Non me ne frega niente: il primo singolo del nuovo album di Levante è già un successo

Levante ph Alan Chies

Levante ph Alan Chies

In Italia è l’era del nuovo pop. Una delle più valide esponenti femminili di questa corrente musicale è Claudia Lagona, in arte Levante. Forte dei consensi ottenuti dal precedente disco “Abbi cura di te”, la cantautrice torna in scena annunciando un nuovo album di inediti intitolato “Nel caos di stanze stupefacenti”, in uscita il prossimo 7 aprile per Carosello Records. “Non so perché caddi in quel buco nero. L’orizzonte degli eventi dove tutto ciò che va non ritorna. Mi sentii così, per mesi e mesi. Aggrappata alle sole mura di una stanza, la mia stanza. Non seppi aprire la porta, non seppi mai arrivare alla maniglia che mi avrebbe salvata. Non serviva una mano, serviva una maniglia per aprire un varco dentro quel caos e fuggire. Fuggire da me. Non ci fu serratura, non ci furono chiavi, non ci furono finestre… ci fu solo la musica NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI”. Con queste parole l’artista ha presentato il titolo di questo nuovo lavoro anticipato da un primo interessante singolo intitolato “Non me ne frega niente” balzato subito al numero uno delle tendenze di YouTube e tra i trend topic di Twitter. Grazie al videoclip diretto dal collettivo fiorentino The Factory,  registrato a casaBASE, la residenza d’artista di BASE Milano e ideato dalla stessa Levante, il brano si riveste di ulteriori interessanti sfaccettature: da un lato le atmosfere distopiche di Black Mirror, dall’altro una clinica di cura del futuro in cui pazienti soffrono di disturbi compulsivi da cellulare. Questo è il perturbante scenario che fa da sfondo ad una marcia pop, figlia della vena creativa di Levante e Dario Faini nonché della produzione di Antonio Filippelli che guarda alle produzioni del Nord Europa e alle grandi voci della scena internazionale come Lykke Li e Florence Welch. Andando ad analizzare il testo nello specifico, scopriamo una precisa istantanea delle principali isterie da “social network” dei nostri giorni.

Levante

Levante

Disincanto, disillusione e trasparenza fanno capolino in un racconto fedelmente ispirato alle avvilenti dinamiche del web: “Sogno la pace nel mondo ma a casa sono a brava a far la guerra. La storia è sempre quella, noi siamo tutti uguali ma il colore della pelle conta. Se parte la rivolta combatto con lo scudo dello schermo, le armi da tastiera il giorno sto in trincea lancio opinioni fino a sera. Non me ne frega niente se mentre rimango indifferente il mondo crolla e non mi prende, non me ne frega niente se mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me”, scrive e canta Levante, mettendo in evidenza le più la parte più meschina, codarda e superficiale di un modo di fare sempre più diffuso e sempre più degradante in modo intelligente e di classe. Un ottimo presupposto in attesa di scoprire cosa ci riserverà il resto dell’album.

 Raffaella Sbrescia

A maggio Levante sarà live nelle principali città italiane con la sua nuova tournée “Nel caos tour 2017” organizzata da OTRlive. La data di Milano prevista per l’11 maggio all’Alcatraz è spostata per ragioni organizzative a martedì 16 maggio. Si parte il 4 maggio dall’Atlantico di Roma e si prosegue il 5 maggio a Perugia all’Afterlife Live Club, il 6 all’Estragon Club di Bologna, il 12 al New Age Club di Roncade (TV), il 13 maggio al Teatro della Concordia di Venaria Reale (TO) e si concluderà il 16 maggio all’Alcatraz di Milano (NUOVA DATA). Prevendite disponibili su Ticketone: http://bit.ly/nelcaosLEVANTE

 Video: Non me ne frega niente

Attenti alla “Mantide” dei Raniss

Raniss

Raniss

Con il nuovo singolo intitolato “Mantide”, la band alternative/rock toscana RANISS partita da un duo nel 2010 con i fondatori Mario Policorsi (Voce e Chitarra) e Alessio Dell’Esto (Basso) amici e musicisti fin dal ’97, a cui poi si sono aggiunti Andrea Alunno Minciotti alla chitarra e Gianmarco Carlini alla batteria, presenta il primo assaggio del disco d’esordio in uscita a marzo 2017. Il brano, scritto da Alessio Dell’Eesto e Mario Poli Corsi e registrato da Andrea Alunno Minciotti, raffronta in maniera metaforica il cannibalismo che la Mantis Religiosa adotta in natura, mangiando il proprio partner durante l’accoppiamento, con un rapporto di coppia in cui l’uomo, seppur oppresso e consapevole della fine certa della storia, per amore chiude gli occhi e va avanti sperando di restare accanto alla propria donna. Il singolo è l’unico brano acustico del nuovo disco e lo anticipa documentando nel video l’esperienza di isolamento vissuta dalla band per le registrazioni e composizione dell’album. “Abbiamo cercato un posto isolato da tutto e tutti nelle colline toscane - raccontano i Raniss -  e ci siamo chiusi là suonando tutti i giorni tutto il giorno come hanno fatto grandi artisti negli anni passati. Il risultato è un lavoro composto da 8 tracce che uscirà a Marzo 2017″.

Video: Mantide

“Domani”: per la prima volta insieme i fratelli Edoardo, Eugenio e Giorgio Bennato.

bennato-foto-7

È in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i digital store “Domani”, il brano che vede per la prima volta insieme i fratelli EdoardoEugenio e Giorgio Bennato.

Artefice dell’impresa è Gino Magurnoautore della canzone, che spiega: “Si tratta di un ritorno al passato, alla fanciullezza dei ragazzi di Bagnoli, quando nacquero artisticamente insieme formando il Trio Bennato. Ho avuto, ed ho tuttora, la fortuna di lavorare con tutti e tre e diventare loro amico – racconta Magurno – e ho subito pensato a loro per interpretare questo pezzo perché ben rappresentano il messaggio positivo che vorrei che arrivasse ascoltando la canzone. I sogni possono diventare realtà: domani è il giorno più bello della settimana perché domani può succedere di tutto, anche realizzare i propri sogni, a qualunque età, e se domani non cambiasse niente c’è subito un altro domani in arrivo che fa sognare”.

Il brano è accompagnato da un videoclip che è un vero e proprio documento che, alternando immagini inedite della loro infanzia con quelle di oggi, racconta l’incredibile storia dei tre ragazzi di Bagnoli, periferia di Napoli.

Alla realizzazione di “Domani”, arrangiata da Magurno nel suo Abbi Dub studio, hanno collaborato Tony Cercola ai bonghetti e Gennaro Porcelli alle chitarre ed armonica.

Video: Domani

Il talento musicale è uno dei tratti che accomuna i fratelli Bennato: insieme, nel 1958, i tre formano il Trio Bennato, in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni.

Parallelamente, nel corso degli anni, ognuno dei 3 percorre la propria strada nella musica:

Edoardo è uno dei più grandi rocker italiani. Primo cantante italiano a riempire lo stadio milanese di San Siro con più di sessantamila persone e ad esibirsi sul palco del Montreux Festival, ha scritto e interpretato brani indimenticabili come Campi Flegrei, Una settimana… Un giorno…, La fataSono solo canzonetteUn’estate italiana (inno ufficiale dei mondiali di calcio Italia’90) incisa in coppia con Gianna Nannini, Le ragazze fanno grandi sogni, solo per citarne alcuni. È stato inoltre autore per numerosi artisti: dai Formula 3 a Bruno Lauzi, Herbert Pagani, Bobby Solo, Loredana Berté.

Eugenio è uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare e dei Musicanova. È autore di diverse colonne sonore tra cui quella de La stanza dello scirocco per la quale ha vinto il Nastro D’Argento per la miglior colonna sonora. È inoltre il fondatore del movimento Taranta Power,nato con l’intento di promuovere la taranta attraverso musica, cinema e teatro.

Giorgio, il minore dei tre fratelli, sviluppa inizialmente la sua carriera musicale come tecnico del suono. Ha inciso diversi dischi per la Lupus e la Polydor. Con i Diesel, gruppo di cui è fondatore, ha partecipato alla realizzazione del programma televisivo Napoli prima e dopo. Insieme ai fratelli fonda la Cheyenne Records, casa discografica di cui diventa direttore artistico, mentre continua a collaborare alla produzione delle incisioni di Edoardo ed Eugenio.

Edoardo non è mai stato in gara sul palco del Festival di Sanremo, mentre Eugenio ha partecipato con Novecento aufwiedersehen con Tony Esposito (nel 1990) e con Grande Sud (nel 2008), e Giorgio, come Giorgio Zito e i Diesel con Ma vai vai (nel 1980).

 

“Senza distanza”: il lato più intimo di Molla

Molla ph Michele Battilomo

Molla ph Michele Battilomo

Dal 25 novembre è in tutte le radio “Senza Distanza”, singolo che rivela l’anima elettronica di Molla, tratto dall’ultimo album “365” (Auand Records / Puglia Sounds / Goodfellas). Senza Distanza” racconta in 3’ 25’’ il lato più intimo di Molla (Luca Giura), che lascia affiorare il ricordo di un colpo di fulmine estivo, rivissuto anche nel videoclip girato sulla spiaggia, teatro di “un incontro, del distacco e di tutte quelle emozioni fatte anche di tante notti insonni”. Come il precedente singolo “”, anche “Senza Distanza” presenta un Molla meno esuberante, dal taglio autobiografico, molto legato ai propri ricordi. La canzone testimonia ancora una volta la ricchezza di spunti artistici e musicali presenti in questo secondo lavoro del poliedrico Molla, che spazia tra melodie e stili apparentemente diversi.

PROSSIMI CONCERTI:

10 Gennaio - Caffè dei Fiori - Livorno

3 Febbraio - Libreria Cola Pesce - Messina

Video: Senza Distanza

Intervista a Honor: “Le mie canzoni nascono per rielaborare quello che mi succede”

 Honor

Honor

Honor è una cantante svizzera salita alla ribalta della scena inglese grazie ad un fatto davvero inusuale avvenuto nel 2015 quando il noto Vlogger britannico “Luke is Not Sexy” ritrovò una pen-drive sul treno e lanciò un appello intitolato #namethegirl attraverso il quale invitava la proprietaria della chiavetta usb a materializzarsi. Quella chiavetta conteneva disegni, foto e alcune canzoni che avevano folgorato l’influencer  al punto che lo stesso Luke si era fatto promotore di questa ricerca che non tardò a scatenare la curiosità degli inglesi. A questo episodio sono seguiti un contratto discografico, un singolo d’esordio con un video girato a Los Angeles, l’ingresso nelle classifiche ed i conseguenti remix sempre in onda nel programma del mito Pete Tong su BBC1. Abbiamo incontrato Honor per sapere qualcosa in più su di lei e sulla sua musica. Ecco l’intervista:

Honor, la tua favola artistica ha preso il via ufficiale grazie ad un episodio inusuale ma quando e come è iniziato il tuo percorso di cantautrice?

Tutto è iniziato circa 6 anni fa, quando è mancato mio padre, ho sentito il bisogno di scrivere… Ho iniziato a scrivere pensieri che si sono in un secondo tempo trasformati nel testo delle mie canzoni. Scrivere e cantare è terapeutico per me.

Cosa racchiude e cosa racconta la tua musica? Parlaci di “Never Off” e del suo messaggio…

 Le mie canzoni nascono da momenti di sconforto, momenti nei quali ho bisogno di rielaborare qualcosa. Le mie canzoni non sono tristi, ma per me (e spero anche per chi le ascolta) sono terapeutiche. Le persone si possono immedesimare e le fanno proprie. Come per esempio NEVER OFF, queste due parole hanno un significato molto forte: non arrendersi, non darsi per sconfitti (in amore/ nella vita/ nel lavoro)! Mi piace che chi l’ascolta possa interpretare questo “NEVER OFF”, come meglio crede, in relazione alla situazione che sta vivendo.

Mai darsi per sconfitti è anche il tuo mantra personale?

 Assolutamente si!

Quali sono le tue passioni e i tuoi riferimenti?

Per quanto concerne le mie passioni, sicuramente al primo posto c’è l’equitazione. I cavalli fanno parte del mio quotidiano. Un’altra grande passione è l’arte (in particolare quella contemporanea). Per quanto riguarda i miei riferimenti musicali, invece, sicuramente tutta la scena indie.

Nella tua vita quotidiana hai a che fare con l’arte contemporanea. Cosa significa per te?

Mi piace scoprire nuovi artisti, è un mondo folle, ma al contempo affascinante. Forse perché non sempre anch’essa è razionale, questa cosa m’incuriosisce, anche l’arte dà la possibilità ai fruitori d’interpretarla secondo le proprie logiche.

Honor

Honor

Che rapporto hai con il pianoforte?

Suono il pianoforte da quando avevo 8 anni. Durante l’adolescenza volevo abbandonarlo (avevo la testa altrove), mio papà ha insistito per farmi continuare, oggi non posso far altro che ringraziarlo anche per questo.

Credi nel destino?

Molto!

Quali sono i tratti distintivi di “Love Hate Kiss Kill” e  di “You and my Nightmares”?

Il forte conflitto tra amore e odio. Tra inquietudine e tranquillità. Se non si prova l’uno non si potrà mai sapere cosa significa l’altro.

A quando la pubblicazione di nuovi brani?

 Nel 2017 ve li svelerò!

Raffaella Sbrescia

Video: Never Offu

Apriti cielo, il nuovo singolo di Mannarino punta dritto al cuore.

apriticielo_CD_cover_front_12x12Lo abbiamo atteso a lungo ma ne è valsa la pena. Alessandro Mannarino è tornato con “Apriti cielo”, il brano che anticipa l’omonimo lavoro in uscita il prossimo 13 gennaio. Questo nuovo brano rispecchia in pieno la poetica del cantautore romano che, così come aveva fatto con “Al Monte”, continua a dare voce alla gente del popolo e lo fa scegliendo di musicare i versi di quelle che sono a tutti gli effetti delle poesie. La capacità narrativa, associata a degli arrangiamenti finemente curati e ricchi di influenze e richiami, rappresentano le qualità più importanti di Mannarino che, con la sua voce calda a avvolgente, regala nuovi plus al suo ammaliante storytelling. “Apriti cielo” affronta tematiche spigolose, affronta a pieno viso l’attualità senza avvalersi di frasi fatte o luoghi comuni. La scrittura di Mannarino è delicata ma efficace, attenta e concisa, popolare ma non populista. Le parole dell’artista trasudano amore, speranza, intelligenza. “Lasciateme passà che non ho tempo. Ho già dormito tanto, adesso ho un grande appuntamento. Il vento che passa, Il cielo che vola. È una vita sola”, canta Alessandro, rivelandoci la propria epifania personale in tutta la sua lucentezza.

Video: http://vevo.ly/rM0857

E allora via, ecco la preghiera laica: “Apriti cielo. Per chi non ha bandiera, Per chi non ha preghiera, Per chi cammina dondolando nella sera”; un monito, un grido, un richiamo ancestrale. E infine: “Apriti cielo e manda un po’ di sole su chi non c’ha un nome, su chi non ha regione. Apriti cielo e manda un po’ di sole su chi cammina solo tra milioni di persone.” Qui il discorso si fa ampio, quasi epico. Mannarino usa la penna e la voce trasformandoli negli strumenti, forse armi, di una battaglia epica contro mode e tendenze. Questa sua nuova canzone squarcia i teli eretti da una società qualunquista, mette nero su bianco le fragilità, non teme la paura e le debolezze bensì ci incute forza e consapevolezza e ci incoraggia a fare di più e meglio. Ottimo Mannarino, adesso aspettiamo il disco e le aspettative sono veramente molto alte.

 Raffaella Sbrescia

mannarino_ph magliocchetti

mannarino_ph magliocchetti

“Apriti cielo” è anche il titolo del quarto album di MANNARINO, che uscirà il 13 gennaio prima della partenza dei live in programma da fine marzo sui palchi più importanti d’Italia. Sabato 25 marzo 2017 MANNARINO si esibirà live per la prima volta al PalaLottomatica di Roma con quella che si preannuncia come una grande festa, tra ritmi travolgenti e intense interpretazioni.

Il concerto del 25 marzo ha registrato in sole 4 settimane il sold out, permettendo l’apertura di una seconda data al Palalottomatica, in calendario il 26 marzo 2017.

Dopo il successo di “Corde 2015”, lo spettacolo itinerante con cui il cantautore ha chiuso la stagione live del suo album precedente, è il momento di un nuovo viaggio, quello di APRITI CIELO Tour che vedrà Mannarino esibirsi nelle principali città italiane: Pala Lottomatica di Roma (25 e 26 marzo), Estragon di Bologna (28 marzo), Nelson Mandela Forum di Firenze (31 marzo), Gran Teatro Geox di Padova (1 aprile), Fabrique di Milano (3 aprile), Teatro della Concordia di Torino (6 aprile), PalaSport Giovanni Paolo II di Pescara (8 aprile), Casa della Musica di Napoli (10 aprile).

 Ascolta qui il brano

 

“1993″, prendetevi del tempo per ascoltare la musica di Boosta

Boosta

Boosta

Musica che richiede e che merita tempo. Questa è quella di Davide Dileo aka Boosta, carismatico tastierista dei Subsonica ed artista a tutto tondo. “1993” è il primo capitolo della sua avventura da cantante solista che confluirà nell’album di inediti “La Stanza Intelligente”, in uscita il prossimo 28 ottobre per Sony Music. Entusiastiche le reazioni di fan e critica nei riguardi del bel testo scritto da Stefano Sardo, cantante dei Mambassa e sceneggiatore della serie tv Sky “1992” e “ 1993″: « Il tempo ci ha cambiati un po’, il tempo ci ha cambiati un po’ Una sola cosa non cambia mai La guerra fra di noi», canta Boosta, coadiuvato nei cori da Yendry Fiorentino, tessendo le trame di uno dei pezzi più semplici di un disco che è frutto di un desiderio tanto naturale quanto estemporaneo.

Questo primo step del progetto che coinvolge anche Malika Ayane, Nek, Luca Carboni, Raf, Giuliano Palma, Cosmo, Briga, Enrico Ruggeri, Marco Mengoni e Diodato, racchiude un prezioso momento di raccoglimento con se stessi ma intende offrire anche una altrettanto rara occasione di incrocio tra dimensioni e mondi distanti. Il fatto è reso tangibile dal videoclip girato da Giacomo Triglia tra il Piemonte e la Calabria, ispirato al film “Se mi lasci, ti cancello” in cui Boosta è protagonista in due versioni: Davide che interpreta se stesso nei giorni nostri e lui vent’anni prima, alle prese con il suo grande amore. A dare voce e volto al giovane Boosta è l’attore Andrea Sorrentino, mentre la giovanissima youtuber star Greta Menchi, per la prima volta nelle vesti di attrice, interpreta la sua fidanzata.  Questo incrocio tra mondi e generazioni segna, dunque, il primo step di una passeggiata in solitaria fuori dall’astronave madre. Boosta si fa cantante, suona tutti gli strumenti (tranne le batterie), rifugge gli integralismi e si apre al dialogo a viso scoperto; senza filtri, senza maschere, senza limiti. Con queste premesse, ci prenderemo  sicuramente del tempo per scoprire cosa bolle in pentola.

Raffaella Sbrescia

Video: “1993″

“Sai che”: Marco Mengoni canta la dirompenza dei sentimenti.

Marco Mengoni

Marco Mengoni

Il capitolo finale della playlist in divenire di Marco Mengoni prende vita con “Sai che”. Un brano che riprende alcuni tratti della già fortunata collaborazione con Fortunato Zampaglione e Michele Canova Iorfida e che rinsalda a doppio giro tutti i punti fermi dei precedenti “Guerriero” e “Ti voglio bene veramente”. L’atmosfera creata da questa ballad intensa e dolorosa è ibrida e sognante. Lo sfondo è una dimensione sospesa in cui i rintocchi del tempo sono dettati dall’incedere dei pensieri, tanto forti da non poter essere ignorati. La base di partenza è una sensazione di gioia, pura e cruda, così lontana, così distante da sembrare ormai quasi sconosciuta. Il fulcro del brano è la purezza e la consistenza di un sentimento genuino e speciale, pronto a sfidare ogni tipologia di ostacolo: «Eravamo davvero felici con poco. Non aveva importanza né come nè il luogo. Senza fare i giganti e giurarsi per sempre ma in un modo o nell’altro sperando nel mentre», canta Marco, rivelando la caducità dei rapporti umani ma anche l’irrinunciabile voglia di crederci a dispetto di tutto. E poi, ancora: «Sai che ho cercato un modo per dimenticare ma di contro c’è il mio volerti bene che è ancora più grande di me» mettendo a nudo l’impotenza della razionalità al cospetto della dirompenza dell’amore, quello vero, quello che perdona tutto, quello che va avanti ad oltranza e che non conosce ragioni o limitazioni.

A queste parole cariche di pathos, Marco Mengoni sceglie di associare un videoclip ambientato in 5 diversi stati degli USA girato da You Nuts Production, quasi come se volesse declinare in modi diversi le vorticose evoluzioni di un solo animo inquieto e solitario. Scenari mozzafiato accompagnano un viaggio interiore, sempre più simile ad un processo di purificazione spirituale. Sarà, a questo punto, interessante scoprire come saranno gli altri 4 inediti contenuti in “Marco Mengoni Live”, il nuovo progetto discografico che Mengoni pubblicherà il prossimo 25 novembre su etichetta Sony Music. Si tratterà di un racconto degli ultimi due anni da record e includerà tutto il repertorio live diviso in due dischi come i due leg di tour che hanno totalizzato oltre 300mila spettatori senza dimenticare un duetto con un’artista internazionale. Due album live e un dvd per fissare nel tempo e nella memoria 26 date completamente sold out, un viaggio incredibile su due palchi completamente diversi, anch’essi parte integrante dell’evoluzione del progetto e della playlist stessa.

Per chi volesse completare l’esperienza di conoscenza di questo straordinario artista, Marco Mengoni tornerà in tour a partire dal 12 novembre per 13 date in tutta Italia.  MENGONILIVE2016, prodotto e distribuito da Live Nation sbarcherà poi per la prima volta in Europa con concerti a Francoforte, Bruxelles, Amsterdam, Parigi, Città di Lussemburgo, Zurigo, Colonia, Vienna e Varsavia.

Raffaella Sbrescia

Video: Sai che

http://www.vevo.com/watch/IT5081600279?isrc=IT5081600279&share_location=ingestion

 

Un mondo migliore, ecco il nuovo singolo di Vasco Rossi

Vasco rossi ph Michael Putland per chiaroscuro-creative

Vasco rossi ph Michael Putland per chiaroscuro-creative

Dopo le 4 “maggiche” giornate di giugno allo stadio Olimpico di Roma, il 2016 di  Vasco Rossi continua all’insegna delle sorprese. Dopo l’annuncio  di 4 brani inediti entro Natale, ecco l’arrivo di un’antologia  storica comprensiva di circa 70 canzoni tratte dai 17 album in studio, dal primo “Ma cosa vuoi che sia una canzone” a “Sono Innocente” (da due anni in classifica) e la conferma della data – 1 Luglio 2017 – per l’appuntamento di Modena, “Modena Park” dove tutto è iniziato 40 anni fa.

 Tra qualche giorno esce il primo dei 4 attesi inediti: Si intitola “Un mondo migliore”  il nuovo  singolo di Vasco e  dal 14 ottobre sarà in radio e disponibile in versione digitale. Tra cambiamenti e consapevolezze,  le sue riflessioni sulla Vita e sulla necessità di “essere libero” (Sai / essere libero / costa soltanto / qualche rimpianto), Vasco tratta uno dei suoi argomenti preferiti, come nella  migliore tradizione dai tempi di “Liberi liberi” (da chi da che cosa) fino a “Come vorrei”, passando per “C’è chi dice no” (“tanta gente è convinta che ci sia nell’aldi là – qualche cosa chissà..”) e  anche  per  “La noia”, ci sta. L’ironia e la malinconia ne sono l’espressione, il mood tipico di Vasco, beffardo e malinconico, l’attrazione fatale delle sue migliori interpretazioni ( Sì / tutto è possibile / perfino credere / che possa esistere / Un mondo migliore).

Il video che accompagna “Un mondo migliore”  è stato ideato e diretto da Pepsy Romanoff, che ha costruito una storia che assomiglia molto al mondo di oggi. Praticamente un corto con una sceneggiatura liberamente ispirata dal testo della canzone.  Una interpretazione onirica,  certamente condivisibile. La canzone lascia ampio spazio all’immaginazione, ognuno la farà sua. Straordinario il protagonista, l’altra faccia di Vasco nel video,  l’attore Vinicio Marchioni, che tutti conosciamo e abbiamo apprezzato in Romanzo Criminale. Grinta  da vendere e sfida all’ultimo sguardo tra i due antagonisti. Un onore e …un motivo di curiosità in più nell’attesa di condividerlo. Ambientato in Puglia con i suoi straordinari panorami suggestivi: dall’immensa campagna del foggiano tra maestose pale eoliche, alla cava di marmo con i suoi canyon dal sapore western, fino alla riscoperta di un  paesaggio industriale per il  finale con effetti speciali. Tutti non luoghi e spazi aperti che il regista ha scelto anche come ideale continuazione dei precedenti video da lui realizzati, “Come Vorrei” e “Tutto in una Notte” (il dvd sempre in classifica).

Regia e concept di Pepsy Romanoff  che  parla del suo lavoro:

“La straordinaria partecipazione di Vinicio Marchioni e le suggestive location proposte dalla Daunia production, di chiara ispirazione western, hanno creato il mood per un piccolo corto musicale dove lo stesso Vasco è protagonista assoluto e chiave di svolta della storia. Il “limbo” in cui Vasco resta bloccato è la fantastica Cava di Marmo che ci ha dato modo di creare un ponte spazio tempo davvero unico, raccontato da terra e cielo grazie a due droni cinematografici. Infine, grazie all’autorità portuale di Manfredonia abbiamo potuto riscoprire un paesaggio industriale che ci ha permesso di  enfatizzare, con effetti speciali,  il finale del video …to be continued?”

Produzione esecutiva di Maurizio Vassallo e il suo staff per Except. Il video è stato girato con tecnica cinematografica digitale, Red Camera, lenti anamorfiche in Cine Scope per accentuare ulteriormente il linguaggio cinema. Tre giorni di set in Puglia, con direttore della fotografia, Emanuele Cerri, e i location manager che avevano già lavorato al film “Tutto in una notte” e a “Come vorrei”.

Oronero: ecco l’atteso ritorno di Giorgia.

Giorgia - Oronero

Giorgia – Oronero

A tre anni di distanza dal successo dell’album “Senza paura”, GIORGIA torna sulle scene discografiche con ORONERO”, il singolo che anticipa il nuovo omonimo album di inediti dell’artista, in uscita il 28 ottobre(Microphonica/Sony Music Italy). Da oggi 30 settembre sarà inoltre possibile acquistare in preorder su iTunes l’album “Oronero”, ottenendo subito come instant gratification il singolo che dà il titolo al disco. Il nuovo progetto discografico va a consolidare la collaborazione tra Giorgia, conosciuta in tutto il mondo per le sue incredibili doti vocali e la sua potente carica interpretativa, e il produttore Michele Canova, già insieme nei precedenti due album, “Dietro le apparenze” (2011) e “Senza paura” (2013).

Questa la tracklist di “Oronero: “Oronero”, “Danza”, “Scelgo ancora te”, “Credo”, “Per non pensarti”, “Vanità”, “Posso farcela”, “Come acrobati”, “Mutevole”, “Tolto e dato”, “Amore quanto basta”, “Sempre si cambia”, “Grande maestro”, “Regina di notte”, “Non fa niente”.

GIORGIA incontrerà il pubblico e presenterà il nuovo disco il 28 ottobre al Mondadori Store di MILANO (Piazza Duomo, 1 – ore 18.00), il 29 ottobre a La Feltrinelli di ROMA (Via Appia Nuova, 427 – ore 17.00) e il 5 novembre a La Feltrinelli di NAPOLI (Via Santa Caterina a Chiaia, 23 / Angolo Piazza Dei Martiri – ore 17.00).

Ecco il testo del brano:

Parlano di me
Una donna facile
Con le difficoltà
di un giorno semplice

Parlano di te
Che sei fragile
Ma cammina a testa alta
Senza chiedere

Parlano di lui
Uno stronzo senza fine
Che si perde sotto le prime luci di aprile

Dicono di me che rimarrò da sola
Ma ne tempo ho scelto e so che ne rimarrà una di me
Una di me

Parlano di te che non hai regole
La gente parla quando non ascolta neanche se
Parlano di me che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso è il mio primo pensiero

Parlano di noi
Che abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com’ero
E questa sono io
E loro sono oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te
Un uomo che si perde
Ma dà un abbraccio
Alla vita che poi li protegge

Parlano di lei
Una donna senza cuore
Ma che chiede solamente di trovare amore

Dicono di me che non so consolare
Ma sono qui davanti a te e mi prendo il tuo dolore

Parla un po’ con me
Che sono come te
E le parole sono aria e sanno fare male
Devi saperle usare

Parlano di te
Che non hai regole
La gente giudica e non sa neanche lei perché

Parlano di me
Che non mi amo davvero
Ma una carezza sul mio viso
La vorrei sul serio

Parlano di noi
Che abbiamo tutti contro
Ma tu sei come me so che rimarrai al mio fianco

Dicono di me
Non sono più com’ero
E questa sono io
Non lo voglio l’oro nero
Oro nero
Oro nero

Parlano di te che tu non puoi cambiare
Ma nella vita hai fatto passi per potere amare
Parlano di me
Ci credo per davvero
Le tue parole per me son oro
Basta, oro nero.

Ascolta qui “Oronero”

Previous Posts Next Posts
TicketOne