Intervista agli Zero Assoluto: “Di me e di te” è un album che ci ha messo in discussione

ZeroAssoluto_cover

Pubblicato lo scorso 18 marzo  “Di me e di te” (prodotto da Gaetano Puglisi e Massimo Levantini per Fonti Sonore e distribuito da Warner Music) è il  6° lavoro in studio degli Zero Assoluto. Matteo Maffucci e Thomas De Gasperi  per la prima volta aprono le porte della loro produzione collaborando con tanti autori di talento del panorama musicale italiano come Antonio Filippelli, Fortunato Zampaglione, Piero Romitelli, Zibba, Fabrizio Martorelli, Rory Di Benedetto, solo per citarne alcuni. “Di me e di te” racchiude dieci tracce all’insegna del pop, in cui convivono perfettamente le due anime degli Zero Assoluto, quella più elettronica e quella più intima e acustica. A fare da apripista a “Di me e di te” l’omonimo singolo presentato sul palco dell’Ariston che ha immediatamente conquistato le classifiche radio e di vendita, e totalizzato più di 1.500.000 views del videoclip ufficiale. Nel disco, anche la cover di “Goldrake” nella versione del cantautore napoletano Alessio Caraturo, che Matteo e Thomas hanno riarrangiato con il Maestro Adriano Pennino, “L’Amore comune” – tra i brani più ascoltati dell’estate 2015 e scelta come colonna sonora del campionato di Serie B ConTe.it della Lega Calcio Italiana, e altri 7 inediti.

Intervista

Ragazzi , come è andata la settimana sanremese?

Delirio puro, ma Sanremo è sempre un’esperienza affascinante. Lo stress e l’emozione vengono  compensati dalla possibilità di presentare una nuova canzone ad un pubblico grandissimo e questo è meraviglioso; lungi da noi il vivere la competizione del Festival; non è stato mai così e mai lo sarà. Abbiamo portato a Sanremo la canzone che ci rappresentava di più e che rappresentava al meglio anche il nostro nuovo disco. “Di me e di te” è una canzone forse poco festivaliera, non la classica ballad, ma a noi piaceva, ed è stata scelta. Siamo soddisfatti di come sia andata…

Hanno collaborato all’album tanti bravi autori; citiamo il primo, Zibba, che ha scritto il pezzo “Luce”; c’è una bellissima frase di questa canzone, che recita “La malinconia è un signore che porta il cane a passeggiare”…

E’ una frase che esprime pienamente la canzone. Nei cinque album precedenti io e Thomas siamo stati gli unici ad essere presenti sia da un punto di vista compositivo che nella scrittura dei testi; questa volta abbiamo sentito il bisogno di aggiungere elementi “estranei”, anche se familiari, nel senso di amici con cui lavorare, metterci in discussione, perché sennò il rischio era di ripeterci. Abbiamo voluto, diciamo così, rimescolare un pò le parole. Nel disco ci sono tanti autori, sia per le musiche che per i testi, come Fortunato Zampaglione, Antonio Filippelli, il già citato Zibba, Piero Romitelli, Rory Di Benedetto, Saverio Grandi, Luca Vicini e tanti altri. Una parte del disco, quella più intimista, più nel nostro stile, è stata fatta a Roma, quella più elettronica a Milano. Lo consideriamo il nostro disco più bello fino a questo momento…

Zero Assoluto ph Julian Hargraves

Zero Assoluto ph Julian Hargraves

Tra i tanti impegni, c’è stato anche quello cinematografico. Avete recitato in un cameo del film “Forever Young”

In “Forever Young”  facciamo una parte straordinaria della durata di circa 34 secondi, ci aspettiamo come minimo un David Di Donatello (Matteo ride…); noi nella parte di noi stessi, gli Zero Assoluto. Un’interpretazione breve ma intensa. E’ stata comunque una bella esperienza. Conosciamo da tempo il regista Fausto Brizzi e ci siamo divertiti. E’ una di quelle esperienze che poi metti nelle casella ricordi…

Tornando all’album, “Di me e di te” è un album di grandi condivisioni…

Sì, l’obiettivo questa volta era quello di fare un album più lucido degli altri, di mettersi in discussione seriamente e completamente e questo lo puoi fare solo se apri le porte alla collaborazione; la cosa bella è che abbiamo discusso tanto, litigato tanto, ma il tutto è stato direttamente proporzionale alla gioia di concludere i pezzi e anche di stringere rapporti di amicizia più profondi. Quando si ha a che fare con un autore, in questo caso amici, si mette in moto uno strano meccanismo per cui ognuno dà il suo, poi c’è il braccio di ferro. Ovvio che se non ti fidi dell’altro, finisci per schiacciarlo; quindi bisogna accoglierlo. Le canzoni di quest’album sono un giusto equilibrio tra quello che abbiamo dato noi e quello che hanno dato gli altri autori…

Progetti di Live a breve?

Sì, a fine primavera, inizio estate. Stiamo già facendo le prove per aggiungere al repertorio i pezzi del nuovo album. Non li faremo tutti ma stiamo scegliendo quelli da portare anche live. A breve, pubblicheremo le prime date sui nostri social, Facebook, Instagram, Twitter. Siamo carichi per la partenza dei live, perché quello è il momento più bello per un artista.

Questo è un album con tanti possibili singoli. Quale sarà il prossimo dopo “Di te e di me”?

Beh, siamo in crisi… in questi giorni stiamo girando negli appuntamenti con i firmacopie e la prima cosa che chiediamo agli ascoltatori e ai nostri fans è “Quale canzone ti piace di più dell’album”?… Al 99 per cento piace sempre la ballad, il lentone, ma si avvicina l’estate e probabilmente sceglieremo qualcosa di più veloce, o forse no. Stiamo pensando seriamente di fare un contest per la scelta del secondo singolo…

Giuliana Galasso

Acquista su iTunes

“Di me e di te” – Tracklist

1)      Di me e di te

2)      Eterni

3)      Una canzone e basta

4)      In noi

5)      Dove sei

6)      E’ così che va

7)      Luce

8)      L’amore comune

9)      Il ricordo che lascio

10)   Goldrake

Dopo l’uscita del disco gli Zero Assoluto presenteranno il nuovo album ai fan. Questi i primi appuntamenti instore:  19 marzo Torino (Feltrinelli Porta Nuova, ore 14) e Cuneo(Galleria Auchan, ore 18), 20 marzo l’Aquila (Centro Commerciale l’Aquilone, ore 17), 21 marzo Roma (Discoteca Laziale, ore 16), 22 marzo Napoli (Mondadori Bookstore Piazza Vanvitelli, ore 18), 23 marzo Catania (Mediaworld c/o CC Porte di Catania, ore 18), 24 marzo Palermo (Mondadori Megastore Via Ruggero Settimo, ore 15), 1 aprile Milano (Mondadori Megastore Piazza Duomo, ore 18),

 Video: Di me e di te

Alessandra Amoroso è come un fiore che sboccia in “Vivere a colori”. Intervista

Cover Vivere a Colori- Giovanni Gastel (1)

Chi è oggi Alessandra Amoroso? Una donna autentica, sicura di sé e delle proprie possibilità. Una donna felice, radiosa ed un’artista in continua evoluzione. Ad otto anni dalla vittoria di Amici e a due anni e mezzo di distanza dalla pubblicazione di “Amore Puro”, l’artista salentina torna con un nuovo album di inediti intitolato “Vivere a colori”, un lavoro maturo e ricco di importanti collaborazioni con nomi di grande spicco come Elisa Toffoli, Tiziano Ferro, Dario Faini, Roberto Casalino, Daniele Magro, Federico Zampaglione e i ritrovati Federica Camba e Daniele Coro.  «Vivere a colori racchiude un messaggio specifico: sono felice e voglio trasmettere la mia felicità. Questo album vuole trasmettere gioia, rispecchia il mio essere e le sfumature della mia personalità», ha spiegato Alessandra Amoroso ai giornalisti accorsi alla conferenza stampa di presentazione dell’album a Milano. «Sicuramente c’è un cambiamento nei testi, ho fatto un percorso di crescita. In passato le ballate mi hanno portato tanta fortuna ed ammetto che mi ci sono sempre ritrovata alla perfezione; ora abbiamo scelto un sound diverso, un ritmo con cui si potesse ballare e cantare. Ho tante cose  nascoste dentro di me, faccio fatica a raccontare la mia vita privata ma ora ho deciso di trasmettere tutta la mia positività».

In effetti  con “Vivere a colori” Alessandra ha fatto dei grossi passi avanti in termini di freschezza, dinamismo, frenando sui sentimenti struggenti  per lasciare spazio a ritmi uptempo. Dopo aver affrontato una delicata operazione alle corde vocali, la Amoroso ha anche ritrovato il suo timbro con cui confessa di aver sempre avuto un rapporto di amore-odio: «Avevo molta paura per quello che poteva succedere e per come stavano le persone a me care, fortunatamente l’intervento è andato benissimo e ora sono pronta a preservare il mio strumento con tutte le attenzioni necessarie -ha raccontato la cantante- ho anche fatto un video per rassicurare i miei fan e la mia famiglia, ho ricevuto delle critiche per questo ma volevo solo che le persone a me vicine non si preoccupassero».

Alessandra Amoroso ph Gastel

Alessandra Amoroso ph Giovanni Gastel

 Non solo un album di inediti per Alessandra che, ormai da un po’ di tempo, ha lanciato un disco in spagnolo prodotto da Josè Luis Pagan: «L’esperienza Sudamericana è stata molto positiva anche se i tempi non sono maturi per essere completamente entusiasti. Mi piace molto la lingua, l’ho imparata in poco tempo anche se preferisco parlarla piuttosto che studiarla. La cosa che mi ha colpito di più è che i sudamericano hanno voglia di conoscere me e io di conoscere loro, mi apprezzano per quello che sono, sono un popolo carnale come me, sarà per questo che li sento molto vicini», ha aggiunto.

Umile ma determinata, Alessandra ha in programma diversi appuntamenti importanti anche se ha escluso un’eventuale coinvolgimento nelle vesti di coach ad Amici: «Sono ancora molto legata alla tuta di Amici e, più in generale, non mi sento pronta per insegnare perché mi sento ancora una studentessa che ha molto da imparare». Niente Sanremo anche quest’anno: «E’ sempre uscito qualche mio lavoro in concomitanza col Festival di Sanremo, anche questa volta  è stato così ma ho preferito dedicarmi alla mia Big Family.  Quest’anno guarderò il Festival da casa però ho promesso a mia mamma di portarla!». In attesa delle due anteprime il 7 maggio al Palalottomatica di Roma e il 30 al Mediolanum Forum di Milano, godiamoci “Vivere a colori” in cui spicca “Stupendo fino a qui“, una canzone regalata ai fan su Facebook e scritta dal duo più congeniale e sulle corde di Alessandra, Federica Camba e Daniele Coro (presenti in 4 canzoni). Tra le 14 canzoni presenti in tracklist particolare attenzione la meritano anche “Comunque Andare” scritta da Elisa (Toffoli) con Alessandra, riuscito inno alla gioia, in chiave moderna,  e “La vita in un anno” scritta da Tiziano Ferro con Michael Menisci, particolarmente intensa e significativa. Freschi e accattvanti anche i brani di Daniele Magro  “Avrò cura di tutto” e “Fidati ancora di me”. Due pezzi che sposano bene lo spirito multi-sfaccettato dell’album, in equilibrio di leggerezza e profondità. Sinuosa la trama di “Nel tuo disordine”, la canzone scritta da Federico Zampaglione.  Spassose e ballabilissime “Vivere a colori” e “Il mio stato di felicità”, due gemme che completano un lavoro denso di emozioni e di energia.

Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Video: Stupendo fino a qui

La tracklist di “Vivere a colori”:

“Stupendo fino a qui”

“Vivere a colori”
“La vita in un anno”
“Avrò cura di te”
“Mi porti via da me”
“Sul ciglio senza far rumore”
“L’unica cosa da fare”
“Comunque andare”
“Appartenente”
“Se il mondo ha il nostro volto”
“Nel tuo disordine”
“Fidati ancora di me”
“Non sarai mai”
“Il mio stato di felicità”

 

I Coldplay annunciano l’uscita mondiale di “A Head Full Of Dreams”. La band sarà superospite della finale di X Factor il 10 dicembre

attachment (1)

I Coldplay hanno annunciato oggi che l’uscita mondiale del loro settimo album, A Head Full Of Dreams, sarà il prossimo 4 dicembre, su etichetta Parlophone Records. Il disco sarà preceduto dal singolo Adventure Of A Lifetime, un brano dal groove fresco e ricco di sfumature funk, immediatamente disponibile per il download e lo streaming. L’album, registrato tra Malibu, Los Angeles e Londra, è stato prodotto dal duo norvegese  Stargate insieme al collaboratore di lunga data della band  Rik Simpson e comprende numerose collaborazioni: Beyoncé, Noel GallagherTove Lo, Merry Clayton sono, infatti, tra i nomi che compaiono nelle 11 canzoni dell’album (12, se si conta anche la ghost track X Marks The Spot).

L’ampio respiro di A Head Full Of Dreams rende l’album il logico successore del più intimo e tormentato Ghost Stories del 2014, il sesto consecutivo album dei Coldplay a dominare le vette delle classifiche in tutto il mondo, nonché vincitore di svariati award e che ha venduto milioni di copie. In Italia è stato certificato doppio platino ed è tra ai 3 album internazionali più venduti del 2014. Proprio per completare le registrazioni di  A Head Full Of Dreams, la band ha deciso di non andare in tour con Ghost Stories l’anno scorso.

Coldplay

Coldplay

Pieno di vita e di energia, A Head Full Of Dreams è un’esplosione multicolore carico di gioia e di passione, come il primo festoso singolo Adventure Of A Lifetime o Hymn For The Weekend, che parte come un razzo. I Coldplay non si sono mai divertiti tanto a registrare un album, nè sono mai stati più contenti del risultato finale. E questa volta stanno progettando di portarlo in tour in tutto il mondo.

La band, che manca dall’Italia da oltre 3 anni, sarà superospite della finale di X Factor, in onda dal Mediolanum Forum di Assago giovedì 10 dicembre su Sky Uno HD

TRACKLIST


1. A Head Full Of Dreams

2. Birds

3. Hymn For The Weekend

4. Everglow

5. Adventure Of A Lifetime

6. Fun

7. Kaleidoscope

8. Army Of One

9. Amazing Day

10. Colour Spectrum

11. Up&Up

 Audio ufficiale di Adventure of a Lifetime

 

Hitstory, Gianna Nannini racconta la sua meravigliosa carriera come fosse una favola.

HITSTORY_cover mailok

Esce oggi 30 ottobre “Hitstory”, la grande collezione di successi di Gianna Nannini. Nell’album brani della storia, sei brani inediti e Un’estate italiana remake che annunciano il nuovo corso artistico della cantautrice di Siena: gli arrangiamenti sono molto più scarni e la straordinaria voce di Gianna è sempre più centrale per introdurci al nuovo universo creativo dell’artista, per presentarci il sound dello stil novo. Edita per Sony Music, Hitstory sono 32 brani nella versione standard e 45 brani nella versione Deluxe, che contiene anche il Giocagianna con il tabellone che riprende il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, da lui gentilmente concesso per dare forma al percorso visivo che ripercorre attraverso le immagini la straordinaria carriera della rocker italiana più celebrata all’estero.

“I tre album di Hitstory versione Deluxe compongono un trittico della mia storia di successi, a cui ho voluto aggiungere sei brani inediti e Un’estate italiana remake – rivela Gianna – È la storia della mia musica che si affianca alla storia di alcune delle più belle canzoni italiane che ho proposto da poco con Hitalia. Per creare un continuum con l’album precedente, dedicato alla storia della grande canzone italiana, per Hitstory ho voluto le canzoni che hanno avuto più successo ma anche quelle che ho scritto e che mi piacciono particolarmente.” Hitstory, segue il grande successo di Hitalia (triplo disco di platino) ed è la favola di una grande artista. La storia di una ragazza rock e piena di talento che negli anni con la sua voce unica, con la sua musica frutto di una costante ricerca di nuove sonorità, e con i suoi testi, ha conquistato il pubblico di tutta Europa. “Ho deciso di raccontare la mia storia “da viva”. Spesso queste operazioni si fanno “da morta”. E perché? La mia è una bella storia e la voglio poter raccontare io, da viva.”

Gianna Nannini

L’album si apre con “Vita Nuova”, scritta da Gianna con Pasquale Panella il brano è un appello, un manifesto di come si vive l’amore oggi, la fotografia della tendenza a “stil-novizzare” i nostri sentimenti. “È un canzone che riflette molto il momento che vivo, e anche la mia Vita Nuova di rockstar e di mamma. È un esempio di romanza Pucciniana nel mio stile. L’ho scritto con la collaborazione di Pasquale Panella, un poeta dei nostri tempi. Pasquale è uno che non ha paura della melodia e innesca sempre nella linea melodica del brano, dei versi che esaltano la musica e la voce.” Il clima musicale cambia completamente con “Tears”, il secondo nuovo inedito di Hitstory in perfetto stile Nannini sui rapporti che si interrompono, che lasciano lacrime “sole”. Tears scritta da Gianna, che in questa occasione torna a collaborare con Isabella Santacroce, già dal primo ascolto risulta quasi una colonna sonora di un film dove si riflette e si soffre sulla perdita di un rapporto tra due persone. “Tears è quel non confrontarsi, quel tenere chiuso tutto dentro; è il bloccare le nostre emozioni, che porta all’incomprensione, ad abbandonare le cose belle, a cercare la solitudine.”

“Amica mia” dopo il successo di Nostrastoria (Inno, 2013) segna una nuova occasione di collaborazione con Tiziano Ferro, ed è una canzone dedicata al grande tema dell’amicizia, alla solidità di un rapporto che ti consente di infondere fiducia a un’amica o a un amico, qualunque sia la sua condizione. Amica mia parla anche della bellezza della diversità tra le persone. Del fascino di imparare ad amare le proprie differenze. “Originariamente si chiamava “Sei” nel senso dell’accettazione di se stessi, di capire chi siamo, di accettare le nostre differenze, e di non sentirsi soli per questo. È un concetto che ho voluto condividere con Tiziano Ferro che col suo speciale linguaggio ha dato un valore aggiunto alla canzone”.

Gianna Nannini

Gianna Nannini

“Mama”, il quarto inedito del progetto, è in tutti i sensi un’opera d’arte. Nella sua forma originaria era la “scultura vocale” che dialogava con l’opera di Michelagelo Pistoletto nell’installazione Terzo Paradiso – Mama, proposta in occasione di varie esposizioni nazionali ed internazionali. Ora per HITSTORY, Mama si sviluppa e diventa una vera e propria canzone. “Mama è il mio sguardo verso l’infinito della nostra musica, è una canzone che deve incoraggiare la nostra esistenza nel meraviglioso mediterraneo dove abbiamo la fortuna di vivere e di essere nati. In questo momento di forte immigrazione il bacino del mediterraneo è strategico nella nostra crescita culturale. È un fatto importante che spesso tendiamo a sottovalutare. La potenza degli archi esalta questa musica che ho scritto nel 2010 mentre Penelope viveva dentro di me, anzi penso che in qualche modo l’abbia scritta lei, come se fosse una ninna nanna cantata dal punto di vista di un bambino.”

“Ciao amore ciao” è il celebre brano che Luigi Tenco portò a Sanremo nel 1967 insieme a Dalida che lo ripropose poi a Canzonissima nel 1971. Il brano, indissolubilmente legato ai tragici fatti che accompagnarono la scomparsa di Tenco, ha sempre portato con sè zone di oscurità. “David Zard, proprio nella seconda metà degli anni sessanta ha collaborato con Tenco. Qualche mese fa in taxi a Londra, mi ha rivelato che esisteva un’altra versione di Ciao amore ciao e che era stato proprio Luigi a raccontargliela. Nella sua versione originale era un brano antimilitare e il testo fu censurato. L’ho registrata col telefonino poi sono arrivata a casa, e coi rumori del taxi e delle auto in sottofondo ho provato subito a ricantarla e a registrarla e l’ho sentita subito mia. È sicuramente uno dei pezzi del disco che preferisco, e a cui ho voluto “restituire” i versi della prima versione della canzone sui mali della guerra.”

E per finire, “Amandoti”, il brano di Giovanni Lindo Ferretti, completamente riscritto nella partitura e con una nuova produzione a testimoniarne l’attualità storica e musicale. È uno dei successi più acclamati nei concerti live, e una delle cover più riuscite ed amate nella produzione di Gianna. “Ho voluto metterla perché ha sempre avuto un successo straordinario dal vivo. Ha un nuovo arrangiamento più rock creato da Davide Tagliapietra e penso davvero che sia travolgente.”

Gianna Nannini

Gianna Nannini

In Hitstory compare anche un remake d’eccezione, Un’estate italiana un brano con il quale per anni, sembrava che Gianna, avesse litigato. Il brano scritto da Giorgio Moroder per Italia ’90 è diventato presto un inno, un successo mondiale. Questa contenuta in Hitstory è una nuova versione inedita interamente interpretata da Gianna e contiene una rarissima versione live dei cori registrati a Firenze e Lecce. “Non accettavo che questa canzone fosse così popolare solo per via del calcio, l’ho sempre sottovalutata. Ma quando vedo la gente che si abbraccia mentre la ascolta, mi fermo a riflettere. Le canzoni quando hanno quel tipo di successo, diventano di tutti. Ho deciso quindi di evitare tutte le mie seghe mentali, e di farne una versione mia, live, rock. E di restituirla al pubblico che l’ha amata più di me. Di proporla nella mia storia, perché indiscutibilmente fa parte della mia storia.” Ma le sorprese continuano: la scelta dei brani alterna grandi successi con canzoni che Gianna ha voluto inserire perché realmente parte di quella storia che vuole raccontare di sé. Una fiaba che riguarda la sua vita vera. Quella di oggi. Rappresentata anche nell’artwork dell’album. Infatti, il simbolo del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, rielaborato graficamente dall’artista Alberto Bettinetti [zanzara] che da anni segue tutto l’ambito visivo di Gianna Nannini, ha dato vita al fantastico GIOCAGIANNA, una esclusiva versione del Gioco dell’Oca, con il quale si potrà ripercorrere la carriera di Gianna grazie alle immagini e ai pensieri di Gianna stessa. Il GIOCAGIANNA è anche un omaggio alle sue radici. (www.giocagianna.eu) “Un modo di ripercorrere la mia carriera con un gioco. Non sono un’oca ma sono “dell’Oca”, mi sono sempre presa i miei rischi e in fondo… me la sono sempre giocata! E lo faccio anche questa volta. Me la gioco… ai dadi.” L’immagine della cover dell’album rappresenta anch’essa un istante di vita reale: “La iCoverPhoto seduta sulla statua di Peter Pan è l’immagine che più di ogni altra riflette questo periodo speciale, questa nuova vita piena di gioia e piena di grandi soddisfazioni personali: una foto vera per raccontare una storia vera, forse una delle prime iCoverPhoto ma in questo caso realizzata da un fotografo d’eccezione.” Al parco di Kensington di Londra in una pausa dalla registrazione del disco, un pomeriggio Gianna decide di raccontare a Penelope e al piccolo Giacomo, suo compagno di giochi, la storia della celebre statua di Peter Pan, a dir poco leggendaria per i bambini del Regno unito.

Annunciate anche le prime date speciali di HITSTORY TOUR 2016, prodotto e organizzato da F&P Group e Saludo Italia, che vedrà Gianna Nannini esibirsi nei teatri musicali più prestigiosi d’Italia: Auditorium del Lingotto di TORINO (20 e 21 marzo 2016), Teatro Degli Arcimboldi di MILANO (4 e 5 aprile 2016), Auditorium Parco della Musica di ROMA (13 e 14 aprile 2016) e Teatro Verdi di FIRENZE (29 e 30 aprile 2016). I biglietti sono disponibili da oggi, 30 ottobre, dalle ore 18.00 su www.ticketone.it e da lunedì 2 novembre dalle ore 18.00 nei punti di vendita tradizionali. RTL 102,5 è Radio media partner ufficiale del tour di Gianna Nannini.

Fonte: Ufficio stampa

“Electronica Part 1: The time machine”, il gran ritorno di Jean-Michel Jarre. Intervista

Jean Michel Jarre

“Electronica Part 1: The time machine” (Sony Music), in uscita il 16 ottobre 2015, è il primo dei due capitoli del nuovo lavoro di Jean-Michel Jarre, pioniere ed indiscusso protagonista della scena musicale elettronica degli ultimi decenni. Inizialmente intitolato “E-Project”, questo articolatissimo lungometraggio sonoro vede al suo interno ben 15 collaborazioni di grande prestigio. Un palmares di assi che Jarre sfoggia testimoniando trasversalità, lungimiranza e voglia di innovazione.  Un modo di creare e percepire i suoni in grado di innescare un processo interpretativo ed emozionale sempre diverso e sempre unico: «Il mio lavoro non ha una finalità didattica, ha spiegato Jean-Michel Jarre alla stampa, durante l’incontro a lui dedicato nell’ambito degli Mtv Digital Days alla Villa Reale di Monza, traccio semplicemente una linea guida della musica elettronica sottolineando il fatto che questo modo di fare musica è nato nell’Europa centrale e per questo si tratta di un’eredità tutta europea». Particolare la scelta di suddividere questa nuova attesa opera in due parti, di cui il secondo capitolo vedrà la luce soltanto nella primavera del 2016: «Ho deciso di dividere in due parti il progetto perché tutti gli artisti coinvolti hanno risposto positivamente al mio invito per cui ho raccolto molte tracce e alcune di queste sono ancora in lavorazione. Nel secondo disco ci sono collaborazioni importanti tanto quanto quelle del primo album in uscita. Per queste ragioni avverto  la grande responsabilità di rappresentare anche il lavoro di tutti gli artisti che mi hanno dato totale fiducia», racconta Jarre.

«Questo disco prende le distanze dal concetto di featuring album, in cui di solito si invia un file con una traccia a un artista che magari non si avrà nemmeno modo di incontrare. Stavolta ho voluto viaggiare personalmente per conoscere di persona i miei colleghi e condividere il momento magico del comporre insieme, esattamente come si faceva una volta. Per ciascuno di essi ho realizzato una demo con l’idea che volevo sviluppare e poi ogni collaboratore ha potuto aggiungere il proprio contributo personale senza togliere omogeneità all’intero progetto. La cosa che mi ha colpito di più è che nessuno di loro ha stravolto la mia demo, né ha chiesto chi fossero gli altri collaboratori nel disco». Nello specifico delle collaborazioni colpisce, ad esempio, la presenza di Pete Townshend e Laurie Anderson: «Io e Pete abbiamo un modo simile di vedere le cose, spiega Jarre, entrambi cerchiamo innescare dei meccanismi crossover all’interno delle nostre rispettive scene musicali. Con Laurie, invece, avevo già lavorato in passato, lei è stata una dei primi ad occuparsi  delle modalità di alterazione della voce. Little Boots, continua, l’ho trovata su YouTube e ho visto che suonava l’arpa laser. Ho scoperto che produceva musica elettropop e per questo si sposava perfettamente con il mio progetto. Ho rivisto in lei una mia versione giovane al femminile».

Jean Michel Jarre

Jean Michel Jarre

Non è mancato un riferimento anche all’ipotesi di un ritorno sulle scene live: «La mia idea è quella di tornare a fare dei live a partire dal prossimo anno. Ho in mente un tour personale ma vorrei anche partecipare a qualche festival. Appena terminato l’album, cercherò di capire come poter evolvere il concetto di partecipazione a un festival in maniera innovativa, mantendo il focus sul contenuto e non solo sull’apparato tecnologico», ha specificato il composer che, in qualità di presidente della Cisac (Confederazione internazionale delle società degli autori e dei compositori), si è, infine, espresso anche in merito all’attuale situazione della musica e della discografia nell’era dello streamingLe piattaforme streaming non sono un male assoluto. Il problema è che attualmente questi servizi fatturano milioni dei quali solo una minima fetta va a chi produce quei contenuti fruiti dagli utenti. Manca chiarezza sulla spartizione dei profitti, neanche i dirigenti sanno come funziona questo meccanismo oscuro. Per questomotivo  si rende necessaria una regolamentazione chiara».

 Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Tracklist

1. The Time Machine (JMJ & Boys Noize)
2. Glory (JMJ & M83)
3. Close your eyes (JMJ & AIR)
4. Automatic (part 1) (JMJ & Vince Clarke)
5. Automatic (part 2) (JMJ & Vince Clarke)
6. If…! (JMJ & Little Boots)
7. Immortals (JMJ & Fuck Buttons)
8. Suns have gone (JMJ & Moby)
9. Conquistador (JMJ & Gesaffelstein)
10. Travelator (part 2) (JMJ & Pete Townshend)
11. Zero Gravity (JMJ & Tangerine Dream)
12. Rely on me (JMJ & Laurie Anderson)
13. Stardust (JMJ & Armin van Buuren)
14. Watching you (JMJ & 3D (Massive Attack))
15. A question of blood (JMJ & John Carpenter)
16. The train & the river (JMJ & Lang Lang)

Intervista a Vacca: “L’ultimo tango chiude un’era. Sono pronto a rimettermi in gioco”

download

A due anni e mezzo di distanza da “Pazienza”, Vacca ritorna in pista con “L’Ultimo Tango”, dal 18 settembre nei negozi per Produzioni Oblio/Sony Music. L’album è stato registrato a Kingston, in Giamaica, dove l’artista si è trasferito in pianta stabile. In questo lavoro,  il quinto ufficiale, Vacca fonde tutte le sue passioni musicali utilizzando un linguaggio particolarmente ruvido e senza filtri, decisamente in linea con lo scenario socio-politico contemporaneo. In “Trust No One”,  l’ultima traccia del disco, l’artista si cimenta, inoltre, per la prima volta, col “Patois” (la lingua creola giamaicana) e si propone al pubblico in una nuova chiave alludendo all’inizio di un nuovo percorso professionale che si prospetta all’orizzonte. Ecco tutto quello che l’artista ci ha raccontato qualche giorno negli uffici di Ma9Promotion a Milano.

In che senso questo album rappresenta l’inizio di una nuova era?

Non penso che all’interno della durata del ciclo della vita una persona possa riuscire a raggiungere la perfezione in termini musicali o artistici. Può esistere la perfezione in un certo periodo ma, arrivati ad un certo punto, bisogna accettare il fatto che la ricerca debba essere continua. La mia perfezione deve ancora arrivare.

Come valuti l’attuale situazione della scena rap italiana?

Apro una piccola parentesi: in Italia ci sono stati tanti rapper, nomi anche molto importanti che hanno fatto la storia di questo genere. Quello che è cambiato oggi è che tutte le regole e le strutture che si erano venute a creare, oggi non ci sono più. Adesso tutto è cambiato, sono arrivati artisti che se ne fregano di determinate regole, hanno fatto sì che il pubblico si abituasse ad un suono più vero, meno finto. Adesso  il web è in grado a dare la giusta visibilità a determinati artisti; io sono uno di quelli nati e cresciuti con il web. Ho regalato davvero tanta musica attraverso la rete e questo mi  è servito tanto a diventare quello che sono oggi. Il rapper è un tipo di artista che ha sicuramente più dignità di altri. Certo, a tutti e capitato di scrivere la hit per la radio ma, ad oggi, nessuno ti può dare la certezza che un singolo popolare possa facilitarti l’ingresso in determinati canali. Alla luce di quanto detto, la mia filosofia è: io faccio questo tipo di musica, se non ti piace, bene, se ti piace mi ascolti, non ho bisogno di scendere a compromessi.

Vacca ph Paifo

Vacca ph Paifo

Come hai lavorato alla costruzione dei suoni di questo album insieme a Big Fish e Mastermind?

Con Fish lavoro ormai da un po’ di tempo, l’ultimo lavoro che abbiamo fatto insieme era “Sporco” nel 2010. Con Mastermind mi aveva prodotto “Faccio tutto quello che voglio” nel 2008. Per quanto riguarda le basi, tutto nasce da una richiesta mia in termini di  genere. Solitamente fornisco una direzione in cui andare, poi è tutta farina del produttore. A quel punto posso scegliere il tipo di struttura, dire se voglio partire con la strofa invece che con il ritornello, posso apportare determinate modifiche sulla traccia dopo che ho registrato. Una volta mandata la voce in Italia, dato che io registro in Giamaica, i produttori hanno tutto il tempo per fare le modifiche, trovare i suoni più adatti alla mia voce.

Per quanto riguarda le tematiche che affronti in questo lavoro, quanto ha influito il fatto che tu l’abbia scritto in Giamaica?

Scrivo i miei dischi in Giamaica dal 2009. Il posto in cui vivo, le problematiche dell’isola, la gente, la lingua, il vivere in maniera diversa mi aiuta, mi dà ispirazione, mi fa vedere cose che non avrei modo di vedere altrove. Per quanto riguarda gli argomenti,  in ogni lavoro cerco di essere diverso. Questo è l’ album più rap di tutta la mia storia. Di solito mischiavo il rap con il raggae, la dancehall, inserivo canzoni d’amore, robe che magari gli altri rapper non facevano. Qui ho trovato altri topic, diversi argomenti. C’è un pezzo che ho dedicato a tutti quanti i miei amici, uno che parla dei sogni in un modo diverso da quanto fatto in passato, un brano leggero, come “Il Ragazzo coi dread”, che parla di quello che sono io fisicamente. C’è un brano dedicato a mia figlia, una canzone dedicata all’amore in modo ironico e un pezzo semplice m molto tecnico come “Abc”.

Per “L’Ultimo Tango” ti sei avvalso di collaborazioni importanti…

Sì. Ho scelto un artista nuovo,  il cui nome è Paskaman, perché non mi piace dar spazio solo ed esclusivamente ai nomi che tutti quanti conoscono. In ogni mio disco c’è sempre qualche nuova realtà. C’è Jake La Furia, membro storico dei Club Dogo, con cui non collaboravo dal 2004. Undici anni dopo abbiamo deciso di omaggiare i nostri fan con questa collaborazione, poi c’è un pezzo con Jamil, il mio figlioccio artistico, e uno con Egreen , anche lui presente nella mia crew Vooodo Cod.  Con Danti dei Two Fingerz abbiamo raccontato la situazione italiana in un modo più attuale. Poi c’è un altro ragazzo che si chiama Cali, un emergente veramente talentuoso.  C’è Enrico dei Los Fastidios, il cui genere è lo ska. Il brano realizzato con lui parla dello stadio  perché Enrico è uno dei responsabili della curva della squadra di calcio Virtus Verona, una squadra che milita in serie D  la cui curva è molto impegnata contro il razzismo, contro l’omofobia. Si lotta contro duemila cose a favore dei diritti della gente. Quando sono in Italia spesso vado a seguire le partite della squadra. In curva ci sono punk, rappers, insomma un po’ di tutto; più che una curva, si tratta di un piccolo centro sociale da dove partono tante iniziative.

Come  è stato cantare utilizzando il Patois, la lingua creola giamaicana?

Questo  è il primo  brano che ho registrato in Patois.  Per questo motivo ci sono particolarmente affezionato e ho voluto che fosse in questo disco. Non è tecnicamente perfetto, si sente tanto l’accento italiano ma mi fa piacere che, pur avendo cambiato lingua, sono riuscito a mantenere intatta la mia tecnica.

Si tratta del primo passo verso qualcosa di nuovo?

In effetti abbiamo un album pronto, mancano due/ tre pezzi da registrare ancora. Sto lavorando affinchè il prossimo anno si provi ad andare in Europa. Cambierò tutto, si tratterà di un altro Vacca, quello che faccio ora non c’entra niente, sarà musica super leggera, con tanto reggae. C’è un team che sta lavorando su una serie di singoli, che mi aiuta a scrivere, a pronunciare perfettamente, che mi fa le basi e che mi obbliga ad andare in studio in determinate situazioni. Si tratta di un progetto pensato per uscire dall’isola, tutti i pezzi sono fatti uno alla volta, ognuno ha la propria storia e potrebbero anche non fare parte di un unico album.  Il fatto di cantare in patois mi ha fatto venire la voglia di ricominciare, sto ritornando a 12 anni fa. Nessuno mi ha mai messo limiti o paletti. Non c’è stato mai nessuno che abbia potuto dirmi cosa dire, cosa fare, come dovermi presentare;  ho sempre fatto tutto di testa mia ma sempre insieme al mio team. Ovviamente c’è gente che investe su di me mi hanno sempre lasciato libero.

Vacca ph Paifo

Vacca ph Paifo

Qual è il legame tra questa cover così aggressiva con il titolo dell’album?

Guardando la forma del coltello, si evince la somiglianza con il cinque romano, ovvero il mio quinto disco. La forma simboleggia anche  la V di Vacca. “Arancia meccanica” è stata una delle più grosse ispirazioni. Il coltello simboleggia anche un taglio: è finita un’ era, è finito un periodo. Tutto quello che volevo fare, l’ho fatto. Con questo non significa che non voglia fare altro, voglio fare molto di più ma a un certo punto bisogna anche essere capaci di rimettersi in gioco. Questa, per ora, è la mia ultima danza italiana.

Come porterai tutto questo dal vivo?

A questo giro voglio creare uno show come non ho mai fatto prima. Voglio riuscire a portare ad un  ottimo livello tutta la produzione  e mi piacerebbe coinvolgere tutti coloro che hanno fatto parte di questo progetto e della mia storia negli ultimi 10 anni.  In scaletta ci sarà tanto di questo disco ma darò spazio anche al rap del mio passato, cercherò di accontentare tutti con due ore e mezza di super show.

 Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Di seguito il calendario degli instore:

17/09 Varese – Casa Del Disco ore 15.00

18/09 Milano – Mondadori via Marghera ore 18.00

19/09 Torino – Feltrinelli Stazione ore 17.30

20/09 Brescia – Mondadori c/o C.C. Freccia Rossa

21/09 Genova – Feltrinelli ore 17.30

22/09 Verona – Feltrinelli ore 17.30

23/09 Firenze – Galleria Del Disco ore 15.00

23/09 Lucca – Sky & Stone ore 18.00

24/09 Roma – C.C. Porte di Roma ore 19.00

25/09 Napoli – Feltrinelli ore 17.00

27/09 Palermo – Mondadori ore 15.30

27/09 Agrigento – Mondadori c/o C.C. Le Vigne ore 19.00

28/09 Bari – Feltrinelli ore 17.00

La tracklist del disco:

“INTRO (NON UN PASSO INDIETRO)”, Prodotta da Zef; “L’ULTIMO TANGO”, Prodotta da Rik Rox
; “ABC”, Prodotta da Mastermaind e Kermit; “IL RAGAZZO COI DREAD”, Prodotta da Mastermaind; “MANCHI SOLO TU FEAT Enrico Los Fastidios”, Prodotta da Kermit; “NOI VS TUTTI”, Prodotta da David Hoover; “TRENDSETTER FEAT JAKE LA FURIA”, Prodotta da Rik Rox; “FINE DI UN SOGNO” Prodotta da Kermit; “ANCORA QUA FEAT JAMIL”, Prodotta da A&R; “MONA LISA”,  Prodotta da A&R; “LEAD NEVA FOLLOW FEAT PASKAMAN”, Prodotta da Zef e David Hoover, “REVOLUTION” feat DANTI, Prodotta da David Hoover; “SANGUE DEL MIO SANGUE” , Prodotta da Mastermaind; “JORDAN” feat Cali, Prodotta da Kermit; “AKA” feat EGREEN, Prodotta da David Hoover; “TRUST NO ONE”Prodotta da BigFish.

Video: Il ragazzo coi Dread

Addio a Marco Tamburini, trombettista jazz e non solo

Marco Tamburini

Marco Tamburini

Avrebbe dovuto essere sul palco tra una ventina di giorni ad Ancona al fianco di Jovanotti per il tour “Lorenzo negli stadi 2015”,  come succedeva ormai pressoché regolarmente dal 1997, da quando il sound caldo e lirico della sua tromba aveva arricchito le canzoni del cantautore di colori nuovi e incisivi. Purtroppo il destino ha voluto diversamente: venerdì 29 maggio scorso attorno alle 19,30, Marco Tamburini ha cozzato con la sua moto contro uno scooter, coinvolgendone un secondo in una carambola che gli è costata la vita.

Nato a Cesena 56 anni fa, si era diplomato in tromba al Conservatorio Martini di Bologna nel 1979 e da allora aveva iniziato a frequentare il mondo del jazz, dapprima nostrano e poi internazionale, oltre a collaborare con i maggiori artisti pop di casa nostra – tra gli altri con Raf, Vinicio Capossela, Irene Grandi, Cesare Cremonini, Laura Pausini (e anche George Michael e Grace Jones al Pavarotti International) – e a insegnare – ultimamente era titolare di cattedra al Conservatorio Venezze di Rovigo.

Solista raffinato e persona molto piacevole, Tamburini ha suonato con tutti i migliori jazzisti italiani, da Giorgio Gaslini a Paolo Fresu, da Enrico Rava a Giovanni Tommaso, da Gianni Basso a Franco Cerri, e con una buona dose di grandi jazzisti stranieri: Eddie Henderson, Ben Sidran, Steve Lacy, Jimmy Cobb, Joe Lovano, Steve Coleman…

profilo10

A suo nome è titolare di nove album (sono oltre 100 quelli in cui appare come collaboratore) di un jazz lirico e intenso, pieno di mille colori differenti che la sua abilità tecnica e la sua sensibilità espressiva riuscivano a convogliare in un flusso poetico senza urla, senza contraddizioni, senza passi falsi. Dal “The Trumpet in the XX Century” con il pianista Stefano Bollani all’emozionante “Frenico” del 2006, dal debutto nel 1988 di “Jazz Contest” al “Two Days In New York” con una manciata di jazzisti americani pregio, si è sempre mosso in maniera elegante e non convenzionale, sommando imprevedibili trovate armoniche a una fluidità melodica immediatamente accattivante.

In una delle ultime interviste, aveva detto: “Secondo me è sbagliato mettere barriere tra un genere e l’altro. Io credo nella musica e basta. È bella o è brutta, suonata bene o suonata male. Quando la suoni male? Quando non sei sincero. La musica sei tu, è la tua cosa più intima. Quando si suona è come mettersi a nudo.”

Raffaello Carabini