Festival di Sanremo 2018: seconda serata mortifera. Dove sono gli assi nella manica?

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni

Lenta, stralenta che più lenta non si può. La seconda puntata del 68° Festival di Sanremo non decolla praticamente mai. L’ultimo colpo di coda di un corpo moribondo arriva giusto in chiusura con il professor Vecchioni e con l’irriverente Mago Forrest alla una di notte. Sul fronte conduzione, il migliore del trio è indubbiamente Pierfrancesco Favino (sempre più completo e trasversale).

Come annunciato, si comincia con le esibizioni di 4 dei giovani in gara nella sezione “Nuove proposte”
Lorenzo Baglioni “Il congiuntivo”: il testo è fuori luogo, la coreografia ancora meno. Ci si domanda il criterio di selezionein fase preliminare quale sia stato . Voto 3
Giulia Casieri “Come stai”: ritmo, voce e classe per una giovane determinata. voto 6
Mirkoeilcane “Stiamo tutti bene”: la storia di un migrante senza schieramenti politici. L’empatia cantautorale e la capacità di descrivere l’innocenza senza filtri il plus ultra del brano. Voto 8
Alice Caioli “Specchi rotti”: un’ inespressiva regina di ghiaccio cerca di cantare l’amore senza riuscirci. Voto 4

Big

Le Vibrazioni “Così sbagliato”: Francesco Sarcina entra finalmente nel pezzo e lo rende grintoso. Il testo racconta il disagio e la trascuratezza di un uomo in crisi. Voto 7
Nina Zilli: senza appartenere è il manifesto (autobiografico) di una ricerca esistenziale. Voto 5
Diodato e Roy Paci: “Adesso”: dici che torneremo a guardare il cielo? Lo speriamo, intanto la raffinata tromba di Paci ci aiuta a farlo. Voto 6
Elio e le storie tese: “Arrivedorci”: una fine drastica, leggermente comica per una storia unica. Che malinconia Voto 5
Ornella Vanoni – Bungaro – Pacifico: “Imparare ad amarsi”: senza sapere cosa mi aspetta, io voglio vedere. Onore al coraggio. Voto 7
Red Canzian: “Ognuno ha il suo racconto”: tra chilometri e pericoli, non c’è mai una storia uguale a un’altra. Menomale Voto 6.5
Ron: “Almeno pensami”: un modo di concepire l’amore come non esiste più. Voto 6
Renzo Rubino: “Custodire”: il brano viene dal cuore ma le stonature sono troppe. Voto 5
Annalisa: “Il mondo prima di te”: concisa, sicura, pronta e sul pezzo. Voto 7
Decibel: “Lettera dal duca”: possibilità e utopie passano e volano da una dimensione ad un’altra Voto 6

Raffaella Sbrescia

Festival di Sanremo: le pagelle della seconda puntata.

Il bacio tra Robbie Williams e Maria De Filippi

Il bacio tra Robbie Williams e Maria De Filippi

La seconda serata del 67esimo Festival di Sanremo ha regalato meno emozioni della prima eppure gli ascolti si sono assestati al 46,6%. Più rilassata la conduzione di Carlo Conti e Maria De Filippi ma meno accattivanti le canzoni in gara. Tra gli ospiti ha spiccato la performance raffinata e potente di Giorgia, sul palco sanremese con il nuovo singolo “Vanità” ed un medley dei suoi successi storici. Breve ed esilarante l’intervento di Robbie Williams che ha persino baciato Maria De Filippi. Divertente e spassoso il verace capitano giallorosso Francesco Totti. Brillante la copertina di Crozza, assolutamente scadente l’esibizione del trio comico romano composto da Insinna, Cirilli, Brignano. Per quanto riguarda la gara: gli eliminati tra i giovani sono Marianne Mirage e Braschi mentre a rischio eliminazione tra i Big troviamo Nesli e Alice Paba, Bianca Atzei, Raige e Giulia Luzi.

Le pagelle

I giovani:

  • Marianne Mirage: “Le canzoni fanno male” è un brano raffinato e stiloso e Marianne lo interpreta con classe e potenza vocale. Voto 8
  • Francesco Guasti: “Universo” ci invita a riflettere su quello che ci circonda e Francesco lo canta in modo accorato e credibile. Voto 7
  • Braschi: “Nel mare ci sono i coccodrilli” si è mostrato un brano debole rispetto agli altri in gara e Braschi non era particolarmente carico sul palco. Voto 5
  • Leonardo Lamacchia: “Ciò che resta” è un brano dal testo intenso e dalla melodia tradizionalista. Voto 5.5
Francesco Gabbani

Francesco Gabbani

Big:

  • Bianca Atzei: con “Ora esisti solo tu” Bianca torna a Sanremo con un altro brano di Kekko Silvestre. Sebbene la sua interpretazione sia stata buona e molto più misurata rispetto al passato, il brano è privo di mordente. Voto 5
  • Marco Masini: nuove sonorità per l’artista giunto al suo ottavo Sanremo. “Spostato di un secondo” ci fa rivivere un potenziale remake di “Sliding Doors”. Voto 7
  • Nesli e Alice Paba: In “Do retta a te” i due appaiono dolci e affiatati eppure la sottile voce di Alice non riesce a trovare l’amalgama perfetta con quella di Nesli. Voto 4.5
  • Sergio Sylvestre: “Con te” è una ballad strappalacrime ma ieri Sergio era molto emozionato e le troppe imprecisioni hanno penalizzato la performance nel suo complesso. Voto 4.
  • Gigi D’Alessio: “La prima stella” nasce da emozioni nobili ma Gigi è sempre uguale a se stesso. Voto 4
  • Michele Bravi: “Il diario degli errori” è un brano doloroso e delicato. La voce fragile di Michele o si ama o si odia. La sua interpretazione necessita di più ascolti per essere capita a fondo. Voto 5.5
  • Paola Turci: “Fatti bella per te” ci restituisce Paola in una nuova veste musicale. Grinta, voce, arrangiamento e contenuto. Voto 8
  • Francesco Gabbani: “Occidentali’s karma” è il tormentone ufficiale di questo Sanremo. Ironico e dissacrante, Gabbani diverte si diverte. Voto 9
  • Michele Zarrillo: “Mani nelle mani” è il manifesto del neoclassicismo. Garanzia di qualità. Voto 6.5
  • Chiara: “Nessun posto è casa mia” è un brano piatto e questa cosa penalizza anche Chiara, protagonista di un’esibizione poco carismatica. Voto 5
  • Raige e Giulia Luzi: “Togliamoci la voglia” è un brano sfizioso ma c’è da chiedersi il perché del duetto. Ottimo Raige, molesta la Luzi. Voto 5

Raffaella Sbrescia