Sanremo 2018: le dichiarazioni dei vincitori Ermal Meta e Fabrizio Moro e dei finalisti

Sanremo 2018 - I vincitori

Sanremo 2018 – I vincitori

Il Festival di Sanremo numero 2018 si è concluso con la vittoria di Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”. Secondo il collettivo de Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza”. Terza Annalisa con “Il mondo prima di te”. A Ron il premio della critica Mia Martini per “Almeno pensami” di Lucio Dalla. Lo share di ascolti è stato il più alto degli ultimi 16 anni, la media è stata del 52.27%.

Le dichiarazioni della conferenza stampa.
Ermal Meta: Mi ero convinto che saremmo arrivati terzi. Stavolta, dopo tre anni ho saltato l’abbonamento (ride). Sono molto felice non tanto per la classifica ma per quello che rappresenta la canzone. Ci abbiamo messo coraggio e speranza per divulgare questo messaggio nella città dove tutto è nato. Se avessimo pensato ai pronostici, non avremmo vinto. Non abbiamo vissuto particolari momenti di ansia, solo mercoledì (ovviamente) siamo rimasti in tensione. Dedico questo premio alla Mescal che ha creduto in me quando nessun’altro lo faceva.
Fabrizio Moro: La cosa più bella è che ho trovato un nuovo grande amico, questa è la vittoria più grande. Dedico questo premio a mio figlio Libero. Ci siamo sentiti attaccati ingiustamente, poi è andato tutto al suo posto, già dopo il chiarimento in sala stampa. Adesso c’è talmente tanta gioia che non c’è spazio per altro. Sia io che Ermal siamo abituati a superare gli ostacoli e a trasformarli in rabbia positiva. Questo ci servirà per interpretazioni musicali ancora più sentite.

Parteciperete all’Eurovision Song Contest?
Se l’Italia lo vuole, lo faremo con grande onore e lo faremo in italiano.

Temi sociali e politici hanno battuto l’amore. Sta cambiando il vento?

Moro: Ho cercato spesso di fare fotografie del contesto storico che stiamo vivendo. Non è la prima volta che cerco di esorcizzare un disagio che vedo. Sanremo è un palco importante, che fa paura ma quando sali su un palco fai semplicemente quello che sai fare. Io e Ermal abbiamo suonato tantissimo, personalmente suono da quando avevo 16 anni. Abbiamo cercato di dare il massimo senza pensare ad altro.

Ermal tu sei un un uomo di frontiera, quanto influisce questo elemento nelle tue canzoni?

Questa è una canzone d’amore nei confronti dell’umanità. Quando scrivo i miei testi ci vedo sempre uno sguardo doppio. Alcuni pensieri mi vengono in italiano, alcuni in albanese, Il pensiero ha una risonanza dentro di noi. Nel momento in cui si varca un confine si diventa stranieri, in realtà siamo semplicemente persone.

Lo Stato Sociale: Avete presente quando volete fare uno scherzo bellissimo e non sapete come farlo? Ecco, è andata così. Non avevamo alcuna velleità di competizione. Volevamo arrivare penultimi e siamo arrivati penultimi al contrario. In ogni caso non abbiamo mai creduto che questa cose potesse accadere. Per quanto riguarda il testo: noi veniamo da un contesto nazional- popolare, se fossimo andati a Sanremo con una canzone d’amore, avremmo lanciato un messaggio stranissimo.

Annalisa: Non so cosa dire, sono tanto felice. Questo stato d’animo riassume tutto quello che è successo e che ho provato questa settimana. Grazie a chi ha lavorato insieme a me e che mi ha sempre sostenuto.

Ron: Questo premio compensa perfettamente la vittoria. Lucio Dalla non ha mai amato le grandi vittorie bensì quelle che contano davvero. Sono davvero felice, per me è un riscatto rispetto allo scorso anno. Oltre a questa canzone, ci sono altri brani inediti nel suo studio. Il brano che ho portato in gara risale al 2011, gli eredi di Lucio lo hanno consegnato a Baglioni che voleva farlo uscire in qualche modo e che pertanto mi ha invitato a cantarlo al Festival.

Era un brano incompiuto?
Sì, si trattava di un provino con suoni elettronici, molto ritmico. Sono stato io a volerla portare molto più vicina a me perchè sono io che la devo cantare. Ho preferito una ballad per dare più luce al testo.

La classifica di Sanremo 2018:

1) Ermal Meta/ Fabrizio Moro
2) Lo Stato Sociale
3) Annalisa
4) Ron
5) Ornella Vanoni/Bungaro/Pacifico
6) Max Gazzè
7) Luca Barbarossa
8) Diodato/Roy Paci
9) The Kolors
10) Giovanni Caccamo
11) Le Vibrazioni
12) Enzo Avitabile/Peppe Servillo
13) Renzo Rubino
14) Noemi
15) Red Canzian
16) Decibel
17) Nina Zilli
18) Roby Facchinetti/Riccardo Fogli
19) Mario Biondi
20) Elio e le Storie Tese

Tutti i premi:

Premio della critica Mia Martini: Ron “Almeno pensami”
Premio sala stampa Lucio Dalla: Lo Stato Sociale
Premio Sergio Endrigo Miglior Interpretazione: Ornella Vanoni
Premio Sergio Bardotti Miglior Testo: Mirkoeilcane
Premio Giancarlo Bigazzi Migliore composizione musicale: Max Gazzè
Premio Tim Music: Ermal Meta /Fabrizio Moro

Lo Stato Sociale a Sanremo 2018: “Una vita in vacanza pone l’attenzione sul mondo del lavoro”

Lo Stato Sociale

Lo Stato Sociale

Lo Stato Sociale è sbarcato al Festival di Sanremo 2018 sdoganando definitivamente l’idea che la musica indie non possa essere mainstream con il brano “Una vita in vacanza”. La canzone racchiude una riflessione sul mondo del lavoro di oggi. Un tema delicato, scottante e scomodo affontato in modo ironicamente leggero e scanzonato. Questo pezzo è stato arrangiato e scritto da tutti i cinque ragazzi bolognesi che fanno canzonette”, prodotto artisticamente e orchestrato da Fabio Gargiulo con gli archi  incisi e coscritti con Davide Rossi (Coldplay, U2, Goldfrapp). Il brano anticipa “Primati”, il nuovo progetto discografico del gruppo che contiene i tre inediti “Una vita in vacanza”, “Fare mattina” e “Facile” in duetto con Luca Carboni, oltre ad una nuova versione di “Sono così indie” e altri tredici singoli che hanno segnato il percorso della band dalla fondazione fino alla partecipazione al Festival di Sanremo.

Intervista
Qual è il messaggio di “Una vita in vacanza”?

Il messaggio della canzone è quello di ribellione contro le imposizioni. Il lavoro dovrebbe essere la nostra passione, la nostra parte di vita fondamntale, non deve esser un obbligo o una costrizione per sopravvivere. Dignita e di passione dovrebbero essere sempre messi al primo posto.

Qual è, invece, l’essenza del vostro collettivo?

Ci occupiamo storicamente di temi attuali e siamo attivisti politici nella nostra città. Raccontiamo quello che riteniamo importante seguendo le nostre logiche di collettivo.

Avete indossato delle magliette con i nomi di 5 operai della sede FIAT di Pomigliano. Perchè questa scelta?

La storia dei 45 operai rappresenta molto bene il mondo del lavoro contemporaneo. Un universo degradante che non rende possibile la ricerca della felicità. Il nostro è un metodo leggero ma efficace per arrivare a parlare di qualcosa di importante per tutti.

Qualcuno vi ha definito eredi di Elio e le Storie Tese, cosa ne pensate?

Ci sembra del tutto impossibile per il semplice fatto che loro sanno suonare. In ogni caso loro sono progressive, noi siamo punk.

Vi definite pazzi?
Di solito i pazzi sono definiti egocentrici. Noi semplicemente abbiamo scarso rispetto per l’autorità. Quella di Sanremo, in particolare, su di noi ha un effetto laterale. Abbiamo 4 minuti per occupare il palco.

Dove avete scovato la ballerina acrobatica 83eene Paddy Jones?

L’abbiamo scoperta su internet alla voce “vecchia che balla” al 13esimo risultato su Google.

Video: Una vita in vacanza

Cosa rispondete a chi vi dice che non siete più indie?
Indie significa indipendenti. Noi produciamo i nostri dischi con Garrincha che è e rimane indipendente. Tutto passa da noi, lavoriamo a tutti gli aspetti del nostro lavoro e non ci lasciamo dire niente da nessuno su cosa fare.

Sareste entusiasti di partecipare all’Eurovision Song Contest?

Siamo assolutamente fan dii questa manifestazione e ci andremmo molto volentieri, non abbiamo pensato all’eventuale taglio del brano, così come non abbimao minimamente pensato di vincere. “Competition isfor horses not artists” disse Bela Bartok. Il nostro obiettivo è suonare il più possibile e divertirci. Siamo qui per un altro motivo, è successo qualcosa di grande, non ci interessa null’altro.

Raffaella Sbrescia

Lo Stato Sociale sovverte le regole del gioco e riempe di gente e di contenuti il Mediolanum Forum

Lo Stato Sociale live @Medolanum Forum - ph Melania Pavan

Lo Stato Sociale live @Medolanum Forum – ph Melania Pavan

Un bel concerto da mitomani. Così avevano intitolato il loro concerto al Mediolanum Forum di Assago, i tipi de Lo Stato Sociale, collettivo bolognese di estrazione indie con prospettive pop. Partiti dal basso, con le proprie forze e col sostegno incrollabile di uno zoccolo duro di fan, Albi, Bebo, Lodo, Carota e Checco sono riusciti a mettere su uno show autoprodotto in grado di divertire anche un pubblico più diversificato. «Non eravamo convinti ma speravamo che sareste stati in tanti questa sera – hanno spiegato i regaz de Lo Stato Sociale al pubblico – Senza ospiti, senza alte rotazioni in radio, senza multinazionali e sponsor e con il serio rischio di rimetterci un sacco di soldi, stasera avete ci dimostrato di essere il più grande “si può fare” della nostra storia». Segno dei tempi che cambiano, segno che i messaggi antimilitaristi, antifasciti, antisessisti e antileghisti del collettivo Made in Bologna sono riusciti ad attecchire in modo solido e duraturo. Uno dei punti di forza della discografia del gruppo è l’uso pungente, dirompente, massiccio e sorprendente dell’ironia. Per più di due ore di live, comprensive di siparietti comici, immancabile quello con i ragazzi di Lercio, nonché mini comizi anti Lega Nord, Lo Stato Sociale ha messo sul piatto tutti gli assi nella manica ma senza mai strafare. In scaletta i primi successi ma anche i brani tratti dall’ultimo album intitolato “Amore, lavoro e altri miti da sfatare” (Universal / Garrincha Dischi). Dopo anni di gavetta per il collettivo nato nella radio bolognese Fujiko nel 2009 e partito da feste e concerti auto organizzati, è arrivato il momento del salto di qualità, un nuovo punto di partenza da cui ripartire con una buona dose di consapevolezza e nuovi margini di crescita.

Raffaella Sbrescia

Videointervista:

Le date del tour:

 30 aprile – Cagliari (Poetto Fest), 1 maggio – Roma (Concerto del primo maggio), 20 maggio – Prato (A tutta birra), 1 giugno – Nerviano – MI (Big Bang Music Fest), 2 giugno – Pordenone (Deposito Festival), 9 giugno – Aosta (Garden Music Festival), 17 giugno – Settimo Torinese (Fuori Tutti Festival), 22 giugno – Cremona (Tanta Robba Free Music Festival), 23 giugno – Padova (Sherwood Festival), 24 giugno – Senigallia (Mamamia), 13 luglio – Monteprandone – AP (Cose Pop),  15 luglio – Genova (Arena del Mare), 29 luglio – Roma (Postepay Sound Rock in Roma), 9 agosto – Montalto di Castro – VT (Vulci Music Fest), 12 agosto – Melpignano – LE (So What Festival), 19 agosto – Brescia (Festa di Radio Onda d’urto), 25 agosto – Chieti (Arena Civitella), 26 agosto – Riolo Terme – RA (Frogstock), 27 agosto – Asolo – TV (Ama Music Festival).

Leggi la recensione di “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”: http://www.ritrattidinote.it/recensioni/amore-lavoro-altri-miti-da-sfatare-lo-stato-sociale.html

LA SCALETTA

 Sessanta milioni di partiti

 La rivoluzione non passerà in tv

 Buona sfortuna

C’eravamo tanto sbagliati

 La musica non è una cosa seria

Nasci rockstar muori giudice ad un talent show

 In due è amore in tre è una festa

Mai stati meglio

La felicità non è una truffa

Forse più tardi un mango adesso

Per quanto saremo lontani

 Ladro di cuori col bruco

Amore ai tempi dell’Ikea

Magari non è gay ma è aperto

Sono così indie

Eri più bella come ipotesi

Niente di speciale

Amarsi male

 Mi sono rotto il cazzo

Abbiamo vinto la guerra

 Quasi liberi

 Io te e Carlo Marx

Cromosomi

Vorrei essere una canzone

Amore, lavoro e altri miti da sfatare: il nuovo album de Lo Stato Sociale.

Copertina Album - Lo Stato Sociale

Copertina Album – Lo Stato Sociale

C’è tutto e il contrario di tutto in “Amore, lavoro e altri miti da sfatare”, il nuovo album di inediti del collettivo bolognese Lo Stato Sociale prodotto da Garrincha Dischi in licenza per Universal Music Italia. A due anni di distanza dal loro ultimo successo con “L’Italia peggiore” Albi, Bebo, Lodo, Carota e Checco racchiudono nel titolo del disco un nitido riassunto del contenuto delle dieci tracce che, nel toccare temi chiave, ormai miti dell’uomo contemporaneo, si rivelano attraverso una brillante dose di irona e lucidità analitica. Alternandosi al canto o agli strumenti i cinque membri del gruppo danno spazio alle loro molteplici influenze musicali in un convincente caleidoscopio di generi passando dal rock alla dance all’elecro pop.

Lo Stato Sociale

Lo Stato Sociale

L’album si apre con una canzone “Sessanta milioni di partiti” che, già da sola, ci dipinge in modo autentico come schiavi dei soldi, del tempo, della moda del momento mentre tutto il resto è inferno a fuoco lento. Questo paese ha bisogno di silenzio, canta Lo Stato Sociale, incarnando una necessità fisiologica dettata dal bisogno di resettare tutto e ricominciare daccapo. Naturalmente anche i rapporti di coppia ne escono completamente devastati proprio come avviene in “Amarsi male”: “Non ci sarà mai il tempo di fare quello che ci va/ tra qualche scaffale di scarpe col tacco e una giungla di tofu e seitan/ mandiamo tutta la nostra poesia a puttane”. Ed ecco dunque il verdetto: “Abbiamo finito la felicità in una vita al contrario e sogni a metà”. Profonde e scarnificanti le valutazioni che Lo Stato Sociale propone in uno dei migliori brani del disco quale è “Quasi liberi”: “Scoprire è meglio che capire, capire è meglio di spiegare. Meglio essere liberi che furbi, meglio essere sprovveduti che intelligenti, meglio essere vivi che vissuti, meglio essere sbagliati che incompiuti. Il resto sono solo scuse per sentirsi in compagnia nel rimanere soli con i propri alibi”. Nell’ascoltare queste verità viene subito da dire che Lo Stato Sociale ha raggiunto la maturità definitiva, ha sputato in faccia a tutti quanti noi la nostra essenza più intima, ci ha messo a nudo nella nostra fragilità e chissenefrega di quello che sarà. Non mancano episodi leggermente più leggeri come “Buona sfortuna”, che sbeffeggia lo stile di Cesare Cremonini e “Niente di speciale” in cui si ammette che “non è sognare che aiuta a vivere ma è vivere che deve aiutarti a sognare”. Veramente suggestivo il mantra “Bruciare sempre e spegnersi mai” contenuto in “Eri più bella come ipotesi”, un testo ispirato a uno scritto di Harold Pinter in cui si racconta la fine del sogno politico ’68/’77 come fosse la storia del rapporto tra due amanti che non funziona più. E poi c’è “Mai stati meglio”, il pezzo più dissacrante del disco, quello senza ritornello, quello in cui Lo Stato Sociale puntualizza, moralizza, polemizza divertendosi e divertendo. A seguire lo sberleffo di “Nasci Rockstar, muori giudice a un talent show”: sebbene il testo risalga ad un periodo antecedente alle gesta televisive di Manuel Agnelli a X Factor, l’accostamento alla sua figura è quasi automatico anche se, a dirla tutta, fossero tutti come Manuel Agnelli i giudici dei nostri talent show, ci sarebbero dei risultati molto più appaganti dal punto di vista culturale e artistico. Intensa la dedica d’amore incondizionato insita nel testo di “Per quanto saremo lontani”: Non ho niente perché voglio te, sei tutta la mia voglia di scappare, sei tu la mia paura, la paura di fallire, il mio tempo perso, la mia strada da sbagliare, sei tu la mia paura, la paura di star bene”. Infine la chiusura da bruciore allo stomaco e lucciconi agli occhi con “Vorrei essere una canzone”: quella che ti dice chi sei senza fartelo capire. E adesso tutti sottopalco a ridere di noi stessi insieme a quegli “adorabili mascalzoni” de Lo Stato Sociale.

Raffaella Sbrescia

Video: Buona Sfortuna

Video Intervista Lo Stato Sociale:

Lo Stato Sociale: “Vorrei essere una canzone” è il nuovo singolo

Lo Stato Sociale

Lo Stato Sociale

Esce oggi il videoclip del nuovo singolo “Vorrei essere una canzone” de Lo Stato Sociale. Albi, Bebo, Lodo, Carota e Checco a due anni dal loro ultimo successo con l’album “L’Italia peggiore”, sono pronti a tornare il 10 marzo con il nuovo album “Amore, lavoro e altri miti da sfatare” prodotto da Garrincha Dischi in licenza per Universal Music Italia.

“Vorrei essere una canzone” è una ballata romantica che, con la consueta ironia del gruppo, elenca, con diversi cliché, le canzoni ideali per conquistare la persona del cuore. Quella che ci fa chiudere i finestrini, quella che lasciamo finire prima di scendere dall’auto, quella che cantiamo per strada o per cui stringiamo le cuffie in metropolitana.

Non ha un volto, non ha una voce, non ha un nome da evocare o un numero di telefono da chiamare quando sei ubriaco.” – racconta la band – “E’ quello che alcuni di noi vorrebbero essere per l’altro, è quello che non sappiamo essere fino in fondo. E’ il mondo conciliato che sogniamo, almeno finché non esiste. E’ il modo per uscire dalla solitudine e stare insieme al mondo. E’ la canzone più intima e fragile che abbiamo mai scritto. Abbiatene cura.”

Link video: http://vevo.ly/zhRVA7

Il divertente e irriverente videoclip, firmato da Zurb per The Prodactive, vede la band esibirsi in playback in un ambiente neutro, privo di scenografia. Man mano che il pezzo prosegue, si scatena l’incantesimo e i musicisti smettono a turno di suonare, tra lo stupore di regista e cameraman. E’ il preludio al gran finale in cui, con un grande bacio collettivo tra tutti i presenti, la band sottolinea con ironia il messaggio più importante del brano. Quando suona questa canzone obbliga tutti coloro che la ascoltano a baciarsi, come se trasmettesse il virus dell’amore universale. Le canzoni possono essere piccole e insignificanti, ma servono per la nostra libertà di scegliere da che parte stare.

Le canzoni sono cose piccole e non servono a niente, se non ad essere liberi e scegliere da che parte stare. Con questo video l’intento era rompere gli schemi del romanticismo, mettendoci in gioco in prima persona nella canzone più marcatamente d’amore che abbiamo mai scritto, abbiamo deciso di uscire il giorno di San Valentino, convenzionalmente riconosciuto come il giorno degli innamorati, per dimostrare che l’amore vero ha la libertà di essere come meglio vogliamo.”

Il nuovo album è stato anticipato negli scorsi mesi dal successo del primo singolo “Amarsi male”, che ha già oltre 500.000 streaming su Spotify e quasi un milione di visualizzazioni su YouTube per il videoclip.

Continuano le prevendite per l’attesissimo concerto di debutto al Mediolanum Forum di Assago (Milano) del 22 aprile 2017 organizzato da Antenna Music Factory, per il quale sono stati venduti oltre la metà dei biglietti, l’intero parterre e l’anello A.

Solo durante tutta la giornata di San Valentino, su Ticketone, sarà possibile acquistare due biglietti al prezzo di uno per l’anello C del Forum.

Per informazioni:

www.ticketone.itwww.antennamusicfactory.comwww.lostatosociale.net

 

Meeting del Mare 2015: la musica al servizio della ricerca interiore e della riflessione

Meeting del Mare 2015 - Ph Luigi Maffettone

Meeting del Mare 2015 – Ph Luigi Maffettone

La XIX edizione del Meeting del Mare, tenutasi dal 4 al 6 giugno a Marina di Camerota (SA) ha riscosso ancora una volta un importante successo. Con un cartellone improntato sulla ricerca dell’interiorità, il festival ideato e diretto da don Gianni Citro, ha trasformato l’area porto della cittadina cilentana in un grande palcoscenico all’aperto coinvolgendo il pubblico al centro di un percorso pensato non solo per intrattenere ma anche e soprattutto per far riflettere. Tra distorsioni, psichedelia e un’attitudine punk venerdì 5 giugno, i Verdena, riconosciuti come una delle migliori band italiane, hanno presentato il loro fortunatissimo album  “Endkadenz” (di cui uscirà il secondo volume ad agosto). Sabato 6 giugno, invece, è stata la volta de Lo Stato Sociale,in scena col loro celeberrimo ultimo tour “Gran Fenomeni”, che chiude il percorso intrapreso dalla band nel 2014 con l’uscita de “L’Italia peggiore”, tra gli album indipendenti più venduti dell’anno. In scena anche gli irriverenti KuTso (6 giugno), già presenti lo scorso anno al Meeting del Mare e reduci dal secondo posto nella categoria giovani del Festival di Sanremo e dai concerti del Primo Maggio e con Caparezza a Miami (USA).

Meeting del Mare 2015 - Ph Luigi Maffettone

Meeting del Mare 2015 – Ph Luigi Maffettone

Accanto agli eventi del palco principale ci sono state anche numerose attività del “JAM Camp”: una factory musicale all’aperto che, ogni giorno dalle 11 all’alba del mattino successivo, ha proposto showcase, incontri, jam session e workshop con artisti, produttori, giornalisti, start-upper e operatori culturali. Tra gli ospiti: Massimo Bonelli (iCompany, Concerto del Primo Maggio), Giordano Sangiorgi (Mei), Giuseppe Fontanella (24Grana, Octopus Records), Federico Camici (Soundreef), Daniele Citriniti (Resetfestival), Marco Notari (Libellula).

Meeting del Mare 2015 - Ph Luigi Maffettone

Meeting del Mare 2015 – Ph Luigi Maffettone

Novità assoluta di questa edizione è la “MDM CompilAction”, un cd in più volumi con il meglio delle band emergenti in scena al festival. L’idea della compilation si inserisce nel tentativo del Meeting del Mare di dar vita ad un sistema di produzione e promozione “equo e musicale”, innovativo e sostenibile, in cui il festival smette di essere un “semplice” palco, diventando una “comunità” che mette a disposizione delle giovani realtà emergenti italiane tutte le competenze e le risorse di cui dispone.

Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Meeting del Mare-2

Meeting del Mare 2015 - Ph Luigi Maffettone

Meeting del Mare 2015 – Ph Luigi Maffettone

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Meeting del Mare 2015 – Ph Luigi Maffettone

Meeting del Mare 2015 - Ph Luigi Maffettone

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Al via la VI edizione del Carroponte Festival: Lo Stato Sociale apre la ricca kermesse estiva

lo-stato-sociale

Il Carroponte si fa Festival per la sesta volta: nell’area ex Breda di Via Granelli a Sesto San Giovanni, la rassegna musicale continua a collezionare successi e ad inseguire, a ragione, l’obiettivo di farsi polo culturale dell’intera regione Lombardia. Il cartellone – dal 4 giugno al 13 settembre- promette e garantisce un’estate importante per gli appassionati di musica: icone reggae, i più noti rapper nostrani, grandi cantautori, artisti rock e i migliori rappresentanti del mondo indie popoleranno i tre palchi allestiti per la nuova edizione di Carroponte. Carico di aspettative e particolarmente entusiasta del cartellone di quest’anno, direttore artistico, Fabio Paolo Costanza, ha spiegato che il piatto forte della kermesse sta proprio nella grande varietà dei contenuti che verranno proposti al pubblico. Frutto di un grande lavoro di relazioni e di sinergie tra promoter e addetti ai lavori, Carroponte rappresenta la concreta possibilità di realizzazione di un Festival di rilievo internazionale.

Ad aprire le danze, questa sera, sarà Lo Stato Sociale, irriverente band della scena indipendente italiana. Ma sui su tre palchi si esibiranno fino al 13 settembre tanti artisti importanti. Tra tutti ricordiamo che il 30 giugno ci sarà il figlio più giovane di Bob, Damian Marley. Il 17 luglio toccherà ai Litfiba, il 18 luglio a De Gregori. Tra i protagonisti anche Stefano Bollani, Carmen Consoli, Cocorosie, Deus, Eagles of Death Metal, John Hiatt.   Ampio spazio anche all’ hip hop: da Marracash (5 giugno) a Fedez (23 giugno), passando per Clementino (26 giugno), Ghemon (1 agosto) e J-Ax (12 settembre).

Mailticket_carroponte2015

Tra le novità più c’è divertenti segnaliamo la Silent Disco: per due sabati al mese (6 giugno, 27 giugno, 11 luglio e 1 agosto) allo scoccare della mezzanotte, prenderà il via una discoteca “silenziosa” con 3 dj set e centinaia di cuffie a disposizione di tutti.

Non solo musica ma anche buon cibo e grandi eventi delizieranno il pubblico. Ci sarà un angolo Mangia&Bevi con attenzione agli alimenti bio e spazi dedicati ai più piccoli con Bambini@Carroponte. Tra gli appuntamenti più importanti della stagione, la festa nazionale di Emergency, con Mannarino e Ascanio Celestini e le giornate in compagnia dello Streeat FoodTruck Festival, kermesse del cibo “on the road” organizzata da Barley Arts Promotion. E poi ci sarà la notte del Circo Loco, festival di musica elettronica internazionale, che ha fatto ballare i giovani di tutto il mondo.

A completare la ricchissima offerta laboratori didattici per bambini, workshop e incontri pensati per soddisfare davvero i gusti di tutti.

Tutto pronto per la XIX edizione del Meeting del Mare. Il tema di quest’anno è l’interiorità

meeting del mare 2015

Arriva uno degli appuntamenti più attesi dai giovani del Sud Italia: anche quest’anno, come tradizione dal 1996, a Maria di Camerota (SA) si svolge il Meeting del Mare. Il festival ideato e diretto da don Gianni Citro, giunto alla XIX edizione, che con un intenso cartellone di iniziative artistiche e culturali indaga il tema dell’interiorità.

Da giovedì 4 a sabato 6 giugno l’area porto della cittadina cilentana si trasforma in un grande palcoscenico all’aperto – per la prima parte dell’ampio cartellone di eventi che proseguirà fino a luglio – ospitando oltre 40 concerti, mostre, danza, performance artistiche, presentazione di libri e momenti di riflessione. Tutto a ingresso gratuito.

Tra distorsioni, psichedelia e un’attitudine punk venerdì 5 giugno arriva sul palco del MDM2015 una delle migliori formazioni della scena rock italiana: i Verdena. A quattro anni da “Wow”, il trio bergamasco è ritornato sulle scene con “Endkadenz”, un acclamato album in due volumi (il primo pubblicato a gennaio, il secondo uscirà ad agosto). Alla line up storica - Roberta Sammarelli (basso, tastiere e cori), Alberto Ferrari (voce, chitarra, pianoforte, tastiere) e Luca Ferrari (batteria, percussioni, synth e cori) – si aggiunge per questo tour il chitarrista Giuseppe Chiara.

Sabato 6 giugno, invece, è la volta de Lo Stato Sociale in scena col loro celeberrimo ultimo tour “Gran Fenomeni”, che chiude il percorso intrapreso dalla band nel 2014 con l’uscita de “L’Italia peggiore”, tra gli album indipendenti più venduti dell’anno. Una fortunata tournée che ha fatto segnare il tutto esaurito ovunque in Italia, toccando più volte l’Europa, da Bruxelles a Londra, da Amsterdam a Parigi e Berlino.

KuTso

KuTso

Insieme ai due headliner in scena una trentina di band emergenti e nuove realtà della musica indipendente italiana. Su tutti i KuTso (6 giugno), già presenti lo scorso anno al Meeting del Mare e reduci dal secondo posto nella categoria giovani del Festival di Sanremo e dai concerti del Primo Maggio e con Caparezza a Miami (USA).

Ogni sera, inoltre, sul main stage spazio alla danza contemporanea e alla performing art, mentre di mattina, in riva al mare, si terranno gli incontri d’autore con “Libri a galla”.

Accanto agli eventi del palco principale ci saranno, poi, le numerose attività del “JAM Camp” dal 4 giugno: una factory musicale all’aperto che, ogni giorno dalle 11 all’alba del mattino successivo, propone showcase, incontri, jam session e workshop con artisti, produttori, giornalisti, start-upper e operatori culturali. Tra gli ospiti: Massimo Bonelli (iCompany, Concerto del Primo Maggio), Giordano Sangiorgi (Mei), Giuseppe Fontanella (24Grana, Octopus Records), Federico Camici (Soundreef), Daniele Citriniti (Resetfestival), Marco Notari (Libellula).

Verdena

Verdena

Novità assoluta di questa edizione è la “MDM CompilAction”, un cd in più volumi con il meglio delle band emergenti in scena al festival. L’idea della compilation si inserisce nel tentativo del Meeting del Mare di dar vita ad un sistema di produzione e promozione “equo e musicale”, innovativo e sostenibile, in cui il festival smette di essere un “semplice” palco, diventando una “comunità” che mette a disposizione delle giovani realtà emergenti italiane tutte le competenze e le risorse di cui dispone.

Nel “Cantiere visivo”, il consueto spazio dedicato a mostre e installazioni, verranno esposte le opere  “Massacri” di  Claudio Martinenghi, “Napoli 2015 nuova luce” a cura di Marcello De Masi, “Le cose di dentro” di Carlo Gentile e “Cilento interno” del fotografo Pio Peruzzini. L’associazione l’Africa Chiama onlus, invece, presenta “In viaggio verso l’altro”: momenti di approfondimento e riflessione sui flussi migratori dall’Africa verso l’Europa e sui progetti umanitari realizzati in Kenya, Tanzania e Zambia. Questa edizione del Meeting del Mare, infine, sarà arricchita da alcuni interventi di arte pubblica curati da Simone Pallotta, Antonio Oriente e dall’associazione Incipit, realizzati da due artisti innovativi, lo spagnolo Gonzalo Borondo e il pittore, scenografo e scultore Edoardo Tresoldi.

OltreMusic Fest: Lo Stato Sociale in concerto a Napoli. Il live report

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Lo Stato Sociale @ OltreMusic Fest

Si è tenuto lo scorso 19 giugno l’atteso concerto napoletano de Lo Stato Sociale, la chiacchieratissima band made in Bologna. Preceduti dall’energia degli Shak&Speares, Lodo Guenzi e soci si sono esibiti sul palco allestito all’interno della Mostra D’Oltremare di Napoli, nell’ambito dell’OltreMusic Fest, presentando al pubblico sia i nuovi brani tratti dal loro ultimo disco, intitolato “L’Italia Peggiore”, sia i brani che hanno determinato la viralità del loro successo. A prescindere dai grandi numeri, dalla incredibile quantità di concerti tenuti dal gruppo nei più svariati contesti, è importante sottolineare il forte riscontro che Lo Stato Sociale sta avendo dal pubblico.

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Lo Stato Sociale @ OltreMusic Fest

Nonostante le critiche, nonostante si dica che i testi del  gruppo siano impacchettati per generare like, benché gli arrangiamenti dei suddetti brani siano piuttosto poveri e monotematici, il gruppo piace e neanche poco. Forse è quello che il pubblico cerca, forse invece del folk impegnato piace il lalala sound, infarcito di tastiere elettroniche e parolacce a raffica. Partendo dal presupposto che nessuno sia detentore del vero e del bello assoluto, Lo Stato Sociale detiene il merito di mettere nero su bianco pensieri e verità tanto scontate, quanto vere, paradossalmente taciute e date per scontate. Sicuramente questi ragazzi potrebbero intraprendere un percorso di ricerca melodica e strumentale più intenso e originale ma, probabilmente, al momento non è qualcosa che rientra nei loro piani.

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Lo Stato Sociale @ OltreMusic Fest

I testi, intelligenti e sarcastici, spesso irriverenti e dissacranti, passano dall’aneddoto demenziale alla denuncia sociopolitica, senza soluzione di continuità. Senza mai prendersi troppo sul serio Lo Stato Sociale macina traguardi e successi, centrando il nucleo di una formula forse studiata o forse no, eppure vincente. Con una scaletta che va da “Abbiamo vinto la guerra”, “Io, te e Carlo Mark”, “Piccoli incendiari crescono”, “Quello che le donne dicono” a “La musica non è una cosa seria”, “Ladro di cuori col bruco”, “L’escapista”, passando per “Mi sono rotto il cazzo” e “In due è amore in tre è una festa”, i recentissimi “C’eravamo tanto sbagliati” e “Questo è un grande paese”, fino alla chiusura affidata a “Senza macchine che vadano a fuoco” e “ Cromosomi”, Lo Stato Sociale sviscera ed affronta il mondo a 360 gradi facendo del luogo comune una virtù.

Raffaella Sbrescia

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