La Febbre del Sabato Sera: non solo glamour. Un focus sempre verde sul disagio giovanile

La Febbre del Sabato Sera

A cinque anni dalla produzione diretta da Carline Brouwer e Chiara Noschese con le coreografie di Chris Baldock, “Saturday Night Fever” –  La Febbre del Sabato Sera riprende vita in occasione del quarantennale dall’uscita del famosissimo film con John Travolta. Stavolta è Claudio Insegno a confrontarsi con le canzoni dei Bee Gees e i testi di Cohn, Stigwood e Oaks. La prima location della lunga tournée che toccherà le principali città italiane è il Teatro Nuovo di Milano. Prodotto da Lorenzo Vitali, il musical vanta i contributi di Valeriano Longoni per le coreografie originali, Roberto e Andrea Comotti per le scenografie, Graziella Pera i costumi, Angelo Racz alla supervisione musicale, Massimo Carrieri alla direzione dell’orchestra. Il nuovo Tony Manero è Giuseppe Verzicco, classe 1986, al suo fianco troviamo l’affascinante Anna Foria nel ruolo di Stephanie Mangano, Giada D’Auria nei panni dell’innocente e sognante Annette. Menzione di merito ad Alessandra Sarno e Gaetano Ingala nei panni dei poveri genitori di Tony, immigrati italiani di origine pugliese. Trai plus dello spettacolo ci sono anche le potenti voci di Gianluca Sticotti nel ruolo di DJ Monty e di Giovanna D’Angi nel ruolo di Candy. Il risultato è una piacevole e spassosa serata che, pur essendo  principalmente un omaggio alla disco music e al glam dominante degli anni Settanta,  non vi esimerà dal riflettere su tematiche quanto mai attuali quanto può esserlo il senso di spaesamento e di disagio giovanile in un mondo sempre meno attento alle reali esigenze delle ultime generazioni.

 Raffaella Sbrescia

LA TOURNÉE – Teatro Nuovo – dal 9 dicembre 2016 al 29 gennaio 2017 VARESE – Teatro di Varese – 31 gennaio e 1 febbraio 2017 BOLOGNA – Teatro EuropAuditorium – 4 e 5 febbraio 2017 ROMA – Teatro Olimpico – dal 7 al 19 febbraio 2017 TORINO – Teatro Alfieri – dal 21 al 26 febbraio 2017 GENOVA – Politeama Genovese – dal 28 febbraio al 5 marzo 2017 LA SPEZIA – Teatro Civico – 7 marzo 2017 BERGAMO – Teatro Creberg – 10 e 11 marzo 2017 LEGNANO – Teatro Galleria – 14 marzo 2017 REGGIO EMILIA – Teatro Regio – dal 17 al 19 marzo 2017 FERRARA – Teatro Nuovo – 21 marzo 2017 ASSISI – Teatro Lyric – 23 marzo 2017 MONTECATINI – Teatro Verdi – 25 marzo 2017 BRESCIA – Palabanco – 27 marzo 2017 LIVORNO – Teatro Goldoni – 29 marzo 2017 COMO – Teatro Sociale – 31 marzo 2017

 

Grease, il musical più longevo di sempre diventa solidale.

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

In scena al Palapartenope di Napoli lo storico musical “Grease” della Compagnia della Rancia. Lo spettacolo ha riscosso un grande successo sia in termini di pubblico che di riscontri di natura socio-culturale. I successi ‘rock’n’roll’ di John Travolta ed Olivia Newton John  sono stati, infatti, proposti a 400 bimbi e ragazzi dai 10 ai 17 anni ospitati presso case famiglia, o che frequentano il Servizio Educativa Territoriale del Comune di Napoli. Presenti tra gli spettatori anche minori fuggiti da territori lontani dilaniati dalle guerre, da gravi crisi politiche e da sistemi economici in regime di povertà (Senegal, Nigeria, Pakistan, Somalia, Egitto, Gambia, Ucraina, Marocco, Bangladesh, Romania e Repubblica Domenicana). Hanno preso parte alla serata il sindaco Luigi de Magistris, l’assessore al Welfare Roberta Gaeta nonché numerose personalità della cultura, dell’arte, dell’economia e della politica partenopea e nazionale.

 Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl - replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

Grease ph Luigi Maffettone (Foto non ufficiali, su gentile autorizzazione della produzione dello spettacolo, Compagnia della Rancia srl – replica del 9 marzo presso Palapartenope NAPOLI)

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Rocky Horror Live: un messaggio di libertà che non subisce i segni del tempo

Rocky Horror Live @Linear Ciak -Milano

Rocky Horror Live @Linear Ciak -Milano

Lo spettacolo Rocky Horror Live prodotto da Live Theatre, rivisitazione in chiave moderna del “The Rocky Horror Show” di Richard O‘Brien, il musical rock cult per eccellenza, che a metà degli anni ‘70 stravolse e reinventò l’estetica horror, tra b-movie e il film d’autore e tornato a Milano lo scorso 27 febbraio al Teatro LinearCiak per un unico appuntamento che, sulla carta, sembrava imperdibile. Il musical, fedele all’originale nello script vede nella regia Lorenzo Fusoni e negli otto musicisti scelti per suonare tutti gli storici brani dal vivo, le uniche vere risorse a cui poter fare affidamento. Lo spettacolo mantiene i testi delle canzoni in lingua originale mentre i dialoghi sono stati tradotti in italiano, per incentivare al massimo “l’audience participation” ci dicevano, ma, nei fatti, abbiamo assistito ad un’infinità di errori e sopportato inaccettabili problemi tecnici, soprattutto legati all’audio. Dispiace dover constatare che tutte queste imprecisioni hanno fortemente inficiato la godibilità di uno spettacolo studiato nei dettagli e molto fedele all’originale. Tra scienziati pazzi in giarrettiera, alieni, creature muscolose, sesso di coppia, sesso di gruppo l’invito del Rocky Horror Show rimane comunque molto chiaro: siate quel che volete, non perdetevi dietro classificazioni di nessun genere!

“Sotto i ponti di Paris. In fuga da Sbrerenica”. Un Musical per non dimenticare

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La giovinezza di 25 artisti in scena per uno spettacolo unico nel suo genere, interamente cantato dal vivo. ricco di filmati, coreografie, ambientato  sotto i ponti di Paris. Una storia che tocca le corde del cuore. Ti regala un sorriso e ti fa riflettere. PER NON DIMENTICARE.
Dicono di noi… <<In scena, la storia di Natasha, sopravvissuta alla strage di Srebrenica, genocidio che ha segnato per sempre la Bosnia-Erzegovina, durante il conflitto degli anni ’90. Natasha, divenuta ‘madre, quando era ancora bambina’, dando alla luce una piccola ‘nata dal seme violento della guerra’, ora vive con i clochard sotto i ponti della capitale francese. E saranno proprio loro, questi personaggi tanto bizzarri, quanto di cuore, a realizzare il suo sogno più grande. Una rappresentazione che sa unire il rispetto della memoria ai passaggi struggenti della reale storia di Srebrenica, alla ‘leggerezza’ e spensieratezza — pur nella disperazione e povertà — che la voglia di vivere dei clochard sa trasmettere. Una capacità di sognare in grande che nasce da chi si riempie ogni giorno le tasche «di quello che non c’è» (Tratto dal quotidiano ‘La Provincia’ – Crema di lunedì 11/01/2016).
Info e prenotazioni: teatroinsiemecenerentola@gmail.com
Per saperne di più:
www.sottoipontidiparis.altervista.org
www.facebook.com/teatroinsiemecenerentola/

Milano, Il Politeatro, Domenica 24 gennaio 2016, ore 16
Viale Lucania, 18 (Corvetto). Ingresso € 10,00

I Promessi Sposi al Palapartenope di Napoli: un’opera senza tempo che non perde mai fascino

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

Con tre repliche in scena il 27, 28 e 29 novembre 2015 al Palapartenope di Napoli, il grande musical teatrale “I Promessi Sposi- Opera Moderna” firmato da Michele Guardi alla regia e da  Pippo Flora alle musiche, nonché arricchito da un cast composto da 12 interpreti e ben 24 ballerini, torna a far sognare il pubblico con tematiche che non conoscono l’usura del tempo. L’opera è considerata uno dei maggiori eventi nel teatro musicale italiano del panorama recente e tra i protagonisti propone grandi talenti come quelli di Vittorio Matteucci, Noemi Smorra e Graziano Galatone, con la partecipazione straordinaria di Giò di Tonno nei panni di don Rodrigo.

 Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi - Musical-  Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

I Promessi Sposi – Musical- Teatro Palapartenope -ph Luigi Maffettone

 

 

 

Teatro Brancaccio: nella nuova stagione sei musical, due concerti, il nuovo circo e un omaggio a Pasolini

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

 Il Teatro Brancaccio di Roma riparte con un calendario ricco di appuntamenti, in programma da ottobre a maggio: sei musical, due eventi musicali, il nuovo circo e un omaggio a Pier Paolo Pasolini scandiranno una stagione ricca di emozioni.

L’apertura, sarà affidata a ‘Cabaret’, musical con la regia di Saverio Marconi, presentato, nelle vesti di maestro di cerimonie, da Giampiero Ingrassia. Il 21 ottobre ritornerà il musical campione d’incassi ‘Priscilla – La regina del deserto’, con quattro milioni e mezzo di biglietti in tutto il mondo, firmato da Simon Phillips. Dal 10 dicembre andrà in scena ‘Sister Act’, nuovo musical prodotto dal direttore artistico del Brancaccio, Alessandro Longobardi, tratto dall’omonimo film del 1992, che rese celebre Whoopi Goldberg nel ruolo di Deloris van Cartier/Suor Maria Claretta.

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Il 2016 si aprirà con ‘Burattino senza fili – il musical’, in scena a partire dal 18 febbraio, con musiche di Edoardo Bennato e la regia di Maurizio Colombi. Il punto di partenza dello spettacolo prodotto da Longobardi è l’album omonimo del cantautore napoletano, un disco del 1978 ma dai testi ancora attuali. Per il progetto di matrice collodiana, è previsto un adattamento meno legato alla parola e più alla musica, con Bennato attualmente impegnato nella scrittura anche di due nuovi brani ad hoc.

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Grande ritorno di ‘Rapunzel’ il 6 aprile, un’idea tutta italiana con 50mila spettatori al Brancaccio durante la stagione 2014/2015, sempre con la regia di Colombi. Dal 4 maggio sarà in scena ‘Grease’ con regia di Marconi e coreografie di Gillian Bruce.

Steve Hackett e Noa saranno, invece, i due ospiti musicali della stagione 2015/2016. Il 23 settembre il chitarrista dei Genesis rivisiterà il meglio del repertorio della band; il 9 novembre la cantante israeliana si esibirà nei suoi maggiori successi, divenendo anche ‘voce’ dell’evento benefico, con l’intero ricavato devoluto in favore dei progetti a sostegno della comunità di Kimbondo nella Repubblica Democratica del Congo.

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

I performer della compagnia canadese ‘Les 7 doigts de la main’, nome traducibile in ‘le sette dita della mano’, saranno i protagonisti di ‘Cuisine et confessions’ mentre il 2 novembre andrà in scena ‘Tra la carne e il cielo’, con memorie, lettere, poesie e interviste di Pasolini, lette dalla voce di Ennio Fantastichini e accompagnate dalle musiche di Johan Sebastian Bach.

Photogallery a cura di: Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

 

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

Presentazione stagione 2015/2016 Teatro Brancaccio ph Roberta Gioberti

L’intervista a Mario Restagno, direttore artistico dell’Accademia dello Spettacolo di Torino

sfa_2013_0196_bMario Restagno, Direttore Artistico dell’Accademia dello Spettacolo di Torino e regista del musical “Excalibur– La Spada nella Roccia”, apre le porte dell’Accademia e della Scuola di formazione dell’attore. Un progetto, quest’ultimo, ideato dall’Accademia dello Spettacolo per promuovere attivamente il valore della formazione artistica e scommettere sulle capacità dei giovani. In occasione degli open days, che si terranno in tre giornate, dal 25 al 27 aprile, Mario Restagno ci ha parlato delle possibilità offerte da questa importante scuola con un ampio approfondimento del programma multidisciplinare e del percorso didattico offerto, attraverso lo studio delle tre arti sceniche: canto, danza e recitazione.

Quando nasce e quali sono gli obiettivi principali dell’Accademia dello Spettacolo di Torino?

Alla fine degli anni 80 in Italia si cominciò a parlare di musical. Subito si evidenziò un problema: non c’erano attori in grado di esprimersi nelle tre arti. Cominciai a studiare un percorso per formare una nuova  generazione di artisti.

Quali sono le linee guida del percorso formativo offerto?

Gli anni dedicati allo studio della didattica e dei metodi formativi mi hanno portato alla creazione di un modello che si ispira alle scuole anglosassoni (ArtsEd di Londra su tutti), ma conserva anche una sua peculiarità.
Innanzitutto l’impostazione di livello universitario è una caratteristica peculiare della SFA che si traduce in un’attenzione agli aspetti culturali, spesso trascurati nelle scuole private di arti sceniche in Italia: su un piano di studi di 1000 ore annue, oltre 200 sono dedicate alle materie culturali come Storia del Teatro, Psicologia, Anatomia. In secondo luogo, il programma in tre anni consente all’allievo un’esperienza a grande raggio nel settore delle arti sceniche: teatro di prosa, cinema, musical, teatro danza, teatro di strada, teatro sperimentale..

Ci parla degli ultimi progetti realizzati e i riscontri ottenuti?

L’attenzione al mondo della scuola ha sempre ispirato il lavoro di Accademia dello Spettacolo. Da alcuni anni creiamo opere teatrali che produciamo in dvd e distribuiamo gratuitamente in tutte le scuole italiane: nel 2013 è stata la volta di “Scrooge, Canto di Natale” (oltre 30.000 copie diffuse). Sono spettacoli che gli insegnanti possono realizzare localmente con le classi di allievi: la nostra associazione fornisce le basi musicali e tutto il supporto didattico perché nelle scuole italiane si faccia teatro a partire dalle elementari. I riscontri a questo impegno sono per esempio gli oltre 250 istituti che solo nel 2013 hanno messo in scena un nostro lavoro. É qualcosa che succede su tutto il territorio nazionale in silenzio, senza tanta pubblicità, come una foresta che cresce, ma succede. Sull’esempio di quanto si fa in Australia noi crediamo che educare i bambini e i giovani a fare teatro è l’unica via per avere in futuro artisti e pubblico più qualificati.

sfa_2013_053_bLa Scuola di Formazione dell’Attore è un progetto no profit ideato proprio dall’Accademia dello Spettacolo… quali sono le attività svolte durante il triennio e quali garanzie offre questo percorso ai giovani allievi che decidono di iscriversi?

É no profit perché le rette non coprono i costi di gestione della scuola. La SFA ha fatto una scelta importante di qualità sull’esempio di quanto viene fatto a Londra in istituti come l’ArtsEd. La qualità ha un costo: significa concretamente non avere classi troppo numerose per poter seguire bene ogni singolo allievo, avere spazi adeguati, a norma e dedicati esclusivamente alla scuola, rispettare un codice etico che abbiamo pubblicato sul nostro sito. Una scuola così impostata costa oltre 10.000 euro all’anno (la retta dell’ArtsEd  è di 14.000 sterline). Accademia dello spettacolo, per ogni allievo avvia un “programma di sostegno economico” che va a coprire oltre il 60% dei costi.

Quali macro aree comprende il piano didattico?

Il piano didattico della SFA è diviso in 5 aree:

  • culturale (Storia del Teatro, Storia del Musical, Storia della Musica, Psicologia, Anatomia…)
  • espressiva (Dizione e Fonetica, Recitazione Teatrale, Recitazione Cinematografica, Improvvisazione,…)
  • musicale (Solfeggio, Tecnica Vocale, Canto Corale, Canto Moderno, Interpretazione Musical)
  • coreutica (Danza Classica, Jazz, Contemporanea e Tip Tap)
  • integrativa (Arti Marziali, Balli da Sala, Combattimento Scenico,…)

E per quanto riguarda  il programma?

Ogni anno la direzione attiva corsi complementari e stage che completano un programma già intenso. La SFA offre elevate garanzie sul programma: per esempio le lezioni sono garantite (materie, numero di ore, docenti), neppure le scuole di Stato arrivano a tanto. Questo consente di assicurare la continuità nello studio. La scuola non può garantire sulle capacità e sulle motivazioni di un candidato: la scuola mette tutto lo staff al servizio dell’allievo, ma spetta a quest’ultimo fidarsi, applicare con rigore i metodi, studiare. Noi amiamo citare una scena del film Karate Kid: “Passa la cera, togli la cera… passa la cera, togli la cera…”. La proposta SFA si ispira a valori che forse non sono tanto di moda: chi cerca scorciatoie o pensa già di sapere non si troverà bene alla SFA, chi ha pazienza e si fida avrà il meglio per realizzare il proprio progetto.

Diventare famosi? Non siamo in grado di prometterlo. Bravi sì.

Recentemente avete prodotto il Musical “Excalibur – La Spada nella Roccia”. Il protagonista, Jacopo Siccardi, è stato proprio un allievo della scuola… qual è il bilancio di questa produzione?

In realtà il vero protagonista è Merlino interpretato da gipeto, in seconda battuta Morgaine, l’antagonista, poi c’è Ginevra e infine Artù. Excalibur è un’opera con diversi piani di lettura che vuole invitare i giovani a riflettere sul proprio destino e sulle relazioni familiari, un tema tanto caro ai drammaturghi che da sempre hanno scritto di padri, madri e figli. Jacopo Siccardi è un allievo che ha completato con successo il triennio professionale nel 2012 e sta ancora studiando per migliorarsi ulteriormente. Excalibur è stato scritto mentre Jacopo frequentava con i suoi compagni l’ultimo anno dell’Accademia. Un piano di lettura dell’opera è il rapporto Merlino, Artù e Ginevra: non è un caso che nel secondo atto, quando Ginevra viene baciata da uno sconosciuto evocato da Merlino, quest’ultimo dica: “É un’immagine, un esempio… come attori che per finzione si baciano!”. In Excalibur confluiscono riflessioni che sono state oggetto delle lezioni in accademia: per gli esterni è difficile capire, ma per gli allievi della SFA (almeno i più intuitivi) il rapporto tra Merlino e i due giovani è una similitudine del rapporto docente-allievi SFA. In definitiva Artù e Ginevra sono due allievi dell’accademia.

Excalibur è un’opera destinata alle scuole, in linea con quanto Accademia dello Spettacolo fa da quasi 10 anni. In questo caso non ci si è voluti fermare alla realizzazione del dvd da distribuire perché, vedendo la situazione generale di crisi del settore spettacolo, l’associazione ha voluto offrire un segnale positivo ai giovani.
Così è nato il progetto di far diventare Excalibur un spettacolo da inserire nel circuito professionale per dare un’opportunità lavorativa ai giovani esordienti. Il bilancio di questa prima tornata di date è positivo, nonostante tutto.

Quali difficoltà avete incontrato?

La difficoltà maggiore incontrata è la diffidenza rispetto ad un’operazione che non ha seguito il meccanismo dei soliti nomi o del “nome televisivo”: da più parti, continuamente ed ossessivamente, viene richiesto un nome che attragga perché questa la legge del mercato. Il nome garantisce visibilità, protegge da critiche distruttive, tranquillizza i teatri e fa lavorare in serenità i distributori. La filosofia che ispira il nostro modo di lavorare mal si collima a questa impostazione visto che noi amiamo rischiare sul nuovo e sull’inedito… tuttavia qualche compromesso si dovrà fare anche per il bene dei giovani. Vedremo…

sfa_oreste_0234_bDal 25 al 27 aprile ci saranno gli Open Day della Scuola di Formazione dell’attore… a chi si rivolgono queste giornate? Quali sono i requisiti per entrare a far parte dell’organico? Chi sono i docenti? E per quanto riguarda i costi?

Partiamo dai costi. La scuola è molto cara. Gli studenti versano una retta annuale di 4.000 euro, che copre il 40% dei costi: Accademia dello Spettacolo interviene poi con un programma di sostegno economico.
Per questo motivo la scuola è molto severa: detto in breve non basta pagare per andare avanti. Lo studente che non rispetta il Regolamento o il cui rendimento non è all’altezza dell’investimento che viene fatto a suo favore non può proseguire l’iter formativo.

Accademia dello Spettacolo offre l’opportunità di entrare alla SFA a giovani in età compresa tra i 18 e i 24 anni che siano seriamente motivati a diventare attori secondo il metodo globale: cioè studiando tutte le discipline delle arti sceniche, la recitazione, il canto e la danza.

L’open-day è un momento importante per conoscere direttamente la scuola, i docenti e ottenere una valutazione.
Requisiti fondamentali per accedere ala SFA sono sana e robusta costituzione, maggiore età compiuta entro il 31 dicembre 2014, conoscenza della lingua italiana.

Lo staff è composto da oltre 20 docenti: qui possiamo citare il sodalizio con l’ArtsEd che ci consente di avere direttamente da questo istituto londinese docenti che vengono a tenere le lezioni a Torino sia per l’aggiornamento dei docenti sia per la formazione dei nostri studenti.

Per partecipare è necessario compilare il modulo on-line (www.scuoladimusical.org/candidatura-online) allegando una foto a figura intera. La Scuola di Formazione dell’Attore si impegna ad assegnare a ciascun studente che si iscrive al triennio un programma di sostegno economico che copre il 60% della retta annuale (per maggiori info 011/4347273).

Raffaella Sbrescia

Si ringraziano il Dottor Mario Restagno e Sara Bricchi per Parole e Dintorni per la disponibilità

Romeo e Giuletta – Ama e cambia il mondo, il musical dei record a Napoli

Sboccia l'amore tra Romeo e Giuletta Ph Luigi Maffettone

Sboccia l’amore tra Romeo e Giuletta Ph Luigi Maffettone

“Romeo e Giuletta – Ama e cambia il mondo”, il musical che ha conquistato il pubblico italiano sbancando i botteghini è approdato al Teatro PalaPartenope di Napoli lo scorso 9 aprile e resterà in città fino al 13. Con la regia di Giuliano Peparini, le musiche di Gérard Presgurvic e l’adattamento di Vincenzo Incenzo per i testi italiani, la produzione di David e Clemente Zard si conferma come una delle più imponenti mai viste in Italia. Il nucleo centrale è, come sempre, “la storia del sacrificio di due germogli perché tutto l’albero possa generarsi”, ambientazioni antiche e coreografie moderne regalano una linfa innovativa alla tragedia Shakespeariana che abbandona, così, le tradizionali vesti classicheggianti, per lasciarsi sedurre da una rinnovata concezione di sentimenti eterni.

Il corpo di ballo Ph Luigi Maffettone

Il corpo di ballo Ph Luigi Maffettone

Protagonisti di questa speciale storia d’amore sono Davide Merlini, noto per aver partecipato al talent show X-Factor, nei panni di Romeo, e Giulia Luzi, già nel cast della serie tv I Cesaroni, nelle dolci e delicate vesti di Giulietta. Le maestose scenografie, arricchite da scenari digitali, un corpo di ballo realmente inserito a 360 gradi  all’interno del progetto, con spettacolari e complesse coreografie e i dettagliati costumi sartoriali sono i particolari che hanno concretamente contribuito a fare la differenza all’interno di un progetto ambizioso e molto apprezzato anche dai non più giovanissimi.

Entrando nello specifico, il cantato ha ampiamente superato le aspettative: voci potenti e ben amalgamate sono riuscite a rendere l’emozione di un testo pregno di riflessioni intense ed intimiste.

Mercuzio Ph Luigi Maffettone

Mercuzio Ph Luigi Maffettone

Tra le interpretazioni più riuscite in assoluto quelle di Barbara Cola nel coinvolgente e combattuto ruolo di Lady Capuleti, l’originale ed erotica rivisitazione del personaggio di Mercuzio da parte di Luca Giacomelli e la controversa personalità di Tebaldo nella vistosa individualità di Gianluca Merolli. Grandi pose  e maestose movenze hanno scandito lo svolgersi di vicende senza tempo in una Verona luccicante e dannata, culla del male incastrata tra strade e balconi, mentre tutt’intorno grida, minacce e violenza si reincarnano nei volti felini e animaleschi di ballerini acrobati. Molto intensa anche la recitazione di Vittorio Matteucci nel ruolo del Conte Capuleti, scenica, invece, la figura del Principe, impersonificato da Leonardo di Minno. Decisamente sottotono è apparsa Roberta Faccani, alias Lady Montecchi, soprattutto nel duetto “L’Odio” con Barbara Cola.

La morte apparente di Giuletta Ph Luigi Maffettone

La morte apparente di Giuletta Ph Luigi Maffettone

La voce pulita e lo sguardo sognante di Romeo sono i pregi dell’ indovinato rappresentante di una giovinezza fatta di colpi di testa e gesti avventati. Lui, Mercuzio e Benvolio (Riccardo Maccaferri) sono i re del mondo, giovani leoni, angeli con spade e coltelli: l’elogio alla follia. In un mondo che mischia anime senza pietà rimane coinvolta anche la balia (Silvia Querci), una donna destinata a rivestire le funzioni di una madre a termine, in eterna combutta con la felicità.

Romeo è disperato  Ph Luigi Maffettone

Romeo è disperato Ph Luigi Maffettone

L’amore in questo musical riveste un ruolo universale, diventa una forza  in grado di smantellare qualsiasi convenzione umana. Il triste e fatale destino dei due giovani innamorati si compie, implacabilmente, ancora una volta: Giuletta e Romeo muoiono l’uno tra le braccia dell’altro; il loro sacrificio ripristinerà valori e priorità all’interno di due famiglie corrose dall’odio e dalla presunzione, per ricordarci, una volta in più, che, di fronte alla morte, le cose davvero importanti sono molto poche.

Raffaella Sbrescia

Romeo e Giuletta muoiono Ph Luigi Maffettone

Romeo e Giuletta muoiono Ph Luigi Maffettone

“Romeo e Giulietta. Ama e cambia il mondo”: il musical dei record arriva a Napoli

Romeo e Giulietta ©Alessandro Dobici

Romeo e Giulietta ©Alessandro Dobici

Quella di Romeo e Giuletta è “una storia d’amore che assomiglia a mille storie d’amore, eppure mille storie d’amore non fanno questa storia”. Così c’è scritto nella presentazione del cd book contenente 14 delle 45 canzoni che compongono “Romeo e Giuletta. Ama e cambia il mondo”, l’applauditissimo musical ispirato alla celebre opera di William Shakespeare che, reduce da 121 repliche, approderà al Teatro PalaPartenope di Napoli dal 9 al 13 aprile 2014. Ad un mese dall’evento, il produttore e “mercante di sogni” David Zard ha annunciato, in conferenza stampa, che, dei 12.000 biglietti disponibili, 4.500 sono già stati venduti, a dimostrazione del nutrito seguito di cui gode questa prestigiosa produzione.

Tebaldo e Mercuzio ©Alessandro Dobici

Tebaldo e Mercuzio ©Alessandro Dobici

“Lame, veleni, feste, funerali, parenti e serpenti, vecchi morti in vita e giovani vivi oltre la morte” hanno conquistato  più di 220.000 spettatori e, con la regia di Giuliano Peparini, le musiche di Gérard Presgurvic e i testi di Vincenzo Incenzo, l’opera è sicuramente vicina a cifre record con 45 artisti su un palco di 550 mq, 23 cambi scena, 270 costumi, 40 tecnici, 15 persone alla produzione, 6 specialisti della comunicazione, 122 facchini e 13 bilici. Una produzione sui generis che, secondo le parole di Zard: «E’ uno spettacolo che intende coinvolgere i sensi degli spettatori a 360 gradi, un’opera lirica moderna  che abbiamo messo su con grande ambizione, anche attraverso la selezione di artisti da cui si potesse assorbire energia». Presenti in sala stampa anche alcuni membri del cast: Gianluca Merolli (Tebaldo), Giulia Luzi (Giulietta) e Luca Giacomelli (Mercuzio). Tutti e tre si sono mostrati molto entusiasti delle date partenopee e fiduciosi nel caloroso contributo che il pubblico partenopeo ha riservato loro, anche durante alcune repliche romane dello spettacolo. «Il vero produttore di quest’opera, ha poi continuato a spiegare David Zard, è mio figlio Clemente. Entrambi siamo convinti che si tratti del più bel spettacolo mai visto in Italia, forse in Europa. Vorrei anche dire che desideravo mettere in scena questo musical all’Arena Flegrea di Napoli, un luogo fatto apposta per avere il pubblico dentro la scena ma, dopo aver visto lo stato di abbandono in cui la struttura si trovava, ho dovuto abbandonare questa idea, ha rivelato, affranto, il celebre producer.  “Ama e cambia il mondo”, questo è, dunque, il mantra di un’opera che rivendica il diritto all’amore, aldilà di confini, delle etnie, dei pregiudizi e delle bandiere. “Ama e cambia il mondo” è, in sintesi, la rappresentazione del cerchio della vita, che ogni giorno miracolosamente si compie.

Raffaella Sbrescia

“Sangue vivo”: un musical per Napoli

locandina sangue vivo“Sangue Vivo” è il titolo del musical che andrà in scena il 21-22-23 marzo, alle 21.00, presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. L’opera è ambientata nei giorni nostri e, attraverso la forte figura spirituale di San Gennaro, intende infondere una nuova speranza nei cuori di quanti desiderano il riscatto di una società alla deriva. A parlarci della trama, lo spirito e gli obiettivi di questo originale progetto è il direttore artistico Salvatore Sorrentino

A cosa è ispirato il titolo “Sangue vivo”?

“Sangue vivo” è un richiamo certo al martirio di San Gennaro, il cui sangue viene lasciato in “eredità” alla sua città perché lo custodisca e ne tragga forza per superare il male che la attanaglia e per resistere al velenoso intreccio tra i mali antichi e moderni che hanno tormentato e tormentano la sua storia.

Qual è il messaggio che intende trasmettere questo spettacolo?

Un profondissimo legame della città di Napoli con il suo Santo Patrono Gennaro che, dal suo sangue, ha sempre trovato la forza per superare le delusioni, non chiudere le porte alla speranza, e, come avviene al malavitoso protagonista del musical, Carlo, ritrovare la via del rinnovamento, della grazia e della salvezza.

sangue vivoQuale sarà la trama e chi saranno i personaggi?

Il protagonista è Carlo, ascendente camorrista che, proprio nel giorno della festa di San Gennaro, si macchia di un terribile omicidio. Mentre si allontana dal luogo del delitto e si incammina sicuro nella città, Carlo incontra un personaggio misterioso, Procolo, che lo porterà a fare un percorso nei luoghi più caratteristici di Napoli, gli farà tornare il desiderio della serenità perduta con la sua azione assassina. Così, l‘affetto della fidanzata Elena, le lacrime e la preghiera accorata a San Gennaro di mamma Rosa, arriveranno come una eco e scaveranno nel profondo del cuore di Carlo. Per lui ormai tutto è predisposto: mancherà solo l’ultimo intervento salvifico di San Gennaro in un luogo caratteristico di storia e di fede.

Si tratta di uno spettacolo adatto anche ai non credenti?

 Certamente! In “Sangue vivo” troviamo messaggi di universalità che coinvolgono tutti indistintamente: il bene, il male, tematiche con cui ognuno di noi si confronta per cercare di dare senso al mistero della vita.

Quali sono le vostre aspettative in merito allo spettacolo e al riscontro del pubblico?

Vorremmo che lo spettatore avvertisse lo scorrere di un nuovo sangue nelle vene: per non spegnere la voce, non chiudere le porte alla speranza e fortificarsi nella sfida educativa cui è chiamato. Lo spettacolo si rivolge anche ai nostri giovani, ai quali dovremo affidare questa città, oggi ancora martoriata, ma che solo il sangue di San Gennaro, che si ravviva, potrà lavare e purificare.

Quali sono i componenti dello staff e qual è il loro ruolo?

 I testi del musical sono di Marica Giambattista, Antonio Scherillo e Salvatore Sorrentino. Regia, musiche e scene sono tutte affidate ad importanti professionisti napoletani: Mario Aterrano alla regia, Antonio Di Ronza alle scenografie, Rosario Imparato all’allestimento, Dino Carano alle coreografie, Gerardo Bonocore, Rino Giglio, Patrizia Marotta e Ciro Trojano alle musiche e testi delle canzoni, ed altri artisti.

Raffaella Sbrescia