All you can eat: le nuove sfaccettature degli Slivovitz

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Imperioso, fluido, variopinto, appassionato: questo è “All you can Eat”, il nuovo album degli Slivovitz, attivi sulla scena jazzrock napoletana dal 2001. Nella loro discografia tre album: Slivovitz (2006), Hubris (2009) e Bani Ahead (2011). Tre prove discografiche in cui i 7 musicisti hanno saputo dimostrare un notevole piglio creativo confluito una speciale formula progressive gypsy electro eclectic jazz. Il fascino ossimorico di questo nuovo lavoro risiede nella riuscita contrapposizione di stili, influenze, richiami e ritmi dal mondo. Si va dall’ammaliante atmosfera di “Persian nights”  al perturbante groove di “Mani in faccia” passando per le suggestioni cinematografiche di “Yahtzee”, l’immaginifico tocco folk di “Barotrauma” e la solenne maestosità di “Hangover”. Le composizioni degli Slivovitz sono singole esperienze sensoriali in grado di toccare diversi punti dell’anima, un “All you can eat” sonoro da assaporare ad occhi chiusi e a cuore aperto.

Raffaella Sbrescia

SLIVOVITZ: Derek di Perri : harmonica Marcello Giannini : electric and acoustic guitars Vincenzo Lamagna : bass guitar Salvatore Rainone : drums Ciro Riccardi : trumpet Pietro Santangelo : tenor & alto Sax Riccardo Villari : acoustic and electric violin

Tracklist:

01) PERSIAN NIGHTS 02) MANI IN FACCIA 03) YAHTZEE 04) PASSANNANTE 05) BAROTRAUMA 06) HANGOVER 07) CURRYW URST 08) OBLIO

Video: Passannante

Dignità Autonome di Prostituzione – Christmas Edition: al Teatro Bellini il “Bordello d’arte” di Melchionna

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

Torna dal 17 al 31 dicembre 2015, presso il Teatro Bellini di Napoli, Dignità Autonome di Prostituzione, uno spettacolo di Luciano Melchionna, dal format di Betta Cianchini e Luciano Melchionna una vera e propria ‘esperienza’ teatrale che ha decisamente scardinato le convenzioni classiche del Teatro. E’ stato accolto, infatti, dal pubblico come un’imperdibile novità, un ‘luna park delle emozioni’. Durante DAdP il Teatro si trasforma in un bordello, in una vera e propria “casa chiusa dell’Arte” completamente immersa in una luce ‘rossa’, soffusa, che fa intuire immediatamente la dimensione intrigante e stravagante che accoglierà il pubblico. Rigorosamente in vestaglia o giacca da camera, gli attori, come delle prostitute, adescano e si lasciano abbordare dagli spettatori, i “clienti”, muniti di “dollarini”, che dovranno contrattare il prezzo delle singole prestazioni, le cosiddette “pillole di piacere”: monologhi classici e contemporanei. Uno spettacolo inusuale che vuole far riflettere divertendo. Come dice lo stesso ideatore, autore e regista Luciano Melchionna, «è uno stupore nuovamente sollecitato, tramite un teatro che non sia auto-celebrativo, ermetico o fine a se stesso, ma prima di tutto magia e sogno». Un sogno che prende vita negli spazi più imprevedibili del Teatro, durante una serata che catapulta lo spettatore in una dimensione surreale e lo accompagna in un percorso itinerante, attraverso luoghi ‘segreti’, generalmente non accessibili.

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

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CAPODANNO 2016 CON DIGNITÀ

Il 31 dicembre l’appuntamento con DAdp sarà speciale: alle 23.00 la celebre Casa Chiusa dell’Arte darà il via a un party folle che tra teatro, musica, brindisi, frizzi e lazzi andrà avanti fino all’alba, in un crescendo di baldoria e sorprese.
La notte di Capodanno avrai a disposizione infiniti dollarini con i quali potrai acquistare innumerevoli Pillole del Piacere Teatrale, per poi ballare fino all’alba con la famiglia di DAdP, dando un degno benvenuto al 2016!

“Mi paghi prima e anche dopo se ti è piaciuto.”

Il Cast di questa edizione:

Raffaele Ausiello – IL NON LO VOGLIO SAPERE
Antonio Caddeo – GOMEZ
Lorenzo Campese – L’IMPROVVISATO-RE
Floriana Cangiano – LA FLO
Sandra Caraglia – LA NON CAMMINARE SCALZA
Betta Cianchini – ANYA
Veronica D’Elia – L’ANARCHICA
Marika De Chiara0 – LA MEGLIO DI NIENTE
Sylvia De Fanti – LA FRANCESE
Valentina De Giovanni – L’IMBECILLE
Renato De Simone – L’IMMOBILE
Adelaide Di Bitonto – LA MA COME SI FA
Sara Esposito – LA MASSAGGIATRICE
Clio Evans – WANDA NINF-A
Adriano Falivene – GNEGNO
Annarita Ferraro – LA LOLITINA
Emanuela Gabrieli – LA TARATATA’
Emanuele Gabrieli – IL COLLA
Giulia Galiani – LA POMPEI
Martina Galletta – LA DIOPUNTOINTERROGATIVO
Sebastiano Gavasso – IL TRA LE PIETRE
Raffaele Giglio – ‘O FIGLIO E ‘NDROCCHIA
Luciano Giugliano – LO SCUGNIZZO
Irene Grasso – LA RITRATTISTA
H.E.R. – LA DAMA DEL FIUME
Salvatore Lampitelli – ‘O NACCHENNELLO
Alessandro Lui – IL SETTIMO
Gianluca Merolli – IL NELLA
Momo – LA RACCONTODUEPUNTI
Agostino Pannone – IL DIVERSAMENTE DIVERSO
Ivano Picciallo – L’ARGHENTINO
Carmen Pommella – UN’ALTRA
Caterina Pontrandolfo – LA PICCOLA ITALIA
Daniele Russo – LIA E PUSILLECO
Paola Sambo – LA I PANNI SPORCHI
Nicola Serigianni – ‘O PESCE
Chiara Spoletini – LA NIPOTINA
Sandro Stefanini – IL MILITARGAY
Adele Tirante – LA BIDELLA
Giorgia Trasselli – UN’ALTRA
Luigi Vuolo – IL 1004

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

Ingresso dalle 23.00 all’1.00
Acquisto biglietti entro martedì 29 dicembre

Info spettacolo

Teatro Bellini
Dignità Autonome di Prostituzione – Christmas Edition
Dal 17 al 31 dicembre

Prezzi: intero 23 €, ridotto (under 29, over 65, cral, convenzioni) 17 € (esclusivamente per le repliche di giovedì 17, venerdì 18, lunedì 28 e martedì 29 dicembre)

Ai prezzi sopraelencati va applicata una maggiorazione del 10% pari al diritto di prevendita

Giorni e orari di repliche:
giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 ore 21:00 – domenica 20 ore 18:00 – venerdì 25 ore 21:00 – sabato 26 ore 21:00 – domenica 27 ore 18:00 – lunedì 28 ore 21:00 – martedì 29 ore 21.00.

SPECIALE CAPODANNO CON DAdP
giovedì 31 dicembre ore 23:00
INGRESSO 85 €

Phogallery prove generali a cura di Luigi Maffettone

Dignità Autonome di Prostituzione -Prove generali -Teatro Bellini ph Luigi Maffettone

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Mama Marjas racconta la sua fame di musica. L’intervista

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Mama Marjias torna sulle scene musicali italiane con “Mama”, un concept album di 12 tracce, promosso con il sostegno di “PUGLIA SOUNDS RECORD 2015 - REGIONE PUGLIA “, di cui l’artista è autrice sia delle musiche che dei testi. Giunto a tre anni di distanza dal precedente lavoro, “Mama” fonde al suo interno atmosfere latinoamericane e ritmi caraibici e afroamericani insieme alla lingua italiana. Una sfida sicuramente impervia eppure brillantemente superata per Mama, ormai considerata  punto di riferimento nella cultura musicale underground. Abbiamo avuto il piacere di poterle fare un pò di domande, principalmente incentrate su questo nuovo album. Ecco cosa ci ha raccontato.

Intervista

“Mama” è un omaggio alle musiche del mondo. Un viaggio in cui la tua voce ci accompagna in Giamaica, ma anche in America latina, con canzoni invase dai ritmi della cumbia e della rumba. Raccontaci il centro, l’origine e la destinazione di questo percorso.

Il centro è la mia crescita artistica e la mia “fame di musica”. Sentivo di dover assecondare la mia volontà di affrontare tutti i generi che mi accompagnano da sempre , che mi fanno vibrare. L’origine è stata l’istallazione di Logic sul mio pc! (ride ndr).  Nei miei 3 dischi precedenti ho sempre scritto su musiche non prodotte e pensate da me, mentre in questo ho “buttato su progetto” ogni mia idea, ogni mio desiderio musicale, anche perché sono un tipo di artista molto ispirata: ho bisogno del momento giusto per farmi venire un’idea e, quando all ’improvviso arriva, scappo al pc per imprimerla. La destinazione ancora non la conosco….seguirò come sempre la corrente delle buone vibrazioni!

Quale ruolo esercita nella tua musica “Mama Africa”?

Mama Africa con la sua triste storia di schiavitù ha portato la sua cultura e i suoi colori nel mondo, contaminandone la musica e le tradizioni. Nel Mondo, già dai tempi della comparsa dei primi ominidi, tutto è nato dall’africa subsahriana e il mondo non è che una grande MAMA per come la vedo io.

Sei autrice sia delle musiche che dei testi. Perché hai scelto l’italiano e quali sono i messaggi che intendi sottoporre all’attenzione del pubblico?

Ho scelto l’italiano anche un po’ per sfida, quella di far scorrere le parole sulla musica come se non fosse italiano, come se fosse inglese o spagnolo o francese e dimostrare il legame tra tutte le musiche del mondo, compresa la nostra Italia e la sua “scuola di melodia”. Il groove è una componente importante nella mia musica, amo intrattenere e far star bene il pubblico ma altrettanto importante è dare dei messaggi che siano quelli giusti. In questo disco lotto contro l’individualismo e il qualunquismo, per tornare ai veri valori di tempi in cui prima di giudicare una persona o di dire che “sei suo amico” la guardavi negli occhi, in cui la gente si conosceva di persona, in cui c’era maggior rispetto per le professioni altrui. Lotto contro il razzismo, perché ognuno è libero di vivere dove vuole nel mondo e lotto per la libertà di essere se stessi in ogni luogo indipendentemente da sesso, etnia, colore e/o religione, siamo tutti fratelli e figli di MAMA.

Hai dichiarato di voler portare in Italia generi musicali meno conosciuti come con la Soca di Trinidad il Dembow della Repubblica Dominicana. Ci parleresti delle caratteristiche e delle origini di questo tipo di sonorità?

Si tratta di musica urbana, popolare, è la musica del popolo piena di energia e spensieratezza ed unisce la gente grazie a messaggi di aggregazione e rispetto nel nome del divertimento collettivo.

In molti ti definiscono la “regina del reggae italiano”. Come vivi la cosa?

La vivo benissimo, perché dovrei vivermela diversamente? Sono chiaramente onorata di tale riconoscimento ho lavorato tantissimo per arrivare a questo. Non è semplice essere donna e fare musica “da maschi col vocione”. E’ per questo che nel 2009 davanti a Marjas misi Mama: mi piaceva l’idea di diventare il punto di riferimento femminile nel genere vista la gavetta e la quantità di dancehall che ho visto e alla quale ho partecipato alla pari con i miei colleghi maschi in Italia in lungo e largo dal 2004 al 2009.

Che rapporto hai con i 99 Posse?

Un fantastico rapporto di rispetto e amicizia vera. Siamo stati come fratelli dal primo momento, loro per me sono stati tra i tanti maestri e ora è un onore per me far parte della loro famiglia e essere “la loro sorellina” come mi dice sempre Luca Zulu’. E’ importante far divertire la gente per evadere dalla realtà almeno a un party ma è fondamentale comunicare e dare i giusti messaggi.

In che senso “Mai” è un atto di amore per la tua terra?

Lo è semplicemente perché amo ogni ulivo, ogni conca, ogni grotta della mia regione e mai me ne scorderò. La consapevolezza e il radicamento sono valori importanti, specie oggi: il Sud Italia vive una condizione drammatica e c’è bisogno di noi giovani per ostacolare chi vuole ammazzarci e contaminarci il territorio…casa nostra!

Mama Marjas

Mama Marjas

“La gente” ha riscosso un entusiasmante riscontro da parte del pubblico. Ci racconti come è nato questo brano e cosa racchiude al suo interno?

E’ nato nel giorno in cui ero a Firenze a lavorare su “Poco Poco” con Arge (numa crew), finito il riddim per il brano, mi ha fatto ascoltare delle sue produzioni “libere” e appena ho ascoltato quella che sarebbe diventata “La gente”, ho intonato il ritornello e scritto di getto le strofe. Al suo interno c’è il Messico, un po’ di Cuba ma anche molto Peru,Cile e Sud America. La canzone racchiude la rabbia di non poter cambiare le sorti della nostra società che sembra si rovini lentamente e inesorabilmente con le sue stesse mani e armi. E’ una canzone di rassegnazione, ma anche di lotta e speranza… “El frio que me hacen sentir nunca deja mi mission de decir”.

Con “Mare” riscrivi un classico della musica italiana “Se puoi uscire una domenica sola con me” portata al successo da Gianni Morandi…

Anche questa è nata per caso: Niam (produttore e batterista dei Dot Vibes) mi ha mandato una cartella di riddim per un suo progetto, tra i vari riddim appena è partito quello che sarebbe diventato quello di “Mare” ho iniziato istintivamente a cantare la strofa di Morandi. La prima melodia che ti viene su un riddim è sacra, è sicuramente quella giusta e lo so per esperienza, quindi ho deciso di sceglierla facendola però un po’ più “Mama Marjas”. Ho invertito i ruoli: in questa versione è la donna che va a prendere il suo lui sotto casa troppo impegnato tra calcio, amici e la pasta al forno della mamma: triste specchio della società attuale!

“Poco poco” decanta la possibilità di vivere con poco. Un messaggio in controtendenza rispetto ai nostri usi e costumi…

Rispetto a quelli declamati dagli ultimi modelli musicali e televisivi sicuramente! Io sono una donna del sud cresciuta sudandosi i soldi quindi mi sento in dovere di mandare un tipo di messaggio del genere guardando come sta diventando materialista e consumista la nostra società. La bellezza e “lo swag” lo fai tu con il tuo stile e la tua personalità, non lo fanno i soldi che spendi in una marca.

In “Dicono” ti sei ispirata ai tuttologi che affollano le timeline dei social network italiani?

Assolutamente! Ho scritto tutto quello che i tuttologi dei giorni nostri mi hanno scritto nel corso di questi anni, le ho messe insieme e ne è uscito un bel rock and roll! Menomale che c’è la musica! Ormai il network ha dato libertà di parola a tutti….ma proprio a tutti purtroppo.

Dove e quando potremo ascoltarti dal vivo?

Sarò in giro con il nuovo live dal 19 dicembre a Cassano Murge per continuare con 27 e 28 in giro per il sud a presentare il nuovo show a Bari, Taranto e in provincia di Benevento per le altre date ci sono i siti internet: www.mamamarjas.com, www.loveuniversityrecords.it  e chiaramente le pagine Facebook.

Stai organizzando un tour? Che idee hai a riguardo? Andrai anche all’estero?

Sarà un live-set carico di musica e tanto ritmo all’insegna della Negritude! Spero anche di fare un giro all’estero, il mondo è il mio pubblico. One Love… e Bless the Ladies!

Raffaella Sbrescia

Acquista su iTunes

Questa la tracklist di “MAMA” (distribuzione digitale Believe Digital/distribuzione fisica Self): “MAMA intro”“Mai”“La Gente”“Più Guardo Lei”“Come Dimenticare”“Mare”“Chi Sei”“Alla Fine”“Tiene Tumbao”“Poco Poco”;“Il Pollo”“Dicono”

Video: Poco Poco

Negramaro live al Mediolanum Forum di Assago: ecco la rivoluzione dei sognatori

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

“Hey sei un sognatore? Ormai non se ne vedono più. E’ un periodo duro per i sognatori. Dicono che il sogno è morto, che non si sogna più. Ma è stato solo dimenticato. Rimosso dal nostro linguaggio. Nessuno lo insegna così nessuno sa che esiste. Il sognatore è confinato nell’oscurità. Io cerco di cambiare tutto questo. E anche tu. Ogni giorno. Sognando con le mani. Sognando con la mente. Il nostro pianeta deve affrontare i problemi enormi di sempre. Perciò non annoiarti mai. Questo è in assoluto il periodo più eccitante in cui possiamo trovarci a vivere. Ed è soltanto l’inizio”. La citazione tratta dal dialogo presente nel film d’animazione del 2001, intitolato “Walking life” di Richard Linklater, riassume perfettamente l’essenza della musica e dello spirito dei Negramaro. Giunti sul palco del Mediolanum Forum di Milano per la prima delle tre date previste nel palazzetto meneghino, Giuliano, Lelle, Ermanno, Andro, Pupillo e Danilo hanno dato vita ad un concerto davvero straordinario. Al centro della rivoluzione pensata dalla band, il concetto di recupero di ciò che abbiamo perduto, un ritorno al passato restando con i piedi ben piantanti nel presente. Fedeli istantanee di precisi stati d’animo, piccoli avvenimenti quotidiani, frammenti di vita, scampoli di cronaca, fulminee sensazioni sono i tasselli scelti per costruire una storia in grado di parlare di tutti e di ciascuno al contempo. Passando tra pop, rock, elettronica, blues, momenti acustici e dub step servendosi di mapping 3d, avatar ed effetti speciali, i Negramaro legano audio e video a doppio filo immergendo il pubblico in una dimensione in grado di stimolare contemporaneamente tutti i sensi.

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

Curate e particolareggiate proiezioni video ispirate ai fumetti disegnati dal bassista Ermanno Carlà per il booklet di “La rivoluzione sta arrivando” animano le scenografie ambientate in città fredde e ipertecnologiche,  questo è il contesto in cui Giuliano e compagni operano per portare in atto la loro rivoluzione. “Sei tu la mia città”, “Il posto dei santi” e “Attenta”, sono i brani scelti per l’apertura del concerto. L’impatto emotivo è notevole, le parole cadono come cascate sulla testa, trafiggono il cuore e inumidiscono i pensieri prosciugati dal tran tran quotidiano. Ogni  canzone in scaletta riserva una piccola sorpresa, nuove sfumature e nuove colorazioni sonore rivestono di nuovo fascino anche le canzoni meno recenti, la scelta di riarrangiare tutti i brani, si rivela vincente ed il risultato spiazza e travolge il pubblico.

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

Negramaro live @ Mediolanum Forum Assago ph Francesco Prandoni

“Meraviglioso” di Modugno/Pazzaglia, “Nuvole e lenzuola”, “Un passo indietro”, “Cade la pioggia”, “Via le mani dagli occhi”, “Sei”, “Sole”, “Una storia semplice” e “Ti è mai successo?”  si susseguono una dopo l’altra innescando un vorticoso meccanismo emozionale. Occhi come specchi, braccia come vessilli, voci come richiami di antichi riti ancestrali. Suggestivamente malinconica  l’interpretazione di Giuliano de “L’ultimo bacio”, una preziosa ballata blues scandita da potenti riff di chitarra elettrica. Struggente “Lo sai da qui”, in cui Giuliano seduto da solo al pianoforte, canta con tutta l’anima con e per suo padre scomparso nel 2013. Amaramente rabbiosa e genuina “L’amore qui non passa” : “Su tutti e su tutto l’amore non passerà mai”, sottolinea Giuliano a denti stretti. L’ultima parte del racconto in musica è tutto un susseguirsi di grandi classici:  ”Solo 3 minuti”, “Estate”, “L’immenso”, “Mentre tutto scorre” fino all’inebriante “Parlami d’amore”: il sigillo finale di esperienza da custodire nel cuore, l’ultimo tassello di quello che non possiamo definire semplicemente un concerto. I Negramaro hanno capito il significato più autentico della parola emozione e, attraverso la loro musica, riescono a fotografare proprio tutte le sfumature contenute in quello che è il prisma dell’anima di ciascuno di noi.

 Raffaella Sbrescia

Il Madhitation tour arriva all’Alcatraz: nuove frontiere sonore con Madh

Madh live ph Luigi Maffettone

Madh live ph Luigi Maffettone

Marco Cappai, meglio noto con il nome d’arte Madh, sale sul palco dell’Alcatraz di Milano per l’attesa data meneghina del Madhitation tour.  Con la sua formula musicale incentrata sulla contaminazione sonora, il giovane artista sardo si sposta dal pop al rap, dall’Hip Hop al Reggae, dalla Drum and Bass alla Dancehall conferendo alle sue canzoni un forte richiamo internazionale ed una sorprendente freschezza interpretativa. Alla potenza vocale e alla presenza scenica, Madh aggiunge una buona percentuale di emotività in grado di stabilire una forte empatia con il pubblico.  Brani come “Boomerang”, “Triangle” , “Gong”, “Powa-Faya”, “Kyoto Mind” feat. Train To Roots,  “Vai”,  “She”, “Madhitation”, “Sayonara” spaziano tra tematiche più o meno astratte lasciando trasparire una scrittura introspettiva, riflessiva, a tratti ascetica.  “Sei tu il padrone di ciò che sei/Che il tempo non ti risparmia mai/Non ti lascia mai”, canta Madh in “Vai”, suo unico brano in italiano, veicolando un preciso messaggio di razionalizzazione del tempo che ci è stato messo a disposizione. Lo show è essenziale ma curato, Madh si mette in gioco e, a più riprese, si lascia anche accompagnare da un nutrito corpo di ballo con spettacolari  e grintose coreografie. Certo, la scaletta è breve ma i contenuti ci sono e offrono un discreto margine di speranza per il prosieguo del cammino artistico di un giovane la cui cifra stilistica apre uno nuovo squarcio all’interno dell’orizzonte discografico italiano.

Raffaella Sbrescia

Mario Biondi in concerto al Teatro Arcimboldi di Milano: eccellenza e sensualità in un tripudio di ritmiche internazionali

Mario Biondi live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Mario Biondi live @ Teatro Arcimboldi ph Francesco Prandoni

Mario Biondi approda al Teatro Arcimboldi di Milano con un concerto ricco, corposo, importante. Da ormai diversi anni l’artista catanese ci ha abituati alla sua voce potente, corposa, imponente. Quello che fa la differenza di volta in volta sono le sfumature con cui Mario riesce a colorare non solo la sua interpretazione ma anche le parole di canzoni che profumano di soul, di funk, di jazz d’Oltreoceano. La maestosità degli arrangiamenti portati sul  palco insieme a Alessandro Lugli alla batteria, Federico Malaman al basso, Massimo Greco alle tastiere, David Florio alle chitarre, Marco Scipione al sax e Fabio Buonarota alla tromba travolge lo spettatore cogliendolo spesso impreparato di fronte ad un mole così spessa di contenuto semantico ed acustico. Camaleontico, ironico e sinceramente emozionato, Mario dimostra di essere anche un ottimo ballerino grazie ad una serie di movenze particolarmente in linea con le ritmiche proposte in scaletta. Attraverso le perle contenute nel suo ultimo disco “Beyond”, tra tutte citiamo “Ecstasy”, “I chose you”, “Love is a temple”, Mario Biondi si è divertito mettendosi in gioco e senza risparmiarsi un attimo sia in termini di energia che di interazione con il pubblico. Se il groove è il suo marchio di fabbrica, la carnale sensualità insita nella sua voce rappresenta il surplus ultra su cui lasciar convergere il flusso delle emozioni. Mario Biondi è una garanzia di eccellenza e, dato che stiamo parlando di livelli qualitativi altissimi, non possiamo esimerci dall’elogiare l’encomiabile bravura dei musicisti di cui l’artista ama circondarsi da ormai svariato tempo.

Raffaella Sbrescia

Clementino live: una iena alla riscossa. Dalla Casa della Musica di Napoli al palco del Festival di Sanremo

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Soltanto poche ore fa, Carlo Conti, direttore artistico del 66° Festival di Sanremo ha annunciato Clementino come uno dei prossimi 20 concorrenti in gara nella categoria Big con il brano intitolato “Quando sono lontano”. Riconosciuto come uno dei rapper di punta dello scenario musicale italiano, l’artista aveva rivelato al pubblico della Casa della Musica “Federico I” (c/o Teatro Palapartenope) di Napoli di aver scritto un inedito ad hoc per la kermesse più amata dagli italiani proprio durante il concerto tenuto lo scorso 11 dicembre all’interno del palazzetto partenopeo.  Insieme ad ospiti e amici di lungo corso quali  Fabri Fibra, Rocco Hunt, Luche, N’to’, Clementino si è esibito cantando tutti i più grandi successi della sua carriera senza dimenticare un doveroso omaggio al grande bluesman Pino Daniele, celebre sostenitore della scena musicale underground napoletana. Iena White sta costruendo il suo puzzle artistico con cura, tenacia e grinta. I risultati parlano da soli, non rimane che goderci la trascinante forza delle sue canzoni.

Setlist

Lo strano caso di Iena White

Cos cos cos

Strade superstar

Oracolo del Sud

Toxico

Voce anima

 Con Ntò: Ghiacciai – Se ne cade la città

La luce

 Con Luchè  E cumpagne mie – Il mio successo

Tritolo

Luna

Con Rocco Hunt: Giungla – Capocannonieri

Pianoforte a vela

Sotto le stelle

Fumo

El Senior

Con Fibra: Boom –  Chimica Brother

Dedicato a Pino Daniele / Da che parte stai?

Bis

O’Viento

Con M.V. :Messaggeri del Vesuvio pt.2

 Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica - Napoli ph Luigi Maffettone

Clementino live @ Casa della Musica – Napoli ph Luigi Maffettone

I 20 big in gara al Festival di Sanremo 2016. I nomi e i titoli delle canzoni

sanremo

1) Via da qui – Deborah Iurato e Giovanni Caccamo
2) La borsa di una donna – Noemi
3) Noi siamo infinito – Alessio Bernabei
4) Il primo amore non si scorda mai – Enrico Ruggeri

5) Guardando il cielo – Arisa
6) Wake up – Rocco Hunt
7) Mezzo Respiro – Dear Jack
8) Un giorno mi dirai – Stadio

9) Infinite volte – Lorenzo Fragola
10) Il diluvio universale – Annalisa
11) Blu – Irene Fornaciari
12) Sogni e nostalgia – Neffa

13) Di me e di te – Zero Assoluto
14) Ora o mai più – Dolcenera
15) Quando sono lontano – Clementino
16) Cieli immensi – Patti Pravo

17) Finalmente piove – Scanu
18) Semplicemente – Morgan e Bluvertigo
19) Nessun grado di separazione – Francesca Michielin
20) Vincere l’odio – Elio e le Storie Tese

 

Questi gli 8 giovani per comporre il cast di Sanremo 2016

CECILE
CHIARA DELLO IACOVO
FRANCESCO GABBANI
IRAMA
MICHAEL LEONARDI
ERMAL META
MAHMOOD
MIELE

Il primo concerto di Benji & Fede al Fabrique di Milano: piccoli divi crescono

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

È iniziata l’avventura live di Benji & Fede. Dopo l’ottimo riscontro ottenuto dall’esordio discografico di 20:05 (Warner Music,) i due giovani si sono esibiti sul palco del Fabrique di Milano per il loro primo affollatissimo concerto. Emozionante assistere alla prima vera esibizione di queste due giovani promesse del pop nostrano; accompagnati dalla loro band,  Benjiamin Mascolo e Federico Rossi hanno naturalmente proposto al giovanissimo pubblico tutti i brani contenuti nel loro Ep. Su tutti evidenziamo “Tutta d’un fiato”, “Tempo di cambiare” e “Lettera”; brani che se già nel disco avevano destato attenzione per freschezza e contenuto, anche dal vivo dimostrano quel quid da cui Benji & Fede dovrebbero trarre spunto per un nuovo lavoro di inediti. Curato e variegato il medley di cover eseguite in acustico: “Piccola stella senza cielo” di Ligabue,  “She will be loved” dei Maroon 5, Wake me Up” di Avicii, “Let her go” di Passenger, Thinking out loud” di Ed Sheeran lasciano trasparire i gusti e i riferimenti musicali di Benji e Fede, sempre pronti ad interagire attivamente con le tante fan accorse in transenna con tanto di genitori al seguito.

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Sfizioso il dissing con Fred De Palma e Shade che si sono sfidati sul palco a suon di rime freestyle. Carina l’idea di far salire una fan sul palco e dedicarle “Prendimi per mano”; pronto a soddisfare le insistenti richieste del pubblico Fede si è anche sfilato la maglietta tra le urla delle fan deliranti. Ancora un paio di canzoni come “Senza te” e il bis di “Tutta d’un fiato” finoo alla pioggia di coriandoli sparati sul finale. Il bilancio di questa prima prova live è sicuramente buono, Benji & Fede dimostrano di saper reggere il palco e il loro pop è fresco e gradevole. Certo c’è tanto da lavorare ma, a giudicare da questi primi passi, I due ragazzi dimostrano di avere le idee chiare e tanta voglia di crescere. Staremo a vedere se il tempo darà loro ragione.

 Raffaella Sbrescia

Leggi l’intervista a Benji & Fede

Setlist

Fino a farmi male

Tutta d’un fiato

Lunedì

New York

Da quando ci sei tu

Medley in acustico cover:

Piccola stella senza cielo

She will be loved

Wake me up

Let her go

Thinking out loud

Stroboscopica

Dissing con Fred De Palma e Shade

Tempo di cambiare

Lettera

Io e lei

Bis:

Prendimi per mano

Senza te

Tutta d’un fiato

 Photogallery a cura di: Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

Benji & Fede live ph Luigi Maffettone

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Ornella Vanoni ammalia il Blue Note con “Free soul”: un doppio appuntamento live all’insegna della più totale libertà

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni

Solo qualche giorno fa Ornella Vanoni vinceva il prestigioso premio Premio Elsa Morante Musica alla Carriera, oggi ritroviamo la leggendaria artista sul palco del Blue Note, il tempio del jazz meneghino. Libera nello spirito e nell’anima, Ornella si propone al pubblico in una nuova veste: “Free  Soul” è l’’inedito progetto che la vede al fianco di Roberto Cipelli al pianoforte, Bebo Ferra alla chitarra e Piero Salvatori al violoncello. L’ensemble nasce dalla consulenza artistica di Paolo Fresu e mette a frutto la lunga e variegata esperienza di Ornella mettendola a confronto con la musica afroamericana, con alcuni standard jazz nonché con un’inedita versione di alcuni grandi classici del suo repertorio. Umorismo, ironia, scanzonata disinvoltura, passione e fascino sono gli elementi con cui la Vanoni ipnotizza il suo pubblico, lo coinvolge, lo ammalia, lo stupisce.  Alle 21 in punto la Vanoni fa il suo ingresso in scena di bianco vestita, per la triade di apertura l’artista sceglie “L’assente”, “Accendi una luna nel cielo”, “Sorry seems to be the hardest word”, tre brani molto diversi attraversati dallo stesso intenso e stratificato spessore vocale. Il vero e proprio plus ultra di Ornella Vanoni è la sua spumeggiante personalità, la spontaneità con cui riesce a toccare i più disparati temi, la più totale libertà nell’ironizzare su se stessa e sugli altri. «I più grandi cantanti jazz son quelli che non fanno niente, per me i più grandi sono Billy Holiday e Chet Baker, quelli che fanno lo skat li “sparerei, non mi dicono niente» – scherza Ornella – passando da “Mi sono innamorato di te”, “Amarsi un po’”, “Just in time”, “Vedrai vedrai”, “Senza fine”, “Che cosa c’è”, “Raindrops Keep Falling On My Head” di Bacharach, “Tu si na cosa grande” arrivando a “Caruso”, “Pata pata” di Miriam Makeba per poi concludere con “Domani è un altro giorno”. «Per andare avanti bisogna cambiare sempre, con coraggio e passione. Questo trio fantastico ed eccezionale mi porta dentro l’anima una nuova gioia», aveva dichiarato Ornella in un’intervista rilasciata prima della doppia data dal Blue Note e, in effetti, questo suo volersi mettere continuamente alla prova racchiude appieno la sua grande forza personale e artistica. Assistere ad un concerto di Ornella Vanoni significa avventurarsi nella conoscenza delle più recondite sfumature dell’animo femminile e rimanerne affascinati fino a lanciarsi in una sentita standing ovation.

Raffaella Sbrescia

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