centro della vita. Spesso sono stato periferico anche in tantissime occasioni riferite ad altri contesti. Ora l’idea di centralità fa da cardine. Tra i meriti di questo show c’è riportare l’Arena di Verona allo status di anfiteatro. Tutti i posti saranno usati per intero.
Per quanto riguarda la scaletta, si tratta di un concerto cronologico, le canterò seguendo esattamente l’ordine in cui sono state scritte, pubblicate e proposte al pubblico. Si tratta di un romanzo musicale in cui proporrò 34 canzoni rispetto alle 400 totali. Una scelta di brani non pop che lo sono inevitabilmente diventati nel corso del tempo.
Quello di stasera è un total show, uno spettacolo cmplessivo con un dispendio di risorse notevole e una lavorazione laboriosa”.

Giuliano Peparini: ”La mia visione nasce dal fatto che ho sempre desiderato lavorare con Claudio, sono cresciuto per davvero con le sue canzoni, l’ho portato con me all’estero. Per queste ragioni mettere in scena le sue canzoni è stato particolarmente facile. I testi di Baglioni hanno il grande pregio di saper raccontare la vita, questo è quello che ho cercato di tradurre insieme a più di 150 artisti tra professionisti e allievi di scuole di danza locali. Non ci saranno quinte, potrete vederli entrare e uscire dalla scena, abbiamo cercato di costruire un racconto che non prevedesse posizioni privilegiate. In questo show saremo a nudo, sarà quindi unico”.

Claudio Baglioni  - press conference ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI

Duccio Forzano: “Dopo 20 anni esatti torno a fare la regia di un concerto per la Rai, grazie a Claudio che ha creduto in me e che mi ha dato la possibilità di poter crescere, il punto di vista verso il pubblico è spettacolare, ci sono tanti punti di vista nuovi rispetto a tanti anni fa, c’è stato un grande sforzo produttivo da parte della Rai, vorremmo che a casa passi un racconto fluido e chiaro, quando i quadri e i performers non saranno sul palco ci sarà un’altra linea di racconto che è il concerto. Mi auguro che anche il pubblico a casa goda di questa meraviglia”.

Claudio Fasulo: “Sarà una serata epica. Un anno fa Rai Uno ha abbracciato Claudio Baglioni traghettandolo all’interno di un percorso artistico ricco di eventi e di emozioni. Più in generale Rai 1 vive un buon momento con il prime time. Vi auguriamo semplicemente buon divertimento!”

Fernando Salzano F&P: “Ci siamo lungamente espressi sul valore di unicità, ci piace riempirci la bocca con la questa parola ma questo è davvero un evento unico da tutti i punti di vista. L’Arena sarà completamente numerata. Dal punto di vista produttivo, c’è stato un grande sforzo montando 16 cluster audio con 5 giorni di lavoro ininterrotto. Abbiamo riprodotto lo stesso palco a Roma per poter fare le prove. E, per rimanere in tema di numeri, la capienza totale è di 17.000 spettatori per cui vedremo un totale di 54.000 presenze in tre serate. Colgo l’occasione per invitare ufficialmente Claudio a tornare in Arena a fine tour visto che ho finito tutti i biglietti (ride ndr)”.

Claudio Baglioni  - press conference ©_ANGELO_TRANI

Claudio Baglioni – press conference ©_ANGELO_TRANI

Per tornare alle dichiarazioni di Claudio Baglioni: “Mio fiiglio Giovanni è presente ma non salirà sul palco, non ci saranno ospiti se non gli artisti di cui abbiamo già parlato. Con me sul palco ci saranno 21 musicisti, di cui molti polistrumenti e 5 coriste. Finire il tour tornando all’Arena sarebbe un sogno, sarà un percorso molto impegnativo che durerà fino a novembre per poi riprendere a marzo dopo il Festival di Sanremo. Ho riassunto 50 anni di carriera seguendo un filo rosso narrativo che non poteva escludere le pietre miliari. In questi anni non sono mancate le occasioni per dare spazio ad un repertorio più nascosto e per certi versi più prezioso.
Immancabili i riferimenti a Sanremo: ” Non mancheranno nuove idee. Sanremo si dividerà in due parti, ci sarà modo di sviluppare un percorso in due fasi per fare in modo che quello che sacrificavamo per i giovani possa poi confluire nel concorso finale. Proveremo a dare spazio al talento giovane perchè ce n’è e ci rivolgeremo anche a un pubblico più giovane. Ho scelto di farlo in termini di assunzione di responsabilità e per dimostrare che non è stata solo una botta di fortuna. Essere in tour mi darà modo di non pensare ossessivamente al Festival, in più in questo modo so che un lavoro ce l’avrò anche dopo. Se pensiamo ai giovani, non so dire se qualcuno di questi sarà in Arena tra 50 anni, il talento c’è, c’è da vedere se c’è l’ascolto per farli durare. Per concludere vi confesso che ho un album in lavorazione e che per ovvi motivi ho lasciato in sospeso. Ci sto lavorando con Celso Valli, siamo a buon punto e sicuramente ci rimetteremo mano appena possibile. Le date dei concerti erano già state stabilite, dall’Arena si parlava già prima del Festival dello scorso anno”.

Raffaella Sbrescia

 

Zucchero live all’Arena di Verona: quando il blues è Made in Italy

Zucchero live @ Arena di Verona

Zucchero live @ Arena di Verona

Partiamo dai numeri: 230.000 spettatori, 22 date in Arena di Verona , 127 date di un tour mondiale e 62 anni di età. Zucchero Sugar Fornaciari riempie fino all’ultimo ordine di posto la famosa Arena con un concerto pieno, vario e molto curato. Il Black Cat World Tour 2017 d’altronde è la prova definitiva che Zucchero ha inteso assurgere il mestiere del cantante alla sua stessa vita. L’impressione quindi, trovandosi al suo cospetto, è quella di trovarsi nel salotto di casa sua. Zucchero è allegro, rilassato, ha voglia di scherzare, tocca le note più alte senza colpo ferire e, in barba alle prime temperature autunnali, tiene più di mezzo concerto in maglietta a maniche corte.

Di tutto rispetto la band che si è scelto per questa avventura live. Zucchero ha chiamato a raccolta sia alcuni musicisti che collaborano con lui da tempo immemore, sia professionisti conosciuti durante i suoi ultimi viaggi. Tra tutti spicca in scena il famoso esperto di organo Hammond Brian Auger. Cuba, Los Angeles, Houston, Ohio, Inghilterra sono i paesi da cui arrivano influenze, suggestioni, suoni scelti per vestire su misura i brani che, anno dopo anno, si sono sedimentati nell’antologia discografica di Zucchero nonchè nel costume del pubblico italiano.

Zucchero suddivide in capitoli il suo concerto regalando ampio spazio all’ultimo album “Black Cat”, costruito insieme ai più grandi produttori in circolazione con un impianto strutturale profumato di blues e America nera alla Django Unchained. Si va da “Partigiano reggiano” a “13 buone ragioni” passando per “Ci si arrende”, “Hey Lord”, “Voci”. Per i fan di primo pelo non sono mancati i momenti amarcord senza rinunciare alla possibilità di alzarsi in piedi e scatenarsi a ritmo di blues-rock. In sequenza: “Vedo nero”, “Baila”, “L’urlo”, “Chocabeck”, “Wake me Up”, “Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall’Azione cattolica”, “Diamante”. Significativo l’omaggio a Pavarotti sulle note di “Miserere”, con tanto di standing ovation da parte del pubblico a fine proiezione video.

Zucchero live @ Arena di Verona

Zucchero live @ Arena di Verona

A metà strada tra sacro e profano, godereccio e spontaneo, Zucchero conquista il pubblico con la potenza della sua voce calda, ruvida e graffiata, con quel piglio un po’ sornione, un po’ beffardo. L’ultima parte del concerto è tutto un susseguirsi di grandi successi radiofonici: “Overdose (d’amore)”, “X colpa di chi?” e “Diavolo in me”, “Nel così blu”, “ Così Celeste”, “ Indaco”. Il concerto si chiude con “Never is a moment”, un messaggio chiaro e inderogabile quello di Zucchero che, allo scoccare del suo compleanno, si congeda dal suo pubblico pensando già alle imminenti date in Argentina e Brasile. Ecco a voi un esempio di iconico stile italiano.

 

Raffaella Sbrescia

Luciano Pavarotti: un tributo all’Arena di Verona a 10 anni dalla sua scomparsa

Pavarotti

Pavarotti

La Fondazione Luciano Pavarotti e Friends & Partners, insieme a Universal Music Group, sono orgogliosi di annunciare l’evento tributo dedicato all’unico e indimenticato tenore Luciano Pavarotti, nel decimo anniversario della sua scomparsa.

Anche se sembra impossibile sono già passati dieci anni da quel 6 settembre 2007, quando il mondo pianse uno dei suoi artisti più amati e leggendari.

L’evento si terrà nella meravigliosa cornice dell’Arena di Verona, l’anfiteatro romano internazionalmente conosciuto per le sue grandiose produzioni d’opera, nonché per i concerti di grandi artisti pop.

I primi cantanti ad accettare l’invito a rendere omaggio al Maestro Pavarotti sono le stelle della lirica Placido Domingo e Josè Carreras, i colleghi che più volte hanno condiviso la scena con l’amico italiano; insieme come “I Tre Tenori” hanno letteralmente cambiato l’idea e la percezione della lirica in tutto il mondo, portando la musica del melodramma dei più famosi compositori ai quattro angoli del pianeta.

L’affettuosa amicizia che li legava al tenore modenese (rafforzata dalla comune passione per il calcio) sarà testimoniata da Carreras e Domingo sul palco di Verona il 6 settembre.

Molte altre stelle, sia dell’opera che del pop, si uniranno a loro per celebrare il Maestro Pavarotti, il cui ricordo rimane vivo e forte nei cuori di milioni di persone.

La prevendita dell’evento inizierà giovedì 16 marzo sui siti www.fepgroup.it e www.ticketone.it e presso i punti vendita abituali TicketOne.

Maggiori informazioni su www.lucianopavarottifoundation.com

Una parte del ricavato del concerto sarà devoluto in beneficenza.

 

ELISA ’97-’17: 20 anni di carriera, tre show unici e un cambio discografico. Intervista

Elisa  Foto di Carolina Moretti

Elisa Foto di Carolina Moretti

Il 2017 sarà un anno di grande fermento artistico per Elisa Toffoli che festeggerà ben 20 anni di carriera. Questa mattina la cantante nata a Monfalcone ha tenuto una conferenza stampa in cui annunciato una serie di importanti novità. La prima notizia è che ci saranno tre concerti unici, rispettivamente previsti il 12, 13 e 15 settembre all’Arena di Verona. Si tratta di tre serate uniche in cui l’artista metterà in scena tutta la sua versatilità musicale in tre modi diversi. Il primo appuntamento è stato denominato “POP – ROCK”  (12 settembre) perchè Elisa metterà in evidenza il suo lato più energico. Nella seconda serata, “ACUSTICA” (13 settembre), Elisa farà rivivere le atmosfere live di “Lotus” e “Ivy” che contengono i celeberrimi brani “Hallelujah” e “A Prayer”, ma anche le versioni acustiche di brani importanti come “Luce (tramonti a nord est)” e “Sleeping in your hand”. Ad accompagnarla sul palco tanti musicisti impegnati in un mix di strumenti acustici, etnici e street. Per il terzo ed ultimo show (15 settembre), Elisa si farà accompagnare da un’orchestra internazionale di oltre 40 elementi, grazie alla quale proporrà una scaletta di grandi classici della canzone italiana e internazionale, come “Caruso”, “Fly me to the moon” e “Amor Mio” ma anche brani significativi del suo repertorio riarrangiati per orchestra come “Eppure Sentire (un senso di te)” e “Almeno tu nell’universo”. L’altra grande novità riguarda l’aspetto prettamente discografico: dopo un lungo e proficuo rapporto di collaborazione con Sugar e Caterina Caselli, Elisa ha firmato un nuovo contratto con Universal Music inaugurando così un nuovo importante capitolo della sua carriera.

Intervista

Cosa stai preparando per i grandi festeggiamenti del ventennale?

Questo è un periodo di grande fermento per me e il mio staff. Stiamo preparando tre spettacoli unici in un luogo che mi ha sempre affascinato quale è l’Arena di Verona.

Perché saranno speciali e in cosa si differenzieranno?

Il mio intento sarà quello di andare fino in fondo alla musica attraverso la scelta degli arrangiamenti. Parto dal pop-rock con momenti di puro scambio di energia con il pubblico per poi passare alle atmosfere più intime e raccolte della serata acustica che mi vedrà insieme a tanti amici sul palco. L’ultima serata sarà quella in cui realizzerò il sogno di ogni cantante vestendo la mia voce con il suono di un’orchestra di 40 elementi. Sarà l’occasione per rivivere le mie origini soul, per rispolverare la mia passione per Otis Redding ed il mondo motown.

Cosa puoi dirci in merito al discorso ospiti?

Verranno tanti amici tutte le sere. La loro presenza sarà correlata alla scelta delle canzoni e ai relativi arrangiamenti. Aspettatevi delle sorprese perché ho intenzione di fare un vero e proprio tuffo nella musica all’insegna della libertà. Sto organizzando tutto nei minimi dettagli per cercare di differenziare il più possibile questi appuntamenti e per mettere in opera un salto verticale tra mondi e generi. Non escludo neanche incursioni dal mondo della moda, del cinema e della letteratura.

Cosa stai preparando insieme a Fox?

Ci sarà un docufilm, che andrà in onda in prima visione assoluta sui canali Fox la prossima primavera, è stato sceneggiato da me stessa per farvi entrare nel mio mondo a 360 gradi.

Cosa ricordi dei tuoi esordi?

Era il luglio del 1997 e ricordo che con l’apertura di due concerti di Zucchero mi trovai di fornte a 20.000 spettatori. Fu qualcosa di completamente inaspettato e surreale per me che ero abituata ad esibirmi nei localini del Friuli e della Slovenia. Mancavano pochi mesi all’uscita del disco e da allora ne sono successe di cose. Ringrazio con tutto il cuore i miei fans che mi hanno supportato fino a oggi. Festeggio un traguardo davvero importante e ne sono molto orgogliosa.

Come sei cambiata in questi anni?

A dire il vero non mi osservo molto se non quando è proprio necessario farlo. Ho sempre creduto nelle mie idee e anche oggi che ho molti strumenti a mia disposizione e potenzialità nuove, mi alleno ogni giorno a dare fiducia ai miei sogni. In sostanza comunque sono sempre la stessa.

Elisa_Foto di Carolina Moretti

Elisa_Foto di Carolina Moretti

Come mai hai deciso di chiudere la collaborazione con Sugar e passare a Universal Music?

Sono grata a Caterina Caselli e a tutta la Sugar per aver dato vita al mio sogno. Non ci sono ragioni particolari alla base di questo cambiamento, ci ho pensato a lungo e coscienziosamente ma alla fine ho semplicemente scelto di seguire l’istinto. Tra tutti i potenziali partner ho individuato in Universal Music quello che il mio istinto stava cercando. Abbiamo appena iniziato questa nuova avventura, ci stiamo conoscendo in un clima di grande concentrazione e di ricerca. C’è grande fermento creativo, ora sto pensando alla costruzione di questi tre concerti e mi ci dedicherò per i prossimi 6 mesi.

Nel frattempo stai scrivendo qualcosa di nuovo?

Alcune cose sì ma mi sto principalmente dedicando agli show. Ho messo da parte molti appunti, devo ancora telefonare agli amici, nei concerti di settembre ci saranno anche artisti non ancora consolidati che magari hanno pubblicato un solo album ma che mi piacciono molto. C’è tanta linfa nuova e voglio dare spazio a giovani talentuosi.

A questo proposito che ne pensi di Tommaso Paradiso e dei The Giornalisti?

Mi è piaciuto molto il loro album per cui ho voluto conoscerli dal punto di vista artistico con uno scambio musicale. Che si tratti di una semplice jam session o qualcos’altro, il loro mondo musicale mi incuriosisce molto.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza ad Amici?

Questo programma mi ha fatto comprendere il concetto di immediatezza: in tv devi agire, performare, essere pronto. Per me è stato un bene prendervi parte, si è trattato di un fatto nuovo per me che per natura sono riflessiva. Ho compreso le dinamiche di gruppo e ho imparato molte cose che non avevo avuto modo di approfondire prima.

Quali sono invece i ricordi più vivi del tour che si è appena concluso?

Molti mi hanno criticato perché ho cantato di meno, la verità è che in alcuni momenti era più forte di me, dovevo raccogliere quello che il pubblico mi stava donando in quel momento. Mi sentivo veramente coinvolta con tutta me stessa, un’esperienza davvero straordinaria.

Raffaella Sbrescia

I biglietti per i concerti all’Arena di Verona (prodotti e organizzati da F&P Group) saranno disponibili in prevendita da domani, venerdì 3 febbraio, dalle ore 15.00 su www.ticketone.it (per info: www.fepgroup.it).

Vista l’unicità di ogni singolo show è stato previsto l’abbonamento per la gradinata non numerata al prezzo complessivo di €80,00 per tutti e tre gli spettacoli.

Undici concerti all’ Arena di Verona per Zucchero e intanto “Black Cat” continua a mietere successi.

Zucchero ph Meeno

Zucchero ph Meeno

«Quando mi sono messo a scrivere questo album ho pensato di voler essere più libero. Mi sono ricordato di quando ai tempi di “Oro incenso & Birra” non mi interessavano le classifiche delle radio e andavo a ruota libera buttando giù quello che il momento mi suggeriva in modo istintivo. Con “Black Cat” volevo tornare quanto più possibile a quello stato d’animo muovendomi in modo più anarchico. Così facendo ho buttato giù una quarantina di canzoni per poi sceglierne 12. Senza seguire mode o suoni, ho voluto coinvolgere tre produttori diversi. Fondamentale è stato riuscire a dare alla fine un sound omogeneo per far capire che i brani appartengono ad uno stesso album. Ci siamo divertiti molto anche perchè i musicisti, soprattutto quelli con cui ho lavorato a Nashville, lavorano come negli anni ’70, ascoltando il provino 3-4 volte e operando sul brano come ci si sente di fare sul momento. C’è voluto un anno per scrivere i brani, ho viaggiato tra Los Angeles, New Orleans, Memphis per rinnovare la mia musica che, tra gli altri, attinge dal blues e dalla musica afroamericana, senza ricorrere a sintetizzatori o ad altre strade più moderne». Così Zucchero presentava qualche tempo fa “Black Cat”, il suo ultimo album di inediti pubblicato per Universal Music. Un album nero, con radici nella musica afroamericana intriso di suoni ruvidi ed intense vibrazioni che è arrivato sul mercato internazionale sulla scia di oltre 60 milioni di dischi venduti.

“Black Cat” è prodotto da tre grandi nomi del panorama internazionale, T Bone Burnett (Elvis Costello, Elton John, Tony Bennett e altri), Brendan O’Brien (Bruce Springsteen, Pearl Jam, Bob Dylan e altri) e Don Was (The Rolling Stones, Iggy Pop, Bob Dylan e altri), e si compone di 13 brani dalle nervature rock-blues. L’album annovera anche la collaborazione artistica di Bono, che in seguito alla tragedia avvenuta al Bataclan di Parigi ha scritto con Zucchero il brano “Streets Of Surrender (S.O.S.)”, la partecipazione alle chitarre di Mark Knopfler, che suona sia nel brano “Streets Of Surrender (S.O.S.)” sia nel brano “Ci si arrende” e il contributo artistico di Elvis Costello che ha scritto la versione inglese del brano “Love Again”, dal titolo “Turn the world down” (canzone presente solo nelle versioni estere di “Black Cat”).

«La cosa buona è che tutti i tre produttori sono amici, si rispettano l’uno con l’altro, non c’è mai stata competizione, hanno capito perfettamente che il disco doveva suonare come un progetto unico pur nelle varie diversità di stile. Un altro elemento importante era che io dessi a loro dei brani mirati, ne avevo 40 a disposizione e ne ho dati 7 a ciascuno di loro», spiegava Zucchero che, nel definire, l’essenza della propria ricerca musicale raccontava: «”Chocabeck” l’ho fatto quasi 6 anni fa, nel frattempo c’è stata la “Sesión Cubana”, una deviazione che mi ha particolarmente divertito. Quello che davvero mi ha fatto pensare è stato il tour negli Usa: ho suonato per la prima volta negli stati del Sud ed è proprio a questi luoghi che mi sono ispirato per pensare ai suoni del disco: ho pensato alle piantagioni, alle prison song, ai suoni tribali. Ho usato tante chitarre artigianali, mi sono immaginato film come “Dodici anni schiavo”, “Django Unchained” poi, solo in un secondo momento, sono arrivati i testi delle canzoni». E, in effetti, i testi della tracklist lasciano intravvedere l’anima di Zucchero, un po’ “diavolo”, un po’ “santiera”, attento ai sentimenti ma anche amante della “sporcizia” sensuale, quella che è frutto del sacrosanto “slempito” sempre più latitante. Brani veloci e trascinanti ma anche intense ballads hanno fatto di questo album un grande successo che presto sarà presentato sui palchi di tutto il mondo.

Zucchero ph Meeno

Zucchero ph Meeno

A questo proposito “Black Cat” verrà presentato live da Zucchero in anteprima mondiale all’Arena di Verona, dal 16 settembre, nei suoi unici 11 concerti in Italia per tutto il 2016. L’artista porterà in scena uno spettacolo unico,  evento organizzato da F&P, regalando così al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza inedita e irripetibile attraverso i suoi nuovi e vecchi successi. Ci saranno tantissimi musicisti sul palco, le aspettative sono davvero alte anche in merito ai possibili ospiti a sorpresa. A questo riguardo vige ancora il massimo riserbo. Per ora è certo che durante gli undici appuntamenti live, la città di Verona si trasformerà nella “città di Zucchero” grazie anche a delle iniziative collaterali che mirano a consolidare il rapporto tra l’artista e la Città.

Verrà infatti allestita nei pressi dell’Arena di Verona una mostra interamente dedicata a Zucchero, una retrospettiva per celebrare, attraverso immagini e parole, una tra le carriere più importanti della musica italiana e non solo. Un’occasione per rivivere le numerose tappe e i momenti di successo degli oltre trent’anni di attività del bluesman italiano, dagli esordi fino ai riconoscimenti internazionali.

 Raffaella Sbrescia

 Video: 13 Buone Ragioni

Renato Zero presenta “Alt”: Non mi arrendo, questo non è un mondo dove si può stare ad aspettare la manna.

 Copertina Album Alt - Renato Zero - Tattica_m

Unico, rivoluzionario, libero, precursore, provocatore. A tre anni dal doppio progetto di “Amo”, incentrato su tematiche più intime e riflessive, Renato Zero torna, forte di rinnovata passione e spirito di denuncia, ai grandi temi sociali e alle battaglie civili con “ALT”, il nuovo disco pubblicato lo scorso 8 aprile. In questi 14 brani inediti trovano spazio i temi della fede, della violenza, dei giovani, del lavoro, del destino dell’arte, dell’amore in tutte le sue declinazioni, dell’ecologia, delle politiche d’accoglienza e dei nuclei affettivi. Tutti i brani del disco, prodotto da Renato Zero e Danilo Madonia, sono stati scritti dall’artista romano insieme ad autori e compositori come Vincenzo Incenzo, Danilo Madonia, Maurizio Fabrizio, Phil Palmer, Valentina Parisse, Luca Chiaravalli, Mario Fanizzi e Valentina Siga. La cover dell’album e le foto contenute nel booklet sono state realizzate dal fotografo Roberto Rocco. A breve Renato Zero tornerà anche in tour: l’1 e 2 giugno, infatti, l’artista si esibirà nella prestigiosa location dell’Arena di Verona, dove incanterà il pubblico con i suoi successi di sempre e presenterà per la prima volta dal vivo i nuovi brani contenuti nell’album “Alt”.

Intervista

Renato, perchè un nuovo album?

Perchè non mi arrendo. Dovrete sopportare il mio modo assurdo di combattere l’industria discografica. La scuola non può essere abbandonata proprio mentre stiamo per laurearci. Io voglio laurearmi con i voti che io e la musica ci meritiamo. Faccio un appello a voi giornalisti: salvatela e non chiamatela più musica leggera. Bisogna rendersi conto del fatto che il giorno in cui l’artista indossa le pantofole ha smesso di dire qualcosa al mondo. La sofferenza è un’amica eccezionale ed è madre della crescita, madre della saggezza, della sopportazione, della rivoluzione. Questo disco si rivolge a chi non vuole stare in panchina.

Tornerai all’Arena di Verona, dal cui palcoscenico manchi dal 1998. Saranno due tappe uniche per presentare questo progetto…

Sono felice di tornare a Verona perchè mi deve tre malleoli. Questa è la promozione più diretta e autentica per far conoscere un disco al pubblico. Devo recuperare la sfida con me stesso, se non metto in moto il motore ogni tanto, si blocca. La scelta di Verona non è casuale, insieme all’Emila, al Piemonte e alla Toscana sono le regioni che mi hanno maggiormente appoggiato agli inizi.

E la stampa?

Vi temo ma vi esorto a comprendere la mia attuale stagione artistica. I miei collaboratori storici  hanno assecondato la mia musica, li ringrazierò negli spettacoli e spero che vengano a trovarmi. Oggi tremo come a Festival di Sanremo, ho perso l’abitudine a incontrare tanta gente insieme e a stare sul palco.

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

A cosa si ispira “Il cielo è degli angeli”?

Ho scritto questo brano a fronte di un’epidemia di separazioni di coppie. Per come la interpreto io la separazione è una guerra a oltranza, lo trovo penalizzante soprattutto in presenza di figli, ho scritto agli angeli affinchè non venga buttata all’aria una promessa d’amore, lo richiedono i termini della nostra esistenza. Sono un frequentatore della strada, sentivo la necessità di accarezzarci e di rassicurarci.

Perché “Alt”?

Correre non è appagante, lo vedo con i miei affetti più vicni, quando impegno tutte le mie energie ne soffre qualcuno, in un momento come questo non si può non interessarsi agli altri.

“Chiedi” è un testo omnicomprensivo?

Vorrei puntare l’attenzione su un fenomeno eloquente, molti sindacalisti finiscono a Montecitorio, un fatto paradossale e incomprensibile. Io non ce l’ho coi sindacati, ce l’ho con l’ostruzione che rallenta il cammino. Molta televisione attuale non lascia apparire le persone per come sono realmente, è nata una nuova qualifica, quella del tuttologo che interviene su tutto. Questo malessere passa attraverso i pori della pelle di un artista. I miei genitori erano persone semplicissime, hanno avuto in casa il fenomeno, lo hanno accettato, condiviso e sopportato nel suo persistere. Io appartengo ai vostri disagi, ai vostri malesseri e dolori, all’ abbraccio sincero di un rapporto affettivo che trova sempre meno tempo per essere applicato.

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

“Gesù” è una preghiera laica? Lasci intravvedere la tua anima cristiana?

I musulmani hanno forse estremizzato questo esercizio con atto di grande sottomissione, noi mangiamo carne e facciamo tante cose poco ortodosse; l’assenza di Gesù si sente moltissimo, non parliamo di quella di Dio, sarebbe da farci un dibattito. Gesù siamo noi mentre Dio potrebbe essere un’identità lontana, Gesù deve tornare tra noi, a casa sua, ma questo dipende dalla nostra volontà, non è questo il mondo dove si può stare ad aspettare la manna.

Come si scrive un disco con così belle canzoni?

La canzone è un atto d’amore, un tentativo di coinvolgere gli altri in un sentire di un momento magico, sia esso leggero e più intellettuale e profondo, cerco di evitare di dire cose facendo dei cloni. Su Mtv si prendono loop, si fanno copia e incolla, le donne soprattutto si omologano. Quello che manca da noi è la scrittura magnifica, la scoperta di arrangiatori, ringrazio Danilo Madonia per aver arrangiato questo disco con una dedizione che raramente ho visto altrove. Il coinvolgimento dei musicisti è una cosa opportuna e intelligente, se li trattiamo come delle colf, il lavoro diventa offensivo. A parte certi meravigliosi visionari che hanno fatto la storia della letteratura e della poesia, noi cantiamo quello che viviamo e anche il tempo in cui viviamo. Questo disco si differenzia dagli altri perchè parla del presente, del qui e ora, e lo fa con una metrica insolita.

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

Renato Zero_ph. Roberto Rocco

In qualità di Maestro di musica, di vita, d’amore. Quale appello fai ai giovani italiani?

 La pratica e la passione vengono prima di tutto, se mancano queste cose decade una serie di schioppettii e di accensioni. Bisogna avere il coraggio di uscire dai network e da Internet, l’ ho ripetuto una miriade di volte. Il web è uno strumento da prendere con le molle, c’è tanta solitudine in rete che genera depravazione.

“In questo misero show” è un brano in cui punti il dito anche contro il pubblico…

L’ ultimo ad avere la parola è sempre il pubblico, il quale stabilisce il valore e la validità di  un lavoro. Se il pubblico non è educato all’ascolto è anche perchè c’è un disegno più alto che ci vuole più ignoranti.

Senti la nostalgia di quando c’era di più da dimostrare?

Sapere che esistevano Brian Eno, Pink Floyd, David Bowie ci spingeva a superare i nostri limiti.  Ora lo standard si è notevolmente abbassato, si vendono pochissime copie ma non si può dare la colpa agli artisti, oggi si parla di musica in modo velleitario.  Personalmente ho preso pugni e schiaffi, a subire si impara, poi però bisogna che la gente capisca che l’Italia così non funziona, c’è bisogno di regole,  di una famiglia che possa garantire una solidità, una complicità. Questo è un disco che non privilegia nessuno. Nessuno si può permettere il lusso di giudicare. La famiglia è comunque un bene, un modo di fare unione, di non stare soli, io ho adottato un figlio per non stare da solo, non vedo perchè tutto questo debba essere un problema. Ognuno deve applicare con coscienza quello che ritiene meglio. Sono un sollecitatore, non mi piace stare zitto, cerco di stimolare gli interventi della gente, soprattutto quelli che hanno la voce più esile e che non hanno raccomandazioni. Infine non mi sento di rinnegare nessuno, tutti fanno parte del mio percorso, ringrazio pure quelli dalla battuta facile perché mi hanno fatto scrivere cose bellissime.

Raffaella Sbrescia

Questa la tracklist del disco “ALT”:

“Chiedi”, “In questo misero show”, “La lista”, “In apparenza”, “Il cielo è degli angeli”, “Il tuo sorriso”, “Perché non mi porti con te”, “Gesù”, “La voce che ti do”, “Nemici miei”, “Vi assolverete mai”, “Alla tua festa”, “Rivoluzione”, “Gli anni miei raccontano”.

Video: “Chiedi”

Il grande ritorno di Zucchero: annunciati 10 live all’Arena di Verona ed un nuovo album di inediti nel 2016

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Zucchero “Sugar” Fornaciari ha riunito la stampa musicale italiana a Milano per presentare 10 concerti  consecutivi all’Arena di Verona. I live si terranno il 16, 17, 18, 20, 21, 23, 24, 25, 27 e 28 settembre 2016 e saranno gli unici appuntamenti live di Zucchero in Italia per tutto il 2016 (per l’evento è  già previsto uno speciale tv). Con 10 date consecutive all’Arena Zucchero migliora il suo stesso primato, dopo le sette date realizzate in occasione del tour di “Chocabeck”. I concerti saranno l’occasione per ascoltare per la prima volta dal vivo i brani del nuovo album di inediti che uscirà a maggio del 2016, a 6 anni di distanza dal precedente. «Il lavoro più difficile è quello di fare un cd a 60 anni senza seguire le mode né l’orientamento delle radio – ha spiegato Zucchero ai giornalisti – Fra pochi giorni volerò a New Orleans per registrare le canzoni del disco nuovo che avrà tre super produttori americani. Lavoro da un anno al cd e per adesso sono arrivato a 25 brani ma l’idea è di scendere a 17. Ho voglia di tornare alle radici di “Oro Incenso & Birra” e al blues che è rimasto l’unico genere, insieme al rap, dove gli artisti possono  ancora esprimere concetti controcorrente. Se il mio carissimo amico Guccini dice che c’è un sacco di musica inutile in giro, io sottoscrivo le sue parole e aggiungo che la discografia ci sta facendo mangiare dei panini alla merda ai quali ci siamo ormai abituati – ha raccontato l’artista – Difficile pensare a quali bravi cantanti ci siano in questo momento. Mi è piaciuta molto la recente rivisitazione di De Gregori, il lavoro che ha fatto su Bob Dylan. Ho apprezzato qualcosa del penultimo album di Avicii, soprattutto la contaminazione tra il country e il moderno. Paolo Nutini non mi è dispiaciuto, ci siamo anche incontrati a Lucca. Ora aspetto l’album nuovo di Adele, mi ha preso molto il suo nuovo singolo».

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«Quella dei 10 concerti all’Arena di Verona  è una sfida che mi stimola a non dare niente per scontato. Sappiamo che non sarà facile riempire 10 date in uno stesso posto ma questa cosa mi fa venire la voglia di correre e vedere cosa succede. Ogni sera – ha continuato Zucchero – sarò affiancato sul palco da un ospite speciale per rendere ogni concerto inedito e irripetibile. In scaletta ci saranno i brani che hanno caratterizzato la mia carriera. Ovviamente darò molto spazio al nuovo album. Mi piacerebbe proporre anche canzoni che non suono da tempo e che i fan apprezzano sui social network». I nomi dei possibili ospiti sono ancora top secret ma, conoscendo la storia dell’artista, è facile immaginare la presenza di grandi ospiti, che saranno presumibilmente annunciati tra giugno e luglio. Durante la “dieci giorni” veronese nei pressi dell’Arena sarà allestita una mostra interamente dedicata all’artista con memorabilia, costumi e abiti. Il 26 settembre, invece, il palco dell’Arena di Verona sarà a disposizione di uno o più artisti, scelti tra coloro che stanno caratterizzando maggiormente la scena musicale delle giovani proposte, un tributo che Zucchero ha voluto fortemente per dare spazio alla nuova generazione di artisti italiani e internazionali.  L’altro evento speciale sarà il TwitterArena durante il quale si esibiranno gli artisti emergenti che si sono maggiormente distinti sulla più nota piattaforma di comunicazione in real-time. Oltre a loro parteciperanno alla serata influencer e personaggi del mondo dello spettacolo, per una grande festa della musica e della rete. Infine i fan che acquisteranno il biglietto tramite il circuito TicketOne per una delle dieci date riceveranno automaticamente una ZuccheroCard che offrirà ai titolari sconti sui viaggi gli hotel, ristoranti e attrazioni turistiche.

Perfetto World tour: inizia la nuova attesa avventura live di Eros Ramazzotti

Eros World Tour

Eros World Tour ph Arianna Carotta

È partito dall’Arena di Verona il Perfetto World Tour di Eros Ramazzotti.

Il tour nella prima parte toccherà Lubiana, Cluj, Sofia, Kracov, Kosice, Vienna, Zurigo, Monaco, Mannheim, Bruxelles, Praga, Colonia, Amsterdam, Stoccarda e, in Italia, Milano, Firenze, Roma, Caserta, Bologna per chiudere il prossimo 7 novembre a Torino. L’appuntamento live di Eros è l’occasione per l’Italia di mostrare nel mondo il momento artistico del nostro paese e in particolare della nostra musica pop e, mai come in questo tour, Eros ha voluto confrontarsi con le sonorità internazionali rivisitando completamente i 27 brani dello show. In scaletta molti brani tratti da Perfetto, l’album uscito per Universal Music in tutto il mondo lo scorso 8 maggio già multiplatino e stabile nella top ten dei dischi più venduti dei 60 paesi che lo hanno pubblicato. Non mancano i più grandi successi selezionati con attenzione per non scontentare il pubblico dei vari paesi che lo attende numeroso in queste prime 28 date. La direzione musicale è di Luca Scarpa (fidato direttore musicale) e Claudio Guidetti, (che con Eros ha prodotto Perfetto) e traghetta Ramazzotti in un mondo nuovo che unisce perfettamente il repertorio classico con la nuova musica proponendo nuovi arrangiamenti e remix.

Grande spazio per Eros musicista nella parte di assolo chitarra di Stella Gemella, da solo al piano in Tra vent’anni e, nel finale, con la versione acustica per chitarra di Un angelo disteso al sole; nonostante la sua carriera planetaria e i suoi 60 milioni di dischi venduti, Eros continua comunque ad investire nella musica e ha voluto accanto a se una super band di 10 elementi.

Eros World Tour ph Arianna Carotta

Eros World Tour ph Arianna Carotta

Con lui sul palco musicisti provenienti da tutto il mondo: l’amico fraterno Luca Scarpa (piano & keyboards), Giovanni Boscariol (keyboards), Giorgio Secco (guitar),Thomas Pridgen (drums), Paolo Costa (bass), Joe Leader (sax), Christian Pescosta (percussions), Monica Hill e Roberta Montanari (backing vocals) e il leggendario Phil Palmer (guitar), collaboratore storico di Eros e, tra gli altri, di Bob Dylan, Frank Zappa, Robbie Williams.

La regia è di Luca Tommassini:

“Più Eros che mai. Più di 30 anni di carriera e 50 anni di vita, ma in questo show sarà più Eros che mai. Senza fronzoli, lo show punta ad evidenziare la vera essenza musicale dell’artista che più di ogni altro ha saputo conquistare il mondo con la sua musica. Ho vissuto più all’estero che in Italia e mi sono reso conto che ci sono cinque cose che tutti conoscono del nostro Paese: la parola Ciao, la pizza, la pasta, Pavarotti e …Ramazzotti!!! Ed è stato un grande piacere lavorare con lui, e vedere la sua voglia di mettersi sempre in gioco!”

Gli arrangiamenti musicali per la prima volta nascono in parallelo alla costruzione dei visual, che Eros ha seguito con Tommassini negli ultimi nove mesi entrando nella definizione di ogni singolo dettaglio. L’opening è affidata ad una speciale animazione 3D del volto di Eros, particolarmente spigoloso, che ricorda vagamente lo spirito dei disegni della Marvel e che evidenziano orgogliosamente la mappa dei segni che il tempo ha tracciato sul suo viso.

Lo spettacolo è apparentemente molto semplice ma è realizzato con le più avanzate tecnologie in linea con l’avanguardia delle più prestigiose produzioni internazionali. La maschera di Eros è una sorta di icona e lo spettacolo comincia proprio così, con le immagini vagamente ispirate al mondo delle sagome di Chaplin: sulle note de L’ombra del gigante “tanti iconici” Eros per la prima volta lo mostrano leggero, e svelano un lato ironico che pochi conosconoNel corso dello spettacolo lo vediamo ballare la salsa, girare alcuni particolari contributi sott’acqua, palleggiare con se stesso in bianco e nero sulle note di Sbandando, o anche protagonista di un video di morphing che rappresenta un viaggio nelle diverse culture del mondo.

Eros World Tour ph Arianna Carotta

Eros World Tour ph Arianna Carotta

Per Esodi, un brano di ventidue anni fa, scritto con Adelio Cogliati e Piero Cassano, contenuto nell’album Tutte storie (1993), uno dei momenti più importanti: sullo schermo un enorme televisore e il volto solare e sorridente di un bimbo che giocando si avvolge dolcemente in una grande bandiera dell’Europa e che, salutando Eros, propone un messaggio di positività; per L’Aurora il linguaggio dei segni di una danzatrice propone l’intero testo del brano, diventando la speciale cornice di questo emozionante quadro scenico.

Il tour è prodotto da Maurizio Salvadori, Trident Music ed è realizzato in collaborazione con RDS e BMW.

PERFETTO WORLD TOUR

EROS RAMAZZOTTI

SET LIST

1             L’OMBRA DEL GIGANTE

2             IL TEMPO NON SENTE RAGIONE

3             PERFETTO

4             ALLA FINE DEL MONDO

5             STELLA GEMELLA

6             SE BASTASSE UNA CANZONE

7             ROSA NATA IERI

8             SBANDANDO

9             PIÙ CHE PUOI

10           TERRA PROMESSA

11           VIVI E VAI

12           ESODI

13           TRA VENT’ANNI

14           UNA STORIA IMPORTANTE

15           ADESSO TU

16           L’AURORA

17           DOVE C’E’ MUSICA

18           IL VIAGGIO

19           UN’ALTRA TE

20           l BELONG TO YOU

21           SEI UN PENSIERO SPECIALE

22           UN’EMOZIONE PER SEMPRE

23           COSE DELLA VITA

24           MUSICA E’

BIS

25           UN ANGELO DISTESO AL SOLE

26           FUOCO NEL FUOCO

27           PIÙ BELLA COSA

PERFETTO

WORLD TOUR

EROS RAMAZZOTTI

TOUR CALENDAR

12 settembre 2015         Rimini – 105 Stadium (Anteprima)

16 settembre 2015                         Verona – Arena

18 settembre 2015                         Verona – Arena // SOLD OUT

19 settembre 2015                         Verona – Arena

22 settembre 2015                         Lubiana (Slovenia) – Velika Divorana Stozice

24 settembre 2015                         Cluj Napoca (Romania) – Sala Polivalenta

26 settembre 2015                         Sofia (Bulgaria) – Armeec Arena// SOLD OUT

29 settembre 2015                         Cracovia (Polonia) – Arena

30 settembre 2015                         Kosice (Slovacchia)- Stell Arena// SOLD OUT

2 ottobre 2015                  Vienna – Wiener Standthalle

5 ottobre 2015                  Zurigo (Svizzera) – Oerlikon

7 ottobre 2015                  Milano – Mediolanum Forum

9 ottobre 2015                  Milano – Mediolanum Forum  // SOLD OUT

10 ottobre 2015                               Milano – Mediolanum Forum

12 ottobre 2015                               Firenze – Mandela Forum

14 ottobre 2015                               Roma – Palalottomatica

16 ottobre 2015                               Roma – Palalottomatica// SOLD OUT

18 ottobre 2015                               Castel Morrone – Palamaggiò

20 ottobre 2015                               Bologna – Unipol Arena

22 ottobre 2015                               Monaco di Baviera (Germania) – Olympiahalle// SOLD OUT

24 ottobre 2015                               Mannheim (Germania) – SAP Arena

26 ottobre 2015                               Bruxelles (Belgio) – Palais 12

27 ottobre 2015                               Bruxelles (Belgio) – Palais 12

30 ottobre 2015                               Praga (Repubblica Ceca) – 02 Arena

1 novembre 2015                            Colonia (Germania) – Lanxess Arena

3 novembre 2015                            Amsterdam (Olanda) – Ziggo Dome// SOLD OUT

5 novembre 2015                            Stoccarda (Germania) – Schleyrhalle

7 novembre 2015                            Torino – Pala Alpitour// SOLD OUT

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