Lo Stato Sociale: “Vorrei essere una canzone” è il nuovo singolo

Lo Stato Sociale

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Esce oggi il videoclip del nuovo singolo “Vorrei essere una canzone” de Lo Stato Sociale. Albi, Bebo, Lodo, Carota e Checco a due anni dal loro ultimo successo con l’album “L’Italia peggiore”, sono pronti a tornare il 10 marzo con il nuovo album “Amore, lavoro e altri miti da sfatare” prodotto da Garrincha Dischi in licenza per Universal Music Italia.

“Vorrei essere una canzone” è una ballata romantica che, con la consueta ironia del gruppo, elenca, con diversi cliché, le canzoni ideali per conquistare la persona del cuore. Quella che ci fa chiudere i finestrini, quella che lasciamo finire prima di scendere dall’auto, quella che cantiamo per strada o per cui stringiamo le cuffie in metropolitana.

Non ha un volto, non ha una voce, non ha un nome da evocare o un numero di telefono da chiamare quando sei ubriaco.” – racconta la band – “E’ quello che alcuni di noi vorrebbero essere per l’altro, è quello che non sappiamo essere fino in fondo. E’ il mondo conciliato che sogniamo, almeno finché non esiste. E’ il modo per uscire dalla solitudine e stare insieme al mondo. E’ la canzone più intima e fragile che abbiamo mai scritto. Abbiatene cura.”

Link video: http://vevo.ly/zhRVA7

Il divertente e irriverente videoclip, firmato da Zurb per The Prodactive, vede la band esibirsi in playback in un ambiente neutro, privo di scenografia. Man mano che il pezzo prosegue, si scatena l’incantesimo e i musicisti smettono a turno di suonare, tra lo stupore di regista e cameraman. E’ il preludio al gran finale in cui, con un grande bacio collettivo tra tutti i presenti, la band sottolinea con ironia il messaggio più importante del brano. Quando suona questa canzone obbliga tutti coloro che la ascoltano a baciarsi, come se trasmettesse il virus dell’amore universale. Le canzoni possono essere piccole e insignificanti, ma servono per la nostra libertà di scegliere da che parte stare.

Le canzoni sono cose piccole e non servono a niente, se non ad essere liberi e scegliere da che parte stare. Con questo video l’intento era rompere gli schemi del romanticismo, mettendoci in gioco in prima persona nella canzone più marcatamente d’amore che abbiamo mai scritto, abbiamo deciso di uscire il giorno di San Valentino, convenzionalmente riconosciuto come il giorno degli innamorati, per dimostrare che l’amore vero ha la libertà di essere come meglio vogliamo.”

Il nuovo album è stato anticipato negli scorsi mesi dal successo del primo singolo “Amarsi male”, che ha già oltre 500.000 streaming su Spotify e quasi un milione di visualizzazioni su YouTube per il videoclip.

Continuano le prevendite per l’attesissimo concerto di debutto al Mediolanum Forum di Assago (Milano) del 22 aprile 2017 organizzato da Antenna Music Factory, per il quale sono stati venduti oltre la metà dei biglietti, l’intero parterre e l’anello A.

Solo durante tutta la giornata di San Valentino, su Ticketone, sarà possibile acquistare due biglietti al prezzo di uno per l’anello C del Forum.

Per informazioni:

www.ticketone.itwww.antennamusicfactory.comwww.lostatosociale.net

 

Bouchra presenta “Yallah”: l’inizio di un’avventura all’insegna dell’indipendenza

Bouchra

Bouchra

Dopo il successo di  “Blanc ou Noir”, cantato in lingua francese, Bouchra, cantante di nazionalità marocchina cresciuta a Livorno, torna con il nuovo singolo “Yallah” firmandone il testo scritto in inglese con l’inciso in lingua araba. La musica e la produzione del brano sono  invece di Emiliano Cecere, compositore e arrangiatore livornese. “La canzone parla di una ragazza che scopre una forza interiore che non sapeva di avere. Da qui la decisione di poter vivere indipendente, cercando la propria strada, insieme alle persone che vogliono seguirla. Yallah, in lingua araba, significa infatti andiamo. E’ un messaggio per incitare le persone ad andare avanti senza fermarsi mai, superando le insidie della vita”. Ecco cosa ci raccontato Bouchra negli studi di Universal Music.

Intervista

Come è iniziato il tuo cammino musicale?

Dopo un primo periodo passato a registrare e pubblicare cover che mi hanno permesso di farmi conoscere in rete, ho incontrato Francesco De Benedittis, autore e produttore italiano, che ha scritto per me il brano in lingua francese “Blanc ou Noir” insieme ad Antonio Toni.

“Yallah” il primo brano che porta la tua firma…

Sono andata a Livorno dal produttore Emiliano Cecere che, di punto in bianco, mi ha messo questa base invitandomi a cantare la prima cosa che mi passasse per la testa.  Non conoscevo questo mio lato, non pensavo di riuscire a scrivere un brano tutto mio e trasmettere un messaggio preciso; è solo grazie a lui che ho scoperto questo lato che vorrei sicuramente sviluppare.

Per tornare alla tua veste di autrice: la tematica di “Yallah” rispecchia una forza interiore che cerchi di diffondere. Da dove nasce questo testo?

Sono sempre stata molto insicura sotto certi aspetti, piano piano ho capito che ogni volta che mi facevo dei problemi non sarei arrivata dove volevo. Pezzo dopo pezzo, ho costruito il mio mondo e sono fiera che il mio brano contenga questo tipo di messaggio.

Quali sono le altre tematiche che ti ispirano?

Sarebbe bellissimo se riuscissi a scrivere canzoni che racchiudessero diversi pezzi del mio vissuto. Vorrei raccontare dei retroscena che nessuno conosce. La cosa più importante al momento è riuscire a far capire alle persone che si può partire da zero per poter comunque arrivare ad un traguardo vincente.

Che tipo di feedback hai ricevuto dalle persone che ti seguono dall’inizio?

Super positivo! C’è chi mi ha visto crescere dai primi video senza basi fino a oggi. Si sentono quasi persone di famiglia ed è molto bello.

Hai in programma dei concerti?

Vorrei sicuramente farne tanti. Per ora il discorso è prematuro, ho pochi brani in repertorio, soprattutto cover. I miei artisti preferiti sono Amy Winehouse, Michael Jackson, Beyoncé, Sia e Stromae: da loro prendo molta ispirazione.

C’è un disco in lavorazione?

Il disco è quasi pronto, ci ho lavorato tutta l’estate ma non ho ancora rivelato alcun dettaglio se non che sarà composto da 8 brani.

Quanta cultura musicale araba c’è nella tua musica?

In realtà non c’è un’artista arabo a cui faccio riferimento, la lingua araba la uso a modo mio perché il mio genere musicale è molto differente dalla musica araba tradizionale. In ogni caso mi riesce più facile cantare in arabo, francese e inglese rispetto all’italiano. Non sono ancora brava ad usare la lingua italiana e credo che per scrivere una bella canzone servano assolutamente le parole giuste.

Che legame hai con Livorno?

Abito a Collesalvetti e ho sempre bisogno di tornarci. Amo venire qui a Milano, lavorare e sviluppare i miei progetti ma poi devo tornare a casa dalla mia famiglia e dai miei amici per ricaricarmi al massimo.

Raffaella Sbrescia

Video: Yallah

Depeche Mode: Where’s the Revolution è il primo potente singolo di “Spirit”

Depeche Mode - cover Spirit

Depeche Mode – cover Spirit

“Where’s the revolution / Come on people you’re letting me down” (“Dov’è la rivoluzione. Su, gente, mi state deludendo”), canta Dave Gahan nel nuovo potentissimo singolo dei Depeche Mode, “Where’s The Revolution”, da oggi 3 febbraio in radio e in digitale (per ascoltarlo:http://open.spotify.com/album/4ys2qTV4GB2kvDlxPRbtVw).

Where’s The Revolution” segna il ritorno dei pionieri dell’elettronica dopo quattro anni di silenzio discografico. Il singolo anticipa “Spirit”il nuovo album già disponibile per il pre-order. Il disco uscirà in tutto il mondo il 17 marzo per Columbia Records in versione standard (fisica e digitale) con 12 brani. La band pubblicherà anche una versione deluxe in doppio CD, contenente uno speciale booklet di 28 pagine di foto e artwork esclusivi, più 5 remix realizzati da Depeche Mode, Matrixxman e Kurt Uenala, chiamati “Jungle Spirit Mixes”.

Spirit” uscirà anche in versione doppio vinile 180 g, che contiene l’album standard su 3 facciate più una speciale serigrafia di “Spirit” stampata sulla quarta facciata. L’artwork e le fotografie che accompagnano l’album sono state realizzate da Anton Corbijn, celebre film-maker e collaboratore storico della band.

“Spirit”, che rappresenta la prima collaborazione dei Depeche Mode con James Ford dei Simian Mobile Disco (Foals, Florence & The Machine, Arctic Monkeys), è il seguito di “Delta Machine”, fortunatissimo album del 2013 che aveva debuttato al numero 1 delle classifiche in 12 paesi. “Spirit” ha già ottenuto recensioni entusiastiche, Q Magazine l’ha definito “l’album più energico dei Depeche Mode da molti anni a questa parte”.

Dave Gahan ha dichiarato: “Siamo estremamente orgogliosi di Spirit e non vediamo l’ora di farlo sentire a tutti. Con James Ford e il resto del team di produzione abbiamo realizzato un album che trovo davvero potente, tanto a livello di sound quanto a livello di messaggio”.

I Depeche Mode presenteranno il nuovo disco con un grande tour mondiale. Nel corso della prima parte del Global Spirit Tour (i cui biglietti sono già in vendita), la band si esibirà per più di 1,5 milioni di spettatori a 34 concerti in 21 paesi europei. La tournée inizierà il 5 maggio a Stoccolma e proseguirà negli stadi europei prima di arrivare in Nord America e Sud America dopo l’estate. Per il calendario europeo e per ricevere aggiornamenti sui prossimi concerti:www.depechemode.com.

Audio: Where’s the Revolution

Spirit tracklist (STANDARD):

Going Backwards

Where’s the Revolution

The Worst Crime

Scum

You Move

Cover Me

Eternal

Poison Heart

So Much Love

Poorman

No More (This is the Last Time)

Fail

 

Spirit Tracklist (DELUXE):

DISC 1

Going Backwards

Where’s the Revolution

The Worst Crime

Scum

You Move

Cover Me

Eternal

Poison Heart

So Much Love

Poorman

No More (This is the Last Time)

Fail

DISC 2 – Jungle Spirit Mixes

1 Cover Me (Alt Out)

2 Scum (Frenetic Mix)

3 Poison Heart (Tripped Mix)

4 Fail (Cinematic Cut)

5 So Much Love (Machine Mix)

 

 

Non me ne frega niente: il primo singolo del nuovo album di Levante è già un successo

Levante ph Alan Chies

Levante ph Alan Chies

In Italia è l’era del nuovo pop. Una delle più valide esponenti femminili di questa corrente musicale è Claudia Lagona, in arte Levante. Forte dei consensi ottenuti dal precedente disco “Abbi cura di te”, la cantautrice torna in scena annunciando un nuovo album di inediti intitolato “Nel caos di stanze stupefacenti”, in uscita il prossimo 7 aprile per Carosello Records. “Non so perché caddi in quel buco nero. L’orizzonte degli eventi dove tutto ciò che va non ritorna. Mi sentii così, per mesi e mesi. Aggrappata alle sole mura di una stanza, la mia stanza. Non seppi aprire la porta, non seppi mai arrivare alla maniglia che mi avrebbe salvata. Non serviva una mano, serviva una maniglia per aprire un varco dentro quel caos e fuggire. Fuggire da me. Non ci fu serratura, non ci furono chiavi, non ci furono finestre… ci fu solo la musica NEL CAOS DI STANZE STUPEFACENTI”. Con queste parole l’artista ha presentato il titolo di questo nuovo lavoro anticipato da un primo interessante singolo intitolato “Non me ne frega niente” balzato subito al numero uno delle tendenze di YouTube e tra i trend topic di Twitter. Grazie al videoclip diretto dal collettivo fiorentino The Factory,  registrato a casaBASE, la residenza d’artista di BASE Milano e ideato dalla stessa Levante, il brano si riveste di ulteriori interessanti sfaccettature: da un lato le atmosfere distopiche di Black Mirror, dall’altro una clinica di cura del futuro in cui pazienti soffrono di disturbi compulsivi da cellulare. Questo è il perturbante scenario che fa da sfondo ad una marcia pop, figlia della vena creativa di Levante e Dario Faini nonché della produzione di Antonio Filippelli che guarda alle produzioni del Nord Europa e alle grandi voci della scena internazionale come Lykke Li e Florence Welch. Andando ad analizzare il testo nello specifico, scopriamo una precisa istantanea delle principali isterie da “social network” dei nostri giorni.

Levante

Levante

Disincanto, disillusione e trasparenza fanno capolino in un racconto fedelmente ispirato alle avvilenti dinamiche del web: “Sogno la pace nel mondo ma a casa sono a brava a far la guerra. La storia è sempre quella, noi siamo tutti uguali ma il colore della pelle conta. Se parte la rivolta combatto con lo scudo dello schermo, le armi da tastiera il giorno sto in trincea lancio opinioni fino a sera. Non me ne frega niente se mentre rimango indifferente il mondo crolla e non mi prende, non me ne frega niente se mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me”, scrive e canta Levante, mettendo in evidenza le più la parte più meschina, codarda e superficiale di un modo di fare sempre più diffuso e sempre più degradante in modo intelligente e di classe. Un ottimo presupposto in attesa di scoprire cosa ci riserverà il resto dell’album.

 Raffaella Sbrescia

A maggio Levante sarà live nelle principali città italiane con la sua nuova tournée “Nel caos tour 2017” organizzata da OTRlive. La data di Milano prevista per l’11 maggio all’Alcatraz è spostata per ragioni organizzative a martedì 16 maggio. Si parte il 4 maggio dall’Atlantico di Roma e si prosegue il 5 maggio a Perugia all’Afterlife Live Club, il 6 all’Estragon Club di Bologna, il 12 al New Age Club di Roncade (TV), il 13 maggio al Teatro della Concordia di Venaria Reale (TO) e si concluderà il 16 maggio all’Alcatraz di Milano (NUOVA DATA). Prevendite disponibili su Ticketone: http://bit.ly/nelcaosLEVANTE

 Video: Non me ne frega niente

Attenti alla “Mantide” dei Raniss

Raniss

Raniss

Con il nuovo singolo intitolato “Mantide”, la band alternative/rock toscana RANISS partita da un duo nel 2010 con i fondatori Mario Policorsi (Voce e Chitarra) e Alessio Dell’Esto (Basso) amici e musicisti fin dal ’97, a cui poi si sono aggiunti Andrea Alunno Minciotti alla chitarra e Gianmarco Carlini alla batteria, presenta il primo assaggio del disco d’esordio in uscita a marzo 2017. Il brano, scritto da Alessio Dell’Eesto e Mario Poli Corsi e registrato da Andrea Alunno Minciotti, raffronta in maniera metaforica il cannibalismo che la Mantis Religiosa adotta in natura, mangiando il proprio partner durante l’accoppiamento, con un rapporto di coppia in cui l’uomo, seppur oppresso e consapevole della fine certa della storia, per amore chiude gli occhi e va avanti sperando di restare accanto alla propria donna. Il singolo è l’unico brano acustico del nuovo disco e lo anticipa documentando nel video l’esperienza di isolamento vissuta dalla band per le registrazioni e composizione dell’album. “Abbiamo cercato un posto isolato da tutto e tutti nelle colline toscane - raccontano i Raniss -  e ci siamo chiusi là suonando tutti i giorni tutto il giorno come hanno fatto grandi artisti negli anni passati. Il risultato è un lavoro composto da 8 tracce che uscirà a Marzo 2017″.

Video: Mantide

“Domani”: per la prima volta insieme i fratelli Edoardo, Eugenio e Giorgio Bennato.

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È in rotazione radiofonica e disponibile in tutti i digital store “Domani”, il brano che vede per la prima volta insieme i fratelli EdoardoEugenio e Giorgio Bennato.

Artefice dell’impresa è Gino Magurnoautore della canzone, che spiega: “Si tratta di un ritorno al passato, alla fanciullezza dei ragazzi di Bagnoli, quando nacquero artisticamente insieme formando il Trio Bennato. Ho avuto, ed ho tuttora, la fortuna di lavorare con tutti e tre e diventare loro amico – racconta Magurno – e ho subito pensato a loro per interpretare questo pezzo perché ben rappresentano il messaggio positivo che vorrei che arrivasse ascoltando la canzone. I sogni possono diventare realtà: domani è il giorno più bello della settimana perché domani può succedere di tutto, anche realizzare i propri sogni, a qualunque età, e se domani non cambiasse niente c’è subito un altro domani in arrivo che fa sognare”.

Il brano è accompagnato da un videoclip che è un vero e proprio documento che, alternando immagini inedite della loro infanzia con quelle di oggi, racconta l’incredibile storia dei tre ragazzi di Bagnoli, periferia di Napoli.

Alla realizzazione di “Domani”, arrangiata da Magurno nel suo Abbi Dub studio, hanno collaborato Tony Cercola ai bonghetti e Gennaro Porcelli alle chitarre ed armonica.

Video: Domani

Il talento musicale è uno dei tratti che accomuna i fratelli Bennato: insieme, nel 1958, i tre formano il Trio Bennato, in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni.

Parallelamente, nel corso degli anni, ognuno dei 3 percorre la propria strada nella musica:

Edoardo è uno dei più grandi rocker italiani. Primo cantante italiano a riempire lo stadio milanese di San Siro con più di sessantamila persone e ad esibirsi sul palco del Montreux Festival, ha scritto e interpretato brani indimenticabili come Campi Flegrei, Una settimana… Un giorno…, La fataSono solo canzonetteUn’estate italiana (inno ufficiale dei mondiali di calcio Italia’90) incisa in coppia con Gianna Nannini, Le ragazze fanno grandi sogni, solo per citarne alcuni. È stato inoltre autore per numerosi artisti: dai Formula 3 a Bruno Lauzi, Herbert Pagani, Bobby Solo, Loredana Berté.

Eugenio è uno dei fondatori della Nuova Compagnia di Canto Popolare e dei Musicanova. È autore di diverse colonne sonore tra cui quella de La stanza dello scirocco per la quale ha vinto il Nastro D’Argento per la miglior colonna sonora. È inoltre il fondatore del movimento Taranta Power,nato con l’intento di promuovere la taranta attraverso musica, cinema e teatro.

Giorgio, il minore dei tre fratelli, sviluppa inizialmente la sua carriera musicale come tecnico del suono. Ha inciso diversi dischi per la Lupus e la Polydor. Con i Diesel, gruppo di cui è fondatore, ha partecipato alla realizzazione del programma televisivo Napoli prima e dopo. Insieme ai fratelli fonda la Cheyenne Records, casa discografica di cui diventa direttore artistico, mentre continua a collaborare alla produzione delle incisioni di Edoardo ed Eugenio.

Edoardo non è mai stato in gara sul palco del Festival di Sanremo, mentre Eugenio ha partecipato con Novecento aufwiedersehen con Tony Esposito (nel 1990) e con Grande Sud (nel 2008), e Giorgio, come Giorgio Zito e i Diesel con Ma vai vai (nel 1980).

 

“Senza distanza”: il lato più intimo di Molla

Molla ph Michele Battilomo

Molla ph Michele Battilomo

Dal 25 novembre è in tutte le radio “Senza Distanza”, singolo che rivela l’anima elettronica di Molla, tratto dall’ultimo album “365” (Auand Records / Puglia Sounds / Goodfellas). Senza Distanza” racconta in 3’ 25’’ il lato più intimo di Molla (Luca Giura), che lascia affiorare il ricordo di un colpo di fulmine estivo, rivissuto anche nel videoclip girato sulla spiaggia, teatro di “un incontro, del distacco e di tutte quelle emozioni fatte anche di tante notti insonni”. Come il precedente singolo “”, anche “Senza Distanza” presenta un Molla meno esuberante, dal taglio autobiografico, molto legato ai propri ricordi. La canzone testimonia ancora una volta la ricchezza di spunti artistici e musicali presenti in questo secondo lavoro del poliedrico Molla, che spazia tra melodie e stili apparentemente diversi.

PROSSIMI CONCERTI:

10 Gennaio - Caffè dei Fiori - Livorno

3 Febbraio - Libreria Cola Pesce - Messina

Video: Senza Distanza

Intervista a Honor: “Le mie canzoni nascono per rielaborare quello che mi succede”

 Honor

Honor

Honor è una cantante svizzera salita alla ribalta della scena inglese grazie ad un fatto davvero inusuale avvenuto nel 2015 quando il noto Vlogger britannico “Luke is Not Sexy” ritrovò una pen-drive sul treno e lanciò un appello intitolato #namethegirl attraverso il quale invitava la proprietaria della chiavetta usb a materializzarsi. Quella chiavetta conteneva disegni, foto e alcune canzoni che avevano folgorato l’influencer  al punto che lo stesso Luke si era fatto promotore di questa ricerca che non tardò a scatenare la curiosità degli inglesi. A questo episodio sono seguiti un contratto discografico, un singolo d’esordio con un video girato a Los Angeles, l’ingresso nelle classifiche ed i conseguenti remix sempre in onda nel programma del mito Pete Tong su BBC1. Abbiamo incontrato Honor per sapere qualcosa in più su di lei e sulla sua musica. Ecco l’intervista:

Honor, la tua favola artistica ha preso il via ufficiale grazie ad un episodio inusuale ma quando e come è iniziato il tuo percorso di cantautrice?

Tutto è iniziato circa 6 anni fa, quando è mancato mio padre, ho sentito il bisogno di scrivere… Ho iniziato a scrivere pensieri che si sono in un secondo tempo trasformati nel testo delle mie canzoni. Scrivere e cantare è terapeutico per me.

Cosa racchiude e cosa racconta la tua musica? Parlaci di “Never Off” e del suo messaggio…

 Le mie canzoni nascono da momenti di sconforto, momenti nei quali ho bisogno di rielaborare qualcosa. Le mie canzoni non sono tristi, ma per me (e spero anche per chi le ascolta) sono terapeutiche. Le persone si possono immedesimare e le fanno proprie. Come per esempio NEVER OFF, queste due parole hanno un significato molto forte: non arrendersi, non darsi per sconfitti (in amore/ nella vita/ nel lavoro)! Mi piace che chi l’ascolta possa interpretare questo “NEVER OFF”, come meglio crede, in relazione alla situazione che sta vivendo.

Mai darsi per sconfitti è anche il tuo mantra personale?

 Assolutamente si!

Quali sono le tue passioni e i tuoi riferimenti?

Per quanto concerne le mie passioni, sicuramente al primo posto c’è l’equitazione. I cavalli fanno parte del mio quotidiano. Un’altra grande passione è l’arte (in particolare quella contemporanea). Per quanto riguarda i miei riferimenti musicali, invece, sicuramente tutta la scena indie.

Nella tua vita quotidiana hai a che fare con l’arte contemporanea. Cosa significa per te?

Mi piace scoprire nuovi artisti, è un mondo folle, ma al contempo affascinante. Forse perché non sempre anch’essa è razionale, questa cosa m’incuriosisce, anche l’arte dà la possibilità ai fruitori d’interpretarla secondo le proprie logiche.

Honor

Honor

Che rapporto hai con il pianoforte?

Suono il pianoforte da quando avevo 8 anni. Durante l’adolescenza volevo abbandonarlo (avevo la testa altrove), mio papà ha insistito per farmi continuare, oggi non posso far altro che ringraziarlo anche per questo.

Credi nel destino?

Molto!

Quali sono i tratti distintivi di “Love Hate Kiss Kill” e  di “You and my Nightmares”?

Il forte conflitto tra amore e odio. Tra inquietudine e tranquillità. Se non si prova l’uno non si potrà mai sapere cosa significa l’altro.

A quando la pubblicazione di nuovi brani?

 Nel 2017 ve li svelerò!

Raffaella Sbrescia

Video: Never Offu

Apriti cielo, il nuovo singolo di Mannarino punta dritto al cuore.

apriticielo_CD_cover_front_12x12Lo abbiamo atteso a lungo ma ne è valsa la pena. Alessandro Mannarino è tornato con “Apriti cielo”, il brano che anticipa l’omonimo lavoro in uscita il prossimo 13 gennaio. Questo nuovo brano rispecchia in pieno la poetica del cantautore romano che, così come aveva fatto con “Al Monte”, continua a dare voce alla gente del popolo e lo fa scegliendo di musicare i versi di quelle che sono a tutti gli effetti delle poesie. La capacità narrativa, associata a degli arrangiamenti finemente curati e ricchi di influenze e richiami, rappresentano le qualità più importanti di Mannarino che, con la sua voce calda a avvolgente, regala nuovi plus al suo ammaliante storytelling. “Apriti cielo” affronta tematiche spigolose, affronta a pieno viso l’attualità senza avvalersi di frasi fatte o luoghi comuni. La scrittura di Mannarino è delicata ma efficace, attenta e concisa, popolare ma non populista. Le parole dell’artista trasudano amore, speranza, intelligenza. “Lasciateme passà che non ho tempo. Ho già dormito tanto, adesso ho un grande appuntamento. Il vento che passa, Il cielo che vola. È una vita sola”, canta Alessandro, rivelandoci la propria epifania personale in tutta la sua lucentezza.

Video: http://vevo.ly/rM0857

E allora via, ecco la preghiera laica: “Apriti cielo. Per chi non ha bandiera, Per chi non ha preghiera, Per chi cammina dondolando nella sera”; un monito, un grido, un richiamo ancestrale. E infine: “Apriti cielo e manda un po’ di sole su chi non c’ha un nome, su chi non ha regione. Apriti cielo e manda un po’ di sole su chi cammina solo tra milioni di persone.” Qui il discorso si fa ampio, quasi epico. Mannarino usa la penna e la voce trasformandoli negli strumenti, forse armi, di una battaglia epica contro mode e tendenze. Questa sua nuova canzone squarcia i teli eretti da una società qualunquista, mette nero su bianco le fragilità, non teme la paura e le debolezze bensì ci incute forza e consapevolezza e ci incoraggia a fare di più e meglio. Ottimo Mannarino, adesso aspettiamo il disco e le aspettative sono veramente molto alte.

 Raffaella Sbrescia

mannarino_ph magliocchetti

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“Apriti cielo” è anche il titolo del quarto album di MANNARINO, che uscirà il 13 gennaio prima della partenza dei live in programma da fine marzo sui palchi più importanti d’Italia. Sabato 25 marzo 2017 MANNARINO si esibirà live per la prima volta al PalaLottomatica di Roma con quella che si preannuncia come una grande festa, tra ritmi travolgenti e intense interpretazioni.

Il concerto del 25 marzo ha registrato in sole 4 settimane il sold out, permettendo l’apertura di una seconda data al Palalottomatica, in calendario il 26 marzo 2017.

Dopo il successo di “Corde 2015”, lo spettacolo itinerante con cui il cantautore ha chiuso la stagione live del suo album precedente, è il momento di un nuovo viaggio, quello di APRITI CIELO Tour che vedrà Mannarino esibirsi nelle principali città italiane: Pala Lottomatica di Roma (25 e 26 marzo), Estragon di Bologna (28 marzo), Nelson Mandela Forum di Firenze (31 marzo), Gran Teatro Geox di Padova (1 aprile), Fabrique di Milano (3 aprile), Teatro della Concordia di Torino (6 aprile), PalaSport Giovanni Paolo II di Pescara (8 aprile), Casa della Musica di Napoli (10 aprile).

 Ascolta qui il brano

 

“1993″, prendetevi del tempo per ascoltare la musica di Boosta

Boosta

Boosta

Musica che richiede e che merita tempo. Questa è quella di Davide Dileo aka Boosta, carismatico tastierista dei Subsonica ed artista a tutto tondo. “1993” è il primo capitolo della sua avventura da cantante solista che confluirà nell’album di inediti “La Stanza Intelligente”, in uscita il prossimo 28 ottobre per Sony Music. Entusiastiche le reazioni di fan e critica nei riguardi del bel testo scritto da Stefano Sardo, cantante dei Mambassa e sceneggiatore della serie tv Sky “1992” e “ 1993″: « Il tempo ci ha cambiati un po’, il tempo ci ha cambiati un po’ Una sola cosa non cambia mai La guerra fra di noi», canta Boosta, coadiuvato nei cori da Yendry Fiorentino, tessendo le trame di uno dei pezzi più semplici di un disco che è frutto di un desiderio tanto naturale quanto estemporaneo.

Questo primo step del progetto che coinvolge anche Malika Ayane, Nek, Luca Carboni, Raf, Giuliano Palma, Cosmo, Briga, Enrico Ruggeri, Marco Mengoni e Diodato, racchiude un prezioso momento di raccoglimento con se stessi ma intende offrire anche una altrettanto rara occasione di incrocio tra dimensioni e mondi distanti. Il fatto è reso tangibile dal videoclip girato da Giacomo Triglia tra il Piemonte e la Calabria, ispirato al film “Se mi lasci, ti cancello” in cui Boosta è protagonista in due versioni: Davide che interpreta se stesso nei giorni nostri e lui vent’anni prima, alle prese con il suo grande amore. A dare voce e volto al giovane Boosta è l’attore Andrea Sorrentino, mentre la giovanissima youtuber star Greta Menchi, per la prima volta nelle vesti di attrice, interpreta la sua fidanzata.  Questo incrocio tra mondi e generazioni segna, dunque, il primo step di una passeggiata in solitaria fuori dall’astronave madre. Boosta si fa cantante, suona tutti gli strumenti (tranne le batterie), rifugge gli integralismi e si apre al dialogo a viso scoperto; senza filtri, senza maschere, senza limiti. Con queste premesse, ci prenderemo  sicuramente del tempo per scoprire cosa bolle in pentola.

Raffaella Sbrescia

Video: “1993″

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