Elisa ritrova la sua dimensione ideale in “Diari Aperti”. Il racconto a cuore aperto dell’artista

Elisa-DiariAperti

Elisa-DiariAperti

Elisa ritorna in grande stile con “Diari Aperti”, un album intimo, profondo, coraggioso, autentico, necessario. Undici tracce, volutamente tutte in italiano, racconti e ricordi ripresi e rivestiti di musica, pagine reali di vita vissuta. Cantante, autrice, polistrumentista e produttrice multiplatino, in Diari Aperti  Elisa mette tutta se stessa, quella di ieri e quella di oggi,  aprendosi al suo pubblico senza sovrastrutture.

Intervista

“L’album nasce dal desiderio di trovare una centralità che fosse completamente essenziale. Dopo i concerti all’Arena di Verona e i festeggiamenti per i 20 anni di carriera, il compimento dei 40 anni e alcune vicende personali importanti, mi sono trovata a fare i conti con tanti cerchi che si chiudevano. Mi sentivo davanti a una possibilità di ripartenza anche questo album è stato fin da subito più importante di altre volte. Tutto mi sembrava più definitivo e carico di peso. Questo mi ha portato a una fase riflessiva e di introspezione, ho voluto lasciare da parte tutto quello che poteva sembrare anche solo lontanamente un esercizio di stile. Ho cercato di realizzare un progetto a cui sarei stata legata in maniera profonda ed emotiva, sono ripartita da quello che veniva e usciva da me ed è qualcosa di completamente diverso rispetto ai tempi passati. In questi nuovi brani ci sono delle confessioni, dialoghi molto più diretti, parlo a me stessa ma anche ad un interlocutore intimo, così come può essere un diario o un migliore amico.Questo mi ha portato al titolo del disco per cercare di dare senso e spiegarne il contenuto. Per la prima volta, inoltre, i testi hanno trainato tutto il resto. Le melodie sono venute a seguire mentre normalmente capitava spesso il contrario”.

La ripartenza artistica

“Più di altre volte mi sono sentita messa alla prova. Sono la prima a mettersi sempre in gioco, stavolta però dopo i 4 concerto kolossal di Verona, sentivo di aver lavorato alla cosa più importante della vita. Tutti questi elementi insieme mi hanno fatto sentire un peso, mi si è aperto un flusso di coscienza, un dialogo interiore, ho messo in discussione tante cose per poter trovare risposte più solide. Ho investigato su me stessa, mi sono chiesta cosa volessi dire. Ho lasciato l’inglese da parte, anche se dolorosamente. Avevo tante canzoni pronte ma non le ho volute includere, avevo timore che sarebbero state fuorvianti, cosa che per me non erano. Alla fine ho scelto di seguire un filone unico. Per raccontare sentimenti ed emotività sono partita dal gruppo di canzoni a cui ero più legata: “Quelli che restano”, “Promettimi”, “Anche Fragile”, “L’amore per te”. Queste canzoni sono nate nello stesso periodo e rappresentano il centro dell’album. “L’estate è già fuori”, “Vivere tutte le vite”, “Tutta un’altra storia” sono episodi singoli, più leggeri, un boccata di respiro da un’immersione emotiva che temevo potesse essere troppo pesante. In questo album parlo tanto di me, sono molto centrale, vado a fondo sulla scia di una mia scelta consapevole”.

Il concetto di fragilità

“In questo album sono andata a riscoprire me stessa. Scavare a fondo per me è sempre terapeutico. La musica deve essere scambio, dire la verità è importante. La musica deve poter scuotere, inquietare, questo è il suo ruolo. In caso contrario sarebbe una facciata annacquata. Per me è sempre stato così, a conferma di questo il brano “Qualcosa che non c’è” si sarebbe potuto trovare tranquillamente in questo filone. La fragilità è sempre un argomento difficile da trattare. Ho scelto di tirarla fuori e di non nasconderla soprattutto in un’epoca storica in cui vige la negazione della fragilità, di tutto quello che è noioso, normale, non bellissimo. Tanti aspetti della debolezza umana vengono occultati, ignorati e messi da parte. Questo è pericoloso, ti lascia da solo in quel frangente. La solitudine finisce per non essere raccontata a nessuno anche se è una condizione comune a tanta gente. Questa sensazione tende a montare nelle persone e tante volte succede che si trasformi in qualcosa di rabbioso”.

Video: Se piovesse il tuo nome

Le scelte musicali e gli arrangiamenti di “Diari Aperti”

“Quando ho capto che tipo di lavoro fosse questo, volevo che la musica facesse da supporto e non distogliesse l’attenzione dai testi. Si trattava di misurare un po’ tutto, di trovare equilibri delicati e difficili. Ho parlato a lungo con Patrick Warren, premio Oscar che ha realizzato tutti gli arrangiamenti degli archi. Patrick ha lavorato con Lana Del Rey, James Taylor, Tom Waits, Bob Dylan, Green Day, ha scritto gli archi di “Road Trippin’” dei Red Hot Chili Peppers ed anche un cultore delle string machines anni ’60 come il mellotron. Gli ho chiesto di fare un lavoro classico e retrò e così è stato. Abbiamo lavorato a distanza, io gli mandavo le bozze di quanto realizzavamo in studio con l’obiettivo di lasciar fondere le cose tra loro. In alcuni casi abbiamo rimesso le mani su qualcosa e riaggiustato pezzi quando la strada da inquadrare era più difficile. Su 7 brani c’è l’orchestra, è stato fatto tanto lavoro. La chicca: Su quelli che restano c’era tutt’altro arrangiamento, era pomposo e celebrativo, ho chiesto a Patrick di essere più solenne, doveva essere una marcia, volevo che fosse il manifesto dei caratteri coraggiosi con delle ritmiche bolero che danno l’idea di carica e movimento”.

Il tour in teatro

“Teatro vuol dire profondità, ascoltare le cose per davvero, avere modo di fare introspezione, di capire come stai e come sta la tua voce. Metterò in luce la mia parte più autentica e avrò modo di improvvisare creando un’atmosfera speciale con chi mi verrà a sentire”.

Le contaminazioni

“La musica moderna per me è stata linfa. In questi ultimi anni ho sentito la musica più bella da un bel pezzo a questa parte. Questo tipo di emozioni, di autenticità l’ho sentita negli anni in cui sono usciti i Tiromancino, Fabi, Silvestri, Gazzè. Una nuova onda di veri song writers mi mancava tanto. Mi sono quasi commossa ad ascoltare tutti questi dischi, aldilà dei linguaggi a volte distanti dal mio, sento empatia per alcune cose che mi emozionano. Sento bontà, autenticità. Mi piacciono Motta, The Giornalisti, tantissimo Cosmo, alcune cose di Coez, Calcutta, Coma Cose e tanti altri”.

Elisa-DiariAperti

Elisa-DiariAperti

Il duetto con Francesco De Gregori

“Per me era semplicemente impensabile riuscire a duettare con lui. Sono rimasta una settimana a trovare il coraggio di inviare la mail dove gli dicevo di aver scritto questa canzone. Non volevo sembrare presuntuosa, non sapevo da parte iniziare, ero davvero tesa. Lui invece mi ha risposto in modo molto positivo e mi sono subito sentita come se avessi vinto la lotteria della vita. Il momento topico della mia carriera, stento ancora a crederci. D’altronde non è andata subito bene. C’era un’altra canzone di un altro autore molto bella e gliel’ho proposta per un duetto. Nonostante gli fosse piaciuta, non l’ha ritenuta nelle sue corde ed era una cosa che un po’ mi aspettavo, avevo sfiorato l’obiettivo. Meglio così, il fatto che abbia cantato in una mia canzone è una soddisfazione che non riesco a descrivere a parole. In qualche critica mi hanno detto che ho fatto il compitino perfetto e posso dire che non è così. Ho scritto il brano pensando alla sua voce, non avevo un piano B, se avesse detto di no, la canzone non sarebbe mai uscita”.

Raffaella Sbrescia

Di seguito le date del tour: 18 marzo Firenze (Teatro Verdi), 21 marzo Bari (Teatro Team), 25 marzo Catania (Teatro Metropolitan), 27 marzo Roma (Auditorium Parco Della Musica), 30 marzo Napoli (Teatro Augusteo), 3 aprile Milano (Teatro Degli Arcimboldi), 6 aprile Torino (Auditorium Del Lingotto), 12 aprile Padova (Gran Teatro Geox), 15 aprile Parma (Teatro Regio), 16 aprile Brescia (Gran Teatro Morato), 19 aprile Trieste (Teatro Rossetti), 23 aprile Reggio Emilia (Teatro Romolo Valli), 26 aprile Bergamo (Teatro Creberg), 29 aprile Cesena (Nuovo Teatro Carisport), 2 maggio Bologna (Europauditorium), 9 maggio Saint Vincent (Ao) (Palais), 14 maggio Genova (Teatro Carlo Felice). Prevendite aperte su ticketone.it dal 30 ottobre e in tutti i punti vendita dal 6 novembre.

Radio 105 è la radio ufficiale di “Diari Aperti Tour”.

 

Elisa live a Milano: il report e la scaletta del concerto

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

Spettacolo a tutto tondo per Elisa in occasione della prima delle due date al Mediolanum Forum di Assago. La cantautrice, sui pachi di tutta Italia per il suo nuovissimo On Tour, che prossimamente la porterà in Gran Bretagna e Irlanda con esibizioni a Glasgow, a Manchester, a Dublino e a Londra, si è mostrata in forma veramente smagliante. All’interno di una corposa scaletta, Elisa ha inserito non solo tutti i suoi più grandi successi ma anche alcuni brani contenuti nel suo ultimo album di inediti “On” senza tralasciare gli omaggi a Mimì Martini con “Almeno tu nell’universo” e a Leonard Cohen con “Hallelujah”, due brani in grado di mettere in particolare risalto tutte le peculiari sfaccettature della sua preziosa voce. L’aspetto più importante da mettere subito in evidenza è la fortissima partecipazione da parte del pubblico che non ha davvero smesso un attimo di cantare a squarciagola. La stessa Elisa si è lasciata più volte sopraffare dall’emozione di fronte a tanto affetto. La riprova sta nel fatto che la cantante ha ripetutamente messo da parte il microfono per godersi fino in fondo l’amore del suo pubblico; sul suo volto inequivocabili espressioni di pura felicita, nella bocca solo le parole delle canzoni ed innumerevoli “grazie”.

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

Libera, disinvolta, leggiadra Elisa ha dispiegato le sue ali con una performance energica ed incisiva: spaziando dal soul al sound pop toccando ritmiche elettroniche e riff hard rock, l’artista ha suonato dalla chitarra all’handpan senza soluzione di continuità. Accompagnata sul palco dai musicisti Andrea Rigonat (chitarra), Curt Schneider (basso), Victor Indrizzo (batteria), Cristian Rigano (tastiere), e le coriste Jessica Childress e Sharlotte Gibson, Elisa Toffoli ha voluto mettere sul banco tutto ciò che è riuscita a costruire durante la sua carriera. Il risultato è un insieme vincente: emozione, incanto e trasporto l’hanno fatta da padrone. In poco più di due ore di concerto Elisa  è riuscita ad entrare in profonda sintonia con il suo pubblico ed essendo, quest’ultima, la missione più importante per un artista, non c’è davvero nient’altro da aggiungere.

 Raffaella Sbrescia

Elisa live @Mediolanum Forum

Elisa live @Mediolanum Forum

La scaletta del concerto

Bad Habits

No Hero

Catch the Light

Ready Now

Stay

Bruciare per te

L’anima vola

Eppure sentire (un senso di te)

Qualcosa che non c’è

The Window

Broken

Ti vorrei sollevare

Almeno tu nell’universo

(Mia Martini cover)

Heaven Out of Hell

Luce (tramonti a nord est)

A modo tuo

Yashal

Hallelujah

(Leonard Cohen cover)

Love Me Forever

Peter Pan

Labyrinth

Together

Rainbow

Encore:

With the Hurt

Gli ostacoli del cuore

Cure Me

“On”: Elisa emoziona con leggerezza nel suo nuovo album di inediti

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Pubblicato lo scorso 25 marzo “ON” è il nono album in studio di Elisa. Il disco arriva a circa due anni e mezzo di distanza dal precedente “L’anima vola” e raccoglie 13 canzoni tutte scritte dalla stessa Elisa tranne “Waste your time on me”, scritta da Jack Savoretti. “On” segna una rottura con le precedenti produzioni della cantautrice: una netta preferenza per la musica elettronica, declinata in diverse forme, attraversa, infatti, la nervatura delle nuove canzoni di Elisa che, se a primo impatto, sembrano docili e mansuete, nel giro di pochissimi secondi si rivelano impetuose e travolgenti. Le registrazioni dell’album si sono svolte a più riprese, insieme ad un ristretto di musicisti: alle tastiere Christian Rigano, alle chitarre Andrea Rigonat, al basso e alle programmazioni lo stesso Curt Schneider, alle drum machines e alle percussioni Victor Indrizzo.

Elisa ph Carolina Amoretti

Elisa ph Carolina Amoretti

Il primo brano in tracklist è “Bad Habits”: un ponte tra le radici anni ’90 dell’artista ed un modo di scrivere più contemporaneo; ispirata da produzioni americane e contaminata dall’elettronica, la canzone è stata scritta insieme alla sua band, due giorni dopo il suo matrimonio. Chiusa nel cassetto per diversi anni “Love me forever” prende vita in questo album per omaggiare le produzioni americane anni 60 di Phil Spector. L’anima soul di “Love as a kinda war” si traduce all’interno delle trame struggenti di “tira e molla” sentimentali. Dedicata a tutti combattenti “Hold on for a minute”, mostra un’Elisa più agguerrita rispetto ai brani precedenti. Unica e singolare “Waste your time on me”, una canzone figlia del genio folk di Jack Savoretti,  che Elisa ha fortemente rivisitato regalandole una nuova dimensione in cui sia lei che l’autore si sono ritrovati a pennello. Incentrato sul conflitto tra genitori e figli “With the hurt” racconta paure, incomprensioni, inibizioni, maschere. La stessa Elisa definisce, invece, “Catch the light” come il brano più astratto e visionario del disco.

Elisa ph Carolina Amoretti

Elisa ph Carolina Amoretti

Ispirato agli anni ottanta, “Peter Pan” è nato durante l’esperienza di Amici e testimonia una nuova apertura artistica di Elisa. Potente ed evocativo “No hero” è il brano più forte dell’album in cui l’artista ci invita a credere nei sogni a tutte le età. “Ready now” è un brano controverso, lo spirito è combattente, a volte sarcastico. La mazzata emotiva arriva con “Bruciare per te”, una canzone nata da una poesia che Elisa ha scritto per suo marito Andrea Rigonat. Scritto durante la partecipazione ad Amici dello scorso anno, momento particolarmente creativo per l’artista, il brano racchiude una ritmica ed un testo mozzafiato. L’album si chiude con “Sorrido già” un brano classico che, attraverso i contributi di Giuliano Sangiorgi ed Emma Marrone, vive un moto in crescendo particolarmente vivo sul finale. Gioco e sperimentazione caratterizzano questo vasto e vivo materiale che Elisa mette sul piatto dimostrando tanti modi diversi di approcciare la musica. Leggero ad un primo ascolto, sempre più intendo con una reiterata listening session, “On” testimonia una tensione emotiva dirompente che, sebbene potrebbe far storcere il naso ai fan della prima ora di Elisa, rappresenta un bel mix da vivere attimo per attimo.

 Raffaella Sbrescia

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TRACKLIST

Bad habits
Rain over my head
Love me forever
Love is kinda war
Hold on for a minute
Waste your time on me
With the hurt
Catch the light
Peter Pan
No hero
Ready now
Bruciare per te
Sorrido già

Video: No Hero

Ancora un successo in termini di ascolti per un Festival di Sanremo sobrio e leggiadro

Francesco Gabbani - Vincitore categoria "Nuove Proposte"

Francesco Gabbani – Vincitore categoria “Nuove Proposte”

Con 300mila spettatori in più rispetto alla quarta puntata dello scorso anno, il penultimo appuntamento con il Festival di Sanremo 2016  conquista 10 milioni 164 mila spettatori con uno share del 47.81 per cento testimoniando un tangibile e costante successo in termini di ascolti. La diretta, durata ben 4 ore, è iniziata con la sfida tra i finalisti della categoria Giovani: Mahmood, Gabbani, Chiara Dello Iacovo, Ermal Meta portano sul palco i loro sogni e la loro freschezza. Ascoltarli è un piacere, speriamo che possa esserlo anche ascoltare i rispettivi album.  Ad aggiudicarsi la vittoria finale della categoria “Nuove proposte” è Francesco Gabbani con “Amen” mentre Chiara Dello Iacovo vince il premio della critica con “Introverso”. Sul palco anche Miele con “Mentre di parlo”, la cantautrice è stata invitata ad esibirsi da Carlo Conti dopo le problematiche tecniche occorse durante  il processo di votazione in sala stampa.

Elisa

Elisa

La lunga diretta prosegue con le esibizioni di tutti i 20 big in gara, man mano che gli ascolti si ripetono è facile cogliere nuove sfaccettature, pregi e punti deboli sia dei brani che dei relativi interpreti. Alla luce di quanto ascoltato ieri sera, le migliori performances risultato essere quelle di Annalisa (Diluvio Universale), Arisa (Guardando il cielo), Stadio (Un giorno mi dirai), Rocco Hunt ( Wake Up). Deludono i Bluvertigo (protagonisti di uno straordinario tribute show dedicato a David Bowie nella Lounge di Casa Sanremo), inconsistente anche la prova dei Dear Jack (Mezzo respiro)  e di Lorenzo Fragola (Infinite volte). Il flusso della serata, sobrio e leggiadro, scorre via senza particolari intoppi, la super ospite della serata è Elisa: il suo medley mette in risalto l’aulica eleganza di una voce in grado di emozionare sempre, che sia in italiano o in inglese. Nelle vesti di black angel, Elisa incanta la platea e gli schermi dei telespettatori con “Luce”, L’anima vola”, Gli ostacoli del cuore” e l’ultimo singolo “No Hero”. Il barometro del trash viene equamente bilanciato dalle performances  di J. Balvin e Lost Frequencies.  Sottotono l’intervento di Enrico Brignano, poco entusiasmante anche la gag con Alessandro Gassmann e Rocco Papaleo. Non rimane dunque che attendere la finalissima di stasera per scoprire quali saranno le cartucce che Carlo Conti ha deciso di sparare alla fine.

Raffaella Sbrescia

Finalisti:

Rocco Hunt

Noemi

Alessio Bernabei

Valerio Scanu

Arisa

Elio e le storie tese

Clementino

Enrico Ruggeri

Francesca Michielin

Giovanni Caccamo – Deborah Iurato

Dolcenera

Lorenzo Fragola

Annalisa

Stadio

Patty Pravo

Concorrenti a rischio eliminazione:

Neffa

Zero Assoluto

Dear Jack

Bluvertigo

Irene Fornaciari

 

Intervista ai KuTso: “Musica per persone sensibili” e non…

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Kutso sono  un gruppo musicale italiano, attivo da diversi anni all’interno dello scenario indipendente nazionale, composto da Matteo Gabbianelli (voce), Donatello Giorgi (chitarre, cori), Luca Amendola (basso, cori) e Simone Bravi (batteria). In seguito alla loro particolarissima partecipazione alla Sezione Giovani del 65° Festival di Sanremo, i quattro musicisti hanno pubblicato l’album intitolato “Musica per persone sensibili”, pubblicato da IT.POP, etichetta indipendente di Alex Britti su licenza di Universal Music. Ritratti di note li ha incontrati ed intervistati in occasione dell0 showcase che il gruppo ha tenuto lo scorso 25 febbraio alla Feltrinelli di Milano.

Con la vostra musica offrite un momento di riflessione e di ascolto che va aldilà dell’entusiasmo dettato dalla musica caciarona. Cosa vorreste comunicare con “Musica per persone sensibili”?

Abbiamo scelto questo titolo per il nostro album  semplicemente per invogliare il pubblico a leggersi i testi e ad ascoltare  le canzoni con più calma. Vorremmo incoraggiarvi a scoprire che c’è anche dell’altro, un’urgenza espressiva.

Un’urgenza  che nasce dei testi e si sviluppa attraverso la musica….quali sono i temi di cui trattate?

Le canzoni sono essenzialmente autobiografiche, si tratta di sfoghi, invettive, ragionamenti, elucubrazioni, “pippe mentali”, lamentazioni varie. Dietro una canzone c’è sempre un disagio, così come succede ogni qualvolta ti ritrovi a scrivere; il gioco sta nel reagire a questa negatività interiore con una musica che è completamente l’opposto, solare e giocosa. Il risultato finale è un contrasto tra buio e luce.

E se non si capta subito la vostra intenzione comunicativa?

A noi va bene  comunque perché la nostra musica ha due livelli d’ascolto.

La vostra formula racchiude l’istrionismo di Bowie, il cinismo di Gaber, il no sense di Gaetano… come è venuto fuori questo mix e come avete pensato di sviluppare questi riferimenti all’interno della vostra dimensione che va avanti ormai già da un po’?

Parlando dei nostri gusti musicali, a noi piace ciò che sembra vero, che comunica sincerità, che implica l’andare fino in fondo alle cose. Il no sense di Rino Gaetano è verace, molto vissuto, sofferto. Il cinismo di Gaber è lucido, una visione che non fa sconti alla vita. L’istrionismo di Bowie proviene dal fatto che gli anglosassoni possiedono un’ingenuità un po’ infantile che li fa agire spesso senza filtri. Noi, a nostro modo, abbiamo cercato di fare tutte queste cose…

Le vostre esibizioni al Festival di Sanremo hanno destato parecchio scalpore…

Eravamo coscienti del fatto che Sanremo fosse la più grande vetrina musicale italiana. Allo stesso tempo, però, quel palco rappresenta anche un contesto ufficiale che ci ha istigato ad assumere un atteggiamento sovversivo. Quando tutti ci dicono di dover fare le cose in un certo modo, in noi scatta la voglia di fare il contrario. La nostra è un’arroganza sorridente! L’idea della doccia, ad esempio, non era dovuta al fatto che volessimo fare i comici, quanto soprattutto all’idea di poter fare una cosa inopportuna sul palco di Sanremo.

E  per quanto riguarda l’aspetto tecnico delle esibizioni?

Matteo: La prima serata ho cantato male, mi sono riascoltato e ho visto che ho cantato il brano tutto in crescendo. Questo avviene quando sei affannato e sei teso, quindi tendi a spingere e vai troppo su. La seconda sera sono convinto di aver cantato meglio di tutte e tre le performances, che non ho ancora rivisto, proprio per rimanere con questa illusione. Dalla semifinale in poi eravamo comunque molto più tranquilli, noi viviamo sul palco quindi eravamo più che altro intimiditi dalla diretta e dal dover fare bene subito. “Elisa” è una canzone tutta sparata, non c’è il tempo di arrivarci con calma, si tratta di un brano veloce, pieno di movimenti, che richiede una grande precisione.

Donatello: Suonare con la maschera per me è stato difficilissimo, non vedevo nulla e ad un certo punto l’ho sollevata. Sono entrato sul palco alla cieca, è stata una gag non premeditata e Carlo Conti si è prestato davvero bene.

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Come si è sviluppato nel tempo il vostro rapporto con Alex Britti?

Matteo: Il rapporto con Alex è un rapporto amicale, quasi fraterno. Le nostre famiglie si conoscono da prima che lui fosse famoso, io e mia madre andavamo nei locali e vederlo suonare, la prima batteria me l’ha fatta comprare lui. La sua figura, per quanto riguarda la mia infanzia, è stata sempre una costante, ho visto il suo percorso, ho fatto il tifo per lui, poi agli albori di questo progetto, quando c’era soltanto Donatello di questa attuale formazione, cominciammo la nostra attività di concerti e composizioni e feci sentire delle cose ad Alex. In seguito quella collaborazione s’interruppe, ci siamo separati, lui ha fatto le sue cose, noi le nostre e dopo 5 anni e ci siamo reincontrati. “Musica per persone sensibili” è il nostro secondo album ma, sia in questo, che in quello precedente, ci sono brani in cui avevamo originariamente collaborato con Alex quindi la coproduzione non è mai mancata. Si tratta di un rapporto che ha dato dei frutti nel corso degli anni e in maniera variegata. Anche in questo album ci sono brani in cui abbiamo lavorato con Alex, altri che invece sono di pochi mesi fa. “Elisa”, nello specifico, è un brano che possiede un’azione compositiva di Alex al suo interno. Avevamo composto questa canzone con lui in una versione completamente diversa, il brano era dance, cassa in quattro, il “parapappà” era una chitarra, non c’era la voce. Il problema stava nel fatto che non riuscivamo a trovare uno special (la parte diversa della canzone che ti introduce all’ultimo ritornello) e dopo un pò di smanettamento alla chitarra l’ha trovato lui. Quando lo scorso settembre, Alex mi chiamò chiedendomi se per caso avessimo pensato di partecipare a Sanremo, dopo che, nel frattempo, gli avevamo chiesto di fare un assolo su “Spray Nasale”, un altro pezzo presente nel disco, quella è stata l’occasione che ci ha fatto ravvicinare.  Gli dissi che tra tutti i nostri brani avrei scelto “Elisa”, lui ricordava il brano, dato che ci avevamo lavorato insieme, quindi abbiamo provato, l’abbiamo inviata alla commissione, ci hanno preso tra i 60 e da lì abbiamo cominciato a fare sul serio.

“L’amore è” eleva Donatello al ruolo di “seconda voce”?

Donatello: La mia carriera lirica è nata in furgone quando, durante i viaggi, cominciavo a fare dei gorgeggi quasi credibili. Abbiamo introdotto questa cosa all’interno dei nostri concerti con dei momenti dedicati ad hoc, sempre molto apprezzati dal pubblico. A forza di cantare per ridere forse ho imparato un po’ (ride ndr). In questo brano canto con la tonalità di Matteo, che è altissima, quindi vi lascio immaginare la sofferenza!

Cosa vi ha spinto a reinterpretare “Why Don’t We Do It In The Road” dei Beatles?

Abbiamo stravolto un blues molto semplice in chiave electro. In questo brano canta Daniele Cardinale, il cantante dei Viva Lion, un gruppo indie di Roma con cui abbiamo collaborato. Forse questo brano farà storcere il naso ai puristi ma a noi non importa.

Come funziona la composizione dei vostri testi? Ci sono aneddoti che vorreste svelarci?

Per noi funziona così: Matteo avvia i pezzi con la chitarra, arriva in sala, ascoltiamo l’idea primordiale in finto inglese prima di mettere giù il testo, ognuno aggiunge il suo e alla fine viene fuori un pezzo dei Kutso. Tutto è molto funzionale alla musica: il testo, la metrica, le parole devono suonare bene. Il momento finale del “labor limae” è quello clou in cui magari notiamo una parola che non va bene e che ci fa trascorrere notti intere a mandarci messaggi con idee, sinonimi e parole che fanno rima tra loro fino a  quando, alla fine, lasciamo intatta l’idea originaria.

E i titoli?

Gran parte dei titoli partono dai testi: così come per i sonetti il titolo era il primo verso, noi scegliamo la parola che secondo noi  le persone canteranno di più. Ci piace essere molto diretti, odiamo le intro, siamo i primi a romperci le scatole sia a suonarle che ad ascoltarle, infatti i nostri pezzi durano tra i 2 e i 3 minuti e il disco dura mezz’ora in tutto.

 “Ma quale rockstar” è la sintesi del disfattismo?

Il brano descrive la dura realtà delle cose. L’immagine comune della rockstar piena di soldi e donne è solo fittizia. Adesso con i reality, con i talent si vuole tutto e subito, dall’oggi al domani diventi una star per caso, spesso anche senza merito. Noi veniamo da una lunga gavetta, c’erano momenti in cui si suonava in situazioni precarissime, davanti a gente distrattissima e lì ci veniva da dire “Volevo fare la rockstar, ma quale rockstar , qui tocca trovarsi un altro lavoro!”. In realtà suonare ovunque ci fosse una presa per la corrente ci ha dato modo di esser più sicuri sul palco di Sanremo. L’esperienza fa la differenza e noi possiamo dire di averne parecchia.

Quali sono le idee per i live che verranno?

Il nostro intento è portare avanti quello che abbiamo iniziato da un po’ di anni, arrivare a livelli sempre più alti e suonare in posti sempre più ambiti, in condizioni sempre migliori. Il nostro concerto è pensato per funzionare in tutti i tipi di contesto. Il nostro show  è sempre improvvisato, il nostro scopo è quello di fare una festa.

A proposito del live inteso come festa, Jovanotti sta cercando delle band per aprire le date del suo prossimo tour…voi cosa ne pensate?

Cogliamo l’occasione per dire a Jovanotti: Lorenzo, noi ci siamo!

Raffaella Sbrescia

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Video: “Elisa”

Elisa live in the clubs: la photogallery del concerto di Napoli

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Si è tenuto lo scorso 19 dicembre il concerto di Elisa alla Casa della Musica di Napoli nell’ambito de “L’anima vola live nei clubs”. In scaletta tutti i successi, vecchi e nuovi, in italiano e in inglese che hanno caratterizzato la carriera di un’artista affermata e sempre più apprezzata dal grande pubblico. 

La scaletta del concerto:

  • Intro- Fairy Girl
  • Lontano da qui
  • Pagina Bianca
  • L’anima vola
  • The waves
  • Rainbow
  • Labyrinth
  • A modo tuo
  • Eppure sentire
  • Luce
  • Heaven out of hell
  • Dancing
  • Broken
  • Ti vorrei sollevare
  • Poesia
  • Songs on request
  • Stay
  • Ostacoli
  • Together
  • Photogallery a cura di: Luigi Maffettone
Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

 

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

 

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

 

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

 

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

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Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

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Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

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Elisa live @ Casa della Musica Ph Luigi Maffettone

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Elisa: nuove emozioni grazie a “L’anima vola – Deluxe Edition”

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Nuove emozioni con Elisa. La cantautrice inserisce nuovi brani nel repack “L’anima vola- Deluxe Edition” offrendo inedite sfumature della sua voce in italiano. Dopo aver deliziato il pubblico dal vivo con il suo apprezzatissimo  “L’Anima vola tour”, l’artista torna sul suo bellissimo disco completando un discorso già di per sé ricco di molteplici spunti. Il primo brano da prendere in esame è “Pugni sotto la cintura”, un brano caratterizzato da un testo che lascia trasparire rabbia, voglia di rivalsa, di puntualizzazione, di specifica. Potenti chitarre rock donano ulteriore energia e carica espressiva al brano che, tra l’altro, offre una sfumatura interpretativa di Elisa particolarmente intensa. I rintocchi del tempo scandiscono e delineano il ritmo, la melodia e la timbrica di “L’abitudine di sorridere”, una traccia delicata e preziosa, proprio come può esserlo la forza di un sorriso in un giorno grigio e affollato da pensieri che sembrano non poter lasciare spazio alla poesia e alla bellezza della vita.  Un’intro elettronica ed enigmatica permea le prime parole di “Tirò di si” l’inedito più intenso e più intimo della triade proposta: “sogni di vetro resina che non lasciano la scia”, riempiono i vuoti e gli spazi temporali di una vita vissuta troppo velocemente  anche quando “speri che il tempo si fermi”. Elisa canta viaggiando alla scoperta di se stessa e della famosa parte oscura che “si ama o si odia” offrendo spunti e suggestioni anche a chi di solito non è avvezzo a mettersi così a nudo. Due sono, invece, le cover proposte, si tratta della celeberrima “One” degli U2, riveduta e opportunamente riarrangiata in chiave onirica. Lo scenario surreale si anima di colori e disegni grazie alla magica voce di Elisa che raggiunge il picco massimo in “Bridge Over troubled water” di Simon & Garfunkel, una ballad assolutamente struggente, essenziale e minimalista, in grado di arrivare anche al cuore degli animi più algidi. L’incantesimo si amalgama, infine, con il live documentary comprensivo di interviste esclusive e le più belle immagini del recente tour nei palazzetti. Un documento audio-visivo in cui la Toffoli racconta davvero molto di sé, così come aveva già iniziato a fare in questo ultimo periodo della sua vita così ricco e così intenso da ogni punto di vista. Mamma, compagna, poeta, autrice, interprete, musicista, artista; Elisa è davvero al culmine della sua carriera; anche per questo sarà molto interessante capire in quali vesti e con quali intenti l’artista calcherà i club d’Italia e d’Europa, a partire dal prossimo 30 novembre.

Raffaella Sbrescia

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Ecco le date ad oggi confermate: il 30 novembre al Koko di LONDRA (Regno Unito), il 2 dicembre all’Obihall di FIRENZE, il 5 dicembre all’Estragon di BOLOGNA, il 6 dicembre al Phenomenon di NOVARA – Fontaneto D’Agogna, l’8 dicembre all’Alhambra di PARIGI (Francia), il 9 dicembre all’ Alcatraz di MILANO, il 12 dicembre alla Supersonic Music Arena di TREVISO – S. Biagio di Callalta, il 13 dicembre all’Ancienne Belgique di BRUXELLES (Belgio), il 15 dicembre a LKA Longhorn di STOCCARDA (Germania), il 16 dicembre alla X-Tra di ZURIGO (Svizzera), il 18 dicembre al Sala But di MADRID (Spagna), il 19 dicembre alla Casa della Musica di NAPOLI e il 20 dicembre all’Atlantico Live di ROMAI biglietti per le date dell’“L’ANIMA VOLA LIVE IN THE CLUBS” in Italia e all’estero sono acquistabili in prevendita online e presso i punti vendita del circuito TicketOne e nelle prevendite autorizzate (per info: www.fepgroup.it).

Video: “A modo tuo”

Elisa: tutto pronto per “L’anima vola tour”

Elisa © Fabio Lovino

Elisa © Fabio Lovino

L’attesa sta per finire, Elisa Toffoli torna in tour. Dopo il grande successo della data zero, tenutasi lo scorso 5 marzo presso il 105 Stadium di Rimini, la cantante di Monfalcone sarà tra i protagonisti assoluti del 2014 con una  tournée che, attraverso 18 date, toccherà  i palazzetti italiani fino a quando, in estate inoltrata, Elisa prenderà parte anche ad alcuni prestigiosi festival. L’anima vola Tour sarà ovviamente l’ occasione per ascoltare dal vivo le canzoni dell’ultimo fortunato disco di Elisa. L’album, per la prima volta interamente in italiano, è già stato certificato disco di platino ed è stato premiato da un grande successo di vendita con 18 settimane di permanenza nella top 10 dei dischi più venduti. Vecchi e nuovi successi, compresi gli esordi in inglese e una parte dello show riservata alle richieste del pubblico, offriranno uno spettacolo coinvolgente e suggestivo per un esperienza sensoriale totalizzante. Nuove tecnologie e la ricerca di un contatto ravvicinato col pubblico troveranno un filo conduttore nell’ inconfondibile voce di Elisa, arricchita dalla partecipazione di Andrea Rigonat (chitarra), Curt Schneider (basso), Victor Indrizzo (batteria), Cristian Rigano e Gianluca Ballarin (tastiere), Lidia Schillaci, Roberta Montanari e Bridget Cady (cori).

In tutte le date de “L’Anima Vola Tour” tutti coloro che lo vorranno, potranno interagire con una particolare installazione, una sorta di scatola nera in cui sarà possibile esprimere la propria creatività utilizzando dei particolari tubi colorati, denominati boomwhackers. Elisa ha preparato, infatti,  una base ritmica per tutti i fan che vorranno cimentarsi in questa performance che, essendo registrata, potrà essere anche vista sul web in un secondo momento.

Queste le date de “L’ANIMA VOLA Tour” (prodotto e organizzato da F&P Group, in collaborazione con RDS – Radio Dimensione Suono, la radio ufficiale dell’evento):

7 marzo  Conegliano (Zoppas Arena – TV)

8 marzo Padova (Pala Fabris)

10 marzo Torino (Pala Olimpico)

11 marzo  Genova (105 Stadium)

13 marzo  Firenze (Nelson Mandela Forum)

15 marzo Roma (Palalottomatica)

16 marzo Bari (Pala Florio)

18 marzo Napoli (Pala Partenope)

19 marzo  Pescara (Pala Giovanni Paolo II)

21 marzo  Perugia (Pala Evangelisti)

22 marzo Bologna (Unipol Arena)

24marzo e 25 marzo Milano (Mediolanum Forum)

 27 Marzo Montichiari-BS (Pala George)

 29 marzo Trieste (Pala Trieste)

17 luglio Lucca Summer Festival (Piazza Napoleone, Lucca)

 19 luglio Collisioni Festival di Barolo (Piazza Colbert – prov. Cuneo)

25 luglio Hydrogen Festival di Piazzola sul Brenta (Piazzale Camerini – prov. Padova)

I biglietti per le date de “L’ANIMA VOLA Tour” sono acquistabili in prevendita online e presso i punti vendita del circuito TicketOne e nelle prevendite autorizzate (per info: www.fepgroup.it). Chi acquisterà il biglietto su www.ticketone.it riceverà “L’anima Vola CARD Limited Edition” (valida come biglietto d’ingresso per il concerto): ai titolari delle CARD sarà concesso l’esclusivo privilegio di entrare anticipatamente (le modalità di accesso saranno comunicate qualche giorno prima del concerto).

Video: “Un filo di seta negli abissi”

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