Impülse: la recensione di “Let Freedom Rock!”

impulse cover“Let Freedom Rock!” è il titolo del primo full length degli Impülse, il gruppo hard’n’ heavy nato a Chieti nel 2006 per volontà di Ayrton Glieca (basso) e Fabio “Cat” Magrone (chitarra) che, insieme a Luca Ienni (voce), Daniele Di Caro (chitarra) e Federico Kramer Di Santo (batteria), hanno realizzato dieci tracce, dalla corteccia spessa ed impenetrabile, in cui i richiami ai connotati tipici del metal proprio del periodo a cavallo tra fine anni settanta e inizio ottanta vengono prontamente reinterpretati con grinta, e conseguente credibilità, dal gruppo. Energia e sostanza sono le parole chiave di un suono noto, eppure sempre pregno di significato. Apre il disco “Rockrider”, un brano che ci introduce subito ad un ascolto veloce, diretto, travolgente. “Worth Fighting For, Worth Dying For” è una furiosa e fiera scarica di colpi di mitragliatrice, i quali confluiscono nello strumentalismo nudo e crudo di “Raise Up The Flags”. Atmosfere cupe e tempestose annebbiano il sound di “Let the sound begin” mentre l’inderogabile monito di “Rock Never Dies” non lascia scampo a spasmi. I ritmi ancora taglienti e ruvidi di  “Whisky ‘N’ Roll” si addolciscono in maniera struggente nella ballad “I Had A Dream” per poi scurirsi in maniera, a tratti inquietante, in “Awake” e in “Along a Nightmare”. Chiude l’album la brillante titletrack “Let freedom Rock”: 7 minuti di energia fluviale, gli impulsi delle ritmiche alternate si legano a spietati riff di chitarra che rubano il respiro.

Raffaella Sbrescia

Swell 99: “Sentite cosa riusciamo a fare”

Swell99

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Tra graffi grunge e melodie di matrice rock alternative, importate direttamente da oltreoceano, il rock dei marchigiani Swell99 giunge a “Life”, il secondo album in studio della band che, dopo quasi quindici anni di instancabile gavetta, ha varcato ufficialmente le soglie del limbo. Carlo Spinaci (voce ), Carlo Ciarrocchi (chitarre), Maxi Canevaro (chitarre), Michele Pierini (basso), Lorenzo Eugeni (batteria) si raccontano senza filtri, lasciando emergere la forza di un legame prima di tutto umano, oltre che musicale.

Quando è cominciato il vostro percorso di vita insieme e come si sono evoluti il vostro rapporto e, parallelamente, la vostra musica nel corso degli anni?

Siamo 5 amici, da sempre legati per qualche motivo (di parentela o conoscenza in comune), che nutrivano gli stessi gusti musicali, da lì è nato tutto. Sono molti anni ormai che condividiamo la musica come band e le tappe più importanti sono state segnate proprio dai momenti in cui la crescita personale, come musicisti e come uomini, ha potuto tradurre in “note” la fine di ogni percorso di ricerca, mettendole a disposizione della band.

Quali sono stati i vostri punti di riferimento iniziali e, quali, invece, sono stati quelli scoperti più recentemente?

Da sempre (e sempre lo sarà), la musica di Seattle degli anni ’90 mentre, per quanto riguarda le più recenti, tutte le nuove band Post Grunge e Hard Rock, contaminate oggi nelle loro post produzioni da campionature di suoni elettronici.

Che differenze ci sono nell’approccio alla musica tra di voi?

C’è chi riesce meglio a scrivere le ballad e chi invece riesce a portare riff più cattivi o tirati, chi preferisce ritmi di batteria più sincopati o chi preferisce un 4/4 dritto facendo della voce l’elemento determinante… La cosa migliore è che tutta la band riesce ad adattarsi e condividere i gusti individuali nella maniera più facile e collaborativa.

LIFE SWELL 99Da cosa nasce, a cosa s’ispira e cosa intende comunicare l’album “Life”?

“Life” vuol dire: “siamo arrivati fino a qui, eccoci, ci siamo ancora, nonostante l’età e gli impegni, non smettiamo mai di portare avanti ciò che facciamo da più di 20 anni e probabilmente non smetteremo mai… Sentite cosa riusciamo a fare”. LIFE è la voglia di far ascoltare qualcosa di più potente, veramente rock, nei suoni e nelle composizioni, qualcosa di completamente diverso dal primo lavoro. Seppur non al 100% originale, siamo soddisfatti del nostro sforzo.

“Non è la fine” è il terzo singolo estratto dal vostro ultimo lavoro discografico. Si tratta di un brano molto intenso, raccontateci qual è il messaggio che esso contiene.

Il testo è nato nel sonno e ricordo Carlo raccontare di essersi subito alzato ed aver scritto testo e musica. È molto personale e credo riporti sempre un filo logico più o meno forte con una storia passata che lui ha avuto e l’ha lasciato veramente KO quando è fini, sicuramente è l’unica storia d’amore che l’ha ferito e ritorna sempre nei suoi testi. Quando una donna ti lascia senza spiegazioni, ti rimane il pungiglione avvelenato dentro e ci devi convivere con la delusione e la rabbia…

Qual è il bilancio del gruppo e quali sono i nuovi obiettivi che vi siete posti per il futuro?

Il bilancio è buono. Ora abbiamo bisogno di nuovi stimoli. Vogliamo già lavorare al nuovo disco  e cercare di farlo tutto in Italiano… Tutti stiamo lavorando per prenotare date e rifare da spalla a qualche “grande”.

Dove e quando potremo ascoltarvi dal vivo?

4 Aprile al Drunk ‘n Public! Per gli altri aggiornamenti seguiteci su www.facebook.com/swell99 o www.swell99.com.

Raffaella Sbrescia

Video: “Urlo”

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ak2mdq4Qgwg]

Elefanti in fuga, l’album dei Laika Vendetta

laika 2 cover“Elefanti in fuga” è il titolo del nuovo progetto discografico dei Laika Vendetta. Le dieci tracce della band Teramana racchiudono l’essenza di una generazione che, seppur travolta dalle mareggiate del mare in burrasca, riesce comunque a trovare un appiglio per gridare con tutto il fiato rimasto in gola. Registrato da Manuele Fusaroli e realizzato anche grazie ai supporters della band, attraverso la campagna di crowd-funding“Musicraiser”, il disco dei Laika Vendetta è sangue, è vita, è un “sorriso tenuto da parte per le occasioni speciali”. Emidio De Berardinis (voce), Marcos Cortelazzo e Marvin Angeloni (chitarre), Luca Di Filippo (basso) e Alessandro Di Salvatore (batteria) intagliano la corazza dell’ipocrisia generalizzata con profonde incisioni, a colpi di rock e hardcore. Un ritmo serrato, imponente, urlato, sputato in faccia ai “so tutto io” non lascia scampo a chi ha ancora la voglia e il “coraggio” di far spallucce di fronte all’imminente oblìo.

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Laika Vendetta

Il disco si apre con “L’Ineluttabile”  mentre le notti ci divorano i sorrisi, “ogni giorno è un’altalena sul precipizio”, cantano i Laika Vendetta, mentre ci muoviamo come “migranti in cerca di futuri stabili” in “Milano Roma”. “Le bianche vesti corrotte” de “La sposa di Fango” ed il nichilismo generazionale di “Inverno Estate” ci frega, ci fotte mentre, giovani e confusi, trascorriamo notti in strada fino all’arrivo della dannata alba. “Lascivi in cerca di una nuova pelle senz’abito, attaccati al gelo nelle ossa, siamo la sostanza dei peccati”, sentenziano i Laika Vendetta, in “Labile” ma il violino del maestro Sokol Prekalori nella title track “Elefanti in fuga” regala nuova linfa alla corsa della vita. Nostalgia selvaggia e sentimenti primordiali scuriscono le atmosfere di “Samsara” mentre un “sé indulgente, alla ricerca del piacere” sfuma la sezione ritmica serrata di “Samba generazionale”.  “La sensibilità è un danno a due lame e nel paese non ha mercato”, cantano lucidamente i Laika Vendetta in “Costruire sulle rotaie” e a noi, “maestri del vivere con l’acqua alla gola”, non rimane che affidarci a “Kali allo specchio”, “l’alibi ideato per dare un nome alla paura “.

 Raffaella Sbrescia

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